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Pantelleria, nuovo regolamento approdi Gadir, Cala Tramontana e Levante, Suvaki, Martingana e Scauri
REGOLAMENTAZIONE DEGLI APPRODI DI CALA GADIR, CALA TRAMONTANA, CALA LEVANTE, SUVAKI, MARTINGANA E SCAURI SCALO ED IN GENERALE DELLE SOSTE A SECCO SULLE AREE DEMANIALI MARITTIME DI PANTELLERIA
L’Ufficio Marittimi di Pantelleria rende noto il regolamento degli approdi.
Ecco uno stralcio dell’atto
1.1 Disciplina degli approdi/ormeggi:
a) Fermi restando i divieti e le prescrizioni generali previste da altre disposizioni di legge o
regolamentari, comprese quelle in materia di pesca subacquea e di percorsi archeologici subacquei,
negli approdi di Gadir, Cala Tramontana, Cala Levante e Martingana, in generale è consentito
l’ormeggio di unità da diporto/da pesca all’interno dei siti all’uopo allestiti come “Campi boe”, con le
modalità previste dai rispettivi regolamenti di utilizzo redatti dai rispettivi gestori, lungole predisposte
banchine secondo i dettami della presente ordinanza e nel rispetto delle norme previste in materia
di sicurezza della balneazione e della navigazione.
b) L’accesso e l’ancoraggio in tutte le cale e nei ridossi naturali sono comunque consentiti a tutte le
unità al verificarsi di comprovate situazioni di stato di necessità o forza maggiore, quali evidenti
avverse condizioni meteo marine che non consentano di raggiungere in sicurezza un porto od
approdo sicuro, tenendo sempre conto delle caratteristiche dell’unità. Al verificarsi di tali situazioni,
il comandante dell’unità:
– deve darne immediata, motivata e tempestiva informazione all’Autorità Marittima ovvero nel
più breve tempo possibile e con ogni mezzo disponibile;
– deve adottare tutte le precauzioni per evitare situazioni di rischio per eventuali bagnanti o per
l’ambiente;
– la navigazione e la sosta devono essere limitati al tempo strettamente necessario.
c) Coloro i quali ormeggeranno la propria unità all’interno delle aree di approdo, saranno direttamente
e personalmente responsabili per qualsiasi danno possa derivare alla propria barca oa quella di
terzi, a persone, nonché alle infrastrutture/arredi portuali.
1.2 Utilizzo scali di alaggio:
a) L’uso degli scali è consentito per l’alaggio/varo di qualsiasi categoria di imbarcazioni, natanti e moto
d’acqua.
b) Gli scali di alaggio pubblici, meglio evidenziati negli stralci planimetrici allegati alla presente ed i
prospicenti specchi acquei, devono essere lasciati sempre sgomberi al fine di consentire il libero e
sicuro svolgimento delle operazioni di alaggio e varo delle unità anche a mezzo di carrello.
c) Coloro che intendono utilizzare lo scalo per il compimento delle operazioni di alaggio/varo, dovranno
impegnare l’area solo per il tempo strettamente necessario all’effettuazione delle operazioni stesse
e, al termine delle predette, l’autoveicolo trainante ed il carrello dovranno essere spostati e
parcheggiati nelle aree ove è consentita la sosta.
d) Durante la stagione balneare, come definita da specifica ordinanza regionale, è consentito l’uso
degli scali di alaggio solo entro le ore 09.00 e dopo le ore 19.00.
e) In caso di condizioni meteo sfavorevoli, ovvero per motivi di sicurezza, è sempre consentito alle
unità da pesca locali di utilizzare gli scali di alaggio/varo per motivi di sicurezza.
1.3 Corridoi di lancio (cartografia particolare allegata
):
a) Le unità a motore, ivi compresi le moto d’acqua, devono navigare nei corridoi di lancio alla minima
velocità consentita, comunque non superiore a tre nodi, e dare eventualmente la precedenza a unità
di soccorso nonché quelle non dotate di motore. E’ consentito aumentare gradatamente la velocità
solo all’uscita dal corridoio e comunque ad una distanza superiore ai 500 mt dalla costa;
b) Le unità a vela, ivi comprese le tavole a vela, devono navigare nei corridoi di lancio alla minima
velocità consentita ed anche se hanno diritto di precedenza, devono prestare particolare attenzione
all’incrocio con altre unità. Nel caso in cui, per le condizioni meteo marine o per l’affollamento del
corridoio di lancio, la navigazione a vela possa risultare pericolosa, i conduttori delle stesse devono
prendere tutte le opportune precauzioni e, qualora possibile, procedere a remi.
c) L’attraversamento deve essere limitato al tempo strettamente necessario.
d) E’ fatto divieto assoluto di ancorare/sostare con qualsiasi unità all’interno dei corridoi, al di fuori
dei campi boe presenti.
e) Deve essere prestata la massima attenzione riguardo la presenza di eventuali incauti bagnanti in
prossimità dell’ingresso o all’interno del corridoio/canale.
Articolo 2
(Approdo Gadir)
Le attività marittime nell’ambito dell’approdo banchinato di Gadir ed il relativo specchio acqueo
interno, dotato di infrastrutture quali scalo di alaggio ed arredi per l’ormeggio di piccole unità, viene
regolamentato secondo i dettami di seguito delineati ed illustrati nello stralcio cartografico Allegato
1 che fa parte integrante della presente ordinanza.
