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Pantelleria, nuovo regolamento approdi Gadir, Cala Tramontana e Levante, Suvaki, Martingana e Scauri
REGOLAMENTAZIONE DEGLI APPRODI DI CALA GADIR, CALA TRAMONTANA, CALA LEVANTE, SUVAKI, MARTINGANA E SCAURI SCALO ED IN GENERALE DELLE SOSTE A SECCO SULLE AREE DEMANIALI MARITTIME DI PANTELLERIA
L’Ufficio Marittimi di Pantelleria rende noto il regolamento degli approdi.
Ecco uno stralcio dell’atto
1.1 Disciplina degli approdi/ormeggi:
a) Fermi restando i divieti e le prescrizioni generali previste da altre disposizioni di legge o
regolamentari, comprese quelle in materia di pesca subacquea e di percorsi archeologici subacquei,
negli approdi di Gadir, Cala Tramontana, Cala Levante e Martingana, in generale è consentito
l’ormeggio di unità da diporto/da pesca all’interno dei siti all’uopo allestiti come “Campi boe”, con le
modalità previste dai rispettivi regolamenti di utilizzo redatti dai rispettivi gestori, lungole predisposte
banchine secondo i dettami della presente ordinanza e nel rispetto delle norme previste in materia
di sicurezza della balneazione e della navigazione.
b) L’accesso e l’ancoraggio in tutte le cale e nei ridossi naturali sono comunque consentiti a tutte le
unità al verificarsi di comprovate situazioni di stato di necessità o forza maggiore, quali evidenti
avverse condizioni meteo marine che non consentano di raggiungere in sicurezza un porto od
approdo sicuro, tenendo sempre conto delle caratteristiche dell’unità. Al verificarsi di tali situazioni,
il comandante dell’unità:
– deve darne immediata, motivata e tempestiva informazione all’Autorità Marittima ovvero nel
più breve tempo possibile e con ogni mezzo disponibile;
– deve adottare tutte le precauzioni per evitare situazioni di rischio per eventuali bagnanti o per
l’ambiente;
– la navigazione e la sosta devono essere limitati al tempo strettamente necessario.
c) Coloro i quali ormeggeranno la propria unità all’interno delle aree di approdo, saranno direttamente
e personalmente responsabili per qualsiasi danno possa derivare alla propria barca oa quella di
terzi, a persone, nonché alle infrastrutture/arredi portuali.
1.2 Utilizzo scali di alaggio:
a) L’uso degli scali è consentito per l’alaggio/varo di qualsiasi categoria di imbarcazioni, natanti e moto
d’acqua.
b) Gli scali di alaggio pubblici, meglio evidenziati negli stralci planimetrici allegati alla presente ed i
prospicenti specchi acquei, devono essere lasciati sempre sgomberi al fine di consentire il libero e
sicuro svolgimento delle operazioni di alaggio e varo delle unità anche a mezzo di carrello.
c) Coloro che intendono utilizzare lo scalo per il compimento delle operazioni di alaggio/varo, dovranno
impegnare l’area solo per il tempo strettamente necessario all’effettuazione delle operazioni stesse
e, al termine delle predette, l’autoveicolo trainante ed il carrello dovranno essere spostati e
parcheggiati nelle aree ove è consentita la sosta.
d) Durante la stagione balneare, come definita da specifica ordinanza regionale, è consentito l’uso
degli scali di alaggio solo entro le ore 09.00 e dopo le ore 19.00.
e) In caso di condizioni meteo sfavorevoli, ovvero per motivi di sicurezza, è sempre consentito alle
unità da pesca locali di utilizzare gli scali di alaggio/varo per motivi di sicurezza.
1.3 Corridoi di lancio (cartografia particolare allegata
):
a) Le unità a motore, ivi compresi le moto d’acqua, devono navigare nei corridoi di lancio alla minima
velocità consentita, comunque non superiore a tre nodi, e dare eventualmente la precedenza a unità
di soccorso nonché quelle non dotate di motore. E’ consentito aumentare gradatamente la velocità
solo all’uscita dal corridoio e comunque ad una distanza superiore ai 500 mt dalla costa;
b) Le unità a vela, ivi comprese le tavole a vela, devono navigare nei corridoi di lancio alla minima
velocità consentita ed anche se hanno diritto di precedenza, devono prestare particolare attenzione
all’incrocio con altre unità. Nel caso in cui, per le condizioni meteo marine o per l’affollamento del
corridoio di lancio, la navigazione a vela possa risultare pericolosa, i conduttori delle stesse devono
prendere tutte le opportune precauzioni e, qualora possibile, procedere a remi.
