Segui i nostri social

Cultura

Palermo – Messina, Il Cineclub dei Piccoli: è “Hanukkah – La festa delle luci” il Miglior Corto

Matteo Ferrandes

Pubblicato

-

Tutti i vincitori della terza edizione che si è svolta a Palermo e Messina.

27 novembre – E’ la pellicola “Hanukkah – La festa delle luci” ad aggiudicarsi la terza edizione del Festival nazionale di cortometraggi Il Cineclub dei Piccoli che si è svolta in contemporanea a Palermo e Messina.

Il lavoro del regista palermitano Maurizio Forestieri, con le voci di Luisa Ranieri e Francesco Pannofino (Produzione Rai Ragazzi e Graphilm Entertainment), è stato premiato dalla giuria popolare composta dai piccoli spettatori che, nel corso di questa intensa settimana del Festival, sono stati impegnati anche in laboratori didattici e workshop dedicati al mondo del cinema.

Hanukkah – La festa delle luci è una storia di amicizia, coraggio e condivisione, piena di poesia e di spunti di riflessione, rivolta ai ragazzi e alle loro famiglie. Nella Roma del dopoguerra, tra la comunità ebraica che vuole ricominciare a vivere liberamente dopo anni di persecuzioni razziste, una giovane pasticcera di nome Anna lotta per salvare la bottega di famiglia dalle grinfie di Antioco, un uomo meschino e spietato. In un’epoca in cui manca il necessario, alla vigilia della festa di Hanukkah, l’amicizia e la solidarietà faranno la differenza.

Il Premio Speciale della Giuria per il secondo classificato è andato invece a “Vulcano” realizzato da Serena Miraglia, Margherita Abruzzi, Giada Rizzi e Lara Zizzi: viene narrata la storia del giovane Efesto che vuole riscattarsi agli occhi della madre e per farlo ha bisogno dell’aiuto di Ermes, il quale, però, non sembra prendere sul serio il suo ruolo di messaggero degli dei. Piuttosto, è più interessato ai marchingegni costruiti dal fabbro dell’Olimpo.

Infine, l’unico riconoscimento proveniente da una giuria di adulti, il Premio FICC per la Miglior Regia, è andato a “Superfunny Button”, di Elena Panetta e Valerio Sorcinelli, con la seguente motivazione: “La sua ironia unita ad un gradevole connubio tra immagini e musica divertono e fanno riflettere i bambini di tutte le età”.

In questo lavoro, una ragazzina è chiusa in casa, nella sua piccola bolla confortevole, mentre la grande finestra alle sue spalle mostra una violenta invasione aliena che devasta il pianeta. Ma nulla turba la protagonista, distesa sul divano mentre annoiata scrolla il feed dei social network: gattini, gattini, altri video di gattini e ancora gattini. Finché, alzatasi per andare a cercare qualcosa in frigo, nota un bottone che la trasporta in un mondo magico fatto tutto beh, di gattini. Qui si dà alla pazza gioia, fino a sfogare in maniera grottesca anche una certa natura selvaggia.

Francesco Torre, fondatore e direttore artistico del Festival, fa un bilancio di questa terza edizione: «E’ stata una festa. Abbiamo letteralmente fatto la spola tra Palermo e Messina ma l’entusiasmo di bambini e insegnanti, nel primo anno scolastico senza mascherine e restrizioni, è stato sorprendente e contagioso e ci ha sostenuto sempre. La formula di festival diffuso ha funzionato e abbiamo anche consolidato una squadra di lavoro davvero appassionata, sempre fedele ai nostri valori identitari, peraltro qui sublimati dall’arte di Michel Ocelot, ideale mentore e stella polare di questa edizione: promozione di percorsi personali di libera creatività e valorizzazione delle pluralità e delle diversità”.

La manifestazione, organizzata dall’Associazione culturale siciliana Arknoah con il sostegno della FICC – Federazione Italiana dei Circoli del Cinema e dell’Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Siciliana, quest’anno ha visto la collaborazione della Direzione didattica Aristide Gabelli di Palermo e dell’Istituto Comprensivo n. 7 Enzo Drago di Messina.

Nelle foto un momento del workshop e i corti vincitori

Sociale

Calatafimi, al II Concorso “Metti in corto” il film “Rotte” di Daniele Cannata

Redazione

Pubblicato

il

Concorso nazionale di cortometraggi “Menti in Corto”

Il modicano Daniele Cannata partecipa con il video “Rotte”

 

Il territorio ibleo partecipa al concorso nazionale di cortometraggi “Menti in Corto” rivolto ad utenti e operatori della salute mentale e promosso dalla Comunità Terapeutica Assistita “Sentiero per la vita” di Calatafimi-Segesta (TP). Sono trentacinque i corti realizzati da oltre quaranta strutture di salute mentale d’Italia che partecipano a questa seconda edizione che intende celebrare anche i cento anni dalla nascita di Francesco Basaglia.

