Cronaca
Pantelleria – Castello, l’amministrazione chiede al Parco accesso agli atti per sapere numero dei reperti e luogo di conservazione
L’Amministrazione Comunale ha inoltrato al Parco Archeologico un accesso agli atti per capire quali e quanti reperti archeologici rinvenuti a Pantelleria siano stati censiti in questi anni e dove si trovino attualmente
A seguito del Comunicato Stampa del 9 febbraio scorso in cui l’Amministrazione Comunale di Pantelleria sollecitava ancora una volta lo spostamento dei reperti archeologici presenti nel Castello per poter finalmente avviare i lavori di restauro interni allo stesso, ci sono stati vari sviluppi e, come promesso dal Sindaco Vincenzo Campo e dall’Assessore alla Cultura e Patrimonio, Francesca Marrucci, si intendono informare i cittadini sugli stessi.
Andando in ordine cronologico, l’Amministrazione Comunale ha inviato in data 14 febbraio 2022 (prot. 2780) una richiesta di accesso agli atti al Parco Archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria per “poter avere accesso a tutti gli atti che indichino dettagliatamente quali e quanti reperti archeologici sono stati ad oggi rinvenuti sul suolo pantesco e dove risulterebbero conservati”.
Infatti, anche se i reperti ritrovati sull’isola sono patrimonio della comunità pantesca, il Comune non ne ha alcuna gestione, perché la legge delega la stessa agli Enti preposti, nel caso di Pantelleria addirittura tre: Soprintendenza dei Beni Culturali, Soprintendenza del Mare e Parco Archeologico che, ultimo ad essere stato istituito con D. A. 11-04-2019 (GURS 28/2019), è a tutti gli effetti l’Ente al quale la L. R. 20/2000 affida la gestione, la salvaguardia, la conservazione e la difesa del patrimonio archeologico.
Oltre all’accesso agli atti, abbiamo chiesto che tale elenco fosse ufficialmente inoltrato, con relativi aggiornamenti, a questo Ente per conoscenza.
Questo perché attualmente, se si escludono alcune cessioni per mostre fatte negli ultimi anni, il Comune non ha contezza di quali e quanti reperti ci siano in giro e soprattutto, escludendo quelli custoditi in sicurezza dall’Amministrazione Comunale, dove siano tuttora esposti o conservati.
Ad esempio, proprio qualche giorno fa abbiamo scoperto che i reperti ceduti con il permesso della Soprintendenza del Mare ad una università di Napoli nel 2019 non sono mai stati riportati sull’isola. Da un’interrogazione in proposito fatta dall’Assessore Marrucci alla stessa Soprintendenza, sempre estremamente disponibile e collaborativa, si apprendeva che, restituiti all’Ente, sono ora esposti in una mostra a Palermo, ma al Comune non è stata fatta alcuna comunicazione di questi spostamenti.
Questo è solo un esempio di quello che è successo nel corso degli anni, come anche alcuni degli archeologi che lavorano agli scavi ci hanno testimoniato. Da qui l’importanza fondamentale di questa richiesta di accesso agli atti, perché la comunità pantesca ha diritto di sapere dove sono i reperti trovati sull’isola.
Il 16 febbraio u.s. il Direttore del Parco Archeologico, Bernardo Agrò, è giunto in visita sull’isola per fare un sopralluogo dei reperti conservati nel Castello che dovranno essere spostati. Il Direttore ha comunicato che sarà necessario fare un inventario dei reperti e poi si provvederà allo spostamento, garantendo che gli stessi resteranno sull’isola come aveva richiesto sia l’Amministrazione Comunale, sia il Comitato Preziosa Pantelleria, che ha avuto modo di incontrare il Direttore insieme all’Assessore Marrucci e ricevere rassicurazioni in merito al trattamento del patrimonio pantesco.
Il Direttore ha stimato in 20-30 giorni il tempo necessario a procedere allo spostamento e alla registrazione di tutti i reperti. Il Comune ha dato disponibilità di ospitare in sicurezza parte dei reperti e il Direttore ha avuto colloqui con diversi soggetti locali per individuare altri luoghi adatti.
Lo stesso giorno la Soprintendenza del Mare ci informava che i reperti di sua competenza, però, sarebbero stati rimossi da un suo incaricato.
