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Pantelleria, Elezioni Europee: affluenza del 20% alle urne alle ore 19

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Come detto stamattina, oggi, 26 Maggio 2019 in tutta Italia sono aperti i seggi per le Elezioni Europee, ecco un aggiornamento sull’affluenza alle urne.

Stamattina, alle ore ore 12.00, l’affluenza alle urne è stata solamente del 7%, come accade spesso in questi casi, nel pomeriggio si è verificato un aumento, portando l’affluenza al 20.2% per un totale di 1500 votanti.

Ricordiamo che a Pantelleria, gli aventi diritto al voto sull’isola sono poco più di 5000.

Su tutto il territorio Italiano invece, alle elezioni europee hanno votato il 41,92% tra gli oltre 51 milioni di cittadini italiani aventi diritto. E’ quanto risulta dal sito del ministero dell’Interno, secondo cui l’affluenza è in aumento rispetto al precedente appuntamento, che risale al 2014. I dati riguardano tutte le 7.915 sezioni in cui i cittadini sono chiamati a votare. Cinque anni fa l’affluenza finale fu pari al 58,6%.

Ricordiamo che le urne chiuderanno alle 23 e di andare a votare, perché partecipare all’agone politico è vitale per la nazione da un punto di vista sociale, economico e culturale.

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Nato a Pantelleria, classe ’93, fin da giovane appassionato del mondo Tech, vive gli anni delle superiori nel Bolognese, studiando “Arredamento e design”, successivamente si specializza nel settore del Web Marketing. Unisce il lavoro da freelancer con la passione per i viaggi, sviluppa strategie complete per la crescita online delle aziende, dalla prima bozza al prodotto finale, portandole nelle prime posizioni su Google e sui social, ma mettendo sempre in primo piano l’utente. Con l’obiettivo di crescere e migliorarsi costantemente e alla continua ricerca di sfide sempre più complesse, sceglie di collaborare con Il Giornale Di Pantelleria rivoluzionando il progetto e ottenendo continue soddisfazioni per i risultati aggiunti.

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Messina, Cateno De Luca: “Il mio obbiettivo diventare Sindaco della Sicilia”

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La tutela dei diritti dei Siciliani: dal blocco pacifico dello Stretto si avvia la fase di una nuova spinta meridionalista
La nota di Cateno De Luca pubblicata sui social
Interrotta la mia protesta pacifica del blocco dello Stretto, continuo a chiedere che il Consiglio dei ministri faccia proprio il contenuto delle due ordinanze dei due presidenti Musumeci e Occhiuto, adottati dai due Governatori delle Regioni Sicilia e Calabria per consentire l’attraversamento senza green pass rafforzato lungo lo Stretto di Messina.
Ad oggi non abbiamo ricevuto nessuna risposta dal Governo nazionale, confidiamo che proceda con l’estensione della deroga già prevista per le isole minori. Nell’attesa, anzi proprio lì dove ero accampato, alla rada San Francesco, ho firmato lo scorso 17 gennaio, le mie dimissioni che saranno efficaci come prevede la legge dopo 20 giorni, quindi sarò Sindaco di Messina sino alle ore 23.59 di domenica 6 febbraio.
A seguire verrà nominato dal Governo regionale un Commissario che gestirà la fase transitoria, circa tre mesi, fase che condurrà alle elezioni amministrative, probabilmente a fine maggio. Io non andrò via da Messina e vi assicuro che mi ricandido. Ma sono stato costretto a dimettermi perché in questi tre anni è stato molto difficile lavorare. Insieme alla mia squadra di Assessori abbiamo lavorato con il cosiddetto “freno a mano”, operare in queste condizioni è ormai diventato impossibile e logorante.
Pertanto, la legislatura si interrompe. Peccato, potevamo fare molte più cose se avessimo avuto un Consiglio comunale non rappresentato per la maggioranza da creduloni e ingenui: “asini volanti.
Il mio obiettivo è diventare Sindaco della Sicilia, di questa Sicilia per tutelare i diritti dei siciliani, ma comunque da Messina non vado via. Alle prossime elezioni mi ricandiderò anche a Messina, ovviamente il popolo è sovrano, e se i messinesi decideranno così la città avrà un sindaco o una sindaca scelto all’interno della mia Giunta.
Sarò il capolista per fare il Presidente del Consiglio comunale, ruolo che non ho mai ricoperto, un ruolo importante perché mi consentirà di candidarmi a Presidente della regione siciliana, in quanto da Sindaco non posso candidarmi a Governatore perché la legge non lo permette.
Se i messinesi lo vorranno tornerò a Palazzo Zanca da Presidente del Consiglio comunale. Una carica importante che mi permetterà di potere revisionare l’inaccettabile attuale Regolamento comunale che ha consentito in questi anni, agli attuali consiglieri, di rallentare e boicottare la nostra azione amministrativa grazie al voto di astensione, strumento che è stato ripetutamente utilizzato, nonostante gli attuali rappresentanti del Consiglio comunale, avevano assunto con il sottoscritto l’impegno ad ottobre del 2018 di apportare modifiche, perché concordi che il voto di astensione secondo l’attuale regolamento consente a quei consiglieri che non hanno il coraggio di assumersi le proprie responsabilità di astenersi per non votare contro. Ciò perché l’attuale regolamento equipara l’astensione al voto contrario.
Il mio impegno assunto già nel 2018 è stato lavorare per Messina; voglio continuare a lavorare per Messina e i messinesi; voglio continuare a lavorare per la Sicilia e i siciliani e auspico di avere le condizioni per potere agire in tal senso.
Oggi Messina è diventata protagonista grazie alla scelta che i messinesi hanno fatto il 24 giugno 2018, siete voi a contribuire a fare diventare Messina un trampolino di lancio per la Sicilia, noi possiamo scrivere una nuova pagina di storia politica di tutta l’Italia perché dalla Sicilia può partire finalmente quel movimento meridionalista che sappia fare le barricate nei confronti di uno Stato che continua a ignorarci.
Tutto riparte da Messina.
Questa è una scommessa che faccio insieme a voi, non mi va che il Meridione continui ad essere calpestato e derubato, non mi va che il Presidente della Regione siciliana non venga preso mai in considerazione, non mi va che tutti noi siamo considerati sudici, diventato ormai acronimo di SUD, Basta la storia si scrive da Messina per lanciare questo progetto.
I messinesi, a maggio, e i siciliani poi il 6 novembre 2022 voteranno per il Governatore della Sicilia, e a seguire a marzo del 2023 si voterà per il rinnovo del Parlamento nazionale, e proprio dalla Sicilia deve partire questa spinta meridionalista, se sta bene il Meridione sta bene tutta l’Italia. La Sicilia non ha bisogno di carità, ma di giustizia, dobbiamo abbattere tutte quelle cause che per anni hanno determinano di essere considerati in uno status di inferiorità.
Non prevedere una deroga per la Sicilia e la Calabria in una fase di emergenza sanitaria bloccando l’attraversamento dello Stretto dei siciliani, calabresi e di coloro che erano in transito è stato l’esempio eclatante del suddetto status.
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Pantelleria, nominato il nuovo assessore: Ferreri subentra a Gutterez. Ecco la nuova giunta

