Cultura
Comune Favignana in convenzione con Unipa: raccolta toponomastica non cartografata Isole Minori
๐๐ซ๐จ๐ ๐๐ญ๐ญ๐จ ๐๐ข ๐ซ๐ข๐๐๐ซ๐๐ ๐ฌ๐ฎ๐ข ๐ฆ๐ข๐๐ซ๐จ๐ญ๐จ๐ฉ๐จ๐ง๐ข๐ฆ๐ข ๐๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐ข๐ฌ๐จ๐ฅ๐ ๐ฆ๐ข๐ง๐จ๐ซ๐ข, ๐๐จ๐ฆ๐ฎ๐ง๐ ๐๐ข ๐ ๐๐ฏ๐ข๐ ๐ง๐๐ง๐ ๐ฌ๐จ๐ญ๐ญ๐จ๐ฌ๐๐ซ๐ข๐ฏ๐ ๐๐จ๐ง๐ฏ๐๐ง๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ ๐๐จ๐ง ๐ฅโ๐๐ง๐ข๐ฏ๐๐ซ๐ฌ๐ข๐ญ๐ฬ ๐๐ข ๐๐๐ฅ๐๐ซ๐ฆ๐จ ๐ ๐ข๐ฅ ๐๐๐ง๐ญ๐ซ๐จ ๐๐ข ๐ฌ๐ญ๐ฎ๐๐ข ๐๐ข๐ฅ๐จ๐ฅ๐จ๐ ๐ข๐๐ข ๐ ๐ฅ๐ข๐ง๐ ๐ฎ๐ข๐ฌ๐ญ๐ข๐๐ข ๐ฌ๐ข๐๐ข๐ฅ๐ข๐๐ง๐ข
I luoghi parlano.
I loro nomi, significativi e non casuali, raccontano storie di popolazioni, identitร culturali e sociali. Un patrimonio che va tutelato e salvaguardato. Il Comune di Favignana ha sottoscritto una convenzione con lโUniversitร di Palermo e il Centro di studi filologici e linguistici siciliani per lโavvio di un’importante ricerca.
Il progetto, che coinvolge tutte le comunitร delle isole minori e degli arcipelaghi della Sicilia, mira a raccogliere toponomi tradizionali delle contrade, della costa, delle porzioni di mare, ovvero quel repertorio microtoponomastico isolano non cartografato nelle carte ufficiali che vive soltanto nelle pratiche di denominazione e nellโoralitร degli abitanti del luogo, gli anziani, i pastori, i contadini ma, soprattutto, i pescatori locali.
Cultura
I racconti del vecchio marinaio pantesco. Rotta di collisione
Era una notte di mezzโestate, non ricordo di quale anno, e il Madonna di Trapani, dalla quercia solida, scivolava tranquillo verso le coste della Libia. Il mare era cosรฌ calmo da sembrare una lastra di ossidiana liquida, che rifletteva le stelle con una precisione tale che a guardare metteva i brividi. Al timone cโera lui, il nostro capitano, don Vito. Come sempre non era di molte parole; il vento gli parlava abbastanza e lui sapeva rispondere stringendo o allentando le scotte. Lโisola di Gerba era unโombra scura bassa sulla dritta e un profumo di datteri e polvere arrivava a folate nellโaria calda. Il Madonna di Trapani trasportava vino di Pantelleria e sogni di fortuna, mentre lโequipaggio dormiva in coperta, cercando un filo di fresco in tutta quellโarsura. Oltre il capitano eravamo svegli io e il giovane mozzo che vegliava a prua e lottava disperatamente contro le sue palpebre calanti. All’improvviso, il silenzio della notte fu rotto non da un suono, ma da unโintuizione. Capitan Vito sentรฌ il cambiamento nel respiro del mare. “Cโรจ qualcuno” sussurrรฒ Vito, piรน a sรฉ stesso che a noi. Dal buio pesto, senza luci di posizione – per risparmiare olio o per troppa sicurezza – emerse una sagoma sottile. Era un piccolo veliero di Marsala, una lanciara veloce ma fragile, che tagliava la rotta del veliero pantesco con la precisione tragica di un appuntamento col destino. Il nostro capitano virรฒ con tutta la forza che aveva nelle braccia (e ne aveva di forza!), ma il Madonna di Trapani era carico e anche il mare ha la sua inesorabile legge d’inerzia. Cosรฌ il legno pantesco, duro come la pietra della sua isola, colpรฌ, squarciandolo, il fianco della barca marsalese. Il fasciame spezzato emise come un gemito acuto, poi si sentรฌ lโurlo disperato degli uomini dellโequipaggio. In una manciata di minuti lโacqua cupa