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Cultura

Ragusa, il Natale festa del palato con giuggiulena e mucatoli

Redazione

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LA MAGIA DEL NATALE: IN SICILIA È ANCHE LA FESTA DEL PALATO CON LA GIUGGIULENA E I MUCATOLI

“Natali fa cuntenti cu avi carni, maccaruna e rienti” Il Natale per me non è associato a paesaggi innevati tipici del Nord o riunioni familiari attorno al caminetto, bensì, oltre alla creazione del presepio, lo associo al ricordo dei dolci e dei piatti tradizionali con i quali le mie nonne, la Marianna e la Giovanna, deliziavano tutti i nipoti durante le feste del periodo natalizio. A Natale ci piaceva passare le serate tutti insieme, a giocare a carte e mangiare! Durante queste riunioni familiari, che iniziavano nel tardo pomeriggio per poi concludersi a tarda notte, si continuava ad avere a portata di mano una serie di dolci e stuzzichini salati: ‘nuccidda‘ (noccioline), ‘simenta‘(semi di zucca tostati e salati) e ‘calia‘ (ceci tostati). Tra i dolci non potevano mancare la “giuggiulena”e i “mucatoli”. La prima in realtà si chiama così nella Sicilia Orientale” giuggiulena” e il nome sembra derivare dall’arabo giolgiolan o giulgiulan che significa sesamo, mentre nella Sicilia Occidentale si chiama “cubbaita” (della quale l’origine del nome è controversa). Qualunque sia il suo nome la sostanza è sempre la stessa: un dolce croccante tipico delle feste natalizie siciliane. Non sarebbe stato Natale se non si fosse sentito anche in casa Battaglia (alias casa mia…) quel profumo di zucchero e di sesamo tostato nel periodo natalizio. Mi ricordo ancora come mio padre osservava le donne di casa che con dovizia di particolari preparavano il fatidico dolce…in particolare la Pina (alias mia madre…) che dirigeva la preparazione della “giuggiulena”. I “Mucatoli” e la” Giuggiulena‘”non mancano ai miei figli -diceva la Pina alle amiche e ai parenti- grazie alle ricette di mia suocera Marianna… La preparazione avveniva puntualmente già dai primi di dicembre. I “mucatoli” ragusani sono piccoli biscotti realizzati con la semola rimacinata, dalla caratteristica forma a “S”, aperti in superficie che, come uno scrigno, racchiudono l’impasto a base di fichi secchi, miele di satra, noci, mandorle e aromi agrumati che, fuoriuscendo dalla crosta, diventano un piacere anche per gli occhi! Alla base del “mucatolo” ci deve essere una buona mandorla, ottima la mandorla del territorio Ibleo. Il miele, come diceva la cara nonna, deve essere rigorosamente di Satra, (a sataredda) o di timo. Poi vanno aggiunti il cardamomo, i chiodi di garofano e la buccia di arancia. Mi ricordo invece che la preparazione della “giuggiulena” era abbastanza semplice e veloce, a parte qualche passaggio che imponeva una certa velocità nell’esecuzione e bisognava prestare attenzione a non scottarsi. Per questo motivo la mia cara madre amava circondarsi di abili aiutanti (per un certo periodo dalle mie nonne. In seguito dalle vicine di casa…), che si dimostravano validi nei momenti critici e durante l’assaggio! Fra i tanti ricordi dei miei cari, conservo gelosamente in una scatola di latta la ricetta della “giuggiulena” scritta dalia nonna Marianna. Colgo l’occasione di questo racconto per farvi partecipi di tale ricetta.

A Ricetta ri ronna Marianna

I Cosi ri mettiri pi fari a Giuggiulena: mienzu chilu ri sumenza ri sisamu – mienzu chilu ri meli – e cincu cucciari ri zucchuru – e cientu grammi ri miennula tustata – miezzu limuni. Fari scioggiri u meli e u zucchuru no luci a fiamma vascia na nu recipienti ri alluminiu, faciennu attinzioni a nun farlu ulliri.
Puoi ammiscamu a sumenza ro sesamu e cuciemu pi 20 minuti, misculamu co cucciaru ri lignu. Taggniamu russulatamenti i miennuli e ammiscamu tuttu nssiemi, cuciemu autri 5 minuti e faciemu arrufriddari tanticcia u cumpuostu.
Abbiamu u cumpuostu supra na tavulata stinniennula all’aiutizza ri cicca mienzu cintimetru e circannu aiutu cu miezzu limuni e puoi, prima ca sa ruffrida cumplitamenti, taggniamu a ruombi tuttu u cumpuostu. Si po fari miegghiu ancora sta ricetta antica ca e china ri mettiri a scorza ri limuni o ra rancia rattata o cumpuostu, nu tuoccu rumaticu e tipicu ri Iusu o ruci. Ora fati ripusari na notti ntera e puoi sarà pronti pa gioia re ranni e re picciriddi! (Ingredienti per fare la Giuggiulena: 500 gr di semi di sesamo – 500 gr di miele – 5 cucchiai di zucchero -100 gr di mandorle tostate – mezzo limone: Fate sciogliere il miele e lo zucchero sulla fiamma bassa in un tegame di alluminio, facendo attenzione a non farlo bollire. Aggiungete i semi di sesamo e cuocete per 20 minuti, mescolando con un cucchiaio di legno. Tagliate grossolanamente le mandorle e aggiungetele al composto, cuocetele per altri 5 minuti e fate raffreddare un po’ il composto.

