Salute
Miocarditi negli adolescenti dopo vaccinazione con Pfizer e Moderna: un rischio sottaciuto
Il monitoraggio degli effetti avversi nell’organismo dopo la vaccinazione con i sieri contro la Covid-19 è in continuo aggiornamento da parte degli organi regolatori. Ma mentre notizie allarmanti sono state massicciamente diffuse sugli effetti negativi del vaccino AstraZeneca troppo poco si è detto su quelli dovuti ai vaccini a Rna messaggero, cioè Pfizer-BioNTech e Moderna.
Questi sieri vengono attualmente iniettati anche ai bambini tra 12 e 15 anni. Dopo il via libera il 28 maggio scorso da parte di Ema (l’Agenzia europea del farmaco), anche l’italiana Aifa il 31 maggio ha autorizzato il siero Pfizer per la somministrazione ai bambini in questa fascia di età. Si parla di una popolazione di 2,3 milioni di giovani individui.
Ma la vaccinazione delle fasce più giovani crea non poche perplessità. Innanzitutto i dati a oggi raccolti dimostrano che la maggior parte dei bambini e degli adolescenti positivi al Covid o sono totalmente asintomatici o presentano sintomi molto lievi. Il rischio di ammalarsi gravemente è molto basso e il rischio di morire per Covid è estremamente remoto. Nel Regno Unito, ad esempio, nel primo anno di pandemia sono morti 30 bambini di età inferiore a 18 anni, fornendo quindi un rischio complessivo vicino a 2 su 1milione. La maggior parte di questi decessi sono avvenuti in bambini con gravi patologie o con disabilità, quindi già vulnerabili alle infezioni stagionali dovuti ai comuni virus influenzali. Il rischio di morire di Covid per bambini sani è di 1 su 2-3 milioni.
I genitori che firmano il consenso alla vaccinazione dei loro figli sani devono avere chiaro il rischio cui li sottopongono. Ma andiamo per ordine. Innanzitutto il vaccino Pfizer è stato testato su un campione di soli 2260 minori. Da poco è uscito uno studio scientifico che dimostra e spiega il motivo per cui i giovani si ammalano di meno e meno. Questa è la realtà. Sembra che la chiave sia in una molecola presente nelle vie respiratorie, fondamentale per la diffusione del virus SarsCov2 nell’organismo. Nei più piccoli questa molecola è molto meno attiva e ciò li protegge naturalmente contro il virus. A questo si aggiungono poi altri fattori immunologici che gli studiosi stanno approfondendo che sembrerebbero rendere i bambini più forti e quindi meno attaccabili dal virus. Ha senso quindi vaccinare i più piccoli? O è meglio dare la priorità alle persone adulte fragili o agli adulti dei Paesi più poveri (come sottolinea l’Oms)? Perché non donare i farmaci anti-Covid non destinati alle categorie a rischio a Covax, il progetto gestito dall’Oms e altre organizzazioni che mira a garantire che i Paesi in via di sviluppo abbiano accesso ai vaccini?
I dati sugli effetti avversi dei sieri a mRna.
Già ad aprile 2021 negli Stati Uniti è stato segnalato un aumento di casi di infiammazione cardiaca (miocardite e pericardite) dopo la vaccinazione con tali sieri. I casi si sono verificati in adolescenti e giovani adulti. Non ci sono state segnalazioni simile dopo la vaccinazione con Janssen (Johnson & Johnson), per il quale sono stati invece evidenziati casi di sindrome neuronale (la sindrome di Guillain-Barré).
Un report israeliano dei primi di giugno 2021 ha confermato i dati statunitensi: anche nel loro Paese si sono verificati casi di miocardite in giovani tra 16 e 30 anni, ma più concentrati nella fascia di età ma tra 16 e 19, dopo la seconda dose.
