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Cultura

Pantelleria all’etร  del bronzo. Viaggio nel tempo con prof. Cattani

Redazione

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Ieri, al Parco Archeologico di Mursia si รจ svolto lโ€™evento: “La fusione del bronzo a Pantelleria 3500 anni fa: dal rinvenimento archeologico alla ricostruzione della catena operativa.” Durante questa giornata, i partecipanti hanno avuto l’opportunitร  di visitare il villaggio dell’etร  del Bronzo di Mursia e assistere a una dimostrazione delle tecniche di fusione del metallo.
L’attivitร  ha permesso di esplorare le tecniche di fusione del bronzo, grazie alle quali sono state realizzate repliche di oggetti rinvenuti negli scavi del villaggio dell’etร  del Bronzo di Mursia. Un vero e proprio tuffo nel passato, per comprendere come vivevano e lavoravano i nostri antenati.
L’evento รจ stato organizzato dall’Universitร  di Bologna, con il sostegno del Comune di Pantelleria e del Rotary Club Pantelleria. Le dimostrazioni sono state arricchite dalla professionalitร  del gruppo “Tre Spade”, che ha saputo ricreare fedelmente le antiche tecniche di lavorazione del metallo.

foto di Clara Garsia 2024
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Cultura

Lโ€™olio di Pantelleria protagonista a Olio Officina Festival 2026

Redazione

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Una preziosa occasione di promozione di un prodotto di nicchia nel mercato oltre confine Lโ€™Ente Parco Nazionale Isola di Pantelleria e una rappresentanza di piccoli produttori locali hanno partecipato alla 15ยช edizione di Olio Officina Festival, svoltasi a Rho dal 22 al 24 gennaio 2026, manifestazione di riferimento per il settore dellโ€™olio di qualitร . Pur trattandosi di un evento di dimensioni contenute, il Festival si รจ confermato come una fiera di nicchia, caratterizzata da una presenza qualificata di operatori, esperti e buyer particolarmente interessati.

Un contesto coerente con la produzione olivicola pantesca, contenuta ma di alta qualitร , che ha potuto confrontarsi con realtร  consolidate del settore e avviare contatti con distributori di olio italiano allโ€™estero, tra cui Spagna e Germania. Le aziende partecipanti hanno inoltre potuto offrire โ€œcampioniโ€ del loro olio per sessioni di scambio e degustazione, accompagnate da schede di valutazione sensoriale che verranno restituite a breve ai produttori. Lโ€™olivocoltura pantesca e i suoi eroici produttori hanno suscitato molto interesse durante questa edizione, la prima alla quale hanno aderito, e sono stati al centro del terzo e ultimo giorno di fiera con una conferenza, moderata dallโ€™organizzatore Luigi Caricato, dedicata allโ€™importanza ambientale e culturale degli olivi striscianti, elemento identitario del paesaggio rurale storico dellโ€™isola.

Un sistema unico, fondato su soluzioni tecniche originali in cui la pietra assume un ruolo centrale: dai dammusi ai giardini panteschi, fino ai terrazzamenti, a beneficio dellโ€™uomo, delle colture e della biodiversitร . In questo contesto, lโ€™olivo, insieme alla vite e ad altre colture tradizionali, rappresenta un elemento fondamentale. La conferenza รจ stata introdotta da Italo Cucci, Commissario straordinario dellโ€™Ente Parco, e da Carmine Vitale, Direttore f.f.
Al loro fianco Fabio Capello, in qualitร  di olivicoltore, e i produttori Pablo Dโ€™Aietti (dellโ€™azienda agricola Emanuela Bonomo), Stefania De Carlis (Marthingana), Giuseppe Maccotta (I Giadini di Tanit).

