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Ambiente

Agricoltura. Corrao (Greens): Norma stoppa i mulini a pietra, appello a Sammartino: “Subito coordinamento per tutelarli”

Matteo Ferrandes

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L’eurodeputato siciliano Corrao incontra il Ministro Lollobrigida e scrive all’Assessore regionale per l’Agricoltura e alla Commissione Agricoltura dell’ARS: Una norma nazionale stoppa il settore ma la Regione può evitarlo. Sui mulini a pietra subito azione di coordinamento regionale per valorizzarli”.

 “Dopo il Ministro dell’Agricoltura Lollobrigida, chiedo l’impegno anche dell’Assessore regionale Sammartino e dell’ARS: i mulini a pietra vanno tutelati, non ostacolati. Occorre promuovere subito un’azione di coordinamento per valorizzarli. Nel frattempo ho chiesto alla Commissione UE di verificare la legittimità della legge che li danneggia”.

Così l’europarlamentare dei Greens europei Ignazio Corrao a margine dell’incontro con il Ministro Lollobrigida nel quale si è affrontato il tema dei mulini a pietra la cui legittimità e funzionamento vengono danneggiati da una norma nazionale, in seguito alla quale Corrao ha presentato un’interrogazione alla Commissione UE. 

 

“A Bruxelles – spiega Corrao – ho avuto un confronto col Ministro per l’Agricoltura Lollobrigida su questa vecchia norma – spiega l’eurodeputato siciliano – che danneggia i nostri mulini a pietra, fiore all’occhiello della tradizione meridionale nella produzione della semola. La Regione, consapevole del problema, purtroppo non ha finora ritenuto di intervenire. Per questo ho sottoposto la questione all’On.Le Sammartino, in qualità di Assessore dell’agricoltura, e alla Commissione III – Attività produttive – dell’ARS, affinché si possa avviare un’attività di coordinamento al fine di ottenere una regolamentazione a tutela del settore. Inoltre, ho chiesto alla Commissione UE di intervenire, valutando la legittimità delle barriere che impediscono ai mulini a pietra di operare”.

 

“E’ assurdo rendere ‘illegale’ la macina a pietra, cioè escludere i mulini tradizionali da un mercato che potrebbe essere decisivo per il rilancio e sviluppo dei grani antichi siciliani”- conclude Corrao. 

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Ambiente

Da Cdm ok a stato emergenza incendi in Sicilia, Schifani: «Soddisfatti per obiettivo»

Redazione

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: Presidenza della Regione
«Siamo soddisfatti per l’obiettivo raggiunto perché la Protezione civile nazionale ha rivisto la propria posizione iniziale di diniego sullo stato di emergenza, sulla scorta dell’ulteriore documentazione inviata dalla Regione. Si tratta di un’anticipazione di risorse che serviranno per finanziare i primi interventi, effettuati in somma urgenza nell’immediatezza degli incendi che hanno devastato varie province dell’Isola nella scorsa estate, comprese le somme per l’alloggio degli evacuati, il ripristino di reti idriche e fognarie, della viabilità e la rimozione dei rifiuti combusti».

 

Lo afferma il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, commentando la decisione del Consiglio dei ministri che nella seduta odierna ha deliberato lo stato di emergenza per 12 mesi nei territori delle province di Catania, Messina, Palermo e Trapani, a seguito dell’eccezionale ondata di calore e dei gravi incendi e che si sono verificati a partire dal 23 luglio dello scorso anno. Le risorse stanziate ammontano a 6,1 milioni di euro.
 

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Pantelleria, sospensione energia elettrica a Kazzen e altre zone. Ecco quando

Direttore

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Il giorno venerdì primo marzo, è programmato il distacco di corrente elettrica in contrada Kazzen e altre zone limitrofe

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Dalla Sicilia all’Europa: L’Agrivoltaico Come Modello di Sostenibilità

Redazione

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In un’epoca dove sostenibilità e innovazione vanno di pari passo, l’Italia si posiziona al centro di una rivoluzione verde che promette di ridisegnare il panorama energetico e agricolo del Paese. Con l’acquisizione di sei nuovi impianti agrivoltaici in Sicilia, Eos Investment Management Group inaugura un capitolo entusiasmante, sottolineando l’impegno verso un futuro più sostenibile. La crescita degli impianti agrivoltaici in Italia, ma anche il loro impatto e potenziale in Europa, invitano ad uno sguardo approfondito su come la tecnologia solare stia prendendo piede nel continente, con l’Italia pronta a giocare un ruolo da protagonista in questa transizione verde.