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Ferreri si occuperà di Gestione Immigrati, Attività Produttive, Sportello Unico, Programmazione, Politiche Attive sul Lavoro, Cimiteri, Partecipazione e Trasparenza

Ha firmato stamattina la nomina, alla presenza del Sindaco Vincenzo Campo, della Giunta e del Vicesegretario, Fabrizio Maccotta, il nuovo assessore della Giunta pantesca, Leonardo Germano Ferreri.

L’Assessore Ferreri prende il posto dell’ex-Assessore Gutterez dimessosi a fine anno per impegni lavorativi. Con l’occasione c’è stato anche una ridistribuzione delle deleghe che erano di Gutterez e quelle del Sindaco.

L’Assessore Ferreri avrà le deleghe: Gestione Immigrati, Attività Produttive, Sportello Unico, Programmazione, Politiche Attive sul Lavoro, Coordinamento Servizi Cimiteriali, Partecipazione e Trasparenza.

Rimangono invariate le deleghe del Vicesindaco Maurizio Caldo, e degli Assessori Angelo Parisi e Francesca Marrucci, mentre il Sindaco Campo assume le seguenti deleghe: Protezione Civile, Pianificazione, Polizia Municipale, Agricoltura, Rapporti con il Parco, Politiche di Bilancio, Patrimonio e Tributi, Politiche dello Sport.

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Il Cavaliere Silvio Berlusconi nuovo presidente della Repubblica…? Il manifesto di Forza Italia elenca i meriti fra cui “eroe della libertà”

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Berlusconi è il candidato del centrodestra al Quirinale. Matteo Salvini, dopo che nei giorni scorsi si era parlato di dubbi della coalizione sul leader di Forza Italia, ribalta ancora la situazione: “Centrodestra compatto e convinto nel sostegno a Berlusconi, non si accettano veti ideologici da parte della sinistra – dice il segretario della Lega – Spero che nessun segretario e nessun partito si sottraggano al confronto ed alla responsabilità”. Salvini ce l’ha con i partiti di centrosinistra, che non si siederanno mai al tavolo unitario a cui lui li vuole portare per parlare della candidatura di Berlusconi. Chiaramente è inaccettabile per il Movimento 5 Stelle, ma ancora di più per Letta e idem.

Insomma, per Berlusconi la caccia è aperta. Tanto che ormai è diventata una questione su cui scherzare tra parlamentari: “Non mi ha chiamato e mi sono lamentato – scherza il deputato di Italia Viva, Roberto Giachetti, con Matteo Renzi – È possibile che abbia chiamato tutti tranne me? Eppure, mi sono dato da fare in più di un’occasione per difenderlo”.

Dura, invece, la deputata del Partito Democratico e responsabile esteri Lia Quartapelle: “Fare shopping nel gruppo Misto non mi sembra una cosa seria, né che fa onore alla storia di Silvio Berlusconi – spiega a Rainews24 – Su questo bisogna riflettere”.

E intanto Rosy Bindi propone: “L’uscita dall’Aula per fare l’unica conta vera, quella che avrebbe importanza per far capire chi davvero non vuole Silvio Berlusconi. Io trovo singolare anche solo che si sia pensato seriamente che Berlusconi possa diventare Presidente della Repubblica”.

Salvatore Battaglia Presidente Accademia delle Prefi

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