Cultura
Proverbi marinareschi a Pantelleria / 2
A Masikhibbé ‘u pùrpu fa a mmé!
A Masikhibbé il polipo fa a me!
Ovvero a Masikhibbé il polipo sembra dire prendimi.
L’abbondanza dei polipi nella Pantelleria di una volta era davvero proverbiale, oggigiorno si
avviano ad essere una rarità. Ricordo, ai primi anni Sessanta, quando io e mio cugino, Salvatore
Salsedo, si andava a fare il bagno (non a pesca subacquea) nella caletta di Mursia.
Immancabilmente Salvatore usciva dall’acqua con un paio di polipi in mano, dicendo che gli
sembrava brutto non prenderli visto che gli si erano avvicinati.
Masikhibbé o meglio Punta Masikhibbé è una località nei pressi di Cala Satarìa e dell’omonima
grotta, quest’ultima sede della leggendaria e fatale ninfa omerica Calipso.
Masikhibbé è
chiaramente un relitto toponomastico della dominazione araba. Taluni hanno tentato di darne delle
decifrazioni quale “Punta nuvolosa” o “Sbocco d’acqua” (ma l’acqua dov’è, forse acqua
torrentizia?). Spiegazioni che però non mi hanno convinto più di tanto.
Probabilmente, secondo chi scrive, Masikhibbé, come tanti nomi di località dell’isola di derivazione
araba, andrebbe scomposta in più parole, masi e khibbé. Masi o mashi nel dialetto arabo
nordafricano starebbe per “andare” o “luogo” e khibbé per “forma rotondeggiante” ovvero
“cupola”. Quindi “andare al luogo della cupola”, forse per una caratteristica fisica del posto o forse
piuttosto, per la parola usata khibbé (ḳbba) nel significato religioso di tomba di santo musulmano, e
quindi starebbe per “andare al luogo della tomba del santo”.
Lasciamo al lettore scegliere tra le
varie decifrazioni, includendo anche quelle degli altri.
Austu vugghi ‘u mari e vugghi ‘u mostu
Agosto ribolle il mare e ribolle il mosto.
Caratteristico detto del pescatore-contadino figura tipica questa, più terragna che marina, della Pantelleria di un tempo ormai perduto. Era una semplice constatazione del ciclico passare dei mesi, ognuno di essi scandito da una data caratteristica, dal mare alla terra, osservata nella vita quotidiana. Infatti ad agosto il mare ribolle (caldo e a volte tempestoso) proprio come ribolle il mosto. Era anche la conferma dell’immutabilità e ripetitività dei corsi e ricorsi della natura e dei suoi elementi nel succedersi delle varie stagioni. Da questi pilastri inamovibili le granitiche certezze di quel pescatore-contadino pantesco.
A la navi rutta ogni ventu cc’è cuntràriu
Alla nave rotta ogni vento c’è contrario.
Particolarmente bello questo proverbio, che peraltro è citato anche nel meraviglioso libro I Malavoglia di Giovanni Verga. Alla nave malandata non ogni,
ma qualsiasi vento, anche quello che in teoria potrebbe esserle favorevole, è contrario e può causare danni irreparabili e quindi mandarla ‘n funno. Col passare del tempo fu conseguenziale la trasposizione tra “navi rutta” e “uomo assai malandato” e poi infine “uomo sfortunato”. Infatti per quest’ultimo anche un’azione benefica per risollevarlo alla fine si trasforma inesorabilmente in un ulteriore e forse definitivo e fatale danno per il povero mischineddu. Lo trovo, seppure bello, un proverbio pessimista (non concede speranza) oltre ogni limite.
A mari nun ci sù taverni
A mare non si sono taverne.
Era il proverbio di rito lanciato allo sprovveduto che stava per avventurarsi in mare senza averne le dovute conoscenze e le necessaria perizie marinaresche. Infatti il mare, pur fascinoso e bello, non permette arroganza o peggio ignoranza di sorta. E per lo sprovveduto, in caso di incombente pericolo, non ci sarebbe stata alcuna taverna in cui scendere e rifugiarsi e trattenersi quindi piacevolmente in chiacchiere, giochi di carte e bevute. Soleva ripetermelo mia madre quando, qualche estate non si partiva per Pantelleria, e io andavo da solo o con amici a fare il bagno al Lido Azzurro di Torre Annunziata o a Erchie sulla costiera amalfitana.
