Segui i nostri social

Cultura

I cognomi dell’isola di Pantelleria / Bizzarilli, Cucciardi, Gilardi

Redazione

Pubblicato

-

BIZZARRILLI / BIZARIL / BIZZARRILLE
Casato estinto in Pantelleria.

Il cognome originale è Bizaril di provenienza spagnola, ma prima ancora probabilmente portoghese. Il capostipite deve essere un milite della guarnigione del castello. Ai primi del ‘600 ritroviamo tale Alonso Bizaril, soldato spagnolo della compagnia di Gonsalvo Velasco Romiero, in servizio nel Regno di Napoli. Giovanni Bizaril nasce a Pantelleria verso l’anno 1565, successivamente sposa certa Leonarda. Dalla coppia nasce Giovanni Antonio Bizaril, che il 2 agosto 1624 (venerdì) contrae matrimonio con Maria Belbisi o Belvisi, figlia di Simone e di sua moglie Francesca.

Sempre da Giovanni e Leonarda nasce poi Alonzo Bizaril (nell’atto, Bizzarile), che il 13 febbraio 1628 (domenica) si congiunge in matrimonio con Giovanna Maccotta di Giacomo Maccotta e sua moglie Giovanna. Da Giovanni Antonio Bizaril e Maria Belvisi nasce, intorno al 1625, Antonio Bizaril, il quale il 3 luglio 1644 (domenica) sposa Vita Verdum, figlia di Sebastiano e Leonarda Morales.

CUCCIARDI / CUCCIARDO

Cognome di origini siciliane, compare nell’isola nel corso del Seicento. Infatti verso la metà di quest’ultimo secolo troviamo tale Simone Cucciardi e sua moglie Maria, che hanno un figlio di nome Giovanni Antonio Cucciardi. Questi in età adulta emigra in Malta e il 13 novembre 1680 (mercoledì) sposa in Vittoriosa (Malta) Anna Maria Grech, da cui ha Arfia Maria, Michele Angelo e Maria Teresa. Anna Maria Grech muore a Vittoriosa il 10 marzo 1699 (martedì) all’età di circa 39 anni. Il 20 maggio 1700 (giovedì) Giovanni Antonio Gucciardi si risposa in Vittoriosa con Maria Tanti, figlia di Tomaso Tanti e sua moglie Maria, nata a Zebbug (isola di Gozo) inorno al 1675. Purtroppo Maria Tanti muore l’8 luglio 1700 (giovedì), cosi Giovanni Antonio si risposa per la terza volta in data 29 agosto 1700 (domenica) a Zabbar (Malta) con Maria Cassar, figlia di Domenico Cassar e sua moglie Caterina. Vincenzo Cucciardi di Paolo (nelle carte, Cucciardo), nato a Pantelleria il 18 agosto 1652 (domenica), contrae in Pantelleria matrimonio in data 12 giugno 1676 (venerdì) con Maria Pavia, figlia di Francesco Pavia e Francesca Silvia. Dal matrimonio nasce Andrea Cucciardi, sposato il 26 settembre 1712 (lunedì) con Anna Monsuai (nelle carte, Mansuai). Da quest’ultima coppia nascono:

Leonarda Cucciardi, sposata il 25 luglio 1748 (giovedì) con Andrea Maccotta. Leonarda in seconde nozze sposa il 26 marzo 1777 (mercoledì) Benedetto Madrigal; Maria Cucciardi, coniugata il 7 gennaio 1738 (martedì) con Leonardo D’Ancona; Rosa Cucciardi, andata in sposa a Nicolò Rizzo in data 27 giugno 1758 (martedì); Vincenzo Cucciardi, sposato il 13 dicembre 1740 (martedì) con Grazia D’Ancona; Francesco Cucciardi, coniugato il 18 febbraio 1737 (lunedì) con Giuseppa Birmeggio. Rimasto vedovo, Francesco si risposa con Anna Lo Pinto.

Al decesso di quest’ultima si risposa una terza volta il 13 agosto 1771 (martedì) con Francesca Pavia; Saveria Cucciardi, sposata il 6 ottobre 1654 (martedì) con Pietro Maccotta.

GILARDI / GIRARDI / GERARDI

Cognome estinto nell’isola.

Grafia originale del cognome, Gerardi, famiglia nobiliare proveniente dalla Sicilia. Arma: Di rosso alla fascia di oro caricata da una rosa di rosso, ed accompagnata da altre due rose di argento, una in capo e l’altra in punta. Lo ritroviamo in Pantelleria già nella seconda metà del ‘500, infatti a quell’epoca vive nella città murata Pietro Giovanni Girardi, nato forse nel 1560 e coniugato a tale Leonora. Da questa coppia nascono: Innocenza Girardi (1590-1619), sposata il 7 gennaio 1606 (sabato) con Vito Maccotta (1580-1624); Francesco Girardi (1592-1648), che contrae matrimonio il 10 luglio 1606 (lunedì) con Pasqua o Pasquala Garcia; Giovanni Antonio Girardi.

