Segui i nostri social

Sport

San Vito Lo Capo: sabato 3 al via il 13° Festival internazionale degli aquiloni

Direttore

Pubblicato

-

INO ALL’11 GIUGNO GLI AQUILONI IN VOLO LIBERO, SHOW E ATTIVITA’ PER BAMBINI

TRA LE NOVITA’ GLI SPETTACOLI DEI BUSKERS

 

San Vito Lo Capo. – La storia dice che fu inventato 2800 anni fa, in Cina, ed era fatto in bambù e seta. Fu il primo oggetto volante creato dall’uomo e doveva stabilire un contatto spirituale con il cielo, ma l’aquilone divenne presto uno strumento di svago, arrivato fino ai giorni nostri con tutto il suo fascino, i colori e la fantasia di chi li crea. E all’aquilone San Vito Lo Capo, in provincia di Trapani, torna a dedicare una kermesse ormai diventata appuntamento mondiale imperdibile: nei suoi cieli blu, da sabato 3 a domenica 11 giugno, si svolgerà infatti il 13° Festival internazionale degli aquiloni.

Una festa gioiosa e creativa ideata nel 2009 da Ignazio Billera e organizzata dal Comune di San Vito Lo Capo in collaborazione con l’agenzia Feedback. Emozioni a naso in su, ogni giorno durante le esibizioni di volo libero (dalle 10 alle 17,30), anche in notturna (sabato 10 giugno dalle 21). E non mancheranno i laboratori dedicati ai bambini, intrattenimento, eccellenze food e spettacoli.

Attesissime, come sempre, le creazioni degli aquilonisti “pro” che arriveranno da tutta Italia e anche dall’estero invadendo il cielo della cittadina con forme, colori e personaggi per lo stupore di adulti e bambini. Spettacolo assicurato con i bolognesi Giovanni Govoni – che si esibirà nel volo multiplo acrobatico facendo volare 3 aquiloni contemporaneamente reggendone 2 con le mani e uno con la cinta – e Franco Dall’Omo, in arte Franconow, pilota acrobatico due cavi, già vice campione italiano in singolo ed in pair, il cui cavallo di battaglia sono gli aquiloni combattenti. Ci sarà anche il palermitano Davide Equizzi, campione del mondo nel 2014 per la categoria tricks battle.

Radio 102, la radio live di Trapani, trasmetterà in diretta dalla spiaggia: gli speaker, capitanati da Ignazio Billera, faranno interviste agli aquilonisti e collegamenti giornalieri per tutta la durata della rassegna.

Tra le novità di quest’anno gli show degli artisti da strada: saltimbanchi, giocolieri, clown, ballerini e trampolieri che animeranno il centro della cittadina marinara. Non mancherà la Fiera del vento, il villaggio espositivo della rassegna, dove troveranno spazio le migliori specialità dell’agroalimentare siciliano: vini, formaggi, conserve, dolciumi ma anche le creazioni dell’artigianato regionale.

Da non perdere giovedì 8 e sabato 10 in via Savoia, dalle 11,30 alle 12,30, la Cerimonia delle bandiere, la colorata parata degli aquilonisti provenienti da tutto il mondo, sfilata arricchita da trampolieri, mascotte e spettacoli di clowneria e giocoleria.

 

Laboratori, show ed arrampicate per i bambini

Tutti i fine settimana (dalle ore 10 alle ore 13 e 16-19) attività per i bambini, con le mascotte che gireranno per il paese per scattare foto e giocare con i più piccoli e i laboratori creativi per la creazione di oggetti volanti e gare di volo: esercizi per sviluppare fantasia e capacità coordinative. Ma anche laboratori sull’arte del frottage e la stampa creativa, la caccia al tesoro animata Pirati e Sirene e la prova di arrampicata in sicurezza a Monte Monaco. Programma a cura di Palermobimbi e Minimupa.

 

Danze, musica e folk: serate da non perdere

Spettacoli ogni sera nei fine settimana. Si comincia sabato 3 con “Ahlan Wa Sahlan”, uno spettacolo di danze orientali e folklore arabo di Helena Russo, che replicherà venerdì 9 (ore 21,30). Domenica 4 giugno (ore 20, piazza Santuario), concerto de Le Matrioske, gruppo di musica folk che mescola tarantelle calabresi, sonorità irlandesi, valzer francesi, pizziche pugliesi, ritmi greci e portoghesi. Giovedì 8 ore 22,30 lo spettacolo di stand up comedy “I due aquiloni”, un mix di storie, racconti e aneddoti sulla vita, talmente assurdi da sembrare inventati, con Giuseppe Paternò e Francesco Gottuso. Sabato 10 giugno il concerto dei Pacha Kama, gruppo che affonda le sue radici nei ritmi sudamericani più coinvolgenti. Domenica 11, si chiude con spettacolo finale “Bubble on fire”.

