Cultura
Trapani – Open day, nuovi indirizzi al Polo Universitario: dalla medicina all’agricoltura ecco quali
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Un popolo di studenti allโopen day di oggi presso il Polo Universitario di Trapani. Grande interesse per lโuniversitร che verrร , frutto del grande lavoro svolto in simbiosi tra il Comune di Trapani ed Erice in particolare nonchรฉ del Consorzio Universitario insieme ad UniPa nellโultimo anno.
Polo Universitario, nuovi indirizzi
Infatti, dal prossimo autunno presso lโimmobile messo a disposizione dallโamministrazione guidata dal Sindaco Tranchida, ai corsi giร presenti andranno ad aggiungersi
tecniche di laboratorio biomedico – abilitante;
tecniche di radiologia medica, per immagini e radioterapia – abilitante;
scienze delle attivitร motorie e sportive;
biodiversitร e innovazione tecnologica;
scienze della formazione primaria;
sistemi agricoli mediterranei.
Polo Universitario, Sindaco Tancrida
โFelicissimo di aver visto gremita lโaula magna del Polo Universitario di Trapani, con centinaia di studenti entusiasti per lโampliamento dellโofferta formativa nella nostra cittร – dichiara il Sindaco Tranchida -. Con lโapertura del nuovo plesso presso lโex immobile Principe di Napoli, nel pieno del centro storico, siamo certi di dare il via alla trasformazione di Trapani in cittร universitariaโ. Inoltre, proprio al fine di meglio organizzare la rete di trasporti da e per Trapani, nei giorni scorsi lโAssessore Bongiovanni ha presieduto un vertice con le aziende di trasporto volto a valutare la possibilitร di istituire nuove linee e fermate utili per raggiungere piรน agevolmente sia il Principe di Napoli che il Polo sito presso il Lungomare Dante Alighieri.
Cultura
Lโolio di Pantelleria protagonista a Olio Officina Festival 2026
Una preziosa occasione di promozione di un prodotto di nicchia nel mercato oltre confine LโEnte Parco Nazionale Isola di Pantelleria e una rappresentanza di piccoli produttori locali hanno partecipato alla 15ยช edizione di Olio Officina Festival, svoltasi a Rho dal 22 al 24 gennaio 2026, manifestazione di riferimento per il settore dellโolio di qualitร . Pur trattandosi di un evento di dimensioni contenute, il Festival si รจ confermato come una fiera di nicchia, caratterizzata da una presenza qualificata di operatori, esperti e buyer particolarmente interessati.
Un contesto coerente con la produzione olivicola pantesca, contenuta ma di alta qualitร , che ha potuto confrontarsi con realtร consolidate del settore e avviare contatti con distributori di olio italiano allโestero, tra cui Spagna e Germania. Le aziende partecipanti hanno inoltre potuto offrire โcampioniโ del loro olio per sessioni di scambio e degustazione, accompagnate da schede di valutazione sensoriale che verranno restituite a breve ai produttori. Lโolivocoltura pantesca e i suoi eroici produttori hanno suscitato molto interesse durante questa edizione, la prima alla quale hanno aderito, e sono stati al centro del terzo e ultimo giorno di fiera con una conferenza, moderata dallโorganizzatore Luigi Caricato, dedicata allโimportanza ambientale e culturale degli olivi striscianti, elemento identitario del paesaggio rurale storico dellโisola.
Un sistema unico, fondato su soluzioni tecniche originali
in cui la pietra assume un ruolo centrale: dai dammusi ai giardini panteschi, fino ai
terrazzamenti, a beneficio dellโuomo, delle colture e della biodiversitร . In questo contesto,
lโolivo, insieme alla vite e ad altre colture tradizionali, rappresenta un elemento
fondamentale.
La conferenza รจ stata introdotta da Italo Cucci, Commissario straordinario dellโEnte Parco,
e da Carmine Vitale, Direttore f.f.
Al loro fianco Fabio Capello, in qualitร di olivicoltore, e i
produttori Pablo DโAietti (dellโazienda agricola Emanuela Bonomo), Stefania De Carlis
(Marthingana), Giuseppe Maccotta (I Giadini di Tanit).