c) L’attraversamento deve essere limitato al tempo strettamente necessario.
d) E’ fatto divieto assoluto di ancorare/sostare con qualsiasi unità all’interno dei corridoi, al di fuori
dei campi boe presenti.
e) Deve essere prestata la massima attenzione riguardo la presenza di eventuali incauti bagnanti in
prossimità dell’ingresso o all’interno del corridoio/canale.
Articolo 2
(Approdo Gadir)
Le attività marittime nell’ambito dell’approdo banchinato di Gadir ed il relativo specchio acqueo
interno, dotato di infrastrutture quali scalo di alaggio ed arredi per l’ormeggio di piccole unità, viene
regolamentato secondo i dettami di seguito delineati ed illustrati nello stralcio cartografico Allegato
1 che fa parte integrante della presente ordinanza.
2.1 Periodo compreso dal 16 Settembre al 30 Giugno di ogni anno:
a) Nel tratto di banchina individuato dai punti “A–B” nello stralcio cartografico Allegato 1, è consentito
l’ormeggio alle unità con lunghezza fuori tutto non superiore a 5,50 mt., con priorità alle unità locali
destinate alla piccola pesca, iscritte nelle matricole del Circondario Marittimo di Pantelleria, a
condizione che le stesse siano regolarmente armate ed in possesso di
certificazione/documentazione di bordo in corso di validità.
b) Durante tale periodo, lo specchio acqueo all’interno del piccolo attracco “A–B” di cui al precedente
punto a), è interdetto alla balneazione, alle attività di pesca, sia professionale che ricreativa,
effettuata con qualsiasi mezzo od attrezzo, ivi compresa quella subacquea.
c) Al di fuori della stagione estiva, come individuata da ordinanza regionale, la porzione di specchio
acqueo che si sviluppa in corrispondenza del canale di accesso dell’area di attracco (indicata quale
“A–B” nell’allegato 1) potrà essere utilizzata per il transito delle unità con divieto assoluto di
balneazione.
2.2 Periodo compreso dal 01 Luglio al 15 Settembre di ogni anno:
a) Nel tratto di banchina in verde contraddistinto con la lettera “T” (transito – lunga circa 35 mt
circa) nello stralcio cartografico Allegato 1, è consentito l’ormeggio alle unità da diporto in
transito per una durata temporale massima di 2 ore, previo nulla osta da parte di questa
Autorità Marittima. Le predette unità dovranno ormeggiarsi esclusivamente di punta (cd.
“all’andana”).
b) Nel tratto di banchina in rosso contraddistinto con la lettera “P” (pesca – lunga circa 5 mt
circa) nello stralcio cartografico Allegato 1 è consentito l’ormeggio alle piccole unità da pesca
iscritte nelle matricole del Circondario Marittimo di Pantelleria, di lunghezza fuori tutto non
superiore a 5,50 mt, acondizione che le stesse siano regolarmente armate ed in possesso di
certificazione/documentazione di bordo in corso di validità;
c) Lo specchio acqueo in azzurro e contrassegnato con la lettera “L” nello stralcio cartografico Allegato
1 (che si estende per una distanza di circa 10 mt antistante il “solarium” e 5 mt dalla banchina
laterale) opportunamente segnalato e delimitato con l’installazione di piccole boe (da parte del
Comune o di chi gestisce l’area in affidamento/concessione), nonché l’interno dell’approdo
individuato nello stralcio cartografico con la lettera “A–B”, costituiscono zona riservata alla
balneazione, interdetta alla navigazione, al transito ed ancoraggio di unità, nonché alle attività di
pesca, sia professionale che ricreativa, effettuata con qualsiasi mezzo od attrezzo, ivi compresa
quella subacquea
.
d) In caso di avverse condizioni meteo-marine, in deroga a quanto stabilito dal precedente punto b), è
sempre consentito alle unità da pesca locali, di utilizzare gli approdi/banchine per ridosso, previa
comunicazione a questa Autorità marittima.
