Cultura
“Pantelleria non ha più agosto senza Armani”. Ieri la toccante cerimonia a Gadir con partecipazione anche dal mare – VIDEO
Erano presenti tutti i circoli, le associazioni, le istituzioni e moltissima gente che ha voluto stringersi attorno al ricordo di Giorgio Armani
E’ stato un pomeriggio molto singolare, quello di ieri 8 settembre 2025, a Gadir, la cala pantesca che è stata teatro dell’ultimo saluto sentito e partecipato per Giorgio Armani. Sarà perchè alla stessa ora a molte centinaia e centinaia di chilometri da Pantelleria, a Rivalta (PC), nella Chiesa di San Martino si celebravano i funerali per cui sono stati chiusi i suoi negozi in tutto il mondo.
Autorità, Circoli, associazioni, cittadini tantissimi hanno gremito l’intero borghetto, cui il M° Armani era legato. Perfino barche dal mare hanno fermato i motori per assistere alla cerimonia toccante, intercalata dalle narrazioni di un nobiluomo.
Molte le cose dette e riconosciute, eppure quella che ci ha colpito maggiormente e che avevamo pensato in molti è stata detta da Donna Egle Di Marzo: “Non c’è più agosto senza Armani a Pantelleria”: Ed è vero, il mese del solleone era scadenzato dal suo arrivo. E’ quasi come se l’estate avesse inizio con lui.
E con questa premessa riportiamo per ciascun intervento un breve stralcio, quello a nostro avviso più incisivo, degli interventi annunciati da un commosso Vicesindaco, Adele Pineda, a partire da:

- primo cittadino Fabrizio D’Ancona
“Noi lo salutiamo oggi come l’uomo che ha scelto Pantelleria come il rifugio del cuore, come casa dell’umanità.” Ricordiamo che la nostra isola ha osservato il lutto cittadino insieme a Piacenza, sua città natale, e Milano sede dei suoi affari. Questo per l’affetto profondo e il senso di gratitudine verso colui che ha dato tanto, anzi tantissimo, verso la nostra isola. Il designer non perdeva occasione per ricondurre il suo pensiero a Pantelleria, anche nelle sue sfilate e nella ricerca dei suoi abiti, facendone menzione con orgoglio, in “modo sobrio ma potentissimo… Pantelleria oggi lo piange, ma soprattutto lo custodisce e continuerà a farlo ogni volta che il nostro sguardo incontrerà il cielo di Cala Gadir, ogni volta che parleremo di bellezza autentica… ogni volta che i notri occhi guarderanno Pantelleria con il suo medesimo amore sincero “

- Presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Spata
Il Presidente Spata, parlando a nome del Consiglio, ha ricordato che nel lontano 2006 veniva conferita a Giorgio Armani la cittadinanza onoraria di Pantelleria, dove lo stilista ha lasciato un segno indelebile. “Ci troviamo riuniti per averci lasciato un vuoto profondo ma anche per una eredità fatta di valori, gesti e ricordi indelebili.” Pantelleria rappresentava per lo stilista un rifugio, ispirazione e pace.
“Chiunque abbia vissuto anche solo un’estate sull’isola sa quanto Giorgio Armani fosse parte integrante del nostro paesaggio umano e naturale… Giorgio Armani era uno di noi… Il nostro impegno sarà quello di tenerlo in vita nel ricordo, trasmettendolo alle future generazioni, perchè non si disperda nel tempo la nostra immensa gratitudine.
E’ stata la volta, poi dell’intervento di un giovane dipendente del gruppo Armani: lo Staff El Gadir.

- Gioele Illirico
Armani era chiamato signore non solo per il suo ruolo di capo, ma anche per la grande e innata gentilezza. Armani è stato perfino il capo dei genitori degli attuali dipendenti. “Questo fa capire come sia stato profondo e duraturo il legame che ha saputo che ha saputo costruire con i suoi dipendenti. Per noi è stato un secondo padre, vicino nei momenti difficili, prodigo di giusti consigli, pronto all’ascolto e al sostegno. Con la sua eleganza ci ha fatto da maestro insegnandoci la cura per le piccole cose.”
- Salvatore Gabriele direttore di Pantelleria Intervet

Ha parlato dei primi approcci di Armani con l’isola, le prime sensazioni di negatività e poi lo sbocciare di un amore appassionato anche verso la comunità. Tra aneddoti e sentimenti ha creato una immagine non inedita, ma comunuqe efficace. Ha ricordato le opere compiute dal Maestro per l’isola e le generose donazioni
- L’imprenditrice Egle Di Marzo
Sopraffatta dalla commozione e dal dispiacere, la signora ha raccontato il proprio approccio con il compianto Armani, ma anche il valore che egli dava alle cose e ai rapporti umani, da coltivare con garbo e discrezione. Armani, inoltre, avrebbe donato tutti i suoi mobili alla signora che saranno in mostra nel suo negozio prossimo all’apertura. “Sono due estati che io non considero il nostro agosto: sarà una mia sensazione ma il nostro agosto è diverso ora. Non c’è lui che gira, che si ferma nei negozi. Abbiamo perduto un pezzo.”
