Ambiente
Pantelleria, l’Ente Parco in visita alla Novamont per conoscere ciclo produttivo materie prime biodegradabili e compostabili
La rappresentanza del Parco Nazionale Isola di Pantelleria è stata in visita conoscitiva a Novara, nella sede di Novamont, azienda leader a livello internazionale nel settore delle bioplastiche e della biochimica, con la quale l’Ente ha stipulato un protocollo di ricerca e sperimentazione, in collaborazione con l’Università di Palermo, Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali. L’incontro con l’amministratore delegato Catia Bastioli è valso a conoscere in modo approfondito il ciclo produttivo delle materie prime dei prodotti biodegradibili e compostabili.
Novamont, già da qualche anno, fa dell’isola un laboratorio di sperimentazione con azioni che interessano le attività agricole: in particolare, per la riduzione dell’uso dei diserbanti, come il glifosato, che viene sostituito dall’acido pelargonico, ottenuto da olio vegetale; e per l’eliminazione delle plastiche nelle strutture utilizzate all’appassimento dell’uva o alla produzione di ortaggi, scegliendo particolari schermi biodegradibili. Si tratta di attività sperimentali in linea con le finalità del Parco volte alla tutela della biodiversità, alla salvaguardia e alla valorizzazione del paesaggio rurale pantesco, anche attraverso l’applicazione di metodi di gestione e di restauro ad alta sostenibilità ambientale idonei a mantenere un’integrazione tra uomo e ambiente naturale.
Il risultato degli interventi di Novamont vuole essere il raggiungimento di alti standard produttivi con la garanzia di prodotti di qualità: elementi che diventano un valore aggiunto, anche, per la commercializzazione. Complementari sono, anche, le attività di ricerca e divulgazione, che focalizzando l’attenzione sulla specificità del suolo e sul mantenimento della biodiversità, per progettare sistemi a basso impatto ambientale; ridurre l’utilizzo della plastica tradizionale per evitarne la dispersione e l’accumulo nel suolo; sperimentare pratiche agronomiche innovative con l’obiettivo di ridurre il consumo di acqua, energia e produzione di rifiuti.
Ambiente
Pantelleria, 28 e 29 maggio senza elettricità. Ecco dove
Si rende noto che per inderogabili necessità di servizio
dalle ore 08.30 alle ore 13.30
di Giovedì e Venerdi 28 e 29 Maggio 2026
Verrà sospesa l’erogazione dell’energia elettrica nelle seguenti zone:
• Loc serraglio
• Gibele
• Piana della Concezione
• Benimingallo
Ambiente
Pantelleria, al via disinfestazione e derattizzazione per il mese di maggio
Il giorno 27 maggio 2026, dalle ore 00.00 alle ore 5.30 verranno effettuati interventi di disinfestazione e derattizzazione su tutto il territorio isolano.
L’intervento sarà eseguito come di consueto dall’Imoresa Maurizio Pirreca.
Per qualsiasi necessità è possibile contattarlo al numero: +39 389 112 0697.
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Ambiente
Pantelleria, tutela della biodiversità del Lago: interventi del Parco per ripristino dell’ecosistema originario
Polemiche su rimozione piante intorno al Lago. Il Parco “Interventi pianificati scientificamente”
In merito alle preoccupazioni espresse da alcuni cittadini riguardo agli interventi di rimozione di piante intorno al Lago Bagno dell’Acqua (anche detto Specchio di Venere), l’Ente Parco desidera fare chiarezza e rassicurare la comunità locale. Le attività in corso non costituiscono un’azione arbitraria di disboscamento ma interventi pianificati scientificamente e obbligatori per legge, finalizzati alla salvaguardia degli habitat naturali del lago.
Gli interventi finora eseguiti e tuttora in corso rientrano nel più ampio progetto finanziato dalla Regione Siciliana per un importo complessivo di 910.860,00 euro (Azione 2.5.1 “Interventi per la tutela, salvaguardia e la valorizzazione della Rete Natura 2000, dei Parchi naturali e delle aree boscate”. – CUP B23D21002000006 CIG: B946F19A92) volto alla tutela e alla valorizzazione della biodiversità. Gli obiettivi e le finalità di questo percorso sono stati illustrati alla comunità in un convegno al Castello di Pantelleria il 28 giugno 2024 (dal titolo “Conservazione della biodiversità del Lago Bagno dell’Acqua/Specchio di Venere: sviluppi recenti e prospettive future”) che aveva raccolto i risultati di indagini scientifiche (idrogeologiche, vegetazionali, ambientali e paesaggistiche) condotte da ricercatori dell’Università Sapienza di Roma, CNR ed esperti di altri istituti di ricerca e coordinate da Ente Parco, Comune e Regione Siciliana.
Premesso che il Lago Bagno dell’Acqua custodisce un ecosistema unico al mondo per le specie vegetali e animali, con la presenza di specie rare, endemiche o nuove, e habitat rarissimi la cui superficie deve restare costante o aumentare, gli studi condotti avevano definito le modalità di intervento per salvaguardare tale biodiversità, proteggere le peculiarità geologiche e naturalistiche e garantire una fruizione ecosostenibile.
Tali studi hanno anche chiarito le azioni per mitigare le minacce naturali ed antropiche che gravano sull’ecosistema, tra le quali l’estirpazione di specie vegetali esotiche invasive come l’Acacia saligna e le palme del genere Washingtonia. Queste piante, totalmente estranee alla flora spontanea mediterranea, occupano rapidamente lo spazio vitale sottraendolo agli habitat prioritari protetti dalle direttive comunitarie (come le rarissime “Steppe salate mediterranee-Limonietalia” e le praterie alofile) che l’Ente Parco ha il dovere giuridico e morale di proteggere e incrementare.
L’estirpazione mira dunque a interrompere questa infestazione, a mitigare le minacce naturali e antropiche (riducendo anche l’apporto di terreno che defluisce nello specchio d’acqua) e a restituire al Lago il suo aspetto originario, sano e incontaminato. Si precisa, inoltre, che l’eradicazione di Acacia saligna è un obbligo di legge stabilito dal Decreto Legislativo n. 230/2017 (in recepimento del Regolamento UE n. 1143/2014) esteso a tutto il territorio europeo, sia sulle proprietà pubbliche che su quelle private, così come di Pennisetum e Ailanthus.
L’Ente Parco invita anche i cittadini alla prudenza: Acacia Saligna (che non è la mimosa, ma è una “falsa mimosa”) è una pianta tossica per la flora circostante e i suoi residui legnosi non devono essere usati per braci o barbecue. La combustione rilascia infatti un
gas a base di azoto e zolfo nocivo che può provocare malessere (come nausea, vomito e vertigini) sia a essere umani che animali di affezione. L’Ente rimane a disposizione per qualunque ulteriore chiarimento e ribadisce che ogni intervento è guidato dal massimo rigore scientifico e dall’amore per la cura e il futuro del territorio.
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