del Canale di Sicilia inghiottรฌ lo scafo marsalese, lasciando a galla solo pezzi di legno e teste che annaspavano nell’oscuritร . “In mare non si lascia nessuno, nemmeno chi ti viene addosso” urlรฒ capitan Vito ai suoi uomini, ormai tutti svegli e giร ai posti di manovra. Le operazioni di salvataggio furono brevi e veloci. Numerose cime furono lanciate con precisione verso le ombre nell’acqua, nel mentre si calavano le scale di corda lungo la fiancata del Madonna di Trapani. Ad uno ad uno, sette marinai di Marsala, tremanti e zuppi dโacqua, furono tirati su. Lโultimo fu il loro capitano, un uomo anziano che piangeva a dirotto non per la paura, ma per la sua amata barca che ora riposava sul fondo sabbioso al largo dellโisola di Gerba. Quando padron Vito ebbe la
conferma che nessuno dei marsalesi risultava disperso e che solo qualcuno aveva riportato ferite leggere, i suoi occhi verdi, finallora cupi, si rischiararono di una luce che aveva il colore gioioso della posidonia sotto costa. Quando la prima luce dell’alba iniziรฒ a tingere il cielo con larghe ditate di rosa, il Madonna di Trapani era di nuovo in rotta verso Tripoli. Intanto in coperta, i marinai panteschi dividevano fraternamente pane e sarde salate con i naufraghi. Padron Vito era ancora al timone, quando il capitano del legno marsalese gli si avvicinรฒ e gli porse la mano, dicendo “Eโ stato un errore del mio nostromo, grazie, capitano, per averci salvati”. Adesso lโodore forte del caffรจ, scaldato su un piccolo fornello a carbone, si mescolava allโodore di salsedine e di legno bagnato, mentre il discorso tra i due capitani continuava. “Non ha sentito il mare – disse il marsalese, con la voce incrinata dal rimorso di essersi troppo fidato del suo nostromo – Andava a lume di naso, convinto che la notte e il mare fossero solo nostri. Il Santa Rosalia era la mia casa. Trentโanni di navigazioneโฆ finiti in un gemito di legno rotto”. Capitan Vito non distolse lo sguardo dall’orizzonte, ma le sue mani allentarono leggermente la presa sulla barra del timone e disse “Il mare non รจ di nessuno perchรฉ non ha padroni e non conosce leggi. Noi marinai siamo soltanto passeggieri momentanei che chiedono il permesso di passare. I
l veliero
รจ nelle mani del suo capitano, ma il suo cammino รจ nelle mani del destino. Non darti quindi colpe
che appartengono al destino. Il mare dร e il mare toglie. Oggi ha tolto una barca, ma ha salvato il
sangue. E questo รจ l’unico guadagno che conta”, poi soggiunse, quasi scandendo le parole, “Ora sei
un capitano che deve riportare a casa sei padri di famiglia. Questo รจ il tuo carico, adesso. Ed รจ piรน
pesante e importante delle botti di vino marsala che avevi nella stiva”.
Si tacque e osservรฒ con attenzione, per la prima volta, lโinterlocutore. I suoi vestiti, prestati da un
marinaio pantesco, gli stavano larghi, facendolo sembrare ancora piรน fragile e oppresso.
Non
doveva essere affatto facile sopportare il peso della perdita in mare del veliero di cui aveva avuto il
comando. Pensรฒ, per un istante, se tale sorte fosse toccata a lui e al suo Madonna di Trapani e
rabbrividรฌ lungamente. E in quel momento ebbe compassione di tutti i marinai che correvano il
mare.
