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Cultura

Bar d’Italia 2024: quando la tradizione fa rima con innovazione 

Marilu Giacalone

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L’evoluzione costante del fiore all’occhiello di ogni piazza italiana, il caffè:  
dagli specialty a quelli nelle gallerie d’arte, i migliori bar d’Italia  
nella Guida 2024 del Gambero Rosso con 45 eccellenze. 
La Sicilia spicca con ben 78 insegne, tra cui tre Tre Tazzine e Tre Chicchi: il Caffè Sicilia di Noto per 10 anni consecutivi, Sciampagna e Antico Caffè Spinnato di Palermo per 20 anni consecutivi 
 

“Io, per esempio, a tutto rinuncerei, tranne a questa tazzina di caffè, presa tranquillamente qua, fuori al balcone, dopo quell’oretta di sonno che uno si è fatto dopo mangiato”. Sono passati quasi ottanta anni dalla famosa scena del grande Eduardo de Filippo ma la passione degli italiani per il caffè è più viva che mai. La loro, con il 97% che lo beve più volte al giorno, e quella degli stranieri che continuano ad impazzire per il nostro espresso e le sue infinite variazioni sul tema.  La nuova Guida Bar d’Italia del Gambero Rosso 2024, in collaborazione con illycaffè, fotografa un mondo in cui la tradizione si sposa sempre più all’innovazione con una moltiplicazione dell’offerta davvero encomiabile.  

 

“Anno dopo anno, la nostra Guida non smette di stupire in primis noi stessi” commenta Laura Mantovano, Direttore editoriale delle Guide. “Un trend su tutti è quello delle caffetterie specialty, che stanno riscuotendo un successo crescente con il loro nuovo posizionamento nel mercato, così come l’investimento da parte di grandi gruppi e fondi nelle caffetterie storiche d’Italia, nuovi locali che affiancano musei e luoghi d’arte e molto altro da scoprire. Ma anche per il mondo dei bar c’è la medesima nota dolente che affligge la ristorazione in senso lato: la mancanza di personale adeguatamente formato. Un handicap che insieme agli elevati costi gestione continua a far registrare anche qui un pesante turn over tra aperture e chiusure a cui è importante dare attenzione, per continuare a sostenere al meglio un segmento così strategico”. 

 

“I nostri bar e ristoranti sono luoghi capaci di rappresentare la massima espressione dello stile di vita italiano l’attenzione al bello, al buono e al ben fatto e la cura dei dettagli. Ed è proprio per questo che illycaffè ha scelto di supportare gli esercenti più esigenti, non solo con prodotti di qualità superiore sostenibile, ma anche offrendo una formazione professionale al personale, per garantire la perfetta esperienza del caffè italiano” commenta Cristina Scocchia, Amministratore Delegato di illycaffè. 

 

Cos’è oggi un bar? Un luogo dove la colazione, dolce e salata, si fa slow e sconfina nel brunch, dove la pausa pranzo valorizza sempre più i vegetali di stagione assecondando nuovi regimi alimentari e dove l’irrinunciabile rito dell’aperitivo è scandito da Spritz e calici di vino affiancati da cocktail list studiate, con interessanti proposte zero alcol o drink che esaltano il caffè, il tè o anche la birra. Insomma, un luogo in cui nulla è dato per scontato e l’innovazione è costante. 

 

Sono 45 le Tre Tazzine e i Tre Chicchi 2024: con l’esclusione di Molise, Calabria, Trentino-Alto Adige, Basilicata e Sardegna, sono molteplici i bar che in ogni regione italiana danno il meglio di sé. A brillare, come sempre il Piemonte, dove la storica tradizione del caffè assicura a ben due insegne il massimo delle stelle per 20 anni consecutivi, come Baratti & Milano e Torino e Converso a Bra, a cui si uniscono Biasetto a Padova, Tuttobene a Campi Bisenzio (FI) e Antico Caffè Spinnato di Palermo con lo stesso primato. 

 

Sotto i riflettori anche la Valle d’Aosta: Paolo Griffa Al Caffè Nazionale, che apre la guida con il suo palmares a pieno punteggio, si aggiudica il Premio illy Bar dell’Anno 2024, grazie alla sostenibilità che è il suo filo conduttore. Energia elettrica interamente ottenuta da fonti rinnovabili, packaging riciclabili al 97%, attenzione agli sprechi a tutto tondo, selezione dei fornitori con valori condivisi, garantendo qualità del prodotto e delle condizioni di vita di chi lavora lungo la filiera, valorizzando i prodotti di piccole realtà valdostane e le erbe spontanee impiegate nelle preparazioni, raccolte un orto sinergico a pochi passi. Una somma di piccoli gesti quotidiani, non urlati ma intesi come “normalità”.  

