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Cultura

Il naufragio di San Bartolo partito da Pantelleria alla volta di Lampedusa

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  A mio figlio Valerio che oggi è nell’isola anche per me

Il naufragio del San Bartolo

di Orazio Ferrara

Come tutte le vere e grandi marinerie veliche di un tempo anche quella di Pantelleria ha dovuto registrare nella sua lunga e avventurosa storia dolorose tragedie sul mare. Una di queste, che andiamo qui di seguito a raccontarvi, accadde oltre 150 anni fa.

Era sul finire di ottobre, esattamente il giorno 25, dell’anno 1867 quando il leudo “San Bartolo” di padron Giovanni Valenza salpava dal porto di Pantelleria “per affari di commercio” alla volta dell’isola di Lampedusa, posta a più di 80 miglia marine sud-sud est di distanza. A quel tempo i contatti diretti, tramite velieri o meglio leudi, tra Pantelleria e le isole di Lampedusa e di Malta erano continui e frequenti.

Il leudo, ma anche leuto o liuto, era un’imbarcazione a vela latina utilizzata per le attività di cabotaggio ovvero di trasporto di merci fino alla prima metà del Novecento in tutto il bacino del Mediterraneo. Era un naviglio di circa quindici metri di lunghezza con una capacità di carico di una trentina di tonnellate.

Era inoltre un’imbarcazione molto robusta a pescaggio limitato che, con equipaggio non superiore a cinque uomini, era in grado di tenere il mare anche in condizioni proibitive, infatti, per la forma affusolata dello scafo, l’ottima curvatura dei bagli e la presenza di numerosi ombrinali, poteva far fronte, in caso di un fortunale, ai potenti marosi che s’infrangevano sul ponte e permetterne un rapido deflusso, senza peraltro comprometterne in alcun modo l’assetto in navigazione. Infine il peso decisamente non eccessivo ne consentiva un facile alaggio a riva, in presenza di porti o insenature non sufficientemente riparati ai venti di burrasca quali il maestrale, come nel caso di Pantelleria.

 

Fino a metà dell’Ottocento, per le disastrose condizioni del porto di Pantelleria, la marineria dell’isola faceva essenzialmente affidamento sui leudi che, nella cattiva stagione, venivano alati sulla spiaggia pietrosa, accanto all’allora chiesa extra moenia di San Nicola dei marinari, ovvero tra gli attuali bar Tikirriki e il bar Policardo.

Lo scrittore napoletano Carlo Antonio Broggia, che nel 1757 scrisse “Il ristoro della Pantelleria”, racconta di una marineria pantesca formata, a metà del Settecento, da una decina di leudi.

Sull’abilità dei suoi capitani a mare il Broggia è categorico “… se la pantelleresca gente di tanto

riuscita anche nelle cosa di mare, avesse luogo di trattenere in porto i grossi legni! Si vedrebbe questi solcare in mare in ogni riviera e porto delle Due Sicilie”. E la lode di un personaggio qual è Carlo Antonio Broggia non è cosa da poco. Malgrado il porto non ottimale comunque la gente di mare pantesca arriva in quel tempo ugualmente in tutti i porti del Mediterraneo, dall’Egitto all’Algeria.

 

Ma torniamo al momento del “San Bartolo” in cui lascia l’isola in quel fatidico 25 ottobre 1867. Precisiamo che la titolazione di un’imbarcazione a San Bartolo (o San Bartolomeo, uno dei discepoli di Gesù Cristo) non è molto diffusa nelle marinerie della Sicilia Occidentale, ma si ritrova più di frequente in quella Orientale, in particolare quella eoliana, essendo San Bartolo patrono di Lipari e santo protettore di tutte le isole Eolie.