Il 24 e 25 febbraio, la Soprintendenza del Mare, nelle persone del nuovo Soprintendente, il Prof. Ferdinando Maurici, noto medievalista, e del Dr. Roberto La Rocca, ha provveduto alla rimozione di tutti i reperti di sua competenza che attualmente sono conservati al sicuro nella camera blindata del Comune, insieme ai pezzi più pregiati della collezione archeologica dell’isola, come le famose Teste Imperiali.
Il nuovo Soprintendente ha mostrato vivo interesse e apprezzamento per la struttura del Castello che già conosceva approfonditamente, essendo stato anche consulente del Dr. Ciriminna al tempo del restauro dello stesso.
Abbiamo ricevuto varie missive di cittadini in questi giorni che mostravano preoccupazione sul destino dei reperti e del Castello.
Torniamo a spiegare quanto già ampiamente scritto in questi mesi nel dettaglio.
Fino al 1° gennaio 2020 il Castello Medievale non era in possesso del Comune in quanto non vi era nessun documento che desse al Comune una titolarità. Solo l’impegno di questa Amministrazione ha portato ad avere una formale concessione con il competente demanio, anch’esso sbalordito per l’utilizzo del castello da parte del Comune senza concessione fino a quel momento.
Da lì la necessità di attuare tutte quelle azioni necessarie per renderlo fruibile e legittimare l’utilizzo di risorse dell’ente locale. La pandemia fa lì a pochi mesi ha cambiato le aspettative ed ha introdotto nuove emergenze.
Il Castello è rimasto chiuso in epoca Covid, e, nonostante i vari solleciti del Primo Cittadino e dell’Assessore, adducendo pretesti vari, non è stato in quel periodo oggetto della ordinaria pulizia e manutenzione da parte di chi aveva il compito di occuparsene. Su questa situazione il Sindaco ha avviato un’indagine interna sulle relative responsabilità.
Nel frattempo, abbiamo avuto rassicurazioni dalla Regione Siciliana riguardo ad un finanziamento di circa 200.000€ per completare le opere di ristrutturazione degli impianti necessarie a rendere il Castello fruibile secondo le norme vigenti, tanto che già a febbraio 2021 l’Ufficio Tecnico del Comune elaborava un progetto per i lavori di manutenzione.
Dallo scorso agosto 2021, il Castello è di nuovo stato oggetto della necessaria attenzione degli uffici.
Successivamente ai vari sopralluoghi effettuati anche con Soprintendenze e Parco Archeologico, si è addivenuti alla necessità di non poter più aspettare i finanziamenti promessi e mai arrivati dalla Regione, quindi, il Comune ha trovato i fondi per procedere alla manutenzione necessaria dirottandoli da altre necessità. Senza però sgomberare le sale dai reperti, non si potrà procedere, da qui l’esigenza di procedere ad un trasferimento in breve tempo e in sicurezza, palesata da parte del Sindaco Campo agli enti preposti.
È bene sottolineare, perché abbiamo letto asserzioni del tutto campate in aria a questo proposito, che il Comune non poteva e non può spostare i reperti di sua iniziativa. Possono farlo solo gli enti preposti alla gestione, quindi il Parco Archeologico o le Soprintendenze.
Per quanto riguarda le richieste di chiarimento in merito ai lavori che si faranno e le condizioni del Castello avanzate dalla D.ssa Valeria Silvia e dalla Signora Tiziana Ciriminna, sulle testate locali, è bene specificare alcuni passaggi che evidentemente sono sfuggiti, pur essendo pubblici e pubblicati con Delibera di Giunta n. 246 del 29/12/2021 sull’Albo Pretorio del sito del Comune.
I lavori di messa in sicurezza del Castello non riguardano la messa in sicurezza dei reperti, ma riguardano lavori di manutenzione e messa in sicurezza delle aree in cui devono accedere i visitatori del Castello, così come da normativa in vigore.
I reperti sono chiamati in causa solo in funzione del fatto che devono essere spostati per consentire la serie di lavori di manutenzione assolutamente necessari periodicamente per una struttura che risente pesantemente della vicinanza del mare e delle condizioni ambientali isolane.
È necessario: ripristinare gli intonaci interni di vari ambienti, l’illuminazione di emergenza, la videosorveglianza degli accessi principali, il tavolato ligneo del ballatoio dell’ingresso principale che mostra cedimenti e rotture in varie parti, è necessaria una manutenzione generale degli infissi a volte pesantemente corrosi dalla salsedine, e altri lavori di genere tecnico-impiantistico, come dettagliatamente descritto nella delibera succitata.
