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Pantelleria, nuovo regolamento approdi Gadir, Cala Tramontana e Levante, Suvaki, Martingana e Scauri
REGOLAMENTAZIONE DEGLI APPRODI DI CALA GADIR, CALA TRAMONTANA, CALA LEVANTE, SUVAKI, MARTINGANA E SCAURI SCALO ED IN GENERALE DELLE SOSTE A SECCO SULLE AREE DEMANIALI MARITTIME DI PANTELLERIA
L’Ufficio Marittimi di Pantelleria rende noto il regolamento degli approdi.
Ecco uno stralcio dell’atto
1.1 Disciplina degli approdi/ormeggi:
a) Fermi restando i divieti e le prescrizioni generali previste da altre disposizioni di legge o
regolamentari, comprese quelle in materia di pesca subacquea e di percorsi archeologici subacquei,
negli approdi di Gadir, Cala Tramontana, Cala Levante e Martingana, in generale è consentito
l’ormeggio di unità da diporto/da pesca all’interno dei siti all’uopo allestiti come “Campi boe”, con le
modalità previste dai rispettivi regolamenti di utilizzo redatti dai rispettivi gestori, lungole predisposte
banchine secondo i dettami della presente ordinanza e nel rispetto delle norme previste in materia
di sicurezza della balneazione e della navigazione.
b) L’accesso e l’ancoraggio in tutte le cale e nei ridossi naturali sono comunque consentiti a tutte le
unità al verificarsi di comprovate situazioni di stato di necessità o forza maggiore, quali evidenti
avverse condizioni meteo marine che non consentano di raggiungere in sicurezza un porto od
approdo sicuro, tenendo sempre conto delle caratteristiche dell’unità. Al verificarsi di tali situazioni,
il comandante dell’unità:
– deve darne immediata, motivata e tempestiva informazione all’Autorità Marittima ovvero nel
più breve tempo possibile e con ogni mezzo disponibile;
– deve adottare tutte le precauzioni per evitare situazioni di rischio per eventuali bagnanti o per
l’ambiente;
– la navigazione e la sosta devono essere limitati al tempo strettamente necessario.
c) Coloro i quali ormeggeranno la propria unità all’interno delle aree di approdo, saranno direttamente
e personalmente responsabili per qualsiasi danno possa derivare alla propria barca oa quella di
terzi, a persone, nonché alle infrastrutture/arredi portuali.
1.2 Utilizzo scali di alaggio:
a) L’uso degli scali è consentito per l’alaggio/varo di qualsiasi categoria di imbarcazioni, natanti e moto
d’acqua.
b) Gli scali di alaggio pubblici, meglio evidenziati negli stralci planimetrici allegati alla presente ed i
prospicenti specchi acquei, devono essere lasciati sempre sgomberi al fine di consentire il libero e
sicuro svolgimento delle operazioni di alaggio e varo delle unità anche a mezzo di carrello.
c) Coloro che intendono utilizzare lo scalo per il compimento delle operazioni di alaggio/varo, dovranno
impegnare l’area solo per il tempo strettamente necessario all’effettuazione delle operazioni stesse
e, al termine delle predette, l’autoveicolo trainante ed il carrello dovranno essere spostati e
parcheggiati nelle aree ove è consentita la sosta.
d) Durante la stagione balneare, come definita da specifica ordinanza regionale, è consentito l’uso
degli scali di alaggio solo entro le ore 09.00 e dopo le ore 19.00.
e) In caso di condizioni meteo sfavorevoli, ovvero per motivi di sicurezza, è sempre consentito alle
unità da pesca locali di utilizzare gli scali di alaggio/varo per motivi di sicurezza.
1.3 Corridoi di lancio (cartografia particolare allegata
):
a) Le unità a motore, ivi compresi le moto d’acqua, devono navigare nei corridoi di lancio alla minima
velocità consentita, comunque non superiore a tre nodi, e dare eventualmente la precedenza a unità
di soccorso nonché quelle non dotate di motore. E’ consentito aumentare gradatamente la velocità
solo all’uscita dal corridoio e comunque ad una distanza superiore ai 500 mt dalla costa;
b) Le unità a vela, ivi comprese le tavole a vela, devono navigare nei corridoi di lancio alla minima
velocità consentita ed anche se hanno diritto di precedenza, devono prestare particolare attenzione
all’incrocio con altre unità. Nel caso in cui, per le condizioni meteo marine o per l’affollamento del
corridoio di lancio, la navigazione a vela possa risultare pericolosa, i conduttori delle stesse devono
prendere tutte le opportune precauzioni e, qualora possibile, procedere a remi.
c) L’attraversamento deve essere limitato al tempo strettamente necessario.
d) E’ fatto divieto assoluto di ancorare/sostare con qualsiasi unità all’interno dei corridoi, al di fuori
dei campi boe presenti.
e) Deve essere prestata la massima attenzione riguardo la presenza di eventuali incauti bagnanti in
prossimità dell’ingresso o all’interno del corridoio/canale.