Stefano Ruggeri imprenditore turistico
Anch’egli, tra un ricordo e una testimonianza ha reso omaggio e gratitudine verso Armani la sua disponibilità anche per conoscere la nipote di nome Giorgia, nata lo stesso giorno
- Don Vito Impellizzeri
ha portato a temine la manifestazione di cordoglio, con parole sentite, da padre di chiesa, valorizzando la capacità di Armani della condivisione, del senso di comunità, con quel suo modo di parlare quasi argentino, la voce flebile ma penetrante, usando parole di efficacia certa per tutti gli astanti. Un immenso e corale “Padre nostro” e il lancio della ghirlanda di fiori nelle tiepide acque dello scalo hanno sugellato un momento che ricorderemo tutti, lì insieme a Gadir per Re Giorgio.
Concludiamo e, unendoci al lutto collettivo, la redazione ha deciso di farlo con un brano autografo, scritto e pensato per Armani da una pantesca letterata doc.
- Giusy Andaloro, scrittrice e poeta ha dedicato uno splendido componimento, letto ieri da Giusy Billardello. Ringraziamo l’autrice per averci concesso l’uso

Sei ancora qui
Caro Giorgio Armani,
oggi Pantelleria si veste di silenzio.
Il vento non porta solo respiro,
ma ricordo;
il mare non porta solo onde,
ma memoria.
È come se ogni pietra nera dell’isola avesse inciso il tuo nome,
come se ogni tramonto ti cercasse all’orizzonte.
Eri forza e delicatezza insieme:
pietra e carezza,
radice e orizzonte,
mare profondo e luce serena.
Amavi quest’isola con un amore antico, immenso e viscerale,
che non chiedeva parole
né promesse.
Era amore fatto di gesti,
di attenzioni silenziose,
di presenze che non avevano bisogno di rumore per farsi sentire.
Ora sei nei luoghi che ti hanno custodito.
Sei nelle onde che s’infrangono ostinate sugli scogli,
sei nella caletta sotto casa tua che respira eternità,
nei sentieri profumati di vite, capperi e rosmarino.
Sei nel vento che accarezza i muretti a secco,
nei tramonti che incendiano il cielo,
nelle notti stellate che sembrano non finire mai.
Pantelleria non ti perde,
si stringe a te,
ti abbraccia.
Ti trattiene nel suo cuore antico,
ti canta con il suo mare selvaggio,
ti sussurra con il suo vento libero.
E noi, caro amico,
non ti salutiamo con un addio,
ma con un “resta”.
Perché resterai:
nel ricordo che non si spegne,
nell’esempio che illumina,
nell’amore che ci hai insegnato a donare.
Caro Giorgio,
sei ancora qui. . .
nel mare che non smette di parlare,
nel sole che non smette di brillare,
nella vita che non smette di ricordarti.
(Il video dell’8 luglio ritrae l’amata caletta situata sotto la casa di Armani che continuerà a raccontare chi era, a riflettere la sua generosità, a custodire la memoria di un legame profondo.
Ogni onda che si infrange sotto quella casa diventa una parola non detta, un saluto, un ricordo che non muore.
E in quel mare, che oggi ci appare come un dono, resta inciso per sempre il segno della sua vita e del suo amore per quest’isola).
Giusy Andaloro
04 settembre 2025
Grazie a Clara Garsia e al Comune di Pantelleria per la concessione del video integrale
Cultura
Scuola, il calendario 2026/27 delle lezioni in Sicilia
Lezioni dal 15 settembre 2026 al 10 giugno 2027
E’ ufficiale il calendario completo, composto di 206 giorni di lezione.
Oltre alle festività nazionali, si prevedono alcune sospensioni aggiuntive:
- 2 novembre
- 7 dicembre.
Le vacanze di Natale sono fissate dal 23 dicembre 2026 al 7 gennaio 2027, mentre quelle di Pasqua si svolgeranno dal 25 al 30 marzo 2027.
Per l’anno 2026/2027 gli studenti torneranno in classe il 15 settembre 2026, mentre la chiusura delle attività didattiche è fissata al 10 giugno 2027.