Versate il composto su una spianatoia, stendetelo all’altezza di meno di circa mezzo centimetro aiutandovi con mezzo limone e poi, prima che si raffreddi completamente, tagliatelo a rombi. Si può fare una variante della ricetta classica aggiungendo al composto una scorza di limone o arancia grattugiata come tocco aromatico e tipicamente ibleo al dolce. Ora fate riposare la “giuggiulena” almeno una notte e poi sarà pronta per la gioia di grandi e piccoli!

Oggi si è persa quella magia – che poi era meraviglia, non solo per motivi generazionali ma anche perché è venuta meno la sacralità dell’evento, la semplicità, il gusto dell’attesa che caratterizzavano questi dolci. Predomina più l’obbligo delle vacanze in luoghi esotici e dei regali di circostanza. I ristoranti hanno preso il posto della sala da pranzo di casa, con le lunghe tavolate e le tante ore lì trascorse, passando dalla degustazione dei dolci tipici della “giuggiulena” ai “mucatoli” accompagnati con bicchierini di “Marsala” al gioco comunitario. La bontà era un auspicio per tutto l’anno e non una circostanza limitata nel tempo.

Il Natale era povero, come lo era stata la Nascita de Bambin Gesù, povero ma gioioso, povero ma non misero. Povero nel senso che i regali o i cibi più prelibati erano in qualche modo “guadagnati” e meritati. E questo creava sentimento, emozione, fascino. Insieme a quella nota di tristezza, retaggio ottocentesco, che collegava il Natale alla povertà e alla solitudine e si sostanziava in film come Il Piccolo Lord, o in canzoni come Caro Gesù Bambino: “lo sai che il babbo è povero e io non ho giocattoli, sono un bambino buono come lo fosti Tu.”.

Salvatore Battaglia
Presidente Accademia delle Prefi

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Cultura

Vespa Club Pantelleria lancia “Miss Eleganza in Vespa”: cultura, tradizione e stile isolano in sfilata il 5 luglio 2026

Redazione

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L’evento promosso dall’A.S.D. Vespa Club coinvolgerà i circoli storici dell’isola in un viaggio tra eleganza e valorizzazione del territorio
 

 

Domenica 5 luglio 2026, dalle ore 21:00 alle ore 24:00, l’isola di Pantelleria ospiterà la manifestazione “Miss Eleganza in Vespa”. L’evento, ideato e organizzato dall’Associazione Sportiva Dilettantistica Vespa Club Pantelleria, nasce con l’obiettivo di celebrare l’eleganza degli abiti e la ricca cultura degli storici Circoli panteschi attraverso lo storico scooter italiano, simbolo di emancipazione e stile sin dal secondo dopoguerra.

Il progetto mira a valorizzare l’identità locale e la storia dell’isola, offrendo al pubblico dei residenti e ai numerosi turisti estivi uno spaccato autentico delle tradizioni pantesche, storicamente legate ai Crcoli e alle loro attività culturali. La sfilata prenderà il via dinanzi alla Chiesa Madre per poi concludersi sotto il Palazzo Comunale. Il percorso vedrà la partecipazione di 15 conducenti del Vespa Club e 15 donne per ciascuna delle tre categorie d’età previste: “Miss Young” (18-30 anni), “Miss Classic” (31-50 anni) e “Miss Lady” (51-70 anni). 

Prima dell’inizio della sfilata, i Presidenti dei Circoli dell’isola avranno l’opportunità di presentare sul palco la storia, la nascita e l’impatto sociale dei propri sodalizi nella comunità.

A valutare il portamento e l’eleganza delle partecipanti sarà una giuria d’eccezione composta da 5 membri non panteschi, una scelta strategica mirata a garantire la massima imparzialità nelle votazioni. Saranno premiate le prime tre classificate per ogni categoria, mentre per tutte le altre partecipanti e per i conducenti delle coreografiche Vespa sono previsti premi di partecipazione in ricordo della manifestazione.

