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Cronaca

Pantelleria, Strada del Khafaro: applicata barriera Jersye sul bordo del precipizio

Direttore

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In queste ore, è stato applicata una barriera Jersey sul bordo del precipizio che interessa la Strada del Khafaro.

Quella via è stata teatro di un incidente automobilistico, avvenuto venerdì 10 luglio  e ha visto due turisti precipitare su un terreno, mentre viaggiavano a bordo di una Fiat Panda, a noleggio,

I due anziani ospiti dell’isola sono usciti fortunatamente incolumi dall’accaduto, dopo un balzo di almeno 5 metri.

La Strada del Khafaro, inoltre, rappresenta un’alternativa a raggiungere il Lago di Venere e zone limitrofe.

La strada principale è chiusa ormai da novembre 2018, a causa di una frana di massi enormi, ma della cui messa in sicurezza e riapertura ancora non conosciamo la tempistica.

Già il 25 settembre 2019, Battista Belvisi, un residente di Bukkuram, intraprese uno sciopero della fame per la riapertura dell’arteria principale, considerando la Strada del Khafaro non idonea al transito automobilistico.

Quello di oggi è comunque un importante passo, che vede auspicabili ulteriori lavori di contenimento del margine stradale, illuminazione e asfaltatura.

Marina Cozzo è nata a Latina il 27 maggio 1967, per ovvietà logistico/sanitarie, da genitori provenienti da Pantelleria, contrada Khamma. Nel 2007 inizia il suo percorso di pubblicista presso la testata giornalistica cartacea L'Apriliano - direttore Adriano Panzironi, redattore Stefano Mengozzi. Nel 2014 le viene proposto di curarsi di Aprilia per Il Corriere della Città – direttore Maria Corrao, testata online e intraprende una collaborazione anche con Essere Donna Magazine – direttore Alga Madia. Il 27 gennaio 2017 l'iscrizione al Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti nel Lazio. Ma il sangue isolano audace ed energico caratterizza ogni sua iniziativa la induce nel 2018 ad aprire Il Giornale di Pantelleria.

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4 Commenti

1 Commento

  1. Avatar

    MARTINO

    20:02 - Luglio 12, 2020 at 20:02

    Siamo proprio in Italia!! Sono quasi 2 anni che hanno chiuso la strada per il Lago (per la frana) e non hanno ancora trovato un impresa per mettere in sicurezza le rocce fra anti. Peccato anche per il turismo per il bellissimo panorama dello Specchio di Venere.

  2. Avatar

    Salvatore Tomarchio

    23:23 - Luglio 12, 2020 at 23:23

    Gentile ed Egregia Direttora Marina Cozzo, dopo aver inviato un commento, alcune ore fa, a corollario come soggetto coivolto di persona con una mia amica Svizzera, nella tragedia sfiorata nottetempo nella ben nota e famigerata via del Cafaro, avrei gradito per diletto, lo scoop, che il mio commento fosse stato pubblicato nella sua interezza ! Invece NULLA!!!!!Stupefatto e incredulo leggo nel Suo ultimo articolo lo illuminato
    Articolo post-prandiale, il posiziamento di manufatti, allo scopo adibiti a tutela degli malcapitati avventori. A chi si sta tenendo il Bordone??? Sindaco, Ufficio Tecnico Comunale, Assessore alle stradacce da Lupanare, alla Ditta incaricata dei lavori??? Tengo altresi specicare che i soggetti coivolti NON SON TURISTI, BENSI ,PELLEGRINI E VIADANTI alla scoperta di Pantelleria e di Suoi eroici abitanti PANTESCHI!!! GRAZIE. Salvatore ” turi ” Tomarchio