2.1 Periodo compreso dal 16 Settembre al 30 Giugno di ogni anno:
a) Nel tratto di banchina individuato dai punti “A–B” nello stralcio cartografico Allegato 1, è consentito
l’ormeggio alle unità con lunghezza fuori tutto non superiore a 5,50 mt., con priorità alle unità locali
destinate alla piccola pesca, iscritte nelle matricole del Circondario Marittimo di Pantelleria, a
condizione che le stesse siano regolarmente armate ed in possesso di
certificazione/documentazione di bordo in corso di validità.
b) Durante tale periodo, lo specchio acqueo all’interno del piccolo attracco “A–B” di cui al precedente
punto a), è interdetto alla balneazione, alle attività di pesca, sia professionale che ricreativa,
effettuata con qualsiasi mezzo od attrezzo, ivi compresa quella subacquea.
c) Al di fuori della stagione estiva, come individuata da ordinanza regionale, la porzione di specchio
acqueo che si sviluppa in corrispondenza del canale di accesso dell’area di attracco (indicata quale
“A–B” nell’allegato 1) potrà essere utilizzata per il transito delle unità con divieto assoluto di
balneazione.
2.2 Periodo compreso dal 01 Luglio al 15 Settembre di ogni anno:
a) Nel tratto di banchina in verde contraddistinto con la lettera “T” (transito – lunga circa 35 mt
circa) nello stralcio cartografico Allegato 1, è consentito l’ormeggio alle unità da diporto in
transito per una durata temporale massima di 2 ore, previo nulla osta da parte di questa
Autorità Marittima. Le predette unità dovranno ormeggiarsi esclusivamente di punta (cd.
“all’andana”).
b) Nel tratto di banchina in rosso contraddistinto con la lettera “P” (pesca – lunga circa 5 mt
circa) nello stralcio cartografico Allegato 1 è consentito l’ormeggio alle piccole unità da pesca
iscritte nelle matricole del Circondario Marittimo di Pantelleria, di lunghezza fuori tutto non
superiore a 5,50 mt, acondizione che le stesse siano regolarmente armate ed in possesso di
certificazione/documentazione di bordo in corso di validità;
c) Lo specchio acqueo in azzurro e contrassegnato con la lettera “L” nello stralcio cartografico Allegato
1 (che si estende per una distanza di circa 10 mt antistante il “solarium” e 5 mt dalla banchina
laterale) opportunamente segnalato e delimitato con l’installazione di piccole boe (da parte del
Comune o di chi gestisce l’area in affidamento/concessione), nonché l’interno dell’approdo
individuato nello stralcio cartografico con la lettera “A–B”, costituiscono zona riservata alla
balneazione, interdetta alla navigazione, al transito ed ancoraggio di unità, nonché alle attività di
pesca, sia professionale che ricreativa, effettuata con qualsiasi mezzo od attrezzo, ivi compresa
quella subacquea
.
d) In caso di avverse condizioni meteo-marine, in deroga a quanto stabilito dal precedente punto b), è
sempre consentito alle unità da pesca locali, di utilizzare gli approdi/banchine per ridosso, previa
comunicazione a questa Autorità marittima.
e) Nell’area di mare interna all’insenatura di Cala Gadir, è predisposto, qualora autorizzato, un Campo
Boe dove potranno essere ormeggiate tutte le unità autorizzate secondo regolamento redatto da chi
le gestisce, come da stralcio cartografico Allegato 1.
f) L’area di mare a Sud, adiacente l’Area di interesse archeologico e delimitata dal corridoio/canale di
accesso, asservito allo scalo di alaggio/varo, è destinata alla balneazione ed ingresso subacquei
come meglio individuato nello stralcio cartografico Allegato 1.
g) In forza del precedente punto, fatte salve le prescrizioni a carattere generale di cui all’art. 1.3, sull’uso
dei corridoi di lancio e dalle norme di sicurezza balneare, il transito di unità all’interno del canale che
si sviluppa in corrispondenza dello scalo di alaggio “S” è consentito con motore spento e tramite
l’utilizzo di remi/pagaie.
Articolo 3
(Approdo Cala Tramontana)
Fermi restando i divieti e le prescrizioni generali previste da altre disposizioni di legge o
regolamentari, l’approdo di Cala Tramontana e il relativo specchio acqueo interno, viene
regolamentato secondo i dettami di seguito delineati ed illustrati nello stralcio cartografico Allegato
2 che fa parte integrante della presente ordinanza.
3.1 Approdi/Ormeggi
Qualora autorizzato e dunque predisposto è consentito ormeggiare, unità di piccole dimensioni,
esclusivamente all’interno del Campo boe evidenziato nello stralcio cartografico Allegato 2, secondo
il regolamento di gestione in vigore, redatto dal soggetto gestore.
3.2 Aree riservate alla balneazione
Ai lati di Cala Tramontana sono individuate due distinte aree riservate alla balneazione (Aree
bagnanti evidenziate nello stralcio cartografico Allegato 2 di colore blu), opportunamente segnalate
e delimitate con l’installazione di piccole boe da parte del Comune o di chi gestisce l’area in
affidamento/concessione, e pertanto, sono interdette alla navigazione, al transito, ancoraggio e
sosta di qualsiasi tipologia di unità, nonché alle attività di pesca, sia professionale che ricreativa,
effettuata con qualsiasi mezzo od attrezzo, ivi compresa quella subacquea.
3.3 Scalo di alaggio
– canale di accesso
Lo scalo di alaggio presente ed il canale di accesso corrispondente, che si sviluppa nello specchio
acqueo centrale, sono praticabili secondo le disposizioni a carattere generale richiamate dagli articoli
1.2 e 1.3 della presente ordinanza e nel pieno rispetto delle norme in materia di sicurezza della
navigazione.
Articolo 4
(Approdo Cala Levante)
Fermi restando i divieti e le prescrizioni generali previste da altre disposizioni di legge o
regolamentari, l’approdo di Cala Levante e il relativo specchio acqueo interno, viene regolamentato
secondo i dettami di seguito delineati ed illustrati nello stralcio cartografico Allegato 3 che fa parte
integrante della presente ordinanza.