 

L’equipaggio del “San Bartolo”, come di prassi per un leudo, non supera le cinque unità. Sono quattro. Il capitano e padron del legno Giovanni Valenza fu Antonio da Pantelleria di anni 39, classe 1828, matricola della gente di mare n° 508. Giovanni Battista Raffaele fu Francesco da Pantelleria di anni 25, classe 1842, marinaro matricola n° 1817. Pontillo Lorenzo di Vincenzo da Pantelleria di anni 29, classe 1838, marinaro matricola n° 1615. Abatina o Alatina Antonio fu Salvatore, pur residente a Pantelleria non sembra sia stato nativo dell’isola, di anni 27, classe 1840, marinaro matricola n° 3147.

 

Padron Giovanni Valenza, per l’età avuta, è presumibile che sia stato un veterano delle traversate Pantelleria-Lampedusa (un paio di giorni di navigazione) e viceversa, eppure per la malasorte sua, dei suoi marinai e del suo battello quel viaggio non fu mai portato a termine. Il giorno dopo la partenza del “San Bartolo” infatti si alzarono venti fortissimi di nord ovest, quindi si trattava di maestrale che può superare anche i 120 km orari, che misero il mare in una burrasca come si era vista raramente, così a detta di numerosi testimoni oculari. Successive ricerche dei familiari dell’equipaggio non portarono a nulla, il mare aveva ormai inghiottito e fatto sparire tutto.

 

In seguito vi furono numerose testimonianze di gente di mare pantesca davanti alle autorità per “la scomparizione di individui in mare” al fine di trascriverne i nomi nei registri comunali dell’isola. Tra questi testimoni, tutti nativi di Pantelleria, citiamo i capitani di velieri padron Giuseppe Brignone, padron Filippo Bernardo e padron Giuseppe Rallo e i marinai Giuseppe Murana, Vincenzo Cucciardi e Giovanni Battista Lo Pinto.

 

Onore al comandante Giovanni Valenza e all’equipaggio tutto del “San Bartolo”, che il Mediterraneo sia loro lieve sudario.

Orazio Ferrara

Foto: Leudo siciliano (Stefanoni Modellismo)

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Cultura

Serradifalco (CL), Performare Festival, prosegue la IV edizione: dal 21 al 28 agosto spettacoli in prima nazionale

Direttore

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La seconda parte del calendario in programma 

dal 21 al 28 agosto

 Spettacoli in prima nazionale e prima regionale, residenze artistiche,

 incontri e presentazioni sul tema della danza contemporanea

Comune di Serradifalco (Cl)

(diverse sedi)

Dopo una prima parte di attività che si è svolta a luglio, coinvolgendo un vasto pubblico di adulti e bambini, la IV edizione di Performare Festival, con la direzione artistica di Simona Miraglia e Amalia Borsellino del Collettivo SicilyMade, torna ad animare diversi luoghi del comune di Serradifalco (nel Nisseno), con la seconda parte di programmazione in calendario dal 21al 28 agosto, con spettacoli, performance, residenze artistiche, presentazioni di libri e incontri con maestranze ed esperti in materia di danza contemporanea.

La manifestazione, prodotta dall’Associazione In Arte, ha ricevuto quest’anno per la prima volta il prestigioso riconoscimento del Ministero della Cultura, come Prima Istanza Triennale.

Ai confini dell’immaginazione è il tema scelto e tanti sono gli artisti e le compagnie di danza contemporanea nazionali e internazionali coinvolti: Compagnia Virgilio SieniCompagnia Zappalà, Peter Jasko/Clara Furey, BabelCompagnie Cie MF l Maxime & FrancescoFattoria VittadiniNicola Simone CisterninoCollettivo Giulio e JariVicari/AloisioStella Pitarresi/Marco PergalliniFilippo Domini/Erik ZarconeKomoco di Sofia Nappi.

Una programmazione intensa con due e più appuntamenti ogni giorno volti alla diffusione della danza, al radicamento delle arti performative nel territorio e al coinvolgimento dei più giovani in una crescita artistica condivisa, così come è nella natura di Performare Festival sin dalla sua prima edizione.