    e

  3. Avatar

    Salvatore Tomarchio

    00:57 - Luglio 13, 2020 at 00:57

    Gentile Direttora Marina Cozzo, ai sensi dell’ articolo 21 della Costituzione della Repubblica Italiana, chiedo cortesamente il ripristino e la pubblicazione integrale del mio commento sui reali fatti avvenuti il 10 luglio 2020 in via del Cafaroin notturna, vissuto come parte in causa insieme alla mia amica Svizzera, inoltrato nel pomeriggio e di cui si e` persa traccia!!! Lasciamo le fitte e brumose nebbie ( su tutto mentali ) a certi soggetti che cavalcano il vello dei Caproni e falciano col lo ausilio della nota marca dolciaria! Come libera voce dell’ Isola Le annunciavo la intenzione di adire le vie penali e civili a tutela della mia persona, quindi auspico che le Istituzioni a qualsiasi livello politico e amministrativo leggano il Suo benemerito quotidiano on-line!!! Auspico che domattina mi svegli con qualche buone notizie e mi diletti ad autoleggermi! Grazie della attenzione, cordialmente. Salvatore ” Turi ” Tomarchio

    • Direttore

      Direttore

      15:47 - Luglio 13, 2020 at 15:47

      Gentile Signor Turi
      Il mio giornale è a disposizione di quanti ne facciano cortese richiesta
      Se ha una testo da far pubblicare ne saremo ben lieti
      È possibile che qualcosa sfugga
      Può inviarlo al seguente indirizzo ilgiornaledipantelleria@gmail.com o su Whatsapp al numero 3332715327
      Con osservanza
      Marina Cozzo – direttore

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Ambiente

EcCiCoCò di Pantelleria entra tra le Buone Pratiche Territoriali ASviS per l’Agenda 2030

Redazione

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il

Il progetto “EcCiCoCò – Ecosistemi Circolari di Comunità Cooperante“, promosso da Resilea e sostenuto da Fondazione Con il Sud, è stato riconosciuto da ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile – come Buona Pratica Territoriale per lo sviluppo sostenibile.


Il progetto nasce con l’obiettivo di trasformare gli scarti della filiera olivicola in nuove risorse per il territorio, attraverso la produzione di compost, il recupero del nocciolino e la costruzione di un modello di impresa sociale di comunità capace di generare servizi condivisi, lavoro locale e nuove opportunità economiche per Pantelleria.

Il riconoscimento arriva nell’ambito del programma BEST – Buone Esperienze di Sviluppo Sostenibile dei Territori, coordinato da Samir de Chadarevian per ASviS, l’organizzazione che riunisce oltre 300 soggetti tra associazioni, imprese, sindacati, fondazioni e istituzioni impegnate nella promozione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

L’Agenda 2030 è il programma adottato nel 2015 dalle Nazioni Unite per costruire un futuro più sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico. Il piano individua 17 grandi obiettivi, chiamati “Goal di Sviluppo Sostenibile”, che riguardano temi come la tutela dell’ambiente, il lavoro dignitoso, la lotta alle disuguaglianze, l’economia circolare, l’energia pulita e la qualità della vita delle comunità. L’Italia ha aderito a questo impegno internazionale e ASviS è l’organizzazione che ne monitora e promuove l’attuazione nel nostro Paese.

Durante una visita sull’isola, Samir de Chadarevian ha spiegato le ragioni che hanno portato all’inserimento di EcCiCoCò tra le buone pratiche territoriali italiane.

«È un progetto che ci piace moltissimo perché sono iniziative che nascono da comunità in aree marginali come Pantelleria dove non è facile sviluppare delle iniziative di sviluppo. Sono le realtà locali, le persone che vivono quotidianamente e che sono radicate sul territorio, che possono e devono generare riscatto».

Secondo ASviS, il valore dell’iniziativa risiede nella capacità di unire sostenibilità ambientale, sviluppo economico e partecipazione della comunità.

