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Economia

Pantelleria, Alice Bernardo chiude il negozio del Centro. Tutta la verità

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Chiusura con mostra artistica firmata Alice Bernardo. Pantelleria Centro spogliato dell’anima

Da tempo circola la notizia che Alice Bernardo, titolare del negozio sito in Via Napoli, sulla scalinata, è intenzionata a chiudere i battenti per quella che per molti anni ha rappresentato una realtà commerciale apprezzata e che vanta una clientela consolidata nel tempo e non solo. 
Abbiamo incontrato la signora e abbiamo approfittato per chiederle il perchè di questa decisione che ha spiazzato molte persone.

Questo negozio che ha una posizione strategica,  abbiamo comprato tutto di tutte le cose belle che sono rimaste, che fanno parte del nostro guardarobba, perché sta vivendo adesso questo momento che l’ha indotta alla chiusura? Io non chiudo il negozio perché va male, chiudo il negozio perché per me è finito un ciclo. Nel senso che devo andare avanti. Io sono un’artista innanzitutto, un’artigiana e anche una creativa. 
“Il negozio mi porta via tanto tempo. In questi sei anni di attività credo di aver veramente rivoluzionato quello che era il commercio a Pantelleria, facendo cose che addirittura sono state copiate anche fuori isola.
“Per esempio abbiamo fatto un Black Friday con “Pesca lo sconto”. E questa cosa, perché io ero all’interno di un gruppo di commercianti d’Italia, è andata diffusa in tutta Italia. Quindi le mie idee non sono rimaste soltanto a Pantelleria.
“Adesso io ho esaurito per quanto riguarda le idee di questo negozio, e voglio buttarmi su altro, quindi voglio ricominciare a dipingere, ricominciare a creare davvero e non posso assolutamente fare l’uno e l’altro, fare male uno e l’altro.”
 
Quindi  qual è il prossimo progetto o il sogno nel cassetto?Veda, io non sono fatta per vendere cose degli altri o cose preconfezionate e il mio sogno è sempre stato quello di essere libera e di non essere un criceto sulla ruota, come si suol dire. Quindi io salto fuori dalla ruota compiendo  un atto di coraggio, saltando nel buio.
“Del resto, io sono abituata agli salti nel buio, ho cominciato con due calamite,  poi abbiamo avuto l’ape, poi abbiamo avuto un negozietto piccolo, un altro un po’ più grande e ora uno più grande ancora. 

Chiusura con evento

“Addirittura io ho iniziato senza cassa fiscale, perché non avevo un centesimo, quindi veramente ho iniziato da sotto a zero. La cosa bella che li voglio dire è che questo negozio prima di essere chiuso vivrà un momento bellissimo, nel senso che io all’interno di quel negozio farò la mia prima mostra dopo dieci anni, quindi all’interno ci sarà una mostra che si chiamerà Zero, dove conterò fino a dieci e il numero dieci sarà fuori dal negozio. Alla fine ci sarà una performance in cui verranno smontate le insegne, le insegne sono in vendita come pezzi veramente da collezione, pensate che sono fuori da sei anni e potrebbero starci altri 20, 30, 40 perché erano delle insegne veramente fatte bene,  non si sono scolorite, non si sono piegate, niente di niente. 
“E quindi finirò con questa performance e poi io continuo con Tania MR Crea, ho fatto la mia scelta, continuo con Tania, qua a Scauri, dove staremo aperti tutto l’anno, è la mia competitor che è diventata socia,  quindi è una cosa bella per l’isola perché io ho continuato a voler dare un segno con i fatti e non solo con le parole. Due competitor che si mettono insieme per farsi forza l’uno con l’altro. 
“Dopodiché io spero che questo negozio venga preso da persone che sappiano lavorare perché è un negozio che può dare, potrei portarlo avanti anch’io facendo dei passi indietro però, io passi indietro non posso fare, non voglio fare, dovrei fare delle rinunce.
“Due anni fa ho avuto una crisi perché davo praticamente tutto per questo negozio e sono finita in ospedale quasi con un infarto, è lì che ho deciso di mollare  e da lì ho capito il mio percorso. Quell’attività su Via Napoli mi serviva per darmi visibilità e per crearmi  un nome e ora credo a livello isolano di essermelo creato, quindi sono pronta ad andare avanti con una forza maggiore, che è quella di Tania, siamo due donne, due donne imprenditrici ma non solo, creative, con tanti sogni e devo dire che abbiamo le mani d’oro e come dice la frase di Mannarino?! ‘Non c’è nulla di peggio del talento sprecato’ e allora io non voglio più sprecarlo, voglio fare questo salto nel buio, la vita è una sola, forse, forse più di una, però io questa la voglio vivere intensamente.”

Quanti anni ha le e Tania? Rispettivamente 48 e 44 anni.
È la rivolta delle quarantenni? La rivolta delle donne quarantenni, tra l’altro che si sono sempre accontentate. Il problema di quest’isola che non cresce è anche la paura di mostrarsi, la paura di dire io posso, io voglio, questo io che non esiste e quindi non esiste neanche la collettività perché tu sei sempre lì a mettere maschere, a essere anche falso a volte. Al di là di tutto e di tutti, nessuno mi può spiegare.