Caposaldo delle attività si conferma la sezione Performare Project che per il 2022 vede come protagonisti i coreografi Peter Jasko e Clara Furey, artisti di fama internazionale che condurranno una residenza artistica (dal 22 al 26), progetto in condivisione con Marosi Festival, coinvolgendo danzatori professionisti e alcuni studenti del Liceo Coreutico Ruggero Settimo di Caltanissetta nella realizzazione di una creazione originale, Dog Play, che debutterà in prima nazionale al Festival venerdì 26 agosto (Parco delle Rimembranze – quartiere San Giuseppe).

Jasko, membro fondatore del Collettivo Les Slovaks e interprete per alcuni dei maggiori coreografi della scena contemporanea internazionale, coniugherà la sua esperienza di performer a quella di coach, per condurre il gruppo di danzatori professionisti verso il debutto di una prima nazionale firmata da Clara Furey, artista poliedrica canadese, coreografa, danzatrice, cantante, attrice e musicista, da poco direttrice delle attività di Parbleux, centro di diffusione artistica di Montreal, fondato da Benoît Lachambre.

La Furey, invece, ha proposto per l’occasione una riscrittura in prima nazionale – Dog Play appunto – tratto dal suo ultimo lavoro Dog Rising del 2021. L’idea di rigenerazione sarà centrale nell’opera declinando il concetto di energia che si rinnova e non si disperde nell’atto creativo.

Peter Jasko presenterà, sempre in prima nazionale, Stream una performance che vuole essere un manifesto artistico dedicato alla libertà di ricerca e alla sua personale pratica continua della danza, in scena a Performare Festival, in una location inedita, il campo da tennis, il 25 agosto.

Sempre nella sezione Performare Project, si svolgerà il laboratorio gratuito (dal 25 al 28) rivolto ai giovani dai 14 ai 19 anni, Narrazioni Dinamiche a cura di Gina Bellomo, laureata in Italianistica e al Collegio Superiore, dottoranda in Culture letterarie e filologiche all’ Università di Bologna, che guiderà i ragazzi in un percorso volto ad esplorare le diverse modalità di scrittura critica.

Oltre alle due prime nazionali in programma anche 4 prime regionaliEvento, coreografia e interpretazione Giulio Petrucci, Jari Boldrini (domenica 21 agosto, Piazzetta San Leonardo Abate ore 19.45); So close so far, coreografia e interpretazione Chiara Ameglio Pieradolfo Ciulli (domenica 28 agosto, Villa Comunale R. Livatino, ore 19.00) e Sinopiasecondo studio (28 agosto, ore 20.30) di Stella Pitarresi / Marco Pergallini; Wabi-Sabi coreografia di Sofia Nappi  in scena con Adriano Popolo Rubbio e Paolo Piancastelli (28 agosto, ore 21.15). E poi ancora l’anteprima, domenica 21 agosto, di Nicola Simone Cisternino My lonely lovely tale.

Tra gli altri appuntamenti segnaliamo l’incontro “Quando il cinema si fa danza”, giovedì 25 agosto al Piazzale del Teatro Comunale A. De Curtis, ore 20.30, un personale viaggio tra danza, musica e film, a cura di Nello Calabrò, e la presentazione del libro Passi falsi – Drammaturgia come metodo investigativo di e con Nello Calabrò, alla presenza del coreografo Roberto Zappalà in programma sabato 27 alla Villa Comunale R. Livatino (ore 19.30). Introduce e coordina la giornalista  Filippa Ilardo.

In particolare tutta la giornata di sabato 27 agosto ospiterà appuntamenti dedicati a Scenario Pubblico CZD da poco riconosciuto CRID (Centro di Rilevante Interesse per la Danza) dal Ministero della Cultura, con il workshop sul linguaggio MoDem, una creazione dei giovani danzautori Filippo Domini ed Erik Zancone e la Compagnia Zappalà Danza con lo spettacolo Performative speech: il lato B della danza.