Lโ€™olivicoltura a Pantelleria, storicamente orientata alla sussistenza e allโ€™integrazione del reddito aziendale, con una produzione prevalentemente destinata al mercato interno e al turismo, sta crescendo di anno in anno. Attualmente la superficie olivicola dellโ€™isola รจ pari a circa 250 ettari, di cui 75 di oliveto puro e 175 di oliveto frammisto ad altre colture, con una produzione annua che puรฒ raggiungere i 10 mila quintali nelle annate piรน favorevoli. La partecipazione a Olio Officina Festival ha rappresentato unโ€™importante occasione di confronto, promozione e valorizzazione dellโ€™olio pantesco, confermando lโ€™interesse del mercato specializzato verso produzioni fortemente identitarie e legate al territorio.

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Cultura

Il biopic su Giorgio Armani diretto da Bobby Moresco e prodotto da Andrea Iervolino

Redazione

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Biopic su Giorgio Armani un investimento di circa 135 milioni di dollari e fa parte delle produzioni internazionali del gruppo per il biennio 2026โ€“2027

Los Angelesย 26 gennaio 2026ย โ€“ TAIC Funding annuncia che il biopic dedicato a Giorgio Armani sarร ย diretto dal regista premio Oscar Bobby Moresco,ย che in precedenza ha direttoย โ€œLamborghiniโ€ย (2022)ย eย โ€œMaseratiโ€ย (in uscita nel 2026),ย anchโ€™essiย prodotti da Andrea Iervolino.ย 

Lโ€™annuncio รจ statoย fatto a seguito dellaย decisione assunta dal consiglio di amministrazione di TAIC Funding che, nel corso della riunione tenutasi venerdรฌ 23 gennaio 2026,ย ha deliberato cheย il film non sarร  girato in Italia e verrร  invece interamente prodotto in Ungheria.ย 
La decisione relativa alย luogoย delle riprese รจ seguita allโ€™analisi approfondita del piano di investimento eย adย un ampio confronto con il pool di banche e fondi statunitensi che supportano TAIC Funding, alla luce dellโ€™attuale contesto produttivo e amministrativo italiano.ย 
Questaย sceltaย arriva a pochi giorni dalla delibera del consiglio di amministrazione di trasferire allโ€™estero anche la produzione diย โ€œBugatti โ€“ The Geniusโ€, un progetto con un investimento superiore ai 200 milioni di dollari.ย ย 

Commentando la decisione,ย Andrea Iervolino ha dichiarato:ย 
โ€œSono profondamente legato allโ€™Italia e allโ€™identitร  italiana. Pur essendo italo-canadese, resto un italiano orgoglioso. Continuerรฒ a sviluppare progetti dedicati alle grandi icone del nostro Paese, guidato da un profondo amore per lโ€™Italia. Anche se, in questo momento, questi film non saranno girati in Italia, continuerรฒ a raccontarne le storie al mondo producendo allโ€™estero. Dispiace constatare che, nellโ€™arco di sole due settimane, lโ€™Italia abbia perso circa 335 milioni di dollari di investimenti cinematografici.ย Il paradosso che emerge da questa situazione รจ evidente: film che celebrano lโ€™eccellenza, la cultura e lโ€™identitร  italiana vengono realizzati fuori dallโ€™Italia non per mancanza di visione o di spirito italiano, ma a causa di una crescenteย perdita di fiducia nel quadro istituzionale e amministrativo.โ€

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Cultura

Il nome di San Paolo nella storia di Solarino (1827)

Laura Liistro

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La devozione a San Paolo Apostolo costituisce un elemento centrale della storia religiosa di Solarino, riscontrabile non solo nelle pratiche cultuali, ma anche nelle scelte onomastiche documentate dalle fonti anagrafiche.
Lโ€™analisi dei registri civili consente di cogliere il valore simbolico e identitario attribuito al nome del santo patrono nel contesto della comunitร  locale.