In quello stesso periodo l’Immunization safety office degli statunitensi Cdc (Centers for disease control and prevention, Centro di controllo e prevenzione delle malattie) ha messo in evidenza, nella stessa popolazione di giovani, una incidenza di casi dopo la seconda dose, seppur bassa, superiore all’attesa. I dati della farmacovigilanza governativa americana (il Vaers, Vaccine adverse events reporting system) ha mostrato un’incidenza maggiore di miocarditi in adolescenti e giovani adulti di sesso maschile. Su 12 milioni di dosi somministrate negli Stati Uniti a soggetti di età compresa tra 16 e 24 anni sono stati registrati 275 casi infiammazioni del muscolo cardiaco. L’incidenza di miocardite e pericardite è risultata superiore ai valori attesi sia nella fascia di età 16-17 anni (79 vs. 2-19) che in quella 18-24 (196 vs. 8-83). Il dato americano aggiornato a metà giugno riferisce che i soggetti appartenenti alla fascia 16-24 anni
hanno segnalato il 52,5% di casi totali di miocardite. Per la fascia 12-16 non sono ancora disponibili dati.
I dati eurpei. L’Ema ha avviato una indagine finalizzata a valutare se anche nel territorio europeo si fossero verificate le stesse problematiche. Dall’indagine è emerso un “possibile collegamento” tra la somministrazione dei due vaccini a mRna e “casi molto rari di miocardite e pericardite”. Alla data del 31 maggio scorso, in Europa sono state registrate 164 segnalazioni di miocardite e 157 di pericardite su 197 milioni di dosi Pfizer-BioNTech e Moderna somministrate, cioè una incidenza di 1,63 casi per milione di vaccinati.
I dati italiani. Anche l’Aifa ha avviato un suo studio in Italia. Il 9 luglio ha pubblicato i dati sulle infiammazioni cardiache post-vaccino: riferisce un totale di 69 casi (14 di miocardite con età media 32,3 anni, e 55 di pericardite con età media 52,6 anni) emersi in seguito alla somministrazione del vaccino Pfizer, con un tasso di segnalazione rispettivamente di 0,13 casi ogni 100.000 dosi somministrate. Le segnalazioni di miocardite sono avvenute sia dopo la prima dose (50% dei casi) che dopo la seconda (il restante 50%). Il 92% delle segnalazioni di pericardite si sono verificate invece dopo la prima dose e l’8% dopo la seconda dose. 5 casi di miocardite (età media 29 anni) e 9 di pericardite (età media 51 anni, età mediana 56 anni) sono stati segnalati anche in seguito alla somministrazione del vaccino Moderna, con un tasso di segnalazione di 0,1 e 0,2 casi ogni 100.000 dosi somministrate.
Dati in peggioramento. L’ultimo aggiornamento del 26 luglio relativo alla sorveglianza delle reazioni avverse comunicato dal Cdc, mostra un quadro in peggioramento. Si parla di 1.194 segnalazioni di miocardite e pericardite in soggetti con età minore di 30 anni vaccinati contro il Covid-19. La maggior parte dei casi si è verificato a seguito di somministrazione di vaccini a mRna (Pfizer- BioNTech e Moderna). A seguito di follow up sono stati confermati 699 casi, che a fronte di 328 milioni di dosi restituiscono un’incidenza pari a 2,1 casi per milione di vaccinati.
A causa di queste segnalazioni la Food and drug administration ha rilasciato, lo scorso 25 giugno, una nota ufficiale nella quale chiede alle cause farmaceutiche di modificare le schede informative relative ai loro prodotti. Stessa cosa è stata fatta nel Regno Unito, dove la loro agenzia regolatoria ha comunicato, sempre il 25 giugno, una variazione delle schede informative (il “bugiardino”) dei vaccini Pfizer-BioNTech e Moderna.
Tutto va a più lentamente nel territorio europeo dove l’Ema, solo il 9 luglio, ha “raccomandato” alle case farmaceutiche produttrici di vaccini di aggiornare il bugiardino.
In Italia l’Aifa ha atteso il 19 luglio per comunicare gli aggiornamenti sulla valutazione del rischio di insorgenza di infiammazioni cardiache dopo la vaccinazione con vaccini a mRna. Ma non ha ancora espresso alcuna raccomandazione. Però suggerisce ai sanitari che vaccinano di istruire i soggetti vaccinati a rivolgersi immediatamente al medico qualora dopo la vaccinazione sviluppino sintomi indicativi di miocardite o pericardite, quali dolore toracico, respiro affannoso o palpitazioni.