E infine ancora uno spettacolo pensato per i più piccoli ma che coinvolgerà anche gli adulti: in scena la compagnia Vicari/Aloisio, giovani autrici e danzatrici siciliane protagoniste di Anapoda (domenica 21 agosto, ore 21.15).

A chiudere la IV edizione del Festival, domenica 28 agosto al Mojito Pool Club (dalle ore 22.30) Closing Party, concerto con Eleonora Bordonaro (voce), Puccio Castrogiovanni (mandolino, marranzano, tamburo a cornice), Marco Corbino (chitarre); in collaborazione con Associazione Musicale Etnea.

Performare Festival 2022 è prodotto dall’Associazione In Arte, a cura di Collettivo SicilyMade,  con il patrocinio e il contributo di Ministero della CulturaAssessorato del Turismo dello Sport e dello Spettacolo della Regione siciliana, Comune di Serradifalco.

Partner del progetto sono: Scenario Pubblico, Latitudini, il Liceo Coreutico Ruggero Settimo di Caltanissetta, Marosi, Arcipelago; main sponsor Fondazione Sicana; media partner RCS.

Performare Festival è realizzato in collaborazione con: Associazione Pier Giorgio Frassati, Zō Centro Culture Contemporanee, Associazione Musicale Etnea, COORPI e La danza in 1 minuto.

Info e prenotazioni ai numeri +39 327 6685030 e +39 333 5276578, e sulle pagine social del Festival.

Sono previste diverse formule di acquisto dei biglietti con riduzioni per carnet o Festival Pass; la vendita si effettuerà presso il Teatro Comunale Antonio De Curtis (da lunedì a venerdì, dalle 9.00 alle 12.00; martedì dalle 16.00 alle 18.00).

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Spettacolo

Segesta, al Parco Archeologico si va in scena anche all’alba

Redazione

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Nell’emozionante scenario del Parco Archeologico di Segesta la prima edizione del

SEGESTA TEATRO FESTIVAL 

2 agosto – 4 settembre 2022

con la direzione artistica di Claudio Collovà

*****

PROGRAMMA DEL 19 AGOSTO

All’alba FILIPPO LUNA COLAPESCE. DEDICATO A BUTTITTA Prima Nazionale ore 05.00 Teatro Antico – Parco Archeologico di Segesta

Al tramonto AURELIO GATTI PPP. PRESENTE, PASSATO, PASOLINI… ore 19.30 Teatro Antico – Parco Archeologico di Segesta

Ma soprattutto rimane la lingua. E le parole di Ignazio Buttitta nel loro incedere epico e drammatico, con la loro capacità di entrare nelle nostre viscere e riportare fuori quel senso di appartenenza che spesso dimentichiamo. Facciamo teatro perché l’emozione resti viva. 

Filippo Luna

Dobbiamo conoscere e amare il nostro passato, contro la ferocia speculativa del nuovo capitalismo, che non ama nulla, non rispetta nulla, non conosce nulla. Pier Paolo Pasolini

L’alba e il tramonto, il teatro e la danza. La leggenda, il mito, la storia. 

Sono ben due spettacoli, di cui uno in prima nazionale, gli appuntamenti che si alterneranno il 19 agosto al Segesta Teatro Festival, il programma di arti performative con la direzione artistica di Claudio Collovà, che si svolgerà fino al 4 settembre al Parco Archeologico di Segesta, diretto da Luigi Biondo, e i comuni limitrofi, Calatafimi Segesta, Contessa Entellina, Custonaci, Poggioreale e Salemi. 

Al sorgere del sole (ore 5.00) al Teatro Antico il pubblico potrà assistere a Colapesce. Dedicato a Buttitta,  prima nazionale, adattamento e regia di Filippo Luna, che mette in scena l’affascinante leggenda, risalente al XII secolo, di Colapesce, attraverso le parole del celebre poeta di Bagheria. 