«L’iniziativa EcCiCoCò ha un altissimo potenziale e un valore sociale molto importante. Ci piace moltissimo perché comprende un’attività economica di sviluppo locale, ossia il recupero e il riutilizzo degli scarti della lavorazione delle olive e quindi un ulteriore circolo virtuoso, un’economia circolare che valorizza risorse locali a favore della popolazione locale».

Nell’ambito dell’Agenda 2030 il progetto contribuisce in particolare agli obiettivi legati alla tutela degli ecosistemi terrestri, all’economia circolare e alla creazione di lavoro sostenibile nelle aree periferiche.

Per Pantelleria il riconoscimento rappresenta anche un’importante occasione di visibilità nazionale.

«Significa che Pantelleria, che geograficamente è più vicina alla Tunisia che non all’Italia, entra sulla scena nazionale; anzi si candida ad essere un punto di ispirazione non soltanto di una buona pratica, ma di come affrontare nuove forme di sviluppo economico ed ecologico in aree marginali e isolate».

ASviS sottolinea inoltre come le buone pratiche non siano esempi da imitare meccanicamente, ma esperienze che possono ispirare altre comunità ad affrontare le proprie sfide territoriali.

«Noi parliamo volutamente di buone pratiche e non delle migliori pratiche. Lo sviluppo sostenibile richiede tante iniziative. Ogni iniziativa deve essere specifica per il territorio e per la comunità. Quello che viene portato avanti da Resilea diventa importantissimo nel contesto di Pantelleria».

Uno degli aspetti emersi dall’analisi delle buone pratiche nazionali è il ruolo centrale delle reti territoriali.

«Chi lavora in rete realizza i risultati più importanti».

Il riconoscimento ottenuto da EcCiCoCò conferma anche l’importanza del lavoro di rete che caratterizza il progetto fin dalla sua nascita. L’iniziativa è infatti promossa da Resilea APS in collaborazione con il Parco Nazionale Isola di Pantelleria e il Comune di Pantelleria, e vede il coinvolgimento di partner scientifici, sociali e produttivi quali A Sud APS, Plantarei Biotech, l’Università degli Studi di Palermo, la Cooperativa Agricola Produttori Capperi e Unipant. Una rete eterogenea che unisce ricerca, agricoltura, innovazione sociale, tutela ambientale e sviluppo locale, traducendo concretamente uno dei principi che ASviS individua come fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030.

Per questo motivo il riconoscimento di EcCiCoCò non rappresenta soltanto un risultato per Resilea, ma un segnale incoraggiante per l’intera comunità pantesca e per tutte quelle realtà che, nelle aree marginali e nelle isole minori, stanno sperimentando nuovi modelli di sviluppo fondati sulla collaborazione, sulla valorizzazione delle risorse locali e sulla cura dei beni comuni.

Come conclude Samir de Chadarevian:

«Noi speriamo che le iniziative di Resilea a Pantelleria possano continuare a generare tante altre buone pratiche a favore dello sviluppo economico, sociale e ambientale del territorio».

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Salute

Ospedale di Pantelleria: il NurSind ringrazia il Commissario ASP Trapani Sabrina Pulvirenti per intervento record

Redazione

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La segreteria territoriale del NurSind esprime il proprio vivo compiacimento e un sentito ringraziamento al Commissario Straordinario dell’ASP di Trapani, Dott.ssa, per la straordinaria tempestività e la concretezza dimostrate nel risolvere le criticità strutturali del presidio ospedaliero di Pantelleria.

L’intervento risolutivo è scattato a seguito di una dettagliata segnalazione sindacale inoltrata dal Dirigente NurSind, Dott. Giovanni La Grutta, volto a ridefinire e segnalare i problemi strutturali che penalizzavano la struttura dell’isola. Dando prova di una straordinaria efficienza amministrativa, la Dott.ssa Pulvirenti è intervenuta in meno di 24 ore dalla ricezione della nota.