4.1 Approdi/ormeggi
Qualora autorizzato e dunque predisposto è consentito ormeggiare unità di piccole dimensioni
esclusivamente all’interno del Campo boe evidenziato nello stralcio cartografico Allegato 3 secondo
il regolamento di gestione in vigore, redatto dal soggetto gestore.
4.2 Aree riservate alla balneazione
Durante la stagione estiva è consentita la balneazione nelle due distinte aree ed essa riservate,
meglio indicate nello stralcio cartografico Allegato 3 (aree evidenziate in blu), opportunamente
delimitate e segnalate a mezzo di boe predisposte dal Comune o dal concessionario/gestore,
all’interno delle quali è fatto divieto assoluto di transitare, ormeggiare, ancorare, sostare con
qualsiasi tipologia di unità nonché effettuare attività di pesca sia professionale che ricreativa,
praticata con qualsiasi strumento od attrezzatura, ivi compresa la pesca subacquea.
4.3 Zona interdetta
a) Il tratto di area sottostante il costone roccioso lato Nord, evidenziato in rosso nello stralcio
cartografico Allegato 3, è sempre interdetto alla pubblica fruizione per “pericolo caduta massi e
movimenti franosi” con divieto assoluto di accesso veicolare e pedonale come da segnaletica
monitoria presente in zona.
b) Il prospicente specchio acqueo, ampio 20 metri dalla linea di costa, zona evidenziata in rosso
nello stralcio cartografico Allegato 3, è sempre interdetto alla balneazione, alla navigazione,
all’ormeggio, ancoraggio, sosta di unità nonché alla pesca sia professionale che ricreativa ivi
compresa la pesca subacquea.
4.4 Scalo di alaggi
o
Lo scalo di alaggio presente ed il relativo canale di accesso sono praticabili secondo le disposizioni
a carattere generale richiamate dagli articoli 1.2 e 1.3 della presente ordinanza e nel pieno rispetto
delle norme in materia di sicurezza della navigazione.
Articolo 5
(Approdo Martingana)
Fermi restando i divieti e le prescrizioni generali previste da altre disposizioni di legge o
regolamentari, la zona dell’approdo di Martingana e il relativo specchio acqueo in genere frequentato
da bagnanti, viene regolamentato secondo i dettami di seguito delineati (rappresentazione grafica in
Allegato4).
5.1 Nello specchio acqueo antistante località Martingana,
come riportato nello schema in allegato
4, è individuata una zona destinata all’ancoraggio e transito delle unità di lunghezza f.t. fino ad un
massimo di 6 mt. individuata dalla linea di costa e dalla congiungente i punti A/B/C. L’avvicinamento
alla costa, propedeutico all’accesso all’area destinata all’ancoraggio, potrà avvenire nel rispetto delle
seguenti condizioni:
a) utilizzando gli appositi corridoi di lancio (se presenti) all’interno dei quali è vietata la
balneazione;
b) a mezzo dei remi, ove non esistano corridoi di lancio;
c) non siano presenti bagnanti;
d) non si generi moto ondoso e non vi sia emissione di fumi o rumori molesti;
e) il conduttore dell’unità adotti ogni altra possibile precauzione per evitare situazioni di rischio
per eventuali bagnanti o per l’ambiente.
f) l’eventuale ancoraggio temporaneo non avvenga su fondali inferiori a metri 5 o comunque
caratterizzati da praterie di posidonia;
Articolo 6
(Divieti generali)
E’ vietato:
6.1 Effettuare attività di pesca professionale ovvero sportiva/ricreativa con qualsiasi mezzo o
attrezzo, ivi compresa quella subacquea all’interno delle zone di mare interdette, destinate sia alla
balneazione che ai canali/corridoi di lancio e nelle zone immediatamente antistanti gli scali di alaggio
sino ad una distanza di 50 metri agli stessi.
6.2 Svolgere qualsiasi tipo di attività balneare all’interno delle aree interdette.
6.3 Interdire/ostacolare l’uso pubblico degli scali di alaggio mediante l’ormeggio/sosta di unità
sullo scalo e nella zona di mare prospiciente, e/o la sosta di veicoli in prossimità dello scalo stesso,
al fine di consentire lo svolgimento in sicurezza delle attinenti operazioni.
6.4 L’ormeggio arbitrario di unità navali, ovvero al di fuori delle zone ad esse destinate.
Compiere qualsiasi evoluzione non connessa con l’esecuzione della manovra di
ormeggio/disormeggio che sia nocumento alla sicurezza della navigazione.
6.6 Svolgere qualunque genere di attività che possa risultare d’intralcio alla libera praticabilità
delle rotte di avvicinamento e di ingresso/uscita dal canale d’accesso agli scali di alaggio, salva
espressa deroga concessa dall’Autorità Marittima, per circostanze particolari.
6.7 Collocare abusivamente ormeggi fissi anche a mezzo di ganci fissi o anelli a terra e/o corpi
morti, gavitelli e boe che saranno rimossi coattivamente con spese a carico dei contravventori e
secondo i termini di legge
6.8 Compiere qualsivoglia attività o azione/omissione in contrasto con le norme dettate dalla
presente ordinanza in materia di sicurezza della navigazione;
Articolo 7
(Sosta a secco e deposito di natanti e imbarcazioni)
7.1 In tutte le zone demaniali marittime, fatta salva diversa disposizione dell’Autorità Marittima, nel
periodo compreso dal 1° novembre al 30 aprile, sono vietati la sosta a secco di unità da diporto,
invasature, carrelli a mano e stradali per natanti ed il deposito di materiali, dotazioni, attrezzature,
autoveicoli di qualsiasi genere, fatta eccezione per le sole unità da pesca professionali.
