Cultura
L’epopea di Don Giovanni Salsedo e dell’assedio di Pantelleria
Nel Sedicesimo secolo dell’era cristiana, Pantelleria, come abbiamo già visto, era già feudo dei Requesens, ancora allora baroni.
Il castello, nella sua forma esistente dall’epoca della riconquista normanna, era il centro del potere locale, ed era presidiato dal castellano cavaliere don Giovanni Salsedo, anch’egli di nobile famiglia spagnola, proveniente da Baeza, della famiglia dei conti della città, gran capitano della locale milizia, e governatore baronale.
Fu in quell’epoca che avvenne uno dei fatti storici più straordinari e difficili e feroci per la nostra terra.
Una incursione barbaresca ( i mori, corsari turchi), aggredì il presidio, composto soprattutto da isolani, che si batte’ con tutte le sue forze contro l’invasore, capitanato dal grande ammiraglio Sinan.
Per giorni e notti si protrasse la battaglia, finché i bombardamenti dal mare non lesionarono il castello.
Tuttavia il divario delle forze in campo, la schiacciante superiorità delle armi e degli uomini, non consenti’ si panteschi di respingere l’assalto. In ogni modo i patti della resa consentirono di salvare il salvabile dal saccheggio. Tale sconfitta indusse l’imperatore Carlo V, a riparare le fortificazioni, mura, torri e castello e dotare di guarnigione lo stesso di fanti spagnoli, con famiglie che si fusero con la popolazione.
Ancora nel 1553 avvenne però un’altra incursione più terribile della precedente, ad opera dell’ orribile Dragut, allievo del terribile Barbarossa, il più grande corsaro di tutti i tempi.
Qui la sconfitta fu dolorosissima, stupri, centinaia di morti, ruberie, saccheggio e riduzione in schiavitù della metà della popolazione, venduta al mercato degli schiavi in Africa e in Asia Minore.
Erano i tempi in cui la lotta per il predominio sul Mediterraneo da parte dei turchi appariva più concentrata, con sbarchi continui sulle coste italiane,
Pantelleria era la punta avanzata della Cristianità verso l’Africa e l’Islam, e questa fu anche l’epoca del grande assedio della consorella Malta, che riuscì a vincere solo grazie alla forte presenza dell’ordine religioso e militare dei Cavalieri di San Giovanni, provenienti dalla migliore nobiltà d’Europa.
Anche stavolta il comandante Salsedo si mosse con eroismo, lui e la sua famiglia furono portati via in catene, ma un ramo della famiglia continuò a vivere nell’isola fino a tutt’oggi, dov’è ancora presente ed attiva.
L’epopea di Don Giovanni e dell’assedio di Pantelleria, ricordata per secoli dai racconti panteschi, ha ispirato un’opera letteraria, “la distruzione di Cossyra”, pubblicata nel 1867, ormai introvabile.
Enzo Bonomo
Cultura
Pantelleria – Democrazia Partecipata: 15 i progetti passati. Ecco quali
Con delibera di giunta, il Comune di Pantelleria ha approvato la graduatoria dei progetti finanziabili con la Democrazia Partecipata.
Si consideri che per la realizzazione dei progetti è stata impegnata la complessiva somma di € 52.500,00 con Determina n.1839 del 22/12/2025, nel modo seguente:
– In quanto ad € 40.000,00 ambito Cultura sul Capitolo 1515/1 codice bilancio 05.02- 1.4.04.01.000 destinato a forme di Democrazia Partecipata per l’anno 2025;
– In quanto ad € 12.500,00 ambito Sport sul Capitolo 1831/4 codice bilancio 06.01-1.04.04.01.001 destinato a forme di Democrazia Partecipata per l’anno 2025;
Di segui l’elenco delle 15 proposte con parere favorevole

Il documento integrale
delibera di giunta n. 105-2026 democrazia part
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Cultura
Pantelleria, processione Domenica delle Palme: ordinanza sulla viabilità
Domenica 29 marzo, alle ore 10.30, in occasione della Domenica delle Palme, il Comandante della Polizia Municipale di Pantelleria, Rosario Di Bartolo, su chiesta di Don Ramesh Catta, ha emesso ordinanza di chiusura al traffico veicolare, per favorire e mettere in sicurezza il passaggio del corteo organizzato.
Le vie interessate all’evento sono: Preso atto che la processione partirà alle ore 10:30 dal piazzale antistante l’Ospedale B.Nagar, proseguirà su Via Don Alonzo Errera, via Marina, via Mazzini, p.zza Cavour con arrivo in Chiesa Madre.
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Spettacolo
E’ morto Gino Paoli ma le sue canzoni saranno eterne
È morto oggi, martedì 24 marzo, all’età di 91 anni Gino Paoli.
A distanza di quattro mesi esatti dalla scomparsa della sua musa e amata Ornella Vanoni (25 nov 2025), si è spenta una stella nel firmamento della musica e del cantautorato.
Nel suo patrimonio artistico custoditi nella eterna memoria da Il cielo in una stanza a La gatta, da Che cosa c’è a Senza fine, da Sapore di sale a Una lunga storia d’amore, fino a Quattro amici al bar con cui vinse il Festivalbar 1991.
Sessant’anni di carriera iniziati nella ‘scuola genovese’ della quale facevano parte Luigi Tenco, Umberto Bindi, Bruno Lauzi e di poco precedente a quella che si rinnoverà con Fabrizio De André.
Nato a Monfalcone, in Friuli, il 23 settembre 1934, ma è a Genova che i genitori si trasferirono quando aveva pochi mesi e al capoluogo ligure è sempre rimasto ‘fedele’.
In copertina immagine dal web
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