Fede, tradizione e testimonianze dellโ€™anagrafe storica

Nella storia religiosa e sociale di Solarino, la notte compresa tra il 24 e il 25 gennaio assume una rilevanza che si colloca allโ€™intersezione tra devozione cristiana e tradizione popolare. Le fonti orali e le consuetudini locali riconoscono in questo arco temporale un valore simbolico particolare, associato alla nascita dei cosiddetti ciarauli, figure che la cultura popolare ha tradizionalmente investito di una speciale sensibilitร  spirituale.
Tale rappresentazione, pur non appartenendo alla dottrina ufficiale della Chiesa, costituisce un elemento significativo dellโ€™identitร  collettiva del territorio.
Nel piรน ampio contesto della tradizione cristiana, lโ€™attribuzione del nome al neonato riveste un ruolo centrale nella costruzione dellโ€™identitร  personale e religiosa.
La prassi di intitolare il bambino al santo del giorno o al patrono locale rispondeva a una concezione teologica e pastorale secondo cui il nome costituiva un atto di affidamento, volto a porre la vita del neonato sotto la protezione di un intercessore celeste e a proporre un modello esistenziale fondato sullโ€™esempio agiografico.
A Solarino, tale pratica ha trovato una delle sue espressioni piรน rilevanti nella diffusione del nome Paolo, in relazione al culto del santo patrono, San Paolo Apostolo.
Un riscontro documentario di tale consuetudine รจ rintracciabile negli atti dello Stato Civile.
In data 1827, davanti a Sebastiano Riggio, Eletto di Polizia e Ufficiale dello Stato Civile, viene registrata la nascita di un bambino in una casa sita in via Cartuzza, priva di numerazione civica.
Il dichiarante, Bartolo Tarascio, contadino di anni ventinove, insieme alla moglie Grazia Mallia, di anni trenta, riferisce la nascita di un figlio maschio al quale viene imposto il nome Paolo.
Lโ€™atto, oltre alla sua funzione giuridico-amministrativa, offre una testimonianza significativa della persistenza della devozione paolina nella scelta onomastica familiare.

Lโ€™esame sistematico dellโ€™anagrafe storica evidenzia tuttavia come tale pratica non abbia mai assunto carattere normativo o vincolante.
I registri dimostrano che, nel corso degli anni, non tutti i nati tra il 24 e il 25 gennaio ricevettero il nome Paolo.
La presenza di una pluralitร  di intitolazioni attesta lโ€™esistenza di scelte differenziate, riconducibili a diverse devozioni, tradizioni familiari o contingenze personali.
Ciรฒ consente di interpretare la tradizione non come un obbligo sociale, bensรฌ come una possibilitร  culturalmente riconosciuta.
Proprio questa assenza di automatismo rafforza il valore simbolico delle scelte compiute.
Lโ€™imposizione del nome Paolo appare, nei casi documentati, come il risultato di una decisione consapevole, maturata in ambito familiare e spesso connessa a dinamiche di memoria, continuitร  generazionale o pratiche devozionali specifiche.
Il nome si configura pertanto come uno strumento di trasmissione culturale e religiosa, capace di collegare la dimensione privata della famiglia con quella pubblica e comunitaria.

In epoca piรน recente, la scelta del nome continua a costituire un atto denso di significato simbolico.
Essa implica lโ€™assunzione di unโ€™ereditร  storica e spirituale che contribuisce alla definizione dellโ€™identitร  individuale fin dal momento della registrazione anagrafica. In tal senso, il nome non si limita a identificare il soggetto, ma lo inserisce allโ€™interno di una narrazione collettiva piรน ampia, radicata nella storia religiosa della comunitร .
La notte tra il 24 e il 25 gennaio, infine, continua a essere interpretabile come uno spazio simbolico di memoria, la cui rilevanza รจ oggi ricostruibile attraverso lโ€™analisi congiunta delle fonti archivistiche e della tradizione orale.
In questa stratificazione di documenti, pratiche e rappresentazioni si colloca la devozione solarinese a San Paolo, quale elemento strutturante del patrimonio storico, religioso e culturale locale.
La tradizione onomastica legata a San Paolo testimonia come la devozione, pur profondamente radicata nella cultura popolare di Solarino, abbia saputo adattarsi ai mutamenti sociali.
Oggi, come in passato, il nome continua a rappresentare un legame tra fede, memoria comunitaria e identitร  individuale, riflettendo la persistenza di valori condivisi attraverso le generazioni.

 

Laura Liistro

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