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Salute

Miocarditi negli adolescenti dopo vaccinazione con Pfizer e Moderna: un rischio sottaciuto

Giuliana Raffaelli

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Il monitoraggio degli effetti avversi nell’organismo dopo la vaccinazione con i sieri contro la Covid-19 è in continuo aggiornamento da parte degli organi regolatori. Ma mentre notizie allarmanti sono state massicciamente diffuse sugli effetti negativi del vaccino AstraZeneca troppo poco si è detto su quelli dovuti ai vaccini a Rna messaggero, cioè Pfizer-BioNTech e Moderna.

Questi sieri vengono attualmente iniettati anche ai bambini tra 12 e 15 anni. Dopo il via libera il 28 maggio scorso da parte di Ema (l’Agenzia europea del farmaco), anche l’italiana Aifa il 31 maggio ha autorizzato il siero Pfizer per la somministrazione ai bambini in questa fascia di età. Si parla di una popolazione di 2,3 milioni di giovani individui.

Ma la vaccinazione delle fasce più giovani crea non poche perplessità. Innanzitutto i dati a oggi raccolti dimostrano che la maggior parte dei bambini e degli adolescenti positivi al Covid o sono totalmente asintomatici o presentano sintomi molto lievi. Il rischio di ammalarsi gravemente è molto basso e il rischio di morire per Covid è estremamente remoto. Nel Regno Unito, ad esempio, nel primo anno di pandemia sono morti 30 bambini di età inferiore a 18 anni, fornendo quindi un rischio complessivo vicino a 2 su 1milione. La maggior parte di questi decessi sono avvenuti in bambini con gravi patologie o con disabilità, quindi già vulnerabili alle infezioni stagionali dovuti ai comuni virus influenzali.  Il rischio di morire di Covid per bambini sani è di 1 su 2-3 milioni.

I genitori che firmano il consenso alla vaccinazione dei loro figli sani devono avere chiaro il rischio cui li sottopongono. Ma andiamo per ordine. Innanzitutto il vaccino Pfizer è stato testato su un campione di soli 2260 minori. Da poco è uscito uno studio scientifico che dimostra e spiega il motivo per cui i giovani si ammalano di meno e meno. Questa è la realtà. Sembra che la chiave sia in una molecola presente nelle vie respiratorie, fondamentale per la diffusione del virus SarsCov2 nell’organismo. Nei più piccoli questa molecola è molto meno attiva e ciò li protegge naturalmente contro il virus. A questo si aggiungono poi altri fattori immunologici che gli studiosi stanno approfondendo che sembrerebbero rendere i bambini più forti e quindi meno attaccabili dal virus. Ha senso quindi vaccinare i più piccoli? O è meglio dare la priorità alle persone adulte fragili o agli adulti dei Paesi più poveri (come sottolinea l’Oms)? Perché non donare i farmaci anti-Covid non destinati alle categorie a rischio a Covax, il progetto gestito dall’Oms e altre organizzazioni che mira a garantire che i Paesi in via di sviluppo abbiano accesso ai vaccini?

I dati sugli effetti avversi dei sieri a mRna.

Già ad aprile 2021 negli Stati Uniti è stato segnalato un aumento di casi di infiammazione cardiaca (miocardite e pericardite) dopo la vaccinazione con tali sieri. I casi si sono verificati in adolescenti e giovani adulti. Non ci sono state segnalazioni simile dopo la vaccinazione con Janssen (Johnson & Johnson), per il quale sono stati invece evidenziati casi di sindrome neuronale (la sindrome di Guillain-Barré).

Un report israeliano dei primi di giugno 2021 ha confermato i dati statunitensi: anche nel loro Paese si sono verificati casi di miocardite in giovani tra 16 e 30 anni, ma più concentrati nella fascia di età ma tra 16 e 19, dopo la seconda dose.