7.2 Nel periodo dal 1° maggio al 31 ottobre sono consentiti nelle aree demaniali marittime, nonché
sulle aree/approdi/scali presenti sull’isola, quali a titolo esemplificativo: Gadir, Cala Levante, Cala
Tramontana, Scauri Scalo-Loc. La Vela, Campobello, Khattibuale, Martingana, Nikà, Sataria, Suvaki,
ecc.) il deposito e la sosta a secco di natanti da diporto (compresi jole, canoe, pattini, pedalòed in
genere natanti da spiaggia) imbarcazioni da pesca e da traffico, della dimensione massima di mt. 6
(lunghezza fuori tutto) previo rilascio di contrassegno autorizzativo da parte dell’Autorità Marittima a
seguito di presentazione di apposita istanza (Allegato 10). Tale contrassegno dovrà essere
rigorosamente esposto sull’opera morta dell’unità in modo da essere visibile agli organi di polizia
durante i controlli. L’autorizzazione alla sosta e al deposito tramite contrassegno identificativo, potrà
essere rilasciato sino all’esaurimento della capacità delle aree demaniali destinate a tale scopo. Nello
specifico nelle aree demaniali marittime di Gadir, Cala Levante, Cala Tramontana, Suvaki e Scauri
Scalo (loc. La vela) è consentita la sosta a secco delle unità esclusivamente negli spazi indicati negli
schemi di cui agli allegati “5, 6, 7, 8 e 9” nel periodo compreso tra il 1 Maggio e il 31 ottobre, salvo
deroghe dell’Autorità Marittima, indistintamente dal
materiale di costruzione dell’unità; al di fuori di detto periodo l’area deve essere rigorosamente
sgomberata e lasciata libera dalle unità.
7.3 Le unità devono essere sollevate da terra con mezzi idonei (carrelli o invasature) in modo da
non costituire pericolo; inoltre ogni proprietario deve provvedere alla pulizia e alla rimozione di rifiuti
e acqua stagnata nell’area di sosta e deposito nel raggio di due metri dalla propria unità.
Articolo 8
(Divieti/Obblighi e deroghe relativi alla disciplina delle soste a secco)
In tutto l’arco dell’anno:
8.1 È fatto assoluto divieto di eseguire la pulizia della carena mediante idropulitrice, lavori di
carteggiatura, se non quelli strettamente effettuati a mano, il lavaggio con detersivi e detergenti chimici
senza il recupero delle acque, pitturazioni, uso di vernici o solventi, uso di fiamme libere e di
attrezzature rumorose. Sono vietate tutte le operazioni che comportano la produzione di residui di
lavorazione e/o reflui, tramite l’utilizzo di pompe idranti o similari.
8.2 È fatto obbligo di comunicare all’Autorità Marittima il tipo di lavorazione (es. carteggiatura senza
ausilio di attrezzature, lavaggio a mano, piccoli lavori di manutenzione, ecc.) che si intende effettuare
a bordo dell’unità, specificando nel contempo data di inizio lavori e presunta durata degli stessi; si ha
obbligo altresì di porre un telo impermeabile sul suolo sotto l’imbarcazione, atto a raccogliere i residui
prodotti durante le piccole manutenzioni, evitando che i residui si possano disperdere in mare o nel
suolo e sottosuolo.
Articolo 9
(Disposizioni finali)
9.1 E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservare e far osservare la presente Ordinanza, la cui
esecuzione è affidata al personale militare dipendente nonché a tutti gli Organi di Polizia e di
Sicurezza.
9.2 Resta sempre fatta salva, in caso di sopravvenute esigenze/condizioni, la facoltà del Capo del
Circondario Marittimo di impartire, anche verbalmente, ulteriori o diverse disposizioni di merito.
9.3 L’Autorità Marittima è manlevata da responsabilità di qualunque titolo per danni che dovessero
derivare a persone e/o cose in conseguenza dello stato dei luoghi o del mancato rispetto della
presente ordinanza ovvero di ogni altra norma e/o regolamento.
9.4 Le unità navali ed i veicoli la cui sosta è effettuata in violazione della presente ordinanza, saranno
rimossi forzatamente e trasportati in apposita area di deposito a cura del Comune di Pantelleria ed a
spese del contravventore.
9.5 I trasgressori saranno ritenuti, altresì, responsabili dei danni che saranno cagionati a persone o
cose per effetto dell’illecito comportamento.
Articolo 10
(Sanzioni)
I contravventori alle disposizioni di cui alla presente Ordinanza, saranno puniti ai sensi degli articoli
1161, 1164, 1174 e 1231 del Codice della Navigazione, ovvero a norma del Codice sulla Nautica da
diporto, nonché incorreranno nelle sanzioni principali ed accessorie previste dal Decreto legislativo
n. 04/2012, relativo alla disciplina della pesca, salvo che il fatto non costituisca differente illecito
sanzionato da norme speciali o più grave reato derivante dall’illecito comportamento.
Articolo 11
(Pubblicità)
Il presente provvedimento, che entra in vigore con effetto immediato dalla data di pubblicazione,
abroga e sostituisce l’Ordinanza n°03/20 del 03.06.2020 ed ogni altra norma precedentemente
emanata in contrasto con la presente. La diffusione sarà assicurata mediante affissione all’albo e
pubblicazione sulla pagina del sito web istituzionale dell’UFFICIO CIRCONDARIALE MARITTIMO di
Pantelleria al link ORDINANZE: http://www.guardiacostiera.gov.it/pantelleria/Pages/ordinanze.aspx .