e) Nell’area di mare interna all’insenatura di Cala Gadir, è predisposto, qualora autorizzato, un Campo
Boe dove potranno essere ormeggiate tutte le unità autorizzate secondo regolamento redatto da chi
le gestisce, come da stralcio cartografico Allegato 1.
f) L’area di mare a Sud, adiacente l’Area di interesse archeologico e delimitata dal corridoio/canale di
accesso, asservito allo scalo di alaggio/varo, è destinata alla balneazione ed ingresso subacquei
come meglio individuato nello stralcio cartografico Allegato 1.
g) In forza del precedente punto, fatte salve le prescrizioni a carattere generale di cui all’art. 1.3, sull’uso
dei corridoi di lancio e dalle norme di sicurezza balneare, il transito di unità all’interno del canale che
si sviluppa in corrispondenza dello scalo di alaggio “S” è consentito con motore spento e tramite
l’utilizzo di remi/pagaie.
Articolo 3
(Approdo Cala Tramontana)
Fermi restando i divieti e le prescrizioni generali previste da altre disposizioni di legge o
regolamentari, l’approdo di Cala Tramontana e il relativo specchio acqueo interno, viene
regolamentato secondo i dettami di seguito delineati ed illustrati nello stralcio cartografico Allegato
2 che fa parte integrante della presente ordinanza.
3.1 Approdi/Ormeggi
Qualora autorizzato e dunque predisposto è consentito ormeggiare, unità di piccole dimensioni,
esclusivamente all’interno del Campo boe evidenziato nello stralcio cartografico Allegato 2, secondo
il regolamento di gestione in vigore, redatto dal soggetto gestore.
3.2 Aree riservate alla balneazione
Ai lati di Cala Tramontana sono individuate due distinte aree riservate alla balneazione (Aree
bagnanti evidenziate nello stralcio cartografico Allegato 2 di colore blu), opportunamente segnalate
e delimitate con l’installazione di piccole boe da parte del Comune o di chi gestisce l’area in
affidamento/concessione, e pertanto, sono interdette alla navigazione, al transito, ancoraggio e
sosta di qualsiasi tipologia di unità, nonché alle attività di pesca, sia professionale che ricreativa,
effettuata con qualsiasi mezzo od attrezzo, ivi compresa quella subacquea.
3.3 Scalo di alaggio
– canale di accesso
Lo scalo di alaggio presente ed il canale di accesso corrispondente, che si sviluppa nello specchio
acqueo centrale, sono praticabili secondo le disposizioni a carattere generale richiamate dagli articoli
1.2 e 1.3 della presente ordinanza e nel pieno rispetto delle norme in materia di sicurezza della
navigazione.
Articolo 4
(Approdo Cala Levante)
Fermi restando i divieti e le prescrizioni generali previste da altre disposizioni di legge o
regolamentari, l’approdo di Cala Levante e il relativo specchio acqueo interno, viene regolamentato
secondo i dettami di seguito delineati ed illustrati nello stralcio cartografico Allegato 3 che fa parte
integrante della presente ordinanza.
4.1 Approdi/ormeggi
Qualora autorizzato e dunque predisposto è consentito ormeggiare unità di piccole dimensioni
esclusivamente all’interno del Campo boe evidenziato nello stralcio cartografico Allegato 3 secondo
il regolamento di gestione in vigore, redatto dal soggetto gestore.
4.2 Aree riservate alla balneazione
Durante la stagione estiva è consentita la balneazione nelle due distinte aree ed essa riservate,
meglio indicate nello stralcio cartografico Allegato 3 (aree evidenziate in blu), opportunamente
delimitate e segnalate a mezzo di boe predisposte dal Comune o dal concessionario/gestore,
all’interno delle quali è fatto divieto assoluto di transitare, ormeggiare, ancorare, sostare con
qualsiasi tipologia di unità nonché effettuare attività di pesca sia professionale che ricreativa,
praticata con qualsiasi strumento od attrezzatura, ivi compresa la pesca subacquea.
4.3 Zona interdetta
a) Il tratto di area sottostante il costone roccioso lato Nord, evidenziato in rosso nello stralcio
cartografico Allegato 3, è sempre interdetto alla pubblica fruizione per “pericolo caduta massi e
movimenti franosi” con divieto assoluto di accesso veicolare e pedonale come da segnaletica
monitoria presente in zona.
b) Il prospicente specchio acqueo, ampio 20 metri dalla linea di costa, zona evidenziata in rosso
nello stralcio cartografico Allegato 3, è sempre interdetto alla balneazione, alla navigazione,
all’ormeggio, ancoraggio, sosta di unità nonché alla pesca sia professionale che ricreativa ivi
compresa la pesca subacquea.