Questo risponde anche a quanti hanno impropriamente criticato anche la scelta di un ingegnere dell’Ufficio tecnico per la stesura del progetto, invece di un architetto; un ingegnere esperto in impianti è stata la scelta migliore.
Infine, è bene sottolineare che non bisogna confondere la competenza e la gestione dei reperti archeologici con quella del Castello.
Il Castello non riguarda la competenza del Parco Archeologico, ma del Comune di Pantelleria a seguito di concessione e non può essere visto e concepito solo come deposito o museo di reperti archeologici.
Come ben sanno le associazioni e i professionisti che in questi anni hanno lavorato al suo restauro e recupero, con i quali cerchiamo di dialogare e confrontarci, il Castello è grande e offre tante potenzialità non solo per fare qualche conferenza o evento estivo, ma per diventare la vetrina della storia, delle tradizioni, della cultura e della memoria pantesca e così questa amministrazione intende renderlo fruibile alla comunità ed ai turisti.
È preoccupazione prioritaria del Sindaco, dell’Assessore Marrucci, ma anche di tutta la giunta che questo prezioso cuore dell’isola torni ad essere fruibile e diventi il biglietto da visita di Pantelleria. I lavori del Waterfront, altro successo di questa amministrazione, renderanno ancora più splendente, visibile ed autorevole questo monumento con, tra l’altro, l’abbattimento della palazzina verde.
Per questo stiamo operando, nel rispetto delle competenze terze dei reperti che nel monumento ospitiamo e nell’auspicio di poter finalmente avere contezza di quello che è l’effettivo patrimonio archeologico pantesco che negli anni è caduto progressivamente nel dimenticatoio. Già il fatto che la maggior parte dei panteschi pensava di avere un Museo nel Castello ed invece si trattava solo di reperti lasciati lì da due esposizioni fatte anni fa, ci dice molto sull’importanza che la tutela di questo patrimonio abbia ricoperto nei decenni scorsi.
Oggi, per la prima volta abbiamo chiesto che il Comune, seppur non abbia la gestione di questo patrimonio archeologico, sia a conoscenza dell’entità dello stesso e della sua collocazione, a partire dai primi scavi fatti sull’isola fino a quelli svolti ancora dalle università ogni estate. Questa conoscenza non è un capriccio o un dispetto, ma il rispetto di una comunità che vuole e deve sapere dove va a finire il suo patrimonio. In questo si sposano pienamente le richieste fatte dalle associazioni locali, che con l’Assessore Marrucci hanno un confronto continuo, e quelle fatte dall’Amministrazione Comunale.
Non si tratta quindi di indebita ingerenza, come qualcuno avvezzo a politicizzare ogni cosa, vorrebbe far intendere. Si tratta di essere vigili e edotti su un patrimonio che comunque resta proprietà dell’isola e dei panteschi, che hanno tutto il diritto di sapere come viene gestito.
Continueremo ad aggiornare i cittadini sul trasferimento dei reperti e sui lavori al Castello e apprezziamo e li ringraziamo per le domande che ci vengono poste in merito alle quali, compatibilmente con gli impegni di riservatezza impostici dalla norma, riteniamo sia importante rispondere, onde chiarire la situazione e non dare adito a ‘leggende metropolitane’ spesso strumentali e che non fanno bene a quella che dovrebbe essere una causa comune dell’isola
Ambiente
Waterfront, il Sindaco “Pantelleria sta vivendo una delle più importanti trasformazioni urbanistiche della sua storia recente”
Il Sindaco Fabrizio D’Ancona scrive alla cittadinanza sulle tappe del Waterfront: “Oggi quel cambiamento è iniziato e ogni cambiamento comporta sacrifici.”
Cari Concittadini,
ritengo doveroso rivolgermi a tutti voi per condividere alcune riflessioni su una situazione che sta inevitabilmente incidendo sulla vita quotidiana della nostra comunità e che, negli ultimi mesi, ha alimentato discussioni, preoccupazioni e, talvolta, ricostruzioni non sempre fondate sui fatti. Pantelleria sta vivendo una delle più importanti trasformazioni urbanistiche della sua storia recente. Il progetto del waterfront, oggi finalmente in fase di realizzazione, non nasce oggi.
Il progetto del 2007
È un progetto concepito nel lontano 2007, pensato per ridisegnare il volto del nostro centro urbano, riqualificando l’intero fronte mare, dalla radice del Molo Wojtyla fino a Via Don Alonzo Errera, insieme alle piazze Cavour e Castello. Un’opera immaginata per consegnare alle future generazioni una Pantelleria più moderna, più accogliente, più funzionale e più competitiva rispetto alle principali destinazioni turistiche del Mediterraneo.
