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Sociale

A Pantelleria è emergenza giovani. Il parere della psicologa Gloria Busetta

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Dott.ssa Busetta:  “Io credo che alla base ci sia veramente un bisogno di essere visti, visti al 100%”

A Pantelleria, è emergenza giovani, come in ogni parte del mondo, ma sull’isola il fenomeno è più evidente.
L’amministrazione comunale si è mossa nel senso della prevenzione dalle dipendenze ma questo non basta, naturalmente.
Abbiamo intervistato con vivo interesse una “ancora” giovane pantesca, che si occupa di sociale.
Si tratta di Gloria Busetta, classe 1999, diventata psicologa un anno e mezzo fa in quel di Torino. Non paga del percorso di studi, a febbraio inizierà la  scuola di psicoterapia. 

– Dottoressa Busetta, ci spieghi la sua qualifica. ” Sono una psicologa e istruttrice mindfulness. Nel mio percorso formativo ho scelto di integrare diversi ambiti di studio, con l’obiettivo di acquisire una visione il più possibile completa del funzionamento psicologico della persona. In quest’ottica rientra, ad esempio, un master in neuropsicologia clinica dell’adulto e dell’anziano.
“La mindfulness è una pratica strutturata che favorisce lo sviluppo della consapevolezza. Si basa su protocolli standardizzati, originariamente elaborati dal medico Jon Kabat-Zinn, e consiste in una serie di esercizi guidati che aiutano la persona a portare attenzione al momento presente, il cosiddetto “qui e ora”. Attraverso questa pratica, il paziente impara a osservare in modo più consapevole i propri pensieri, le emozioni e le relazioni, sviluppando una maggiore capacità di regolazione emotiva e un miglior benessere psicologico. È importante sottolineare che la mindfulness non è necessariamente legata a un percorso terapeutico, ma può essere utilizzata anche come strumento di crescita personale.”

Vuole spiegarci questo concetto?La mente, per sua natura, tende a muoversi principalmente in due direzioni: o si proietta costantemente nel futuro, anticipando scenari che non si sono ancora verificati, oppure rimane ancorata al passato attraverso il rimuginio e la rielaborazione continua di ciò che è già accaduto. Entrambi questi processi, se diventano predominanti, possono generare sofferenza.
“La mindfulness interviene proprio su questo meccanismo, aiutando la persona a riportare l’attenzione al presente. Coltivare la consapevolezza del momento attuale consente di vivere con maggiore pienezza ciò che accade ora, riducendo l’impatto di pensieri legati a eventi futuri, sui quali non abbiamo ancora alcun controllo, o a situazioni passate che non possono più essere modificate.”

Ma questa tecnica è indirizzata a persone particolari? ” No, la mindfulness è accessibile a chiunque desideri intraprendere questo tipo di percorso. Il protocollo classico ha una durata di otto settimane, ma nulla vieta di proseguire anche successivamente, poiché si tratta di una competenza che viene appresa e che può essere coltivata nel tempo.
“Durante il percorso, attraverso esercizi guidati e l’ascolto delle indicazioni dello psicologo, la mente viene progressivamente allenata a rimanere focalizzata. È un processo che inizialmente può risultare faticoso, perché la mente è abituata a distrarsi, ma con la pratica diventa sempre più naturale. Proprio per questo, durante il protocollo vengono proposti anche esercizi da svolgere a casa, piccoli “homeworks” che aiutano la persona a sviluppare e mantenere la consapevolezza nella vita quotidiana.”

Famiglia e scuola

“A mio avviso il problema principale è che il disagio spesso non viene intercettato nelle sue fasi iniziali. Le immagini di ragazzi fortemente compromessi rappresentano soltanto l’esito finale, la punta dell’iceberg.
“Il disagio nasce molto prima. Può iniziare, ad esempio, quando un ragazzo molto giovane entra in contatto con l’alcol o con altre sostanze e queste diventano strumenti privilegiati di gestione emotiva. Parliamo di una fascia d’età — dai 12 ai 20 anni — in cui l’identità è ancora in costruzione. È quindi possibile che il disagio non venga riconosciuto né dal ragazzo stesso né dagli adulti di riferimento.
“Per questo ritengo fondamentale il ruolo di due istituzioni: la famiglia e la scuola. Sono i contesti in cui i ragazzi vivono quotidianamente e che hanno maggiori possibilità di cogliere i primi segnali di sofferenza. Intercettare il disagio precocemente è essenziale per evitare che si arrivi a interventi estremi come il TSO, che rappresenta un segnale di sofferenza ormai esplosa e spesso l’unico modo, seppur inconsapevole, che un ragazzo ha per essere visto.”

