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Ambiente

San Vito Lo Capo, 7 ottobre prossimo incontro “road talk del Flag Trapanese”

Matteo Ferrandes

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Proseguono i road talk del Flag Trapanese, seminari divulgativi rivolti alla stampa e ai principali stakeholders, con l’obiettivo di informare sul percorso che ha portato all’acquisto e all’installazione di quattro isole ecologiche mobili per la raccolta di rifiuti marini nei comuni di Marsala, Mazara del Vallo, San Vito lo Capo e Trapani. Si tratta di un’iniziativa del PAL (Piano di Azione Locale) del Flag “Torri e Tonnare del Litorale Trapanese”, finanziata nell’ambito dell’avviso pubblico di attuazione del PO FEAMP 2014/2020 Priorità 4 “Sviluppo Locale di tipo partecipativo (CLLD) nel settore della pesca”.
Il primo road talk si è svolto a Trapani, lo scorso 9 settembre, negli spazi all’aperto della Lega Navale di Trapani. Il prossimo incontro è previsto per venerdì 7 ottobre, alle ore 19.30, in Piazza Santuario a San Vito lo Capo, in occasione di “Tempu ri capuna”, la rassegna enogastronomica sul capone. 
A San Vito lo Capo interverranno Salvatore Quinci, presidente del Flag Torri e Tonnare del Litorale Trapanese, Giuseppe Peraino, sindaco del Comune di San Vito lo Capo, Francesco Valenza, assessore all’ambiente del Comune di San Vito lo Capo, Anna Maria Giustiniani, responsabile unico del procedimento delle isole ecologiche – Comune di San Vito lo Capo, Francesco Seidita, progettista e direttore di esecuzione delle isole ecologiche, Giacomo Pappalardo, presidente Cooperativa San Vito Pesca. 
Il road talk del 7 ottobre sarà trasmesso in diretta streaming sulle pagine Facebook Flag Torri e Tonnare del Litorale TrapaneseTelesud Trapani e Comune di San Vito lo Capo. Prossimo appuntamento con il road talk sarà martedì  18 ottobre, alle ore 11.00, presso il Collegio dei Gesuiti a Mazara del Vallo.
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Ambiente

Stromboli, l’INGV fa chiarezza sullo tsunami: “sgombriamo il campo da un equivoco”

Redazione

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Stromboli, l’INGV fa chiarezza sullo tsunami: “sgombriamo il campo da un equivoco”
Ieri il sistema di rilevamento tsunami a Stromboli ha fatto scattare l’allerta: gli esperti INGV spiegano cosa è accaduto e fanno chiarezza
di Filomena Fotia da Meteoweb.eu
 
 
Ieri si sono verificati alcuni eventi vulcanici che hanno coinvolto l’area craterica dello Stromboli e la Sciara del Fuoco (che non hanno relazione diretta con il terremoto magnitudo ML 4.6 registrato alle ore 08:12 a Sud/Ovest di Vulcano).

  
  
A partire dalle 15 “è stato osservato un incremento dell’ampiezza del tremore vulcanico. Alle 15:10 è iniziato un trabocco lavico ed una concomitante intensa attività esplosiva entrambi dall’area craterica nord; successivamente si è verificata un’esplosione più intensa dall’area craterica centro-meridionale e sono stati osservati dei piccoli crolli di materiale lungo la parte alta della Sciara del Fuoco. Mentre continuava il trabocco lavico e l’attività esplosiva, si è formato un (o più) flusso(i) piroclastico(i) probabilmente innescato/i dal crollo di una parte dell’orlo craterico del settore Nord,” a fare il punto sono i vulcanologi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, sul blog INGVvulcani.

Alle ore 16:19 “si è verificato un altro flusso piroclastico durato diversi minuti e che ha prodotto abbondanti quantità di ceneri che hanno temporaneamente impedito la vista della zona sommitale. Il materiale fine è stato disperso da deboli venti in direzione Sud/Ovest“.

I flussi piroclastici generati, “che si sono propagati lungo la Sciara del Fuoco hanno dato origine ad una grande quantità di cenere e, una volta raggiunta la costa, hanno generato delle perturbazioni del moto ondoso che sono state registrate dal sistema osservativo delle MEDE. Alle 16:40 si è potuto osservare anche una colata lavica che si è incanalata lungo la Sciara del Fuoco e che alle 17 circa è arrivata alla linea di costa“.

L’ampiezza del tremore vulcanico “ha raggiunto livelli molto alti intorno alle 16 in concomitanza del primo flusso piroclastico. Un segnale sismico di notevole ampiezza e riconducibile ad un secondo flusso piroclastico, è stato registrato alle ore 16:19. Successivamente, l’ampiezza del tremore vulcanico si è attestata su livelli medio-alti, con tendenza all’incremento“.

Tsunami sì o tsunami no?

Ieri il sistema locale di rilevamento degli tsunami a Stromboli, ideato e gestito dal LGS dell’Università di Firenze, “ha fatto scattare l’allerta sull’isola. Fortunatamente lo tsunami è stato modesto e non ha provocato danni,” hanno sottolineato gli esperti INGV sul blog INGVvulcani.

