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Cultura

Comune Favignana in convenzione con Unipa: raccolta toponomastica non cartografata Isole Minori

Matteo Ferrandes

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I luoghi parlano.
I loro nomi, significativi e non casuali, raccontano storie di popolazioni, identitร  culturali e sociali. Un patrimonio che va tutelato e salvaguardato. Il Comune di Favignana ha sottoscritto una convenzione con lโ€™Universitร  di Palermo e il Centro di studi filologici e linguistici siciliani per lโ€™avvio di un’importante ricerca.

Il progetto, che coinvolge tutte le comunitร  delle isole minori e degli arcipelaghi della Sicilia, mira a raccogliere toponomi tradizionali delle contrade, della costa, delle porzioni di mare, ovvero quel repertorio microtoponomastico isolano non cartografato nelle carte ufficiali che vive soltanto nelle pratiche di denominazione e nellโ€™oralitร  degli abitanti del luogo, gli anziani, i pastori, i contadini ma, soprattutto, i pescatori locali.

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Cultura

Pantelleria, 20 luglio per l’Internationale Moon Day va in scena “Luna e Psiche” con un programma imperdibile

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Luna e Psiche รจ organizzato dal Circolo culturale Corso Umberto. Tanti ospiti per celebrare il satellite piรน inneggiato in assoluto

Lunedรฌ 20 luglio Pantelleria ospiterร  la seconda edizione della Festa Internazionale della Luna. Lโ€™evento, organizzato dal Circolo culturale Corso Umberto, con il patrocinio del Comune, si svolgerร  nellโ€™omonima strada, per lโ€™occasione zona pedonale.

Istituita nel 2021 dallโ€™ONU, la ricorrenza intende promuovere, attraverso lโ€™International Moon Day, una rete mondiale di eventi organizzati da agenzie spaziali, istituzioni e associazioni di semplici cittadini, interesse e curiositร  nei confronti dellโ€™unico, amatissimo, satellite naturale terrestre.
La data non รจ casuale e ci riporta al 20 luglio del 1969 con ilย primo allunaggio umanoย da parte dellโ€™equipaggio dell’Apollo 11.ย 
A Pantelleria la festa diventa una celebrazione collettiva che intreccia performance artistiche, mostre fotografiche e momenti condivisi per esplorare la relazione profonda tra la Luna e la psiche umana.

Il programma
A partire dalle h.19.00 il Corso ospiterร  Fabio Macaluso che, in dialogo con Ferruccio Osimo, psichiatra e scrittore, presenterร  il suo libro โ€œVolevo un tรจ al limone. La mia vita da bipolareโ€ proposto al Premio Strega 2026. Il termine โ€œbipolareโ€ contiene il concetto dei due poli, due estremi, due facce della stessa realtร . Come la luna piena e la luna nuova, come la luce e il buio, come lโ€™oscillare continuo (ciclicitร ) che non si puรฒ fermare ma che bisogna saper navigare per poter sopravvivere.

A seguire, alle h. 20.30, lโ€™adattamento scenico curato da Antonietta Valenza e Lucia Boldi, di una delle novelle piuโ€™ intense di Luigi Pirandello: โ€œCiaula scopre la Lunaโ€ interpretata dagli abitanti di Corso Umberto.

A conclusione, dopo un intermezzo conviviale con degustazioni di produttori locali, alla 21.30 la Festa entra nel vivo con โ€œLunarioโ€, spettacolo di Teatro/Danza con le danzatrici di pizzica Giulia Pesole e Viola Centi e il musicista/narratore Gabriele Manfredi.

Il Lunario รจ un viaggio poetico ispirato allโ€™opera di Alfredo Cattabiani, attraverso lo scorrere dei mesi e delle stagioni: un rito festoso che attinge alle radici profonde del Centro e del Sud Italia. A guidare il pubblico รจ il Custode del Tempo Sospeso, un saggio viandante e sognatore che vive con gli occhi rivolti al cielo.

Tra miti, proverbi e leggende intrecciati alle musiche e alle danze tradizionali del Centro e Sud Italia, Il Lunario diventa un rito scenico che celebra il legame profondo tra lโ€™essere umano, la natura e il tempo che ritorna.

