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Cultura

Viaggio tra i toponimi della Sicilia. Origine dei nomi delle località siciliane: da Alia ad Aliminusa – 7ª parte

Nicoletta Natoli

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ALIA

Conosciuto anche con l’appellativo di “Città Giardino” per la bellezza del suo verde e del suo arredo urbano, il comune di Alia è adagiato sul versante sud-occidentale delle Madonie.

L’origine del nome cittadino è piuttosto controversa ed è ancora oggetto di discussioni. Ecco alcune ipotesi:

  • Alla base del toponimo ci sarebbe l’antroponimo arabo “Ali”, che significa cavaliere. Esso avrebbe avuto origine in età medievale, come testimoniato dai diversi reperti archeologici della zona risalenti al periodo della dominazione araba in Sicilia.
  • Il toponimo deriverebbe dal verbo greco laleo, cinguettare, probabilmente in riferimento al vastissimo numero di rondini presenti nel territorio.
  • Il nome di Alia proverrebbe dal sostantivo arabo al-alia, ovvero la alta, in riferimento alla posizione geografica del paese.
  • Infine, l’ultima ipotesi vuole che il nome Alia sia riconducibile al 1617, anno in cui nacque il comune. In quella data, la nobile Donna Francesca Cifuentes trasformò in centro abitato il feudo di Lalia, che aveva ereditato dal padre. Inoltre, per ragioni di eufonia, Alia anticamente era detta L’Alia.

 

ALIMENA

Appartenente alla città metropolitana di Palermo, il borgo di Alimena si trova sulle Madonie, ed è collocato a circa metà strada tra il capoluogo siciliano e Catania. La sua origine è molto antica, come testimoniano i reperti archeologici rinvenuti nella zona, appartenenti a popolazioni sicane e greche.

In passato, il paese veniva chiamato Mazza facendo riferimento a una vecchia locanda che aveva un’insegna con su scritto Clava, ovvero mazza.

Il toponimo odierno risale al 1628, anno in cui il re di Spagna Felipe IV concesse la giurisdizione della zona in cui sorge il paese, la cosiddetta “licentia populandi”, al marchese Antonio Alimena, che si dedicò allo sviluppo del borgo e ne divenne di fatto il fondatore.

 

ALIMINUSA

Posizionato a 450 metri sul livello del mare, il comune di Aliminusa¸ chiamato Larminusa in dialetto, si trova in provincia di Palermo.

L’etimologia di questo toponimo è difficile da individuare e non è molto antica. Analizzando l’evoluzione della parola si può seguire una sorta di percorso che ha portato alla denominazione attuale:

  • Rahal Minusa – rahal è un prefisso arabo che significa casale oppure villaggio
  • Rachalminusa – in un testamento del 1333 si fa riferimento a questo toponimo, documentando l’acquisto del feudo e del casale di Rachalminusa
  • Terrae Harminusae – si chiama così una carta del XV secolo oggi custodita nell’archivio degli Uffizi a Firenze
  • Larminusa – il toponimo è contenuto in alcuni documenti di acquisto
  • Alminusa – il toponimo è presente nel testamento di un giurista
  • Arminusa – la denominazione è riportata in diversi scritti dell’Ottocento
  • Il toponimo assume infine la forma definitiva di Aliminusa.

7 – continua

Nicoletta Natoli

Mi chiamo Nicoletta Natoli e sono nata a Palermo il 22 gennaio del 1982. Ho sempre sognato di lavorare nel campo delle lingue straniere, e ho avuto la fortuna di riuscirci diventando una traduttrice, anche grazie ai miei genitori che mi hanno sempre sostenuta in tutte le mie scelte. Le mie più grandi passioni sono la musica, il calcio, i viaggi, la lettura, le serie TV e tutto ciò che riguarda la Spagna. Poco tempo fa la frequentazione di un corso di scrittura ha fatto nascere dentro di me la voglia di raccontarmi e di raccontare agli altri, e sono molto grata di avere l’opportunità di poterlo fare.

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Cultura

Pantelleria, a lezione di stelle e pianeti con il prof. Sergio Minoli e il Centro Giamporcaro

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Scienze e tecnologia: il cielo, lo spettacolo più bello che ci sia”, il progetto per le scuole di Pantelleria

E’ iniziato questa mattina il progetto “Scienze e tecnologia: il cielo, lo spettacolo più bello che ci sia”, rivolto agli alunni delle classi 5^A – 5^B- 5^C del Plesso Capoluogo, della classe 5^A del Plesso di Khamma, della pluriclasse 4^/5^ del Plesso di Scauri, della Scuola Primaria.