In quello stesso periodo l’Immunization safety office degli statunitensi Cdc (Centers for disease control and prevention, Centro di controllo e prevenzione delle malattie) ha messo in evidenza, nella stessa popolazione di giovani, una incidenza di casi dopo la seconda dose, seppur bassa, superiore all’attesa. I dati della farmacovigilanza governativa americana (il Vaers, Vaccine adverse events reporting system) ha mostrato un’incidenza maggiore di miocarditi in adolescenti e giovani adulti di sesso maschile. Su 12 milioni di dosi somministrate negli Stati Uniti a soggetti di età compresa tra 16 e 24 anni sono stati registrati 275 casi infiammazioni del muscolo cardiaco. L’incidenza di miocardite e pericardite è risultata superiore ai valori attesi sia nella fascia di età 16-17 anni (79 vs. 2-19) che in quella 18-24 (196 vs. 8-83). Il dato americano aggiornato a metà giugno riferisce che i soggetti appartenenti alla fascia 16-24 anni

hanno segnalato il 52,5% di casi totali di miocardite. Per la fascia 12-16 non sono ancora disponibili dati.

I dati eurpei. L’Ema ha avviato una indagine finalizzata a valutare se anche nel territorio europeo si fossero verificate le stesse problematiche. Dall’indagine è emerso un “possibile collegamento” tra la somministrazione dei due vaccini a mRna e “casi molto rari di miocardite e pericardite”. Alla data del 31 maggio scorso, in Europa sono state registrate 164 segnalazioni di miocardite e 157 di pericardite su 197 milioni di dosi Pfizer-BioNTech e Moderna somministrate, cioè una incidenza di 1,63 casi per milione di vaccinati.

I dati italiani. Anche l’Aifa ha avviato un suo studio in Italia. Il 9 luglio ha pubblicato i dati sulle infiammazioni cardiache post-vaccino: riferisce un totale di 69 casi (14 di miocardite con età media 32,3 anni, e 55 di pericardite con età media 52,6 anni) emersi in seguito alla somministrazione del vaccino Pfizer, con un tasso di segnalazione rispettivamente di 0,13 casi ogni 100.000 dosi somministrate. Le segnalazioni di miocardite sono avvenute sia dopo la prima dose (50% dei casi) che dopo la seconda (il restante 50%). Il 92% delle segnalazioni di pericardite si sono verificate invece dopo la prima dose e l’8% dopo la seconda dose. 5 casi di miocardite (età media 29 anni) e 9 di pericardite (età media 51 anni, età mediana 56 anni) sono stati segnalati anche in seguito alla somministrazione del vaccino Moderna, con un tasso di segnalazione di 0,1 e 0,2 casi ogni 100.000 dosi somministrate.

Dati in peggioramento. L’ultimo aggiornamento del 26 luglio relativo alla sorveglianza delle reazioni avverse comunicato dal Cdc, mostra un quadro in peggioramento. Si parla di 1.194 segnalazioni di miocardite e pericardite in soggetti con età minore di 30 anni vaccinati contro il Covid-19. La maggior parte dei casi si è verificato a seguito di somministrazione di vaccini a mRna (Pfizer- BioNTech e Moderna). A seguito di follow up sono stati confermati 699 casi, che a fronte di 328 milioni di dosi restituiscono un’incidenza pari a 2,1 casi per milione di vaccinati.

A causa di queste segnalazioni la Food and drug administration ha rilasciato, lo scorso 25 giugno, una nota ufficiale nella quale chiede alle cause farmaceutiche di modificare le schede informative relative ai loro prodotti. Stessa cosa è stata fatta nel Regno Unito, dove la loro agenzia regolatoria ha comunicato, sempre il 25 giugno, una variazione delle schede informative (il “bugiardino”) dei vaccini Pfizer-BioNTech e Moderna.

Tutto va a più lentamente nel territorio europeo dove l’Ema, solo il 9 luglio, ha “raccomandato” alle case farmaceutiche produttrici di vaccini di aggiornare il bugiardino.

In Italia l’Aifa ha atteso il 19 luglio per comunicare gli aggiornamenti sulla valutazione del rischio di insorgenza di infiammazioni cardiache dopo la vaccinazione con vaccini a mRna. Ma non ha ancora espresso alcuna raccomandazione. Però suggerisce ai sanitari che vaccinano di istruire i soggetti vaccinati a rivolgersi immediatamente al medico qualora dopo la vaccinazione sviluppino sintomi indicativi di miocardite o pericardite, quali dolore toracico, respiro affannoso o palpitazioni.

Nonostante questi gravi effetti collaterali, dunque, si spinge l’acceleratore sulla vaccinazione dei giovani, come dimostra il via libera rilasciato il 23 luglio dall’Ema al siero Moderna per la fascia 12-17 anni.