La coppia Francesco Girardi e Pasqua Garsia ha i seguenti figli: Pietro Giovanni Girardi (n. 1607), sposato il 3 giugno 1642 (martedì) con Caterina Pavia; Silvestra Girardi (n. 1609), sposata il 12 settembre 1627 (domenica) con Tommaso Ferreri; Isabella Girardi (1618-1681), coniugata il 3 giugno 1638 (giovedì) con Francesco Virmegio; Nimpha o Ninfa Girardi (n. 1621); Leonarda Girardi (n. 1623); Ignazio Girardi (n. 1625). Leonarda Girardi (negli atti troviamo scritto anche Gilardi) di Francesco e Pasqua Garsia, nasce il 4 febbraio 1623 e muore il 25 aprile 1691 all’età di 68 anni. Si sposa il 20 giugno 1649 con Hieronimo ovvero Geronimo Belvisi, nato il 23 settembre 1628 (sabato) da Andrea Belvisi e Innocenza Giglio. La coppia ha due figli, cui si pone il nome dei nonni paterni, Innocenzia e Andrea. Innocenzia Belvisi si sposerà per ben tre volte. Una prima volta con Giuseppe Busetta, la seconda con Angelo Gabriele, la terza volta con Francesco Lo Pinto. Soror Ioanna Maria Gerardi, figlia di Giovanni Gerardi e di sua moglie Agata, muore il 2 novembre 1615 e viene seppellita nella Chiesa Matrice nel sepolcreto della “fratria Immaculate Conceptionis”.

Questa soror Ioanna Maria era una cosiddetta monaca di casa e doveva appartenere alla Confraternita dell’Immacolata Concezione, allora esistente in Pantelleria. Intorno al 1649 nasce Giuseppa Gerardi, che in data 12 novembre 1667 (sabato) va in sposa a Michele Garsia di Leonardo e Antonia Delfino, che in seguito attingerà il titolo di barone per i meriti del figlio Agostino, prete confessore presso la corte di Spagna. Da Michele Garsia e Giuseppa Gerardi nascono: Sicilia o Cicilia Anna Giovanna Maria Garsia; Giovanna Garsia; Agata Garsia, sposata il 26 marzo 1711 (giovedì) con Tommaso Ribera; Giombattista Garsia; Antonio Garsia, coniugato il 26 febbraio 1713 (domenica) con Teresa Ribera; Agostino Garsia.

Orazio Ferrara

Cultura

Pantelleria, oggi scoperta la targa in onore del M.llo Vito D’Ancona tra commozione e ricordi indelebili

Direttore

Pubblicato

il

Oggi, 16 aprile 2026, si è celebrata l’inaugurazione della targa dedicata al Maresciallo della Polizia Municipale, Vito D’Ancona.
Una mattinata partita con nuvole sospette e poco rassicuranti, che poi hanno lasciato il posto una una splendida giornata di sole come solo Pantelleria sa regalare.
Il capannello di gente si è radunato nel piccolo vicolo di accesso al Palazzo Comunale e alla sede della Polizia Municipale. Con ossequio ed emozione, ha reso omaggio all’iniziativa dei figli Claudio e Battista D’Ancona e ascoltato il discorso di apertura del primo cittadino, Fabrizio D’Ancona.

Questi, con parole lapidarie, sincere e toccanti, ha ricordato il valore di un uomo di tempra e semplice al contempo.



Così Fabrizio D’Ancona

“Oggi la nostra comunità compie un gesto importante, non è soltanto un atto formale ma un momento profondamente sentito: intitolare una via al maresciallo Vito D’Ancona significa infatti affidare alla memoria collettiva il valore di una vita interamente dedicata al servizio degli altri. 
“Vito D’Ancona è stato un uomo dello Stato, un servitore leale della comunità, per molti anni comandante dei Vigili Urbani di Pantelleria.
“Ha svolto il proprio ruolo con dedizione, rigore e senso del dovere. Ma prima ancora è stato un uomo giusto, un esempio di rettitudine, riconosciuto e stimato non solo dalle istituzioni ma anche dai cittadini e da tutte le forze dell’ordine con cui ha collaborato nella sua lunga carriera…”

Nell’illustrare il personaggio, il Sindaco ha ricordato un gesto veramente eroico compiuto dalla buonanima (per usare un termine squisitamente meridionale), il lontano 15 agosto del 1976, alloquanto, Vito D’Ancona si trovava al Lago di Venere per sorvegliare il buon andamento della corsa di cavalli attorno allo specchio d’acqua: “Due bambini – prosegue il governatore dell’isola – si trovarono in grave pericolo, rischiando di essere travolti dalla corsa sfrenata dei magnifici destrieri panteschi lanciati al massimo. In quel momento il Mariscello D’Ancona non esitò. Si lanciò con coraggio per salvarli mettendo a rischio la propria vita, ma riuscendo nell’intento scongiurando a una tragedia che sembrava inevitabile.
“Quel gesto non fu soltanto un atto di coraggio, fu la più alta espressione del senso del dovere, della responsabilità e dell’umanità; la dimostrazione concreta di cosa significa servire davvero la propria comunità, esserci sempre, soprattutto quando conta.
“Dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 2009, la stima e l’affetto nei suoi confronti non si sono mai spenti. Al contrario si sono rafforzati nel tempo, nei ricordi, nei racconti, nei segni di riconoscenza che continuano a vivere nella memoria collettiva.”