Articolo 2
(Approdo Gadir)
Le attività marittime nell’ambito dell’approdo banchinato di Gadir ed il relativo specchio acqueo
interno, dotato di infrastrutture quali scalo di alaggio ed arredi per l’ormeggio di piccole unità, viene
regolamentato secondo i dettami di seguito delineati ed illustrati nello stralcio cartografico Allegato
1 che fa parte integrante della presente ordinanza.
2.1 Periodo compreso dal 16 Settembre al 30 Giugno di ogni anno:
a) Nel tratto di banchina individuato dai punti “A–B” nello stralcio cartografico Allegato 1, è consentito
l’ormeggio alle unità con lunghezza fuori tutto non superiore a 5,50 mt., con priorità alle unità locali
destinate alla piccola pesca, iscritte nelle matricole del Circondario Marittimo di Pantelleria, a
condizione che le stesse siano regolarmente armate ed in possesso di
certificazione/documentazione di bordo in corso di validità.
b) Durante tale periodo, lo specchio acqueo all’interno del piccolo attracco “A–B” di cui al precedente
punto a), è interdetto alla balneazione, alle attività di pesca, sia professionale che ricreativa,
effettuata con qualsiasi mezzo od attrezzo, ivi compresa quella subacquea.
c) Al di fuori della stagione estiva, come individuata da ordinanza regionale, la porzione di specchio
acqueo che si sviluppa in corrispondenza del canale di accesso dell’area di attracco (indicata quale
“A–B” nell’allegato 1) potrà essere utilizzata per il transito delle unità con divieto assoluto di
balneazione.
2.2 Periodo compreso dal 01 Luglio al 15 Settembre di ogni anno:
a) Nel tratto di banchina in verde contraddistinto con la lettera “T” (transito – lunga circa 35 mt
circa) nello stralcio cartografico Allegato 1, è consentito l’ormeggio alle unità da diporto in
transito per una durata temporale massima di 2 ore, previo nulla osta da parte di questa
Autorità Marittima. Le predette unità dovranno ormeggiarsi esclusivamente di punta (cd.
“all’andana”).
b) Nel tratto di banchina in rosso contraddistinto con la lettera “P” (pesca – lunga circa 5 mt
circa) nello stralcio cartografico Allegato 1 è consentito l’ormeggio alle piccole unità da pesca
iscritte nelle matricole del Circondario Marittimo di Pantelleria, di lunghezza fuori tutto non
superiore a 5,50 mt, acondizione che le stesse siano regolarmente armate ed in possesso di
certificazione/documentazione di bordo in corso di validità;
c) Lo specchio acqueo in azzurro e contrassegnato con la lettera “L” nello stralcio cartografico Allegato
1 (che si estende per una distanza di circa 10 mt antistante il “solarium” e 5 mt dalla banchina
laterale) opportunamente segnalato e delimitato con l’installazione di piccole boe (da parte del
Comune o di chi gestisce l’area in affidamento/concessione), nonché l’interno dell’approdo
individuato nello stralcio cartografico con la lettera “A–B”, costituiscono zona riservata alla
balneazione, interdetta alla navigazione, al transito ed ancoraggio di unità, nonché alle attività di
pesca, sia professionale che ricreativa, effettuata con qualsiasi mezzo od attrezzo, ivi compresa
quella subacquea
.
d) In caso di avverse condizioni meteo-marine, in deroga a quanto stabilito dal precedente punto b), è
sempre consentito alle unità da pesca locali, di utilizzare gli approdi/banchine per ridosso, previa
comunicazione a questa Autorità marittima.
e) Nell’area di mare interna all’insenatura di Cala Gadir, è predisposto, qualora autorizzato, un Campo
Boe dove potranno essere ormeggiate tutte le unità autorizzate secondo regolamento redatto da chi
le gestisce, come da stralcio cartografico Allegato 1.
f) L’area di mare a Sud, adiacente l’Area di interesse archeologico e delimitata dal corridoio/canale di
accesso, asservito allo scalo di alaggio/varo, è destinata alla balneazione ed ingresso subacquei
come meglio individuato nello stralcio cartografico Allegato 1.
g) In forza del precedente punto, fatte salve le prescrizioni a carattere generale di cui all’art. 1.3, sull’uso
dei corridoi di lancio e dalle norme di sicurezza balneare, il transito di unità all’interno del canale che
si sviluppa in corrispondenza dello scalo di alaggio “S” è consentito con motore spento e tramite
l’utilizzo di remi/pagaie.