Era la sua raccomandazione di stare ben attento a mare. Raccomandazione che veniva
poi rinforzata dall’aggiunta del seguente detto “Dici Puddicìnedda: supra u mari nun cci nn’è
taverni” (Dice Pulcinella: sopra il mare non c’è taverna).
Quest’ultimo per farmi riandare, in caso
non avessi compreso bene il siciliano, a Pulcinella e al conseguente proverbio napoletano “Pe’
mmare nu’ nce stanno taverne, dicette Pulecenella” (Per mare non ci sono taverne, disse Pulcinella).
A quel tempo, avevo 14 / 15 anni, davanti a quei proverbi panteschi e siciliani e napoletani la cosa
mi dava non poco fastidio per il fatto di essere considerato da mia madre uno “sprovveduto” in fatto
di cose di mare, di cui mi piccavo già da allora di capirne e quindi, piccato, rispondevo “vado a fare
il bagno, non in navigazione!”. D’altronde per se stessa non teneva in alcun conto quei detti di
prudenza, infatti quando faceva il bagno in mare, era una nuotatrice provetta (vera pantesca doc), si
allontanava così tanto all’orizzonte che io non osavo seguirla, fortuna che in quel tempo i motoscafi
erano quasi inesistenti.
Oggi il ricordo di quelle care raccomandazioni materne mi avviluppa ancora il cuore.
Orazio Ferrara (2 – continua)
Cultura
Delicati come la poesia gli acquerelli di Domenico Crinò, in mostra con “Per acque e terre” da Artètika
Originario di Barcellona Pozzo di Gotto è influenzato dai concittadini Bartolo Cattafi ed Emilio Isgrò, con le sue cancellature
“Per acque e terre” è il titolo della prima mostra personale a Palermo, dell’ingegnere poeta, ma anche pittore e scrittore, Domenico Crinò, che sarà inaugurata sabato 7 febbraio alle ore 18.00, da Artètika – spazio espositivo per l’anima di via Giorgio Castriota, 15. La mostra è ideata, in sinergia fra le galleriste Gigliola Beniamino Magistrelli ed Esmeralda Magistrelli, dall’artista e dal critico d’arte Nino Sottile Zumbo che ha seguito la crescita artistica di Crinò e ne ha scritto i testi critici anche per i libri e le poesie di cui è autore.
Sarà visitabile fino al 21 febbraio, dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20.
Ingresso gratuito. Info: tel. 333.5747244, info.artetikagalleria@gmail.com.
Le opere in mostra
Sono 28 i delicati acquerelli, lievi nel tratto ma incisivi nella descrizione sintetica del paesaggio, spesso naturalistico e quasi onirico in esposizione insieme a sette tele astratte. Domenico Crinò, nato a Barcellona Pozzo di Gotto è influenzato nel percorso da due grandi concittadini: dalla visione poetica di Bartolo Cattafi, affascinato dal verso vivo che traduce nella raccolta Segni e si racchiude nel suo aforisma “Non si evade da questa stanza da quanto qui dentro non accade” e dalla poesia visiva di Emilio Isgrò, alle sue cancellature, alla bellezza del verso nella concezione del peso della parola impressa, talvolta cancellata, reale nel surreale.
L’artista Domenico Crinò
Ingegnere civile, è nato a Barcellona Pozzo di Gotto nel 1971, dove vive con una tappa fissa lavorativa settimanale a Palermo. Domenico Crinò, giovanissimo, incomincia a dedicarsi alla poesia e alla pittura approdando successivamente alla Poesia dinamica e visiva. Partecipa a mostre e concorsi, ricevendo premi e pubblicando sue liriche in diversi periodici. Nel 1997 lancia il Movimento Dy.Po. (Dynamic Poetry – Poesia Dinamica) con una personale di pittura e poesia visiva in Milazzo. Nel 2018, pubblica il suo primo libro di poesie dal titolo “Ventimila verdi versi” per Grafo Editor Editore. Fa parte degli artisti permanenti presenti nella galleria “Pink Raven Art” in Savannah – Georgia, Stati Uniti d’America.
Cultura
Pantelleria – Carnevale 2026, 13 febbraio sfilata delle scolaresche. Limitazioni alla viabilità
Il Comandante della Polizia Municipale, Rosario Di Bartolo, ha emesso ordinanza per regolamentare la circolazione stradale, in Pantelleria, Centro, per la manifestazione carnevalesca.