Il commissario straordinario per l’emergenza Covid, Francesco Figliuolo, incoraggiato dal suo consulente Guido Rasi (professore ordinario di Microbiologia all’Università di Roma Tor Vergata), mentre fissa gli obiettivi di riapertura delle scuole a settembre, sottolinea che la vaccinazione dai 12 anni di età è sicura. Sottovalutando totalmente i casi di infiammazioni al cuore riconosciuti nei giovani. I bambini dai 12 anni in su vanno qiuindi vaccinati e l’obiettivo dichiarato è scendere fino a sei anni. Una nota di Pfizer del 29 maggio scorso annuncia che uno studio pediatrico sta valutando sicurezza ed efficacia del loro vaccino nei bambini tra 6 mesi e 11 anni. È loro intenzione presentare richiesta di autorizzazione all’uso di emergenza entro settembre negli Usa. Immediatamente dopo verrà richiesta la variazione all’autorizzazione condizionata al commercio per l’Europa, per le fasce di 2-5 anni e 5-11 anni. La Pfizer ha anche pronunciato di essere in attesa di fare richiesta per la fascia dei più piccoli, tra 6 mesi e 2 anni, che presenterà tra ottobre e dicembre.

I dati riferiscono che la maggior parte dei bambini che si sono ammalati di miocardite dopo il vaccino hanno risposto bene ai farmaci. Trattati con antinfiammatori non steroidei e colchicina (in rari casi con corticosteroidi), sono stati dimessi dall’ospedale in 2-4 giorni. L’Agenzia italiana del farmaco ha inoltre sottolineato che il decorso di miocardite e pericardite dopo la vaccinazione non è diverso da quello di miocardite o di pericardite che insorge per altri motivi.

Tutto questo dovrebbe forse rassicurare i genitori? Ha senso mettere a rischio di malattia cardiaca bambini piccoli perfettamente sani? Per evitare che prendano una malattia nella maggior parte dei casi per loro asintomatica? A ognuno la risposta. Ma tutte le agenzie regolatorie nazionali sono concordi nel ritenere che il rapporto rischio/beneficio della vaccinazione sia nettamente sbilanciato a favore del secondo. Anche quando a pagare possono essere i bambini più piccoli.

(Credit immagine: Pixabay License)

Giuliana Raffaelli

Laureata in Scienze Geologiche, ha acquisito il dottorato in Scienze della Terra all’Università di Urbino “Carlo Bo” con una tesi sui materiali lapidei utilizzati in architettura e sui loro problemi di conservazione. Si è poi specializzata nell’analisi dei materiali policristallini mediante tecniche di diffrazione di raggi X. Nel febbraio 2021 ha conseguito il Master in Giornalismo Scientifico all'Università Sapienza di Roma con lode e premio per la migliore tesi. La vocazione per la comunicazione della Scienza l’ha portata a partecipare a moltissime attività di divulgazione. Fino a quando è approdata sull’isola di Pantelleria. Per amore. Ed è stata una passione travolgente… per il blu del suo mare, per l’energia delle sue rocce, per l’ardore delle sue genti.

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Salute

Una vela per il cuore: viaggio di prevenzione cardiaca sulle piccole isole. Ecco quando a Pantelleria

Redazione

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Prevenzione per tutti gli isolani dai 50 ai 75 anni

Genova, 26 marzo 2026 – Cardioteam – Una vela per il cuore, la campagna di prevenzione cardiovascolare promossa dalla Cardioteam Foundation con il sostegno della Fondazione Sanlorenzo, spiega le vele per il terzo anno consecutivo e si dirige verso le piccole isole, dove la prevenzione sanitaria stenta ad arrivare. Dopo il successo delle edizioni precedenti, il progetto torna in mare con un nuovo viaggio dedicato alla prevenzione e alla solidarietà. Da fine marzo a ottobre attraverserà il Tirreno facendo tappa nelle piccole isole italiane, territori straordinari ma fragili dove l’accesso ai servizi sanitari può essere complesso e discontinuo. 

Quattordici tappe, oltre sei mesi di navigazione e migliaia di miglia nautiche da percorrere per portare la prevenzione direttamente nelle comunità isolane.