Articolo 3
(Approdo Cala Tramontana)
Fermi restando i divieti e le prescrizioni generali previste da altre disposizioni di legge o
regolamentari, l’approdo di Cala Tramontana e il relativo specchio acqueo interno, viene
regolamentato secondo i dettami di seguito delineati ed illustrati nello stralcio cartografico Allegato
2 che fa parte integrante della presente ordinanza.
3.1 Approdi/Ormeggi
Qualora autorizzato e dunque predisposto è consentito ormeggiare, unità di piccole dimensioni,
esclusivamente all’interno del Campo boe evidenziato nello stralcio cartografico Allegato 2, secondo
il regolamento di gestione in vigore, redatto dal soggetto gestore.
3.2 Aree riservate alla balneazione
Ai lati di Cala Tramontana sono individuate due distinte aree riservate alla balneazione (Aree
bagnanti evidenziate nello stralcio cartografico Allegato 2 di colore blu), opportunamente segnalate
e delimitate con l’installazione di piccole boe da parte del Comune o di chi gestisce l’area in
affidamento/concessione, e pertanto, sono interdette alla navigazione, al transito, ancoraggio e
sosta di qualsiasi tipologia di unità, nonché alle attività di pesca, sia professionale che ricreativa,
effettuata con qualsiasi mezzo od attrezzo, ivi compresa quella subacquea.
3.3 Scalo di alaggio
– canale di accesso
Lo scalo di alaggio presente ed il canale di accesso corrispondente, che si sviluppa nello specchio
acqueo centrale, sono praticabili secondo le disposizioni a carattere generale richiamate dagli articoli
1.2 e 1.3 della presente ordinanza e nel pieno rispetto delle norme in materia di sicurezza della
navigazione.
Articolo 4
(Approdo Cala Levante)
Fermi restando i divieti e le prescrizioni generali previste da altre disposizioni di legge o
regolamentari, l’approdo di Cala Levante e il relativo specchio acqueo interno, viene regolamentato
secondo i dettami di seguito delineati ed illustrati nello stralcio cartografico Allegato 3 che fa parte
integrante della presente ordinanza.
4.1 Approdi/ormeggi
Qualora autorizzato e dunque predisposto è consentito ormeggiare unità di piccole dimensioni
esclusivamente all’interno del Campo boe evidenziato nello stralcio cartografico Allegato 3 secondo
il regolamento di gestione in vigore, redatto dal soggetto gestore.
4.2 Aree riservate alla balneazione
Durante la stagione estiva è consentita la balneazione nelle due distinte aree ed essa riservate,
meglio indicate nello stralcio cartografico Allegato 3 (aree evidenziate in blu), opportunamente
delimitate e segnalate a mezzo di boe predisposte dal Comune o dal concessionario/gestore,
all’interno delle quali è fatto divieto assoluto di transitare, ormeggiare, ancorare, sostare con
qualsiasi tipologia di unità nonché effettuare attività di pesca sia professionale che ricreativa,
praticata con qualsiasi strumento od attrezzatura, ivi compresa la pesca subacquea.
4.3 Zona interdetta
a) Il tratto di area sottostante il costone roccioso lato Nord, evidenziato in rosso nello stralcio
cartografico Allegato 3, è sempre interdetto alla pubblica fruizione per “pericolo caduta massi e
movimenti franosi” con divieto assoluto di accesso veicolare e pedonale come da segnaletica
monitoria presente in zona.
b) Il prospicente specchio acqueo, ampio 20 metri dalla linea di costa, zona evidenziata in rosso
nello stralcio cartografico Allegato 3, è sempre interdetto alla balneazione, alla navigazione,
all’ormeggio, ancoraggio, sosta di unità nonché alla pesca sia professionale che ricreativa ivi
compresa la pesca subacquea.
4.4 Scalo di alaggi
o
Lo scalo di alaggio presente ed il relativo canale di accesso sono praticabili secondo le disposizioni
a carattere generale richiamate dagli articoli 1.2 e 1.3 della presente ordinanza e nel pieno rispetto
delle norme in materia di sicurezza della navigazione.