4.4 Scalo di alaggi
o
Lo scalo di alaggio presente ed il relativo canale di accesso sono praticabili secondo le disposizioni
a carattere generale richiamate dagli articoli 1.2 e 1.3 della presente ordinanza e nel pieno rispetto
delle norme in materia di sicurezza della navigazione.
Articolo 5
(Approdo Martingana)
Fermi restando i divieti e le prescrizioni generali previste da altre disposizioni di legge o
regolamentari, la zona dell’approdo di Martingana e il relativo specchio acqueo in genere frequentato
da bagnanti, viene regolamentato secondo i dettami di seguito delineati (rappresentazione grafica in
Allegato4).
5.1 Nello specchio acqueo antistante località Martingana,
come riportato nello schema in allegato
4, è individuata una zona destinata all’ancoraggio e transito delle unità di lunghezza f.t. fino ad un
massimo di 6 mt. individuata dalla linea di costa e dalla congiungente i punti A/B/C. L’avvicinamento
alla costa, propedeutico all’accesso all’area destinata all’ancoraggio, potrà avvenire nel rispetto delle
seguenti condizioni:
a) utilizzando gli appositi corridoi di lancio (se presenti) all’interno dei quali è vietata la
balneazione;
b) a mezzo dei remi, ove non esistano corridoi di lancio;
c) non siano presenti bagnanti;
d) non si generi moto ondoso e non vi sia emissione di fumi o rumori molesti;
e) il conduttore dell’unità adotti ogni altra possibile precauzione per evitare situazioni di rischio
per eventuali bagnanti o per l’ambiente.
f) l’eventuale ancoraggio temporaneo non avvenga su fondali inferiori a metri 5 o comunque
caratterizzati da praterie di posidonia;
Articolo 6
(Divieti generali)
E’ vietato:
6.1 Effettuare attività di pesca professionale ovvero sportiva/ricreativa con qualsiasi mezzo o
attrezzo, ivi compresa quella subacquea all’interno delle zone di mare interdette, destinate sia alla
balneazione che ai canali/corridoi di lancio e nelle zone immediatamente antistanti gli scali di alaggio
sino ad una distanza di 50 metri agli stessi.
6.2 Svolgere qualsiasi tipo di attività balneare all’interno delle aree interdette.
6.3 Interdire/ostacolare l’uso pubblico degli scali di alaggio mediante l’ormeggio/sosta di unità
sullo scalo e nella zona di mare prospiciente, e/o la sosta di veicoli in prossimità dello scalo stesso,
al fine di consentire lo svolgimento in sicurezza delle attinenti operazioni.
6.4 L’ormeggio arbitrario di unità navali, ovvero al di fuori delle zone ad esse destinate.
Compiere qualsiasi evoluzione non connessa con l’esecuzione della manovra di
ormeggio/disormeggio che sia nocumento alla sicurezza della navigazione.
6.6 Svolgere qualunque genere di attività che possa risultare d’intralcio alla libera praticabilità
delle rotte di avvicinamento e di ingresso/uscita dal canale d’accesso agli scali di alaggio, salva
espressa deroga concessa dall’Autorità Marittima, per circostanze particolari.
6.7 Collocare abusivamente ormeggi fissi anche a mezzo di ganci fissi o anelli a terra e/o corpi
morti, gavitelli e boe che saranno rimossi coattivamente con spese a carico dei contravventori e
secondo i termini di legge
6.8 Compiere qualsivoglia attività o azione/omissione in contrasto con le norme dettate dalla
presente ordinanza in materia di sicurezza della navigazione;
Articolo 7
(Sosta a secco e deposito di natanti e imbarcazioni)
7.1 In tutte le zone demaniali marittime, fatta salva diversa disposizione dell’Autorità Marittima, nel
periodo compreso dal 1° novembre al 30 aprile, sono vietati la sosta a secco di unità da diporto,
invasature, carrelli a mano e stradali per natanti ed il deposito di materiali, dotazioni, attrezzature,
autoveicoli di qualsiasi genere, fatta eccezione per le sole unità da pesca professionali.