Dopo una lunga e complessa gestazione, i lavori sono iniziati soltanto pochi mesi fa e proseguono pur se tra tante difficoltà. La previsione iniziale parlava di circa tre anni di attività, oggi invece, nostro malgrado, la conclusione è fissata al 31 dicembre 2026, obbligandoci a un percorso lavorativo fortemente “severo”.
Comprendo perfettamente il disagio che questa situazione sta creando e sarebbe inutile negare l’evidenza: la viabilità è più complessa, gli spazi di sosta si sono ridotti, le attività economiche devono confrontarsi con nuove difficoltà organizzative e molti cittadini vedono cambiare improvvisamente abitudini consolidate da decenni. A tutto questo si aggiunge la contemporanea presenza di altre importanti opere pubbliche, anch’esse soggette a cronoprogrammi e scadenze non determinate localmente, che contribuiscono ad aumentare la pressione sul territorio. È giusto che si discuta delle criticità, è giusto che si evidenzino le difficoltà, è giusto che i cittadini chiedano risposte. Ma è altrettanto giusto ricordare alcuni fatti.
Soluzioni ai disagi
Il progetto del waterfront prevedeva già allora la necessità di compensare la sicura perdita degli stalli di sosta attraverso la realizzazione di aree dedicate a parcheggio in Via Concezione, Via Napoli e Via Cavallotti. Purtroppo, nell’ultimo decennio e oltre, non è stato fatto nulla per trasformare quelle previsioni in opere concrete. Oggi ne vediamo le conseguenze e sarebbe poco serio affermare che sia possibile recuperare in pochi mesi ciò che non è stato realizzato nell’arco di anni.
Per questo, sento il dovere di essere sincero con tutti voi: non vedo, nell’immediato, una soluzione capace di eliminare completamente i disagi che stiamo vivendo.
Le ipotesi che vengono avanzate nel dibattito pubblico meritano tutte attenzione, ma molte di esse presuppongono infrastrutture, aree riqualificate, risorse umane, strumenti di controllo e organizzazioni che oggi non sono ancora disponibili. Anche proposte apparentemente semplici, come l’attivazione di sistemi navetta o l’istituzione di una zona a traffico limitato (ZTL), richiedono condizioni preliminari che il territorio non possiede ancora pienamente.
Ciò non significa che queste non possano rappresentare una prospettiva futura, significa semplicemente che oggi dobbiamo confrontarci con la realtà e lavorare con gli strumenti che abbiamo.
Per anni abbiamo immaginato una Pantelleria diversa, più ordinata, più vivibile, più moderna.
Oggi quel cambiamento è iniziato e ogni cambiamento comporta sacrifici. Forse non sarà più possibile fermare l’automobile davanti all’ingresso delle attività commerciali; forse sarà necessario percorrere qualche decina di metri a piedi per raggiungere un negozio, un ufficio, un servizio. Sono piccoli cambiamenti che possono apparire scomodi ma che fanno parte di una visione urbana diversa da quella alla quale siamo stati abituati sino a oggi.
Dobbiamo, inoltre, essere consapevoli che ciò che sta accadendo a Pantelleria non rappresenta un caso isolato: in tutta Italia i Comuni stanno affrontando contemporaneamente cantieri, opere finanziate dal PNRR e programmi di investimento straordinari.
Le scadenze
Le scadenze sono spesso rigide, le procedure burocratiche complesse e i tempi di realizzazione inevitabilmente condizionati da fattori che vanno ben oltre le decisioni delle singole amministrazioni.
Nel nostro caso esiste poi un elemento ulteriore che non possiamo ignorare: siamo un’isola.
Chi vive Pantelleria sa bene che ogni intervento, ogni fornitura, ogni lavorazione e ogni imprevisto richiedono tempi più lunghi rispetto alla terraferma. È una condizione che amplifica ogni difficoltà e che deve essere sempre tenuta presente quando si valutano opere di questa portata.
Per queste ragioni chiedo a tutte le forze politiche isolane di contribuire con spirito costruttivo, visione e senso di responsabilità a questo importante processo di crescita territoriale.
Le differenze di sensibilità e di opinione appartengono naturalmente al confronto democratico e rappresentano una ricchezza. Tuttavia, davanti a sfide che riguardano il futuro di Pantelleria, credo che tutti siamo chiamati a fare uno sforzo ulteriore, mettendo al centro l’interesse generale della comunità.