Le sue parole mettono i brividi I ragazzi di Pantelleria sembrano avere tutto. Cosa manca, allora? ” Alla base di molte forme di disagio c’è un profondo bisogno di essere visti e riconosciuti pienamente: dalla famiglia, dalla scuola e, in un contesto come quello isolano, anche dalla comunità nel suo insieme.
“Lo psicologo è ancora percepito come un tabù. Persiste l’idea che rivolgersi a uno psicologo significhi necessariamente ‘avere un problema’, mentre in realtà il supporto psicologico può essere uno strumento prezioso di prevenzione, utile proprio per evitare che il disagio si trasformi in dipendenza o in comportamenti disfunzionali.
“I contesti apparentemente favorevoli — una buona famiglia, una rete sociale presente — sono certamente fattori protettivi, ma non escludono la possibilità che emergano dinamiche di disagio. Essere “a posto” dal punto di vista materiale non equivale necessariamente a sentirsi visti sul piano emotivo.
“Spesso il bisogno di riconoscimento passa attraverso l’aggregazione. Tuttavia, quando il collante del gruppo diventa l’uso di alcol o sostanze, il ragazzo può trovarsi a rinunciare alla propria individualità pur di sentirsi parte di qualcosa. In contesti piccoli questo fenomeno può risultare amplificato. Quando si verificano eventi estremi, la reazione collettiva è spesso di sorpresa: “era un bravo ragazzo, veniva da una buona famiglia”. Ma alla base c’è quasi sempre un vuoto emotivo o affettivo che cerca una modalità di espressione e di colmamento.”

Come facciamo per colmare questo vuoto?Per colmare questo vuoto non esiste una soluzione semplice o immediata, ma esistono delle strade possibili. Una di queste, fondamentale, è la costruzione e il nutrimento delle passioni. Quando parliamo di passioni non intendiamo un semplice “hobby” per occupare il tempo, ma qualcosa che dia senso, continuità e identità. Una passione è uno spazio in cui una persona può riconoscersi, sentirsi competente, sviluppare un talento, sperimentare emozioni positive e, soprattutto, sentirsi vista e legittimata per ciò che è.
“Le passioni diventano un vero e proprio contenitore emotivo: permettono di canalizzare frustrazione, rabbia, noia e solitudine. Offrono una direzione, una motivazione, un motivo per alzarsi la mattina e rappresentano un’alternativa concreta a quei contesti di aggregazione che, soprattutto nei territori più piccoli, ruotano spesso attorno all’uso di alcol o sostanze.
“In un luogo come Pantelleria, dove le opportunità possono apparire limitate, è ancora più importante valorizzare ciò che già esiste. Le passioni possono nascere dallo sport, che insegna il rispetto delle regole, il confronto con il limite, il senso di squadra e di appartenenza; dall’arte e dalla musica, che consentono di esprimere ciò che spesso non si riesce a dire a parole; dalla scrittura, dal teatro o dalla fotografia, che aiutano a dare forma al mondo interno e a raccontarsi; oppure dal contatto con la natura e con il territorio stesso — il mare, la terra, l’agricoltura, la cura degli spazi — che restituiscono un senso di radicamento, continuità e utilità.
“Anche l’impegno in progetti collettivi, nel volontariato o in iniziative comunitarie può diventare una passione: sentirsi parte attiva di qualcosa di più grande, percepire che il proprio contributo ha valore, rappresenta un importante fattore protettivo rispetto al disagio. In un contesto piccolo come questo, la dimensione ridotta potrebbe trasformarsi in un punto di forza: consente di intercettare prima il disagio, di costruire reti educative e relazionali, di creare spazi di aggregazione alternativi e più sani. Offrire ai ragazzi la possibilità di coltivare passioni significa permettere loro un’altra modalità di stare insieme e di essere riconosciuti, senza doversi conformare a modelli che escludono chi non ‘si adegua’.
“Intercettare il disagio alla base significa anche questo: investire in opportunità che aiutino i ragazzi a costruire un’identità, a sentirsi vivi e parte di un percorso. Perché quando il vuoto non viene ascoltato, finisce per manifestarsi nel modo più doloroso possibile e, ancora una volta, i TSO restano solo la punta dell’iceberg.”

