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Zucca: le proprietà, le tipologie e i modi per consumarla al meglio
Alla scoperta delle proprietà benefiche e i modi migliori per gustarla al meglio
di Filomena Fotia da Meteoweb.eu
La zucca è un ortaggio versatile e nutriente, ricco di numerosi benefici per la salute. Contiene elevate quantità di vitamina A, essenziale per la vista, la crescita e lo sviluppo cellulare e la funzione immunitaria. È anche una fonte di vitamine del complesso B, come folati, riboflavina, B6 e niacina, che sostengono il metabolismo e la salute del sistema nervoso. Fornisce minerali come potassio, magnesio e ferro. È anche una buona fonte di fibre, che aiutano la digestione e contribuiscono a mantenere un sano equilibrio del colesterolo. Inoltre, è a basso contenuto calorico, rendendola un’ottima opzione per una dieta equilibrata.
Scopriamo quindi, in dettaglio, quali sono benefici, proprietà ed eventuali controindicazioni di questo alimento, tante curiosità e info utili.
Cos’è la zucca
La zucca è il frutto di varie specie del genere “Cucurbita“, appartenente alla famiglia delle Cucurbitaceae. Si tratta di piante rampicanti o prostrate che possono crescere in una varietà di climi, anche se prediligono condizioni calde e temperate. Le zucche sono coltivate in tutto il mondo per i loro frutti commestibili e, in alcune varietà, anche per i semi.
Le piante di zucca hanno grandi foglie verdi e vellutate e fiori di colore giallo o arancione. I fiori possono essere maschili o femminili, entrambi presenti sulla stessa pianta. Solo i fiori femminili producono frutti.
I frutti variano notevolmente in forma, dimensione e colore, a seconda della specie e della varietà. Possono essere arancioni, verdi, gialli, bianchi o anche striati. La polpa, di solito dolce e umida, viene utilizzata in numerose preparazioni culinarie, mentre i semi possono essere tostati e consumati come snack o utilizzati per estrarre olio.
La zucca è una verdura?
La zucca è botanicamente classificata come frutto perché deriva dal fiore della pianta e contiene i semi. Tuttavia, dal punto di vista culinario, viene trattata come una verdura a causa del suo utilizzo in piatti salati e della sua texture. Questa distinzione tra classificazioni botaniche e culinarie può creare confusione, ma nella pratica quotidiana, la zucca è spesso considerata una verdura.
Tipi e varietà 
La zucca, con le sue numerose varietà, offre una vasta gamma di forme, dimensioni e colori. Ecco alcune delle varietà più comuni:
Zucca gialla: una delle varietà gialle più popolari è la “Spaghetti”, chiamata così perché la sua polpa, una volta cotta, si sfila in fili simili agli spaghetti. È di forma ovale e ha una buccia gialla liscia;
Zucca arancione: la “Butternut” è una varietà arancione molto popolare. Ha una forma allungata, simile a una pera, e la sua polpa è dolce e cremosa;
Zucca verde: la “Acorn” o “Quercia” ha una forma simile a una ghianda e una buccia verde scuro. La polpa è tenera e leggermente dolce;
Zucca lunga: oltre alla Butternut, la “Trombetta” o “Tromboncino” è una varietà allungata. La sua buccia può variare dal verde al beige chiaro e la polpa è bianca e croccante;
Zucca tonda: la “zucca tonda padana” è una varietà italiana molto apprezzata. Ha una forma perfettamente rotonda, con una buccia che varia dal verde al grigio-verde. La polpa è arancione e ha un sapore dolce e delicato.
Benefici e proprietà della zucca
La zucca è un alimento nutriente con numerosi benefici per la salute. Ecco alcune delle principali proprietà:
Ricca di vitamina A: è una fonte eccellente di beta-carotene, che il corpo converte in vitamina A. Questa vitamina è essenziale per la vista, la crescita e lo sviluppo cellulare, e il funzionamento del sistema immunitario;
Antiossidanti: contiene carotenoidi come il beta-carotene, l’alfa-carotene e la luteina, che sono potenti antiossidanti e aiutano a proteggere il corpo dai danni dei radicali liberi;
Fibre: è una buona fonte di fibre, che favoriscono la digestione, aiutano a mantenere stabili i livelli di zuccheri nel sangue e contribuiscono a un sano equilibrio del colesterolo;
Vitamine del gruppo B: contiene diverse vitamine B, tra cui folati, riboflavina, niacina e vitamina B6, che sono cruciali per l’energia e il metabolismo generale;
Minerali: fornisce minerali come potassio, magnesio, ferro e calcio. Il potassio aiuta a regolare la pressione sanguigna, mentre il ferro è fondamentale per il trasporto dell’ossigeno nel corpo;
Basso contenuto calorico: ha un contenuto calorico relativamente basso, rendendola un’opzione eccellente per chi cerca di mantenere o perdere peso;
Salute del cuore: grazie al suo contenuto di fibre, antiossidanti e potassio, può contribuire alla salute cardiovascolare;
Salute della pelle: gli antiossidanti aiutano a mantenere la pelle sana, proteggendola dai danni dei radicali liberi e potenzialmente ritardando i segni dell’invecchiamento.