7.2 Nel periodo dal 1° maggio al 31 ottobre sono consentiti nelle aree demaniali marittime, nonché
sulle aree/approdi/scali presenti sull’isola, quali a titolo esemplificativo: Gadir, Cala Levante, Cala
Tramontana, Scauri Scalo-Loc. La Vela, Campobello, Khattibuale, Martingana, Nikà, Sataria, Suvaki,
ecc.) il deposito e la sosta a secco di natanti da diporto (compresi jole, canoe, pattini, pedalòed in
genere natanti da spiaggia) imbarcazioni da pesca e da traffico, della dimensione massima di mt. 6
(lunghezza fuori tutto) previo rilascio di contrassegno autorizzativo da parte dell’Autorità Marittima a
seguito di presentazione di apposita istanza (Allegato 10). Tale contrassegno dovrà essere
rigorosamente esposto sull’opera morta dell’unità in modo da essere visibile agli organi di polizia
durante i controlli. L’autorizzazione alla sosta e al deposito tramite contrassegno identificativo, potrà
essere rilasciato sino all’esaurimento della capacità delle aree demaniali destinate a tale scopo. Nello
specifico nelle aree demaniali marittime di Gadir, Cala Levante, Cala Tramontana, Suvaki e Scauri
Scalo (loc. La vela) è consentita la sosta a secco delle unità esclusivamente negli spazi indicati negli
schemi di cui agli allegati “5, 6, 7, 8 e 9” nel periodo compreso tra il 1 Maggio e il 31 ottobre, salvo
deroghe dell’Autorità Marittima, indistintamente dal
materiale di costruzione dell’unità; al di fuori di detto periodo l’area deve essere rigorosamente
sgomberata e lasciata libera dalle unità.
7.3 Le unità devono essere sollevate da terra con mezzi idonei (carrelli o invasature) in modo da
non costituire pericolo; inoltre ogni proprietario deve provvedere alla pulizia e alla rimozione di rifiuti
e acqua stagnata nell’area di sosta e deposito nel raggio di due metri dalla propria unità.
Articolo 8
(Divieti/Obblighi e deroghe relativi alla disciplina delle soste a secco)
In tutto l’arco dell’anno:
8.1 È fatto assoluto divieto di eseguire la pulizia della carena mediante idropulitrice, lavori di
carteggiatura, se non quelli strettamente effettuati a mano, il lavaggio con detersivi e detergenti chimici
senza il recupero delle acque, pitturazioni, uso di vernici o solventi, uso di fiamme libere e di
attrezzature rumorose. Sono vietate tutte le operazioni che comportano la produzione di residui di
lavorazione e/o reflui, tramite l’utilizzo di pompe idranti o similari.
8.2 È fatto obbligo di comunicare all’Autorità Marittima il tipo di lavorazione (es. carteggiatura senza
ausilio di attrezzature, lavaggio a mano, piccoli lavori di manutenzione, ecc.) che si intende effettuare
a bordo dell’unità, specificando nel contempo data di inizio lavori e presunta durata degli stessi; si ha
obbligo altresì di porre un telo impermeabile sul suolo sotto l’imbarcazione, atto a raccogliere i residui
prodotti durante le piccole manutenzioni, evitando che i residui si possano disperdere in mare o nel
suolo e sottosuolo.
Articolo 9
(Disposizioni finali)
9.1 E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservare e far osservare la presente Ordinanza, la cui
esecuzione è affidata al personale militare dipendente nonché a tutti gli Organi di Polizia e di
Sicurezza.
9.2 Resta sempre fatta salva, in caso di sopravvenute esigenze/condizioni, la facoltà del Capo del
Circondario Marittimo di impartire, anche verbalmente, ulteriori o diverse disposizioni di merito.
9.3 L’Autorità Marittima è manlevata da responsabilità di qualunque titolo per danni che dovessero
derivare a persone e/o cose in conseguenza dello stato dei luoghi o del mancato rispetto della
presente ordinanza ovvero di ogni altra norma e/o regolamento.
9.4 Le unità navali ed i veicoli la cui sosta è effettuata in violazione della presente ordinanza, saranno
rimossi forzatamente e trasportati in apposita area di deposito a cura del Comune di Pantelleria ed a
spese del contravventore.
9.5 I trasgressori saranno ritenuti, altresì, responsabili dei danni che saranno cagionati a persone o
cose per effetto dell’illecito comportamento.