Nonostante questi gravi effetti collaterali, dunque, si spinge l’acceleratore sulla vaccinazione dei giovani, come dimostra il via libera rilasciato il 23 luglio dall’Ema al siero Moderna per la fascia 12-17 anni.
Il commissario straordinario per l’emergenza Covid, Francesco Figliuolo, incoraggiato dal suo consulente Guido Rasi (professore ordinario di Microbiologia all’Università di Roma Tor Vergata), mentre fissa gli obiettivi di riapertura delle scuole a settembre, sottolinea che la vaccinazione dai 12 anni di età è sicura. Sottovalutando totalmente i casi di infiammazioni al cuore riconosciuti nei giovani. I bambini dai 12 anni in su vanno qiuindi vaccinati e l’obiettivo dichiarato è scendere fino a sei anni. Una nota di Pfizer del 29 maggio scorso annuncia che uno studio pediatrico sta valutando sicurezza ed efficacia del loro vaccino nei bambini tra 6 mesi e 11 anni. È loro intenzione presentare richiesta di autorizzazione all’uso di emergenza entro settembre negli Usa. Immediatamente dopo verrà richiesta la variazione all’autorizzazione condizionata al commercio per l’Europa, per le fasce di 2-5 anni e 5-11 anni. La Pfizer ha anche pronunciato di essere in attesa di fare richiesta per la fascia dei più piccoli, tra 6 mesi e 2 anni, che presenterà tra ottobre e dicembre.
I dati riferiscono che la maggior parte dei bambini che si sono ammalati di miocardite dopo il vaccino hanno risposto bene ai farmaci. Trattati con antinfiammatori non steroidei e colchicina (in rari casi con corticosteroidi), sono stati dimessi dall’ospedale in 2-4 giorni. L’Agenzia italiana del farmaco ha inoltre sottolineato che il decorso di miocardite e pericardite dopo la vaccinazione non è diverso da quello di miocardite o di pericardite che insorge per altri motivi.
Tutto questo dovrebbe forse rassicurare i genitori? Ha senso mettere a rischio di malattia cardiaca bambini piccoli perfettamente sani? Per evitare che prendano una malattia nella maggior parte dei casi per loro asintomatica? A ognuno la risposta. Ma tutte le agenzie regolatorie nazionali sono concordi nel ritenere che il rapporto rischio/beneficio della vaccinazione sia nettamente sbilanciato a favore del secondo. Anche quando a pagare possono essere i bambini più piccoli.
(Credit immagine: Pixabay License)
Giuliana Raffaelli
Salute
Vigilanza e salvataggio nelle spiagge libere, 800 mila euro ai Comuni
La Regione quest’anno stanzia 800 mila euro da distribuire ai Comuni siciliani per assicurare il servizio di vigilanza nelle spiagge libere, con la presenza di bagnini di salvataggio, e dotare gli arenili delle attrezzature e dei servizi necessari a garantire l’incolumità della vita a mare. I criteri e le modalità per la concessione, l’erogazione e la rendicontazione di questi contributi sono contenuti in una circolare firmata dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, in qualità di assessore ad interim alle Autonomie locali e alla funzione pubblica.
«Il governo regionale – afferma il presidente Schifani – sostiene in maniera concreta i Comuni chiamati a garantire la tutela dei bagnanti che frequentano le nostre splendide spiagge libere. Migliorare i servizi a disposizione delle comunità locali e dei turisti alla vigilia della nuova stagione estiva è un dovere della pubblica amministrazione, così come l’invito a rispettare le disposizioni di sicurezza emanate dalle Capitanerie di Porto».
Secondo la legge che regola l’istituzione del servizio di vigilanza e salvataggio nelle spiagge libere siciliane (n.17 del 1998), i Comuni devono assicurare questi controlli ogni giorno e senza interruzioni, dalle 9 alle 19, per un periodo non inferiore a 60 giorni e non superiore a 120, tra il primo maggio e il 30 settembre di ogni anno. Il contributo prevede la copertura, fino al 50%, delle spese relative al personale di salvataggio qualificato, almeno due bagnini ogni 150 metri di spiaggia per un massimo di 600 metri lineari.