Il Presidente del Vespa Club Pantelleria, Giovanni Pavia, presenta l’evento con orgoglio e soddisfazione: “Sentiamo e crediamo profondamente che questa manifestazione possa attirare l’attenzione dei panteschi, ma soprattutto dei turisti, specialmente coloro che da anni frequentano l’isola. Non si tratta di una mera competizione, ma di una manifestazione unica per l’isola e per tutta la comunità, mirata a dare lustro alla nostra meravigliosa Pantelleria grazie alla cooperazione e allo spirito di aggregazione che ci contraddistingue.”

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Spettacolo

Bagheria si illumina di haute couture: l’International Fashion Week accende il Mediterraneo

Redazione

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Presentata l’iniziativa presso la Sala Piersanti Mattarella del Palazzo dei Normanni di Palermo. Moda, cultura, arte e spettacolo: un evento che parla il linguaggio universale dello stile


È stata presentata ieri mattina, nella prestigiosa cornice istituzionale della Sala Piersanti Mattarella del Palazzo dei Normanni di Palermo, l’International Fashion Week, iniziativa firmata dalla Camera Nazionale Giovani Fashion Designer, associazione di settore moda dell’UNSIC, capace di intrecciare moda, design, cultura, formazione e valorizzazione del territorio in una visione contemporanea e dal respiro internazionale.

Ad aprire la conferenza stampa è stata la presidente della CNGFD, Alessandra Giulivo, che ha definito la manifestazione «un appuntamento ormai molto atteso a livello nazionale», sottolineando come l’evento sia diventato negli anni un progetto itinerante capace di accendere i riflettori su territori diversi, mettendo in rete eccellenze del Made in Italy, stilisti internazionali e nuove generazioni.

L’evento andrà in scena dal 28 al 30 giugno, trasformando Bagheria in un palcoscenico diffuso di creatività, dove estetica, ricerca stilistica e contaminazioni artistiche daranno vita a un racconto immersivo dedicato al futuro della moda. Non sarà soltanto una rassegna di sfilate, ma un’esperienza totale: un vero fashion system experience, in cui la città diventerà un set a cielo aperto tra eleganza scenografica, performance, installazioni e ospiti di rilievo internazionale.

Tra i momenti più attesi, il suggestivo défilé del 29 giugno alle ore 20, quando l’iconica scalinata e le colonne di Palazzo Villarosa si trasformeranno in una passerella monumentale sospesa tra storia e contemporaneità. Un luogo simbolico che diventerà teatro di una narrazione estetica fatta di luce, architettura e haute couture.

«L’obiettivo è portare la moda dove può dialogare con il territorio e promuovere il patrimonio culturale», ha spiegato Alessandra Giulivo. «La scelta di luoghi storici diventa il palcoscenico ideale per unire creatività, tradizione e innovazione. L’International Fashion Week vuole essere una leva strategica per promuovere non soltanto la moda, ma anche l’artigianato e tutte le eccellenze produttive».

Le collezioni in passerella esploreranno nuove frontiere espressive: visioni audaci, sartorialità evoluta, ricerca materica e dialogo tra tradizione e innovazione tecnologica saranno le direttrici creative degli stilisti protagonisti.

Maison, brand e nomi altisonanti della moda del calibro di Franco Ciambella, Addy Van Den Krommenacker, Maison Celestino, Valentina Vidrascu, Mimì et Mamà e Rogowskie Bridal saranno insigniti del prestigioso Golden Muse Award 2026.

«Al centro dell’evento ci sono le eccellenze del Made in Italy, ambasciatrici di qualità, sartorialità e creatività», ha dichiarato Giulivo. «Ogni collezione racconta storie di tessuti pregiati, lavorazioni artigianali e dettagli curati. Gli stilisti internazionali portano contaminazioni culturali e idee nuove, trasformando la manifestazione in un laboratorio globale di ricerca e innovazione».

Particolare attenzione viene riservata alle nuove generazioni attraverso il concorso “New Generations”, dedicato agli studenti delle accademie e degli istituti di moda.

I due finalisti, Gabriele Villanova e Chiara Ruperto, presenteranno i capi realizzati partendo dai bozzetti selezionati da una commissione tecnica. I loro lavori sfileranno per la prima volta durante l’evento del 29 giugno.

Al vincitore sarà assegnata una borsa di studio, uno stage professionale presso la maison De Santis by Martin Alvarez e una dotazione di software professionali messi a disposizione da Pro2Dev, per un percorso concreto di inserimento nel settore moda.

Durante la conferenza stampa l’onorevole Salvatore Geraci, deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana, ha messo al centro proprio i giovani: «Il messaggio è forte e fresco. Vogliamo dare ai talenti emergenti una vetrina importante e la possibilità di dimostrare il proprio valore. Moda, giovani, sviluppo e cultura possono camminare insieme e rappresentano una concreta opportunità di crescita per chi decide di investire il proprio talento».