Il team di medici ed ecocardiografisti salperà a bordo di Serena da Punta Ala (GR), dando via al tour 2026 il 30 marzo all’Isola d’Elba, prima tappa di un itinerario che toccherà, come lo scorso anno, alcune delle isole più suggestive del Mediterraneo italiano: dall’Isola del Giglio a Ponza, da Ventotene a Ischia, fino a Capri e Procida. Nel cuore dell’estate la missione di prevenzione proseguirà tra le Isole Eolie, con uno screening camper attivo a Vulcano e Lipari, per poi raggiungere le Isole Egadi e Trapani. Dopo la pausa di agosto la navigazione riprenderà verso sud con Pantelleria e Lampedusa, per concludersi in Sardegna tra Cagliari, Sant’Antioco, Alghero e La Maddalena, alla fine di ottobre.

Il cuore della campagna è il Tree Screening, un modello di prevenzione completamente gratuito che unisce simbolicamente due rami dello stesso albero della vita: cuore e cervello. Gli esami proposti comprendono l’ecocardiogramma, che consente di studiare in modo completo la struttura e la funzionalità del cuore – dalla capacità contrattile dei ventricoli alla funzione delle sue 4 valvole, alla presenza di eventuali infarti pregressi – e l’ecocolor Doppler dei tronchi sovraortici, un’indagine ecografica delle carotidi che portano il sangue al cervello e che permette di analizzare struttura, spessore delle pareti e flusso sanguigno, contribuendo alla prevenzione del rischio di ictus.

Una vela per il cuore è un viaggio di mare, vento e incontri, nato da un’idea semplice e potente: portare la prevenzione tra le persone. Una barca a vela diventa così un ambulatorio galleggiante, dove cardiologi, ecografisti, skipper e volontari offriranno ecocardiogrammi gratuiti con tecnologie all’avanguardia. Ogni approdo sarà un piccolo presidio sanitario a disposizione, su appuntamento, di tutti gli isolani tra i 50 e i 75 anni, portando informazioni su stili di vita, alimentazione, attività fisica e controllo dei principali fattori di rischio cardiovascolare.

L’iniziativa nasce dalla visione del cardiochirurgo Marco Diena, presidente della Cardioteam Foundation, che dal 2010 promuove progetti di prevenzione cardiovascolare su tutto il territorio nazionale. Da qualche anno, con Una vela per il cuore questo impegno ha preso la via del mare e sui suoi ambulatori medici itineranti – camper e barca a vela – sono stati effettuati circa 24.000 screening gratuiti nelle piazze e nei porti di oltre 80 città italiane, portando prevenzione e cultura della salute direttamente tra le persone.

“Serena”, la barca a vela che girerà il Tirreno portando la prevenzione nei porti, è un Azuree 40 di proprietà di due appassionati velisti, Raphael e Silvia Sicouri, figli del grande Pierre, che hanno incrociato il progetto quasi per caso nel 2025 e, per il secondo anno consecutivo, hanno generosamente deciso di trasformare la loro barca nel quartier generale marino di Cardioteam e di far parte dell’equipaggio di Una vela per il cuore.

Come partecipare alla campagna
Partecipare alla campagna è semplice: le persone tra i 50 e i 75 anni potranno prenotare il proprio ecocardiogramma gratuito consultando il calendario sul sito ufficiale del progetto, https://www.unavelaperilcuore.it/.
L’agenda delle visite sarà disponibile nei giorni precedenti l’arrivo della barca in ogni porto. Chiunque potrà inoltre sostenere il viaggio della prevenzione contribuendo con una donazione e “offrendo” simbolicamente una o più miglia nautiche, aiutando l’imbarcazione a continuare il suo percorso lungo le rotte della solidarietà (https://www.retedeldono.it/progetto/cardioteam-una-vela-il-cuore-0).

“Siamo orgogliosi ed emozionati di riprendere la via del mare per la terza volta con questo progetto a sostegno della prevenzione nelle isole” dichiara Marco Diena, presidente di Cardioteam Foundation. “Quattordici tappe e sei mesi di navigazione per un nuovo viaggio straordinario per portare prevenzione in quei territori dove l’assistenza medica e non solo è spesso difficile o preclusa”.

“Il nuovo progetto Una vela per il cuore è profondamente vicino alla nostra mission e alla nostra sensibilità” sottolinea Massimo Perotti, tra i fondatori di Fondazione Sanlorenzo. “Con i miei figli Cecilia e Cesare, abbiamo deciso di creare Fondazione Sanlorenzo per sostenere le comunità isolane nell’accesso ai propri bisogni fondamentali, come l’istruzione, la mobilità, l’imprenditoria locale: quello dell’accesso alla prevenzione e alle cure mediche è forse il diritto più importante e siamo orgogliosi di dare il nostro contributo sostenendo Cardioteam, proprio partendo dal nostro territorio, la Liguria.” 

