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Cultura

L’impegno politico di 5 giovani siciliani e la scoperta della pasta con le sarde, in una Palermo esuberante

Redazione

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Quannu a pasta che sarde è ‘nta pignata, ci voli ‘a tavula cunzata… Era un mattino d’estate dopo che l’ultimo ansimante sbuffare della locomotiva si fu del tutto spento nella soffice nebbia della nostra casa di mare…mia madre con cui avevo condiviso tutta la mia vita mi apparve, in sogno, in tutta la sua meravigliosa bellezza. Mi chiese se avessi preparato tutto. Pensai a lungo a tutte le azioni che avevo fatto per riporre ogni cosa nel grande baule. Il mio primo giorno di scuola, la nascita del cugino Giovanni, la morte di mia nonna, ogni cosa in un posto preciso da potervi accedere con facilità. Lei guardò nel baule dove avessi riposto il tutto, la mia metà, e sorrise davanti al mio agitarmi nel suo ventre. Il suo viso divenne d’improvviso triste. Mi chiese dove fossero i suoi sogni di madre. Sbottonai lentamente la camicia, erano legati ad un filo d’oro sul mio petto per poter entrare nei suoi sogni anche dopo che dall’esistenza fosse stata liberata… ma un rumore antistante la mia camera mi fece capire che era solo un sogno e che mi ritrovavo a Roma con dei miei compagni di viaggio a seguire i lavori del mio partito (Il PSI: Partito Socialista Italiano) a cui da poco avevo fatto parte come giovane simpatizzante…

Il Partito aveva organizzato il rientro da Roma per i giovani siciliani in nave con partenza dal porto di Civitavecchia (città che avrei rivisto due anni dopo per svolgere il servizio militare…) e quindi io ed il mio gruppo di giovani socialisti ragusani prendemmo il pullman della Cotral diretti al porto di Civitavecchia spinti dall’entusiasmo per fare rientro a Ragusa…

Era il 7 maggio del 1975! Eravamo partiti da Civitavecchia 15 ore prima e il buio della notte aveva intriso di mistero tutto intorno a noi. Eravamo tutti stanchi e carichi di esperienze ed emozioni, che Ipnos dopo pochi momenti ci avvolse nelle sue calde braccia… Mi svegliai con un sussulto al suono di una sirena… scrutai dall’oblo della mia cabina e vidi all’orizzonte due luci piccole e minuscole. Si alternavano e non riuscivo quasi a distinguere il loro segnale. In cabina notai stralci di Umanità che si affannavano ancora a consumare le ultime forze rimaste tanto che Il silenzio, per tutto il tragitto, non fu mai totale.

Sentii in sottofondo delle voci che si inseguivano da due monitor accesi e, più in profondità, il rombo sordo e costante dei motori che si confondeva con il muggito del mare. Riposammo ancora in qualche modo ma non fu facile non tanto per le scomodità in cui eravamo quanto per l’ansia crescente del ritorno alla madre patria (sì per noi siciliani la terra di origine è come una madre nel senso letterale del termine…). Non ci perdemmo l’alba sul mare. Le prime luci ci spinsero ad uscire sul ponte. Assistemmo alle manovre dei marinai e scrutando l’orizzonte vedemmo Palermo.

Ci vennero in mente i film ambientati in questi luoghi come “Dimenticare Palermo” o “Palermo Shooting” mentre aspettavamo di sbarcare. Tutto andò nel migliore dei modi.

Durante la permanenza a Roma, tutto il gruppo dei giovani ragusani aveva stretto amicizia con Totò Buttitta, un giovane socialista palermitano che ci invitò a farci da cicerone e a pranzare a casa sua dove sua madre, che era la proprietaria di una trattoria, ci avrebbe cucinato specialità siciliane… il consenso fu unanime ed il Buttitta fu prettamente felice e orgoglioso per l’esito positivo del suo invito. La città sembrava aspettarci.

Il centro storico si presentò con straordinarie creature arboree che ci lasciarono senza fiato come Il Ficus macrophylla di piazza Marina che disegnava bizzarre creature altrettanto cinematografiche. Rimaneva ancora tempo per gustare la crema di pistacchi nascosta in un cornetto… il dolce benvenuto che ci meritavamo.

