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Politica

Sicilia, il ritorno di Razza. Nasce sui social l’hashtag a sostegno del pupillo di Musumeci

Redazione

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Nota

Mentre nei luoghi della politica si discute dell’opportunità di un rientro, anche, forse, in una posizione diversa rispetto alla guida della sanità, dopo che il governatore ha paventato questa possibilità, il neo papà Ruggero Razza torna a farsi vivo sui social dopo giorni di silenzio sui temi politici, amministrativi e soprattutto sanitari. Il ritorno di Ruggero Razza richiesto con un hastag #????????????? che impazza nei gruppi a sostegno dell’ex assessore, a sostegno del presidente della Regione e fra i sostenitori del governo regionale. L’hastag in realtà esiste dall’inizio di aprile ma adesso diventa una vera e propria campagna social accompagnata da varie frasi, citazioni, comunicati ma una frase conclusiva risalta “Ritorna al tuo posto, sii folle, la follia è bellezza, abbiamo bisogno di te. La Sicilia ti chiama, sicuramente senti l’urlo, per forza devi sentirlo perché è forte e deciso”.

Elezioni

Elezioni sindacali unitarie, la Uil Pubblica Amministrazione di Palermo e Trapani conquista il primo posto

Redazione

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Elezioni sindacali unitarie, la Uil Pubblica Amministrazione di Palermo e Trapani conquista il primo posto con oltre il 48% di preferenze all’Ufficio Interdistrettuale dell’Esecuzione Penale Esterna. Eletti i funzionari Claudio Viola e Alessandra Lorefice

 

La Uil Pubblica Amministrazione è il primo sindacato, in termini di rappresentanza numerica, all’Ufficio Interdistrettuale dell’Esecuzione Penale Esterna di Palermo e Trapani.

Questo l’esito delle elezioni sindacali unitarie, che assegnano alla sigla un lusinghiero 48,38% : un risultato elettorale che raddoppia i seggi conquistati nella precedente tornata e il numero di iscritti.

Seguono CISL FP, FP CGIL e FLP, che hanno eletto un rappresentante ciascuno.

A evidenziare l’importanza del risultato sono Alfonso Farruggia e Gioacchina Catanzaro, rispettivamente segretario generale della UILPA Sicilia e segretaria generale della sigla a Trapani.

Nello specifico, la sigla sindacale ha conquistato due seggi su cinque: eletti, Claudio Viola e Alessandra Lorefice, giovani laureati da poco assunti, rispettivamente funzionario di servizio sociale nella sede di Palermo e funzionaria amministrativa nella sede di Trapani. 

“Il risultato – sottolineano i due segretari – è frutto di un impegno sindacale continuo, anche durante situazioni avverse quali l’emergenza sanitaria”.

“Senza dimenticare – precisano – che il primo posto conquistato rappresenta un riconoscimento del duro lavoro svolto nell’ambito di diverse vertenze sindacali”.

Le posizioni della UILPA, infatti, sono state costantemente riconosciute anche in varie vertenze giudiziarie.

“La vittoria, in luoghi di lavoro ora accorpati come sede elettorale – osservano –è un successo tangibile legato alla costante dedizione espressa dalla Uil Pubblica Amministrazione e riflette la fiducia che i dipendenti ripongono nei confronti della nostra organizzazione sindacale”.

“Esprimiamo gratitudine – proseguono– verso coloro che hanno scelto la UILPA e li invitiamo a essere parte attiva, oggi più che mai, del percorso di crescita dell’organizzazione sindacale”.

“Avvertiamo, certamente, la maggiore responsabilità affidataci – spiegano– e la necessità di intensificare ulteriormente l’impegno a tutela dei diritti dei lavoratori degli uffici di Palermo e Trapani”.

Alfonso Farruggia e Gioacchina Catanzaro manifestano particolare attenzione per alcune criticità quali la carenza di organico e i carichi di lavoro eccessivi.

“Affronteremo le sfide e le difficoltà quotidiane – concludono – con maggiore determinazione per garantire la salvaguardia dei diritti del personale : la UILPA guarda al futuro con speranza, nella consapevolezza di rappresentare una forza sindacale che aspira a un cambiamento generazionale positivo, nell’interesse esclusivo dei lavoratori”.

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Politica

Messina, Siciliani Liberi al Corteo NO PONTE

Direttore

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Siciliani Liberi ha partecipato con una propria delegazione al raduno ed al corteo “No Ponte”, che si sono tenuti sabato 2 dicembre alle 15:30 a Messina. Il corteo ha attraversato il centro cittadino di Messina partendo da Piazza Cairoli per arrivare a piazza Duomo. Siciliani Liberi insieme ad oltre 70 sigle ha composto il folto corteo che ha visto la partecipazione di oltre 2000 siciliani. “Il No al ponte è un No allo spreco di risorse per una infrastruttura che continua da decenni a “piovrizzare” finanziamenti senza che a questi corrispondano benefici per i territori interessati dall’opera” a dirlo è Massimiliano Sapienza che ha organizzato la delegazione di SL. “Una mangiatoia per società di progettazione e per società che dovrebbero gestire l’iter burocratico. Per la Sicilia solo il miraggio di un’opera che dovrebbe dare impulso allo sviluppo del territorio senza spiegare mai come questo dovrebbe avvenire” continua Carmelo Giannetto che ha coadiuvato Sapienza. Da anni Siciliani Liberi sostiene che  ci sono tanti omissis nella propaganda sulla fattibilità e sulla funzionalità dell’ottava meraviglia del mondo contemporaneo. Più che un ponte l’opera, se mai riuscissero a costruirla, diverrebbe il guinzaglio per impedire alla Sicilia di ottenere tutti i vantaggi che l’Europa offrirebbe ai territori marginali e insulari. Il ponte alimenterebbe ancora di più l’immagine di una catena con la Sicilia palla al piede dello stivale. La Sicilia deve tornare ad essere centro del Mediterraneo e hub naturale con una infrastrutturazione portuale e aeroportuale che la ricolleghi al mondo. La Sicilia deve tornare centro di interesse internazionale e non periferia di interessi italiani ed europei. Per questo oggi i Siciliani Liberi marciavano, per una Sicilia centro propulsivo di un mondo che si apre all’Africa e al medio oriente e non il vicolo cieco di una Italia e di un’Europa miopi, che non hanno dimostrato di capire l’enorme potenziale ed il valore che la Sicilia rappresenta.