Articolo 10
(Sanzioni)
I contravventori alle disposizioni di cui alla presente Ordinanza, saranno puniti ai sensi degli articoli
1161, 1164, 1174 e 1231 del Codice della Navigazione, ovvero a norma del Codice sulla Nautica da
diporto, nonché incorreranno nelle sanzioni principali ed accessorie previste dal Decreto legislativo
n. 04/2012, relativo alla disciplina della pesca, salvo che il fatto non costituisca differente illecito
sanzionato da norme speciali o più grave reato derivante dall’illecito comportamento.
Articolo 11
(Pubblicità)
Il presente provvedimento, che entra in vigore con effetto immediato dalla data di pubblicazione,
abroga e sostituisce l’Ordinanza n°03/20 del 03.06.2020 ed ogni altra norma precedentemente
emanata in contrasto con la presente. La diffusione sarà assicurata mediante affissione all’albo e
pubblicazione sulla pagina del sito web istituzionale dell’UFFICIO CIRCONDARIALE MARITTIMO di
Pantelleria al link ORDINANZE: http://www.guardiacostiera.gov.it/pantelleria/Pages/ordinanze.aspx .
IL COMANDANTE Tenente di Vascello (CP) Vincenzo DE FALCO
Il documento scaricabile e stampabile: M_CCPP.CPPAN.CPPAN_REG_ORDINANZE(R).0000016.07-07-2023
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Pantelleria, “Escursioni di Primavera 2026”: oggi un gran finale a Gelkamar
Partecipanti all’uscita: Gelkamar registra l’en plein con 52 curiosi e sportivi. Commenti entusiastici
Nella mattinata di oggi, 19 aprile, si è svolta l’annunciata ultima “Escursione di Primavera” 2026.
Ben 52 persone hanno preso parte alla passeggiata tra storia e natura incantata, organizzata da rassegna è organizzata dall‘Associazone Barbacane, dal Centro Culturale Vito Giamporcaro, dall’Ass. Aereonautica Militare e dall‘Ente Parco di Pantelleria.
L’escursione rientra nella rassegna dell’archeologia bellica, materia che è stata motivo di grande soddisfazione per gli organizzatori.

A caldo, così il Presidente della Barbacane Carmine Acierno “L’uscita di oggi è stata un successo: per le persone è stata un sorpresa sia per le postazioni belliche sia per la vista.
“Sono soddisfatto di quello che abbiamo fatto nel rendere fruibili le postazioni e con questa visita ci sentiamo ancora più incentivati ad andare avanti nei progetti che ci siamo prefissati.”
Immagine realizzata con Intelligenza Artificiale
Sempre a caldo, Giovanni Bonomo per il Centro Giamporcaro: “Raggiunto Gelkamar, ci siamo uniti al Com. Acierno che ci ha fatto visitare le batterie che sono vermanete in buono stato di conservazione. Le batterie sono posizionate sull’orlo del cratere che è rimasta intatta anche dopo le eruzioni. Il sentiero per raggiungerla è perfettamente percorribile, grazie alla cura dell’associazione Barbacane. Poi ci siamo spostati ad un altro punto del Gelmìkamar che presenta una visula di buona parte dell’isola.
“Si concludono così le uscite primaverili con una giornata splendida di sole e un’isola ancora tutta da vedere e scoprire.”


Cura, passione, lungimiranza e “devozione” degli organizzatori verso il territorio, la sua storia, la sua cultura e, ancora di più la sua gente. Questi gli ingredienti del successo di questa giornata e delle precedenti uscite esplorative di una Pantelleria che ha sempre più da offrire; un’isola che si offre ma rimane riservata, quasi introversa. Ma quando entri nelle sue corde è solo meraviglia e scoperta ogni giorni, ogni scoglio, ogni umore.
