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Ambiente

Aderiamo alla campagna “Taglia l’elastico della mascherina”

Giuliana Raffaelli

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In questi giorni sui social sta girando una campagna dal titolo “Taglia l’elastico della mascherina prima di gettarla nella spazzatura”. Anche la Redazione del Giornale di Pantelleria ha deciso di aderire all’iniziativa sensibilizzando sull’argomento.

Abbiamo già parlato in un precedente articolo di questa nuova fonte di inquinamento, al quale è stato associato il neologismo sintattico anglosassone “pandemic trash” (che potremmo tradurre in “spazzatura pandemica”), e del corretto smaltimento di mascherine e guanti (nel bidone grigio dell’ndifferenziato). Ma se anche smaltiamo in modo corretto questa nuova spazzatura, potrebbe non essere sufficiente. Può capitare che, dopo averla gettata, essa sia dispersa nell’ambiente per vari motivi, ad esempio a causa dell’azione di alcuni animali che vanno a rovistare in ciò che noi gettiamo (avete presente i gabbiani nelle discariche?).

Si tratta quindi di appropriarci e rendere automatico un gesto molto semplice e veloce, che non costa nulla ma che è molto importante. Si tratta di un gesto che può tracciare lo spartiacque tra la vita e la morte (spesso con lenta agonia) di diverse specie animali, primi tra tutti gli uccelli, oltre agli animali acquatici.

Alla campagna hanno aderito numerose associazioni, prime fra tutte la Lipu (Lega italiana protezione uccelli), e personaggi dello spettacolo attivi in campo ambientale, come Licia Colò (dalla cui pagina Facebook abbiamo tratto l’immagine di copertina).

Un piccolo gesto che può salvare la vita di molti animali che rischiano di rimanere con le zampine o le ali attorcigliate all’elastico, senza riuscire più a muoversi e/o volare, oppure “semplicemente” di morire soffocati.

Numerose immagini sono diventate virali sui social, facendo il giro del mondo e scuotendo profondamente le coscienze. Come quella postata nella pagina facebook da una donna canadese (Sandra Denisuk): un uccellino rimasto impigliato su un albero con l’elastico della mascherina avvolto intorno al collo. Morto soffocato dopo chissà quente ore di agonia.

Aderiamo tutti alla campagna “taglia l’elastico della mascherina prima di gettarla nella spazzatura”.

Un gesto non solo di civiltà, ma di rispetto e di amore nei confronti degli ecosistemi già duramente messi a rischio dalle nefaste azioni umane.

Giuliana Raffaelli

 

 

 

 

Laureata in Scienze Geologiche, ha acquisito il dottorato in Scienze della Terra all’Università di Urbino “Carlo Bo” con una tesi sui materiali lapidei utilizzati in architettura e sui loro problemi di conservazione. Si è poi specializzata nell’analisi dei materiali policristallini mediante tecniche di diffrazione di raggi X. Nel febbraio 2021 ha conseguito il Master in Giornalismo Scientifico all'Università Sapienza di Roma con lode e premio per la migliore tesi. La vocazione per la comunicazione della Scienza l’ha portata a partecipare a moltissime attività di divulgazione. Fino a quando è approdata sull’isola di Pantelleria. Per amore. Ed è stata una passione travolgente… per il blu del suo mare, per l’energia delle sue rocce, per l’ardore delle sue genti.

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1 Commento

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  1. Avatar

    Rizzo maria

    19:18 - Marzo 12, 2021 at 19:18

    È una vergogna poveri animaletti indifesi ! Devono pagare con la vita x l ignoranza umana !

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Ambiente

Pantelleria – Parco, La Francesca “al centro, le esigenze del cittadino”

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Parco: occorre portare avanti un lavoro corale di uniformità dei vari strumenti di programmazione e regolamentazione del nostro territorio, mettendo al centro le esigenze del cittadino

Egregio Direttore,

per l’ennesima volta dall’Ente Parco dell’Isola di Pantelleria e direttamente dalle parole del suo Presidente, questa volta dal dott. Italo Cucci, si tende a puntare il dito sull’edilizia a Pantelleria ritornando a parlare di limitazione drastica di permessi di costruire e negazione delle autorizzazioni per la realizzazione di piscine.

Come ho già avuto modo di dichiarare in passato, lo scrivente è stato sin dall’inizio un convinto sostenitore del Parco, quale importante strumento di valorizzazione e tutela del nostro territorio, e che certamente non mi iscrivo al “partito del cemento e degli speculatori” ma sono altrettanto convinto che non vi è alcuna necessità di limitare le nuove costruzioni in zona agricola per il semplice fatto che l’attuale sistema vincolistico che interessa la nostra isola (vincolo paesaggistico, vincolo idrogeologico, norme sulle zone SIC – ZPS, norme del parco e norme urbanistiche) già fa si che i nuovi dammusi o gli ampliamenti assentiti e che ancora si possono realizzare in zona agricola ben si inseriscono nel contesto rurale isolano e questo grazie anche alla sensibilità e professionalità dei tecnici che lavorano nella nostra isola.

Per quanto attiene invece la realizzazione delle piscine, non comprendo perché si deve negare una legittima pertinenza a un fabbricato di civile abitazione, se tali opere vengono realizzate seguendo i dettami degli attuali strumenti urbanistici e paesaggistici esistenti. Ricordiamoci comunque che viviamo pur sempre in uno stato di diritto!