Ma c’è tanto questo spirito, anche nelle sue piccole battaglie politiche, quando scendi in campo? “Certo! È una cosa che spicca, per cui era necessario secondo me il passaggio che stai compiendo. Assolutamente necessario, ripeto, non ho nessuna paura, io ho smesso di avere, ho fatto un percorso veramente di due anni da donna, in cui ho smesso di avere paura della morte, nel momento in cui tu non hai più paura della morte. 

Tutto questo avviene mentre ci mostra delle maglie con i nomi delle contrade principali di Pantelleria: Khamma Gadir, Scauri

Lei è  una persona comunque che ama e che crede nell’energia? “E’ così credo in tutto questo, avendo  anche il potere di prano terapeuta, il dono di un’empatia grande, non ho più intenzione di nascondermi perché dire io non vuol dire che tu non lo sei, anzi vuol dire forza possiamo tutti. Perché abbiamo tutti veramente, la nostra vita è nelle nostre mani, le decisioni, bisogna essere forti, non avere paura di niente e di nessuno. 

Appello per il Centro di Pantelleria, spogliato dell’anima

“Se lei mi permette, direttore, vorrei fare un  appello per il centro.  Mi dispiace dirlo, ma sono una persona che ha sempre visto lontano: ho venduto il pronto moda quando il pronto moda era all’apice, l’ho lasciato quando stava scendendo; Ho aperto Bambino quando era necessario e l’ho lasciato quando stava per scendere;  e adesso vi posso dire che il centro ci metterà 3-4 anni per riprendersi.
“Quindi, purtroppo, il turismo si è spostato specialmente nelle contrade, perché le contrade adesso hanno dei negozi, hanno dei bar, hanno dei ristoranti. Se il centro non è bello, è una cosa oggettiva, non è una cosa soggettiva. 
“Possiamo amarlo quanto vogliamo. Possiamo dire che un posto è bello perché lo amiamo, ma questa è una valutazione soggettiva.  E oggettivamente il centro non è bello. Il centro, inoltre, vedo sempre di più che non ha un’anima.  Per quanto prima potesse essere non bello, ma aveva un’anima, adesso sta venendo spogliato anche di quest’anima. 
“E questo lo sentono tutti i turisti. Quando io ho fatto la diretta, che sono stata attaccata in tutti i modi. Ma il mio era voler fare qualcosa per il centro, perché la cosa è che noi non possiamo mettere mattoni, non possiamo abbellirlo, perché sappiamo benissimo che la burocrazia è quello che è. 
“Il mio intento era anche quello di creare un gruppo che organizzi dei percorsi anche informativi, ma non solo,   una mappa che poteva essere come quella del tesoro,  in cui si invitava da un negozio all’altro a girare tutti i negozi,  anche perché sappiamo che il centro è ramificato, non è solo in un punto come in tante altre città. Io mi auguro tantissimo che questo centro venga distrutto completamente, in modo che possa essere ricostruito.

A ricostruirlo non saranno i panteschi,  perché i migliori panteschi se ne stanno partendo tutti,  mentre qua rimangono, mi dispiace dirlo, un branco di ignoranti che non sa neanche dove è casa loro, e non sanno neanche qual è il tesoro di casa loro. E da questo sarò attaccata anche, ma mi dispiace, dobbiamo riuscire ad accettare le critiche,  perché le critiche possono essere anche costruttive,  e far uscire quello che è la forza che è dentro di noi.
“Per quanto mi riguarda, io lascerò questo negozio anche per essere libera di parlare,  perché quel negozio per me è stato un bavaglio per troppi anni.  Non puoi parlare perché nel commercio perdi i clienti, e allora io ho tanto da dire,  e tra il mio dire e un negozio che mi porta soldi,  preferisco morire di fame, ma poter parlare,  perché la libertà di parola è tutto nella vita.

Marina Cozzo è nata a Latina il 27 maggio 1967, per ovvietà logistico/sanitarie, da genitori provenienti da Pantelleria, contrada Khamma. Nel 2007 inizia il suo percorso di pubblicista presso la testata giornalistica cartacea L'Apriliano - direttore Adriano Panzironi, redattore Stefano Mengozzi. Nel 2014 le viene proposto di curarsi di Aprilia per Il Corriere della Città – direttore Maria Corrao, testata online e intraprende una collaborazione anche con Essere Donna Magazine – direttore Alga Madia. Il 27 gennaio 2017 l'iscrizione al Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti nel Lazio. Ma il sangue isolano audace ed energico caratterizza ogni sua iniziativa la induce nel 2018 ad aprire Il Giornale di Pantelleria.