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Di un viaggio ad Algeri e di una truvatura a Bonsulton / 2
Nel frattempo la tempesta andava rapidamente diminuendo e presto si fece bonaccia
Intanto patron Vito, come mi confidò in seguito, era tormentato dai dubbi: avrebbe potuto buttare quel carico pericoloso a mare, ma il suo codice d’onore glielo impediva. Sebbene fosse stato ingannato, aveva dato la parola per quel trasporto a quel pezzo grosso di Palermo, che girava spesso in quel porto, riverito e forse temuto da tutti. E subito una scintilla l’illuminò: quell’uomo doveva essere un alto funzionario dei servizi segreti italiani, che avevano deciso di fornire armi ai ribelli indipendentisti algerini in modo da creare problemi alla sempre amica-nemica Francia. E poi se gettava quei fucili e munizioni in mare, doveva subito tornare indietro, perché chi li aspettava ad Algeri non avrebbe certo perdonato la cosa a lui e ai suoi uomini. E quella era gente dal taglio di gola facile e che non scherzava affatto. Decise di giocare il tutto per tutto e quindi di proseguire. L’alba non era ancora sole ed eravamo a poche miglia dalla costa di Algeri, quando dalle ombre sbucò, a luci spente, una galiotta. Gli uomini del nostro equipaggio si allarmarono grandemente, credendo che la stessa potesse abbordarci. D’altronde contrabbandieri disperati e predoni di mare ancora infestavano in quei tempi quel tratto di mare.
Ma capitan Vito gridò a tutti di non temere. Il trasbordo delle casse fu rapido e silenzioso perché non una sola parola fu scambiata. Presto la galiotta scomparve tra le brume dell’alba. Solo allora don Vito emise un lungo e profondo sospiro di sollievo, e il viso si rasserenò. Quando ormeggiammo nel porto di Algeri, la colonia dei panteschi era già lì ad aspettarci. Fu una festa di lacrime e abbracci. Tutti chiedevano notizie dei loro parenti e amici, lasciati nell’isola tanto tempo prima. Algeri sembrò meno straniera quel giorno, riscaldato dai ricordi e dal passito di Pantelleria. A Dio piacendo, giunse il momento di mollare gli ormeggi e di far rotta di ritorno, verso Pantelleria.
In navigazione, ad un dato momento, il capitano mi trasse in disparte e mi disse “Faremo nuovamente sosta a Biserta. Il vecchio mi aveva sussurrato di tornare”. Così rivarcammo quel portone azzurro e Malek stava lì ad aspettarci su un vecchio sofà, evidentemente lo avevano avvertito fin da quando il ‘Madonna di Trapani’ era comparso all’orizzonte. “Benvenuto, patrune – disse cerimonioso – Aveva ragione l’effendi di Palermo che eravate l’uomo adatto a portare a compimento l’incarico, perché avete coraggio e fortuna. Eh, la fortuna ha la sua parte, non
secondaria, nella vita di un uomo. L’effendi mi ha detto di consegnarvi questa. Apritela quando sarete nella vostra isola”. E consegnò a don Vito una piccola borsa di cuoio, scurita dallo scorrere degli anni e chiusa con dello spago sigillato con della ceralacca.
Mentre il veliero puntava la prua verso il profilo nero eppure bello della sua Pantelleria, Vito sentì il legno vibrare sotto i piedi. Era solido, era forte. Aveva rischiato di farlo diventare un relitto per mano francese, ma la fortuna, ancora una volta, era stata dalla sua e adesso tornava a casa portando grano per la sua gente. E quella misteriosa borsa… La sera, come convenuto, ci vedemmo nel dammuso di don Vito. Al lume di una candela, il capitano aprì la borsa. Eravamo entrambi emozionati. Ne estrasse prima un biglietto di data recente, senza firma, con la scritta “Non so se la carta è veritiera”, poi una pergamena ingiallita, corrosa dal sale e dalla vecchiaia. Non era una carta nautica.
Non c’erano rotte, ma il profilo inconfondibile di una caletta con un’ampia zona del suo retroterra. Sotto il disegno della caletta la scritta “donde el agua del mar hierve” (dove l’acqua del mare bolle). Dalla caletta un lungo tratteggio s’inoltrava nell’interno e c’era segnato “sendero del viñedo del diablo” (sentiero del vigneto del diavolo).
Al termine del tratteggio un disegno che sembrava essere un dammuso con una croce e la scritta vicina “escondido” (nascosto). Doveva trattarsi di una mappa di una truvatura di un tesoro del tempo (‘500/’600) della guarnigione spagnola acquartierata nel castello di Pantelleria, come facevano chiaramente intendere le scritte in quella lingua.
Ma il difficile era identificare i luoghi schematici della mappa con quelli reali dell’isola. Nell’isola le calette con l’acqua del mare calda erano circoscritte, presso la grotta di Sataria, cala Gadir e cala Nikà. Ma qual era quella giusta?