IL COMANDANTE Tenente di Vascello (CP) Vincenzo DE FALCO
Il documento scaricabile e stampabile: M_CCPP.CPPAN.CPPAN_REG_ORDINANZE(R).0000016.07-07-2023
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Padre Serafino Maria Gozzo: il biblista, storico e custode della memoria di Solarino e della Sicilia
In un mondo che corre veloce, rischiamo di dimenticare chi ha saputo unire ricerca, fede e amore per la propria terra. Padre Serafino Maria (Paolo) Gozzo OFM, biblista e storico, è una di queste figure: ricordarlo significa custodire la memoria, l’identità e la storia di una comunità che lui ha contribuito a valorizzare.
Frate minore dell’Ordine dei Francescani, padre Serafino Gozzo rappresenta una delle personalità intellettuali più autorevoli e complete che Solarino abbia espresso nel Novecento. Biblista di fama, studioso paolino, docente universitario e instancabile ricercatore di storia patria, seppe coniugare il rigore scientifico internazionale con un amore profondo e mai reciso per la sua terra natale: San Paolo Solarino.
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Il biblista e il “primo lettore” delle Sacre Scritture
Padre Gozzo fu primo lettore di Sacre Scritture e docente di scienze bibliche presso il Pontificio Ateneo Antonianum di Roma, incarico riservato a studiosi di altissimo profilo accademico. La sua attività scientifica lo portò a confrontarsi direttamente con le lingue originali dei testi sacri, in particolare l’aramaico, distinguendosi come uno dei biblisti italiani più competenti negli studi paolini.
Il suo lavoro di traduzione e interpretazione delle Sacre Scritture non fu mai un esercizio puramente filologico: egli concepiva la Bibbia come testo vivo, storicamente radicato e capace di dialogare con le comunità e i territori che ne avevano custodito la memoria.
Da qui nacque il suo interesse per il rapporto tra l’apostolo Paolo, la Sicilia e, in modo particolare, il territorio solarinese.
Lo storico di Solarino “per eccellenza”
Accanto alla carriera accademica internazionale, padre Serafino Maria Gozzo dedicò energie straordinarie allo studio delle origini storiche, religiose e culturali di Solarino, tanto da essere considerato lo storico per eccellenza del territorio e il pioniere degli studi sistematici sulla sua identità.
La sua opera più significativa in questo ambito resta:
P. Serafino M. (Paolo) Gozzo OFM, L’Apostolo Paolo nella tradizione, nell’archeologia e nel culto del Comune e della Chiesa di San Paolo Solarino
(Testo custodito alla Biblioteca Antonianum di Roma e alla Biblioteca Francescana di Palermo)
Per l’ampiezza delle fonti analizzate, per il metodo adottato e per l’originalità dell’impostazione “Comune-Chiesa”, questo lavoro costituisce ancora oggi la base imprescindibile di ogni ricerca seria sulle origini, l’identità e lo sviluppo storico di San Paolo Solarino.
Tradizione paolina e scavi del 1978
Particolare rilievo assume il lavoro di padre Gozzo sulla vetus traditio della sosta di San Paolo nell’agro solarinese, in prossimità dell’attuale Pozzo della Chiesa.
Pur riconoscendo con rigore scientifico che le fonti bibliche attestano con certezza solo la permanenza dell’Apostolo a Siracusa, egli valorizzò il significato culturale e identitario di questa tradizione per la comunità locale.
Il suo impegno trovò ulteriore fondamento nei risultati degli scavi archeologici del 1978, condotti anche in collaborazione con l’Università di Catania, che restituirono un’area considerata oggi specchio dell’identità storica e popolare della comunità solarinese.
In prossimità del sito era stata collocata una targa commemorativa, oggi non più presente, dedicata allo studioso come “studioso paolino vaticanista”.
Impegno civile e difesa del nome storico
Negli anni Ottanta padre Gozzo si fece promotore di un’iniziativa popolare volta a ristabilire il nome originario del paese: San Paolo Solarino. Considerava “Solarino” un falso storico, capace di cancellare la vera radice cristiana della comunità.
La petizione, corredata da oltre duemila firme, purtroppo rimase senza esito, ma resta testimonianza significativa del suo impegno civile e del desiderio di restituire verità storica e dignità identitaria.
Relazioni spirituali e intellettuali
Padre Gozzo intrattenne rapporti di stima e prossimità con figure di primo piano del cattolicesimo del Novecento, tra cui don Luigi Sturzo, condividendone la sensibilità per la storia e l’impegno civile. Fu inoltre vicino a padre Gabriele Maria Allegra, celebre traduttore della Bibbia in cinese, di cui curò le Memorie pubblicate a Roma nel 1986 e partecipò al processo di beatificazione.
Il suo servizio come assistente ecclesiastico delle ACLI di Roma conferma la sua attenzione al rapporto tra vita religiosa, impegno sociale e formazione civile.
Studi sul Beato Matteo Gallo e viaggi in Terra Santa
Un’altra grande area di ricerca di padre Gozzo fu dedicata al Beato Matteo Gallo Giummarra (1376–1450), vescovo della Diocesi di Agrigento. Consapevole della scarsità di studi critici su questa personalità, Gozzo condusse ricerche sistematiche in archivi e biblioteche di Italia, Francia e Spagna, portando alla pubblicazione di un volume monumentale e documentatissimo.
Le ricerche permisero di ricostruire la vita, i viaggi, l’attività pastorale e l’apostolato del Beato in Spagna e Sicilia, chiarendo la sua figura di religioso, predicatore e araldo del Nome di Gesù.
Particolare rilievo assunsero gli studi sui viaggi in Terra Santa, inseriti nel contesto della presenza francescana nei Luoghi Santi e dei rapporti spirituali e culturali tra Sicilia e Oriente cristiano.