Articolo 5
(Approdo Martingana)
Fermi restando i divieti e le prescrizioni generali previste da altre disposizioni di legge o
regolamentari, la zona dell’approdo di Martingana e il relativo specchio acqueo in genere frequentato
da bagnanti, viene regolamentato secondo i dettami di seguito delineati (rappresentazione grafica in
Allegato4).
5.1 Nello specchio acqueo antistante località Martingana,
come riportato nello schema in allegato
4, è individuata una zona destinata all’ancoraggio e transito delle unità di lunghezza f.t. fino ad un
massimo di 6 mt. individuata dalla linea di costa e dalla congiungente i punti A/B/C. L’avvicinamento
alla costa, propedeutico all’accesso all’area destinata all’ancoraggio, potrà avvenire nel rispetto delle
seguenti condizioni:
a) utilizzando gli appositi corridoi di lancio (se presenti) all’interno dei quali è vietata la
balneazione;
b) a mezzo dei remi, ove non esistano corridoi di lancio;
c) non siano presenti bagnanti;
d) non si generi moto ondoso e non vi sia emissione di fumi o rumori molesti;
e) il conduttore dell’unità adotti ogni altra possibile precauzione per evitare situazioni di rischio
per eventuali bagnanti o per l’ambiente.
f) l’eventuale ancoraggio temporaneo non avvenga su fondali inferiori a metri 5 o comunque
caratterizzati da praterie di posidonia;
Articolo 6
(Divieti generali)
E’ vietato:
6.1 Effettuare attività di pesca professionale ovvero sportiva/ricreativa con qualsiasi mezzo o
attrezzo, ivi compresa quella subacquea all’interno delle zone di mare interdette, destinate sia alla
balneazione che ai canali/corridoi di lancio e nelle zone immediatamente antistanti gli scali di alaggio
sino ad una distanza di 50 metri agli stessi.
6.2 Svolgere qualsiasi tipo di attività balneare all’interno delle aree interdette.
6.3 Interdire/ostacolare l’uso pubblico degli scali di alaggio mediante l’ormeggio/sosta di unità
sullo scalo e nella zona di mare prospiciente, e/o la sosta di veicoli in prossimità dello scalo stesso,
al fine di consentire lo svolgimento in sicurezza delle attinenti operazioni.
6.4 L’ormeggio arbitrario di unità navali, ovvero al di fuori delle zone ad esse destinate.
Compiere qualsiasi evoluzione non connessa con l’esecuzione della manovra di
ormeggio/disormeggio che sia nocumento alla sicurezza della navigazione.
6.6 Svolgere qualunque genere di attività che possa risultare d’intralcio alla libera praticabilità
delle rotte di avvicinamento e di ingresso/uscita dal canale d’accesso agli scali di alaggio, salva
espressa deroga concessa dall’Autorità Marittima, per circostanze particolari.
6.7 Collocare abusivamente ormeggi fissi anche a mezzo di ganci fissi o anelli a terra e/o corpi
morti, gavitelli e boe che saranno rimossi coattivamente con spese a carico dei contravventori e
secondo i termini di legge
6.8 Compiere qualsivoglia attività o azione/omissione in contrasto con le norme dettate dalla
presente ordinanza in materia di sicurezza della navigazione;
Articolo 7
(Sosta a secco e deposito di natanti e imbarcazioni)
7.1 In tutte le zone demaniali marittime, fatta salva diversa disposizione dell’Autorità Marittima, nel
periodo compreso dal 1° novembre al 30 aprile, sono vietati la sosta a secco di unità da diporto,
invasature, carrelli a mano e stradali per natanti ed il deposito di materiali, dotazioni, attrezzature,
autoveicoli di qualsiasi genere, fatta eccezione per le sole unità da pesca professionali.