 

A brillare, come sempre il Piemonte, dove la storica tradizione del caffè assicura a ben due insegne il massimo delle stelle per 20 anni consecutivi, come Baratti & Milano e Torino e Converso a Bra, a cui si uniscono Biasetto a Padova, Tuttobene a Campi Bisenzio (FI) e Antico Caffè Spinnato di Palermo con lo stesso primato. In centro, tra i teatri Politeama e Massimo, la storica caffetteria con sala da tè della famiglia Spinnato è il luogo ideale per una sosta di grande soddisfazione. Un godibilissimo dehors in zona pedonale e dentro arredi e atmosfera che richiamano l’eleganza Liberty dei primi del ‘900. Negli spazi limitrofi un’offerta imponente e di alto livello, tra forno, pizza a taglio, tutte le tipiche specialità di rosticceria (ottime le arancine) e gastronomia per il pranzo (da provare la pasta con le sarde). Tra i cavalli di battaglia la pasticceria, con in prima fila squisite cassate e cassatine, deliziosi cannoli, geli, buccellati, dessert e torte per tutti i gusti. Ottima la miscela di caffè, a prevalenza Arabica, valorizzata al meglio in eccellenti espressi e derivati. Lievitati e brioche sono irrinunciabili, ancor meglio con una stupenda granita. Stessa proprietà per Coffee & Chocolate, sempre in via Belmonte, Spinnato Politeama (in piazza Castelnuovo), e il bar in zona partenze all’aeroporto. 

 

Sono altre due le eccellenze a brillare in Sicilia con Tre Tazzine e Tre Chicchi, all’interno delle 78 eccellenti insegne disseminate in ogni provincia e capoluogo, capaci di dare al caffè un sapore speciale: il Caffè Sicilia di Noto, che ottiene una stella per 10 anni consecutivi, e Sciampagna di Palermo. 

 

Al Caffè Sicilia è un lavoro rigoroso e appassionato quello del Maestro Corrado Assenza, meraviglioso interprete di una filosofia che mette al centro il territorio valorizzandone prodotti e persone. Un lavoro che si apprezza in ogni dolce o specialità. Come i profumati lievitati, cornetti e brioche leggere come nuvole servite insieme alle migliori granite dell’isola, le monoporzioni di torta Savoia, cassate di gran classe, pasticciotti, tranci di torte, crostate e plumcake. In bella mostra il repertorio di trancetti che a ogni assaggio fanno innamorare e poi le torte gelato, una gioia per il palato: limone, Delizia dell’Etna, pistacchio e arancia, zafferano e arancia amara. Cannolo di cialda fritta o di pasta frolla e Savarin sono ottimi a ogni ora, con un eccellente caffè o un fantastico latte di mandola maison. Da provare i frollini, sempre disponibili già confezionati, e deliziose le praline, da accompagnare a un vino dolce. Drink e calici di vino con squisiti mini rustici per l’aperitivo. All’altezza il servizio. 

 

Qualità, raffinatezza, passione. Il nome di Carmelo Sciampagna ha da tempo oltrepassato i confini regionali ed è oggi un brillante tassello di sicilianità. Le sue specialità si possono assaggiare nel centro di Palermo (ora unica sede) in un locale molto curato e di gusto moderno. I lievitati del mattino – come tutto il resto d’altronde – rivelano una tecnica impeccabile e grandi materie prime. Originalità ed estetica vanno a braccetto. Burrosi e profumati i croissant, armoniose le veneziane alla crema, soffici e golosi maritozzi e brioche, delicate le danesi alle mele. Perfetta la presentazione dei cappuccini, dalla crema fine e vellutata, che godono di un profumato eccellente espresso. Varia e di alta scuola la pasticceria, dal tocco contemporaneo, con eleganti mignon, monoporzioni e fette di torta, ma anche squisite cassate e crostate con gelo di anguria. Da provare macaron e praline, e in estate l’ottimo gelato. Bene il salato, che omaggia la migliore tradizione palermitana. 

 

Il pdf completo è in allegato. 