Parlando di dipendenze, ha visto che l’amministrazione sta approcciando al problema con con progetti, con campagne? ” Sono iniziative importanti, ma dovrebbero essere continuative e soprattutto preventive. Spesso ci si attiva solo quando il problema è già esploso, mentre sarebbe fondamentale lavorare prima, attraverso percorsi di informazione, sensibilizzazione e psicoeducazione.
“Molti ragazzi conoscono gli effetti immediati delle sostanze, ma non le conseguenze a lungo termine. Parlare di questi temi in modo costante e accessibile è essenziale. Tuttavia, torno a ribadire che la chiave resta sempre la capacità di intercettare il disagio prima che diventi emergenza.

La società è cambiata, i genitori sono cambiati

“Oggi i ragazzi sono spesso inseriti in routine molto strutturate, fatte di impegni continui. Questo lascia poco spazio alla noia, al riposo e alla riflessione. Il rischio è che perdano il contatto con sé stessi.
“Il punto centrale non è la quantità di tempo trascorso insieme, ma la qualità della presenza. Un genitore può essere fisicamente presente, ma ciò che conta davvero è una presenza emotiva significativa. Il legame di attaccamento è fondamentale per lo sviluppo emotivo e psicologico.
“In adolescenza l’identità è in profonda trasformazione, anche a livello corporeo. In questa fase il genitore rimane un punto di riferimento essenziale, anche quando diventa bersaglio di frustrazioni e conflitti. Attraverso la propria presenza e il proprio esempio, il genitore insegna al figlio come tollerare la frustrazione e affrontare le difficoltà. Questo non significa colpevolizzare, ma sottolineare l’importanza di una presenza costante e consapevole.”

Insomma, in questo momento storico dobbiamo fermarci un attimo tutti quanti. ” Assolutamente sì. Serve una maggiore sensibilità collettiva, uno sguardo attento e non superficiale. In questo senso, la mindfulness può essere uno strumento prezioso, perché educa all’attenzione al momento presente.
Molti dei disagi psicologici che osserviamo sono legati al passato — e quindi a forme depressive — o al futuro, sotto forma di ansia anticipatoria. Illudersi di avere il controllo su tutto è fonte di sofferenza. Coltivare consapevolezza significa anche accettare i limiti del controllo e vivere più pienamente il presente.”

Ma lei che vive lontano, potrebbe portare comunque i suoi metodi sull’isola?

Lo sto già facendo. Negli ultimi tempi ho organizzato workshop e, durante le vacanze natalizie, ho attivato uno sportello di ascolto gratuito.”

La dottoressa Gloria Busetta è disponibile per chiunque senta il bisogno di un supporto.

Facebook: Dottoressa Gloria Busetta —> link https://www.facebook.com/share/1ASTvg1EUC/?mibextid=wwXIfr
– ⁠instagram: dott.ssa_gloriabusetta —> link https://www.instagram.com/dott.ssa_gloriabusetta?igsh=bnhkdm01bmsxNXNq&utm_source=qr
– ⁠sito web: www.psicologabusetta.com
– ⁠numero di telefono : 3274032374
– ⁠email: dott.ssabusetta@gmail.com

Marina Cozzo è nata a Latina il 27 maggio 1967, per ovvietà logistico/sanitarie, da genitori provenienti da Pantelleria, contrada Khamma. Nel 2007 inizia il suo percorso di pubblicista presso la testata giornalistica cartacea L'Apriliano - direttore Adriano Panzironi, redattore Stefano Mengozzi. Nel 2014 le viene proposto di curarsi di Aprilia per Il Corriere della Città – direttore Maria Corrao, testata online e intraprende una collaborazione anche con Essere Donna Magazine – direttore Alga Madia. Il 27 gennaio 2017 l'iscrizione al Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti nel Lazio. Ma il sangue isolano audace ed energico caratterizza ogni sua iniziativa la induce nel 2018 ad aprire Il Giornale di Pantelleria.

