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Cultura

Pantelleria, l’acropoli di San Marco è “bellissima culla della nostra cultura” – Foto

Direttore

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L’acropoli di Pantelleria è “una bellissima culla della nostra cultura!”

Questo è un commento di una nostra lettrice pantesca, Mirella Raffaele che ci ha voluto raccontare la sua esperienza durante la visita organizzata lo scorso 3 settembre, dal Capo nucleo dell‘Associazione Arma Aeronautica, Adriana Licari con la collaborazione del Centro Culturale V. Giamporcaro.

 

La signora Raffaele ha così descritto quel raro segmento di cultura  romana, risalente al II secolo aC.  che ha portato ricchezza alla storia di Pantelleria. “Sembra essere in un’altra dimensione. Si percepisce che ci è stata millenni fa una comunità con i suoi usi, la sua arte, religione. Poi stratificati dal passaggio di altre culture e dai movimenti della nostra terra.

La presenza del professore Thomas Schäfer ha reso il momento ancora più partecipato e accogliente e l’entusiasmo della nostra narratrice si percepisce mentre ci parla: Il sito è bellissimo e fa piacere vedere che è ben tenuto. Ma questa cura deve essere duratura anche nei periodi di poco turismo. L’acropoli può rappresentare un grande motivo di attrazione ma non solo per i forestieri, anche per i panteschi stessi dagli adulti che ancora non conoscono agli studenti.”

Poi le vengono in mente un paio di idee da sprone e stimolo: L’acropoli può rappresentare anche un sbocco lavorativo per gli studenti del liceo artistico, o a custodi che si occupino di esso sistematicamente, affinché sia sempre ben tenuto come in questi giorni. L’acropoli è di grandissimo valore sotto molti profili e una preziosa attrazione culturale da promuovere.

 

 

 

 

Marina Cozzo è nata a Latina il 27 maggio 1967, per ovvietà logistico/sanitarie, da genitori provenienti da Pantelleria, contrada Khamma. Nel 2007 inizia il suo percorso di pubblicista presso la testata giornalistica cartacea L'Apriliano - direttore Adriano Panzironi, redattore Stefano Mengozzi. Nel 2014 le viene proposto di curarsi di Aprilia per Il Corriere della Città – direttore Maria Corrao, testata online e intraprende una collaborazione anche con Essere Donna Magazine – direttore Alga Madia. Il 27 gennaio 2017 l'iscrizione al Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti nel Lazio. Ma il sangue isolano audace ed energico caratterizza ogni sua iniziativa la induce nel 2018 ad aprire Il Giornale di Pantelleria.

Cultura

Bilancio molto positivo per la “Simana dû Sicilianu” Celebrata in tutto il mondo. Rese note 7 regole per scrivere bene in siciliano

Matteo Ferrandes

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Lo scorso 7 aprile si è conclusa la “Simana dû Sicilianu”, cominciata il 31 marzo. Quest’iniziativa è stata proposta da Nick Panzarella, un siculo-americano di seconda generazione che ha messo su un gruppo di persone e un sito internet per dare corpo all’idea. La “Simana” è stata promossa da diverse associazioni di tutto il mondo tra le quali le 18 che fanno parte dell’AUCLIS (Associazioni Unite per la Cultura e la Lingua Siciliana). L’intento era quello di promuovere l’uso della lingua siciliana anche in quei contesti dove la usiamo poco o niente, promuoverne il suo studio e il suo uso sui social. I protagonisti della “Simana” sono state le singole persone che hanno voluto aderire all’iniziativa, modificando per l’occasione i loro comportamenti linguistici e dedicando un po’ di tempo a studiare il siciliano. «Il bilancio che faccio di questa Simana, che si è celebrata quest’anno per la prima volta – dice Nick Panzarella – è molto positivo, forse oltre ogni aspettativa. Numerosi siciliani, in Sicilia e all’estero, vi hanno aderito; pure alcune testate giornalistiche, alcuni personaggi pubblici e influencer hanno voluto celebrarla ed anche promuoverla». Durante questa settimana alcuni siciliani si sono cimentati, spesso per la prima volta, col siciliano scritto, pubblicando sui social post nella lingua dell’Isola. Per loro non è stato facile e i dubbi e gli errori sono stati tanti ma lo spirito della settimana era: “parlare male in siciliano è sempre meglio di non parlarlo affatto”.

