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Cultura

Comune Favignana in convenzione con Unipa: raccolta toponomastica non cartografata Isole Minori

Matteo Ferrandes

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I luoghi parlano.
I loro nomi, significativi e non casuali, raccontano storie di popolazioni, identitร  culturali e sociali. Un patrimonio che va tutelato e salvaguardato. Il Comune di Favignana ha sottoscritto una convenzione con lโ€™Universitร  di Palermo e il Centro di studi filologici e linguistici siciliani per lโ€™avvio di un’importante ricerca.

Il progetto, che coinvolge tutte le comunitร  delle isole minori e degli arcipelaghi della Sicilia, mira a raccogliere toponomi tradizionali delle contrade, della costa, delle porzioni di mare, ovvero quel repertorio microtoponomastico isolano non cartografato nelle carte ufficiali che vive soltanto nelle pratiche di denominazione e nellโ€™oralitร  degli abitanti del luogo, gli anziani, i pastori, i contadini ma, soprattutto, i pescatori locali.

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Cultura

I racconti del vecchio marinaio pantesco. Rotta di collisione

Orazio Ferrara

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Era una notte di mezzโ€™estate, non ricordo di quale anno, e il Madonna di Trapani, dalla quercia solida, scivolava tranquillo verso le coste della Libia. Il mare era cosรฌ calmo da sembrare una lastra di ossidiana liquida, che rifletteva le stelle con una precisione tale che a guardare metteva i brividi. Al timone cโ€™era lui, il nostro capitano, don Vito. Come sempre non era di molte parole; il vento gli parlava abbastanza e lui sapeva rispondere stringendo o allentando le scotte. Lโ€™isola di Gerba era unโ€™ombra scura bassa sulla dritta e un profumo di datteri e polvere arrivava a folate nellโ€™aria calda. Il Madonna di Trapani trasportava vino di Pantelleria e sogni di fortuna, mentre lโ€™equipaggio dormiva in coperta, cercando un filo di fresco in tutta quellโ€™arsura. Oltre il capitano eravamo svegli io e il giovane mozzo che vegliava a prua e lottava disperatamente contro le sue palpebre calanti. All’improvviso, il silenzio della notte fu rotto non da un suono, ma da unโ€™intuizione. Capitan Vito sentรฌ il cambiamento nel respiro del mare. “Cโ€™รจ qualcuno” sussurrรฒ Vito, piรน a sรฉ stesso che a noi. Dal buio pesto, senza luci di posizione – per risparmiare olio o per troppa sicurezza – emerse una sagoma sottile. Era un piccolo veliero di Marsala, una lanciara veloce ma fragile, che tagliava la rotta del veliero pantesco con la precisione tragica di un appuntamento col destino. Il nostro capitano virรฒ con tutta la forza che aveva nelle braccia (e ne aveva di forza!), ma il Madonna di Trapani era carico e anche il mare ha la sua inesorabile legge d’inerzia. Cosรฌ il legno pantesco, duro come la pietra della sua isola, colpรฌ, squarciandolo, il fianco della barca marsalese. Il fasciame spezzato emise come un gemito acuto, poi si sentรฌ lโ€™urlo disperato degli uomini dellโ€™equipaggio. In una manciata di minuti lโ€™acqua cupa del Canale di Sicilia inghiottรฌ lo scafo marsalese, lasciando a galla solo pezzi di legno e teste che annaspavano nell’oscuritร . “In mare non si lascia nessuno, nemmeno chi ti viene addosso” urlรฒ capitan Vito ai suoi uomini, ormai tutti svegli e giร  ai posti di manovra. Le operazioni di salvataggio furono brevi e veloci. Numerose cime furono lanciate con precisione verso le ombre nell’acqua, nel mentre si calavano le scale di corda lungo la fiancata del Madonna di Trapani. Ad uno ad uno, sette marinai di Marsala, tremanti e zuppi dโ€™acqua, furono tirati su. Lโ€™ultimo fu il loro capitano, un uomo anziano che piangeva a dirotto non per la paura, ma per la sua amata barca che ora riposava sul fondo sabbioso al largo dellโ€™isola di Gerba. Quando padron Vito ebbe la