“L’iniziativa ‘Una vela per il cuore’ unisce perfettamente realtà a me molto care: il mare, la vela e la prevenzione” commenta il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, presente all’inaugurazione del progetto. “Portare gli strumenti e i professionisti della salute nelle località isolane, dove può essere difficile raggiungere con facilità i presidi sanitari, è davvero una missione preziosa, perché prevenzione e screening sono i pilastri di un futuro all’insegna della salute”.

 

 

Cardioteam – Una vela per il cuore è ideato da Cardioteam Foundation con la Fondazione Sanlorenzo come co-promotore e il sostegno di Welfareteam, azienda che organizza questi stessi screening come welfare aziendale e qui come main partner, insieme ai partner ANCIM, Creo Studios e Maybe, con il supporto di Intesa Sanpaolo.

UNA VELA PER IL CUOTRE: LE TAPPE DEL VIAGGIO 2026

30 marzo- 17 aprile Elba

20 aprile – 1 maggio Giglio

4 – 15 maggio Ponza

18 – 22 maggio Ventotene

25 maggio – 5 giugno Ischia

8 – 19 giugno Capri/Procida

22 giugno- 17 luglio SCREENING CAMPER Vulcano/Eolie

20 – 31 luglio Egadi/Trapani

31 agosto- 11 settembre Pantelleria

14 – 25 settembre Lampedusa

28 settembre – 16 ottobre Cagliari/Sant’Antioco

19 – 30 ottobre Alghero/La Maddalena

Cardioteam Foundation, presieduta dal cardiochirurgo Marco Diena, nasce nel 2008 dall’iniziativa di un gruppo di cardiochirurghi, cardiologi e professionisti non medici uniti dalla convinzione che la prevenzione rappresenti uno dei principali strumenti per la tutela della salute e del benessere della persona. È la prima realtà in Italia dedicata alla ricerca, alla formazione, alla solidarietà e alla prevenzione dell’infarto e dell’ictus, che sono ancora la prima causa di morte e di invalidità nel nostro paese. La Fondazione promuove progetti e iniziative finalizzati alla diffusione della cultura della prevenzione e alla tutela della salute cardiovascolare attraverso attività di sensibilizzazione sui rischi legati a stili di vita non salutari, programmi di prevenzione e diagnosi precoce, sostegno alla ricerca medica e allo sviluppo tecnologico. Cardioteam opera in Italia e all’estero – Francia, Polonia, Romania, Moldavia, Egitto, Georgia, Tunisia Algeria – con programmi di alta specializzazione rivolti a cardiologi, cardiochirurghi, anestesisti, ecocardiografisti e tecnici della circolazione extracorporea. Organizza inoltre convegni nazionali e internazionali. Le evidenze scientifiche confermano che la prevenzione è più efficace delle cure nel salvare vite umane, e Cardioteam è prima in Europa per numero di screening ecocardiografici eseguiti.

La Fondazione Sanlorenzo nasce nel 2021 dalla volontà dei suoi fondatori, Massimo Perotti insieme ai figli Cecilia e Cesare, di sostenere quelle comunità che più̀ di tutte affondano nel mare le proprie radici, ovvero le piccole isole italiane. L’obiettivo è colmare il divario con la terraferma mettendo a disposizione strumenti e opportunità per preservare e valorizzare il patrimonio socio-culturale, economico e ambientale di queste terre. La Fondazione concentra il proprio impegno su tre ambiti di intervento prioritari. Educazione e crescita, attraverso progetti rivolti agli studenti delle isole, come “La Lettura non isola”, un laboratorio di scrittura creativa che promuove gemellaggi tra scuole della terraferma e delle isole, e il “Bando Oltremare”, che offre borse di studio a chi deve proseguire gli studi superiori dell’obbligo fuori dal proprio territorio. Innovazione e impresa, con percorsi e strumenti di sostegno rivolti a realtà locali, per promuovere e sostenere iniziative che generino valore sociale ed economico oltre la stagionalità turistica. Infrastrutture essenziali, infine, con azioni mirate a migliorare l’accesso a servizi fondamentali come sanità e istruzione, per garantire condizioni di equità e pari diritti ai cittadini delle piccole isole. www.sanlorenzofondazione.org