Anche il presidente regionale UNSIC Sicilia, Salvatore Falzone, ha rimarcato il valore dell’iniziativa: «La moda rappresenta uno dei settori più prestigiosi dell’economia italiana. Significa impresa, lavoro, formazione e opportunità per i giovani. Manifestazioni come questa contribuiscono a creare valore, favorire nuove opportunità e rafforzare il legame tra tradizione e futuro».

Nel corso dell’incontro è intervenuto anche Giovanni Minutella, direttore provinciale dell’ENASC, che ha sottolineato il valore culturale e sociale dell’iniziativa: «Eventi come questo rappresentano un’occasione straordinaria per valorizzare il territorio e creare connessioni tra cultura, impresa e creatività. La moda diventa così uno strumento di promozione e sviluppo, capace di raccontare l’identità dei luoghi e di offrire nuove prospettive ai giovani».

Prima dell’inizio delle sfilate, alle ore 17, Palazzo Villarosa ospiterà un talk televisivo con eccellenze italiane curato da Piero Muscari, seguito alle ore 19 dal red carpet, momento di incontro tra ospiti, stilisti e protagonisti del fashion system internazionale.

Tra luci scenografiche, installazioni artistiche, musica e atmosfere immersive, Villarosa si trasformerà in una vera e propria cattedrale contemporanea della moda, dove ogni collezione diventerà racconto, emozione e visione.

È ufficialmente iniziato il countdown per l’International Fashion Week: un evento destinato a lasciare un segno indelebile, trasformando Bagheria in un nuovo epicentro del glamour mediterraneo e della creatività internazionale.

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Cultura

Pantelleria, grande partecipazione all’inaugurazione del bunker di Bukkuram: il successo della storia

Direttore

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Il recupero dell’area eseguito in sinergia tra Enti e uomini

Si è tenuta ieri, meercoledì 24 giugno 2026, l’inaugurazione della valorizzzazione dell’area bunker della sede logistica dell’Esercito  di Bukkuram.
Una contrada rigogliosa per colori e umori ha acoolto i visitatori, con dammusi antichi a fare capolino tra le lievi alture e i terreni coltivati a vite.

Tra militari, civili, turisti e panteschi, l’atmosfera era pregna di emozione e commozione, specie a seguito dei racconti degli attori principali dell’evento: dal Presidente dell’Associazione Barbacane, Carmine Acierno, al Presidente del Parco, Italo Cucci, dal Sindaco Fabrizio D’Ancona al direttore del Parco, Carmine Vitale, un susseguirsi di racconti antichi e di attualità, laddove l’una si interseca con l’altra.

Si è così riaperto un sipario della storia di Pantelleria e dell’Italia tutta molto delicato e anche molto sofferto, che tuttavia ha lascaito qualcosa che merita memoria.

Pantelleria, definita la vedetta del Mediterraneo, ora è protagonista di una importante parentesi di archeologia bellica, su cui il Comune e le associazioni stanno investendo con progetti ambiziosi ma al contempo sicuri e concreti.
Come quello attuale, che l’Associazione Barbacane ha realizzato grazie alla Democrazia Partecipata, che ha visto l’adesione di tantissimi residenti appassionati di cultura isolana.
Un passato remoto piuttosto vicino e sofferto, racchiuso in luoghi che hanno ospitato una vita fatta spesso di lutti o goliarida, a seconda dell’età.

Il compiacimento del Sindaco per il recupero di un percorso antico ricostruito negli ultimi anni, con la passione e la tenacia di quanti ispirino la propria attività per una Pantelleria riscoperta, altisonante e protagonista della storia.
Tanti i testimoni in questo pomeriggio di storia e amore verso Pantelleria: associazioni, personaggi che hanno messo la loro firma in un momento epocale per la cultura dell’isola

Dal Centro Culturale Giamporcaro, alle Guide del Parco, dall’Associazione L’Albero Azzurro a quella dell’Aeronautica al Circolo Corso Umberto, sono solo alcune  intercettate d’impatto nel corso del pomeriggio

 

Dopo le asinelle pantesche Laura e Iris che hanno animato gli esterni dei bunker, le scoperte degli arredi e monili di classe decisamente bellica

Da queste immagini, l’esplorazione della galleria resa incredibilmente suggestiva da un gioco di luci e una regia raffinata ed efficace

Un anno e mezzo, per realizzare tutto ciò, per arricchire Pantelleria di questo pregio storico: tutti i protagonisti hanno lavorato alacremente, alla luce splendida e fiera di una “tacca” nella cultura isolana, con un nuovo contributo nella sua archeologia bellica, che ancora ha tanto da far scoprire e raccontare.

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