Serve la collaborazione di tutti: delle istituzioni, delle forze politiche, delle attività economiche, delle associazioni e dei cittadini.
Solo attraverso una visione condivisa e un impegno comune potremo superare le difficoltà del presente e costruire una Pantelleria più moderna, più funzionale e più accogliente. Sono certo che questo contributo di responsabilità, collaborazione e lungimiranza non mancherà. Con gratitudine per la comprensione e il contributo che ciascuno di voi saprà offrire.
Pantelleria, lì 16 giugno 2026
Il Sindaco Fabrizio D’Ancona
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Cronaca
Pantelleria – Chiusura benzinaio Dal Zotto, Ing. Gambino “non si è trattato di sequestro arbitrario”
Il responsabile del Settore per il Comune di Pantelleria puntualizza alcuni elementi sulla vicenda della Ditta Dal Zotto
In relazione agli articoli apparsi sulla stampa locale e alle dichiarazioni rilasciate dall’Avvocato Giuseppe Ribaudo, legale della società Dal Zotto S.a.s., il Comune di Pantelleria, nella persona del Responsabile del Settore II Dott. Ing. Salvatore Gambino, ritiene doveroso fornire alcuni chiarimenti al fine di ristabilire la corretta sequenza dei fatti e smentire categoricamente le affermazioni tendenziose e gravemente diffamatorie che sono state riportate.
L’azione amministrativa posta in essere dal Comune di Pantelleria in data 9 giugno 2026, con l’immissione in possesso dell’area e l’apposizione dei sigilli all’impianto di distribuzione carburante della Dal Zotto, è stata condotta nel pieno rispetto della normativa vigente e sulla base di precisi atti amministrativi e provvedimenti legittimamente adottati.
Contrariamente a quanto affermato dall’Avvocato Ribaudo, che ha parlato di “grave reato” e di “comportamento arrogante”, si precisa quanto segue:
- Il Comune ha agito in forza di provvedimenti amministrativi formalmente adottati, tra cui: Verbale di consegna n. 1 del 9-1-2025, con il quale il Dipartimento Regionale dell’Ambiente – Struttura Territoriale dell’Ambiente di Trapani – U.O.B. 1 Demanio, ha consegnato, ai soli fini demaniali marittimi, ai sensi dell’art. 34 C.N. e 36 del Reg. C.N., al Dott. Ing. Salvatore Gambino in qualità di Responsabile del Settore II del Comune di Pantelleria e di Responsabile Unico del Procedimento (RUP) dei lavori, una superficie demaniale marittima dell’estensione di mq. 22.250,00 circa, per la durata di 2 (due) anni, ai fini della realizzazione degli interventi di riorganizzazione e riqualificazione degli spazi pubblici del lungomare di Pantelleria; 1.1 La comunicazione di scadenza del termine di proroga della C.D.M. n. 452/2012 (prot. n. 36928 del 19 maggio 2026); 1.2 L’avviso di immissione in possesso prot. n. 13444 dell’1 giugno 2026; 1.3 Il provvedimento di immissione in possesso del 9 giugno 2026, adottato dal Responsabile del Settore II – Area Tecnica.
- Le operazioni sono state condotte secondo le procedure previste dalla legge, con la partecipazione di tutte le autorità competenti: Polizia Municipale di Pantelleria; Guardia di Finanza – Brigata di Pantelleria; Agenzia delle Dogane e Monopoli (ADM); Tecnici comunali.
- Il TAR stesso ha riconosciuto la legittimità dell’azione amministrativa, limitandosi a disporre una sospensione parziale e temporanea dell’immissione in possesso, limitatamente alla vendita delle scorte di carburante già presenti nell’impianto, con espresso divieto di nuovi rifornimenti.
Le dichiarazioni rilasciate dall’Avvocato Ribaudo appaiono quantomeno strumentali e non rispondenti al vero. In particolare:
- Non si è trattato di “sequestro” arbitrario, ma di un’immissione in possesso disposta a seguito di regolari provvedimenti amministrativi, adottati all’esito di un iter che ha coinvolto molteplici soggetti istituzionali e che ha tenuto conto delle complesse vicende relative alla concessione demaniale dell’area.
- L’affermazione secondo cui il Comune avrebbe agito senza provvedimenti amministrativi è falsa e gravemente diffamatoria nei confronti dei funzionari comunali che hanno operato con professionalità e nel rispetto delle norme.
