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Cultura

Pantelleria e la storia della sua aviazione allo Stato Maggiore dell’Aeronautica: il Macchi 205 e il pilota Andrich

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Una grande operazione di recupero e restauro.

Tra i partners non militari: Ente Parco di Pantelleria, SMEDE e Fondazione Armani

E’ stato un pomeriggio all’insegna della storia dell’aviazione militare, quello che ieri, 4 marzo 2024, si è tenuto presso l’Auditorium dello Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, in Roma Viale Pretorio.
Una storia fatta di guerra, aerei e uomini e ricostruita durante la conferenza con emozione e commozione, davanti alla famiglia del pilota del velivolo Macchi 205 “Veltro”: Alvise Andrich.

Le voci narranti della storia del Macchi 205 a Pantelleria

L’evento, moderato dal giornalista Vincenzo Grienti, ha visto l’apertura da parte del  Gen. BA Urbano Floreani, Capo del 5° Reparto SMA – Comunicazione, che ha sottolineato: “i più grandi monumenti agli eroi caduti in battaglia non sono fatti di marmo ma sono in fondo al mare, sotterrati tra dune dei deserti aridi e tra nuvole di cieli lontani. Questa storia è dedicata ad un eroe, un asso, che ha continuato a volare dopo l’incidente che l’ha visto protagonista. Il recupero però è dedicato a tutti coloro che non sono rientrati a casa. Questo è il motivo per il quale il 5° Reparto dell’Aeronautica Militare si è imbattuto in questa impresa.”

E per raccontare questa storia, sono intervenuti tutti gli attori della missione di recupero e restauro del Macchi 205: il Gen. Isp. Capo Basilio Di Martino, storico aeronautico già Presidente del Comitato per il Centenario dell’Aeronautica Militare; il Col. Franco Linzalone, Comandante del Distaccamento Aeroportuale di Pantelleria; il figlio del Cap. Andrich, Renato Andrich; l’operatore subacqueo dell’OTS Green Divers Antonello D’Aietti, che nel 2007 ha individuato il relitto al largo di Pantelleria; il Capitano di Corvetta Sebastiano Sgroi, del 3° Nucleo Operatori Subacquei della Guardia Costiera di Messina; il prof. Roberto La Rocca, della Soprintendenza del Mare Regione Siciliana.

Tutti personaggi fondamentali per la ricostruzione materiale e non di un pezzo di storia dell’aviazione militare italiana, che vedeva Pantelleria “laboratorio” nella Seconda Guerra Mondiale, nell’operazione denominata dagli americani “Corkscrew”, ovvero cavatappi, dove la nostra isola rappresentava proprio il tappo da far saltare.
 

 La storia del Macchi 205: l’abbattimento e il salvataggio del pilota Andrich

Il velivolo, operativo presso il 1° Stormo Caccia, era andato disperso nel 1943 durante la difesa di Pantelleria da parte della Regia Aeronautica, per poi essere individuato nel 2007 e recuperato nel 2023.
Lo studio dei reperti ha portato all’identificazione del pilota, il Sottotenente Alvise Andrich, Asso della Seconda Guerra Mondiale, pluridecorato al Valor Militare, abbattuto in data 8 giugno 1943.
Andrich si  salvò lanciandosi col paracadute e venne recuperato da una motovedetta tedesca.

 Il patrimonio storico del Macchi a Pantelleria

Ci sono voluti 16 anni per arrivare al recupero, dal primo avvistamento di D’Aietti.
Ora, era il momento di concretizzare il recupero e comincia l’iter insieme all’ex comandante della Guardia Costiera, Ten. di Vascello Antonio Terrone.
Il Col. Linzalone, nel ripercorrere le tappe,  che hanno portato a questa giornata di storia, ha raccontato ”Quando ho visto per la prima volta il relitto, i suoi pezzi mi hanno trasmesso una forte emozione per la testimonianza che rappresentano anche per la sinergia efficace tra più istituzioni”.
Il Macchi C.205 Veltro è il miglior aereo da caccia italiano della Seconda Guerra Mondiale e si tratta dell’evoluzione del Macchi C.202 Folgore.
Entrò in servizio per la prima volta proprio a Pantelleria nell’aprile 1943.
Qui, il Comandante nel ringraziare i privati che hanno partecipato all’impresa fa menzione della SMEDE, dell’Ente Parco e della Fondazione Armani.

Gaetano Bonomo – Smede e Antonello D’Aietti Green Divers

Il recupero e il restauro 

L’aereo fu scoperto a largo di Pantelleria nel 2007, a circa 30 m di profondità a 700 m dalla costa,  contrada Mursia, e recuperato tra aprile e ottobre 2023 grazie alla collaborazione tra Aeronautica Militare, Capitaneria di Porto – Guardia Costiera, Soprintendenza del Mare e OTS Green Divers.