Ci tengo inoltre a ribadire il concetto che la pianificazione urbanistica del territorio, la cui competenza è comunale e il Piano di gestione, la cui competenza è del Parco, vanno fatte insieme tra i due enti in un tavolo di confronto sereno e leale dove al centro va messo il cittadino e il territorio, quest’ultimo ormai, esclusi i centri abitati, risulta per il 70% in stato di abbandono.

Concludo dicendo che sono sempre stato dell’idea che le norme che regolano il Parco non devono essere sovrapposte a quelle degli altri enti né debbano avere supremazia rispetto a queste, ma occorre portare avanti un lavoro corale di uniformità dei vari strumenti di programmazione e regolamentazione del nostro territorio, che mirino da un lato alla tutela ambientale e da un lato alla valorizzazione e allo sviluppo dell’isola.

Grazie per lo spazio concessomi.

Giuseppe La Francesca

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Ambiente

A Pantelleria giovani a confronto sulla salvaguardia dell’ambiente

Redazione

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“Biddizza d’aMàri: Bint ar-ßiyah” e “Future Makers” sono i due appuntamenti in programma il 26 e 27 aprile sull’isola di Pantelleria durante i quali gli alunni del 4° e 5° dell’Istituto “V. Almanza” si confronteranno sulla salvaguardia del creato.

L’iniziativa è della Diocesi di Mazara del Vallo con gli animatori del progetto Policoro, insieme ad alcune attività locali.

Il programma
Al centro di Punta Spadillo sull’isola, domenica 26 aprile, ore 9, incontro e riflessione sul tema della salvaguardia del creato, con l’obiettivo di sensibilizzare in particolare la comunità pantesca a prendersi cura del proprio territorio, comprendendone il valore e le modalità più efficaci per salvaguardarlo e tutelarlo. In tale occasione sarà presente e interverrà con un’introduzione don Vito Impellizzeri, preside della Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia “San Giovanni Evangelista” di Palermo, Mariano Rodo che presenterà la situazione socio-economica dell’isola per dare uno spaccato più concreto ai partecipanti, don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro. Introdurrà il Vescovo monsignor Angelo Giurdanella.

Lunedì 27 aprile, con inizio alle ore 8,30, si terrà “Future Makers – Giovani per il Creato”, sul tema principale della cura del creato e del territorio naturalistico pantesco. L’occasione intende promuovere una maggiore consapevolezza sui temi della sostenibilità d’impresa e della costruzione di un modello di lavoro etico e responsabile, approfondendo e fornendo ai ragazzi strumenti concreti sempre legati al mondo del lavoro e il loro futuro nella società. I ragazzi oltre ad aver un confronto don Bruno Bignami, avranno la possibilità di fare dei laboratori pratici sulle imprese sostenibili. «Il futuro non è qualcosa che accade, ma qualcosa che si costruisce – spiegano dall’equipe del progetto “Policoro” – e si costruisce insieme, partendo dal rispetto per il territorio, dalla responsabilità verso l’ambiente e dalla capacità di trasformare le idee in azioni».

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Ambiente

TRAPANI, consegna nuovi veicoli antincendio Auto-Pompa-Serbatoio (APS) alimentati a Biodiesel e relativa formazione

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Si è concluso in data 15 aprile 2026, presso la sede centrale del Comando dei Vigili del Fuoco di Trapani, un corso di formazione ad alta specializzazione, programmato e coordinato dalla Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco per la Sicilia, contestualmente alla consegna di n. 12 nuovi veicoli antincendio APS (Autopompe Serbatoio) alimentati a biodiesel, destinati ai Comandi delle Regioni Sicilia e Calabria nell’ambito dell’attuazione del programma di rinnovo del parco automezzi avviato dalle strutture centrali del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

All’attività formativa hanno partecipato circa 80 unità operative autista delle quali n. 24 istruttori patenti per veicoli terrestri provenienti da tutti i Comandi della Sicilia, dai Comandi di Reggio Calabria e Vibo Valentia, nonché la partecipazione di ditte specializzate di settore presenti nella Regione Sicilia che ne assicurano l’assistenza tecnica post-consegna.

Le lezioni, articolate in moduli teorici e pratici, sono state curate direttamente da tecnici della società BAI (Brescia Antincendi International) che ne ha realizzato gli allestimenti tecnici sui nuovi veicoli antincendio. In particolare, la parte teorica, tenuta dall’ing. Claudio Ruggeri, ha riguardato l’illustrazione tecnica degli autoveicoli e dei relativi sistemi antincendio, con approfondimenti sugli schemi di funzionamento e gestione del veicolo.

La parte pratica, condotta dal tecnico BAI Devin Mariotti, è stata invece finalizzata a mostrare in campo le prestazioni operative che possono essere raggiunte con l’uso dei sistemi CAFS (Compressed Air Foam System – sistema ad aria compressa per la produzione di schiuma) e SMPP (Sistema di Miscelazione a Pressione Positiva) di ultima generazione che fanno parte degli impianti tecnici presenti sui veicoli antincendio. Il percorso formativo ha consentito agli istruttori patenti ed al personale autista intervenuto di acquisire le conoscenze e le competenze necessarie per la successiva formazione ve verrà erogata al personale autista destinato alla conduzione delle nuove APS.


Con questa iniziativa, il Comando dei Vigili del Fuoco di Trapani si conferma punto di riferimento nella formazione specialistica del personale operativo, proseguendo nel costante investimento nella crescita professionale operato con il coordinamento della Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco della Sicilia.

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