«Una favola dai profondi contenuti, immensamente eterna e senza connotazione temporale» come la descrive lo stesso Luna. 

Cola era un giovane messinese, figlio di una lavandaia e di un pescatore. Il ragazzo venne soprannominato Colapesce per la sua grande abilità nel muoversi in acqua sin da quando era molto piccolo. Un pesce di mare che, di ritorno dalle sue numerose immersioni, si soffermava spesso a raccontare le meraviglie scorte in quegli abissi, alle volte riportando persino sulla terra ferma alcuni di quei tesori. La sua fama fu tale da giungere sino alle orecchie del Re di Sicilia, l’Imperatore Federico di Svevia, che decise di metterlo alla prova. Il Re e la sua corte si recarono a bordo di un’imbarcazione proprio fino alle acque frequentate da Cola, e lo fecero chiamare dalla madre. Quando Colapesce riaffiorò, il Re gli lanciò una prima sfida, gettando in acqua una coppa che il ragazzo recuperò immediatamente. Allora, il sovrano lanciò la sua corona in acque profonde e Colapesce riuscì nuovamente nell’impresa. La terza volta, il Re fece cadere in mare un anello, un oggetto ancora più piccolo e dentro acque ancora più profonde. Fu solo in quel momento che Cola si accorse che la Sicilia, la sua terra, con le sue tre punte di terra, si appoggiava su tre colonne. Una di queste era visibilmente segnata dal tempo, piena di vistose e pericolose crepe. Tornò così a galla, e senza indugio disse addio a Ninfa, l’amata che portava in grembo suo figlio e decise di restare per l’eternità sott’acqua per sorreggere la colonna ed evitare che l’isola potesse sprofondare. E ancora oggi, Cola si trova negli abissi del mare di Sicilia, a tenerla in piedi e proteggerla, concedendosi la possibilità di risalire in superficie per rivederla soltanto una volta ogni cento anni. 

In scena al fianco di Filippo Luna Manuela Ventura, che vestirà i panni di Colapesce, Alessandra Fazzino che ha curato anche i movimenti coreografici, Rita AbelaVirginia Maiorana, sue le musiche originali eseguite dal vivo.

Al calar del sole invece sempre al Teatro Antico (ore 19.30), andrà in scena PPP Presente Passato Pasolini, spettacolo di teatro-danza firmato dal coreografo e regista Aurelio Gatti, che qui indaga Pasolini nella sua ricerca sulla relazione fra mito e storia. Sul palco dieci artisti – Valeria BusdraghiLucia CinquegranaElisa Carta CarosiArianna Di PalmaMatteo GentiluomoPolina LukanskaPaola Saribas e GipetoChiara MeschiniSebastiano Tringali – per un immaginario circo costruito intorno a testi come Pilade, Affabulazioni, La Rabbia, Divina Mimesis, oltre a numerose interviste del più importante, scandaloso e controverso intellettuale italiano del Novecento. Il circo è lo spazio immaginato per un provocatore, “corsaro”, spesso scomodo, osteggiato, sempre inviso ai potenti e irritante per l’opinione pubblica che turbò con le sue prospettive eccentriche e anticonformiste. 

Biglietti disponibili, anche con possibilità di abbonamenti, al botteghino del Parco oppure online sul sito di CoopCulture www.coopculture.it/it/eventi/evento/segesta-teatro-festival/ o su www.vivaticket.com/it/tour/teatro-di-segesta-festival-2022/778.

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Cultura

Ragusa Ibla, l’Accademia delle Prefi premia Nunziella La Cognata e Silvana Federico in “Luoghi e istanti: frammenti di Sicilia”

Redazione

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L’accademia delle Prefi ha consegnato ieri 16 agosto 2022 gli Attestati di eccellenza in occasione dell’esposizione d’arte “Luoghi e Istanti – Frammenti di Sicilia” alle artiste Nunziella La Cognata e Silvana Federico presso il Vicolo Morelli a Ragusa Ibla.