Durante la serata, inoltre, sarร  possibile visitare, presso il Micro Spazio Hydra di Corso Umberto 17, la mostra fotografica di Nicola Ferrari โ€œRocce lunariโ€, che esplora il paesaggio costiero di Pantelleria, mentre allโ€™Info Point di Astronomy Pantelleria, Leonardo Puleo โ€œcatturerร โ€ le immagini del cielo per proiettarle su schermo in diretta.

Il Circolo Culturale Corso Umberto con il Patrocinio del Comune di Pantelleria presenta

Festa Internazionale della Luna II Edizione

LUNA e PSICHE – 20 luglio 2026

H.19.00 il Corso ospita Fabio Macaluso che, in dialogo con Ferruccio Osimo, psichiatra e scrittore, presenterร  il suo libro โ€œVolevo un tรจ al limone. La mia vita da bipolareโ€ proposto al Premio Strega 2026. Il termine โ€œbipolareโ€ contiene il concetto dei due poli, due estremi, due facce della stessa realtร . Come la luna piena e la luna nuova, come la luce e il buio, come lโ€™oscillare continuo (ciclicitร ) che non si puรฒ fermare ma che bisogna saper navigare per poter sopravvivere.

H. 20.30, โ€œCiaula scopre la Lunaโ€ di Luigi Pirandello, adattamento scenico a cura di Antonietta Valenza e Lucia Boldi, interpretata dagli abitanti di Corso Umberto.

A conclusione, dopo un intermezzo conviviale con degustazioni di produttori locali:

H. 21.30 โ€œLunarioโ€, spettacolo di Teatro/Danza con le danzatrici di pizzica Giulia Pesole e Viola Centi e il musicista/narratore Gabriele Manfredi. Le sonoritร  popolari e la danza della pizzica interpretano la โ€œmemoria socialeโ€ del Sud con le tradizioni legate alla cultura contadina in rapporto alle fasi lunari.

Durante la serata, inoltre, sarร  possibile visitare, presso il Micro Spazio Hydra di Corso Umberto 17, la mostra fotografica di Nicola Ferrari โ€œRocce lunariโ€, che esplora il paesaggio costiero di Pantelleria, mentre allโ€™Info Point di Astronomy Pantelleria, Leonardo Puleo โ€œcatturerร โ€ le immagini del cielo per proiettarle su schermo in diretta.

Corso Umberto I – Piazzetta Nazario Sauro Pantelleria Centro

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Cultura

L’asino di Pantelleria, il godimento dell’indignazione e la vera crudeltร 

Redazione

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C’รจ una scena che meriterebbe l’attenzione di un filosofo piรน che di un cronista: pochi minuti in groppa a un’asina pantesca, in riva a un lago, durante una cerimonia โ€” animale accudito, idratato, seguito da esperti. E da qualche parte, davanti a uno schermo, qualcuno si indigna. Non si informa. Non controlla il peso trasportato, la distanza, lo stato di salute dell’animale. Si indigna. Ed รจ qui che comincia la cosa interessante, perchรฉ quell’indignazione non riguarda affatto l’asino. L’asino รจ solo il pretesto โ€” l’oggetto attraverso cui il soggetto gode della propria collera, senza doverne pagare il prezzo in termini di conseguenze reali.

Il problema, in questo genere di indignazione, non รจ mai il fatto in sรฉ. รˆ la sua selettivitร : quello che si sceglie di vedere, e quello che si sceglie, con la stessa energia, di non vedere.

Un’indignazione che arriva su un traghetto
Cominciamo dal punto piรน semplice, e piรน scomodo: chi si indigna oggi per pochi metri percorsi da un’asina curata arriva quasi sempre sull’isola con un aereo o un traghetto, si muove in auto โ€” cioรจ con esattamente quei mezzi meccanizzati la cui diffusione ha reso l’asino pantesco superfluo, spingendolo negli anni ’80 quasi all’estinzione. Si commuove davanti a un paesaggio, a un muretto a secco, a un terrazzamento โ€” tutte cose che quell’animale ha contribuito a costruire, pietra su pietra, per secoli โ€” e poi si volta indignato quando lo stesso animale compare, vivo, invece che come cartolina.