Poi don Vito chiamรฒ il nostro nostromo a sostituirlo al timone, quindi si sedette su una bitta nel
mentre un marinaio gli portava una tazza di latta con del caffรจ amaro. Accanto aveva sempre il
capitano marsalese, che ora sembrava piรน sollevato e con anchโegli in mano una tazza di caffรจ
fumante.
I due sorseggiarono lentamente il caffรจ, senza parlare. A bordo sโera fatto silenzio, rotto
solo dal rollio ritmico del veliero pantesco, solido e rassicurante.
“Siete un uomo duro, capitano, – disse ad un tratto il marsalese – abituato a guardare in faccia la
realtร per quella che รจ e non per quella che si vorrebbe”.
“A Pantelleria, se non impari a guardare in faccia la realtร , la roccia ti mangia” rispose il pantesco,
poi con un gesto indicรฒ un punto allโorizzonte, dove la costa libica iniziava a farsi vapore giallastro,
e continuรฒ “Quando saremo a Tripoli consegnerรฒ il mio carico e troverรฒ un passaggio per voi su un
vapore postale. Arriverete a casa prima di quanto pensi. E quando sarai a Marsala, offri un bicchiere
di quello buono al mare, per ringraziamento”.
Il capitano marsalese sembrรฒ raddrizzare la schiena e, per la prima volta da quando era stato
ripescato, non guardรฒ piรน verso il basso “Lo farรฒ, mio capitano. E dirรฒ che il pantesco dagli occhi
verdi vede piรน lontano degli altri, anche quando non cโรจ luna”.
La tragedia era giร diventata memoria e il viaggio, nonostante tutto, doveva continuare. Il veliero proseguรฌ, portando con sรฉ il peso leggero di due equipaggi e la consapevolezza che, in quella notte di mezz’estate, la Madonna di Trapani, quella del cielo, aveva davvero teso ancora una volta la sua miracolosa mano sopra le acque del Canale di Sicilia.
Orazio Ferrara
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Cultura
Istruzione, da governo Schifani 100 mila euro per educazione alimentare
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Il governo Schifani ha stanziato 100 mila euro per progetti di educazione alimentare e prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare nelle scuole di ogni ordine e grado della Sicilia.
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Lโintervento, contenuto in una direttiva dellโassessorato regionale dellโIstruzione e della formazione professionale, in attuazione della legge regionale di Stabilitร 2026-2028, mira a diffondere una maggiore consapevolezza sullโorigine e la qualitร degli alimenti, a promuovere un corretto stile di vita e un equilibrato rapporto con il cibo tra gli studenti dellโIsola attraverso azioni di informazione e prevenzione, con il supporto di professionisti specializzati.
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ยซAnoressia, bulimia e altri disturbi legati ad un rapporto distorto col ciboย – afferma lโassessore regionale allโIstruzione e formazione professionale, Mimmo Turano – purtroppo registrano un esordio sempre piรน precoce tra i giovani. Si tratta di un fenomeno che non riguarda solo lโalimentazione, perchรฉ investe la sfera psicologica, relazionale e sociale degli adolescenti, incidendo profondamente sul loro benessere e anche sul percorso scolastico. Con questa misura, il governo Schifani ritiene fondamentale agire a partire dalle scuole, con azioni di educazione, prevenzione di comportamenti alimentari nocivi e promozione di uno stile di vita sanoยป.
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Il provvedimento, che consente alle scuole di beneficiare di un contributo massimo di 5 mila euro, prevede la possibilitร di attivare consulenze specialistiche con nutrizionisti oppure organizzare percorsi formativi e laboratori rivolti a studenti, famiglie e personale scolastico. Le somme saranno assegnate in ordine cronologico fino ad esaurimento delle risorse.
Le domande dovranno essere presentate via pec entro il 21ย marzoย all’indirizzoย dipartimento.istruzione@certmail.regione.sicilia.it.
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Il provvedimento รจ disponibile a questo link.
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Ultimo aggiornamento
Cultura
LโUlivo degli Iblei, Solarino salotto di Memoria e Comunitร aprendo Terra Tempus
Rassegna Terra Tempus โ Prima Edizione: Sapori, Memorie e Identitร del Sud
Si apre domani, venerdรฌ 27 febbraio 2026, la prima edizione della rassegna Terra Tempus โ La Via di Demetra, ideata dalla Galleria EtnoAntropologica, con il patrocinio gratuito del Comune di Solarino e della Regione Siciliana, con la collaborazione tecnico-scientifica del circuito Honos, e con la diretta collaborazione dellโAmministrazione Comunale guidata dal Sindaco Tiziano Spada e della comunitร solarinese.