Zucca e diabete 
La zucca è considerata un alimento benefico per i diabetici poiché ha un basso indice glicemico, che aiuta a stabilizzare i livelli di zuccheri nel sangue. Contiene anche antiossidanti e fibre che possono contribuire al controllo glicemico e alla salute generale del diabetico. Tuttavia, è sempre importante consultare un medico o un nutrizionista per personalizzare la dieta.
Le controindicazioni
Il consumo di zucca è generalmente considerato sicuro per la maggior parte delle persone, se parte di una dieta equilibrata. Tuttavia, come con qualsiasi cibo, esistono alcune controindicazioni da considerare:
Eccesso di vitamina A: poiché è ricca di beta-carotene, che il corpo converte in vitamina A, un consumo eccessivo e prolungato potrebbe portare a una condizione chiamata ipervitaminosi A;
Problemi digestivi: anche se è una fonte di fibre, che è benefica per la digestione, un consumo eccessivo potrebbe causare problemi digestivi;
Interazione con farmaci: chi assume farmaci che influenzano i livelli di potassio nel corpo, come alcuni diuretici, dovrebbe fare attenzione al consumo di zucca e altri cibi ricchi di potassio, poiché potrebbero alterare l’equilibrio di questo minerale nell’organismo;
Allergie: sebbene sia raro, alcune persone potrebbero essere allergiche alla zucca o ai suoi semi.
Valori nutrizionali, calorie e carboidrati
La zucca è un alimento a basso contenuto calorico ma ricco di nutrienti essenziali. I valori nutrizionali possono variare in base alla varietà e alle condizioni di crescita. Di seguito i valori nutrizionali medi per 100 grammi di zucca cruda e cotta:
Zucca cruda
Calorie: 26
Carboidrati: 6,5 g
Proteine: 1 g
Grassi: 0,1 g
Fibre: 0,5 g
Zuccheri: 2,8 g
Vitamina A: 170% del valore giornaliero raccomandato
Vitamina C: 15% del valore giornaliero raccomandato
Potassio: 340 mg
Calcio: 24 mg
Ferro: 0,8 mg
Zucca cotta (bollita, senza sale)
Calorie: 20
Carboidrati: 5 g
Proteine: 0,7 g
Grassi: 0,1 g
Fibre: 0,9 g
Zuccheri: 2,2 g
Vitamina A: circa 245% del valore giornaliero raccomandato (a seconda della varietà e del grado di maturazione)
Vitamina C: 9% del valore giornaliero raccomandato
Potassio: 230 mg
Calcio: 21 mg
Ferro: 0,6 mg
Le ricette
Infine ecco 2 ricette che potete provare:
Schiacciata di zucca
Ingredienti:
500 g di farina
300 g di zucca cotta e schiacciata
25 g di lievito di birra fresco
50 ml di olio d’oliva
200 ml di acqua tiepida
Sale q.b.
1 cucchiaino di zucchero
Rosmarino q.b.
Procedimento: sciogliete il lievito in acqua tiepida con lo zucchero. In una ciotola, mescolate la farina con la zucca schiacciata, il sale e l’olio. Aggiungete il lievito sciolto e impastate fino ad ottenere un composto omogeneo. Lasciate lievitare in un luogo caldo per circa 1-2 ore. Stendete l’impasto su una teglia oliata e spolverizzate con il rosmarino. Cuocete in forno preriscaldato a 200°C per 20-25 minuti fino a doratura. Servite calda.
Vellutata di zucca
Ingredienti:
700 g di zucca pulita e tagliata a cubetti
1 cipolla tritata
500 ml di brodo vegetale
100 ml di panna fresca
Olio d’oliva q.b.
Sale e pepe q.b.