 

Clown, magie e trampolieri – Buskers in azione

I buskers animeranno le giornate del festival con diversi appuntamenti tra la villetta Faro e Piazza Santuario. Sabato 3 in scena “Inscontro” degli artisti Tres’h e Jolies, in un susseguirsi di gag clownesche, scontri e arte contemporanea. Domenica 4 c’è invece Mago Pallino e il suo show di “magicomio” “A tutto tondo” che di pomeriggio lascerà il palco a Mr Torcia con la sua arte circense per grandi e piccini. Venerdì 9 ore 13,30 toccherà a “Wo.Ow – Street magic & comedy show” con Mago Mpare, dove si miscelano cabaret e micromagia. Numerosi gli show di sabato 10: alle 12 replica Wo.Ow, alle 13,30 arriva “Mr Torcia in Wonderland”, alle 18,30 “Oh my Dogs!” con Salvatore Rosso e alle 21 “Vitae: storia di una fiamma” di Clown Zazu. Domenica 11, infine, le repliche di Mago Pallino (ore 12) e di Clown Zazu (ore 18,30).

 

Mare e monti, la natura da scoprire

Per gli amanti delle lunghe passeggiate alla scoperta della natura, domenica 4 alle 16, il via all’escursione a Monte Cofano, mentre domenica 11 – dalle 10 alle 14 – si andrà alla scoperta della Riserva delle Zingaro, con guide naturalistiche. Percorsi segreti per piccoli e grandi esploratori, l’escursione prevederà infatti una caccia al tesoro per il divertimento di tutta la famiglia (Info Palermobimbi e Minimupa costo 10 euro).

 

Il programma completo su www.festivalaquiloni.net

 

 

 

Marina Cozzo è nata a Latina il 27 maggio 1967, per ovvietà logistico/sanitarie, da genitori provenienti da Pantelleria, contrada Khamma. Nel 2007 inizia il suo percorso di pubblicista presso la testata giornalistica cartacea L'Apriliano - direttore Adriano Panzironi, redattore Stefano Mengozzi. Nel 2014 le viene proposto di curarsi di Aprilia per Il Corriere della Città – direttore Maria Corrao, testata online e intraprende una collaborazione anche con Essere Donna Magazine – direttore Alga Madia. Il 27 gennaio 2017 l'iscrizione al Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti nel Lazio. Ma il sangue isolano audace ed energico caratterizza ogni sua iniziativa la induce nel 2018 ad aprire Il Giornale di Pantelleria.

Pubblicità
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sport

Pantelleria, a Khamma la grande finale dello Zio Legue 2026

Direttore

Pubblicato

il

Grande festa 31 maggio 2026 ai Campi Sportivi di Khamma: divertimento assicurato

Domenica 31 maggio, presso i Campi Sportivi di Khamma, si terrà la gran finale dello Zio Legue 2026.

Un pomeriggio spettacolare all’insegna dello sport e della condivisione, sta per essere messo in scena, dall’ASDC Zio Tano Academy.

Il programma

Il progamma della pomeridiana calcistica prevede:

  • ore 18.30: finale per il 3* e 4* posto 
  • ore 20.30: inizio spettacolo
  • ore 21.30: finalissima

Le squadre che scenderanno in campo sono tutte pantesche: Zio Tano Team contro Rustico e la Selecao contro Pantesca. Giudici di gara: Callipo Rosario e Tramontana Ivan.

Il pubblico sarà così intrattenuto non solo dai due appassionanti incontri sportivi, ma anche da coinvolgenti parentesi artistiche dei Besmile.

Un pomeriggio da non perdere per una Pantelleria sempre più proiettata sullo sport, socialità, divertimento e condivisione.

Ingresso libero.

………………………………
Tutte le notizie su Pantelleria le trovate nel nostro canale WhatsApp

Leggi la notizia

Sport

Pantelleria, grande successo per il primo Trofeo di Palla Tamburello “La Perla Nera”

Redazione

Pubblicato

il

Si è concluso con grande successo il primo Trofeo di Palla Tamburello “La Perla Nera” sull’isola di Pantelleria , che ha visto la partecipazione di sei squadre militanti nella Serie A maschile.