L’opera documenta anche il culto, l’iconografia, le reliquie, i Sermones, le sofferenze dell’ultimo periodo e la glorificazione postuma del Beato, ponendo solide basi scientifiche per il riconoscimento ufficiale della sua santità.
Circa 80 pubblicazioni di dottrina teologica
Oltre agli studi storici e territoriali, padre Gozzo fu autore di circa 80 pubblicazioni di dottrina teologica, molte delle quali tuttora citate in ambito accademico.
Tra le più significative:
GOZZO S., La dottrina teologica del libro di Isaia, Bibliotheca 11, Ed. Antonianum, Roma 1962.
GOZZO S. M., Disquisitio critico-exegetica in parabolam NT de perfidis vinitoribus, Studia 2, Ed. Antonianum, Roma 1949.
Queste opere testimoniano il rigore filologico, la competenza dottrinale e la profondità spirituale che caratterizzarono tutta la sua carriera.
Padre Serafino Maria Gozzo: custode della memoria
Padre Serafino Maria (Paolo) Gozzo OFM non fu soltanto un biblista o uno storico rigoroso: fu custode della memoria, un intellettuale capace di mettere il sapere al servizio dell’identità di un popolo.
La sua opera dimostra come la storia non sia frutto di opinioni personali o di narrazioni suggestive, ma una disciplina che richiede metodo, competenza, responsabilità e fedeltà alle fonti.
I suoi incarichi accademici, le numerose pubblicazioni sottoposte a verifica critica, l’uso sistematico di archivi, documenti e dati archeologici, insieme al servizio civile e pastorale, conferiscono alla sua ricerca un’autorevolezza che resiste nel tempo.
Padre Gozzo seppe distinguere con onestà intellettuale ciò che è storicamente attestato da ciò che appartiene alla tradizione, valorizzandone il significato identitario senza distorcerne il contesto.
È in questo equilibrio tra scienza e memoria, fede e storia, che si misura la grandezza del suo lascito.
La sua figura resta oggi un riferimento imprescindibile per chi voglia comprendere non solo la storia di San Paolo Solarino, ma anche il significato autentico del fare storia: servire la verità, con umiltà e competenza, a beneficio di una comunità e delle generazioni future.
Laura Liistro
Cultura
Pantelleria Capitale del Mare, ieri la presentazione in un Aula Consiliare gremita
“Quando la terra riposa, il pantesco naviga” Michele Cossyro
Ha fatto un grande richiamo la presentazione del progetto di Pantelleria Capitale del Mare, presso gli accoglienti locali dell’Aula Consiliare del Palazzo Municipale.
L’assise ha visto l’intervento di diversi protagonisti dell’ambito riconoscimento.
L’intervento del Sindaco Fabrizio D’Ancona
A fare gli onori di casa e dare inizio all’incontro il primo cittadino, Fabrizio D’Ancona, vestito di un palese compiacimento e soddisfazione nel condividere col il numeroso pubblico che ha gremito la sala: “Benvenuti a questo bellissimo incontro! Stiamo ufficializzando la candidatura dell’Isola di Pantelleria al concorso Capitale del Mare solo adesso perché ci contraddistingue la linea dell’umiltà e del rigore. “Dovevamo prima necessariamente comprendere se il territorio fosse maturo per preparare un progetto del genere. Potevamo tranquillamente fare i grandi programmi sin dal primo giorno, trasmettendo al mondo che anche Pantelleria si candidava a questo importante progetto. Non l’abbiamo ritenuto opportuno, perché le difficoltà che ci sono su quest’isola sono oggettive e molto importanti.
“E il primo dei grossi problemi storici di quest’isola è la capacità di aggregazione. Noi abbiamo volutamente dato input alle poche associazioni che sono venute qui in comune a parlare nel tentativo di dire ‘siamo pronti, iniziamo un percorso’, soprattutto mi riferisco alla ProLoco. Esse con grande spirito hanno collaborato e hanno messo su quella che è l’idea importante di questo progetto. E da lì abbiamo cercato di fare un minimo di percorso, di comprensione, dando un input chiaro.
Il progetto lo si fa solo se è un progetto isolano. Se deve essere il progetto di qualcuno perché deve servire semplicemente per un minimo di visibilità mediatica, assolutamente noi non siamo interessati. Come Ente avevamo grosse difficoltà, per ovvie ragioni che siamo un piccolo comune, creare le condizioni affinché il progetto rispetti le linee guida del Ministero e sia abbondantemente corposo a tal punto magari da essere valutato dalla Commissione e non accantonato semplicemente dopo una brevissima lettura era un imperativo categorico da parte nostra.
“Abbiamo trovato delle idee anche abbastanza importanti, idee che prioritariamente arrivano dal gruppo della ProLoco che sapientemente è riuscita ad aggregare molte realtà locali, che hanno avuto finalmente la consapevolezza che dallo stare insieme questa isola può sicuramente crescere.
“Ci sono state molte polemiche rispetto al fatto che noi abbiamo attivato questo percorso con limitatezza, con pacatezza e con riflessione. Per noi era importante fare quello che abbiamo fatto: il progetto è abbastanza importante, ci sono degli spunti che parlano dell’isola che era, dell’isola che è di quella che è l’isola che sarà.
Pantelleria tra 30 città marinare che si contengono il riconoscimento di Capitale del Mare
“Noi siamo all’interno di un contesto di circa 30 altre città marinare – prosegue il Sindaco – che hanno presentato questo progetto, è evidente che non siamo insomma certi della nostra vittoria però sicuramente possiamo dire che il nostro progetto non è una paginetta che verrà accantonata ma sarà sicuramente oggetto di una serie di valutazioni perché rispettoso delle linee di guida ministeriali.”