Lโolivicoltura a Pantelleria, storicamente orientata alla sussistenza e allโintegrazione del reddito aziendale, con una produzione prevalentemente destinata al mercato interno e al turismo, sta crescendo di anno in anno. Attualmente la superficie olivicola dellโisola รจ pari a circa 250 ettari, di cui 75 di oliveto puro e 175 di oliveto frammisto ad altre colture, con una produzione annua che puรฒ raggiungere i 10 mila quintali nelle annate piรน favorevoli. La partecipazione a Olio Officina Festival ha rappresentato unโimportante occasione di confronto, promozione e valorizzazione dellโolio pantesco, confermando lโinteresse del mercato specializzato verso produzioni fortemente identitarie e legate al territorio.
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Cultura
Il biopic su Giorgio Armani diretto da Bobby Moresco e prodotto da Andrea Iervolino
Biopic su Giorgio Armani un investimento di circa 135 milioni di dollari e fa parte delle produzioni internazionali del gruppo per il biennio 2026โ2027
Los Angelesย 26 gennaio 2026ย โ TAIC Funding annuncia che il biopic dedicato a Giorgio Armani sarร ย diretto dal regista premio Oscar Bobby Moresco,ย che in precedenza ha direttoย โLamborghiniโย (2022)ย eย โMaseratiโย (in uscita nel 2026),ย anchโessiย prodotti da Andrea Iervolino.ย
Lโannuncio รจ statoย fatto a seguito dellaย decisione assunta dal consiglio di amministrazione di TAIC Funding che, nel corso della riunione tenutasi venerdรฌ 23 gennaio 2026,ย ha deliberato cheย il film non sarร girato in Italia e verrร invece interamente prodotto in Ungheria.ย
La decisione relativa alย luogoย delle riprese รจ seguita allโanalisi approfondita del piano di investimento eย adย un ampio confronto con il pool di banche e fondi statunitensi che supportano TAIC Funding, alla luce dellโattuale contesto produttivo e amministrativo italiano.ย
Questaย sceltaย arriva a pochi giorni dalla delibera del consiglio di amministrazione di trasferire allโestero anche la produzione diย โBugatti โ The Geniusโ, un progetto con un investimento superiore ai 200 milioni di dollari.ย ย
Commentando la decisione,ย Andrea Iervolino ha dichiarato:ย
โSono profondamente legato allโItalia e allโidentitร italiana. Pur essendo italo-canadese, resto un italiano orgoglioso. Continuerรฒ a sviluppare progetti dedicati alle grandi icone del nostro Paese, guidato da un profondo amore per lโItalia. Anche se, in questo momento, questi film non saranno girati in Italia, continuerรฒ a raccontarne le storie al mondo producendo allโestero. Dispiace constatare che, nellโarco di sole due settimane, lโItalia abbia perso circa 335 milioni di dollari di investimenti cinematografici.ย Il paradosso che emerge da questa situazione รจ evidente: film che celebrano lโeccellenza, la cultura e lโidentitร italiana vengono realizzati fuori dallโItalia non per mancanza di visione o di spirito italiano, ma a causa di una crescenteย perdita di fiducia nel quadro istituzionale e amministrativo.โ
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Cultura
Il nome di San Paolo nella storia di Solarino (1827)
La devozione a San Paolo Apostolo costituisce un elemento centrale della storia religiosa di Solarino, riscontrabile non solo nelle pratiche cultuali, ma anche nelle scelte onomastiche documentate dalle fonti anagrafiche.
Lโanalisi dei registri civili consente di cogliere il valore simbolico e identitario attribuito al nome del santo patrono nel contesto della comunitร locale.
Fede, tradizione e testimonianze dellโanagrafe storica
Nella storia religiosa e sociale di Solarino, la notte compresa tra il 24 e il 25 gennaio assume una rilevanza che si colloca allโintersezione tra devozione cristiana e tradizione popolare. Le fonti orali e le consuetudini locali riconoscono in questo arco temporale un valore simbolico particolare, associato alla nascita dei cosiddetti ciarauli, figure che la cultura popolare ha tradizionalmente investito di una speciale sensibilitร spirituale.