7.2 Nel periodo dal 1° maggio al 31 ottobre sono consentiti nelle aree demaniali marittime, nonché
sulle aree/approdi/scali presenti sull’isola, quali a titolo esemplificativo: Gadir, Cala Levante, Cala
Tramontana, Scauri Scalo-Loc. La Vela, Campobello, Khattibuale, Martingana, Nikà, Sataria, Suvaki,
ecc.) il deposito e la sosta a secco di natanti da diporto (compresi jole, canoe, pattini, pedalòed in
genere natanti da spiaggia) imbarcazioni da pesca e da traffico, della dimensione massima di mt. 6
(lunghezza fuori tutto) previo rilascio di contrassegno autorizzativo da parte dell’Autorità Marittima a
seguito di presentazione di apposita istanza (Allegato 10). Tale contrassegno dovrà essere
rigorosamente esposto sull’opera morta dell’unità in modo da essere visibile agli organi di polizia
durante i controlli. L’autorizzazione alla sosta e al deposito tramite contrassegno identificativo, potrà
essere rilasciato sino all’esaurimento della capacità delle aree demaniali destinate a tale scopo. Nello
specifico nelle aree demaniali marittime di Gadir, Cala Levante, Cala Tramontana, Suvaki e Scauri
Scalo (loc. La vela) è consentita la sosta a secco delle unità esclusivamente negli spazi indicati negli
schemi di cui agli allegati “5, 6, 7, 8 e 9” nel periodo compreso tra il 1 Maggio e il 31 ottobre, salvo
deroghe dell’Autorità Marittima, indistintamente dal
materiale di costruzione dell’unità; al di fuori di detto periodo l’area deve essere rigorosamente
sgomberata e lasciata libera dalle unità.
7.3 Le unità devono essere sollevate da terra con mezzi idonei (carrelli o invasature) in modo da
non costituire pericolo; inoltre ogni proprietario deve provvedere alla pulizia e alla rimozione di rifiuti
e acqua stagnata nell’area di sosta e deposito nel raggio di due metri dalla propria unità.
Articolo 8
(Divieti/Obblighi e deroghe relativi alla disciplina delle soste a secco)
In tutto l’arco dell’anno:
8.1 È fatto assoluto divieto di eseguire la pulizia della carena mediante idropulitrice, lavori di
carteggiatura, se non quelli strettamente effettuati a mano, il lavaggio con detersivi e detergenti chimici
senza il recupero delle acque, pitturazioni, uso di vernici o solventi, uso di fiamme libere e di
attrezzature rumorose. Sono vietate tutte le operazioni che comportano la produzione di residui di
lavorazione e/o reflui, tramite l’utilizzo di pompe idranti o similari.
8.2 È fatto obbligo di comunicare all’Autorità Marittima il tipo di lavorazione (es. carteggiatura senza
ausilio di attrezzature, lavaggio a mano, piccoli lavori di manutenzione, ecc.) che si intende effettuare
a bordo dell’unità, specificando nel contempo data di inizio lavori e presunta durata degli stessi; si ha
obbligo altresì di porre un telo impermeabile sul suolo sotto l’imbarcazione, atto a raccogliere i residui
prodotti durante le piccole manutenzioni, evitando che i residui si possano disperdere in mare o nel
suolo e sottosuolo.
Articolo 9
(Disposizioni finali)
9.1 E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservare e far osservare la presente Ordinanza, la cui
esecuzione è affidata al personale militare dipendente nonché a tutti gli Organi di Polizia e di
Sicurezza.
9.2 Resta sempre fatta salva, in caso di sopravvenute esigenze/condizioni, la facoltà del Capo del
Circondario Marittimo di impartire, anche verbalmente, ulteriori o diverse disposizioni di merito.
9.3 L’Autorità Marittima è manlevata da responsabilità di qualunque titolo per danni che dovessero
derivare a persone e/o cose in conseguenza dello stato dei luoghi o del mancato rispetto della
presente ordinanza ovvero di ogni altra norma e/o regolamento.
9.4 Le unità navali ed i veicoli la cui sosta è effettuata in violazione della presente ordinanza, saranno
rimossi forzatamente e trasportati in apposita area di deposito a cura del Comune di Pantelleria ed a
spese del contravventore.
9.5 I trasgressori saranno ritenuti, altresì, responsabili dei danni che saranno cagionati a persone o
cose per effetto dell’illecito comportamento.
Articolo 10
(Sanzioni)
I contravventori alle disposizioni di cui alla presente Ordinanza, saranno puniti ai sensi degli articoli
1161, 1164, 1174 e 1231 del Codice della Navigazione, ovvero a norma del Codice sulla Nautica da
diporto, nonché incorreranno nelle sanzioni principali ed accessorie previste dal Decreto legislativo
n. 04/2012, relativo alla disciplina della pesca, salvo che il fatto non costituisca differente illecito
sanzionato da norme speciali o più grave reato derivante dall’illecito comportamento.