- La minaccia di un “risarcimento danni rilevante” e di un intervento della Corte dei Conti appare pretestuosa e mira esclusivamente a creare allarmismo, quando il decreto del Presidente del TAR ha invece confermato la bontà dell’operato comunale, disponendo solo una sospensione parziale in attesa della Camera di Consiglio del 7 luglio 2026.
- L’accusa di “strapotere” e “arroganza” è infondata e offensiva nei confronti di tecnici e funzionari che quotidianamente svolgono il proprio servizio con dedizione e nel rispetto della legge.
Sulla corretta esecuzione del decreto del TAR, come risulta dal verbale di ottemperanza redatto in data 15 giugno 2026, il Comune ha immediatamente e correttamente eseguito il decreto del Presidente del TAR:
- Sono stati rimossi i sigilli dai serbatoi, limitatamente alla possibilità di vendita delle scorte esistenti;
- Sono state riaperte le colonnine di erogazione per il carburante già presente;
- Sono stati riconsegnati i beni strumentali necessari alla vendita (computer, stampante, ecc.);
- È stato imposto il divieto assoluto di nuovi rifornimenti, come disposto dal TAR.
La contestazione mossa dalla Dal Zotto in merito alla “restituzione parziale” dei beni è infondata: il decreto del TAR dispone espressamente il ripristino solo per quanto strettamente funzionale alla vendita del carburante esistente, non certo per l’intera attività commerciale, che rimane sospesa come da provvedimenti comunali non sospesi dal giudice.
Il Comune di Pantelleria ribadisce la piena legittimità dell’operato dei propri funzionari e tecnici, che hanno agito con assoluta correttezza e nel rispetto della legge, nell’interesse della comunità e nella consapevolezza che le scelte amministrative, anche quelle più complesse, devono essere assunte nel rispetto delle norme e delle procedure.
Le dichiarazioni rilasciate dall’Avvocato Ribaudo, che definiamo gravemente diffamatorie, saranno valutate nelle opportune sedi per la tutela dell’immagine e della professionalità dei funzionari comunali ingiustamente attaccati. Si ricorda infine che la Camera di Consiglio del TAR di Palermo, fissata per il prossimo 7 luglio, sarà la sede opportuna per un approfondimento collegiale delle questioni sollevate, alla quale il Comune di Pantelleria parteciperà con serenità, forte della correttezza e della legittimità del proprio operato.
Infine, tengo ad evidenziare con grande amarezza e delusione, che in una società moderna e civile, l’interesse pubblico deve necessariamente prevalere sugli interessi privati, soprattutto quando si tratta della realizzazione di opere fondamentali per lo sviluppo e la vivibilità del territorio.
Il progetto “Water Front” di Pantelleria rappresenta una delle più importanti e attese opere pubbliche per la nostra isola, destinata a ridisegnare il volto del lungomare e a offrire nuovi spazi alla collettività. Eppure, invece di comprendere l’importanza strategica di quest’opera per l’intera comunità pantesca, si assiste a un atteggiamento dilatorio e pretestuoso da parte di chi antepone i propri interessi economici a quelli della collettività, contribuendo a ritardare un’opera che porterebbe beneficio a tutti i cittadini. Comportamenti che, se da un lato cercano di strumentalizzare l’opinione pubblica, dall’altro rischiano di far passare in secondo piano il reale interesse generale.
Mi chiedo, pertanto, come mai una parte della cittadinanza sembri “tifare” per gli interessi economici del singolo, quasi dimenticando che le opere pubbliche non si realizzano per favorire qualcuno, ma per migliorare la qualità della vita di tutti.
Il Comune di Pantelleria continuerà a operare con determinazione per portare avanti progetti che guardano al futuro dell’isola e al bene comune, senza farsi intimidire da chi cerca di ostacolare il progresso della comunità con strumentali quanto infondate polemiche.
Il Responsabile del Settore II – Area Tecnica
Dott. Ing. Salvatore Gambino
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Ambiente
Pantelleria, disinfestazione con intervento anche per le blatte
Nei giorni mercoledì 17 e giovedì 18 giugno, verranno effettuati interventi di derattizzazione (ore diurne) e disinfestazione (nelle ore notturne dalle 00.00 alle 5.30), in tutto il territorio isolano.
Inoltre, venerdì 19 giugno, sarà eseguito un intervento di deblatizzazione, in alcuni pozzetti fognari del centro urbano (nelle ore notturne dalle 01.00 alle ore 5.30).
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