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Trapani, aquila del Bonelli rimessa in libertà dai Forestali: era detenuto illecitamente in una residenza privata

Matteo Ferrandes

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CARABINIERI FORESTALI RILASCIANO ALL’INTERNO DELLA RISERVA NATURALE DELLE

SALINE DI TRAPANI UN RARO ESEMPLARE DI AQUILA DEL BONELLI

Nella mattinata di ieri 28 settembre 2022, i Carabinieri Forestali del Centro Anticrimine
Natura di Palermo – Nucleo Cites insieme ai colleghi del Raggruppamento Carabinieri
Cites, hanno proceduto alla liberazione di un raro esemplare di Aquila del Bonelli (nome
scientifico: Aquila fasciata) all’interno della Riserva Naturale Orientata delle Saline di
Trapani e Paceco.
Il rapace era stato sequestrato nel luglio del 2021 dai Carabinieri della Stazione di Porto
Empedocle (AG) che lo avevano rinvenuto, durante un’ordinaria attività d’istituto, presso la
residenza di un soggetto che lo aveva illecitamente prelevato in natura.

Subito dopo l’operazione i Carabinieri Forestali del Nucleo Cites di Palermo intervenivano
in supporto dell’Arma Territoriale richiedendo alla Autorità Giudiziaria il trasferimento
dell’esemplare presso il Centro Recupero Fauna Selvatica di Ficuzza (PA) gestito dalla
LIPU affinché, grazie alle attente cure del personale specializzato in forza alla struttura,
l’animale potesse essere riabilitato alla vita selvatica ed essere rilasciato in natura.
Dopo un anno di osservazione e cure l’animale è stato ritenuto pronto per la liberazione,
quindi, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria e con il supporto dei tecnici del Progetto
Life – Conrasi (Conservazione Rapaci Siciliani), si è proceduto al marcaggio
dell’esemplare ed all’apposizione di un ricevitore GPS autoalimentato da un piccolo
pannello solare affinché, una volta rilasciato l’esemplare, gli spostamenti dell’animale
possano essere costantemente studiati e monitorati.
Come luogo per la liberazione è stata scelta la R.N.O. delle Saline di Trapani e Paceco in
quanto area prossima all’habitat prediletto da questa particolare specie di rapace, ma
anche e soprattutto per la ricchezza dei luoghi sotto il profilo dell’offerta alimentare. In
questo modo l’esemplare, avrà la possibilità di trovare immediato ristoro all’interno di una
zona inibita alla caccia e stabilmente presidiata sia dal WWF, che ha in gestione la riserva,
sia dai Carabinieri Forestali del Distaccamento Cites di Trapani e della Sezione Operativa
Antibracconaggio che da settimane presidia l’intero territorio trapanese per prevenire ed
eventualmente reprimere atti di bracconaggio.
La reimmissione in natura dell’esemplare segue di qualche settimana il rilascio di altri due
esemplari di Aquila del Bonelli, anch’essi sequestrati dal Nucleo Cites di Palermo, che in
quell’occasione vennero rilasciati in Sardegna nell’ambito di un altro progetto Life rivolto al
ripopolamento del Mediterraneo Occidentale.

La liberazione di questo esemplare di Aquila del Bonelli, oltre a essere di particolare
importanza dal punto di vista ambientale e conservazione della biodiversità animale,
costituisce un virtuoso esempio di collaborazione inter-istituzionale: il risultato è infatti
frutto dal lavoro congiunto dell’Arma dei Carabinieri, nelle sue componenti territoriale e
forestale, con l’Autorità Giudiziaria, e del supporto fornito dal mondo dell’Associazionismo
che ha visto coinvolti per il raggiungimento del medesimo obiettivo la LIPU, il WWF e le
componenti istituzionali del Progetto Comunitario Life – Conrasi.
A distanza di circa 24 ore dal suo rilascio, il giovane rapace dopo qualche ora di
ambientamento nella zona delle saline ha preso il volo dirigendosi nell’entroterra siciliano.