Articolo 11
(Pubblicità)
Il presente provvedimento, che entra in vigore con effetto immediato dalla data di pubblicazione,
abroga e sostituisce l’Ordinanza n°03/20 del 03.06.2020 ed ogni altra norma precedentemente
emanata in contrasto con la presente. La diffusione sarà assicurata mediante affissione all’albo e
pubblicazione sulla pagina del sito web istituzionale dell’UFFICIO CIRCONDARIALE MARITTIMO di
Pantelleria al link ORDINANZE: http://www.guardiacostiera.gov.it/pantelleria/Pages/ordinanze.aspx .
IL COMANDANTE Tenente di Vascello (CP) Vincenzo DE FALCO
Il documento scaricabile e stampabile: M_CCPP.CPPAN.CPPAN_REG_ORDINANZE(R).0000016.07-07-2023
Cultura
Anniversario della Marina Militare, oggi la cerimonia a Pantelleria – V I D E O
Oggi si è tenuta, presso la corte dell’Ufficio Marittimo di Pantelleria, la cerimonia per la Giornata della Marina Militare che si celebra il 10 giugno, per ricordare l’anniversario dell’affondamento della Corazzata austriaca “Szent Istvan” (Santo Stefano), nel 1918.
Ad accogliere le autorità militari e civili dell’isola, il Comandante, Tenente di Vascello CP Claudio Marrone.

La ricorrenza si è aperta con il discorso del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e quello del Comandante Marrone che riportiamo di seguito.

“Sottufficiali, graduati, militari di truppa della Marina Militare e del Corpo delle Capitanerie di Porto Guardia Costiera, Autorità civili, militari e religiose,
Gentili Ospiti,
rivolgo un caro saluto da parte mia e di tutto il personale di questo Ufficio a voi che siete intervenuti così numerosi in questa calda giornata di giugno.
Il 10 giugno è una data estremamente evocativa per i marinai. La festa della Marina che oggi si celebra, serve a ricordare a tutti noi un avvenimento storico importantissimo, che ha non soltanto segnato le sorti di una guerra e ha dato lustro all’allora Regia Marina, ma che ha rappresentato una delle più fulgide rappresentazioni di quelli che sono i valori fondanti della nostra forza armata: l’ardimento, l’onore, l’ingegno e la capacità di adattarsi a ogni circostanza.
Il 10 giugno 1918 infatti, due piccoli motoscafi di appena 15 metri di lunghezza riuscirono ad assestare un durissimo colpo all’imponente e apparentemente invincibile Marina Austroungarica.
Nel corso di una ricognizione nel medio Adriatico, il MAS 15 e il MAS 21 (Comandati rispettivamente dal capitano di corvetta Luigi Rizzo e dal guardiamarina Giuseppe Aonzo), alle prime luci del mattino in prossimità dell’isola di Premuda, avvistarono due gigantesche corazzate e la loro scorta.
Avvicinandosi furtivamente e silenziosamente, sfruttando la luce incerta, i due mezzi d’assalto riuscirono a colpire con i loro siluri e in maniera irreparabile la corazzata “Szent István”, danneggiando anche la corazzata “Tegetthoff”.
Una volta rientrati in porto, appresero che la corazzata “Szent Istvàn” era stata affondata.
Quasi una beffa quindi.
Con due motoscafi, un giovane Stato e un’ancor più giovane marina unitaria con orgoglio, coraggio e quel pizzico di fortuna che proverbialmente aiuta gli audaci, la Marina italiana riuscì nell’impresa che sembrava impossibile di sferzare una solenne sconfitta alla superpotenza dell’epoca, che accusò gravemente il contraccolpo morale di quest’azione, tanto che la famigerata Kriegsmarine non compì più alcuna operazione degna di nota nel corso della guerra.
L’impresa valse a Rizzo e ad Aonzo la medaglia d’oro al valor militare.
Ed è questo lo spirito che incarniamo ogni giorno tutti noi che vestiamo questa uniforme e che anima e ispira le nostre vite di marinai, ogni volta che ci rifacciamo agli ideali che hanno mosso i nostri predecessori e che sono scolpiti nel nostro motto: PATRIA E ONORE.
Perché è questo lo dico soprattutto alle donne e agli uomini che compongono il mio equipaggio, non dobbiamo mai dimenticare che se anche ci sentiamo piccoli, e non lo siamo, siamo in realtà capaci di grandi cose.
Anche Pantelleria è stata teatro di gesta eroiche da parte della Marina durante la seconda guerra mondiale, nel giugno del 1942, quando un’operazione condotta dalla nostra forza armata è riuscita ad arrestare i convogli diretti a rifornire l’isola di Malta. E in onore di questa battaglia è stata eretta un’edicola votiva a Velcimursà.