La riuscita della manifestazione è stata possibile grazie alla collaborazione e all’impegno di numerose figure che hanno creduto fortemente nel progetto. Un ruolo fondamentale è stato svolto dal presidente dell’Airone dei Venti, Felice Pantano, da Salvatore Plaia (componente della commissione nazionale Indoor e presidente della Easy Play), da Girolamo Dioguardi (presidente della squadra Frecce Azzurre e delegato regionale Sicilia), da Daniele Dell’Utri, presidente della società Cives, arbitro internazionale di pallatamburello ,nonché docente di Ed.Fisica. Fondamentale è stato anche il patrocinio del Comune di Pantelleria e, in particolare, il sostegno dell’Assessore Giusy D’Aietti, che fin dal primo momento si è dimostrata disponibile e favorevole all’organizzazione della manifestazione, collaborando attivamente alla sua ottima riuscita.

Un ringrazimento va anche alle attività locali pantesche, come Despar Supermercati, bar Alchimia, Autonoleggio Roger Rabit, U’macaseno, Bar Tikirriki, palestra BodyExtreme, Eben Ezer supermercati, pizzeria di T. Cinà, Farmacia Ganci, Pub La Pantesca, La Stamperia, Maddalena Vini, la location Qalea e la Pizzeria Marrone. Grazie a tutti loro, l’isola ha potuto realizzare ancor di più la manifestazione, dando il meglio dell’ospitalità.

Un sentito ringraziamento va inoltre all’associazione “Lo zio Tano” per le dirette streaming e le riprese tv che hanno permesso ai familiari che stavano a casa e a tutto il territorio nazionale di poter seguire in diretta le nostre partite. E non è mancata la compagnia di Charlotte che con la sua musica, ha reso il tutto più bello!
L’evento è stato un autentico successo sotto ogni punto di vista: sportivo, tecnico, educativo e promozionale.

Per quanto riguarda lo svolgimento delle partite, ha vinto la squadra BC Palermo, una delle favorite secondo il pronostico. Si sono viste squadre affiatate, scambi di tamburellate emozionanti, partite che sembravano non finire più. Deludente il gioco espresso dalla nostra squadra.
Di 8 giocatori ne ha potuto schierare, solo 4: tra infortuni, impegni inderogabili e assenze, la squadra non ha mostrato il suo bel gioco, creando anche incertezza e malcontento. Ciò ha spinto il presidente a rifondare la squadra con più determinazione con l’idea di introdurre un “allenatore”, determinato a mettere in pratica sia i valori sportivi che sociali.

Gli organizzatori hanno già espresso la volontà di ritornare sull’isola nella prima settimana di ottobre per un nuovo evento dedicato alla palla tamburello e di lavorare fin da subito alla seconda edizione del Trofeo “La Perla Nera”, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente ogni dettaglio e rendere la manifestazione ancora più importante e indimenticabile.


———————————-
Tutte le news su Pantelleria, gratis nel nostro canale WhatsApp

Leggi la notizia

Cultura

Il mare, una chat e un’antica vela: così rinasce la lancia pantesca

Direttore

Pubblicato

il

Dalle parole nasce una barca. Eventi speciali tra Francesco Belvisi e Giovanni Ritunno

Per venti mesi un comandante e un designer si sono scritti, scambiandosi misure, fotografie, regolamenti di classe. Alla fine, da quelle parole, è nata una barca. E i due, a oggi, non si sono ancora incontrati.

Marsala, 16 maggio 2026
La lancia non scende in acqua. Il maltempo non lo permette. Il prete la benedice sulla banchina della Lega Navale, qualcuno la bagna con un gesto antico, e per oggi basta così.
Cinque metri e quaranta di pino di Svezia e gelso, una vela latina ancora ripiegata, il fasciame chiaro che aspetta il suo Canale. Sulla fiancata, in dialetto siciliano, un nome: Rusulia. Era Rosalia, la madre del comandante. Era così che la chiamava il padre, a Favignana.

Due voci, un linguaggio antico
Giovanni Ritunno, ufficiale Siremar in pensione, per anni ha governato i traghetti sulla rotta Trapani-Pantelleria. Figlio di pescatori, da bambino costruiva barche con le latte del tonno allo stabilimento Florio. Oggi osserva, gira gli scali, raccoglie lance sarde, gozzi campani, passere istriane, lancioni tunisini. Le confronta, le studia.
Francesco Belvisi, yacht designer, vive tra Milano e Pantelleria. Si occupa di stampa 3D applicata alla nautica e di progettazione di sistemi robotici. Ha un laboratorio dove le tecnologie più recenti servono a costruire cose vecchie di mille anni. Nelle loro conversazioni, per venti mesi, una regola tacita: niente nomi propri, sempre “Ingegnere” e “Comandante”. Una forma di rispetto marinaresca che ha dato peso a ogni decisione.