Non c’era nulla di eccezionalmente crudele nel Mediterraneo contadino che ha usato asini per duemila anni: c’era un rapporto di reciproca necessitร  che la meccanizzazione ha reso invisibile, permettendo a chi รจ arrivato dopo โ€” su un aereo, appunto โ€” di indignarsi comodamente per un passato che non ha mai dovuto vivere. La stessa tecnologia che ha reso l’asino superfluo รจ quella che oggi permette all’indignato di guardarlo da lontano, con la coscienza pulita di chi non ha mai dovuto dipendere da lui.

Basterebbe, del resto, spostarsi di poche isole piรน a nord per vedere che questo rapporto non รจ affatto un residuo del passato: ad Alicudi, nelle Eolie, dove non circolano auto, l’asino e il mulo restano ancora oggi l’unico mezzo per portare bagagli, materiali, provviste su per i sentieri scoscesi dell’isola. Nessuno si indigna per questo e nessuno rinuncerebbe al loro prezioso contributo alla comunitร  isolana. รˆ lo stesso identico uso, quotidiano dice piรน sull’indignato che sull’animale.

Un’indignazione piรน tenera con gli animali che con le persone
Ma il punto piรน tagliente di questa selettivitร  non riguarda il passato. Riguarda ciรฒ che accade proprio ora, a poche miglia da quella stessa riva. Il 24 novembre 1933 la Germania nazista promulgรฒ il Reichstierschutzgesetz, la prima legge nazionale di protezione degli animali: vietava di far lavorare un animale oltre le sue forze o di infliggergli sofferenze non necessarie โ€” quasi la stessa lingua che oggi si userebbe per condannare un asino in una cerimonia. Gli stessi vertici del regime che promuovevano quella legge coltivavano, contemporaneamente, un’indifferenza totale per la sofferenza di esseri umani interi: Himmler, nel discorso di Posen, arrivรฒ a definire “un crimine contro il nostro stesso sangue” il preoccuparsi dei lavoratori slavi che crollavano per sfinimento durante il lavoro forzato.

Non lo dico per accostare chi oggi si indigna per un asino in un corteo a quel regime โ€” sarebbe un paragone tanto facile quanto disonesto. Lo dico perchรฉ quella coincidenza storica mostra, nella sua forma piรน estrema, un meccanismo osservabile anche su scala minuscola: la cura ostentata per la sofferenza animale non รจ, di per sรฉ, garanzia di una bussola morale funzionante. Puรฒ convivere con una totale cecitร  verso la sofferenza umana reale. Il tratto di mare tra Pantelleria e le coste nordafricane รจ da anni il luogo al mondo con la piรน alta concentrazione di morti in mare per chilometro quadrato. Non migranti astratti: persone, con nomi, che annegano โ€” sistematicamente, non lontano da quella stessa riva dove ci si accalora per pochi metri percorsi da un’asina.

Non รจ la tenerezza per l’asino il problema. รˆ che si mobilita ferocemente per un simbolo e resta muta davanti ai fatti piรน gravi. L’energia morale spesa lรฌ non รจ neutra: รจ energia sottratta a qualcosa che la meriterebbe molto di piรน.

Un’indignazione che si crede “pro-animale” e rischia l’opposto
C’รจ poi un’ultima incoerenza, forse la piรน sottile, perchรฉ riguarda proprio chi crede di stare dalla parte giusta. L’indignato immagina che il bene dell’asino coincida con la sua assenza dalla vita umana: non toccarlo, non usarlo, lasciarlo semplicemente esistere. Ma l’etologia non lascia molto spazio a questa lettura consolatoria: l’asino รจ un animale sociale, che soffre l’isolamento e trae beneficio dal movimento, dal contatto, dall’attivitร  condivisa โ€” purchรฉ entro il limite fisiologico, quel 20% del peso corporeo che qualunque veterinario conferma essere ben tollerato da un animale sano. Un asino tenuto fermo in un recinto, senza compiti, senza contatto, non รจ un asino liberato: รจ un asino annoiato, e la noia, per una specie sociale, non รจ un dettaglio da poco.

E qui l’ipocrisia si chiude su se stessa nel modo piรน elegante: la stessa indignazione che si crede a difesa dell’animale, portata alle sue conseguenze pratiche โ€” nessun contatto, nessuna funzione, nessun motivo per cui qualcuno continui a occuparsene โ€” รจ quella che piรน probabilmente lo condanna all’abbandono in un recinto, mantenuto finchรฉ ci sono fondi e volontari, dimenticato quando finiscono. Chi urla contro quella scena non sta proteggendo l’asino. Sta proteggendo un’immagine dell’asino โ€” pura, incontaminata, buona da compatire da lontano โ€” che non mangia, non si riproduce, e non ha bisogno di nessuno che se ne prenda cura, perchรฉ non esiste.