Procedimento: in una pentola, soffriggete la cipolla tritata con un po’ di olio fino a quando diventa trasparente. Aggiungete i cubetti di zucca e fate rosolare per qualche minuto. Versate il brodo vegetale e portate a ebollizione. Riducete la fiamma e lasciate cuocere per circa 20-25 minuti o fino a quando la zucca è tenera. Frullate il tutto con un frullatore a immersione fino ad ottenere una crema omogenea. Rimettete la vellutata sulla fiamma, aggiungete la panna e mescolate bene. Regolate di sale e pepe. Servite calda con un filo d’olio d’oliva.
Meteo
Clima e global warming, scatta l’allerta per il super El Niño: Italia verso un’estate rovente?
L’aggiornamento ECMWF preoccupa con un El Niño ormai imminente e anomalie record nel Pacifico facendo crescere i timori per i possibili effetti sull’estate 2026
Il nostro modello vede già la fascia tropicale dell’Oceano Pacifico molto calda, ma la situazione potrebbe accentuarsi ulteriormente fra estate e autunno. Si va verso un evento El Niño fra forte ed estremo (mappa ECMWF tratta da Meteored Italia).
6 maggio 2026.- Climatologi e meteorologi seguono da mesi l’evoluzione della fase di El Niño, con modelli previsionali sempre più concordi. Già a inizio aprile le analisi ECMWF, in linea con NOAA e dell’IRI Università di Colombia, indicavano un’alta probabilità di sviluppo, con possibili scenari da “super El Niño”.
Gli ultimi aggiornamenti rafforzano ulteriormente il quadro, El Niño è ormai certo e potrebbe assumere carattere storico, con possibili impatti rilevanti a livello globale e sull’Italia.
Previsioni di Luca Lombroso, meteorologo di Meteored Italia
El Niño sotto osservazione, ecco cosa prevedono i modelli
Luca Lombroso – ECMWF monitora El Niño attraverso il prodotto “Niño 3.4 SST Anomaly”, basato sui dati del modello ERA5, che analizza la temperatura superficiale del mare nel Pacifico tropicale. Il grafico è rappresentato con un “plume”, cioè un insieme di linee a pennacchio, ogni linea rossa indica una possibile evoluzione (membro Ensemble) nelle quattro aree chiave chiamate Niño 1+2, 3, 3.4 e 4. Quando le linee sono molto vicine tra loro, significa che le previsioni sono più affidabili.
La soglia per definire l’innesco di El Niño è di ±0,5°C rispetto alla norma nell’indice Niño 3.4, mentre tra 0,5 e 1°C si parla di evento debole. L’aggiornamento mensile pubblicato il 5 maggio mostra un segnale particolarmente marcato, considerato sorprendente dagli esperti.
Un “super El Niño” in arrivo? Gli scenari climatici
L’ultimo aggiornamento ECMWF rafforza i segnali già osservati: l’El Niño del 2026 è ormai considerato certo e potrebbe raggiungere anche la soglia di “super El Niño”. Il prodotto Plume indica infatti il superamento stabile di +0,5°C rispetto al periodo 1981-2010 tra maggio e giugno, con una persistenza necessaria di almeno tre mesi che renderebbe probabile l’inizio ufficiale dell’evento tra giugno e luglio.
Le proiezioni successive mostrano un’ulteriore intensificazione, con anomalie tra +1,5 e +2°C tra luglio e agosto, suggerendo un El Niño di forte intensità.
“Ricordiamo che l’evento si definisce Super El Niño quando l’anomalia di temperatura marina supera di almeno 2°C i valori climatici di riferimento per un periodo di almeno 3 mesi.”
Il trend previsto è in forte intensificazione: già da agosto le anomalie nel Pacifico equatoriale saliranno a +2/+2,5°C, mentre tra settembre e novembre la maggior parte degli scenari indica valori tra +2,5 e +3°C, con picchi fino a +4°C. Si tratterebbe di livelli eccezionali, superiori anche ai grandi eventi del 1984, 1997 e 2015.
Impatti globali, cosa potrebbe accadere
La prima conseguenza riguarda un possibile rafforzamento del riscaldamento globale, seguita in autunno da effetti sulla circolazione atmosferica.
“Il 2026 e ancor più il 2027 saranno probabilmente anni da record assoluto, con superamento della soglia +1.5°C prevista dall’accordo di Parigi sul clima o perfino sfiorando i +2°C sull’era preindustriale.”
Negli USA si profila un quadro contrastato: Canada e nord America vedranno scenari più miti e secchi, mentre California e Golfo del Messico potrebbero essere esposti a piogge intense ed eventi estremi. In America centrale e nei Caraibi, l’indebolimento degli Alisei potrebbe ridurre gli uragani atlantici ma aumentare il rischio di siccità, con meno piogge stagionali e fenomeni più intensi ma isolati.