Con la memoria rivolta a questa ed altre imprese compiute da chi ha prestato servizio nella nostra forza armata, auguro buon vento per il futuro a tutti voi o meglio a tutti noi, nella speranza che sia un vento di pace. Augurio rivolto soprattutto alle nostre famiglie, che spesso con grande difficoltà ci supportano e sopportano nella nostra missione di servire il Paese, specialmente da un avamposto apparentemente remoto come la nostra bella isola figlia del vento.
Viva la Marina Militare, Viva le Forze Armate e Viva l’Italia.
Ten. di Vascello CP Claudio Marrone
Durante l’alza bandiera gli intervenuti hanno intonato l’inno di Mameli a suffragio di quella ricorrenza così sentita e partecipata.


VIDEO
https://youtu.be/Gchj07bX-ks?si=8wrOE2TYLatzqMiq
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Meteo
Clima e global warming, scatta l’allerta per il super El Niño: Italia verso un’estate rovente?
L’aggiornamento ECMWF preoccupa con un El Niño ormai imminente e anomalie record nel Pacifico facendo crescere i timori per i possibili effetti sull’estate 2026
Il nostro modello vede già la fascia tropicale dell’Oceano Pacifico molto calda, ma la situazione potrebbe accentuarsi ulteriormente fra estate e autunno. Si va verso un evento El Niño fra forte ed estremo (mappa ECMWF tratta da Meteored Italia).
6 maggio 2026.- Climatologi e meteorologi seguono da mesi l’evoluzione della fase di El Niño, con modelli previsionali sempre più concordi. Già a inizio aprile le analisi ECMWF, in linea con NOAA e dell’IRI Università di Colombia, indicavano un’alta probabilità di sviluppo, con possibili scenari da “super El Niño”.
Gli ultimi aggiornamenti rafforzano ulteriormente il quadro, El Niño è ormai certo e potrebbe assumere carattere storico, con possibili impatti rilevanti a livello globale e sull’Italia.
Previsioni di Luca Lombroso, meteorologo di Meteored Italia
El Niño sotto osservazione, ecco cosa prevedono i modelli
Luca Lombroso – ECMWF monitora El Niño attraverso il prodotto “Niño 3.4 SST Anomaly”, basato sui dati del modello ERA5, che analizza la temperatura superficiale del mare nel Pacifico tropicale. Il grafico è rappresentato con un “plume”, cioè un insieme di linee a pennacchio, ogni linea rossa indica una possibile evoluzione (membro Ensemble) nelle quattro aree chiave chiamate Niño 1+2, 3, 3.4 e 4. Quando le linee sono molto vicine tra loro, significa che le previsioni sono più affidabili.
La soglia per definire l’innesco di El Niño è di ±0,5°C rispetto alla norma nell’indice Niño 3.4, mentre tra 0,5 e 1°C si parla di evento debole. L’aggiornamento mensile pubblicato il 5 maggio mostra un segnale particolarmente marcato, considerato sorprendente dagli esperti.
Un “super El Niño” in arrivo? Gli scenari climatici
L’ultimo aggiornamento ECMWF rafforza i segnali già osservati: l’El Niño del 2026 è ormai considerato certo e potrebbe raggiungere anche la soglia di “super El Niño”. Il prodotto Plume indica infatti il superamento stabile di +0,5°C rispetto al periodo 1981-2010 tra maggio e giugno, con una persistenza necessaria di almeno tre mesi che renderebbe probabile l’inizio ufficiale dell’evento tra giugno e luglio.
Le proiezioni successive mostrano un’ulteriore intensificazione, con anomalie tra +1,5 e +2°C tra luglio e agosto, suggerendo un El Niño di forte intensità.
“Ricordiamo che l’evento si definisce Super El Niño quando l’anomalia di temperatura marina supera di almeno 2°C i valori climatici di riferimento per un periodo di almeno 3 mesi.”
Il trend previsto è in forte intensificazione: già da agosto le anomalie nel Pacifico equatoriale saliranno a +2/+2,5°C, mentre tra settembre e novembre la maggior parte degli scenari indica valori tra +2,5 e +3°C, con picchi fino a +4°C. Si tratterebbe di livelli eccezionali, superiori anche ai grandi eventi del 1984, 1997 e 2015.
Impatti globali, cosa potrebbe accadere
La prima conseguenza riguarda un possibile rafforzamento del riscaldamento globale, seguita in autunno da effetti sulla circolazione atmosferica.