Tale rappresentazione, pur non appartenendo alla dottrina ufficiale della Chiesa, costituisce un elemento significativo dellโidentitร collettiva del territorio.
Nel piรน ampio contesto della tradizione cristiana, lโattribuzione del nome al neonato riveste un ruolo centrale nella costruzione dellโidentitร personale e religiosa.
La prassi di intitolare il bambino al santo del giorno o al patrono locale rispondeva a una concezione teologica e pastorale secondo cui il nome costituiva un atto di affidamento, volto a porre la vita del neonato sotto la protezione di un intercessore celeste e a proporre un modello esistenziale fondato sullโesempio agiografico.
A Solarino, tale pratica ha trovato una delle sue espressioni piรน rilevanti nella diffusione del nome Paolo, in relazione al culto del santo patrono, San Paolo Apostolo.
Un riscontro documentario di tale consuetudine รจ rintracciabile negli atti dello Stato Civile.
In data 1827, davanti a Sebastiano Riggio, Eletto di Polizia e Ufficiale dello Stato Civile, viene registrata la nascita di un bambino in una casa sita in via Cartuzza, priva di numerazione civica.
Il dichiarante, Bartolo Tarascio, contadino di anni ventinove, insieme alla moglie Grazia Mallia, di anni trenta, riferisce la nascita di un figlio maschio al quale viene imposto il nome Paolo.
Lโatto, oltre alla sua funzione giuridico-amministrativa, offre una testimonianza significativa della persistenza della devozione paolina nella scelta onomastica familiare.
Lโesame sistematico dellโanagrafe storica evidenzia tuttavia come tale pratica non abbia mai assunto carattere normativo o vincolante.
I registri dimostrano che, nel corso degli anni, non tutti i nati tra il 24 e il 25 gennaio ricevettero il nome Paolo.
La presenza di una pluralitร di intitolazioni attesta lโesistenza di scelte differenziate, riconducibili a diverse devozioni, tradizioni familiari o contingenze personali.
Ciรฒ consente di interpretare la tradizione non come un obbligo sociale, bensรฌ come una possibilitร culturalmente riconosciuta.
Proprio questa assenza di automatismo rafforza il valore simbolico delle scelte compiute.
Lโimposizione del nome Paolo appare, nei casi documentati, come il risultato di una decisione consapevole, maturata in ambito familiare e spesso connessa a dinamiche di memoria, continuitร generazionale o pratiche devozionali specifiche.
Il nome si configura pertanto come uno strumento di trasmissione culturale e religiosa, capace di collegare la dimensione privata della famiglia con quella pubblica e comunitaria.
In epoca piรน recente, la scelta del nome continua a costituire un atto denso di significato simbolico.
Essa implica lโassunzione di unโereditร storica e spirituale che contribuisce alla definizione dellโidentitร individuale fin dal momento della registrazione anagrafica. In tal senso, il nome non si limita a identificare il soggetto, ma lo inserisce allโinterno di una narrazione collettiva piรน ampia, radicata nella storia religiosa della comunitร .
La notte tra il 24 e il 25 gennaio, infine, continua a essere interpretabile come uno spazio simbolico di memoria, la cui rilevanza รจ oggi ricostruibile attraverso lโanalisi congiunta delle fonti archivistiche e della tradizione orale.
In questa stratificazione di documenti, pratiche e rappresentazioni si colloca la devozione solarinese a San Paolo, quale elemento strutturante del patrimonio storico, religioso e culturale locale.
La tradizione onomastica legata a San Paolo testimonia come la devozione, pur profondamente radicata nella cultura popolare di Solarino, abbia saputo adattarsi ai mutamenti sociali.
Oggi, come in passato, il nome continua a rappresentare un legame tra fede, memoria comunitaria e identitร individuale, riflettendo la persistenza di valori condivisi attraverso le generazioni.
Laura Liistro
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