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Cultura

Comune Favignana in convenzione con Unipa: raccolta toponomastica non cartografata Isole Minori

Matteo Ferrandes

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I luoghi parlano.
I loro nomi, significativi e non casuali, raccontano storie di popolazioni, identitร  culturali e sociali. Un patrimonio che va tutelato e salvaguardato. Il Comune di Favignana ha sottoscritto una convenzione con lโ€™Universitร  di Palermo e il Centro di studi filologici e linguistici siciliani per lโ€™avvio di un’importante ricerca.

Il progetto, che coinvolge tutte le comunitร  delle isole minori e degli arcipelaghi della Sicilia, mira a raccogliere toponomi tradizionali delle contrade, della costa, delle porzioni di mare, ovvero quel repertorio microtoponomastico isolano non cartografato nelle carte ufficiali che vive soltanto nelle pratiche di denominazione e nellโ€™oralitร  degli abitanti del luogo, gli anziani, i pastori, i contadini ma, soprattutto, i pescatori locali.

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Cultura

Pantelleria domani si riunisce in preghiera per le vittime della strage di Crans-Montana

Direttore

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Tutte le messe di domani

Domani, la popolazione di Pantelleria รจ chiamata a riunirsi in preghiera, in onore delle giovanissime vittime dell’incendio accorso a Crans-Montana in Svizzera.

I 4o deceduti, di cui sei italiani, e i 116 gravemente feriti verranno ricordati dai panteschi: morire a quell’etร , in una serata di festa, in quelle modalitร  รจ una atrocitร  mondiale.

Nel giorno dedicato al Battesimo del Signore, ย con cui inizia il ministero di Gesรน, comincia con il bagno nel fiume Giordano, come afferma lo stesso Pietro nella casa del centurione Corneliole.
In tale circostanza le messe verranno professate nelle tre parrocchie principali dell’isola:

Khamma: ore 11,00 – Chiesa Madre: ore 11
Rekhale, ore 17,00 – Tracino: ore 17,00
Scauri: ore 18,30 – Chiesa Madre: ore 18,30

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Cultura

Pantelleria Capitale italiana del mare 2026, Gereon Pilz risponde a Leali per Pantelleria

Redazione

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Lโ€™articolo che poco fa รจ uscito su Il Giornale di Pantelleria mi spinge di rispondere immediatamente perchรฉ offende tutta la comunitร  pantesca che da quando รจ stato pubblicato da parte del comune lโ€™invito a partecipare alla candidatura, si sta muovendo.

Tutti i stakeholder e associazioni sono stati avvisati e lโ€™euforia dei volenterosi che vogliono partecipare รจ cresciuta da giorni a giorni perchรฉ lโ€™iniziativa sta creando una sinergia mai vista prima a Pantelleria in occasioni simili.

Allego qualche foto che testimoniano il successo del annuncio di partecipazione e il flusso di persone che si trovano e incontrano nel White Cube (Ex Glutiniamo free in Corso Umberto I, 39) quasi giornaliera – che ho dato a disposizione per la fase della raccolta di tutti i progetti che la comunitร  pantesca sta lanciando per la realizzazione del dossier per la candidatura.


Niente ritardi! Solo lavoro duro, concreto, concentrato e โ€žconcertatoโ€œ.

Ma mi chiedo perchรฉ LeAli per Pantelleria abbia bisogno di fare sempre polemica sulle spalle dei cittadini panteschi?

Tutta la comunitร  dellโ€™isola lavora con tutte le sue forze e risorse da giorni insieme e intensamente e LeAli per Pantelleria non sa niente?

Chi vuole ancora partecipare รจ invitato a passare in Corso Umberto I, 39 fino alle ore 20 stasera ho mi contatta >ย gereonline@gmx.de

Per i collaboratori alla candidatura e previsto unโ€™incontro finale domenica alle ore 15:30 – sempre nel White Cube.

Gereon Pilz
Presidente Circolo Culturale Corso Umberto APS

per approfondire:ย Leali per Pantelleria โ€“ Capitale del Mare: Lampedusa corre, la nostra amministrazione rincorre

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Cultura

Dal debito fondativo al dissesto finanziario: Solarino davanti al suo nodo storico

Laura Liistro

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Giorno 8 gennaio 2026 data storica per il Consiglio comunale di Solarino che ha dichiarato il dissesto finanziario dellโ€™Ente.
Una decisione grave, ma necessaria, assunta con otto voti favorevoli quelli della maggioranza a sostegno del sindaco Tiziano Spada e tre astensioni.
Il provvedimento arriva dopo lโ€™esame del consuntivo 2024, che ha certificato un disavanzo superiore ai 15 milioni di euro e squilibri strutturali tali da rendere impossibile proseguire lโ€™attivitร  amministrativa senza ricorrere agli strumenti straordinari previsti dalla legge.
A votare a favore sono stati Oriana Burgio, Giuseppe Dโ€™Aquino, Marco Torcasso, Sebastiano Scorpo, Giuseppe Pelligra, Carmelo Terranova, Floriana Lombardo e Benedetta Italia, attenendosi alle indicazioni contenute nella relazione del Collegio dei revisori dei conti.
Critica lโ€™opposizione: lโ€™ex sindaco Giuseppe Germano, in carica da giugno 2022 a fine 2024, ha ribadito di non ritenersi responsabile delle passivitร  e si รจ astenuto insieme a Francesca Oliva e Silvana Cassia.