Per la mattinata di venerdì 13 febbraio dalle ore 9.30 è prevista una sfilata in maschera programmata dalla Scuola dell’Infanzia Paritaria “Giovanni XXIII” e dalla Direzione Didattica Statale “A.D’Aietti “ di Pantelleria, secondo il seguente percorso: – Via Dante, Corso Umberto I, Corso Vittorio Emanuele, (nel senso contrario a quello di marcia) Piazza Cavour, Via Mazzini, Lungomare Borsellino, Via Borgo Italia, Via Napoli, Via G. Falcone, Lungo Mare Borsellino, Piazza Cavour, Corso Vittorio Emanuele, Corso Umberto, Via Dante e rientro alla Scuola dell’infanzia;
O R D I N A
Per il giorno Venerdì 13.02.2026 dalle ore 09:30 fino al termine della manifestazione carnevalesca organizzata dagli Istituti Scolastici premessi
LA CHIUSURA TEMPORANEA DEI TRATTI DI STRADA INTERESSATI DAL CORTEO: Via Dante, Corso Umberto I, Corso Vittorio Emanuele, (nel senso contrario a quello di marcia) Piazza Cavour, Via Mazzini, Lungomare Borsellino, Via Borgo Italia, Via Napoli, Via G. Falcone, Lungo Mare Borsellino, Piazza Cavour, Corso Vittorio Emanuele, Corso Umberto, Via Dante e rientro alla Scuola dell’infanzia;
DI ISTITUIRE IL DIVIETO DI TRANSITO IN VIA MAZZINI E IL DIVIETO DI TRANSITO E DI SOSTA IN PIAZZA CAVOUR, mediante apposizione di transenne e di adeguata segnaletica stradale, NEL TRATTO COMPRESO TRA VIA MAZZINI E VIA BELLINI E NELL’AREA ANTISTANTE L’ISTITUTO BANCARIO UNICREDIT, per consentire lo svolgimento delle attività ludico-ricreative previste in Piazza Cavour. DISPONE CHE
Per tutta la durata del corteo, le insegnanti accompagnatrici PROVVEDANO ALLA COSTANTE VIGILANZA DEGLI ALUNNI, curando il mantenimento di una fila ordinata e compatta e il rispetto delle disposizioni di sicurezza al fine di assicurare l’incolumità dei partecipanti;
PER IL TRASPORTO PUBBLICO il percorso alternativo sarà sulla Via Manzoni, Via De Amicis, con possibilità di fare manovra sulla Piazzetta Garibaldi per lo stazionamento alla fermata del capo linea.
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Economia
Contributi e patrocinio oneroso per il Carnevale di Pantelleria 2026
Pantelleria Centro Come ogni anno, l’Amministrazione Comunale ha ritenuto fondamentale sostenere i momenti di aggregazione e condivisione che rappresentano un valore identitario per la nostra comunità.
In occasione del Carnevale 2026, è stata recepita la proposta dell’Associazione “La Mulattiera
APS”, finalizzata alla realizzazione della tradizionale sfilata di carri allegorici, con esibizioni
musicali e allestimento di stand, prevista per il 17 febbraio 2026 in Piazza Cavour, a Pantelleria
Centro.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di mettere insieme i circoli e le realtà associative locali,
rafforzando lo spirito di collaborazione e favorendo la partecipazione attiva della cittadinanza ai
tradizionali festeggiamenti carnevaleschi. In un contesto storico caratterizzato da difficoltà
economiche e sociali, tali momenti rappresentano occasioni preziose di coesione e rilancio
comunitario.
Parallelamente, l’Amministrazione ha accolto la richiesta pervenuta dalle Istituzioni scolastiche dell’isola relativa alla sfilata di Carnevale prevista per il 13 febbraio 2026, garantendo la collaborazione istituzionale necessaria sotto il profilo della sicurezza, della regolamentazione del traffico e del supporto organizzativo, nel rispetto delle norme vigenti a tutela dei minori partecipanti. È intendimento dell’Amministrazione supportare anche i circoli coinvolti nelle iniziative carnevalesche, al fine di assicurare un quadro unitario di sostegno e coordinamento delle attività.
L’Amministrazione rinnova il proprio impegno nel promuovere iniziative che valorizzino Pantelleria, sostenendo associazioni, circoli e istituzioni scolastiche che contribuiscono alla crescita culturale e sociale della nostra comunità.
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