In Sud America si prospetta una forte contrapposizione tra l’Amazzonia, a rischio siccità, e l’area tra Ecuador e Perù, soggetta a piogge torrenziali. Criticità anche per l’Australia, con caldo estremo, siccità e incendi, con possibili effetti sul monsone asiatico.
Gli effetti previsti su Europa e Italia
Le teleconnessioni di El Niño restano ancora in parte incerte: per l’estate 2026 non sono previsti effetti diretti, ma possibili influenze indirette sugli anticicloni delle Azzorre e africano potrebbero accentuare le anomalie di caldo già sempre più frequenti. Indipendentemente da El Niño, le ultime previsioni stagionali ECMWF indicano un’estate ormai quasi certamente più calda della media, con anomalie stimate tra +1 e +2°C.
Gli effetti più rilevanti potrebbero però manifestarsi tra autunno e inverno, soprattutto in caso di un “super El Niño”, con possibili ondulazioni della corrente a getto e fasi alternate di blocchi atmosferici e precipitazioni intense. Si tratterebbe di uno scenario da monitorare attentamente, con potenziali impatti meteorologici mai visti in passato su scala globale e continentale.
Per interviste e maggiori informazioni: stampa@ilmeteo.net
L’articolo originale con tendenze per i prossimi giorni:
Allarme super El Niño, Italia verso un’estate 2026 da caldo record?
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Pantelleria, “Escursioni di Primavera 2026”: oggi un gran finale a Gelkamar
Partecipanti all’uscita: Gelkamar registra l’en plein con 52 curiosi e sportivi. Commenti entusiastici
Nella mattinata di oggi, 19 aprile, si è svolta l’annunciata ultima “Escursione di Primavera” 2026.
Ben 52 persone hanno preso parte alla passeggiata tra storia e natura incantata, organizzata da rassegna è organizzata dall‘Associazone Barbacane, dal Centro Culturale Vito Giamporcaro, dall’Ass. Aereonautica Militare e dall‘Ente Parco di Pantelleria.
L’escursione rientra nella rassegna dell’archeologia bellica, materia che è stata motivo di grande soddisfazione per gli organizzatori.

A caldo, così il Presidente della Barbacane Carmine Acierno “L’uscita di oggi è stata un successo: per le persone è stata un sorpresa sia per le postazioni belliche sia per la vista.
“Sono soddisfatto di quello che abbiamo fatto nel rendere fruibili le postazioni e con questa visita ci sentiamo ancora più incentivati ad andare avanti nei progetti che ci siamo prefissati.”
Immagine realizzata con Intelligenza Artificiale
Sempre a caldo, Giovanni Bonomo per il Centro Giamporcaro: “Raggiunto Gelkamar, ci siamo uniti al Com. Acierno che ci ha fatto visitare le batterie che sono vermanete in buono stato di conservazione. Le batterie sono posizionate sull’orlo del cratere che è rimasta intatta anche dopo le eruzioni. Il sentiero per raggiungerla è perfettamente percorribile, grazie alla cura dell’associazione Barbacane. Poi ci siamo spostati ad un altro punto del Gelmìkamar che presenta una visula di buona parte dell’isola.
“Si concludono così le uscite primaverili con una giornata splendida di sole e un’isola ancora tutta da vedere e scoprire.”


Cura, passione, lungimiranza e “devozione” degli organizzatori verso il territorio, la sua storia, la sua cultura e, ancora di più la sua gente. Questi gli ingredienti del successo di questa giornata e delle precedenti uscite esplorative di una Pantelleria che ha sempre più da offrire; un’isola che si offre ma rimane riservata, quasi introversa. Ma quando entri nelle sue corde è solo meraviglia e scoperta ogni giorni, ogni scoglio, ogni umore.