Iniziammo il cammino. Strade lastricate e ampie, vicoli, palazzi decorati, merlature di fortezze arabe, ricami di corti normanne, palme, parchi, chiese in cui si stavano svolgendo riti bizantini. Tutto ci sovrastava, ci incuriosiva. Anche il caldo. La cappella Palatina era un sogno d’oro, piazza Pretoria era un bestiario di pietra e acqua. Le librerie, le gioiellerie, la bellezza della Cattedrale, i richiami dei negozi, le cartoline, le ceramiche, il profumo dei cibi e la parlata della gente ci fecero vorticare fino a confonderci del tutto. Tutto l’insieme contribuì a spezzare i pregiudizi, che ci portavamo da semplici provinciali, sulla città e le genti del capoluogo di regione. Le scritte sui muri scardinavano tutte le idee preconcette che avevamo, anche quelle più resistenti. Mi si presentarono invece cari quei misteriosi autori di muri parlanti palermitani, sono stati la voce che speravo di incontrare.

Camminando per circa due ore per vicoli e palazzi ci ritrovammo davanti alla Trattoria i Due Mori… era la trattoria di famiglia del Buttitta. Erano circa le 13:30 e oltre alla stanchezza del viaggio era sopraggiunta la fame … e accettammo volentieri l’invito del giovane compagno. Davanti alla trattoria dei Due Mori era esposto il Menù del giorno con un disegno al margine alquanto originale: un maialino seduto a tavola con un tovagliolo legato al collo… (il Buttitta ci disse che era stata un’idea del nonno fondatore della Trattoria e che la sua famiglia per rispetto ancora lo esponeva ai clienti incuriositi…). Il menù della trattoria proponeva Pasta con le sarde , Caponata, Pane panelle e crocchè e Anelletti al forno e come dolce veniva servita la cassata siciliana…

La scelta cadde semplicemente sulla pasta con le sarde e la cassata siciliana… io che non avevo mai mangiato questo piatto ero abbastanza incuriosito sulla bontà del primo piatto proposto. La madre del Buttitta “Donna Filumena Martorana” dopo averci strapazzati e abbracciati in modo energico e irruente ci lasciò con un buon vino locale per brindare alla nostra amicizia e al sodalizio delle due città Ragusa e Palermo…

Dopo il brindisi venne a trovarci il padre di Totò Buttita, don Alfio che avendo saputo che eravamo di Ragusa e che sconoscevamo l’origine della ricetta della pasta con le sarde, ci erudì dandoci sicuramente una versione tutta sua della vera ricetta originale… “Dunque, ragazzi, vi racconto come nacque la storica ricetta altamente mediterranea, che cosa racconta la leggenda sul suo “inventore” Onofrio Tirella e come si prepara questo famoso piatto nella tradizione palermitana… Il procedimento descritto è esattamente quello di mia nonna Paola Cicala, considerata bellissima da ragazza assieme alla gemella Carolina, nata a Ispica proprio dalle vostre parti e trasferita e vissuta a Palermo fino alla prima metà degli anni ’50. Il procedimento nella preparazione della pasta con le sarde venne tramandato a mia mamma Francesca Lucia Licata che riscuoteva grande approvazione tra parenti e clienti.

In particolare, la pasta con le sarde, affettuosamente soprannominata da noi a Palermo “pasta c’a munnizza”, è condita anzitutto con il finocchietto selvatico, che in gran parte del mondo non viene neppure raccolto, e le sarde che a Napoli vengono usate come esche per altri pesci, mentre in altre parti, Palermo compresa, vengono talvolta ributtate a mare per varie ragioni. Ma il Buttitta passò immediatamente ad elencarci in modo dettagliato gli ingredienti secondo la ricetta di famiglia… La base di tutto sono i Bucatini conditi con Sugo di sarde fresche e finocchietto selvatico, serviti con del pangrattato croccante in superficie (Muddica atturrata, in siciliano). La pasta con le sarde preferibilmente può essere preparata da marzo a settembre, durante il periodo delle sarde, ma la tradizione vuole che venga preparata il 19 marzo, Festa di San Giuseppe.