Sociale

Pantelleria, nuovo defibrillatore in Piazzetta Unesco grazie al Rotaract 2110

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Nella mattinata di ieri, 06 luglio 2026, presso Piazzetta Unesco di Pantelleria è stato istal
defibrillatore, piazzetta messina
lato un nuovo defibrillatore.
All’inaugurazione erano presenti oltre che il Rappresentante Distrettuale Rotarcat Distretto 2110 Sicilia e Malta – anno sociale 25/26, Valentina Fallico, anche il Presidente del Rotaract Diego Candiano e la giovanissima socia Annalaura.
All’iniziativa ha preso parte anche il Rotary Club dei seniores, con il suo neo-eletto presidente Mariano Rodo, l’Assistente del Governatore Paolo Sieli, il past President Enza Pavia e il socio Gaspare Cavasino. Il dispositivo è accompagnato dalla la seguente dicitura:

Questo Defibrillatore Automatico Esterno (DAE) è gentilmente donato alla comunità pantesca dal Distretto Rotaract 2110 Sicilia e Malta, nell’ambito del service nazionale del distretto 2120 RD Giuseppe De Fini, “Let’s Beat Together”, con l’obiettivo di promuovere la cultura della prevenzione e della cardioprotezione sul territorio.
“Un gesto concreto che può fare la differenza: un DAE può salvare una vita.”

Il Rotary Club Pantelleria ha avviato questa nuova realtà squisitamente giovane e giovanile, così da portare nuova linfa ed energia al mondo del Rotary e creare una possibile continuità tra le due compagini.

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Ambiente

Il Sottosegretario di Stato Prisco a Pantelleria. Firmato accordo tra Enac e Vigili del Fuoco

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Siglato accordo per la sede dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Pantelleria

Ieri, 6 luglio 2026, un importante evento si è realizzato tra gli ambienti dell’aeroporto civile di Pantelleria: la visita ufficiale del Sottosegretario di Stato per le Forze dell’Ordine, Emanuele Prisco, in occasione del patto siglato dalla Società Enac, rappresentatato dal suo Amministratore Unico Ing. Marco Trombetti, e dai Vigili del Fuoco, nella persona dell’Ing. Emanuele Franculli.
Ad aprire i lavori, il Direttore Regionale dei Vigili del Fuoco per la Sicilia, l’Ing. Sergio Inzerillo.

 


Cosa stanno siglando
Così Enac concede in uso gratuito al Comando di Trapani il piano terra dell’edificio Polifunzionale e un’area esterna attigua.
L’esigenza è quella di migliorare la situazione logistica attuale che dal 2018 “costringe” i nostri Vigili del Fuoco a condiziondi lavoro di non totale comfort, elemento essenziale per una negli interventi di soccorso e della vigilanza in un territorio complesso come quello pantesco.

La struttura sarà dotata di quattro moduli abitativi per personale. Sulle tempistiche del completamento dei lavori di adeguamento e la piena operatività si è parlato di pochi mesi.
Ed è il Capo del Corpo Nazionale, l’ingegner Eros Mannino, ad evidenziare quanto ambienti adeguati e confortevoli delle sedi siano necessari per permettere al personale di operare al meglio delle proprie capacità fisiche e professionali, in un lavoro estremamente complesso e delicato come quello dei Vigili del Fuoco.

A fare gli onori di casa, il Sindaco di Pantelleria, Fabrizio D’Ancona che ha commentato come molto importente, l’evento per i Vigili del Fuoco, ovvero rendere operativa la struttura dedicata al corpo. 

Erano anche presenti il Presidente del Consiglio Giuseppe Spata, il Presidente del Parco Italo Cucci e il suo direttore Carmine Vitale, oltre il tutte le autorità militari.
 
L’Ing. Antonio Galfo, dopo i rituali saluti e ringraziamenti ai presenti, ha spiegato che la sistemazione logistica attuale dei Vigili del Fuoco sull’isola è presso l’immobile della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare.

Così è interventuo l’On. Prisco 

Era anche presente il Prefetto, sua Ecc.nza Daniela Lupo, che ha confermato l’importanza dell’accordo e della presenza dell’On.le Prisco come testimone, accordo che è frutto di una sinergia istituzionale che Pantelleria ha saputo intessere.

