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Pantelleria – Tassa di sbarco, Tremarco “Strumenti, scelte e responsabilità: una riflessione doverosa.”

Redazione

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Vi sono circostanze nella vita amministrativa di una comunità in cui si rende necessario chiarire, non tanto per rispondere a chi articola accuse o insinuazioni, ma per ristabilire una corretta interpretazione del rapporto tra il dire e il fare, tra l’azione pubblica e la sua rappresentazione.

Accade infatti che, in un passaggio non secondario dell’ultimo dibattito consiliare di oggi, durante la lettura delle comunicazioni, sia stato evocato dalla Consigliera Mariangela Silvia un presunto cambio di approccio nell’ambito della mia delega alla comunicazione che sarebbe maturato in seguito a pressioni o stimoli dell’opposizione.

Si tratterebbe, secondo questa lettura, di un’inversione di rotta, un passo indietro rispetto a una linea iniziale giudicata poco aperta al confronto.
Mi permetto di osservare, con la pacatezza che si addice alla funzione che ricopro, che tali valutazioni appaiono superficiali nella forma e infondate nella sostanza.
La comunicazione istituzionale, quando è autenticamente orientata al servizio dell’interesse generale, non può né deve soggiacere alla logica della reattività immediata, della replica istintiva, dell’emotività del momento.
È semmai figlia di un processo lento, riflessivo, a tratti persino faticoso, in cui si misura la qualità della relazione tra chi governa e la cittadinanza.
Che io abbia sempre avvertito la necessità di un confronto costruttivo tra i consiglieri non è né una novità né un segno di cedimento.

È l’espressione coerente di un metodo di lavoro che ha sempre privilegiato il dialogo serio rispetto alla polemica gratuita, la sostanza dei problemi rispetto al loro riflesso mediatico.
L’equilibrio tra ascolto e responsabilità, tra apertura e fermezza, non si improvvisa: si costruisce giorno dopo giorno, nell’esercizio silenzioso e spesso invisibile della mia azione amministrativa.

La tassa di sbarco

Vengo ora al tema che è stato richiamato in modo forse ancora più esplicito: quello della tassa di sbarco.

È stato affermato, con una certa enfasi dalla Consigliera Mariangela Silvia, che gli attuali eventi e politiche turistiche trovino fondamento in quella misura adottata a suo tempo da chi oggi siede tra i banchi dell’opposizione, la Consigliera Siragusa.

Anche in questo caso, il rischio di confondere la causa con l’effetto, il mezzo con il fine, è evidente.
Istituire la tassa di sbarco – come ogni atto normativo – è un’operazione amministrativa. Necessaria, talvolta doverosa. Ma non sufficiente.

Ciò che distingue l’ordinaria amministrazione dalla visione politica è la capacità di tradurre una norma in una leva di sviluppo. La tassa di sbarco è stata per anni uno strumento latente, la cui potenzialità è rimasta in gran parte inespressa.
Grazie a una precisa volontà di pianificazione e indirizzo della nostra amministrazione, essa è stata trasformata in risorsa utile a costruire un’offerta turistica integrata, a sostenere iniziative in grado di coniugare identità e attrattività, a disegnare una traiettoria che guarda oltre i confini stagionali.

Il tentativo di attribuire retroattivamente a chi ha previsto uno strumento – ma non ne ha sfruttato le possibilità – il merito dei risultati successivi, equivale a ritenere che piantare un seme sia sufficiente per raccogliere il frutto, anche se nessuno si è preso cura della terra, della luce, dell’acqua. Non è così. E chi amministra lo sa.

Per queste ragioni, ritengo sia giusto e doveroso restituire al dibattito un minimo di rigore e di onestà. Non si tratta di rivendicare successi, ma di evitare che la narrazione politica diventi un racconto distorto dove i ruoli si confondono e le responsabilità si cancellano.
Le scelte fatte in questi due anni, spesso in condizioni difficili, sono il frutto di una visione precisa, che ha posto il turismo non come ambito da gestire, ma come campo da ripensare, da valorizzare, da rendere generativo.
Chi ha contribuito a quel processo di istituzione della tassa di sbarco merita rispetto. Ma chi lo ha guidato non può accettare che il proprio impegno venga ridotto a una semplice conseguenza di decisioni altrui.
Nella storia politica, come nella vita, il merito non è mai solo nella premessa, ma soprattutto nel percorso.

Federico Tremarco

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Governo Schifani, i tre nuovi assessori Albano, Caruso e Ingala hanno giurato all’Ars

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I tre nuovi assessori del governo regionale hanno giurato oggi pomeriggio a Sala d’Ercole, davanti al presidente della Regione Renato Schifani. Entrano così ufficialmente nel pieno delle loro funzioni

  • Nuccia Albano come assessore alla Famiglia, alle politiche sociali e al lavoro,
  • Marcello Caruso assessore alla Salute 
  • Elisa Ingala assessore alla Funzione pubblica e alle autonomie locali.