 

Il paesaggio e l’uomo: questo è il binomio che caratterizza il mondo della Sicilia sud-orientale, dove la campagna arida dell’estate si mescola con il sudore atavico dei propri abitanti, dove le colline pietrose si adagiano sulle sabbiose spiagge della costa mediterranea. Nunziella La Cognata e Silvana Federico, cresciute a Ragusa, raccontano con i loro quadri questa realtà, dando voce, attraverso i colori e le forme, ad una natura che sa emozionare e stupire. Dal 16 agosto al 20 agosto 2022 presso il Vicolo Morelli a Ragusa Ibla.

 

Lo spazio è suggestivo… il Vicolo Morelli rappresenta la peculiarità architettonica del tipico paesaggio urbano della città barocca e farà da cornice alle opere esposte dalle artiste creando un connubio ideale fra arte figurata e realtà urbana della città barocca.

 

Sono esposti i lavori più rappresentativi realizzati dalle pittrici che, senza nessuna pretesa di dichiararsi artiste, si dilettano semplicemente a raccontare con la pittura quello che vedono intorno a loro.

 

Osservando la realtà con l’entusiasmo e la genuinità di un bambino, trasformando le loro visioni in quadri. le pittrici, in questa esposizione d’arte, rispecchiano due sensibilità diverse, la Federico tende ad emozionarsi e a prediligere il suo mare fonte d’ ispirazione ed armonia, la La Cognata si esprime privilegiando il territorio e l’impronta dell’uomo e del suo ingegno. L’Accademia delle Prefi in forma ufficiale è stata presente ed ha consegnato gli Attestati di Eccellenza alle due artiste. La mostra sarà visitabile dal 16 agosto al 20 agosto 2022 dalle ore 19:00 alle 22:00.

Il Presidente dell’Accademia delle Prefi Salvatore Battaglia

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Cronaca

Cronaca1 ora fa

Rogo a Pantelleria, il presidente del Parco Salvatore Gabriele: “ennesima sfida contro facinorosi e balordi”

