Kamma senza “acca”, l’obbrobrio nell’attuale toponomastica di Pantelleria

Kamma, è il nome della contrada antichissima defraudata della lettera “acca”.

Fino a quando non si è rivoluzionata la toponomastica di Pantelleria, le località venivano scritte così: Khamma, Khaddiuggia, Rekhale, etc.

E’ come se si sia voluta sveltire la scrittura a discapito della cultura pantesca.

Eh si perché quella lettera muta dell’alfabeto non era messa lì a caso, (a muzzo come direbbero i viddrani), bensì essa aveva un particolare senso: la pronuncia.

La acca da lo stimolo ad aspirare la parola e così si rievoca la derivazione araba, da cui traiamo i nomi di quasi tutte le zone isolane.

Il nome Khamma, in arabo, starebbe a significare “sorgente di acqua”, forse perchè in passato ve ne erano, o forse per assimilarla ad una oasi, quale è, visto che è considerata la zona più rigogliosa e verde dell’isola intera.

Non si comprende bene, a naso, del perché di una simile svilente azione che ha rimesso in gioco tutta la tradizione e il vanto pantesco di essere di origine punico-arabo.

Certo, ora, ristampare i cartelli stradali è impegnativo e costoso, ma riteniamo,  che sia doveroso, ora più che mai, verso i nostri antenati ripristinare l’antica dicitura di contrade gloriose e storiche.

Fortunatamente, Google mantiene in essere quanto di più prezioso ha un popolo: la cultura.

 

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