Un aeroporto green
Con la relizzazione della nuova sede dei Vigili del Fuoco, Pantelleria sarà il primo aeroporto commericale d’Italia completamente green, caratteristica che sarà sicuramente un vanto per la comunità, ma anche un incentivo in più verso la protezione del complessivo ambiente dell’isola di Pantelleria.

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Cultura

Rotary Club Pantelleria e il suo nuovo Presidente Mariano Rodo. Ieri il passaggio di campana

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Negli accoglienti ambienti de I Giardini dei Rodo, in una fresca serata di 5 luglio 2026, si è tenuto il fatidico “Passaggio di Campana” tra il presidente uscente Enza Pavia e l’entrante Mariano Rodo.

Molta gente ha partecipato al rituale con emozione e attenzione, specie nei momenti salieti che hanno visto l’excursus dell’anno rotariano appena concluso e la presentazione di quello avviato 2026/27.

Con un quanto mai emozionato ex vicepresidente Gaspare Cavasino prendeva il via la cerimonia,  con l’appello dei presenti dalle istituzioni: il Sindaco di Pantelleria Fabrizio D’Ancona, il Vicesindaco Adele Pineda, il presidente del Parco Italo Cucci, già socio onorario del Rotary, ma anche il direttore Carmine Vitale, nonchè  il Comandante della Capitaneria di Porto di Pantelleria, Claudio Marrone. Naturalmente, sempre come da protocollo, si è tenuta la lettura della toccante preghiera rotariana a cura di Giuseppina Rodo.
L’ormai ex Presidente Pavia ha portato a termine il suo mandato con la presentazione dei moltepici e importanti progetti realizzati sul territorio. La particolarità del suo anno è stata che la maggior parte delle iniziative erano rivolte ai più giovani, a partire proprio dai bambini della scuola dell’infanzia, fino ai ragazzi delle scuole superiori. Una intenzione coinvolgere nei vari temi evidenziati, i futuri adulti panteschi, affinchè crescano con consapevolezza e sensibilità verso la propria cultura e il territorio. 


Di rilievo la creazione del Rotaract, che coinvolge i giovani dai 18 ai 30 anni e che ha visto come Presidente Diego Candiano e assistente a livello distrettuale Valentina Fallico.

Altro momento toccante è stato quello che ha visto la consegna di un defibrillatore, da parte di generosi donatori, alla nostra comunità. Questa mattina si è tenuta la consegna materiale in Piazzetta Messina. Un altro verrà portato a Gadir. Questa è un’altra delle grandi iniziative rotariane molto attenzionata, specie nelle realtà come Pantelleria.

Non c’è passaggio di campana pantesco, senza il consueto e ormai atteso siparietto con le poesie di Giovanni Giacalone,  da dedicare al past presidente e le rime baciate su enza Pavia hanno saputo divertire e commuovere. 
La serata è stata poi resa ancora più gustosa dai raffinati piatti del ristorante I Giardini dei Rodo: nuove combinazioni di sapori dall’antipasto al dolce, passando per un risotto alla nduja da leccarsi i baffi.


Così un anno è passato e il Presidente Pavia insieme al suo direttivo e a Francesco Bambìna, assistente del Governatore Sergio Malizia, lascia il passo al neo eletto Mariano Rodo che ha presentato una squadra forte ed energica: Vicepresidente Salvatore Mangiapanelli, Prefetto Mimmi Panzarella, Segretario Sergio Minoli e tesoriere Graziella Errera. Un gruppo così ben assortito sarà supportato dal nuovo assistente, Francesco Paolo Sieli, dell’attuale governatore Lina Ricciardello.

 
Mariano Rodo è al suo secondo mandato dopo vent’anni esatti e con lui si ripartirà con rinnovata energia e piacere di fare cose, condividerle tra i soci e rendere partecipi tutti.
Con quello spirito simpatico e quella leggerezza che lo contraddistinguono, il nuovo reggente della compagine pantesca ha così spiegato il suo mandato:

Alla base del suo programma v’è l’intento di rinforzare il club, essere lui collante e calamita per gli appartenti e con essi mettere insieme idee anche nuove. Con le sue capacità diplomatiche, di comunicazione, saprà portare avanti la sua missione.
Buon Rotary, Presidente.
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