“Prima di tutto sgombriamo il campo da un equivoco: uno tsunami (o maremoto) può essere grande o piccolo, come un terremoto, un temporale o un’eruzione vulcanica. Anche uno tsunami di pochi centimetri, se generato per una perturbazione del mare indotta da un terremoto, da una frana o da un’eruzione vulcanica, rimane uno tsunami. È noto peraltro che anche uno tsunami di ampiezza pari a 50 centimetri possa essere molto pericoloso, a causa della sua grande energia e della lunghezza d’onda, che lo fa essere simile a un torrente in piena,” hanno evidenziati i vulcanologi.

Tornando all’evento di ieri, “a quanto si è capito finora osservando i dati delle telecamere e degli strumenti che hanno rilevato il fenomeno, lo tsunami è stato generato dall’impatto sulla superficie del mare di un flusso piroclastico piuttosto intenso, analogo a quello avvenuto all’inizio di ottobre (ma più intenso). In questo caso, diversamente dal 9 ottobre, la soglia di attivazione è stata superata, i dati sono stati trasmessi al sistema di allerta del Dipartimento di Protezione Civile che subito dopo l’identificazione del maremoto ha diramato l’allerta, facendo suonare le sirene. Infatti, i sensori di pressione ubicati al di sotto delle due mede elastiche che fanno da sentinelle alla Sciara del Fuoco hanno rilevato un’anomalia del livello del mare di circa 1.5 metri picco-picco (nel caso del 9 ottobre si erano registrati soltanto +/- 5 cm). In particolare, il segnale mostra una prima onda positiva di circa 50 cm e un successivo abbassamento di circa 1 metro. Seguono altre onde successive, di ampiezza confrontabile e poi decrescente. Anche il mareografo di Ginostra, appartenente alla Rete Mareografica Nazionale dell’ISPRA, ha rilevato un’anomalia di poco inferiore. Fortunatamente, queste onde non hanno causato danni nelle zone costiere dell’isola di Stromboli né in quelle delle altre isole Eolie“.

Il Centro Allerta Tsunami dell’INGV “sta seguendo con attenzione il fenomeno, in collaborazione con il Laboratorio di Geofisica Sperimentale dell’Università di Firenze e il Centro per il Monitoraggio delle Isole Eolie dell’INGV,” hanno concluso gli esperti.

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Ambiente

Eolie, Tsunami nel Tirreno per potente eruzione Stromboli: “scappate dalle coste”

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Si è verificato un importante trabocco lavico sullo Stromboli, in seguito ad una forte esplosione: emanata allerta tsunami dalla Protezione Civile.

di Monia Sangermano da Meteoweb.eu

 
 
 
Sullo Stromboli è in corso un importante trabocco lavico.

Dopo il maltempo e il terremoto di questa mattina, non c’è dunque tregua per la Sicilia e per le isole Eolie. ‘Iddu‘ torna a farsi sentire, e vedere, con un’impressionate esplosione. Il vulcano continua a ‘fare il suo lavoro’, mettendo però a rischio il costone roccioso di Ginostra, su cui poggia l’abitato. L’ultimo comunicato dell’Istituto di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, che monitora costantemente il vulcano siciliano, “comunica che le reti di monitoraggio hanno registrato alle ore 15:31 (14:31 UTC), un flusso piroclastico“.

 

Eplosione sullo Stromboli: tsunami in corso
Tsunami in corso: l’allerta della Protezione Civile alle ore 16,00 circa

“Si informano i Comuni della fascia costiera tirrenica che il Dipartimento Nazionale Protezione Civile sta per emettere un’allerta tsunami/maremoto per una possibile onda anomala causata da smottamento sullo Stromboli con previsione di 1,5 metri“. Un maremoto, infatti, si è verificato al largo dell’isola di Stromboli provocando un’onda di tsunami alta circa un metro e mezzo. Lo tsunami sarebbe stato provocato da un distacco sulla Sciara del Fuoco. Sull’isola sono risuonati gli allarmi ma, secondo i primi accertamenti della Protezione Civile, non si registrano danni.

La Protezione Civile spiega che “intorno alle 16.20 si è registrato un distacco dalla sciara del fuoco del vulcano Stromboli che ha generato un’onda di maremoto di 1,5 metri”. “Sull’isola – continua il Dipartimento – sono entrate in azione le sirene per allertare la popolazione. Dalle verifiche effettuate, non sono stati segnalati danni a persone o cose. Il Dipartimento continuerà a eseguire l’evoluzione dell’evento in costante contatto con le autorità locali e Ingv“.

In copertina immagini da repertorio

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Ambiente

Messina, scosse di terremoto si avvicendano a largo del messinese. Non bastava l’alluvione

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La zona di Messina sembra essere presa d’assalto dai cataclismi.
Stamattina una delle punte della Trinacria si è destata sussultando per due sismi.

Come si vede dal documento fotografico, il primo evento sismico interessa la zona delle Isole Eolie, mentre il secondo resta leggermente più a largo dalla costa ed è avvenuto nelle prime ore della notte.

Immagine di copertina: Fonte: Android Earthquake Alerts System

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