Così stabilisce il decreto dell’assessore regionale all’Istruzione Mimmo Turano, che disciplina l’organizzazione delle attività per tutte le scuole dell’Isola.
Il provvedimento definisce tempi, sospensioni e durata dell’anno scolastico, fornendo un quadro completo per famiglie, studenti e personale.
Per la scuola dell’infanzia è prevista una durata diversa: le attività termineranno il 30 giugno 2027. Tuttavia, dal 10 giugno potranno restare attive solo le sezioni necessarie a garantire il servizio.
Le festività e le sospensioni
Oltre alle festività nazionali, il calendario prevede alcune sospensioni ma per il 15 maggio, giornata dell’Autonomia siciliana, non è prevista la sospensione delle lezioni.
L’autonomia delle scuole
Il decreto lascia comunque margini di autonomia agli istituti scolastici. I consigli di circolo o d’istituto potranno infatti modificare, con criteri di flessibilità, le date di inizio e di sospensione delle attività.
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Cultura
Pantelleria, successo del progetto Erasmus+ tra agricoltura eroica ed energie rinnovabili
Nonostante il clima avverso, gli studenti francesi scoprono l’accoglienza pantesca e lanciano una campagna per promuovere l’isola tra i giovani europei
Si è conclusa con successo la prima fase del progetto Erasmus+ dell’UNIPANT a Pantelleria, che ha visto protagonisti un gruppo di studenti francesi dell’organizzazione 3PA impegnati in un percorso formativo d’eccellenza focalizzato su agricoltura ed energie rinnovabili.
Nonostante una primavera insolitamente piovosa, i giovani partecipanti hanno vissuto un’esperienza di immersione totale nel contesto isolano, apprezzando non solo i paesaggi iconici, ma soprattutto il calore e la generosità della comunità locale.
L’iniziativa, coordinata dalla rete UNIPANT, è stata resa possibile grazie al patrocinio oneroso del Parco Nazionale Isola di Pantelleria, il cui intervento è stato determinante per coprire i costi logistici dell’isola, spesso superiori alle tariffe standard Erasmus, garantendo così la fattibilità di un progetto che altrimenti avrebbe rischiato di non realizzarsi, come accaduto già per altri gruppi che volevano visitare l’isola.
Il programma didattico, strutturato come un corso “su misura”, ha integrato lezioni teoriche e pratiche sul campo, coinvolgendo attivamente il Parco, la SMEDE, il Comune di Pantelleria e numerose realtà imprenditoriali e associative del territorio. Questa sinergia non ha rappresentato solo un momento di alto valore educativo per gli studenti, ma ha generato un impatto economico significativo per l’indotto locale in una stagione turistica non ancora avviata. I ragazzi hanno analizzato il modello pantesco di resilienza e innovazione, focalizzandosi sulle tecniche agricole tradizionali e sulle sfide della transizione energetica in un contesto isolano.
Durante il soggiorno, i partecipanti hanno redatto una lettera formale indirizzata al Sindaco Fabrizio D’Ancona e al Commissario del Parco Italo Cucci, condividendo le proprie riflessioni sul futuro dell’isola da una prospettiva europea. Inoltre, gli studenti hanno ideato una campagna pubblicitaria e social mirata ad attrarre i propri coetanei a Pantelleria, evidenziando l’interesse per il volontariato agricolo (raccolta di uva, capperi, olive) e l’apicoltura. I dati raccolti tramite questionari di valutazione saranno presentati a inizio luglio, insieme ai risultati del secondo gruppo di studenti atteso sull’isola dall’11 al 17 maggio.
Il “Final Assignment” prodotto dai due gruppi sarà pubblicato sul portale degli Erasmus Results della Commissione Europea e sui principali canali social internazionali del programma.
L’impegno di UNIPANT non si ferma qui: dopo la sessione di maggio, sono già previsti nuovi scambi culturali che coinvolgeranno l’Università Popolare di Udine, Brain Academy, e la Pro Loco di Marino, creando un ponte tra Pantelleria, i Castelli Romani e il Friuli. L’esperienza ha dimostrato come l'”Effetto Erasmus” possa contagiare positivamente anche la popolazione adulta, rafforzando il senso di appartenenza a una comunità europea unita e solidale.
Si ringraziano per la preziosa collaborazione: Carmine Vitale, Davide Emma, Antonella Mogavero, Dammusi Due Gatti, Qalea Resort e Vito Oddo, Ristorante Il Dammuso, Ristorante La Conchiglia, Francesco La Grutta, Maestrello Pizza, Cicci, Giampaolo Rampini e Resilea APS, Battista Belvisi, Graziella Pavia, Denny Almanza, Giuliana Serracchioli, Antonio Gravagna, Massimiliano Ferrara, Paola Zuercher, Lucia Boldi, Sabina Esposito, Giacomo Policardo, Giuseppe Belvisi e il Circolo San Vito, Bonomo&Giglio con Antonietta Valenza, Emilia Bombace e la Cooperativa Capperi, Gaetano Bonomo e lo staff SMEDE (Fulvio, Carlo e Vincenzo), Carole Bernardo, Alice Bernardo, Pub La Panteska, Angelo Parisi, Salvatore Gambino e Marcello Sparacio.