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Ambiente

Stromboli, in corso attività della Guardia Costiera per fronteggiare l’emergenza. VIDEO

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Sono in corso l’attività operativa della #GuardiaCostiera, nell’ambito del dispositivo di Protezione Civile attivato per fronteggiare l’emergenza.

Al primo pattugliamento via mare e via terra, per verificare operatività dei porti e stato delle zone interessate, svolto della Guardia  Costiera di Lipari, è seguita quella condotta dall’alto ad opera dell’aereo “Manta” ATR 42 della Base Aeromobili di Catania.
Le immagini dall’alto

Fonte: Corpo delle Capitanerie di Porto

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Ambiente

Stromboli, l’INGV fa chiarezza sullo tsunami: “sgombriamo il campo da un equivoco”

Redazione

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Stromboli, l’INGV fa chiarezza sullo tsunami: “sgombriamo il campo da un equivoco”
Ieri il sistema di rilevamento tsunami a Stromboli ha fatto scattare l’allerta: gli esperti INGV spiegano cosa è accaduto e fanno chiarezza
di Filomena Fotia da Meteoweb.eu
 
 
Ieri si sono verificati alcuni eventi vulcanici che hanno coinvolto l’area craterica dello Stromboli e la Sciara del Fuoco (che non hanno relazione diretta con il terremoto magnitudo ML 4.6 registrato alle ore 08:12 a Sud/Ovest di Vulcano).

  
  
A partire dalle 15 “è stato osservato un incremento dell’ampiezza del tremore vulcanico. Alle 15:10 è iniziato un trabocco lavico ed una concomitante intensa attività esplosiva entrambi dall’area craterica nord; successivamente si è verificata un’esplosione più intensa dall’area craterica centro-meridionale e sono stati osservati dei piccoli crolli di materiale lungo la parte alta della Sciara del Fuoco. Mentre continuava il trabocco lavico e l’attività esplosiva, si è formato un (o più) flusso(i) piroclastico(i) probabilmente innescato/i dal crollo di una parte dell’orlo craterico del settore Nord,” a fare il punto sono i vulcanologi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, sul blog INGVvulcani.

Alle ore 16:19 “si è verificato un altro flusso piroclastico durato diversi minuti e che ha prodotto abbondanti quantità di ceneri che hanno temporaneamente impedito la vista della zona sommitale. Il materiale fine è stato disperso da deboli venti in direzione Sud/Ovest“.

I flussi piroclastici generati, “che si sono propagati lungo la Sciara del Fuoco hanno dato origine ad una grande quantità di cenere e, una volta raggiunta la costa, hanno generato delle perturbazioni del moto ondoso che sono state registrate dal sistema osservativo delle MEDE. Alle 16:40 si è potuto osservare anche una colata lavica che si è incanalata lungo la Sciara del Fuoco e che alle 17 circa è arrivata alla linea di costa“.

L’ampiezza del tremore vulcanico “ha raggiunto livelli molto alti intorno alle 16 in concomitanza del primo flusso piroclastico. Un segnale sismico di notevole ampiezza e riconducibile ad un secondo flusso piroclastico, è stato registrato alle ore 16:19. Successivamente, l’ampiezza del tremore vulcanico si è attestata su livelli medio-alti, con tendenza all’incremento“.

Tsunami sì o tsunami no?

Ieri il sistema locale di rilevamento degli tsunami a Stromboli, ideato e gestito dal LGS dell’Università di Firenze, “ha fatto scattare l’allerta sull’isola. Fortunatamente lo tsunami è stato modesto e non ha provocato danni,” hanno sottolineato gli esperti INGV sul blog INGVvulcani.

“Prima di tutto sgombriamo il campo da un equivoco: uno tsunami (o maremoto) può essere grande o piccolo, come un terremoto, un temporale o un’eruzione vulcanica. Anche uno tsunami di pochi centimetri, se generato per una perturbazione del mare indotta da un terremoto, da una frana o da un’eruzione vulcanica, rimane uno tsunami. È noto peraltro che anche uno tsunami di ampiezza pari a 50 centimetri possa essere molto pericoloso, a causa della sua grande energia e della lunghezza d’onda, che lo fa essere simile a un torrente in piena,” hanno evidenziati i vulcanologi.

