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cronaca

Kamma senza “acca”, l’obbrobrio nell’attuale toponomastica di Pantelleria

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Kamma, è il nome della contrada antichissima defraudata della lettera “acca”.

Fino a quando non si è rivoluzionata la toponomastica di Pantelleria, le località venivano scritte così: Khamma, Khaddiuggia, Rekhale, etc.

E’ come se si sia voluta sveltire la scrittura a discapito della cultura pantesca.

Eh si perché quella lettera muta dell’alfabeto non era messa lì a caso, (a muzzo come direbbero i viddrani), bensì essa aveva un particolare senso: la pronuncia.

La acca da lo stimolo ad aspirare la parola e così si rievoca la derivazione araba, da cui traiamo i nomi di quasi tutte le zone isolane.

Il nome Khamma, in arabo, starebbe a significare “sorgente di acqua”, forse perchè in passato ve ne erano, o forse per assimilarla ad una oasi, quale è, visto che è considerata la zona più rigogliosa e verde dell’isola intera.

Non si comprende bene, a naso, del perché di una simile svilente azione che ha rimesso in gioco tutta la tradizione e il vanto pantesco di essere di origine punico-arabo.

Certo, ora, ristampare i cartelli stradali è impegnativo e costoso, ma riteniamo,  che sia doveroso, ora più che mai, verso i nostri antenati ripristinare l’antica dicitura di contrade gloriose e storiche.

Fortunatamente, Google mantiene in essere quanto di più prezioso ha un popolo: la cultura.

 

Marina Cozzo è nata a Latina il 27 maggio 1967, per ovvietà logistico/sanitarie, da genitori provenienti da Pantelleria, contrada Khamma. Nel 2007 inizia il suo percorso di pubblicista presso la testata giornalistica cartacea L'Apriliano - direttore Adriano Panzironi, redattore Stefano Mengozzi. Nel 2014 le viene proposto di curarsi di Aprilia per Il Corriere della Città – direttore Maria Corrao, testata online e intraprende una collaborazione anche con Essere Donna Magazine – direttore Alga Madia. Il 27 gennaio 2017 l'iscrizione al Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti nel Lazio. Ma il sangue isolano audace ed energico caratterizza ogni sua iniziativa la induce nel 2018 ad aprire Il Giornale di Pantelleria.

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La Società SMEDE ha reso noto che, nella giornata di giovedì 2 lugòio 2026,  si renderà necessaria l’interruzione di erogazione di energia elettrica a Gadir


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Pantelleria, calendario distribuzione acqua a Rekhale – giugno 2026

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Salute

Nord Africa – Collaborazione trans-frontaliera, servizio d’urgenza: Italia, Libia, Tunisia… in decollo

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Un nuovo aereo per il trasporto sanitario con consumi fino al 70% in meno, 5 ore di volo di autonomia 

  Una nuova realtà imprenditoriale italiana sarà in grado di realizzare il servizio di evacuazione medica d’urgenza – MEDEVAC – con un nuovo aereo dai costi gestionali assai ridotti.
Il progetto MORVRAN AIR LINK si colloca nel quadro della collaborazione sanitaria fra l’Europa e sia la Libia che la Tunisia..

Il bimotore, realizzato al 100% in Italia dalla Tecnam , è in grado di trasferire un paziente con relative apparecchiature di sostegno,  in 5 ore di volo,  fino ad una distanza di 1500 – 1700 km.

Oltre al paziente è a presente a bordo l’equipe medica ed anche i parenti.

La configurazione MEDEVAC prevede un posto in barella attrezzata per il paziente e 4 posti di assistenza. Infatti l’aereo, nella sua configurazione passegeri, è in grado di accogliere fino a 9 passeggeri.

 Pilotato da un solo comandante ha un costo di gestione ridotto di quasi il 60% – 70% rispetto a quello dei concorrenti più blasonati .
Infatti il costo orario si aggira sui 600 euro.
Non solo.
E’ disponibile nella configurazione STOL, ovvero in grado di decollare e di atterrare su piste di lunghezza assai ridotta, e quindi di collegare anche villaggi remoti con piste corte, e magari non perfettamente liscie, al centro ospedaliero principale.

Il programma MORVRAN AIR LINK, permetterà, di collegare le località più remote della Libia a Tripoli e le località più remote della Tunisia a Tunisi.
Ma non solo. 
Con il suo raggio d’azione di oltre 1500 km i pazienti Libici e Tunisini possono essere rapidamente trasferiti nei maggiori centri ospedalieri d’Europa per interventi e per cure particolarmente difficili e specialistiche.
Insomma un nuovo programma di cooperazione medica che ben rappresenta lo spirito di collaborazione fra l’Europa e la Libia e la Tunisia.

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