Dalla prima foto all’ultimo chiodo
Tutto comincia nel settembre 2024 con poche foto di lance sarde mandate via WhatsApp. Si discute della lunghezza, prima 5,20 metri poi 5,40. Si studia il regolamento della vela latina, si guarda al campionato italiano di Porto Santo Stefano.
Il comandante immagina, l’ingegnere disegna e modella. A ottobre arriva un imprevisto di salute. Il comandante chiede di accantonare tutto. Il progetto rischia di saltare. Belvisi non si arresta davvero: continua a limare i disegni in silenzio. Poco prima di Natale arrivano le forme definitive.
Passano le settimane, e a un certo punto è il comandante stesso a decidere di riprendere. A maggio 2025 il cantiere apre. Intorno ai due si forma una piccola corte di artigiani che attraversa il mare. Salvatore Lapillo costruisce la barca a Marsala. Francesco Bonanno, maestro d’ascia detto il Vikingo, ottantadue anni, fa l’antenna in mezza giornata. Emanuele Martinez, della veleria Zenitram, calcola posizione dell’albero e piano velico. Peppe Frettitta impellicciato la coperta in mogano sapelli, curvata a seguire la barca.
Antonio Enea, nostromo del Paolo Veronese, diventa il corriere marittimo del progetto: il timone parte da Pantelleria, attraversa il Canale custodito a bordo, arriva a Trapani. Una staffetta che le lance pantesche, in fondo, fanno da sempre. A un certo punto, fra una misura e l’altra, una frase di Belvisi resta sospesa nella chat come una mezza filosofia di vita: “le rifiniture prendono più tempo della costruzione.”

Il giorno del varo
Quel sabato di maggio Belvisi è bloccato a Pantelleria, sta ancora lavorando al progetto del timone, e un imprevisto lo trattiene sull’isola. Non riesce a imbarcarsi. Scrive: “Un timone ben fatto è il modo migliore per salutare la barca e accompagnarla al mare, anche senza esserci.” Il comandante risponde sereno, da isolano a isolano. Il mare è cattivo, la barca non viene calata. Resta a terra, benedetta e bagnata, in attesa del vero varo tecnico. Pochi giorni dopo, finalmente, la Rusulia tocca l’acqua. La linea di galleggiamento è quella giusta, l’assetto perfetto. “La barca era progettata bene”, dirà il comandante.

Due uomini che non si sono ancora visti
Ed è qui il dettaglio più sorprendente di tutta questa storia.
A oggi, comandante e ingegnere non si sono mai incontrati di persona. Belvisi non ha ancora visto la sua barca. Conosce ogni misura del fasciame, ogni grado di curvatura delle ordinate, sa esattamente quanto pesa l’antenna e dove va la scassa dell’albero, ma la Rusulia in carne e legno non l’ha ancora toccata. La conosce solo dai video del comandante e dalle foto dei cantieri. Una visita a bordo, per la messa a punto e i dettagli, è già fissata nel calendario di entrambi.
Quando arriverà, sarà la prima stretta di mano dopo quasi due anni di chat.

Una seconda lancia, e una scuola
Mentre quella di Marsala riceveva le ultime mani di pittura, a Pantelleria era già partito il cantiere di una seconda lancia, lunga 5,10 metri, costruita a Natale insieme a un gruppo di studenti dell’isola. Il sogno adesso si allarga: far scendere Lapillo da Marsala per avviare corsi di formazione, fondere in bronzo i bozzelli partendo da modelli stampati in 3D, mantenere bigotte in cipresso e bozzelli in frassino.
Certe cose si fanno come si sono sempre fatte. E quando non si possono fare così, si trova il modo di rispettarle lo stesso.

Tre lezioni di una storia di mare
Una barca di legno, nel 2026, non è un manufatto: è una rete di persone. Togli un nodo, il velaio o il nostromo del traghetto, e non c’è più.

Il digitale non sostituisce il mestiere, lo accompagna. La macchina a controllo numerico taglia le ordinate disegnate al computer, ma sono la sgorbia e l’occhio del maestro d’ascia a decidere se quella curva è giusta.
Le linee giuste non muoiono mai. La lancia pantesca somiglia alla passera istriana, alle lance sarde, ai lancioni di Kerkennah. Cugine. Un’unica grande famiglia di scafi che il Mediterraneo si è inventato perché tengono il mare, perché sanno come si porta un’antenna al vento.
In fondo è bastato questo. Due persone che per quasi due anni si sono scritte senza mai vedersi in faccia. Un nome di donna in dialetto siciliano scritto sulla fiancata.
E una forma antica è tornata a galleggiare.

……………………………
Leggi le notizie su Pantelleria seguendo il nostro canale WhatsApp

Leggi la notizia

Seguici su Facebook!

Cronaca

Cultura

Politica

Meteo

In tendenza