Durante la sessione, è intervenuta la Presidente de L’Albero Azzurro, Angela Rizzo, che fattivamente ha partecipato all’impresa e darà un grande contributo per quanto attiene una parte di sociale. L’associazione ha voluto omaggiare i capofila del progetto con delle creazioni realizzate in ceramica dai sui ragazzi. La particolarità è che in esse viene riportato il logo di Pantelleria Capitale del Mare, realizzato dal M° Michele Cossyro.
Il ViceSindaco Adele Pineda e l’isola di mare
Era altresì presente il ViceSindaco, nonchè Assessore alla Cultura, Adele Pineda, la quale, tra le argomentazioni ed esternazioni empatiche ha detto che, visto che Pantelleria è da sempre vista come un’isola di terra, con questo progetto si può invertire la rotta e dare una nuova delineazione, aggiungendo all’identificazione: isola di mare.
“Entrando oggi in quest’aula consigliare ho pensato subito che bella presenza numerosa che abbiamo oggi una presenza importante, presenza di istituzioni, di associazioni, di cittadini in genere che sono venuti oggi per questa presentazione dell’isola di Pantelleria candidata come Capitale del Mare. Una partecipazione che conferma quanto diceva prima il nostro sindaco: Pantelleria ha trovato la forza, le energie affinché tutto il territorio si unisse e facesse fronte comune per un obiettivo importante, il mare.
“Vorrei semplicemente aggiungere qualcosa sull’elemento mare, l’elemento che ci circonda, l’elemento che in qualche modo ha plasmato l’isola di Pantelleria e che oggi ci contente appunto di presentare questa nostra candidatura. Il nostro mare in particolare il Mediterraneo è sempre stato crocevia, è sempre stato rappresentato, è sempre un ponte, una strada importante per le comunicazioni dei popoli già in passato, già secoli fa e anche oggi il mare rappresenta un ponte, un elemento che unisce e qualche volta divide, un elemento che ha caratterizzato storie importanti che ci sono state raccontate da autori famosi. Per Pantelleria il mare rappresenta anche la tradizione, si lega anche alla marineria, si lega anche alle nostre famose lance che sono alcune delle protagoniste, non le uniche naturalmente, nel dossier con cui abbiamo presentato la nostra candidatura.
“Ma la candidatura va dalla tradizione allo sport, al sociale, quindi effettivamente ci troviamo dentro questa presentazione tutto ciò che contraddistingue la nostra isola.
“Vinceremo? Non lo so, ci abbiamo provato, ci abbiamo provato in maniera seria grazie al contributo di tutti voi, grazie al contributo della ProLoco, dei nostri uffici, ma siamo fiduciosi anche in questa sfida.“
Marcello Sparacio, l’avvocato dai mille motti. Primo motto: “Noi vinciamo e se non vinciamo arriviamo primi”
Presidente ProLoco Michela Silvia e Avv. Marcello Sparacio
Sarà perchè è avvocato, ma gli aforismi per lui sono pane quotidiano. E ieri, l’avvocato Marcello Sparacio aveva un motto per ogni circostanza. Quello che è diventato un tormento per l’intera conferenza è stato proprio “Noi vinciamo e se non vinciamo, arriviamo primi”.
Sparacio racconta la genesi del progetto: “Per caso, nasce su una chat con Michela Silvia, che il giorno io ho visto che era pubblicato questa Capitale del Mare. L’ho contattata e abbiamo iniziato.”
“Il primo incontro che abbiamo avuto con il dottor Belvisi avviene a dicembre, in pieno bilancio. Io gli accenno al progetto e lui mi risponde ‘No si farà mai’ . Però abbiamo fatto un patto, mi hanno dato una settimana per presentare in una scheda su come noi vedevamo questo progetto. E piano piano siamo riusciti anche a concludere.
“Una cosa cui tenevamo è che questo fosse un progetto partecipato: siamo andati prima dal parco, abbiamo contattato la Soprintendenza del Mare, abbiamo contattato la Capitaneria di Porto, e per ultimo il Sindaco D’Ancona.
“Il dossier è stato concepito come un unico, non solo dal punto di vista formale, esso rappresenta dal punto di vista sostanziale e contenutistico una visione logistica del patrimonio, materiale e immateriale, interconnesso con la sua comunità.
“E noi volevamo che questo trasparisse comunque nel racconto. La battuta ‘noi vinciamo, se non vinciamo arriviamo primi’ significa che
noi partecipiamo a questo premio non per vincere, ma perché vogliamo avere una guida su quello che può essere il futuro di Pantelleria su questo settore, come parliamo di economia blu, che è tutto ciò che è coinvolgibile, che può essere l’arte, lo sport, i laboratori formativi, che per noi è un aspetto fondamentale, perché è un obiettivo. creare opportunità per i giovani, creare una generazione formata, attraverso corsi di formazione abilitanti per giovani, come una patente nautica, essere un corso di vela, un patentino sub.
“Quando io ho detto che vinciamo, io mi sono convinto per un motivo, perché tutti i criteri di valutazione che sono in quel banco, sono tutti stati osservati e attenzionati”.
Un grande supporto è stato generosamente dato anche da Don Vito Impellizzeri, che si è collegato telefonicamente direttamente dall’ateneo che presiede a Palermo per un buon auspicio all’intera impresa.
Il logo di Pantelleria Capitale del Mare a cura del M° Cossyro
Altra telefonata dai toni più leggeri è stata fatta al M° Michele Cossyro, autore della mirabile opera del logo che ha spiegato senza tralasciare alcun dettaglio: dal timone, all’onda, alla vela, all’ancora si appalesa una rappresentazione di Pantelleria tra il nostalgico e il futurista, passando per la passione e l’energia che il mare insinua nei panteschi.