Curato dal Centro Culturale “V. Giamporcaro” di Pantelleria, esso è messo in scena da un vero esperto di cieli e pianeti e stelle,  l’Ing. Sergio Minoli.

L’attività formativa ha l’obiettivo di stimolare nelle alunne e negli alunni l’interesse per il Sistema Solare, un tema molto apprezzato nel programmazione didattica di Scienze della quinta classe. La conoscenza dell’Universo ha sempre suscitato meraviglia e curiosità nelle persone, inoltre Pantelleria rappresenta un ottimo osservaotrio naturale, pertanto i ragazzi si trovano, anche in questa maeria, in una posizione di privilegio.

Se poi a spiegar del firmamento si trovano  Sergio Minoli, allora la fortuna è grande. Il professore, appassionato di astronomia, nelle sue narrazioni accompanga le nozioni meramente scientifiche con immagini squisitamente miotologiche, che, con quel suo modo di parlare ricco di aggettivi e curiosità, rende la lezione un momento di piacere che dispiace quando finisce.
Egli infatti è noto in tutta l’isola e non solo proprio per questa capacità oratoria che affascina grandi e piccini in eguale misura,


Alla lezione di oggi erano presenti gli alunni delle classi  classi 5^A, 5’B e 5^C del Capoluogo. Mercoledì 27 Maggio 2026 sarà il turno del Plesso di Khamma – Classe 5^A – dalle ore 9:00 alle ore 10:00 ● Plesso di Scauri – Pluriclasse 4^/5^- dalle ore 11:00 alle ore 12:00.

Gli adulti dell’isola potranno anche partecipare a breve ad una conferenza sul cosmo, sempre con il Prof. Minoli, durante l’evento che troverrete nell’articolo che segue: “IL LAGO SPAZIALE” Indizi di vita oltre la Terra nel Lago Bagno dell’Acqua di Pantelleria

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Cultura

Pantelleria Borgo Genius Loci De.Co.: ieri la consegna del riconoscimento

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Tanti gli attori chiamati in causa per mantenere il Genius Loci: tutta la comunità
Veronelli “L’agricoltura di qualità e il turismo di qualità sono le armi per lo sviluppo della nostra patria”

Ieri, 23 maggio 2026, si è tenuta la manifestazione di conferimento del riconoscimento di Borgo Genius Loci De.Co, presso gli accoglienti locali dell’Hotel Qalea.
Si è trattata di una full immertion nei gusti dell’isola: la mattina con la degustazione di vini di alcune delle cantine locali, del miele e della cucina, aprendo al pubblico gli spazi 
Nella foto, vediamo Marianna la chef de La Conchiglia, che ha preparato i baci panteschi per l’occasione, mentre il buffet è stato realizzato dallo chef Silvio Palazzolo.

Durante pomeriggio, invece si è dato spazio al convegno vero e proprio, moderato da una  brillante Francesca Di Giovanni.


Per l’organizzazone dell’attribuzione della De.Co. la regia e l’iniziativa è stata del Comune di Pantelleria, con l’attuale amministrazione D’Ancona, che spinge verso l’importanza dell’appartenenza, dell’identità di un popolo e dell’identificazione dello stesso attraverso le sue peculiarità che possono spaziare dall’agricolutra, all’alimentazione, all’ambiente. 

Fondamentale il supporto della ProLoco, rappresentata dal suo presidente Michela Silvia e dai soci Marcello Sparacio e Anna Rita Gabriele, e dell’Ente Parco Isola di Pantelleria che con i suoi tre uomini di punta, Presidente Italo Cucci, direttore Carmine Vitale ed esperto Davide Emma hanno ricostruito l’intera isola partendo dalle tradizione, passando all’ambiente e alla sostenibilità e mirando all’agricoltura, essenza vitale per l’economia della nostra Figlia del Vento.


Il Vicesindaco Adele Pineda, portando simpaticamente esempi del quotidiano casalingo, ha valorizzato l’essenza dell’agricoltura pantesca e dei piatti, che, come sappiamo, mangiati altrove non hanno lo stesso sapore nè lo stesso impatto. L’influenza dell’aria, degli umori della terra, del calore del sole e delle carezze delle stelle, sono così determinanti che anche un semplice ortaggio o un vino, degustati fuori dal nostro piccolo e immenso mondo, cambiano.