โ€œPer lโ€™ente non si tratta di un fallimento, perchรฉ il Comune di Solarino continuerร  a operare e garantire i serviziโ€, ha chiarito il presidente del Collegio dei revisori, che giร  in sede di approvazione del conto consuntivo aveva indicato nel dissesto la soluzione piรน idonea per fronteggiare una situazione debitoria ormai irreversibile. Con la dichiarazione di dissesto sarร  nominato un Organo Straordinario di Liquidazione (OSL), una terna di professionisti indipendenti incaricata di accertare i crediti, gestire il debito e definire i rapporti con i creditori.
โ€œOggi Solarino riparte da zero, spero che si possa fare insiemeโ€, ha dichiarato il sindaco Tiziano Spada, in carica da giugno, aprendo ufficialmente una nuova fase politico-amministrativa per il Comune.

Una storia che si ripete

Stemma sul pavimento prospiciente la tomba di Giuseppe Antonio de Requesens(1703-1772), vescovo di Siracusa, nella Cappella di Santa Lucia, nel Duomo di Siracusa. Foto di Giovanni Dall’Orto

Ma il dissesto di oggi, pur maturato in un contesto normativo, politico ed economico completamente diverso, riporta alla luce una costante profonda della storia di Solarino: quella di una comunitร  che nasce e cresce spesso sul confine sottile tra ambizione istituzionale e fragilitร  finanziaria.
Solarino, infatti, nasce a debito. La sua fondazione nel XVIII secolo non fu il risultato di una crescita spontanea, ma una precisa scelta politica della nobiltร  siciliana.
Il feudo di San Paolo Solarino giunse ai de Requesens attraverso il matrimonio tra don Antonio ed Eleonora Gravina, ma fu il principe don Giuseppe Antonio de Requesens a comprendere che la colonizzazione del feudo avrebbe garantito accesso a un seggio senatoriale nel Parlamento siciliano.
In quellโ€™epoca, fondare un centro abitato significava entrare nei luoghi del potere.
Il progetto, tuttavia, nasceva in una condizione di cronica crisi di liquiditร .
Le risorse necessarie per costruire le abitazioni dei coloni, la chiesa, il mulino e le opere pubbliche, oltre al pagamento della licentia populandi, superavano ampiamente le possibilitร  economiche della famiglia.
Il rifiuto di un prestito bancario da parte di un istituto palermitano rese evidente la debolezza finanziaria dellโ€™impresa.
La svolta arrivรฒ nel 1755, quando don Giuseppe Antonio affidรฒ pieni poteri allo zio paterno, Giuseppe Antonio de Requesens, vescovo di Siracusa.
Fu grazie allโ€™autoritร  ecclesiastica che Solarino potรฉ nascere: prestiti obbligazionari concessi dalle comunitร  religiose di Noto, recuperi forzosi di crediti ecclesiastici a Lentini, somme prestate da religiosi e istituti pii.
La nuova comunitร  prese forma interamente a debito, attraverso un sistema di finanziamenti straordinari spesso imposti piรน che negoziati.
Nel 1770 arrivarono la licentia populandi e il titolo di senatore, concessi โ€œfermo restando lโ€™onere di restituire le somme ricevuteโ€.
Un successo politico che sancรฌ lโ€™ingresso dei de Requesens nelle istituzioni del Regno, senza perรฒ risolvere la contraddizione di fondo: Solarino era politicamente legittimata, ma economicamente fragile.
Le alleanze parlamentari, in particolare quella con il Duca di Floridia, rafforzarono lโ€™autonomia giurisdizionale delle nuove comunitร , ottenendo lโ€™esenzione dalle gabelle dellโ€™Universitร  di Siracusa.
Una vittoria che consolidรฒ lโ€™indipendenza politica di Solarino, ma che ne accentuรฒ anche la dipendenza da equilibri esterni e decisioni di vertice.
Don Giuseppe Antonio ricoprรฌ incarichi prestigiosi,governatore del Monte di Pietร  di Palermo, deputato della Giunta pretoria, senatore e riuscรฌ persino a ricondurre alla famiglia gli ingenti possedimenti dei Del Carretto.
Eppure, dietro lโ€™apparente successo, restava irrisolta la debolezza strutturale di una comunitร  nata senza basi economiche solide.
รˆ in questo parallelismo che il dissesto di oggi assume un significato che va oltre la cronaca amministrativa.
Allora come oggi, Solarino ha scelto di esistere, di contare, di rivendicare autonomia e servizi anche quando le risorse non erano sufficienti a sostenerne il peso.
Nel Settecento il costo ricadde su monasteri, opere pie e sulla famiglia fondatrice; oggi ricade sullโ€™intera comunitร , chiamata a confrontarsi con vincoli, sacrifici e una lunga fase di risanamento.
La storia non assolve nรฉ condanna, ma offre una chiave di lettura.
Solarino non รจ una realtร  โ€œfallitaโ€, bensรฌ una comunitร  che vive da sempre sul crinale tra ambizione e limite. Riconoscere questa continuitร  significa guardare al dissesto non come a una vergogna da rimuovere, ma come a un passaggio che impone una domanda ormai non piรน rinviabile: se lโ€™autonomia e lโ€™identitร  istituzionale possano ancora essere pensate senza una reale e duratura sostenibilitร  economica.
Oggi, piรน che mai, la risposta dovrร  essere costruita collettivamente.

Laura Liistro

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