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Cronaca

Alcamo, brucia escavatore con una molotov: arrestato 45enne dai carabinieri

Matteo Ferrandes

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I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Alcamo hanno dato
esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misura cautelare degli arresti domiciliari con
applicazione del braccialetto elettronico emessa dal GIP presso il Tribunale di Trapani, su
richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un 45 enne alcamese,
ritenuto gravemente indiziato del reato di incendio.
Il provvedimento scaturisce dalle indagini condotte dai Carabinieri, coordinati dalla Procura
della Repubblica di Trapani, avviate a seguito dell’incendio di un escavatore di proprietà di
una ditta operante nel settore del movimento terra, avvenuto nel mese di giugno di
quest’anno.

Gli accertamenti condotti dai militari dell’Arma, mediante l’attenta analisi dei sistemi di
videosorveglianza, ha permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico
dell’odierno indagato il quale, dopo aver effettuato un preliminare sopralluogo sul terreno
ove il veicolo era momentaneamente parcheggiato, avrebbe appiccato l’incendio mediante
una bottiglia incendiaria (c.d. “molotov”). Le fiamme erano state poi spente dai Vigili del
Fuoco prima che si protraessero, scongiurando ulteriori danni.
Nel corso delle indagini, di concerto con la competente Procura della Repubblica, è stata
altresì eseguita una perquisizione domiciliare a carico dell’uomo che ha consentito di
rinvenire e sequestrare gli indumenti verosimilmente utilizzati nel corso dell’azione
delittuosa.
L’odierno arrestato è stato dunque tradotto agli arresti domiciliari a disposizione
dell’Autorità Giudiziaria.

Ambiente

Forte terremoto registrato nello sciame sismico a sud di Malta

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No dà tregua lo sciame sismico che interessa il Mediterraneo da giorni: oggi terremoto di magnitudo 4.2 a sud di Malta.
L’isola dei Cavalieri dista a soli 247 chilometri da Pantelleria e 172 chilometri da Lampedusa.

La  forte scossa di terremoto si è verificata alle 18:38 di oggi, venerdì 27 gennaio, nell’ambito dello sciame sismico in corso da giorni a sud di Malta. 

Immagine di copertina da Meteoweb.eu

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Sanità

Richiami, pianta velenosa e allucinogena invece di spinaci. Ministero della Salute allerta tutti i supermercati

Direttore

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Il Ministero della salute, oggi,  ha compiuto il richiamo di un prodotto nocivo perchè risultante velenoso e allucinogeno.

In confezioni di spinaci sono state rinvenute pianta di stramonio,  ovvero una pianta a fiore della famiglia delle Solanacee.

Essa è un’erba altamente velenosa perchè contenente potenti alcaloidi, in particolare la scopolamina.
  
  
Il prodotto, a marchio Decò, è confezionato dall’azienda GIAS a Mongrassano Scalo (CS).

Parliamo di “Spinaci italiani con mozzarella e condimento ai formaggi“,  in confezioni da 450 grammi – Lotto n° LL2299C, con data di scadenza 04/2024.

Il documento di richiamo ministeriale riporta: “Si raccomanda di non consumare il prodotto e restituire al punto vendita“.

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Economia

Democrazia partecipata: bonus di 1,3 milioni per 207 Comuni siciliani

Redazione

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Le premialità sono destinate a chi ha speso tutti i fondi disponibili nel 2019 e derivano dalle sanzioni comminate agli enti locali inadempienti

1 milione e 300 mila euro extra (precisamente € 1.287.090,45) per i Comuni “virtuosi” che hanno speso fino all’ultimo euro dei fondi regionali 2019 per la democrazia partecipata. È quanto stabilisce il decreto dell’Assessorato delle Autonomie locali e della Funzione pubblica della Regione Siciliana, pubblicato lo scorso 29 dicembre.