conferma che nessuno dei marsalesi risultava disperso e che solo qualcuno aveva riportato ferite leggere, i suoi occhi verdi, finallora cupi, si rischiararono di una luce che aveva il colore gioioso della posidonia sotto costa. Quando la prima luce dell’alba iniziรฒ a tingere il cielo con larghe ditate di rosa, il Madonna di Trapani era di nuovo in rotta verso Tripoli. Intanto in coperta, i marinai panteschi dividevano fraternamente pane e sarde salate con i naufraghi. Padron Vito era ancora al timone, quando il capitano del legno marsalese gli si avvicinรฒ e gli porse la mano, dicendo “Eโ€™ stato un errore del mio nostromo, grazie, capitano, per averci salvati”. Adesso lโ€™odore forte del caffรจ, scaldato su un piccolo fornello a carbone, si mescolava allโ€™odore di salsedine e di legno bagnato, mentre il discorso tra i due capitani continuava. “Non ha sentito il mare – disse il marsalese, con la voce incrinata dal rimorso di essersi troppo fidato del suo nostromo – Andava a lume di naso, convinto che la notte e il mare fossero solo nostri. Il Santa Rosalia era la mia casa. Trentโ€™anni di navigazioneโ€ฆ finiti in un gemito di legno rotto”. Capitan Vito non distolse lo sguardo dall’orizzonte, ma le sue mani allentarono leggermente la presa sulla barra del timone e disse “Il mare non รจ di nessuno perchรฉ non ha padroni e non conosce leggi. Noi marinai siamo soltanto passeggieri momentanei che chiedono il permesso di passare. I

l veliero รจ nelle mani del suo capitano, ma il suo cammino รจ nelle mani del destino. Non darti quindi colpe che appartengono al destino. Il mare dร  e il mare toglie. Oggi ha tolto una barca, ma ha salvato il sangue. E questo รจ l’unico guadagno che conta”, poi soggiunse, quasi scandendo le parole, “Ora sei un capitano che deve riportare a casa sei padri di famiglia. Questo รจ il tuo carico, adesso. Ed รจ piรน pesante e importante delle botti di vino marsala che avevi nella stiva”. Si tacque e osservรฒ con attenzione, per la prima volta, lโ€™interlocutore. I suoi vestiti, prestati da un marinaio pantesco, gli stavano larghi, facendolo sembrare ancora piรน fragile e oppresso.
Non doveva essere affatto facile sopportare il peso della perdita in mare del veliero di cui aveva avuto il comando. Pensรฒ, per un istante, se tale sorte fosse toccata a lui e al suo Madonna di Trapani e rabbrividรฌ lungamente. E in quel momento ebbe compassione di tutti i marinai che correvano il mare.

Poi don Vito chiamรฒ il nostro nostromo a sostituirlo al timone, quindi si sedette su una bitta nel mentre un marinaio gli portava una tazza di latta con del caffรจ amaro. Accanto aveva sempre il capitano marsalese, che ora sembrava piรน sollevato e con anchโ€™egli in mano una tazza di caffรจ fumante.
I due sorseggiarono lentamente il caffรจ, senza parlare. A bordo sโ€™era fatto silenzio, rotto solo dal rollio ritmico del veliero pantesco, solido e rassicurante. “Siete un uomo duro, capitano, – disse ad un tratto il marsalese – abituato a guardare in faccia la realtร  per quella che รจ e non per quella che si vorrebbe”.