Noi nella Trattoria dei Due Mori la prepariamo in questo modo, l’unica “camurrìa” (come direbbe Montalbano!) è pulire le sarde che devono essere perfettamente diliscate. Per fortuna, molte pescherie le vendono già pulite. Per il resto ci servirà solo un po’ di Pazienza e Dedizione: fare la pasta con le sarde, per noi dei Due Mori, è un Rito! La cosa più importante è la preparazione di un buon Soffritto con cipolla, estratto di pomodoro, uva passa e pinoli. Al soffritto noi aggiungiamo il finocchietto selvatico e lasciamo cuocere tutto insieme. Alla fine, si aggiungono le Sarde e il tutto si mescola con la pasta,preferibilmente Bucatini! Una volta pronta, la pasta con le sarde può essere mangiata al momento o fritta in padella in un secondo momento. Una scelta difficilissima!” Improvvisamente arrivarono due giovani camerieri con una moltitudine di piatti, proprio in direzione del nostro tavolo e fu così che il padre del Buttitta terminò di raccontarci le origini della sua ricetta e ci augurò un buon appetito grande come una casa…

Fu veramente un pranzo luculliano e il palato di tutti noi fu altamente soddisfatto che ancora oggi a distanza di molti lustri ripensando a quel pranzo, rievoco i sapori e gli odori della pasta con le sarde della trattoria dei Due Mori della famiglia Buttitta.

Salvatore Battaglia Presidente Accademia delle Prefi

Cultura

Rotary Club Pantelleria, intervista al nuovo Presidente Mariano Rodo

Direttore

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Lo scorso 5 luglio si è tenuto il passaggio di campana del Rotary Club e Pantelleria per il prossimo anno 2026/2027 vedrà la reggenza di Mariano Rodo.
A distanza di vent’anni, Rodo, torna ad indiìossare l’ambito collare rotariano e ci spiega quale sarà il suo programma e la sua politica all’interno del club isolano.

Classe ’62, l’uomo eclettico è presente in moltissime realtà del territorio e così esordisce:  “La premessa è  che nel posto dove si vive si debba avere anche un dovere morale: oltre a stare bene lui, devr fare e dare anche un piccolo contributo all’interesse generale.  Questo interesse generale mi ha portato a ricoprire nel tempo ruoli non necessarimente di profilo economico, ma c’è anche l’aspetto per così dire organizzativo.  Questo fa sì che da 35 anni sono il Presidente della Cooperativa che gestisce i servizi portuali e ormeggi con le navi commerciali, da 26 anni l’amministratore delegato della società di servizi aeroportuali, da 13 ann Presidente di Croce Rossa, da 20 tra Presidente e vari ruoli all’interno del Rotary di Pantelleria.
“Questo è il complesso di attività, a parte quelle professionali che sono quelle che danno l’aspetto reddituale con 42 anni di partita IVA come professionista.”

Comunque lei è una persona fra le più inserite, quella che conosce meglio di tutti il territorio  e che quindi anche nella gestione di una compagine  come il Club del Rotary può portare un contributo significativo proprio perché sai le esigenze dell’isola meglio di chiunque altro. 
Quindi lei adesso come si pone in questa annata di reggenza e da quali presupposti parte?La mia riflessione personale sulle associazioni per le esperienze più che trentennali,  perché tra l’altro ho assolto anche la veste di Presidente dei nostri circoli  per più anni, è che queste realtà per funzionare, tutti dobbiamo essere Presidente, tutti dobbiamo avere, come ho già scritto, il diritto di stare in prima fila, tutti dobbiamo essere propositivi. Sicuramente il Presidente è quella figura giuridicamente riconosciuta quale rappresentante  legale dell’associazione, quindi è quello che ha la rappresentanza all’esterno, è quello  che risponde all’esterno e quindi è quello che a volte deve anche dire no a determinate cose, però una volta che le cose si decidono in modo collegiale a quel punto viene coinvolta tutta la compagine, sia il singolo socio che di tutti assieme e quel progetto va portato avanti. 
“Tornando specificamente nel Rotary, quello che io conto di fare e stimolare affinchè gli altri facciano ciò che a loro piace, perché non è un lavoro, è un servizio, quindi è dare una piccola parte, un piccolo ritaglio del nostro tempo a fare qualcosa che deve piacerci e che ha una ricaduta nei confronti  degli altri e negli altri troviamo le persone che hanno più bisogno di noi o le persone meno fortunate di noi, quindi questo è un pochettino il mio pensiero-“