6 nuovi impianti agrivoltaici in Sicilia

Eos Investment Management Group ha acquisito da Lightsource bp 6 impianti agrivoltaici in Sicilia per un investimento totale di 300 milioni di euro. Questi impianti, che genereranno complessivamente 294 MW, sono in fase di autorizzazione finale o già autorizzati, e la loro costruzione inizierà entro i prossimi 12 mesi per diventare operativi dal 2025. L’obiettivo è promuovere l’integrazione della produzione di energia fotovoltaica con l’agricoltura, supportando coltivazioni come miele, ulivi, pistacchi, aranci e altre colture locali, nonché il pascolo ovino.

 Lightsource bp, che possiede già impianti per oltre 1 GW in Italia, vede in questo accordo un’opportunità per accelerare la transizione energetica. Eos Im, da parte sua, annuncia che questi impianti agrivoltaici rappresenteranno più della metà dei 600 MW in pipeline in Italia, sottolineando l’importanza dell’investimento agricolo e la volontà di contribuire alla sostenibilità e alla ripresa di terreni incolti, nonostante le sfide burocratiche.

Cosa sono e come funzionano gli impianti agrivoltaici?

Un impianto agrivoltaico avanzato combina la produzione di energia fotovoltaica con la preservazione delle attività agricole e pastorali. 

Questo tipo di impianto, impiega tecnologie innovative che includono il montaggio dei moduli fotovoltaici elevati da terra e, in alcuni casi, la loro rotazione, per non interferire con l’agricoltura. Permette anche l’uso di agricoltura digitale e di precisione. Prevede inoltre l’installazione di sistemi di monitoraggio per valutare l’impatto dell’installazione sulle colture, sull’uso dell’acqua, sulla produttività agricola, sulla continuità delle operazioni agricole, sul recupero della fertilità del suolo, sul microclima e sulla resilienza ai cambiamenti climatici.

Impianti agrivoltaici in Italia

Nel 2021, in Italia, la superficie occupata dagli impianti fotovoltaici a terra era di 152,1 km², ovvero solo lo 0,05% del territorio nazionale, un impatto marginale rispetto alla copertura del suolo da strade, che è di 9.200 km² (3%). Questa comparazione evidenzia quanto sia limitato l’impatto dei pannelli fotovoltaici sull’uso del suolo, specialmente considerando i benefici che offrono. Nonostante il consumo di suolo per coperture artificiali sia di circa 21.500 km² in Italia, per raggiungere gli obiettivi del piano PNIEC relativi al fotovoltaico a terra sarebbero necessari soltanto 405 km² di pannelli, meno di un terzo dell’estensione del Comune di Roma.

La panoramica degli impianti agrivoltaici in Europa

Il fotovoltaico in Europa ha registrato una crescita significativa, con un aumento del 50% nel 2022, evidenziando che 25 dei 27 paesi dell’UE hanno fatto notevoli investimenti in energia solare.

 La Germania guida la classifica con 7,9 GW installati, seguita dalla Spagna con 7,5 GW. Altre nazioni rilevanti includono la Polonia (4,9 GW), i Paesi Bassi (4,0 GW), la Francia (2,7 GW) e l’Italia (2,6 GW). Nonostante l’espansione, il mercato europeo del fotovoltaico affronta la concorrenza della Cina, risultando in una prevista perdita di quote di mercato dall’18,5% al 17,1%, a causa dell’avanzamento cinese nello sviluppo di nuove tecnologie. Secondo un report di Solar Power Europe, l’utilizzo del fotovoltaico è in crescita in Europa, con i principali paesi che hanno investito molto negli ultimi anni in questa tecnologia. Vediamo infatti, a conferma di ciò, il confronto in termini di produzione di GW attraverso questa tecnologia tra il 2021 e il 2022:

L’incentivo all’utilizzo dell’agrovoltaico in Italia

Il decreto firmato il 21 dicembre 2023 dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, rappresenta un punto di svolta per l’agrivoltaico in Italia, con l’obiettivo di installare almeno 1,04 Gigawatt di impianti entro il 2026, finanziato con circa 1,7 miliardi di Euro, di cui 1,1 miliardi dal PNRR e il resto da fondi nazionali. 

Questo decreto, approvato dopo un processo iniziato ad aprile 2023 e finalizzato con l’approvazione della Commissione Europea, punta a incrementare la sostenibilità e ridurre i costi di produzione nell’agricoltura, assegnando 300 MW di impianti agrivoltaici di massimo 1 MW per aziende agricole e 740 MW per associazioni temporanee di imprese, con incentivi che includono un contributo in conto capitale del 40% e una tariffa incentivante per 20 anni, variabile in base alla zona geografica. Gli imprenditori agricoli godranno di condizioni favorevoli rispetto alle associazioni temporanee di imprese, essendo esenti dall’obbligo di riduzione sulla tariffa incentivante.

Fonte: https://www.contatti-energia.it/news/dalla-sicilia-alleuropa-agrivoltaico/ 

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