“A Pantelleria, se non impari a guardare in faccia la realtร , la roccia ti mangia” rispose il pantesco, poi con un gesto indicรฒ un punto allโ€™orizzonte, dove la costa libica iniziava a farsi vapore giallastro, e continuรฒ “Quando saremo a Tripoli consegnerรฒ il mio carico e troverรฒ un passaggio per voi su un vapore postale. Arriverete a casa prima di quanto pensi. E quando sarai a Marsala, offri un bicchiere di quello buono al mare, per ringraziamento”.
Il capitano marsalese sembrรฒ raddrizzare la schiena e, per la prima volta da quando era stato ripescato, non guardรฒ piรน verso il basso “Lo farรฒ, mio capitano. E dirรฒ che il pantesco dagli occhi verdi vede piรน lontano degli altri, anche quando non cโ€™รจ luna”.

La tragedia era giร  diventata memoria e il viaggio, nonostante tutto, doveva continuare. Il veliero proseguรฌ, portando con sรฉ il peso leggero di due equipaggi e la consapevolezza che, in quella notte di mezz’estate, la Madonna di Trapani, quella del cielo, aveva davvero teso ancora una volta la sua miracolosa mano sopra le acque del Canale di Sicilia.

Orazio Ferrara

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Cultura

Istruzione, da governo Schifani 100 mila euro per educazione alimentare

Redazione

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Il governo Schifani ha stanziato 100 mila euro per progetti di educazione alimentare e prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare nelle scuole di ogni ordine e grado della Sicilia.
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Lโ€™intervento, contenuto in una direttiva dellโ€™assessorato regionale dellโ€™Istruzione e della formazione professionale, in attuazione della legge regionale di Stabilitร  2026-2028, mira a diffondere una maggiore consapevolezza sullโ€™origine e la qualitร  degli alimenti, a promuovere un corretto stile di vita e un equilibrato rapporto con il cibo tra gli studenti dellโ€™Isola attraverso azioni di informazione e prevenzione, con il supporto di professionisti specializzati.
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ยซAnoressia, bulimia e altri disturbi legati ad un rapporto distorto col ciboย – afferma lโ€™assessore regionale allโ€™Istruzione e formazione professionale, Mimmo Turano – purtroppo registrano un esordio sempre piรน precoce tra i giovani. Si tratta di un fenomeno che non riguarda solo lโ€™alimentazione, perchรฉ investe la sfera psicologica, relazionale e sociale degli adolescenti, incidendo profondamente sul loro benessere e anche sul percorso scolastico. Con questa misura, il governo Schifani ritiene fondamentale agire a partire dalle scuole, con azioni di educazione, prevenzione di comportamenti alimentari nocivi e promozione di uno stile di vita sanoยป.
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Il provvedimento, che consente alle scuole di beneficiare di un contributo massimo di 5 mila euro, prevede la possibilitร  di attivare consulenze specialistiche con nutrizionisti oppure organizzare percorsi formativi e laboratori rivolti a studenti, famiglie e personale scolastico. Le somme saranno assegnate in ordine cronologico fino ad esaurimento delle risorse.
Le domande dovranno essere presentate via pec entro il 21ย marzoย all’indirizzoย dipartimento.istruzione@certmail.regione.sicilia.it.

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Il provvedimento รจ disponibile a questo link.
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Ultimo aggiornamento

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Cultura

Lโ€™Ulivo degli Iblei, Solarino salotto di Memoria e Comunitร  aprendo Terra Tempus

Redazione

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Rassegna Terra Tempus โ€“ Prima Edizione: Sapori, Memorie e Identitร  del Sud