Lโiniziativa nasce per valorizzare lโidentitร popolare e il patrimonio materiale e immateriale del Sud Italia, con particolare attenzione al territorio degli Iblei.
La conferenza inaugurale, intitolata โLโulivo come patrimonio degli Iblei tra archeologia, cultura materiale e memoriaโ, si terrร alle ore 17:00 nellโAula Consiliare di Solarino. Lโevento rappresenta un momento unico in cui archeologia ed etnoantropologia si incontrano, tracciando la prospettiva futura del progetto sociale โLa Via di Demetraโ, volto a riportare le antiche tradizioni agricole e artigianali nella vita quotidiana e nella comunitร locale.
La conferenza vedrร i saluti istituzionali dellโOn. Tiziano Spada, Sindaco di Solarino e interverranno illustri relatori: Lorenzo Guzzardi, dirigente archeologo dellโAmministrazione dei Beni Culturali della Regione Siciliana, con lโapprofondimento โLโolio nel Mediterraneo anticoโ, Rosario Acquaviva, fondatore e direttore scientifico dellโEcomuseo โI luoghi del lavoro contadinoโ di Buscemi, con โLโolivo: mito, storia e cultura materialeโ e Laura Liistro, storico e promotrice sociale dei percorsi Honos, che racconterร โLe Vie di Demetra: il vecchio frantoio di Solarino e lโarte della molitura come memoria viva del territorioโ. Lโincontro sarร a cura di Maria Antonietta Liistro, curatrice del progetto e ideatrice del percorso culturale.
La rassegna proseguirร fino a maggio 2026 con un ricco calendario di eventi:
Marzo 2026
โข 14 marzo, ore 17:00, Aula Consiliare โ Inaugurazione โBanca della Nostra Memoria Solarinoโ
โข 21 marzo, ore 20:00, Chiesa Madre San Paolo Apostolo โ CRUX FIDELIS, III edizione โVuci antichiโ: Il Mistero della Passione con Carlo Faiello e i Lamentatori di Marianopol
โข 22 marzo, ore 17:00, Aula Consiliare โ CRUX FIDELIS: inaugurazione mostra fotografica e conferenza sui riti pasquali in Sicilia e tradizioni arberesche
โข 27 marzo, ore 17:00, Aula Consiliare โ Convegno โPadre Serafino Gozzo: Fede, Cultura e Impegno nella Storia del Territorioโ
Aprile 2026
โข 18 aprile, ore 17:00, Aula Consiliare โ Convegno nazionale โI de Requesens e il Mediterraneoโ, II edizione, I sessione
โข 19 aprile, ore 17:00, Aula Consiliare โ II sessione dello stesso convegno
โข 24 aprile, ore 17:00 โ Presentazione del libro โRequesens: Potere e Destino tra Spagna e Italiaโ di Salvatore La Monica e Vittorio Ricci, prefazione di Laura Liistro, con corteo storico rievocativo della fondazione di Solarino
Maggio 2026
โข 16/17 maggio, Solarino, Vecchio Frantoio โ โUn fine Settimana tra Sapori e Identitร Mediterraneaโ, dedicata allโolivo, carrubbo, mandorlo e grano, con degustazioni guidate, stands dei produttori locali e percorsi sensoriali
La rassegna crea un ponte tra passato e futuro: tutela della memoria storica delle comunitร agricole iblee, valorizzazione delle tradizioni locali e promozione di strumenti partecipativi e digitali come il progetto โLa Via di Demetraโ, che mette in rete produttori e tradizioni agroalimentari.
La conferenza inaugurale di domani segna un momento storico in cui archeologia, etnoantropologia e prospettiva sociale si incontrano, inaugurando un percorso culturale multidisciplinare unico nel suo genere, con lโobiettivo di restituire valore alle radici identitarie del territorio e coinvolgere attivamente la comunitร solarinese.
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