L’Assessore all’Agricoltura, Massimo Bonì, ha spiegato l’iter che ha portato Pantelleria alla De.Co. e agli approcci con il progetto di Luigi Veronelli (gastronomo, giornalista, editore, conduttore televisivo, filosofo e anarchico italiano) una delle figure centrali proprio nella valorizzazione e nella diffusione del patrimonio enogastronomico nazionale.
Come spiegato più nel dettaglio dall’erede ideale, il Presidente Nino Sutera, presente ieri: Pantelleria non è tanto legata alla tipicità, bensì all’unicità. Solo qui si realizzano certi sapori, certi piccoli miracoli del gusto e questo valore va custodito gelosamente e con cura.

Infatti, attraverso la De.Co. il “prodotto” del territorio acquista una sua identità, con il potenziale importante per il  marketing, oltre a rappresentare una occasione per il recupero e la valorizzazione delle identità e le unicità locali.

“La De.Co. è “un prodotto del territorio” (un piatto, un dolce, un sapere, un evento, un lavoro artigianale, etc) con il quale una comunità si identifica per elementi di unicità e caratteristiche identitarie.”

Un tassello importante per la comunità, uno stimolo per la produttività, uno spunto per domande emblematiche sul lavoro, sui giovani e sulle sorti dell’isola. A tal proposito, è stato mostrato il documentario del M° Nicola Ferrara “I guardiani della terra”, dove padre e figlio Ferrandes si confrontano raccontando la loro testimonianza di agricoltori che “lottano” per la sopravvivenza della famiglia, dell’agricoltura e della cultura pantesche.

Diversi interventi degli addetti ai lavori, tra Salvatore Murana, Kety D’Ancona e Giampaolo Rampini (Resilea) testimoni del patrimonio straordinario custodito tra le rocce, i muretti a secco e il mare profondo, che ha bisogno, ora più che mai, di una spinta energica per uscire dal torpore in cui sta languendo per via dell’abbandono dei terreni, la fuga dei giovani, e altro ancora.

Tra le autorià era presente il Comandante della Capitaneria di Porto, Claudio Marrone.

La serata prevedeva una chiusura in compagnia, così il direttore dell’Hotel Qalea, Alessandro Oddo, ci ha invitati a prendere posto in sala da pranzo, per condividere qualche impressione sulla giornata, un bicchiere di vino locale e l’esperienza di una buona cosa fatta, la De.Co. 

Di seguito alcune immagini della mattinata.

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Cultura

“IL LAGO SPAZIALE” Indizi di vita oltre la Terra nel Lago Bagno dell’Acqua di Pantelleria

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Pantelleria tra geologia e astrobiologia: divulgazione scientifica, escursioni e osservazioni astronomiche sull’isola

I Nuovi Filopanti Società Cooperativa, in collaborazione con il progetto HELENA e con il patrocinio dell’Ente Parco Nazionale Isola di Pantelleria, organizza due eventi dedicati alla divulgazione scientifica e alla valorizzazione del patrimonio geologico e astrobiologico di Pantelleria, in programma domenica 31 maggio e domenica 26 luglio.

L’iniziativa nasce a seguito della partecipazione al Corso di Astrobiologia tenuto dalla Prof.ssa Barbara Cavalazzi del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Bologna, con l’obiettivo di condividere con il pubblico il valore scientifico di questi studi e il ruolo che ambienti naturali straordinari come Pantelleria possono avere nello sviluppo delle future strategie di esplorazione planetaria. Gli eventi prevedono una sessione teorica dedicata ai temi dell’astrobiologia, della geologia e degli ambienti estremi, seguita da escursioni naturalistiche lungo il percorso da Spadillo al Lago di Venere, uno dei siti più rappresentativi del patrimonio geologico dell’isola.

Le attività si concluderanno con osservazioni astronomiche notturne mediante telescopio, offrendo ai partecipanti un’esperienza immersiva tra scienza, paesaggio e osservazione del cielo. Attraverso questi appuntamenti,

I Nuovi Filopanti Società Cooperativa intende promuovere una maggiore consapevolezza del patrimonio naturale e scientifico dell’isola, favorendo il dialogo tra ricerca, territorio e comunità.

La partecipazione è gratuita, con prenotazione obbligatoria. Prenotazioni: tramite messaggio WhatsApp al numero 347.5935743

Il programma

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