Rogo a Pantelleria: dichiarazione di Salvatore Gabriele, Presidente dell’Ente Parco Nazionale Isola di Pantelleria. “𝐐𝐮𝐞𝐬𝐭’𝐢𝐬𝐨𝐥𝐚 𝐚𝐩𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐞 𝐧𝐨𝐢 𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐟𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐟𝐢𝐧𝐨 𝐢𝐧 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐨 – 𝐡𝐚 𝐚𝐟𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐍𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐈𝐬𝐨𝐥𝐚 𝐝𝐢 𝐏𝐚𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐞𝐫𝐢𝐚 𝗦𝗮𝗹𝘃𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗚𝗮𝗯𝗿𝗶𝗲𝗹𝗲 – 𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐜𝐢 𝐭𝐫𝐨𝐯𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐝𝐢 𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐚𝐥𝐥’𝐞𝐧𝐧𝐞𝐬𝐢𝐦𝐚 𝐬𝐟𝐢𝐝𝐚, 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐧𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐯𝐢𝐧𝐜𝐞𝐫𝐞, 𝐢𝐬𝐨𝐥𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢 𝐟𝐚𝐜𝐢𝐧𝐨𝐫𝐨𝐬𝐢 𝐞 𝐢 𝐛𝐚𝐥𝐨𝐫𝐝𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐯𝐨𝐠𝐥𝐢𝐨𝐧𝐨 𝐭𝐞𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐬𝐜𝐚𝐜𝐜𝐨 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨. 𝐄 𝐥𝐨 𝐟𝐚𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐞 𝐚𝐥 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐚𝐛𝐨𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐜𝐨𝐥𝐨𝐫𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐧𝐝𝐨𝐧𝐨 𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐳𝐢𝐨𝐬𝐨 𝐩𝐚𝐭𝐫𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐨. 𝐒𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐥’𝐞𝐬𝐩𝐞𝐫𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐦𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚𝐭𝐚 𝐢𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐢, 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐝𝐢𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐩𝐨𝐬𝐭𝐞 𝐢𝐧 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐩𝐚𝐜𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞𝐝 𝐞𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐢 𝐩𝐞𝐳𝐳𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐡𝐢 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚 𝐬𝐮𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨. 𝐈𝐥 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐥𝐨 𝐥𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐯𝐨𝐬𝐭𝐫𝐞 𝐯𝐚𝐥𝐮𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢, 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐚𝐩𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐯𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐞 𝐝𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢. 𝐈𝐨 𝐬𝐩𝐞𝐫𝐨 𝐯𝐢𝐯𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 – 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐥𝐮𝐝𝐞 𝐢𝐥 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 – 𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐢𝐧𝐝𝐚𝐠𝐢𝐧𝐢 𝐬𝐢 𝐫𝐢𝐞𝐬𝐜𝐚 𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐚𝐥𝐢𝐫𝐞 𝐚𝐢 𝐜𝐨𝐥𝐩𝐞𝐯𝐨𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐞𝐧𝐧𝐞𝐬𝐢𝐦𝐨, 𝐯𝐞𝐫𝐠𝐨𝐠𝐧𝐨𝐬𝐨 𝐚𝐭𝐭𝐨, 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞̀ 𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐚 𝐢𝐬𝐨𝐥𝐚𝐫𝐞, 𝐜𝐨𝐧 𝐟𝐞𝐫𝐦𝐞𝐳𝐳𝐚, 𝐜𝐡𝐢 𝐢𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐢𝐭𝐮𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐞. 