A conclusione di questa iniziativa, le due organizzazioni che si occupano esclusivamente di lingua siciliana, la Cademia Siciliana e l’Accademia della Lingua Siciliana, convengono su 7 importanti regole da far arrivare a tutti coloro i quali volessero scrivere correttamente in siciliano. Li elenchiamo a seguire:

1. Il rotacismo, cioè la trasformazione del suono della D intervocalica o a inizio di parola in R, fenomeno che avviene in molte parti di Sicilia ma non dovunque, non si evidenzia nello scritto dove lasceremo la D etimologica. Esempi: diri e non riri; dumani e non rumani.
2. In siciliano la B e la G (e, in alcune zone anche la R e la D) in inizio di parola si pronunciano sempre doppie ma non evidenzieremo nella scrittura tale fenomeno della lingua parlata; per cui scriveremo Bonu (e non Bbonu), Gebbia (e non Ggebbia), Rota (e non Rrota), Dui (e non Ddui)
3. Ogni qualvolta la parte iniziale di una parola, venendo a contatto nel parlato con la parte finale di quella che la precede, cambia di suono, tale cambiamento non viene evidenziato nella scrittura; pertanto scriveremo tri cani (e non tri ccani), tri jorna (e non tri gghiorna), un jornu (e non un gnornu)
4. Quando vogliamo scrivere un termine nella sua forma abbreviata (ove esistesse), mettiamo l’apostrofo ad indicare la caduta di parte del termine intero:  su’ = sunnu; ‘ccattari = accattari; se la forma intera non è più usata da nessuna parte, allora non c’è bisogno di mettere l’apostrofo: gnuranti (anziché ‘gnuranti)
5. In alcune zone e in alcuni casi la R che precede un’altra consonante viene pronunciata I (‘vocalizzazione’), in altre zone scompare e, in entrambi i casi, la consonante che segue viene pronunciata doppia; questi fenomeni del parlato non saranno considerati nella scrittura, dove rispetteremo l’etimologia, per cui scriveremo, ad esempio, portu e non pottu o puoittu
6. In alcune zone della Sicilia esiste la dittongazione metafonetica o quella incondizionata; nessuna di esse trova riscontro nella scrittura per cui scriveremo fora e non fuora, bonu e non buonu, buanu o buenu.
7. Tranne i monosillabi, nessuna parola in siciliano termina per O o E, a meno che non siano accentate.

 
 

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Cultura

Ragusa, al Centro Studi Rossitto la conferenza “Antonio Brancati, martire della Resistenza”

Redazione

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Antonio Brancati, martire della Resistenza

 

Martedì 23 aprile 2024, alle ore 18.00, al Centro studi “Feliciano Rossitto” – Via Ettore Majorana, 5 – Ragusa -, si terrà un’iniziativa storico-culturale dal titolo “Antonio Brancati, Martire della Resistenza”. Giovanni Brancati parlerà della vita dello zio Antonio (classe 1920, di Ispica) che all’età di 23 anni è stato condannato a morte assieme ad altri 10 giovani. La fucilazione è eseguita il 22 marzo 1944. La strage è consumata presso Maiano Lavacchio, località rurale nelle campagne tra Grosseto e Magliano in Toscana.

Dopo i saluti di Giorgio Chessari (presidente del Centro studi F. Rossitto) interverrà Gianni Battaglia (presidente Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – Ragusa).

L’iniziativa è resa possibile grazie alla collaborazione del Centro studi F. Rossitto con l’ANPI di Ragusa.