Proviamo a girare la stessa logica verso l’uomo, e la sua assurditร  diventa evidente. Un operaio che passa otto ore su una catena di montaggio, un contadino sotto il sole, un minatore, un infermiere di notte: tutti possono essere “sfruttati” nel senso piรน letterale โ€” il loro corpo รจ utilizzato, fatica, si consuma. La medicina del lavoro esiste proprio per questo, per tracciare il confine tra fatica sostenibile e fatica che danneggia. Ma nessuno โ€” nessuno con un minimo di buon senso โ€” propone di risolvere la faccenda mettendo i lavoratori in un recinto, nutrendoli, liberandoli per sempre dalla necessitร  di contribuire a qualcosa. Perchรฉ sappiamo, per gli uomini, che il lavoro entro i limiti della dignitร  non รจ solo sfruttamento: รจ funzione, identitร , il modo in cui un essere vivente partecipa a qualcosa che lo supera.

Curioso che questa ovvietร  โ€” che nobilita il lavoro umano in leggi, contratti, retoriche politiche di ogni colore โ€” sparisca esattamente quando si tratta di un asino. รˆ la stessa ipocrisia vista da un’altra angolazione: quella tenerezza che si nega a se stessa la possibilitร  che il lavoro, per un animale come per un uomo, possa essere una forma di dignitร  e non solo di sfruttamento.

Una parentesi, da chi la stessa tecnologia la costruisce
Lavoro nella robotica e nell’automazione, e non รจ un dettaglio neutro rispetto a tutto questo: la tecnologia che ha reso l’asino superfluo โ€” di cui l’indignato di oggi si serve senza pensarci, arrivando in aereo, spostandosi in auto โ€” รจ la stessa cosa, in scala diversa, che io stesso contribuisco a costruire ogni giorno, sostituendo con macchine quello che oggi fanno mani, braccia, gambe umane. Non lo dico per assolvermi in anticipo, ma per il motivo opposto: sono dentro lo stesso meccanismo che ha reso l’asino superfluo, non fuori da esso a giudicarlo. E chi lavora, come me, su cose che sostituiscono mestieri umani dovrebbe tenerlo a mente prima di scandalizzarsi per un’asina: la tecnologia non chiede il permesso a nessuno, uomo o animale, prima di togliergli l’ultima ragione per essere ancora necessario. Spetta a noi tenere in piedi la bellezza, i gesti, le attivitร  che hanno reso possibile questo territorio โ€” al riparo tanto dallo sfruttamento quanto dagli estremismi di chi, in nome della loro tutela, finisce per condannarli all’oblio.

Francesco Belvisi
In copertina immagine da Pantelleria Archvio Storico
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Cultura

Pantelleria, 14 luglio al tramonto visita all’Acropoli San Marco con gli archeologi Cespa e Schรถn

Direttore

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L’Assessore Pineda ci spiega l’imperdibile appuntamento con la storia: “Cossyra tra il mondo punico ellenistico e romano” – Partecipazione gratuita

Per martedรฌ 14 luglio, dalle ore 18.00, il Comune di Pantelleria ha organizzato una imperdibile occasione di conoscenza o approfondimento di una parte dell’immenso patrimonio culturale pantesco: una visita guidataย  dell‘Acropoli San Marco e Santa Teresa, dai protagonisti delle scoperte: Stefano Cespa e Frerich Schรถn.

Una occasione straordinaria: sentire narrare la storia antica da esperti appassionati. Sarebbe da sedersi da una parte e chiudere gli occhi per vivere una magia pura e sentirsi trasportare nel tempo in un viaggio di millenni. Ma gli occhi li dobbiamo tenere ben aperti perchรจ sarร  l’ora del tramonto e dall’Acropoli questa la vista รจ meravigliosa.

Con una intervista รจ l’Assessore alla Cultura, Adele Pineda, spiegarci l’evento.