Raphael Sicouri e Silvia Sicouri sono velisti italiani appartenenti a una famiglia profondamente legata al mare e alla navigazione sportiva. Figli dei navigatori oceanici Paola Pozzolini e Pierre Sicouri, hanno ereditato fin da giovani la passione per la vela e in particolare per i multiscafi, distinguendosi in diverse competizioni internazionali. Silvia Sicouri, nata nel 1987, è una delle veliste italiane più note della sua generazione: ha regatato nella classe olimpica Nacra 17 e ha rappresentato l’Italia ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro 2016, dove ha ottenuto il quinto posto insieme al timoniere Vittorio Bissaro. Nel corso della sua carriera ha conquistato anche medaglie ai campionati mondiali ed europei della classe. Raphael Sicouri è stato anch’egli un regatante attivo nelle classi di catamarani ad alte prestazioni, in particolare nella Formula 18, spesso nel ruolo di prodiere sull’imbarcazione del padre. Oltre alle regate, Raphael e Silvia trasmettono oggi alle loro giovani famiglie la passione per il mare, per lo sport praticato nello spirito corinthian e per la navigazione, anche in crociera. Una crociera vissuta con lo stesso approccio delle regate: non necessariamente con vele costose o tecnologicamente all’ultimo grido, ma sempre regolate con attenzione e a regola d’arte.

www.unavelaperilcuore.it

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Salute

Pantelleria, a scuola lezione di Sport e Salute Orale con il Dr. Palermo e il Rotary Club

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Nella mattinata di oggi, 25 marzo 2026nelle classi seconde (A,B, e C) della scuola media Dante Alighieri di Pantelleria, il Dr. Giovanni Palermo, odontoiatra affermato nell’isola e con una attività di oltre 46 anni, ha tenuto una lezione sulla correlazione tra Sport e Salute Orale. All’uopo era previsto l’intervento atleta Dario Ferrante, noto e apprezzatissimo sportivo pantesco. Il campione nazionale di atletica leggera, tuttavia, colpito da influenza all’ultimo non ha potuto partecipare.
E sarebbe stato un intervento interessante il suo, come giovanissimo sportivo, odontoiatra, che vive certi frangenti in maniera più accentuata che non altre persone.

Ma la lezione del Dr. Palermo è stata tale da mantenere alta l’attenzione del giovane pubblico, con la sua capacità oratoria, tra una battuta di spirito qui e un commento accattivante lì.

Il piccolo convegno è stato organizzata dal Rotary Club – Distretto 2110 Sicilia e Malta, con beneplacito del Governatore Sergio Malizia.

Orgogliosamente, il Dr. Palermo ha presentato il Rotary ai giovani della scuola, definendolo come una organizzazione internazionale nata le 1905 a Chicago: ad un certo punto una persona, Paul Harris, è arrivato ad un traguardo di stabilità economica. Questi, insieme ad un gruppetto di 5 amici e professionisti ricchissimi, ha voluto donare una parte di sè, sia a livello di tempo, sia a livello nei confronti della popolazione. E’ così che vennero realizzati i primi bagni pubblici al servizio di una popolazione che viveva nella miseria e usava la strada come latrina. Da lì è nata, in maniera esponenziale una organizzazione di queste persone, appunto che mettono a disposizione del prossimo le propri capacità professionali.

“Questo sono io – dice il dentista -: sono 46 anni che opero sull’isola e ho voluto donare il mio tempo per portare la prevenzione da voi. Questo progetto l’ho portato a livello distrettuale nel Rotary 2110 Sicilia e Malta  hanno con entusiasmo approvato l’idea, rendendola una commissione odontoiatrica annuale permanente.”

Nella varietà di lavori simili svolti nel territorio pantesco, il Dr. Palermo ha parlato di vizi comportamentali e di  tabagismo da sigaretta elettronica negli adolescenti, che porta conseguenze nella salute orale.


I ragazzi affascinati hanno continuato ad ascoltare con vivo interesse il professionista, che nel condurli, quasi per mano nella comprensione del legame tra Sport e Salute Orale, ha ripercorso il proprio operato negli anni nell’odontoiatria in generale e nelle scuole, negli ultimi dieci, in particolare.