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Pantelleria, 8 luglio 2026 Consiglio Comunale. Tra i punti: bando agricoltura, debito fuori bilancio,

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E’ convocato Consiglio Comunale in sessione ordinaria, in prima convocazione per il giorno mercoledì 08 Luglio 2026 ore 16,00 ed in seconda convocazione il giorno 09 Luglio 2026 alle ore 16,00 per trattare il seguente ordine del giorno:

  1. Nomina scrutatori; 
  2. Lettura verbale seduta del 28 Aprile 2026 
  3. Comunicazioni
  4. Interrogazioni
  5. Mozioni
  6. Mozione sulla ZES (Zona Economica Speciale) delle Isole Minori
  7. Proposta bando agricoltura Isole Minori;
  8. Riconoscimento debito fuori bilancio giusta sentenza n. 17/2022 REG PROVV. COLL del 27.10.2021 e pubblicata in data 05.01.2022 del TAR Palermo. Integrazione 
  9. Provvedimenti ai sensi dell’art. 175 comma 5 del D.Lgvo n. 267/2000 conseguenti alla mancata ratifica della deliberazione della Giunta Comunale n. 131 del 20/04/2026 avente ad oggetto “Variazione d’urgenza al bilancio di previsione 2026/2028 fondo adeguamento prezzi art. 26 D.L. 50/2022”;
  10. Variazione al Bilancio di Previsione 2026_2028 Modifica ed assestamento di Bilancio

(In copertina immagine di repertorio)
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Bando SRD01: Pantelleria chiede revisione per garantire equità e sviluppo ai territori svantaggiati

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Proposte specifiche variazioni per piccole aziende di Isole Minori e zone svantaggiate L’Ente Parco Nazionale Isola di Pantelleria e il Comune hanno trasmesso al Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani una richiesta formale di rettifica del Bando SRD01 del Piano Strategico PAC 2023-2027, finalizzata a garantire un accesso più equo alle risorse destinate al comparto agricolo delle Isole Minori e delle aree svantaggiate della Sicilia. L’iniziativa, approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale di Pantelleria con Deliberazione n. 50 del 29 aprile 2026, è stata sottoscritta anche dalla Federazione Agrotecnici Laureati della Regione Sicilia, dalla FLAI-CGIL Trapani, dal Consorzio dell’Olio IGP Sicilia, dalla UIL Trapani e dalla Federazione Regionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Sicilia.

La richiesta evidenzia come l’attuale impostazione del bando penalizzi le piccole aziende agricole delle isole, caratterizzate da agricoltura eroica, elevati costi logistici e dimensioni aziendali ridotte, escludendole di fatto dall’accesso ai finanziamenti regionali.

Tra le principali proposte figurano l’istituzione di una graduatoria dedicata alle Isole Minori e alle zone svantaggiate, la riduzione della soglia minima di investimento da 250.000 a 25.000 euro, l’ampliamento degli interventi finanziabili per i settori vitivinicolo e oleario e la destinazione di una quota specifica delle risorse disponibili a questi territori.

L’obiettivo è tutelare produzioni identitarie di eccellenza, preservare il paesaggio rurale e sostenere comunità agricole che rappresentano un patrimonio unico della Sicilia sotto il profilo economico, culturale e ambientale. I firmatari confidano in un rapido intervento della Regione Siciliana affinché siano ristabilite condizioni di reale accessibilità alle misure di sostegno e siano riconosciute le specificità delle Isole Minori e delle aree rurali più fragili.

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Pantelleria: UNIPANT lancia il MERCATINO DELL’USATO E DEL RIUSO per raccogliere fondi

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Dall’1 all’8 giugno tanti capi d’abbigliamento, calzature, giocattoli, strumenti e accessori di ogni tipo a disposizione di isolani e turisti per aiutare l’UNIPANT 
 
Nei primi giorni di giugno, l’Università Popolare di Pantelleria aprirà un Mercatino dell’Usato e del Riuso disponibile per tutti.

Isolani e turisti potranno trovare tante cose sia per i bambini che per gli adulti, tra cui capi d’abbigliamento, calzature, giocattoli, strumenti e accessori di ogni tipo. 

Il Mercatino si svolgerà dall’1 all’8 giugno nella sede UNIPANT di Via San Nicola n.42/A, dalle ore 16.00 alle ore 19.00, e per eventuali comunicazioni sarà possibile contattare la Vicepresidente, Nuccia Farina, al numero 338 2915 126.

L’Università Popolare, fondata tre anni fa con lo scopo di dare alle persone dell’isola la possibilità di frequentare attività culturali, formative e ricreative, a prescindere dall’età e dal titolo di studio, raccoglie dai soci delle piccole quote di partecipazione, per poter consentire l’accesso alle attività formative a tutti. Tuttavia, gestire l’Università Popolare comporta delle spese spesso abbastanza onerose, a cominciare da quelle per l’affitto.

L’apertura del Mercatino nasce proprio dall’idea di conciliare le esigenze della comunità isolana con la necessità per l’UNIPANT e di raccogliere fondi utili al finanziamento delle nostre attività.

Sono quindi tutti invitati a visitarlo e, qualora si trovasse qualcosa di utile, ad acquistare tutto ciò che può servire.

Ogni acquisto sarà un gesto utile a contribuire all’esistenza dell’UNIPANT.

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