Ambiente
Parco di Pantelleria protagonista a Vallecorsa alla “Scuola dell’Arte della costruzione dei Muretti a Secco”
Un’esperienza fondata sul confronto tra territorio con paesaggi rurali storici di estremo valore Si è appena conclusa la “Scuola dell’Arte della costruzione dei Muretti a Secco” di Vallecorsa (Frosinone). E il Parco Nazionale Isola di Pantelleria c’era. Con una delegazione guidata da Carmine Vitale, direttore f.f. dell’Ente Parco, e da Giuseppe Maccotta, titolare dell’Azienda “I Giardini di Tanit”.
Una partecipazione che ha sancito un ideale gemellaggio tra due luoghi apparentemente lontani ma uniti da una stessa architettura rurale. Quella dei muretti a secco e di un modello agricolo eroico. Come Pantelleria, infatti, anche Vallecorsa (celebre città dell’olio) fonda la propria identità sugli uliveti coltivati sui terrazzamenti. Qui, nella città della Ciociaria, nel paesaggio degli “Uliveti terrazzati” iscritti al Registro dei Paesaggi Rurali di Interesse Storico del MASAF del Parco Naturale Regionale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi, proprio qui gli ulivi sono “sorretti” dalle “macére” (nome locale dato ai muretti a secco) esattamente come quelli panteschi, entrambi riconosciuti dall’UNESCO come Patrimonio Immateriale dell’Umanità.
Le dichiarazioni di Carmine Vitale
“È stata una esperienza molto interessante fondata proprio sul confronto fra territori che
presentano dei paesaggi rurali storici di estremo valore. Stando sul campo abbiamo potuto
accertare, come esistano problematiche e valori comuni: confrontarsi con altre realtà
territoriali rafforza anche il modo di come e dove agire per mitigare le criticità o piuttosto
che valorizzare le risorse del territorio” ha detto Carmine Vitale.
Le dichiarazioni di Giuseeppe Maccotta
“Impressionante la
capacità dell’uomo nel trovare il modo di come fare vivere l’ulivo in un contesto ambientale
arido senza acqua come i panteschi.
“Volevo principalmente ringraziare Italo Cucci e Carmine Vitale del parco Nazionale di
Pantelleria per avermi invitato a partecipare a questo evento. Sono stati tre giorni ricchi di
esperienze emozionanti, a iniziare dall’accoglienza molto calorosa del Sindaco e di tutta la
giunta comunale” ha dichiarato Giuseppe Maccotta.
“Tre giorni di scambi di idee e sapori. Ho avuto anche la soddisfazione di mettere in campo le nostre tecniche di lavoro con le loro e ieri come ultimo giorno abbiamo costruito un muro a secco assieme a mastri del posto. Questo confronto è stato utile per capire che seppure lontani abbiamo molti punti in comune: la tecnica per costruire i muri a secco, uguale alla nostra, lo spirito di stare assieme e l’amore per la nostra terra. Uno dei problemi che ci accomuna è la mancanza dei giovani che purtroppo non credono più all’agricoltura, elemento fondante della nostra cultura”.
Agricoltura o, come dice Italo Cucci, AGRICULTURA, “occhio alla terra e massima attenzione allo spirito creativo. Come ricorda Pio X, Papa Sarto, gli uomini non guardano più il cielo. È ora di ricominciare”. Il dialogo tra “macére” laziali e muretti a secco panteschi non è solo estetico, ma funzionale. In entrambi i casi la maestria umana ha permesso di trasformare pendii impervi, non coltivabili, in terreni produttivi. Una tecnica che sfida la scarsità idrica e la forza degli elementi.
La presenza di Giuseppe Maccotta testimonia la volontà del Parco Nazionale di Pantelleria di trasferire queste competenze direttamente alle aziende del territorio garantendo che
l’arte dei muretti a secco venga tramandata come pratica viva a garanzia della difesa del territorio dall’abbandono e dal dissesto idrogeologico e del suo sviluppo sostenibile.
Il direttivo dell’Associazione dei Paesaggi Rurali di Interesse Storico (PRIS) ha suggerito di organizzare una tappa a Pantelleria per scoprire la diversità dei contesti rurali identitari rappresentati.
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