Lei durante la serata di Passaggio di Campana sottolineavi la necessità di creare un po’  un collante per quest’associazione, succede spesso che si perda entusiasmo, ci si stanchi, e bisogna riportare il piacere alla partecipazione, lei come pensa di porsi per arginare questa situazione e quale attività promuoverà?Diciamo che purtroppo rientra anche un po’ nella nostra indole, quella di essere ogni tanto propositivi, lavoriamo come matti, però poi magari nel momento siamo un po’ assenti. Ora, senza scendere tanto nel passato, sicuramente quello che dobbiamo dare è ridare un’immagine di presenza sul territorio, ma non per le attività, perché le attività che tutti i  miei predecessori hanno fatto sono state tutte delle primarie attività che hanno avuto una grossa ricaduta sul territorio, dove diverse persone ne hanno beneficiato, per quello che  facciamo e che abbiamo fatto in questi vent’anni siamo molto apprezzati a livello di distretto,  a livello di governatori presenti, passati e futuri.  Quello che dobbiamo sforzarci secondo me a dare è a creare un’immagine del club sull’isola,  quindi riuscire a essere identificati singolarmente e tutt’assieme come componente del Rotary,  quel Rotary che fa, che ha fatto, che rappresenta a Pantelleria e nel mondo. 
“Ritengo che questa può essere una delle ipotesi, tant’è quella di iniziare a vederci più  spesso, a fare degli incontri pubblici più spesso.  Abbiamo concordato che nel periodo estivo, che è quello più pesante per tutti perché lavoriamo tutti, il giovedì mattina  faremo alle 8, quindi di buona mattina, una colazione  con tutti i soci che ci sono. Io cercherò anche di  catalizzare magari eventuali altri Rotariani che per motivi di  vacanza, che  hanno interesse sull’isola e coinvolgerli nella convivialità anche del caffè e magari periodicamente andare oltre con qualche iniziativa e utilizzare,  nel senso buon termine, queste persone per dei progetti che magari per noi sono molto interessanti e per loro sono di facile attuazione.”

L’ultima domanda, la prima attività che c’è in programma è la Messa di San Giacomo, il 25 luglio, ci vuole raccontsre questa ricorrenza?  “”Tanti anni fa, dopo una bellissima domenica di tutti i soci e famiglie in giro per tutte le chiesette dell’isola, abbiamo deciso di adottare la chiesa di San Giacomo. 
Come chiesa di San Giacomo per quanto riguarda gli interventi abbiamo innanzitutto recuperato il dipinto che c’è dentro, poi abbiamo stimolato il nostro compaesano sempre attento  e disponibile Michele Cossiro a donarci il progetto dell’altare che con delle maestranze  locali abbiamo realizzato: è molto bello, molto particolare e continuiamo ad occuparcene per le piccole necessità dalla banale bolletta della Smede alle piccole imbiancature che servono a tenerla ordinata – Quindi in occasione della ricorrenza di San Giacomo il prossimo 25 alle 19 andremo  a celebrare la Santa Messa con i parroci della nostra parrocchia.”

Una sua ultima battuta di chiusura? “Auguro a tutti, buon Rotary a tutti considerando che il Rotary non è un’associazione elittaria, è un’associazione che nel 1905 è stata costruita da comune persone, tra cui un carbonaio, proprio col solo fine e principio di fare del bene: se ci mettiamo assieme possiamo aiutare e fare qualcosa-
Come diceva il nostro  precedente governatore, Sergio Malizia” da soli si va veloce, insieme si va lontano.”

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Cultura

Giacomo Leopardi nella chiave di lettura dei prof Certa e Marchica. Da Sciacca a Recanati il mondo del Poeta

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Un importante riconoscimento culturale per Sciacca, e la provincia di Agrigento tutta, arriva dalla città di Recanati, patria di Giacomo Leopardi.
Giovedì 28 maggio 2026, presso la prestigiosa Sala Foschi del Centro Nazionale di Studi Leopardiani (CNSL), si è svolta la presentazione dei volumi “Leopardi e il suo mondo” e “Giacomo Leopardi – Scienza Filosofia e Teatro”, firmati dai professori saccensi Stefano Certa e Angela Marchica, coniugi e studiosi appassionati dell’opera leopardiana, che hanno portato nel cuore della cultura leopardiana nazionale il frutto di anni di studio e ricerca dedicati al grande poeta recanatese. Particolarmente rilevante il fatto che entrambe le pubblicazioni siano state accolte con favore dalla famiglia Leopardi e siano già entrate a far parte della biblioteca moderna di Casa Leopardi e della biblioteca del Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati, due tra i più importanti punti di riferimento per gli studi leopardiani in Italia.