Il progetto di restauro prevede la costruzione di una struttura in legno e acciaio che riproduce la forma dell’aereo. Alla fine dei lavori, il velivolo sarà esposto presso l’Hangar Nervi dell’Aeroporto di Pantelleria, da dove il velivolo operava durante la guerra.

In mare, intanto, verranno eseguiti altre operazioni: si creeranno delle griglie nella zona del recupero, con lo scopo di allargare il raggio d’azione delle ricerche, perchè, come ha detto il Cap. Sgroi: “Anche un bullone appartenuto al Macchi” ha valore.

Se alla scoperta l’aeroplano, in fondo al mar, rappresentava un richiamo di esclusiva visita per i sub advanced, ora lo sarà per chiunque.

La famiglia di Andrich e l’aiuto social

Com. Franco Linzalone, Renato Andrich, T.d.V. Antonio Terrone

Commosso visibilmente da quel momento dedicato al padre  Alvise, anche il figlio Renato Andrich ha preso la parola per parlare del padre, della perdita quando era bimbo con sua sorella, per essersi sacrificato in volo, dopo aver messo in salvo copilota e passeggeri militari, andando a schiantarsi in una zona che non fosse abitata, nel 1951. Con la promessa di venire a visitare il Macchi 205 a Pantelleria, accompagnato dalla figlia Lucilla, giornalista, il medico si è pronunciato con un pensiero anche rivolto alla mamma, ai sacrifici, ai dolori che ella visse dopo la tragedia.

La curiosità, in questa storia così imponente è anche nella semplicità di certe cose. 
Ad un certo punto si voleva provare a contattare la famiglia del pilota.
Come fare le ricerche? In una epoca social, si risolve molto proprio attraverso essi. Così si è arrivati dapprima a Lucilla, tramite facebook e poi a Renato.


L’Aeronautica Militare e la passione per la storia

L’Aeronautica Militare è da sempre fortemente impegnata in attività di valorizzazione della storia operativa, industriale e tecnologica del volo in Italia, anche attraverso lo sviluppo di un polo museale diffuso, che vede nel MUSAM – Museo Storico dell’Aeronautica Militare, a Vigna di Valle, il principale luogo di aggregazione del patrimonio storico aeronautico.

Il Macchi C.205 Veltro
Il Macchi C.205 Veltro, il miglior aereo da caccia italiano della Seconda Guerra Mondiale, è l’evoluzione del Macchi C.202 Folgore ed entrò in servizio proprio a Pantelleria nell’aprile 1943. Fu il primo caccia italiano in grado di confrontarsi alla pari con gli avversari dell’epoca, pur in condizioni di schiacciante inferiorità numerica.

Il relitto dell’MM9310 (motore, longheroni alari con carrello e mitragliatrici) 

La ricerca delle fonti documentali e archivistiche, tra cui l’archivio dell’Ufficio Storico dell’Aeronautica Militare, dell’Aermacchi e l’Archivio Centrale dello Stato, ha portato all’analisi del Libretto Personale dell’Asso dell’Aeronautica Militare Cap. Alvise Andrich, individuato come pilota del velivolo e all’epoca Sottotenente.

Brevi interviste

Al Comandante del Distaccamento dell’Aeronautica Militare, Colonnello Franco Linzalone:

Com. Linzalone ed ex vice Daniela La Monica

Comandante questo evento porta una svolta importante non soltanto all’isola, come tassello della sua storia, ma anche per lei, per la sua carriera. “Questo recupero ha significato tanto per l’aeronautica militare, ma soprattutto per Pantelleria, perchè esso rappresenta un recupero di memoria storica. Lo abbiamo detto spesso durante questa conferenza: il recupero della memoria e delle nostre radici ci porta ad aver consapevolezza di quello che siamo e a capire la storia comune.”
Ma quando lascerà il comando del Distaccamento, le rimarrà qualcosa di speciale? “Assolutamente! Un pò di soddisfazione personale c’è. Io sono un appassionato di storia e Pantelleria mi ha dato modo di svolgere il mio compito sono le missioni, ma anche di coltivare certe passioni e questo recupero ha fatto sì che potessi contribuire al valore della storia e al patrimonio dell’Aeronautica e dell’isola. Quindi è stato un abbinamento perfetto!”

All’ex Comandante della Capitaneria di Porto, il Ten. di Vascello Antonio Terrone:

Tenente Terrone, il suo nome si è fatto durante l’esposizione del Com. Linzalone, come se la sua presenza sia stato un passaggio obbligato per il recupero del Macchi. Ci racconti com’è andata. “E’ nato tutto quasi per caso: con il Com. Linzalone ho oltre che un legame professionale, anche una profonda amicizia. Eravamo davanti ad un caffè e lì è nato tutto.
Poi, con audacia e intelligenza abbiamo organizzato il tutto in pochissimi minuti. Avevamo carta bianca e la professionalità era dalla nostra.
E’ stato un piacere vedere realizzato quello che era nato per gioco e arrivare oggi al centro d’Italia a rappresentare questa forbita platea è veramente un grande piacere. La riuscita anche di questo evento mi riempie il cuore di gioia, anche perchè Pantelleria ormai fa parte della mia quotidianità, anche se non sono più sull’isola, avendo ancora un rapporto molto forte anche con gli isolani.