Facemmo in giro delle domande, senza però scoprirci troppo, ma non riuscimmo a venire a capo dell’enigma, intanto i giorni passavano.
(2 – continua)
Orazio Ferrara
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Tra Mediterraneo e storia locale, gli appuntamenti sui De Requesens illuminano le origini della comunità solarinese
Tra memoria e bellezza, Solarino ritrova la propria anima collettiva
Solarino si prepara a vivere un intenso percorso di riscoperta storica e identitaria con la rassegna “Terra Tempus – tra memoria, storia e comunità”, giunta al suo quinto appuntamento e dedicata, in questa fase, alla traccia storica della famiglia De Requesens e al loro ruolo nel contesto mediterraneo.
Un percorso che, appuntamento dopo appuntamento, sta assumendo una dimensione sempre più ampia e partecipata, coinvolgendo studiosi provenienti da diverse parti d’Italia, cittadini attivi e sensibili al valore della memoria, comunità di qualità e una diffusa operatività che si distingue per il forte senso civico.
Un fermento culturale che testimonia come la storia possa diventare motore di consapevolezza e coesione.
Nelle giornate del 18, 19, 24 e 26 aprile 2026, il centro siracusano diventerà teatro di incontri, approfondimenti e rievocazioni che accompagneranno cittadini e visitatori in un viaggio attraverso le origini della comunità e i processi che ne hanno determinato la nascita.
Promossa dal Comune di Solarino, in collaborazione con la Galleria Etnoantropologica e con la partecipazione delle comunità Honos, l’iniziativa si inserisce nel quadro delle attività sostenute dall’Assessorato ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana e dalla Regione Siciliana, a conferma di un impegno condiviso nella valorizzazione del patrimonio culturale.
Accanto agli enti promotori, un ruolo significativo è svolto anche dalle associazioni del territorio, tra cui l’associazione Halim Moses, che contribuirà ad arricchire il programma con l’evento artistico “La via dei Blasoni”, in programma il 26 aprile come iniziativa parallela al corteo storico.
L’evento proporrà una rievocazione storica di particolare rilevanza per Solarino, offrendo un’ulteriore chiave di lettura simbolica e visiva delle radici nobiliari e identitarie della comunità.
Ad aprire il calendario sarà, il 18 aprile alle ore 17:30 presso l’Aula Falcone Borsellino del Palazzo Comunale, la prima sessione del convegno “I De Requesens ed il Mediterraneo”, giunto alla sua seconda edizione.
Un appuntamento che coniuga rigore scientifico e divulgazione, arricchito dalla presentazione del saggio storico “La supplica per il popolamento di San Paolo Solarino e il Senato di Siracusa”, documento significativo per la comprensione delle dinamiche insediative e politiche dell’epoca.
Il 19 aprile, alla stessa ora, il convegno proseguirà con la seconda sessione, offrendo ulteriori chiavi di lettura sul ruolo della famiglia De Requesens nelle articolate reti di potere e nelle relazioni mediterranee.
Il 24 aprile, alle ore 18:00, sempre presso l’Aula Falcone Borsellino, si terrà la conferenza “I De Requesens e la fondazione di Solarino: tra atti ufficiali e dinamiche di potere”, momento di sintesi e approfondimento che intreccia fonti documentarie e interpretazione storica.
A chiudere la rassegna sarà, il 26 aprile alle ore 16:30, il corteo storico rievocativo lungo Corso Vittorio Emanuele fino a Piazza del Plebiscito.
L’evento, intitolato “Casate in Corteo, la nascita di San Paolo Solarino” e “Supplica al Re”, restituirà alla comunità una rappresentazione viva e partecipata delle proprie origini, trasformando lo spazio urbano in un racconto collettivo.
In questo contesto, Solarino sta vivendo un autentico risveglio culturale sulle orme della propria memoria.
La rassegna “Terra Tempus” si configura come uno spazio dinamico in cui ricerca, partecipazione e identità si incontrano, contribuendo a rafforzare il legame tra passato e presente.
A guidare simbolicamente questo percorso è il motto condiviso da tutti gli operatori coinvolti: “Sicily in Solarino”, espressione di una visione che pone il territorio al centro di una narrazione più ampia, capace di valorizzare la Sicilia attraverso le sue comunità, la sua storia e il suo patrimonio culturale.
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