 

 

TRE TAZZINE E TRE CHICCHI IN ITALIA

VALLE D’AOSTA 

AOSTA: PAOLO GRIFFA AL CAFFÈ NAZIONALE 

 

PIEMONTE 

BRA [CN]: CONVERSO 

TORINO: BARATTI & MILANO, CAFFÈ SAN CARLO, BAR ZUCCA 

 

LIGURIA 

GENOVA: DOUCE, MURENA SUITE 

 

LOMBARDIA 

ALMENNO SAN BARTOLOMEO [BG]: LA PASQUALINA 

BERGAMO: CAFFÈ CAVOUR 1880 

BRESCIA: BEDUSSI 

CAROBBIO DEGLI ANGELI [BG]: IN CROISSANTERIA LAB 

CASSAGO BRIANZA [LC]: COLZANI 

ERBA [CO]: PASTICCERIA SARTORI 

MILANO: L’ ILE DOUCE, PAVÉ 

TREVIGLIO [BG]: MARELET 

ZANICA [BG]: MORLACCHI 

 

VENETO 

ARZIGNANO [VI]: OLIVIERI 1882 

LONIGO [VI]: IL CHIOSCO 

PADOVA: BIASETTO 

VENEZIA: AMO, GRANCAFFÈ QUADRI 

 

FRIULI VENEZIA GIULIA 

PALMANOVA [UD]: CAFFETTERIA TORINESE 

TRIESTE: ANTICO CAFFÈ SAN MARCO, CAFFÈ VATTA 

 

EMILIA ROMAGNA 

BOLOGNA: GINO FABBRI PASTICCERE 

CATTOLICA [RN]: STACCOLI CAFFÈ 

NOVELLARA [RE]: BAR ROMA 

PIANORO [BO]: GABRIELE SPINELLI – DOLCE SALATO 

RIMINI: RINALDINI 

SAN SECONDO PARMENSE [PR]: NUOVA PASTICCERIA LADY 

 

TOSCANA  

CAMPI BISENZIO [FI]: TUTTOBENE 

FIRENZE: DITTA ARTIGIANALE, GILLI, PASZKOWSKI 

 

MARCHE 

LORETO [AN]: PICCHIO 

 

UMBRIA 

MAGIONE [PG]: BAR MOLINO CENTUMBRIE 

 

LAZIO 

ROMA: SPAZIO BAR E CUCINA 

 

ABRUZZO 

PESCARA: CAPRICE 

 

CAMPANIA 

MINORI [SA]: SAL DE RISO COSTA D’AMALFI 

NAPOLI: GRAN CAFFÈ LA CAFFETTIERA 

 

PUGLIA 

LECCE: 300MILA 

 

SICILIA 

NOTO [SR]: CAFFÈ SICILIA 

PALERMO: SCIAMPAGNA, ANTICO CAFFÈ SPINNATO 

 

Gambero Rosso è la piattaforma leader per contenuti, formazione, promozione e consulenza nel settore del Wine Travel Food italiani. Offre una completa gamma di servizi integrati per il settore agricolo, agroalimentare, della ristorazione e della hospitality italiana che costituiscono il comparto di maggior successo, a livello internazionale, per la crescita dell’economia. Unico nel suo format di operatore multimediale e multicanale del settore, Gambero Rosso possiede un’offerta di periodici, libri, guide, broadcasting (Sky 415 e 133) e web OTT con cui raggiunge professionisti, canali commerciali distributivi e appassionati in Italia e nel mondo. Gambero Rosso Academy è la più ampia piattaforma formativa professionale e manageriale per la filiera agroalimentare, della ristorazione, della ospitalità e del turismo. Gambero Rosso offre al sistema produttivo italiano un programma esclusivo di eventi di promozione B2B per favorirne il costante sviluppo nazionale e internazionale. www.gamberorosso.it e www.gamberorossointernational.com   

   