Sport e Salute Orale 
I dati
I dati parlano chiaro: l’Organizzazione Mondiale della sanità chiede che le patologie orali scendano al di sotto del 2% su una popolazione  persone giovani al di sotto di 16 anni. All’inizio del progetto rotariano, nel 2010 si contava l’8/9% di patologie di ragazzi comprese in quella età. Alla fine del progetto decennale il numero è sceso al 4,5%. Sempre poco, ma per il Dr. Palermo è stato un successo, fiducioso che quanto insegnato a quei giovani, verrò da essi stessi trasmesso ai loro figli. E’ possibile che dal prossimo anno si ripartirà con questa iniziativa, coinvolgendo come sempre i bambini dall’asilo, elementari, i genitori, e così via.
I dati del Coni riportano che il 70% di chi fa attività sportiva, a livello nazionale, sono i ragazzi dagli 11 ai 14 anni. 

I denti sono organi del corpo umano
Il Dr. Palermo ha spiegato con efficacia assoluta quanta correlazione vi sia tra il mondo dello sport e la salute, parlando di postura, di alimentazione, di respirazione, e, naturalmente, di igiene. Nell’excursus, ha sempre tenuto il punto di tutto l’argomentare: i denti singolarmente sono degli organi e tra di essi e con il resto del corpo umano scambiano informazioni e partecipano alla vita  del soggetto in modo molto attivo e importante.
Una buona cura, incide sull’uomo fino alla fine dei suoi giorni. 

Lo scorrere di slide ha suscitato quella vivace e simpatica curiosità degli scolari che si sono susseguiti nel porgere domande dalle più elementari a quelle più sagaci. 
Con i loro insegnanti, Sergio Di Giuseppe, Daniela Milazzo e Giuseppe Bernardo, si era creata nelle classi una bella intesa, al punto da far perdere il senso dell’ora, che era scandita solo dalla fatidica campanella.

Il Dr. Palermo si è trovato davanti una realtà scolastica fatta di giovanissimi panteschi bellissimi, pronti, spigliati e desiderosi di confronti, che oggi hanno ricevuto con generosità e passione da parte del socio rotariano.
Un brevissimo passaggio del Presidente Enza Pavia, che affettuosamente ha salutato quella realtà scolastica fresca e simpatica, la piccola delegazione del Club di Pantelleria è stata, infine, raggiunta dal futuro Presidente anno 2026/2027, Mariano Rodo, che si è intrattenuto per qualche tempo compiaciuto.

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Salute

A Pasqua torna la campagna AIL contro le malattie del sangue. Pantelleria in prima linea

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Come in ogni periodo pasquale che si rispetti anche quest’anno torna in tutte le piazze d’Italia e anche nella nostra isola la Campagna AIL mirata a raccogliere fondi per la ricerca sulle gravi malattie del sangue (Leucemie, linfomi e mielomi).

Le campagne AIL tendono a raccogliere fondi utili alla ricerca attraverso la vendita delle uova pasquali al prezzo simbolico di € 15 che, come sempre, si potranno scegliere sia al cioccolato al latte che fondente; quest’anno, inoltre, si potrà scegliere di contribuire anche con le colombe tradizionali a € 16 ciascuna. Acquistare un uovo o una colomba è comunque un gesto concreto ed importante che sosterrà fattivamente le centinaia di ricercatori e medici che, ogni giorno, si prodigano instancabilmente a rendere sempre più curabili le patologie e le malattie del sangue.

L’AIL ha aiutato e aiuta tuttora migliaia di persone a curarsi e ci auguriamo che, nel futuro, queste malattie possano essere sempre più curabili o finalmente essere debellate e perché ciò accada, ognuno di noi dovrà fare la sua parte così come avviene con le migliaia di volontari di tutta l’Italia che credono e sostengono l’associazione proprio come farebbe un buon padre di famiglia. Anche i volontari AIL dell’isola contribuiscono alla ricerca proponendo solidariamente al pubblico le uova e le colombe che potranno essere acquistate sotto il capannone del Bar Tikirriki domenica 22 marzo p.v. dalle ore 10:00 alle 13:00, grazie anche alla fattiva disponibilità di Davide Valenza e Samuel Gorgone.

Vi aspettiamo tutti per aiutare la Ricerca a sconfiggere definitivamente queste malattie. Per informazioni sulle attività dell’AIL potrete sempre contattare la dott.ssa Marisa Di Piazza mob.: 328.4672604 o Stefano Ruggeri mob.: 333.2570314

Stefano Ruggeri
Volontario AIL

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