 

Antonio Brancati nasce a Ispica (Rg) il 21 dicembre 1920. Conseguito il diploma di maestro elementare, si era iscritto all’Università per laurearsi in medicina. Chiamato alle armi, era diventato allievo ufficiale di Fanteria. All’annuncio dell’armistizio, Brancati tentò inutilmente di tornare in Sicilia e, datosi alla macchia con altri commilitoni riuscì, il 1° marzo del 1944, a mettersi in contatto col Gruppo di organizzazione del Comitato militare del CLN di Grosseto. Divenuto partigiano combattente, pochi giorni dopo il giovane fu sorpreso, con altri dieci suoi compagni, sul Monte Bottigli, durante un rastrellamento nazifascista. Subito processati da un improvvisato Tribunale straordinario, Brancati e i suoi compagni furono fucilati vicino alla scuola di Maiano Lavacchio. Era il 22 marzo 1944.

fonte: https://www.anpi.it/biografia/antonio-brancati

 

Giuseppe Nativo

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Cultura

Palermo, in arrivo ai Cantieri Culturali Zisa l’expò del vinile per “Record store day”

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AI CANTIERI CULTURALI ALLA ZISA ARRIVA L’EXPÒ DEL VINILE EDIZIONE “RECORD STORE DAY”: ALLO SPAZIO NOZ SI FESTEGGIA LA GIORNATA DEDICATA AI NEGOZI DI DISCHI DI TUTTO IL

MONDO

Aprile è il mese cui i proprietari dei negozi di dischi, con il loro staff, alcuni artisti e diversi clienti, celebrano il ruolo, importantissimo sul piano culturale, che svolgono questi luoghi all’interno della loro comunità. Sabato 20 si celebra infatti il Record Store Day, una giornata mondiale che coinvolge ovviamente anche numerosi collezionisti e semplici appassionati. Anche Palermo tra le città che prenderanno parte ai festeggiamenti. Per l’occasione, infatti, l’Associazione Artigianando organizza l’“Expò del vinile – Record Store day 2024” un’edizione speciale che si svolgerà all’interno dello Spazio NOZ (Nuove Officine Zisa), ai Cantieri Culturali alla Zisa, sabato 20, dalle 10 alle 23, e domenica 21 aprile, dalle 10:00 alle 22:00 (Ingresso libero). L’area del Noz dispone anche di un ampio e comodo parcheggio gratuito. All’interno del padiglione 20 di Via Paolo Gili 4 (in fondo al viale principale a sx), i molti appassionati di musica e amatori, ma anche i semplici curiosi, potranno trovare diversi spazi con oggetti da collezionismo, attrezzature musicali, moda vintage, spazi handmade e ovviamente migliaia di vinili e cd e tanta e diversa musica da ascoltare, oggetti di culto da conservare e tanto altro. «L’Expò del vinile – dichiara Luca Tumminia, organizzatore e Presidente dell’Associazione – è uno degli eventi che organizzo che amo molto. Il disco in vinile mi ha sempre affascinato: la copertina, le foto al suo interno, le edizioni speciali. Sapere che ancora oggi sono moltissimi a cercarlo e a ricercarlo mi rende felice. Il disco è un bellissimo oggetto che ha rischiato di scomparire per sempre e avremmo davvero perso qualcosa di speciale. È una vera e propria opera d’arte in miniatura che bisogna continuare a salvaguardare. Quando ho saputo qualche anno fa – conclude – del Record Store Day ho subito pensato che anche Palermo doveva prendere parte ai festeggiamenti». Nato nel 2007 nei soli Stati Uniti, coinvolgendo più di 1400 punti vendita presenti, il Record Store Day è oggi diventato un appuntamento fisso organizzato da ogni negoziante di dischi presente in tutto il mondo. Inoltre, vista l’importanza e la grande attenzione mediatica che questa giornata ha ormai raggiunto in questi anni, diverse etichette discografiche, dalle più grandi alle più piccole, realizzano appositamente alcuni prodotti promozionali e programmano uscite discografiche, in vinile o in CD e diverse ristampe, molte delle quali in edizioni speciali, per festeggiarla.

Evento https://www.facebook.com/events/1070646737343052?locale=it_IT

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