Si apre domani, venerdรฌ 27 febbraio 2026, la prima edizione della rassegna Terra Tempus โ€“ La Via di Demetra, ideata dalla Galleria EtnoAntropologica, con il patrocinio gratuito del Comune di Solarino e della Regione Siciliana, con la collaborazione tecnico-scientifica del circuito Honos, e con la diretta collaborazione dellโ€™Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Tiziano Spada e della comunitร  solarinese.
Lโ€™iniziativa nasce per valorizzare lโ€™identitร  popolare e il patrimonio materiale e immateriale del Sud Italia, con particolare attenzione al territorio degli Iblei.
La conferenza inaugurale, intitolata โ€œLโ€™ulivo come patrimonio degli Iblei tra archeologia, cultura materiale e memoriaโ€, si terrร  alle ore 17:00 nellโ€™Aula Consiliare di Solarino. Lโ€™evento rappresenta un momento unico in cui archeologia ed etnoantropologia si incontrano, tracciando la prospettiva futura del progetto sociale โ€œLa Via di Demetraโ€, volto a riportare le antiche tradizioni agricole e artigianali nella vita quotidiana e nella comunitร  locale.
La conferenza vedrร  i saluti istituzionali dellโ€™On. Tiziano Spada, Sindaco di Solarino e interverranno illustri relatori: Lorenzo Guzzardi, dirigente archeologo dellโ€™Amministrazione dei Beni Culturali della Regione Siciliana, con lโ€™approfondimento โ€œLโ€™olio nel Mediterraneo anticoโ€, Rosario Acquaviva, fondatore e direttore scientifico dellโ€™Ecomuseo โ€œI luoghi del lavoro contadinoโ€ di Buscemi, con โ€œLโ€™olivo: mito, storia e cultura materialeโ€ e Laura Liistro, storico e promotrice sociale dei percorsi Honos, che racconterร  โ€œLe Vie di Demetra: il vecchio frantoio di Solarino e lโ€™arte della molitura come memoria viva del territorioโ€. Lโ€™incontro sarร  a cura di Maria Antonietta Liistro, curatrice del progetto e ideatrice del percorso culturale.

La rassegna proseguirร  fino a maggio 2026 con un ricco calendario di eventi:

Marzo 2026
โ€ข 14 marzo, ore 17:00, Aula Consiliare โ€“ Inaugurazione โ€œBanca della Nostra Memoria Solarinoโ€
โ€ข 21 marzo, ore 20:00, Chiesa Madre San Paolo Apostolo โ€“ CRUX FIDELIS, III edizione โ€œVuci antichiโ€: Il Mistero della Passione con Carlo Faiello e i Lamentatori di Marianopol
โ€ข 22 marzo, ore 17:00, Aula Consiliare โ€“ CRUX FIDELIS: inaugurazione mostra fotografica e conferenza sui riti pasquali in Sicilia e tradizioni arberesche
โ€ข 27 marzo, ore 17:00, Aula Consiliare โ€“ Convegno โ€œPadre Serafino Gozzo: Fede, Cultura e Impegno nella Storia del Territorioโ€

Aprile 2026
โ€ข 18 aprile, ore 17:00, Aula Consiliare โ€“ Convegno nazionale โ€œI de Requesens e il Mediterraneoโ€, II edizione, I sessione
โ€ข 19 aprile, ore 17:00, Aula Consiliare โ€“ II sessione dello stesso convegno
โ€ข 24 aprile, ore 17:00 โ€“ Presentazione del libro โ€œRequesens: Potere e Destino tra Spagna e Italiaโ€ di Salvatore La Monica e Vittorio Ricci, prefazione di Laura Liistro, con corteo storico rievocativo della fondazione di Solarino

Maggio 2026
โ€ข 16/17 maggio, Solarino, Vecchio Frantoio โ€“ โ€œUn fine Settimana tra Sapori e Identitร  Mediterraneaโ€, dedicata allโ€™olivo, carrubbo, mandorlo e grano, con degustazioni guidate, stands dei produttori locali e percorsi sensoriali
La rassegna crea un ponte tra passato e futuro: tutela della memoria storica delle comunitร  agricole iblee, valorizzazione delle tradizioni locali e promozione di strumenti partecipativi e digitali come il progetto โ€œLa Via di Demetraโ€, che mette in rete produttori e tradizioni agroalimentari.

La conferenza inaugurale di domani segna un momento storico in cui archeologia, etnoantropologia e prospettiva sociale si incontrano, inaugurando un percorso culturale multidisciplinare unico nel suo genere, con lโ€™obiettivo di restituire valore alle radici identitarie del territorio e coinvolgere attivamente la comunitร  solarinese.

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