I corti provengono da strutture che si trovano in sette regioni italiane (Sicilia, Marche, Emilia-Romagna, Puglia, Toscana, Molise e Lombardia) con la Sicilia che fa da apripista grazie alle iscrizioni pervenute da strutture che operano a Ragusa, Caltanissetta, Palermo, Catania, Agrigento, Trapani e Messina.

I video saranno valutati da una Giuria tecnica e da una Giuria popolare. Alla Giuria tecnica (composta da operatori della salute mentale e del mondo del cinema) e alla Giuria popolare si aggiunge anche una Giuria mediatica che andrà a valutare i lavori attraverso i canali social del concorso, portando all’attenzione di un pubblico più ampio le opere in gara.

Ad essere coinvolti sono ospiti e operatori di CTA (Comunità Terapeutica Assistita), Comunità alloggio, associazioni, cooperative, strutture residenziali e semi-residenziali o gruppi appositamente costituiti e formati da almeno quattro persone coordinate da operatori della salute mentale.

Il modicano Daniele Cannata (educatore presso case di accoglienza che rientrano nel disciplinare del citato concorso) ha realizzato un cortometraggio (della durata di circa sei minuti) grazie alla sinergica collaborazione delle Comunità Terapeutiche Assistite e Comunità Alloggio “C.T.A. Villa San Giorgio, C.T.A. Villa Margherita, C.T.A. Cafeo, C.T.A. Osiris, C.A. Antares, C.A. Modica Giarratana” di Ragusa. L’opera sarà giudicata nel corso dei prossimi giorni. Il progetto mira a potenziare il senso di auto-efficacia e l’autostima nei partecipanti; potenziare il pensiero creativo e artistico; favorire modalità di comunicazione alternative attraverso l’espressione artistica.

 

Poesia, espressione filmica, primavera, squilibrio, saggezza, si fondono in una caleidoscopica dimensione in cui il “sentire” è un solco indelebile in cui affondano “ricordi bui e polverosi” rinchiusi in una valigia che viaggia sul filo delle emozioni in una realtà-finzione che, talora, si ribalta. Un itinerario scandito da frame squisitamente in bianco e nero – come solitamente si presentano i sogni – si sussegue con sagome, personaggi, volti, accompagnati da sfondi scolpiti da chiesastiche impaginazioni architettoniche o iconiche immagini di archeologia industriale. Il tutto è avvolto dal susseguirsi implacabile del tempo che guida la valigia dei ricordi come un portale per viaggiare nel tempo: quando lo si apre, il passato rivive e gli odori delle emozioni tornano alla vita da un trascorso che fino a ieri sembrava futuro. La pioggia bagna la “corazza” dei sogni. L’acqua del mare, che percorre la battigia col suo moto spumeggiante, purifica e rigenera mentre “ci si sdraia sulla schiena del mondo” e si sente la natura che chiama senza tener conto dell’esile linea di confine tra lucidità e sogno.

Tutto questo è “Rotte” cortometraggio realizzato dal modicano Daniele Cannata, educatore presso case di accoglienza per lavoro (ma anche attore per passione e disegnatore per accontentare il cuore). È solo l’ultimo di suoi tanti piccoli video – da tempo fortemente apprezzati anche attraverso i canali social – dedicati al disagio mentale ed interpretati dagli ospiti di alcune comunità iblee.

Il commento dell’autore Daniele Cannata

“È stato un piacere e un onore dirigerlo e seguire questi splendidi attori”, commenta Daniele Cannata.
Un percorso fatto di scambio reciproco dove si combatte insieme lo stigma della malattia mentale. Si cammina insieme, ci si racconta insieme, si vince insieme. Un’emozione che non è legata alla gara del concorso ma ad una sola parola: riabilitazione”.

Con la splendida voce fuori campo dello stesso Daniele Cannata, i versi che si ascoltano nel video sono di Alda Merini, in particolare quelli con cui la poetessa celebrò la sua nascita sono tratti dalla poesia “Sono nata il ventuno a primavera”, contenuta nella raccolta “Vuoto d’amore” (Einaudi, 1991). In questa lirica, Merini condensa in soli nove versi tutto il significato della propria esistenza.

Giuseppe Nativo

Leggi la notizia

Cultura

Pantelleria, “Cucurummà” di Lucia Boldi 1ª classificata al Premio Internazionale Navarro 2024

Direttore

Pubblicato

il

“Sicilia e sicilianità nella cultura letteraria internazionale” : questo il tema, anche se non vincolante, della XV edizione del Premio Navarro, indetto dal Lions Club Sambuca, dalla Fondazione Sicana, dal Centro Studi Andranon e dal team Sicilia My Love per celebrare i Navarro proprio nei luoghi in cui vissero la loro più intensa stagione creativa.
La premiazione si è tenuta il 24 maggio, in concomitanza con l’ottavo convegno di Studi Navarriani, nella sede della Banca Sicana a Sambuca di Sicilia.