illycaffè è un’azienda familiare italiana fondata a Trieste nel 1933, che da sempre si prefigge la missione di offrire il miglior caffè al mondo. Produce un unico blend 100% Arabica composto da 9 ingredienti diversi. L’azienda seleziona solo l’1% dei migliori chicchi di Arabica al mondo. Ogni giorno vengono gustate 8 milioni di tazzine di caffè illy nei bar, ristoranti, alberghi, caffè monomarca, case e uffici di oltre 140 paesi, in cui l’azienda è presente attraverso filiali e distributori. Fin dalla nascita illycaffè ha orientato le proprie strategie verso un modello di business sostenibile, impegno che ha rafforzato nel 2019 adottando lo status di Società Benefit e nel 2021 diventando la prima azienda italiana del caffè ad ottenere la certificazione internazionale B Corp. Dal 2013 illycaffè è inoltre una delle World Most Ethical Companies. Tutto ciò che è ‘made in illy’ viene arricchito di bellezza e arte, a cominciare dal logo, disegnato da James Rosenquist, le illy Art Collection, le tazzine decorate da più di 125 artisti internazionali o le macchine da caffè disegnate da designer di fama internazionale. Con l’obiettivo di diffonderne la cultura della qualità ai coltivatori, baristi e amanti del caffè, l’azienda ha sviluppato la sua Università del Caffè che ad oggi svolge corsi in 25 paesi del mondo. Nel 2021 Rhône Capital è entrato nel capitale di illycaffè con una quota di minoranza per accompagnare l’azienda nella crescita internazionale. Nel 2022 illycaffè ha impiegato 1230 persone e ha generato un fatturato consolidato pari a €567,7 milioni. La rete monomarca illy conta 190 punti vendita in 34 Paesi.  

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Cultura

Poste Italiane, annullo filatelico per i 30 anni dell’IGP del Cappero di Pantelleria

Redazione

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Lunedì 22 giugno il timbro, richiesto dalla Coop. Agricola Produttori Capperi

In occasione delle celebrazioni per i 30 anni dal riconoscimento di Indicazione Geografica Protetta del cappero pantesco, Poste Italiane attiverà lunedì 22 giugno un servizio filatelico temporaneo con bollo speciale con la dicitura “30° Anniversario Riconoscimento IGP Cappero di Pantelleria – Cooperativa agricola Produttori Capperi – anni certificazione IGP 1996-2026” richiesto dalla stessa Cooperativa Agricola.

Dalle ore 9 alle 14 sarà possibile timbrare con il bollo speciale le corrispondenze presentate presso la postazione di Poste Italiane allestita all’interno dell’ufficio postale di Trapani Centro, in Piazza Vittorio Veneto.

Eventuali commissioni filateliche potranno essere inoltrate a:
Poste Italiane / Filiale di Trapani. Per qualsiasi informazione o curiosità sugli annulli e su tutto il mondo della filatelia è disponibile il sito filatelia.poste.it.

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Cultura

Pantelleria, gli orari estivi di apertura delle Mediateca Comunale

Direttore

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Si comunica che la Mediateca sarà aperta al pubblico nei seguenti giorni e orari:

Lunedì dalle ore 17:30 alle ore 20:30;
Mercoledì dalle ore 17:30 alle ore 20:30;
Venerdì dalle ore 17:30 alle ore 20:30.

Ricordiamo che nei locali si trova la mostra permanente delle opere di Michele Cossyro: quadri, istallazioni, donate alla comunità pantesca.

delle 100 opere, sono state donate al momento circa una sessantina, seguendo la divisione per tre anni consecutivi. Nel 2025, la seconda tranche.
Siamo in attesa della consegna conclusiva a completamento dell’immenso patrimonio messo a disposizione di un’isola ancor più ricca, in questo modo.

Il M° Cossyro ha così voluto rendere omaggio i suoi isolani con il pregio di quelle creazioni che in qualche maniera riconducono tutte all’isola, alla formazione dell’artista, alla genialità pantesca e alla genealogia dell’autore.

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Cultura

Solarino nell’Ottocento: continuità dinastica tra i Requesens e i Gravina attraverso Teresa Requesens, madre del principe Domenico Gravina

Laura Liistro

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SOLARINO – La storia di Solarino e della Terra di San Paolo non si conclude con la fondazione del paese nel Settecento. Una documentazione ottocentesca relativa all’amministrazione dei beni di San Paolo Solarino testimonia infatti come il legame con la famiglia Requesens fosse ancora vivo e presente attraverso i discendenti della casata che aveva dato origine alla comunità solarinese.

Un elemento particolarmente interessante emerge dall’analisi genealogica della famiglia Gravina. Il principe Domenico Benedetto Gravina, appartenente al potente ramo dei Principi di Comitini, era figlio di don Giuseppe Maria Gravina, VI principe di Comitini, e di donna Teresa Requesens, dei Principi di Pantelleria. Attraverso questa unione si riconsolidò l’incontro tra due delle più importanti famiglie aristocratiche della Sicilia, con il trasferimento ai Gravina anche di interessi, diritti e amministrazioni che affondavano le proprie radici nella storia dei Requesens che, nel corso dell’Ottocento, viveva una decadenza economica documentata. 