In tutto questo grande rilievo è stato dato anche alla Capitaneria di Porto, rappresentata dal suo Comandante Claudio Marrone, al Circolo Velico Isola di Pantelleria, rappresentato dal suo presidente Daniele Alongi e a Mare Vivo, nella persona del Dr. Andrea Biddittu.
Il lavoro burocratico dietro la candidatura, lo spiega Salvatore Belvisi
“La prima fase è esattamente quella che ha descritto Marcello Sparacio, arrivato dai noi nei primi dicembre, in piena chiusura d’anno per quando riguarda le spese e altro. Uno schema a firma di Proloco e Centro Giamporcaro e poi è iniziato un percorso partendo dall’avviso pubblico per chi fosse interessato a partecipare.
“Noi a quel punto abbiamo iniziato un rapporto di collaborazione diritta con la Proloco e con le associazioni che sono riusciti a catalizzare nello studio di Gereon Pilz, dove insieme alle altre associazioni potevamo valutare il lavoro che si sta facendo dalle direttive, dalle indicazioni, dagli ingerimenti eccetera eccetera.
“Da tutto questo, entro i termini previsti, siamo riusciti a presentare la candidatura. Come diceva il sindaco e come hanno detto pure loro, il più ottimista di tutta questa situazione è ovviamente Sparacio.
“L’obiettivo principale è la valorizzazione delle identità storiche e culturali di Pantelleria, alias Cossyra crocevia tra Italia e Africa. Abbiamo richiamato e inserito all’interno del dossier i borghi marinari, Gadir e Scauri, cercando di valorizzarli considerata la valenza anche turistica rilevante. Nella zona est e nella zona ovest rappresentano due poli essenziali e di attrazione per il turismo.”
“C’è da dire che noi abbiamo anche messo all’interno delle dossier il tema della sostenibilità: ricordate che su Pantelleria c’è stato un esperimento per l’elettricità derivante dal moto ondoso. Il primo non mi è andato benissimo, ma già esiste un programma, questa volta un po’ più articolato, rispetto allo sviluppo dell’energia alternativa attraverso il moto ondoso.
“C’è anche l’inclusione sociale per i giovani e per la disabilità.
“Abbiamo coinvolto il parco, perché nel parco c’è anche un collegamento con un richiamo alla storia, e quindi i cosiddetti trasporti che avvenivano con l’asino.
“In sintesi, il bello del dossier che è stato presentato nella candidatura, indipendentemente da una vincita se ci sarà o meno, è la capacità che si è riusciti a tirare fuori per valorizzare degli aspetti di Pantelleria storici e provare a riportarli nell’ambito odierno, sorta di attualizzazione di una memoria storica e di una capacità, sia imprenditoriale che culturale, che aveva l’isola, per non farla morire.”
Tutte le associazioni:
Pro Loco Pantelleria capofila
Circolo Giamporcaro
Le colline di Loredana
Lega Navale delegazione Pantelleria
Circolo velico
Ass. Barcaioli
Albero azzurro
Circolo culturale Corso Umberto
Albero azzurro
Resilea
Barbacane
La Mulattiera
MareVivo
Astarte
Asp in Punta di piedi
Ass.Pescatori
Green Divers
Enti istituzionali
Fondazione TUSA
Politecnico di Torino
Società private
Nugae S.r.l di Belvisi Francesco
Personalità
Maestro Cossyro
Don Vito Impellizzeri
Il video dell’intera mattinata:
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Referendum 22 e 23 marzo 2026, voto per corrispondenza per italiani all’estero
REFERENDUM CONFERMATIVO DEL 22 E 23 MARZO 2026 – VOTO PER CORRISPONDENZA DEI CITTADINI ITALIANI RESIDENTI ALL’ESTERO ED ISCRITTI ALL’AIRE ED OPZIONE VOTO IN ITALIA
AVVISO
Con decreto del Presidente della Repubblica, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 10 del 14/01/2026, è stata fissata, per le giornate del 22 e del 23 marzo 2026, la data del Referendum popolare confermativo Legge Costituzionale recante: “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”, approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 253 del 30 ottobre 2025. Per il referendum in oggetto, ai sensi della legge 27 dicembre 2001, n. 459, e del relativo regolamento di attuazione approvato con D.P.R. 2 aprile 2003, n. 104, gli elettori italiani residenti all’estero votano per corrispondenza.
La predetta normativa, nel prevedere la modalità di voto per corrispondenza per tali elettori, fa comunque salva la possibilità di votare in ITALIA, previa apposita e tempestiva opzione, da esercitare eventualmente in occasione di ogni consultazione e valida limitatamente ad essa. al Pertanto, il cittadino italiano iscritto AIRE che opta per il VOTO IN ITALIA, dovrà inviare all’Ufficio Consolare operante nella circoscrizione di residenza, la propria opzione a mezzo del modello allegato presente avviso (reperibile altresì presso il Consolato medesimo o, in via informatica, sul sito dell’Ufficio Consolare di riferimento e sul sito www.esteri.it) compilato in tutte le sue parti e debitamente sottoscritto nonché, accompagnato dalla copia di un documento di identità.
L’eventuale opzione di cui sopra dovrà pervenire all’Ufficio Consolare ENTRO E NON OLTRE il 24 GENNAIO 2026 ed è onere dell’elettore verificare che la propria istanza venga ricevuta da parte dell’Ufficio Consolare medesimo, entro il termine prescritto così come sopra indicato. Si informa altresì che la scelta del voto in Italia può essere revocata con le medesime modalità ed entro gli stessi termini previsti per il suo esercizio e si ricorda infine che l’opzione del voto in Italia è valida solo per la consultazione elettorale per la quale la stessa viene esercitata.
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