“Sono felice che il mio Cucurummà salga sul podio di questo prestigioso Premio, -afferma l’autrice – e con lui saliranno tutti i personaggi del romanzo ispirati alla meravigliosa gente dell’isola. Pantelleria, con i suoi dammusi ammalianti, lo zibibbo profumato, l’immancabile vento e il mare così blu, poteva non affascinare la Giuria?
Il presidente del Premio, prof Enzo Randazzo, scrittore, poeta e studioso di letteratura, durante la telefonata in cui mi informava di essere finalista, ha confessato di aver subito la malìa dell’Isola quando tanti anni prima aveva coperto il ruolo di commissario esterno agli esami di stato proprio a Pantelleria.

Cucurummà è il mio romanzo d’esordio e il Premio Navarro è il mio primo premio letterario, l’emozione è stata grande e al momento della consegna sono rimasta senza parole, e anche senza fiato: ero stata informata di essere fra i finalisti, ma non immaginavo addirittura il primo premio, anche se ex aequo con uno scrittore di Catania, Gianfranco Sorge.

Dedicherò questo premio a Pantelleria, protagonista unica di Cucurummà”

Leggi la notizia

Cultura

In libreria – “Nassiriyah, dall’attentato alla ricerca della verità”, presentato libro del Gen. Carmelo Burgio, ex Comandante CC. di Trapani

Giovanni Di Micco

Pubblicato

il

Nassiriyah, l’attentato più sanguinoso subito dalla Forze Armate italiane, del Secondo Dopoguerra

 

Ieri pomeriggio, in Sala Consiliare del Comune di Aprilia, si è tenuta la presentazione del libro “Nassiriyah. Dall’attentato alla ricerca della verità”.

L’evento, organizzato dall’Associazione Forense Avvocati Aprilia, ha richiamato un pubblico che gremiva la Sala Luigi Meddi, curioso di conoscere gli eventi del terribile attentato nella città irachena, dalle parole del suo stesso autore, Gen. C.A./Ris. dei Carabinieri Carmelo Burgio, che negli anni 2000 aveva ricoperto il Comando Provinciale di Trapani.

Per l’occasione, il Presidente AFAA, l’Avvocato Anna Maria Giannantonio, coadiuvato dal C.C. Para’ Giuliano Ranchelli, ha invitato tutte le autorità militari e civili e Forze dell’Ordine di Aprilia e oltre, che hanno partecipato con vivo interesse alle interviste svolte dal Gen. B./Ris. Michele Gallo e dalla giornalista Marina Cozzo.

A fare gli onori di casa, il Sindaco di Aprilia, Lanfranco Principi.

 L’alto ufficiale in congedo, testimone di un pezzo di storia italiana e straniera terribile, si è prestato a rispondere alle interviste, arricchendo le narrazioni di dettagli militari e umani, inducendo ad una attenzione sempre più curiosa gli astanti.

“Il libro narra dell’attentato più sanguinoso subito dalle Forze Armate dal Secondo Dopoguerra.

E’ diviso in parti – spiega il militare siciliano – : nella prima si tratta la meccanica dell’attentato, delle sue cause; la seconda della ricostruzione di un reparto che aveva subito un danno enorme sia dal punto di vista materiale, che da quello psicologico; la terza parte è dedicata a spiegare la vicenda giudiziaria” che è conseguita e ha visto sotto processo e una sentenza di condanna del comandante allora in carica.

 

Si pensi che l’attentato nella città irachena fu realizzato con un camion cisterna che lanciato a tutta velocità esplose davanti all’ingresso della base militare Maestrale, sede della MSU (multinational specialised unit). Da esso 28 furono i morti, di cui 19 carabinieri italiani e 9 iracheni, con una esplosione così violenta da distruggere completamente la base Maestrale.

Il Gen, Burgio era presente, seppur non ancora al comando della base Maestrale. Una volta assunta la carica, ha vissuto la ripresa e ricostruzione di una essenziale vita in loco e raccolto informazioni, studiato atti, rivissuto con la propria memoria quanto aveva assistito e ascoltato, realizzando in questo lasso di tempo lungo 20anni, un diario, quasi personale, pregno di emozioni, che vanno cercate con delicatezza in ogni singola parola.

L’opera del Comandante Burgio è volta anche a non dimenticare i Caduti che sono tutti figli, mariti, fratelli, militari, carabinieri, italiani; è altresì volta a non rendere vano un sacrificio, rivolgendo sempre un pensiero attento a chi aspetta a casa.

Segui la notizia anche su http://www.sferamagazine.it/nutrimente-cultura/aprilia-nassiriyah-dallattentato-alla-ricerca-della-verita-presentato-libro-del-gen-carmelo-burgio-evento-dellafaa/

Leggi la notizia

Seguici su Facebook!

Cronaca

Cultura

Politica

Meteo

In tendenza