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Politica

Messina – Ponte sullo Stretto, Rifondazione Comunista Sicilia parteciperà alla manifestazione “No Ponte” del 2 dicembre

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Rifondazione Comunista Sicilia – Unione Popolare pensa sia fondamentale partecipare ad ogni iniziativa chiaramente contraria alla costruzione del Ponte sullo stretto, sempre partendo dal proprio punto di vista e dalla propria specifica lettura dei rapporti sociali e politici.

La manifestazione del 2 dicembre a Messina, dopo quelle di giugno e di agosto, sarà un altro momento importante per riproporre le ragioni del no al Ponte e per interloquire con le popolazioni siciliane, calabresi e dell’intero Paese.

Ribadiamo, come abbiamo fatto più volte, che il ponte sullo Stretto è un’opera inutile, costosa e pericolosa e solo per propaganda, interessi clientelari ed appetiti imprenditoriali si rilancia la sua costruzione.

Inutile perché non risponde a nessuna reale necessità di mobilità tra le due sponde dello Stretto, l’imbocco sarà distante più di 30 km da Messina e l’attraversamento dietro un esoso pagamento.

Costosa, perché il suo costo è stimato in circa 14 miliardi di euro (sicuramente destinati a lievitare) che potrebbero essere impiegati in modo più utile per lo sviluppo dei territori e per il miglioramento dei tempi e dell’impatto ambientale dell’attuale attraversamento.

Pericolosa, perché porterebbe a un’irreparabile devastazione ambientale e a una scommessa ingegneristica, quella di costruire un ponte a campata unica con attraversamento ferroviario di 3300 metri, destinata ad essere persa, ovviamente a spese dei cittadini. Il risultato infausto è facilmente prevedibile perché a oggi si è arrivati ad appena un terzo della lunghezza e in Paesi come il Giappone, dove con il ponte di Akashi Kaikyō si volevano raggiungere i 1.991 metri di campata unica ferroviaria, si è dovuto velocemente abbondare il progetto iniziale.

Fondi sottratti non solo alla costruzione di nuove infrastrutture o al miglioramento di quelle esistenti, ma alla manutenzione e, soprattutto, alla sicurezza sul lavoro. L’ennesimo omicidio sul lavoro avvenuto a Corigliano Rossano, dove hanno perso la vita un giovane autista e una capotreno prossima al pensionamento, non è stata una tragica fatalità ma segnala la carenza di investimenti e l’obsolescenza infrastrutturale delle reti stradali e ferroviarie.  

Allora perché si continua insistentemente a proporre la costruzione del Ponte sullo stretto?

Innanzitutto, perché già proporlo consente di avere visibilità e, soprattutto, svia l’attenzione sui problemi endemici di mobilità, mai nemmeno affrontati, tra Sicilia e Calabria e all’interno dei territori calabresi e siciliani. Una formidabile arma di distrazione di massa che permette di guadagnare, senza nemmeno spostare una pietra, parecchi soldi (a oggi più di 300 milioni di euro) alle tantissime clientele di affaristi, professionisti e politici che da 50 anni volteggiano attorno al progetto. Poi vi è il costume, italianissimo e meridionale, di attaccarsi ad un sogno, che rischia di trasformarsi in incubo, da cui far discendere magicamente la risoluzione di tutti gli altri problemi che affliggono le nostre terre e nel frattempo, aspettando che il sogno si realizzi, giustificare l’immobilismo generalizzato.

Tuttavia, la speculazione intorno alla realizzazione dell’opera e la sottrazione di altri milioni di euro non sono lo scenario peggiore.

Il peggio è che per inerzia la costruzione del Ponte parta, espropriando case, sventrando montagne, sversando colate di cemento in ambienti incontaminati, posando prime pietre e inscenando passerelle per decine di cantieri, per poi accorgerci che effettivamente il passante ferroviario non sarà possibile realizzarlo, che i costi saranno lievitati, che l’attraversamento attuale tramite nave dovrà essere mantenuto per collegare rapidamente le due sponde, che invece di pochi anni i lavori dovranno continuare per decenni, giustificando il tutto con l’imprevedibilità dei problemi.

E intanto il sogno si sarà trasformato in incubo per le popolazioni locali e nell’ennesima opera faraonica, senza senso e incompiuta del Mezzogiorno. Un incubo per alcuni ma non per tutti. Per gli avvoltoi e le clientele che vogliono il ponte sarà una pacchia, una vera e propria mangiatoia sempre aperta dove continuare a lucrare sull’agonia del Sud che si ritroverà con il territorio devastato e senza quelle opere e quei servizi che con quei fondi si sarebbero potuti realizzare.

Una truffa, quella del ponte, che al Sud abbiamo già visto troppe volte e che impediremo si ripeta. Per noi e per le future generazioni. La mobilitazione collettiva e la lotta saranno decisive, per questo anche il 2 dicembre saremo in piazza insieme ad altre migliaia di cittadini che non voglio più essere presi in giro

Antonio Currò, Segretario PRC “Peppino Impastato” di Messina

Nicola Candido, Segretario Regionale della Sicilia

Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

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