Assessore, cosa c’รจ in programma, martedรฌ prossimo, per Pantelleria? “Martedรฌ ci sarร  questa iniziativa per cui si avrร  la possibilitร  di fare un percorso dell’Acropoli accompagnati dai professori che sono stati i relatori della conferenza dello scorso venerdรฌ e organizzata dal Centro Giamporcaro.
“Abbiamo giร  dato notizia sulla pagina social del Comune e in seduta di Consiglio Comunale: รจ un’iniziativa concordata dall’assessore alla cultura e dai professori che hanno accolto con entusiasmo la proposta che รจ stata fatta loro ed รจ un’iniziativa che ci consentirร  di rivedere e direi anche di conoscere, cosรฌ come abbiamo scrittoย  sul nostro comunicato e piรน da vicino, uno dei luoghi piรน importanti, emblematici, significativi della nostra storia, della storia di Pantelleria.
“Noi sappiamo di avere una ricchezza, una varietร  di reperti naturalmente che sono stati trovati nei nostri siti archeologici, ma in particolare ricordiamo appunto il sito di San Marco, in questo caso eย  mi permetto di menzionare le famose teste, tesoretti etc.
“Tornando alla visita, essa aperta a tutti ed รจ gratuita e con inizio alle 18:00.”

Da qualche settimana, il sito archeologico ha una novitร , ce la vuole spiegare? “Si tratta naturalmente di un’attivitร  direi sperimentale che abbiamo avuto modo di attivare grazie alla disponibilitร  di un nostro concittadino, Silvio Palazzolo, che sarร  lรฌ a fare accoglienza per tre pomeriggi a settimana per due ore: martedรฌ mercoledรฌ e giovedรฌ dalle 18 alle 20.
“Sarร  lรฌ per essere da supporto ai visitatori e dare chiarimenti sul percorso che, dovranno fare perchรฉ non dimentichiamo che รจ stato lo scorso anno il sito รจ stato riaperto dopo che e abbiamo messo in sicurezza un percorso e io torno a dire che nessuna amministrazione aveva mai lo aveva mai fatto.
“Il sito era sempre stato aperto, chiunque poteva andarci ma in realtร  presenta le cisterne, quindi dei pericoli che noi abbiamo in qualche modo deciso di evitare chiudendolo per un periodo e poi naturalmente riaprendolo con questo percorso in sicurezza.

“I visitatori dovranno attenersi a questo percorso che consente loro di vedere tutto ciรฒ che il sito offre e aggiungo un’altra informazione, hanno a disposizione l’app del Comune che consente loro di avere, man mano che salgono, man mano che guardano, anche delle informazioni specifiche su San Marco. C’รจ un QR code, tramite questo QR code potranno appunto accedere alle informazioni sul sito.
“Mi fa piacere aver trovato qualcuno che si mette a disposizione della collettivitร  e degli ospiti dell’isola e non dell’amministrazione comunale,ย  percependo semplicemente, insomma, quello che noi abbiamo definito un rimborso spese, un obolo.”

Ultima cosa: questa uscita che sarร  un po’ straordinaria, perchรฉ insomma non succede tutti i giorni di fare un percorso archeologico con gli studiosi stessi che l’hanno scoperto e realizzato. So che sarร  presente anche lei, vuole commentare quest’ulimo aspetto che dร  un valore in piรน all’iniziativa? “Intanto non posso che ringraziare le universitร  che lavorano a Pantelleria e gli archeologi che vengono e frequentano la nostra isola per i loro scavi da tanti anni, per quello che hanno fatto e continuano a svolgere. Si io sarรฒ lรฌ, devo dire, in veste sicuramente istituzionale, ma soprattutto come cittadina pantesca che ancora una volta ha la possibilitร  di sentire dalla viva voce, naturalmente, degli esperti, una parte della storia della nostra isola.
“Spero che ci sia una partecipazione numerosa perchรฉ, come ha detto lei, naturalmente non capita tutti i giorni una simile occasione e sicuramente il racconto… lo abbiamo sentito l’altro giorno durante la conferenza organizzata da Giamporcaro, il racconto fatto da chi vive un’esperienza direttamente, gli scavi, la catalogazione dei reperti e tutto quello che a questo รจ connesso non ha prezzo. Le informazioni, direi di prima mano, hanno sicuramente un’altro sapore, soprattutto un’altra valenza, anche culturale.”

Ripetiamo l’appuntamento: martedรฌ 14 luglio ore 18.00, al tramonto. presso Acropoli San Marco e Santa Tereza.ย 
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