“Il 2026 e ancor più il 2027 saranno probabilmente anni da record assoluto, con superamento della soglia +1.5°C prevista dall’accordo di Parigi sul clima o perfino sfiorando i +2°C sull’era preindustriale.”
Negli USA si profila un quadro contrastato: Canada e nord America vedranno scenari più miti e secchi, mentre California e Golfo del Messico potrebbero essere esposti a piogge intense ed eventi estremi. In America centrale e nei Caraibi, l’indebolimento degli Alisei potrebbe ridurre gli uragani atlantici ma aumentare il rischio di siccità, con meno piogge stagionali e fenomeni più intensi ma isolati.
In Sud America si prospetta una forte contrapposizione tra l’Amazzonia, a rischio siccità, e l’area tra Ecuador e Perù, soggetta a piogge torrenziali. Criticità anche per l’Australia, con caldo estremo, siccità e incendi, con possibili effetti sul monsone asiatico.
Gli effetti previsti su Europa e Italia
Le teleconnessioni di El Niño restano ancora in parte incerte: per l’estate 2026 non sono previsti effetti diretti, ma possibili influenze indirette sugli anticicloni delle Azzorre e africano potrebbero accentuare le anomalie di caldo già sempre più frequenti. Indipendentemente da El Niño, le ultime previsioni stagionali ECMWF indicano un’estate ormai quasi certamente più calda della media, con anomalie stimate tra +1 e +2°C.
Gli effetti più rilevanti potrebbero però manifestarsi tra autunno e inverno, soprattutto in caso di un “super El Niño”, con possibili ondulazioni della corrente a getto e fasi alternate di blocchi atmosferici e precipitazioni intense. Si tratterebbe di uno scenario da monitorare attentamente, con potenziali impatti meteorologici mai visti in passato su scala globale e continentale.
Per interviste e maggiori informazioni: stampa@ilmeteo.net
L’articolo originale con tendenze per i prossimi giorni:
Allarme super El Niño, Italia verso un’estate 2026 da caldo record?
News
Pantelleria, “Escursioni di Primavera 2026”: oggi un gran finale a Gelkamar
Partecipanti all’uscita: Gelkamar registra l’en plein con 52 curiosi e sportivi. Commenti entusiastici
Nella mattinata di oggi, 19 aprile, si è svolta l’annunciata ultima “Escursione di Primavera” 2026.
Ben 52 persone hanno preso parte alla passeggiata tra storia e natura incantata, organizzata da rassegna è organizzata dall‘Associazone Barbacane, dal Centro Culturale Vito Giamporcaro, dall’Ass. Aereonautica Militare e dall‘Ente Parco di Pantelleria.
L’escursione rientra nella rassegna dell’archeologia bellica, materia che è stata motivo di grande soddisfazione per gli organizzatori.

A caldo, così il Presidente della Barbacane Carmine Acierno “L’uscita di oggi è stata un successo: per le persone è stata un sorpresa sia per le postazioni belliche sia per la vista.
“Sono soddisfatto di quello che abbiamo fatto nel rendere fruibili le postazioni e con questa visita ci sentiamo ancora più incentivati ad andare avanti nei progetti che ci siamo prefissati.”
Immagine realizzata con Intelligenza Artificiale
Sempre a caldo, Giovanni Bonomo per il Centro Giamporcaro: “Raggiunto Gelkamar, ci siamo uniti al Com. Acierno che ci ha fatto visitare le batterie che sono vermanete in buono stato di conservazione. Le batterie sono posizionate sull’orlo del cratere che è rimasta intatta anche dopo le eruzioni. Il sentiero per raggiungerla è perfettamente percorribile, grazie alla cura dell’associazione Barbacane. Poi ci siamo spostati ad un altro punto del Gelmìkamar che presenta una visula di buona parte dell’isola.
“Si concludono così le uscite primaverili con una giornata splendida di sole e un’isola ancora tutta da vedere e scoprire.”


Cura, passione, lungimiranza e “devozione” degli organizzatori verso il territorio, la sua storia, la sua cultura e, ancora di più la sua gente. Questi gli ingredienti del successo di questa giornata e delle precedenti uscite esplorative di una Pantelleria che ha sempre più da offrire; un’isola che si offre ma rimane riservata, quasi introversa. Ma quando entri nelle sue corde è solo meraviglia e scoperta ogni giorni, ogni scoglio, ogni umore.
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