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Di un viaggio ad Algeri e di una truvatura a Bonsulton / 2
Nel frattempo la tempesta andava rapidamente diminuendo e presto si fece bonaccia
Intanto patron Vito, come mi confidò in seguito, era tormentato dai dubbi: avrebbe potuto buttare quel carico pericoloso a mare, ma il suo codice d’onore glielo impediva. Sebbene fosse stato ingannato, aveva dato la parola per quel trasporto a quel pezzo grosso di Palermo, che girava spesso in quel porto, riverito e forse temuto da tutti. E subito una scintilla l’illuminò: quell’uomo doveva essere un alto funzionario dei servizi segreti italiani, che avevano deciso di fornire armi ai ribelli indipendentisti algerini in modo da creare problemi alla sempre amica-nemica Francia. E poi se gettava quei fucili e munizioni in mare, doveva subito tornare indietro, perché chi li aspettava ad Algeri non avrebbe certo perdonato la cosa a lui e ai suoi uomini. E quella era gente dal taglio di gola facile e che non scherzava affatto. Decise di giocare il tutto per tutto e quindi di proseguire. L’alba non era ancora sole ed eravamo a poche miglia dalla costa di Algeri, quando dalle ombre sbucò, a luci spente, una galiotta. Gli uomini del nostro equipaggio si allarmarono grandemente, credendo che la stessa potesse abbordarci. D’altronde contrabbandieri disperati e predoni di mare ancora infestavano in quei tempi quel tratto di mare.
Ma capitan Vito gridò a tutti di non temere. Il trasbordo delle casse fu rapido e silenzioso perché non una sola parola fu scambiata. Presto la galiotta scomparve tra le brume dell’alba. Solo allora don Vito emise un lungo e profondo sospiro di sollievo, e il viso si rasserenò. Quando ormeggiammo nel porto di Algeri, la colonia dei panteschi era già lì ad aspettarci. Fu una festa di lacrime e abbracci. Tutti chiedevano notizie dei loro parenti e amici, lasciati nell’isola tanto tempo prima. Algeri sembrò meno straniera quel giorno, riscaldato dai ricordi e dal passito di Pantelleria. A Dio piacendo, giunse il momento di mollare gli ormeggi e di far rotta di ritorno, verso Pantelleria.
In navigazione, ad un dato momento, il capitano mi trasse in disparte e mi disse “Faremo nuovamente sosta a Biserta. Il vecchio mi aveva sussurrato di tornare”. Così rivarcammo quel portone azzurro e Malek stava lì ad aspettarci su un vecchio sofà, evidentemente lo avevano avvertito fin da quando il ‘Madonna di Trapani’ era comparso all’orizzonte. “Benvenuto, patrune – disse cerimonioso – Aveva ragione l’effendi di Palermo che eravate l’uomo adatto a portare a compimento l’incarico, perché avete coraggio e fortuna. Eh, la fortuna ha la sua parte, non
secondaria, nella vita di un uomo. L’effendi mi ha detto di consegnarvi questa. Apritela quando sarete nella vostra isola”. E consegnò a don Vito una piccola borsa di cuoio, scurita dallo scorrere degli anni e chiusa con dello spago sigillato con della ceralacca.
Mentre il veliero puntava la prua verso il profilo nero eppure bello della sua Pantelleria, Vito sentì il legno vibrare sotto i piedi. Era solido, era forte. Aveva rischiato di farlo diventare un relitto per mano francese, ma la fortuna, ancora una volta, era stata dalla sua e adesso tornava a casa portando grano per la sua gente. E quella misteriosa borsa… La sera, come convenuto, ci vedemmo nel dammuso di don Vito. Al lume di una candela, il capitano aprì la borsa. Eravamo entrambi emozionati. Ne estrasse prima un biglietto di data recente, senza firma, con la scritta “Non so se la carta è veritiera”, poi una pergamena ingiallita, corrosa dal sale e dalla vecchiaia. Non era una carta nautica.
Non c’erano rotte, ma il profilo inconfondibile di una caletta con un’ampia zona del suo retroterra. Sotto il disegno della caletta la scritta “donde el agua del mar hierve” (dove l’acqua del mare bolle). Dalla caletta un lungo tratteggio s’inoltrava nell’interno e c’era segnato “sendero del viñedo del diablo” (sentiero del vigneto del diavolo).
Al termine del tratteggio un disegno che sembrava essere un dammuso con una croce e la scritta vicina “escondido” (nascosto). Doveva trattarsi di una mappa di una truvatura di un tesoro del tempo (‘500/’600) della guarnigione spagnola acquartierata nel castello di Pantelleria, come facevano chiaramente intendere le scritte in quella lingua.
Ma il difficile era identificare i luoghi schematici della mappa con quelli reali dell’isola. Nell’isola le calette con l’acqua del mare calda erano circoscritte, presso la grotta di Sataria, cala Gadir e cala Nikà. Ma qual era quella giusta?
Facemmo in giro delle domande, senza però scoprirci troppo, ma non riuscimmo a venire a capo dell’enigma, intanto i giorni passavano.
(2 – continua)
Orazio Ferrara
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