I Comuni dovranno presentare le istanze entro il 15 maggio, esclusivamente per posta elettronica all’indirizzo dipartimento.autonomie.locali@certmail.regione.sicilia.it. Le richieste saranno esaminate in ordine di ricezione.
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Salute
Al via l’alimentazione del Fascicolo sanitario elettronico 2.0. Cosa troveremo alla consultazione del vostro FSE
Tutte le novità sul Fascicolo Sanitario Elettronico
L’Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani compie un nuovo e significativo passo avanti nel percorso di innovazione digitale, estendendo ulteriormente l’alimentazione del Fascicolo Sanitario Elettronico con la trasmissione nello stesso di ulteriori documenti sanitari.
Un risultato importante che rafforza il processo di digitalizzazione intrapreso dall’Asp di Trapani e che consente ai cittadini di consultare in modo sempre più semplice, rapido e sicuro i propri documenti sanitari direttamente all’interno del Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0.
Ogni utente dell’ASP Trapani qualora acceda al proprio FSE trova:
1) i referti delle prestazioni ambulatoriali cioè i risultati delle visite e delle prestazioni ambulatoriali, ad esempio il referto della visita cardiologica, dermatologica, diabetologica, oculistica, otorinolaringoiatria, visita chirurgica, neurologica etc ;
2) i referti di Anatomia Patologica, cioè l’esame istologico, ad esempio l’esame istologico del nevo che ha asportato in ambulatorio oppure il referto delle biopsie della colonscopia o gastroscopia, il lipoma, il fibroma cutaneo;
3) I referti degli esami citologici, quali ad esempio il Pap Test, l’esame per ricerca HPV, l’esame per agoaspirazione tiroide, la citologia urinaria;
4) Diagnostica per Immagini, cioè il referto della lastra oppure della TC o della RM o l’ecografia, compresa la mammografia, anche quella dello screening;
5) Laboratorio Analisi: tutti i risultati delle indagini di laboratorio compresi gli esami sulle urine;
6) Diabetologia;
7) Il RPS, ossia il Rapporto di Pronto Soccorso;
8)le lettere di dimissione dal ricovero ospedaliero.
Particolare rilievo assume il risultato conseguito nell’ambito dell’Anatomia Patologica; infatti l’utente ha a disposizione il referto direttamente nel suo Fascicolo sanitario che, ricordiamo, è consultabile dal proprio medico di medicina generale (medico di famiglia o Pediatra di libera scelta) , ovviamente nel pieno rispetto dei tempi di refertazione che risultano essere allineati ai tempi di attesa indicati e stabiliti dal Ministero Salute e dalla Regione Siciliana; è necessario tenere presente che i referti devono essere inviati al fascicolo sanitario dell’utente entro i 5 giorni successivi alla loro emissione, quindi se il tempo di refertazione per un esame istologico ambulatoriale è di 10 giorni lavorativi a questi vanno aggiunti i 5 giorni per l’invio del referto stesso nel fascicolo sanitario dell’utente stesso. I risultati dell’esame istologico degli interventi chirurgici invece, proprio poiché il paziente è ricoverato, vanno al alimentare la cartella clinica informatizzata sempre nel pieno rispetto dei tempi di refertazione stabiliti da Ministero e Regione.
L’Azienda ha lavorato intensamente nell’ultimo anno per conseguire un efficientamento profondo e strutturale del servizio, intervenendo con decisione sul piano organizzativo, gestionale e tecnologico. In questo contesto, la trasmissione diretta dei referti sopra riportati, al Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 rappresenta un ulteriore tassello di un più ampio percorso di rafforzamento e modernizzazione, orientato a garantire maggiore tempestività, tracciabilità e accessibilità. L’utente potrà così consultare il proprio referto nei tempi previsti, con refertazione entro i tempi stabiliti ma soprattutto il proprio medico di famiglia (MMG) o Pediatra di famiglia (PLS) ha già la possibilità di consultare il fascicolo di ogni assistito ovviamente sempre dopo aver espletato le procedure di competenza.
Si ricorda che qualora l’anatomo patologo rilevi una qualunque criticità avvisa immediatamente il clinico che segue il paziente per la dovuta comunicazione allo stesso.