«Torno alla guida di un assessorato complesso, che guarda soprattutto alle fasce più fragili della popolazione – afferma l’assessore Albanoè importante che tutti ci impegniamo a portare a termine i progetti avviati, il mio lavoro ripartirà proprio da qui. Inoltre, accelereremo sul fronte del concorso degli ispettori del lavoro, figure indispensabili per arginare il fenomeno delle morti sul lavoro, che è ormai una piaga per la nostra terra».

«La sanità va guidata nel rispetto delle esigenze dei cittadini, perché è determinante nella qualità della vita della gente. Questa è la visione che mi porterà ad analizzare i tanti dossier aperti, dal Pnrr con le case e gli ospedali di comunità alle liste d’attesa – sottolinea l’assessore Caruso Da parte mia ci sarà grande disponibilità verso le organizzazione sindacali e professionali, con cui stabilirò un rapporto di fattiva collaborazione. Ringrazio Daniela Faraoni per il lavoro svolto fin qui e per la correttezza istituzionale dimostrata».

«Sono pronta ad affrontare questo nuovo lavoro, che mi permetterà di fare qualcosa per la nostra amata terra – dichiara l’assessore Ingalametterò le mie competenze a disposizione di questo assessorato, che rappresenta il territorio, tutti i Comuni, i Liberi consorzi, le Città metropolitane, che hanno tante difficoltà finanziarie. Saremo a disposizione per tentare di risolvere i problemi, perché solo con una buona economia locale e territoriale è possibile creare sviluppo».
 
 

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Il discorso dell’ANPI Pantelleria alla Cerimonia del 25 Aprile

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Care cittadine, cari cittadini,

 

oggi celebriamo il 25 aprile, la Festa della Liberazione.

Una data che non appartiene solo al passato, ma che continua a parlare al presente e, soprattutto, al futuro del nostro Paese.

Ricordiamo oggi il coraggio di donne e uomini che, in uno dei momenti più bui della nostra storia, scelsero di non voltarsi dall’altra parte.
Scelsero la libertà, spesso a costo della propria vita.
Scelsero la dignità, contro la paura.
Scelsero la responsabilità, contro l’indifferenza.

La Resistenza non è stata solo una pagina di storia: è stata una scelta morale.
E quella scelta continua a interrogarci.

Essere qui oggi, come membri dell’ANPI, significa custodire quella memoria e trasformarla in impegno.
Perché la libertà non è mai definitiva: va difesa, ogni giorno.
La democrazia non è mai garantita una volta per tutte: va praticata, con consapevolezza.

In un tempo in cui le parole possono dividere, in cui la memoria rischia di sbiadire o di essere piegata, il nostro compito è semplice e insieme difficile:
ricordare con onestà, trasmettere con responsabilità, testimoniare con coerenza.

Il 25 aprile non è una celebrazione contro qualcuno, ma è una festa per tutti:
la festa di un’Italia che ha saputo ritrovarsi nei valori fondamentali della libertà, della giustizia, della solidarietà.

Oggi, nel ricordare chi ha combattuto e chi ha sacrificato tutto, rinnoviamo un impegno:
quello di essere cittadini consapevoli, di difendere i principi della nostra Costituzione, di non essere mai indifferenti.

Perché, in fondo, la domanda che ci lascia la Resistenza è ancora questa:
da che parte stiamo?

Buon 25 aprile a tutti.

ANPI Pantelleria

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Pantelleria – Waterfront, Rizzo (FI) si congratula con il sindaco per intervento in consiglio comunale

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Ieri consiglio comunale importante punti all’ordine del giorno approvazione del DUP e del Bilancio il segretario di Forza Italia Comunale Rizzo Gianni si congratula per l’intervento del Sindaco, il quale con toni molto pacati ha spiegato tutto ciò che al momento la nostra isola sta subendo e subirà per via dei lavori del Water Front, lo stesso ci suggerisce di essere parsimoniosi tutti indistintamente sui vari disagi che ci saranno da qui a breve.

Inoltre ha risposto ai dubbi e perplessità sollevate dal gruppo di minoranza, chiarendo tutto ciò che verrà realizzato in tempi brevi sul lungomare anche per  le attività sarà molto impattante e lo stesso ha dichiarato, durante l’assise pubblica, di cercare il modo e la formula per  dare un contributo a tutte quelle attività che sono limitrofe al water Front che stanno subendo delle perdite di vendita

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