L’evento, patrocinato dal Comune di Recanati, dal Liceo Classico “Giacomo Leopardi” e dal FAI Orto sul Colle dell’Infinito, ha rappresentato un importante momento di confronto culturale e scientifico, registrando l’apprezzamento delle istituzioni locali e degli studiosi presenti. I due autori saccensi sono i primi biografi siciliani di Giacomo Leopardi che presentano i loro libri al CNSL di Recanati I due autori sono stati accolti dal Presidente del Centro Nazionale di Studi Leopardiani, dott. Fabio Corvatta, dall’Assessore alla Cultura del Comune di Recanati, dott. Ettore Pelati, e dal Dirigente del Liceo Classico “Giacomo Leopardi”, prof. Ermanno Bracalente. Durante l’incontro, introdotto dal Presidente Corvatta, Stefano Certa e Angela Marchica hanno guidato il pubblico in un affascinante percorso tra letteratura, ricerca storica e curiosità biografiche, offrendo una lettura originale della figura di Giacomo Leopardi e suscitando grande interesse tra i presenti.

Docenti di matematica e fisica, Stefano Certa e Angela Marchica condividono da anni non soltanto l’attività professionale, ma anche una intensa attività di ricerca culturale. La loro scelta di utilizzare la biografia come strumento privilegiato per comprendere l’uomo Leopardi ha consentito di portare alla luce episodi e aspetti spesso trascurati dalla storiografia tradizionale.

Il volume “Leopardi e il suo mondo”, una monumentale biografia di 760 pagine, propone una ricostruzione approfondita della vita del poeta, arricchita da documenti inediti e rari, poco conosciuti, con particolare attenzione agli aspetti più umani e personali del grande recanatese, per stabilire un più forte rapporto emozionale con il poeta. Il libro contiene, inoltre, nel capitolo sui rapporti tra Leopardi e alcuni intellettuali siciliani dell’epoca (marchese Tommaso Gargallo …).

Il secondo libro, “Giacomo Leopardi – Scienza Filosofia e Teatro”, raccoglie invece undici Operette morali selezionate, ridotte e adattate dagli autori per favorire l’avvicinamento dei lettori contemporanei al pensiero leopardiano, evidenziandone i legami con la scienza, la filosofia e il teatro. Alcune di queste Operette sono già state rappresentate presso i Licei “R. Politi” di Agrigento, “E. Fermi” di Sciacca, “M. L. King” di Favara, “M. Cipolla” di Castelvetrano e altri, e in due Istituti Comprensivi di Sciacca, riscuotendo tanti consensi fra gli alunni e i docenti. Per i professori Stefano Certa e Angela Marchica, la presentazione a Recanati ha rappresentato un momento particolarmente emozionante e prestigioso, coronamento di un percorso di studio che ha trovato riconoscimento proprio nella città simbolo del poeta. Un risultato che dà lustro non solo agli autori, ma anche alle comunità agrigentina e saccense, che possono oggi annoverare tra i propri concittadini studiosi apprezzati in uno dei più autorevoli centri culturali dedicati a Giacomo Leopardi.

La giornata si è conclusa in un clima di grande partecipazione, confermando il valore di una ricerca capace di restituire al pubblico un Leopardi inedito, più umano, vicino e sorprendentemente attuale. In occasione della presentazione, hanno appreso dall’Assessore alla cultura di Recanati che sono in corso i primi contatti per un gemellaggio tra i comuni di Sciacca e Recanati.

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Cultura

Pantelleria, 20 luglio per l’Internationale Moon Day va in scena “Luna e Psiche” con un programma imperdibile

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Luna e Psiche è organizzato dal Circolo culturale Corso Umberto. Tanti ospiti per celebrare il satellite più inneggiato in assoluto

Lunedì 20 luglio Pantelleria ospiterà la seconda edizione della Festa Internazionale della Luna. L’evento, organizzato dal Circolo culturale Corso Umberto, con il patrocinio del Comune, si svolgerà nell’omonima strada, per l’occasione zona pedonale.