“L’estensione della trasmissione dei documenti sanitari al Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 – dichiara il Commissario Straordinario dell’Asp di Trapani -conferma in maniera concreta il percorso di innovazione e miglioramento che l’Azienda sta portando avanti Il focus sull’Anatomia Patologica assume un significato particolare, perché testimonia il lavoro svolto nell’ultimo anno per rafforzare in modo incisivo il servizio, migliorarne l’efficienza e assicurare ai cittadini risposte più rapide, facilmente accessibili non solamente all’assistito stesso ma anche e soprattutto al proprio Medico di famiglia che in questo modo può indirizzare il paziente al meglio qualora ve ne fosse la necessità. Rendere disponibili i referti anche attraverso il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 significa rafforzare concretamente la qualità dei servizi e la vicinanza dell’Azienda ai bisogni dell’utenza”.
Continua, dunque, il percorso di forte digitalizzazione in atto all’Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani, con l’obiettivo di rendere i servizi sanitari sempre più moderni, efficienti e accessibili, a beneficio dell’intera collettività.
(In copertina grafica da Azienda Sanitaria Provincia di Trapani)
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Salute
Una vela per il cuore: viaggio di prevenzione cardiaca sulle piccole isole. Ecco quando a Pantelleria
Prevenzione per tutti gli isolani dai 50 ai 75 anni
Genova, 26 marzo 2026 – Cardioteam – Una vela per il cuore, la campagna di prevenzione cardiovascolare promossa dalla Cardioteam Foundation con il sostegno della Fondazione Sanlorenzo, spiega le vele per il terzo anno consecutivo e si dirige verso le piccole isole, dove la prevenzione sanitaria stenta ad arrivare. Dopo il successo delle edizioni precedenti, il progetto torna in mare con un nuovo viaggio dedicato alla prevenzione e alla solidarietà. Da fine marzo a ottobre attraverserà il Tirreno facendo tappa nelle piccole isole italiane, territori straordinari ma fragili dove l’accesso ai servizi sanitari può essere complesso e discontinuo.
Quattordici tappe, oltre sei mesi di navigazione e migliaia di miglia nautiche da percorrere per portare la prevenzione direttamente nelle comunità isolane.
Il team di medici ed ecocardiografisti salperà a bordo di Serena da Punta Ala (GR), dando via al tour 2026 il 30 marzo all’Isola d’Elba, prima tappa di un itinerario che toccherà, come lo scorso anno, alcune delle isole più suggestive del Mediterraneo italiano: dall’Isola del Giglio a Ponza, da Ventotene a Ischia, fino a Capri e Procida. Nel cuore dell’estate la missione di prevenzione proseguirà tra le Isole Eolie, con uno screening camper attivo a Vulcano e Lipari, per poi raggiungere le Isole Egadi e Trapani. Dopo la pausa di agosto la navigazione riprenderà verso sud con Pantelleria e Lampedusa, per concludersi in Sardegna tra Cagliari, Sant’Antioco, Alghero e La Maddalena, alla fine di ottobre.
Il cuore della campagna è il Tree Screening, un modello di prevenzione completamente gratuito che unisce simbolicamente due rami dello stesso albero della vita: cuore e cervello. Gli esami proposti comprendono l’ecocardiogramma, che consente di studiare in modo completo la struttura e la funzionalità del cuore – dalla capacità contrattile dei ventricoli alla funzione delle sue 4 valvole, alla presenza di eventuali infarti pregressi – e l’ecocolor Doppler dei tronchi sovraortici, un’indagine ecografica delle carotidi che portano il sangue al cervello e che permette di analizzare struttura, spessore delle pareti e flusso sanguigno, contribuendo alla prevenzione del rischio di ictus.
Una vela per il cuore è un viaggio di mare, vento e incontri, nato da un’idea semplice e potente: portare la prevenzione tra le persone. Una barca a vela diventa così un ambulatorio galleggiante, dove cardiologi, ecografisti, skipper e volontari offriranno ecocardiogrammi gratuiti con tecnologie all’avanguardia. Ogni approdo sarà un piccolo presidio sanitario a disposizione, su appuntamento, di tutti gli isolani tra i 50 e i 75 anni, portando informazioni su stili di vita, alimentazione, attività fisica e controllo dei principali fattori di rischio cardiovascolare.