𝐑𝐢𝐧𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐨 𝐬𝐟𝐨𝐫𝐳𝐨 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐞 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐞𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐯𝐢𝐠𝐢𝐥𝐢 𝐢𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐨𝐫𝐞, 𝐢𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐢, 𝐜𝐨𝐬𝐢̀ 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐟𝐢𝐧𝐨𝐫𝐚 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐚 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐬𝐜𝐨𝐧𝐠𝐢𝐮𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐞𝐩𝐢𝐬𝐨𝐝𝐢 𝐬𝐢𝐦𝐢𝐥𝐢”. 𝘓’𝘪𝘴𝘰𝘭𝘢 𝘥𝘪 𝘗𝘢𝘯𝘵𝘦𝘭𝘭𝘦𝘳𝘪𝘢 𝘦̀ 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘢 𝘧𝘦𝘳𝘪𝘵𝘢, 𝘥𝘢 𝘶𝘯 𝘪𝘯𝘤𝘦𝘯𝘥𝘪𝘰 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘪𝘵𝘰 𝘪𝘯 𝘱𝘪𝘶̀ 𝘱𝘶𝘯𝘵𝘪 𝘴𝘶𝘭 𝘷𝘦𝘳𝘴𝘢𝘯𝘵𝘦 𝘯𝘰𝘳𝘥 𝘦𝘴𝘵 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘪𝘴𝘰𝘭𝘢, 𝘪𝘯 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘢𝘥𝘢 𝘎𝘢𝘥𝘪𝘳 𝘦 𝘻𝘰𝘯𝘦 𝘭𝘪𝘮𝘪𝘵𝘳𝘰𝘧𝘦, 𝘤𝘩𝘦 𝘩𝘢 𝘥𝘦𝘷𝘢𝘴𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘤𝘪𝘳𝘤𝘢 100 𝘦𝘵𝘵𝘢𝘳𝘪 𝘥𝘪 𝘮𝘢𝘤𝘤𝘩𝘪𝘢 𝘮𝘦𝘥𝘪𝘵𝘦𝘳𝘳𝘢𝘯𝘦𝘢, 𝘭𝘢𝘮𝘣𝘦𝘯𝘥𝘰 𝘢𝘭𝘤𝘶𝘯𝘦 𝘢𝘣𝘪𝘵𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘦 𝘤𝘰𝘴𝘵𝘳𝘪𝘯𝘨𝘦𝘯𝘥𝘰 𝘢𝘭𝘭’𝘦𝘷𝘢𝘲𝘶𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘳𝘦𝘴𝘪𝘥𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘦 𝘵𝘶𝘳𝘪𝘴𝘵𝘪. 𝘐𝘭 𝘗𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯𝘢𝘭𝘦 𝘥𝘦𝘭 𝘗𝘢𝘳𝘤𝘰 𝘕𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘢𝘭𝘦 𝘥𝘪 𝘗𝘢𝘯𝘵𝘦𝘭𝘭𝘦𝘳𝘪𝘢, 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘳𝘷𝘦𝘯𝘶𝘵𝘰 𝘴𝘶𝘣𝘪𝘵𝘰 𝘴𝘶𝘭 𝘱𝘰𝘴𝘵𝘰, 𝘩𝘢 𝘱𝘰𝘵𝘶𝘵𝘰 𝘤𝘰𝘯𝘴𝘵𝘢𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘪 𝘥𝘢𝘯𝘯𝘪, 𝘮𝘢 𝘨𝘳𝘢𝘻𝘪𝘦 𝘢𝘭 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘰 𝘪𝘯𝘤𝘦𝘴𝘴𝘢𝘯𝘵𝘦 𝘥𝘦𝘪 𝘍𝘰𝘳𝘦𝘴𝘵𝘢𝘭𝘪, 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘗𝘳𝘰𝘵𝘦𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘤𝘪𝘷𝘪𝘭𝘦, 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘊𝘳𝘰𝘤𝘦 𝘙𝘰𝘴𝘴𝘢, 𝘥𝘦𝘭 𝘊𝘰𝘮𝘶𝘯𝘦, 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘊𝘢𝘱𝘪𝘵𝘢𝘯𝘦𝘳𝘪𝘢 𝘥𝘪 𝘗𝘰𝘳𝘵𝘰, 𝘥𝘦𝘪 𝘊𝘢𝘳𝘢𝘣𝘪𝘯𝘪𝘦𝘳𝘪 𝘍𝘰𝘳𝘦𝘴𝘵𝘢𝘭𝘪, 𝘥𝘦𝘪 𝘵𝘢𝘯𝘵𝘪 𝘷𝘰𝘭𝘰𝘯𝘵𝘢𝘳𝘪, 𝘪𝘭 𝘳𝘰𝘨𝘰 𝘦̀ 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘦𝘯𝘶𝘵𝘰.  𝘐 𝘊𝘢𝘯𝘢𝘥𝘢𝘪𝘳, 𝘢𝘭𝘭’𝘢𝘭𝘣𝘢 𝘥𝘪 𝘰𝘨𝘨𝘪, 𝘩𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘥𝘦𝘧𝘪𝘯𝘵𝘪𝘷𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘥𝘰𝘮𝘢𝘵𝘰 𝘭’𝘪𝘯𝘤𝘦𝘯𝘥𝘪𝘰, 𝘴𝘤𝘰𝘯𝘨𝘪𝘶𝘳𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘱𝘦𝘳𝘪𝘤𝘰𝘭𝘪 𝘱𝘪𝘶̀ 𝘨𝘳𝘢𝘯𝘥𝘪. 𝘈𝘥𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘦̀ 𝘪𝘭 𝘮𝘰𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘷𝘢𝘭𝘶𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘪 𝘥𝘢𝘯𝘯𝘪, 𝘤𝘶𝘳𝘢𝘳𝘦 𝘭𝘦 𝘧𝘦𝘳𝘪𝘵𝘦, 𝘮𝘢 𝘴𝘰𝘱𝘳𝘢𝘵𝘵𝘶𝘵𝘵𝘰 𝘢𝘤𝘤𝘦𝘳𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘤𝘰𝘯 𝘧𝘦𝘳𝘮𝘦𝘻𝘻𝘢 𝘰𝘨𝘯𝘪 𝘳𝘦𝘴𝘱𝘰𝘯𝘴𝘢𝘣𝘪𝘭𝘪𝘵𝘢̀.

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