Il documento contiene la ripartizione di queste premialità, che vanno a rimpinguare le casse di 207 Comuni: 24 nell’Agrigentino, 11 nel Nisseno, 26 nel Catanese, 10 nell’Ennese, 79 nel Messinese, 35 nel Palermitano, 3 nel Ragusano, 10 nel Siracusano e 9 nel Trapanese. Le somme oscillano dai 2.245,85 per Frazzanò, 615 anime nel Messinese, ai 29.593,70 euro del capoluogo Siracusa, seguito da Ragusa (22.231,25 euro), Lipari (19.937,82 euro), Acireale (17.455,22 euro), Piraino (16.072,64 euro), Caltabellotta (15.513,43 euro) e Siculiana (€13.125,02). “Va subito detto – sottolinea Parliament Watch Italia, l’associazione che ha lanciato il progetto “Spendiamoli Insieme”, sul monitoraggio civico dei fondi per la democrazia partecipata in Sicilia – che queste cifre non hanno alcun vincolo di destinazione. Le amministrazioni comunali potranno impiegarle come ritengono più opportuno. Dal nostro punto di vista sarebbe utile, oltre che giusto, che servano per migliorare e ampliare i processi di democrazia partecipata previsti dalla legge.

In ogni caso, a prescindere dalla cifra e dalla destinazione, i fondi extra costituiscono comunque un ulteriore incentivo per i Comuni a spendere, ci auguriamo bene e davvero insieme ai cittadini, le risorse della democrazia partecipata. Nelle prossime settimane proveremo a verificare se i 207 Comuni individuati dalla Regione per le premialità siano o meno davvero virtuosi”. Le premialità derivano dalle sanzioni ai Comuni inadempienti a valere sui fondi 2019. Secondo la legge regionale siciliana 5/2014 (art. 6, comma 1), ogni anno i Comuni Siciliani sono tenuti a spendere il 2% dei fondi che ricevono dalla Regione (meno le cosiddette “quote complementari” destinate alla stabilizzazione dei lavoratori precari) con forme di democrazia partecipata, quindi coinvolgendo i cittadini nella scelta dei progetti da realizzare con queste risorse. Dal 2015 (L.R. n.9/2015 art.6 comma 2) è stata introdotta una sanzione per i Comuni inadempienti, che devono restituire la somma non spesa alla Regione. Dal 2020 (L.R. n. 9/2020) è prevista la ripartizione delle somme restituite tra i Comuni virtuosi.

Il computo dei bonus arriva a fine 2022, dopo l’aggiornamento del conteggio delle sanzioni 2019, pubblicato nell’ottobre scorso, al termine di un procedimento burocratico lungo e complesso. Secondo Giovanni Mazzone, avvocato cassazionista, autore del volume “La Democrazia partecipata: da Porto Alegre a Solarino – Analisi delle vigenti normative primarie e secondarie e in particolare di quella della Regione Siciliana” (Edizioni Gepas), le ragioni dei ritardi nel calcolo di sanzioni e premialità legate all’uso dei fondi della democrazia partecipata in Sicilia sarebbero dovute al “carattere ordinatorio e non perentorio” dei termini di autocertificazione indicati nelle circolari rivolte agli enti locali, secondo una tollerante interpretazione dello stesso Assessorato regionale alle Autonomie Locali e alla Funzione Pubblica. «I Comuni interessati al conseguimento della premialità – sottolinea l’avvocato Mazzone nel libro – saranno in futuro costretti a investire in democrazia partecipata importi superiori al prescritto 2%, così da assicurarsi di aver speso “almeno il 2 per cento delle somme loro trasferite”; il mancato raggiungimento dell’obiettivo per pochi euro, infatti, oltre alla penale, poco rilevante essendo pari ai pochi euro non spesi, comporterà anche la mancata partecipazione al riparto della premialità che, stante le penalizzazioni sinora inflitte, potrebbe essere interessante».

Da www.spendiamolinsieme.it, per i dettagli e l’elenco completo dei fondi per ciascuno dei 207 Comuni, si può fare riferimento alla pubblicazione online: https://www.spendiamolinsieme.it/2023/01/27/bonus-democrazia- partecipata-13-milioni-di-euro-extra-per-207-comuni-siciliani-virtuosi/ Per informazioni e chiarimenti: Giuseppe D’Avella, tel. 348 958 4581

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