L’iniziativa nasce dalla visione del cardiochirurgo Marco Diena, presidente della Cardioteam Foundation, che dal 2010 promuove progetti di prevenzione cardiovascolare su tutto il territorio nazionale. Da qualche anno, con Una vela per il cuore questo impegno ha preso la via del mare e sui suoi ambulatori medici itineranti – camper e barca a vela – sono stati effettuati circa 24.000 screening gratuiti nelle piazze e nei porti di oltre 80 città italiane, portando prevenzione e cultura della salute direttamente tra le persone.
“Serena”, la barca a vela che girerà il Tirreno portando la prevenzione nei porti, è un Azuree 40 di proprietà di due appassionati velisti, Raphael e Silvia Sicouri, figli del grande Pierre, che hanno incrociato il progetto quasi per caso nel 2025 e, per il secondo anno consecutivo, hanno generosamente deciso di trasformare la loro barca nel quartier generale marino di Cardioteam e di far parte dell’equipaggio di Una vela per il cuore.
Come partecipare alla campagna
Partecipare alla campagna è semplice: le persone tra i 50 e i 75 anni potranno prenotare il proprio ecocardiogramma gratuito consultando il calendario sul sito ufficiale del progetto, https://www.unavelaperilcuore.it/.
L’agenda delle visite sarà disponibile nei giorni precedenti l’arrivo della barca in ogni porto. Chiunque potrà inoltre sostenere il viaggio della prevenzione contribuendo con una donazione e “offrendo” simbolicamente una o più miglia nautiche, aiutando l’imbarcazione a continuare il suo percorso lungo le rotte della solidarietà (https://www.retedeldono.it/progetto/cardioteam-una-vela-il-cuore-0).
“Siamo orgogliosi ed emozionati di riprendere la via del mare per la terza volta con questo progetto a sostegno della prevenzione nelle isole” dichiara Marco Diena, presidente di Cardioteam Foundation. “Quattordici tappe e sei mesi di navigazione per un nuovo viaggio straordinario per portare prevenzione in quei territori dove l’assistenza medica e non solo è spesso difficile o preclusa”.
“Il nuovo progetto Una vela per il cuore è profondamente vicino alla nostra mission e alla nostra sensibilità” sottolinea Massimo Perotti, tra i fondatori di Fondazione Sanlorenzo. “Con i miei figli Cecilia e Cesare, abbiamo deciso di creare Fondazione Sanlorenzo per sostenere le comunità isolane nell’accesso ai propri bisogni fondamentali, come l’istruzione, la mobilità, l’imprenditoria locale: quello dell’accesso alla prevenzione e alle cure mediche è forse il diritto più importante e siamo orgogliosi di dare il nostro contributo sostenendo Cardioteam, proprio partendo dal nostro territorio, la Liguria.”
“L’iniziativa ‘Una vela per il cuore’ unisce perfettamente realtà a me molto care: il mare, la vela e la prevenzione” commenta il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, presente all’inaugurazione del progetto. “Portare gli strumenti e i professionisti della salute nelle località isolane, dove può essere difficile raggiungere con facilità i presidi sanitari, è davvero una missione preziosa, perché prevenzione e screening sono i pilastri di un futuro all’insegna della salute”.
Cardioteam – Una vela per il cuore è ideato da Cardioteam Foundation con la Fondazione Sanlorenzo come co-promotore e il sostegno di Welfareteam, azienda che organizza questi stessi screening come welfare aziendale e qui come main partner, insieme ai partner ANCIM, Creo Studios e Maybe, con il supporto di Intesa Sanpaolo.