Tornando all’evento di ieri, “a quanto si è capito finora osservando i dati delle telecamere e degli strumenti che hanno rilevato il fenomeno, lo tsunami è stato generato dall’impatto sulla superficie del mare di un flusso piroclastico piuttosto intenso, analogo a quello avvenuto all’inizio di ottobre (ma più intenso). In questo caso, diversamente dal 9 ottobre, la soglia di attivazione è stata superata, i dati sono stati trasmessi al sistema di allerta del Dipartimento di Protezione Civile che subito dopo l’identificazione del maremoto ha diramato l’allerta, facendo suonare le sirene. Infatti, i sensori di pressione ubicati al di sotto delle due mede elastiche che fanno da sentinelle alla Sciara del Fuoco hanno rilevato un’anomalia del livello del mare di circa 1.5 metri picco-picco (nel caso del 9 ottobre si erano registrati soltanto +/- 5 cm). In particolare, il segnale mostra una prima onda positiva di circa 50 cm e un successivo abbassamento di circa 1 metro. Seguono altre onde successive, di ampiezza confrontabile e poi decrescente. Anche il mareografo di Ginostra, appartenente alla Rete Mareografica Nazionale dell’ISPRA, ha rilevato un’anomalia di poco inferiore. Fortunatamente, queste onde non hanno causato danni nelle zone costiere dell’isola di Stromboli né in quelle delle altre isole Eolie“.

Il Centro Allerta Tsunami dell’INGV “sta seguendo con attenzione il fenomeno, in collaborazione con il Laboratorio di Geofisica Sperimentale dell’Università di Firenze e il Centro per il Monitoraggio delle Isole Eolie dell’INGV,” hanno concluso gli esperti.

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Eolie, Tsunami nel Tirreno per potente eruzione Stromboli: “scappate dalle coste”

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Si è verificato un importante trabocco lavico sullo Stromboli, in seguito ad una forte esplosione: emanata allerta tsunami dalla Protezione Civile.

di Monia Sangermano da Meteoweb.eu

 
 
 
Sullo Stromboli è in corso un importante trabocco lavico.

Dopo il maltempo e il terremoto di questa mattina, non c’è dunque tregua per la Sicilia e per le isole Eolie. ‘Iddu‘ torna a farsi sentire, e vedere, con un’impressionate esplosione. Il vulcano continua a ‘fare il suo lavoro’, mettendo però a rischio il costone roccioso di Ginostra, su cui poggia l’abitato. L’ultimo comunicato dell’Istituto di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, che monitora costantemente il vulcano siciliano, “comunica che le reti di monitoraggio hanno registrato alle ore 15:31 (14:31 UTC), un flusso piroclastico“.

 

Eplosione sullo Stromboli: tsunami in corso
Tsunami in corso: l’allerta della Protezione Civile alle ore 16,00 circa

“Si informano i Comuni della fascia costiera tirrenica che il Dipartimento Nazionale Protezione Civile sta per emettere un’allerta tsunami/maremoto per una possibile onda anomala causata da smottamento sullo Stromboli con previsione di 1,5 metri“. Un maremoto, infatti, si è verificato al largo dell’isola di Stromboli provocando un’onda di tsunami alta circa un metro e mezzo. Lo tsunami sarebbe stato provocato da un distacco sulla Sciara del Fuoco. Sull’isola sono risuonati gli allarmi ma, secondo i primi accertamenti della Protezione Civile, non si registrano danni.

La Protezione Civile spiega che “intorno alle 16.20 si è registrato un distacco dalla sciara del fuoco del vulcano Stromboli che ha generato un’onda di maremoto di 1,5 metri”. “Sull’isola – continua il Dipartimento – sono entrate in azione le sirene per allertare la popolazione. Dalle verifiche effettuate, non sono stati segnalati danni a persone o cose. Il Dipartimento continuerà a eseguire l’evoluzione dell’evento in costante contatto con le autorità locali e Ingv“.

In copertina immagini da repertorio

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