“Un particolare pensiero va ai figli Claudio e Battista (rappresentato dal nipote per motivi di salute) perché mantenere viva  una memoria così rilevante significa continuare a donarla all’intera comunità.”

Così Claudio D’Ancona

Con malcelata commozione, il figlio Claudio ha preso la parola, dopo aver ricordato i vari comandanti che si sono succeduti, fino ad arrivare all’attuale Rosario Di Bartolo, con cui ha condiviso l’infanzia e l’impegno verso la propria professione: “Mi rimangono delle  cose importanti di mio padre che sono state fondamentali nella mia vita: l’onestà verso gli altri, il rispetto  verso la propria divisa e ricordo che non ho visto mai mio padre in borghese perché la divisa per lui era una seconda pelle.
“Mio padre è sempre presente.”

Leggi la notizia

Cultura

Castello, Leali per Pantelleria scrive al Presidente Schifani “Intervento tempestio e risolutivo”

Redazione

Pubblicato

il

Gentile Presidente Renato Schifani,

alla luce delle recenti dichiarazioni del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, rese nel corso del Question Time di ieri, dalle quali emerge chiaramente come la competenza sul Castello di Pantelleria sia esclusivamente in capo alla Regione Siciliana, desideriamo sottoporre alla Sua attenzione una questione di grande rilevanza per la nostra comunità.

Ad oggi, il Castello continua a essere al centro di un rimpallo di competenze tra amministrazioni, demanio e soprintendenza, come peraltro evidenziato anche dall’On. Rita Dalla Chiesa nella sua interrogazione parlamentare.

Con l’imminente avvio della stagione estiva, riteniamo inaccettabile che cittadini e turisti vengano privati della fruizione di un bene culturale di così grande valore storico e identitario per Pantelleria.

Per tali ragioni, Le chiediamo un intervento tempestivo e risolutivo affinché il Castello venga restituito quanto prima alla comunità.

Certi della Sua attenzione e sensibilità sul tema, La ringraziamo anticipatamente per quanto vorrà fare.

I consiglieri di Leali per Pantelleria
Angelo Casano
Mariangela Silvia
Angela Siragusa
Giovanni Valenza

Per approfondire: Il Castello di Pantelleria oggetto di interrogazione al Parlmento con l’On. Dalla Chiesa – L’intervento integrale

…………………………………………
Per tutte le notizie su Pantelleria, il nostro canale WhatsApp

Leggi la notizia

Cultura

Un nuovo avvicente libro di Orazio Ferrara in libreria: “Predatori d’acciaio”

Redazione

Pubblicato

il

Per i tipi IBN Editore di Roma è stato pubblicato il nuovo libro di Orazio Ferrara “Predatori d’acciaio / I sommergibili più letali della Seconda Guerra Mondiale”, ill., pp. 164, € 15.
E’ il nuovo libro di Orazio Ferrara, lo scrittore e storico di Pantelleria.

Dalla 4a di copertina:

Negli abissi della Seconda Guerra Mondiale, il successo non si misurava solo in audacia, ma nel peso del metallo nemico colato a picco.
L’autore esplora l’epopea dei “predatori d’acciaio” attraverso una classifica spietata, ma oggettiva, basata sul tonnellaggio affondato, smontando pezzo dopo pezzo la propaganda dei vincitori.
Se il dominio degli U-Boot tedeschi appare indiscutibile, i documenti d’archivio restituiscono una verità sorprendente: i sommergibili italiani Da Vinci e Tazzoli superarono per efficacia i più celebrati campioni americani e britannici. Un capitolo fondamentale è dedicato alla figura leggendaria di Carlo Fecia di Cossato, il “Samurai azzurro”, che con il suo Tazzoli divenne uno degli assi più letali e rispettati dell’intero conflitto. Dall’Atlantico al Pacifico, questo volume rende giustizia a comandanti straordinari e a equipaggi indomiti che trasformarono i propri battelli in macchine da guerra formidabili, sfidando non solo il nemico, ma anche il destino di una “bara d’acciaio” sempre in agguato.

…………………………
Seguici nel nostro canale WhatsApp

Leggi la notizia

Seguici su Facebook!

Cronaca

Cultura

Politica

Meteo

In tendenza