Istituita nel 2021 dall’ONU, la ricorrenza intende promuovere, attraverso l’International Moon Day, una rete mondiale di eventi organizzati da agenzie spaziali, istituzioni e associazioni di semplici cittadini, interesse e curiosità nei confronti dell’unico, amatissimo, satellite naturale terrestre.
La data non è casuale e ci riporta al 20 luglio del 1969 con il primo allunaggio umano da parte dell’equipaggio dell’Apollo 11. 
A Pantelleria la festa diventa una celebrazione collettiva che intreccia performance artistiche, mostre fotografiche e momenti condivisi per esplorare la relazione profonda tra la Luna e la psiche umana.

Il programma
A partire dalle h.19.00 il Corso ospiterà Fabio Macaluso che, in dialogo con Ferruccio Osimo, psichiatra e scrittore, presenterà il suo libro “Volevo un tè al limone. La mia vita da bipolare” proposto al Premio Strega 2026. Il termine “bipolare” contiene il concetto dei due poli, due estremi, due facce della stessa realtà. Come la luna piena e la luna nuova, come la luce e il buio, come l’oscillare continuo (ciclicità) che non si può fermare ma che bisogna saper navigare per poter sopravvivere.

A seguire, alle h. 20.30, l’adattamento scenico curato da Antonietta Valenza e Lucia Boldi, di una delle novelle piu’ intense di Luigi Pirandello: “Ciaula scopre la Luna” interpretata dagli abitanti di Corso Umberto.

A conclusione, dopo un intermezzo conviviale con degustazioni di produttori locali, alla 21.30 la Festa entra nel vivo con “Lunario”, spettacolo di Teatro/Danza con le danzatrici di pizzica Giulia Pesole e Viola Centi e il musicista/narratore Gabriele Manfredi.

Il Lunario è un viaggio poetico ispirato all’opera di Alfredo Cattabiani, attraverso lo scorrere dei mesi e delle stagioni: un rito festoso che attinge alle radici profonde del Centro e del Sud Italia. A guidare il pubblico è il Custode del Tempo Sospeso, un saggio viandante e sognatore che vive con gli occhi rivolti al cielo.

Tra miti, proverbi e leggende intrecciati alle musiche e alle danze tradizionali del Centro e Sud Italia, Il Lunario diventa un rito scenico che celebra il legame profondo tra l’essere umano, la natura e il tempo che ritorna.

Durante la serata, inoltre, sarà possibile visitare, presso il Micro Spazio Hydra di Corso Umberto 17, la mostra fotografica di Nicola Ferrari “Rocce lunari”, che esplora il paesaggio costiero di Pantelleria, mentre all’Info Point di Astronomy Pantelleria, Leonardo Puleo “catturerà” le immagini del cielo per proiettarle su schermo in diretta.

Il Circolo Culturale Corso Umberto con il Patrocinio del Comune di Pantelleria presenta

Festa Internazionale della Luna II Edizione

LUNA e PSICHE – 20 luglio 2026

H.19.00 il Corso ospita Fabio Macaluso che, in dialogo con Ferruccio Osimo, psichiatra e scrittore, presenterà il suo libro “Volevo un tè al limone. La mia vita da bipolare” proposto al Premio Strega 2026. Il termine “bipolare” contiene il concetto dei due poli, due estremi, due facce della stessa realtà. Come la luna piena e la luna nuova, come la luce e il buio, come l’oscillare continuo (ciclicità) che non si può fermare ma che bisogna saper navigare per poter sopravvivere.

H. 20.30, “Ciaula scopre la Luna” di Luigi Pirandello, adattamento scenico a cura di Antonietta Valenza e Lucia Boldi, interpretata dagli abitanti di Corso Umberto.

A conclusione, dopo un intermezzo conviviale con degustazioni di produttori locali:

H. 21.30 “Lunario”, spettacolo di Teatro/Danza con le danzatrici di pizzica Giulia Pesole e Viola Centi e il musicista/narratore Gabriele Manfredi. Le sonorità popolari e la danza della pizzica interpretano la “memoria sociale” del Sud con le tradizioni legate alla cultura contadina in rapporto alle fasi lunari.

Durante la serata, inoltre, sarà possibile visitare, presso il Micro Spazio Hydra di Corso Umberto 17, la mostra fotografica di Nicola Ferrari “Rocce lunari”, che esplora il paesaggio costiero di Pantelleria, mentre all’Info Point di Astronomy Pantelleria, Leonardo Puleo “catturerà” le immagini del cielo per proiettarle su schermo in diretta.

Corso Umberto I – Piazzetta Nazario Sauro Pantelleria Centro

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