Le sue precise e immediate direttive hanno permesso di sanare e sistemare definitivamente situazioni di disagio che persistevano ormai da anni, restituendo rapidamente sicurezza e decoro sia agli operatori sanitari che ai pazienti. “Quando le istituzioni rispondono con questa velocità e determinazione, a beneficiare è l’intera comunità”, dichiara il Dott. La Grutta. “Il tempestivo intervento del Commissario Pulvirenti dimostra come l’ascolto attento delle segnalazioni sindacali e la prontezza operativa possano sbloccare critiche croniche in tempi record. A lei va il nostro più sincero ringraziamento.”

Ufficio Stampa NurSind Trapani Dirigente Sindacale
Dott. Giovanni La Grutta

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Ambiente

Attività di campionamento della colonna d’acqua e del sedimento marino nelle acque di Pantelleria

Redazione

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Il Ten. di Vasc. Claudio Marrone, comandante della Capitaneria di Porto di Pantelleria rende noto che dal 23/06/2026 al 03/07/2026 l’unità M/N GAIA BLU – IMO 7928677 – eseguirà un’attività di campionamento della colonna d’acqua e del sedimento marino nell’ambito del
progetto “TUNSIC 2026” nello Stretto di Sicilia.
La citata unità opererà in una macro area all’interno della quale ricadono le acque sottoposte alla giurisdizione del Circondario Marittimo di Pantelleria.

Le anzidette operazioni verranno effettuate sui punti (datum WGS ’84):

L’area interessata è meglio rappresentata nello stralcio cartografico in calce al presente
provvedimento.

Nel corso delle operazioni, le unità dovranno essere considerate NAVE CON
MANOVRABILITA LIMITATA” ai sensi della regola 3) lett. g) del Regolamento
Internazionale per Prevenire gli abbordi in mare (COLREG 72).

Per quanto sopra,

ORDINA

Articolo 1
(Obblighi e divieti)

Nel periodo e nelle aree di cui al Rende Noto, tutte le unità in navigazione dovranno mantenersi ad una distanza non inferiore a 0.5 miglia nautiche dall’ unità “GAIA
BLU”.

1.2 I comandanti/conducenti delle unità navali in transito in prossimità delle unità
impegnate nelle succitate operazioni, dovranno, secondo perizia marinaresca,
transitare alla minima velocità consentita per il governo in sicurezza dell’unità,
evitando di creare moto ondoso nonché valutando I’eventuale adozione di misure
aggiuntive suggerite dalla buona perizia marinaresca al fine di prevenire situazioni
di potenziale pericolo.

Articolo 2
(Deroghe)

2.1 Non sono soggette alle prescrizioni di cui al precedente articoli:

2.1.1 le unità navali della Guardia Costiera, delle forze di polizia nonché militari in
genere in ragione del loro ufficio;

2.1.2 le unità adibite ad un pubblico servizio che abbiano necessità indifferibile di
accedere all’area in ragione delle finalità istituzionali perseguite dall’ente di
appartenenza;

2.1.3 le unità ed il personale appartenente alla ditta esecutrice dei lavori o da questa
autorizzati.

2.2 In caso di necessità indifferibile di transito a distanza inferiore a quella riportata al
precedente articolo, le unità non coinvolte nelle operazioni, dovranno contattare le
unità impegnate nelle sopra descritte attività per eventuali indicazioni e/o per
concordare la temporanea sospensione delle attività.

Articolo 3
(Prescrizioni)

3.1 In ottemperanza a quanto disposto con il nulla osta rilasciato dallo Stato Maggiore della
Marina “MARISTAT/3286/C/3/3/GEOMETOC” datato 09/06/2026 citato in preambolo,
sono autorizzate le operazioni di campionamento nella colonna d’acqua nei punti 1-2-3-4-5, mentre le operazioni di campionamento del sedimento marino sono autorizzate
ESCLUSIVAMENTE nel punto 3, poiché posto al di fuori della zona delimitata dal suddetto nulla-osta.
Ord. Protocollata

L’ordinanza integrale
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