Sebbene il cognome Requesens non compaia direttamente nei documenti amministrativi relativi a Solarino, la loro presenza è evidente proprio attraverso Teresa, che rappresenta il collegamento dinastico tra la famiglia fondatrice della Terra di San Paolo e i Gravina di Comitini.

Ma Teresa Requesens non fu una figura qualunque. Era figlia di Francesco Requesens, Principe di Pantelleria, e di Anna Maria Bonanno, appartenente alla prestigiosa famiglia dei Principi della Cattolica.
Era sorella di Emanuele Requesens, figura di primo piano della vita politica siciliana tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento, ricordato per il suo impegno in difesa delle prerogative del Regno di Sicilia e per la sua partecipazione alla vita parlamentare dell’Isola nei difficili anni delle riforme costituzionali e delle tensioni con il governo borbonico.

Era anche sorella di Caterina Requesens,  moglie di Antonio Riggio, principe della Catena che, fino alla fine dell’Ottocento, paga tasse di proprietà al Comune di San Paolo Solarino.

 

 
Attraverso Teresa, Emanuele e Caterina si delinea dunque una rete familiare che collegava direttamente Solarino ad alcune delle personalità più influenti della Sicilia dell’epoca.
 
Grazie a lei il patrimonio genealogico e il prestigio dei Requesens confluirono nella casa Gravina, contribuendo a rafforzarne ulteriormente il ruolo nell’aristocrazia isolana.

Il figlio Domenico Gravina, registrato storicamente con il nome completo di Domenico Benedetto Gravina e nato Francesco il 28 settembre 1807, rappresenta una delle figure più significative della nobiltà siciliana dell’Ottocento. Entrato giovanissimo nell’ordine benedettino presso il monastero di Monreale, assunse il nome di Domenico Benedetto e sviluppò una brillante carriera culturale e scientifica. Fu docente di fisica e filosofia, studioso di storia naturale, esperto di belle arti, architetto autodidatta, disegnatore ed entomologo, distinguendosi ben oltre i tradizionali ruoli dell’aristocrazia del suo tempo.
Tornato a Monreale nel 1852, si dedicò agli studi storici e artistici, lasciando numerose opere. Tra queste spiccano Alcune note sulle antichità di Sicilia (1839) e soprattutto Il Duomo di Monreale (1859-1870), monumentale lavoro corredato da 90 tavole cromolitografiche.

La sua importanza, tuttavia, non si limitò all’ambito culturale. Domenico apparteneva infatti a una delle casate più influenti della Sicilia. I Gravina di Comitini esercitavano un vasto controllo patrimoniale e amministrativo su numerosi territori e rendite, e la documentazione relativa ai canoni di San Paolo Solarino testimonia proprio la continuità di questa gestione nell’Ottocento. La presenza dei Gravina nei documenti non indica quindi un cambiamento rispetto al passato, ma la prosecuzione dell’autorità esercitata attraverso la linea ereditaria che univa Gravina e Requesens.

I Gravina di Comitini risiedevano principalmente a Palermo, dove la famiglia edificò il monumentale Palazzo Gravina di Comitini in via Maqueda, oggi sede istituzionale. Da questo centro di potere venivano amministrati beni, rendite e diritti distribuiti in diverse aree della Sicilia, compresi quelli collegati alla Terra di San Paolo e al territorio di Solarino.

In questo quadro storico assume un valore particolare il ruolo di Teresa Requesens. Attraverso di lei la tradizione familiare dei Principi di Pantelleria non soltanto si trasmette ai Gravina, ma continua a mantenere un rapporto diretto con la Terra di San Paolo anche durante l’Ottocento. La figura di Domenico Gravina diventa così il simbolo di questa continuità: da un lato erede della grande aristocrazia siciliana, dall’altro protagonista della vita culturale dell’Isola.

La presenza del nome Gravina nella documentazione amministrativa rappresenta dunque la naturale evoluzione di una storia iniziata con i Requesens. Una continuità dinastica che passa attraverso Teresa Requesens e trova nel principe Domenico Gravina uno dei suoi interpreti più autorevoli, confermando come le vicende di Solarino fossero ancora strettamente intrecciate con quelle di alcune delle più potenti famiglie della nobiltà siciliana.

A oltre due secoli dalla fondazione del paese, queste testimonianze restituiscono un’immagine più completa della storia solarinese, mostrando come i legami tra il territorio, i Requesens e i Gravina siano sopravvissuti ben oltre il Settecento, attraversando generazioni, successioni ereditarie e importanti eventi della storia della Sicilia.
 
Laura Liistro

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