UNA VELA PER IL CUOTRE: LE TAPPE DEL VIAGGIO 2026
30 marzo- 17 aprile Elba
20 aprile – 1 maggio Giglio
4 – 15 maggio Ponza
18 – 22 maggio Ventotene
25 maggio – 5 giugno Ischia
8 – 19 giugno Capri/Procida
22 giugno- 17 luglio SCREENING CAMPER Vulcano/Eolie
20 – 31 luglio Egadi/Trapani
31 agosto- 11 settembre Pantelleria
14 – 25 settembre Lampedusa
28 settembre – 16 ottobre Cagliari/Sant’Antioco
19 – 30 ottobre Alghero/La Maddalena
Cardioteam Foundation, presieduta dal cardiochirurgo Marco Diena, nasce nel 2008 dall’iniziativa di un gruppo di cardiochirurghi, cardiologi e professionisti non medici uniti dalla convinzione che la prevenzione rappresenti uno dei principali strumenti per la tutela della salute e del benessere della persona. È la prima realtà in Italia dedicata alla ricerca, alla formazione, alla solidarietà e alla prevenzione dell’infarto e dell’ictus, che sono ancora la prima causa di morte e di invalidità nel nostro paese. La Fondazione promuove progetti e iniziative finalizzati alla diffusione della cultura della prevenzione e alla tutela della salute cardiovascolare attraverso attività di sensibilizzazione sui rischi legati a stili di vita non salutari, programmi di prevenzione e diagnosi precoce, sostegno alla ricerca medica e allo sviluppo tecnologico. Cardioteam opera in Italia e all’estero – Francia, Polonia, Romania, Moldavia, Egitto, Georgia, Tunisia Algeria – con programmi di alta specializzazione rivolti a cardiologi, cardiochirurghi, anestesisti, ecocardiografisti e tecnici della circolazione extracorporea. Organizza inoltre convegni nazionali e internazionali. Le evidenze scientifiche confermano che la prevenzione è più efficace delle cure nel salvare vite umane, e Cardioteam è prima in Europa per numero di screening ecocardiografici eseguiti.
La Fondazione Sanlorenzo nasce nel 2021 dalla volontà dei suoi fondatori, Massimo Perotti insieme ai figli Cecilia e Cesare, di sostenere quelle comunità che più̀ di tutte affondano nel mare le proprie radici, ovvero le piccole isole italiane. L’obiettivo è colmare il divario con la terraferma mettendo a disposizione strumenti e opportunità per preservare e valorizzare il patrimonio socio-culturale, economico e ambientale di queste terre. La Fondazione concentra il proprio impegno su tre ambiti di intervento prioritari. Educazione e crescita, attraverso progetti rivolti agli studenti delle isole, come “La Lettura non isola”, un laboratorio di scrittura creativa che promuove gemellaggi tra scuole della terraferma e delle isole, e il “Bando Oltremare”, che offre borse di studio a chi deve proseguire gli studi superiori dell’obbligo fuori dal proprio territorio. Innovazione e impresa, con percorsi e strumenti di sostegno rivolti a realtà locali, per promuovere e sostenere iniziative che generino valore sociale ed economico oltre la stagionalità turistica. Infrastrutture essenziali, infine, con azioni mirate a migliorare l’accesso a servizi fondamentali come sanità e istruzione, per garantire condizioni di equità e pari diritti ai cittadini delle piccole isole. www.sanlorenzofondazione.org
Raphael Sicouri e Silvia Sicouri sono velisti italiani appartenenti a una famiglia profondamente legata al mare e alla navigazione sportiva. Figli dei navigatori oceanici Paola Pozzolini e Pierre Sicouri, hanno ereditato fin da giovani la passione per la vela e in particolare per i multiscafi, distinguendosi in diverse competizioni internazionali. Silvia Sicouri, nata nel 1987, è una delle veliste italiane più note della sua generazione: ha regatato nella classe olimpica Nacra 17 e ha rappresentato l’Italia ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro 2016, dove ha ottenuto il quinto posto insieme al timoniere Vittorio Bissaro. Nel corso della sua carriera ha conquistato anche medaglie ai campionati mondiali ed europei della classe. Raphael Sicouri è stato anch’egli un regatante attivo nelle classi di catamarani ad alte prestazioni, in particolare nella Formula 18, spesso nel ruolo di prodiere sull’imbarcazione del padre. Oltre alle regate, Raphael e Silvia trasmettono oggi alle loro giovani famiglie la passione per il mare, per lo sport praticato nello spirito corinthian e per la navigazione, anche in crociera. Una crociera vissuta con lo stesso approccio delle regate: non necessariamente con vele costose o tecnologicamente all’ultimo grido, ma sempre regolate con attenzione e a regola d’arte.
www.unavelaperilcuore.it
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