Al direttore del Parco Nazionale Isola di Pantelleria, Dott.ssa Sonia Anelli che ha partecipato insieme al Commissario Italo Cucci:

Comm. Parco Italo Cucci, Com. Linzalone e direttore Parco Sonia Anelli

Direttore, il Parco si fa custode della terra, del mare di Pantelleria ma anche della storia e della cultura. Che proiezione ulteriore ha adesso? “Nel nostro statuto, tra gli obiettivi principali c’è la natura perchè i parchi nazionali nascono principalmente per questo. Ma Pantelleria ha un Parco moderno: oltre che della natura si occupa anche dell’agricoltura e della tradizione. Quindi, noi proseguiamo in questa direzione: la valorizzazione del patrimonio naturale di Pantelleria che è unico. Esso è un mix di Sicilia, Europa e Africa. Si pensi all’agricoltura, appunto, ai muretti a secco.
“Abbiamo collaborato con l’Aeronautica e continueremo a farlo. Consideri poi che ci occupiamo anche della manutenzione dei siti archeologici.

Nella sala gremita dell’Auditorium abbiamo intercettato diversi personaggi di Pantelleria, tra questi, l’ex Comandante della capitaneria Porto, Antonio Terrone, cui abbiamo chiesto 

Dati tecnici del velivolo e biografia di Andrich

Motore: Modello Fiat RA. 1050 RC. 58, 1.475 CV
Velocità: 646 km/h
Tangenza: 11.000 m
Armamento: 2 mitragliatrici 12,7 mm; 2 mitragliatrici 7,7 mm
Autonomia: 1000 km
Lunghezza: 8,45 m

Alvise Andrich

Alvise Andrich nasce a Vallada Agordina, in provincia di Belluno, nel 1915. Il fratello Giovanni è un grande alpinista e amico del re del Belgio, Leopoldo, suo compagno di arrampicate. Anche Alvise da giovanissimo inizia ad arrampicare. In breve dimostra una eccezionale maestria e diventa protagonista dell’epopea del sesto grado, in particolare nel gruppo del Civetta. Nonostante il breve periodo di attività, svolta fra il 1934 e il 1936, ancora oggi numerose vie di arrampicata sulle Alpi portano il nome di Alvise Andrich.

Alvise Andrich

Arruolatosi nel 1936 nella Regia Aeronautica, per cui combatte in diversi teatri operativi come pilota, nel giugno del 1943 partecipa alla difesa di Pantelleria e viene abbattuto. Sopravvissuto lanciandosi col paracadute, nel 1944 si unisce all’Aeronautica Cobelligerante e torna a volare sul P-39 Aircobra, entrando a far parte del 4° Stormo Caccia. È stato compagno di volo di quello che in seguito è divenuto il Generale Bertolaso: entrambi veneti, Alvise è di tre anni più grande e vengono chiamati “el vecio e il bocia”. Per gli atti di coraggio in guerra riceve due medaglie d’argento e due di bronzo al Valor Militare e tre croci di guerra al Valore.
Dopo la Seconda Guerra mondiale, continua la carriera di Ufficiale in Aeronautica Militare, che finirà col grado di Capitano.
Muore il 17 ottobre 1951, ai comandi di un Beechcraft C-45F Expeditor durante una missione di trasferimento sull’Appennino a causa di una formazione di ghiaccio sulle ali. Rimanendo al posto di pilotaggio durante il precipitare dell’aereo, ha consentito agli altri membri dell’equipaggio di gettarsi con il paracadute, riuscendo a schivare un paese e a evitare una strage.
Per l’atto di eroismo ottenne la medaglia d’argento alla Memoria.

Marina Cozzo è nata a Latina il 27 maggio 1967, per ovvietà logistico/sanitarie, da genitori provenienti da Pantelleria, contrada Khamma. Nel 2007 inizia il suo percorso di pubblicista presso la testata giornalistica cartacea L'Apriliano - direttore Adriano Panzironi, redattore Stefano Mengozzi. Nel 2014 le viene proposto di curarsi di Aprilia per Il Corriere della Città – direttore Maria Corrao, testata online e intraprende una collaborazione anche con Essere Donna Magazine – direttore Alga Madia. Il 27 gennaio 2017 l'iscrizione al Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti nel Lazio. Ma il sangue isolano audace ed energico caratterizza ogni sua iniziativa la induce nel 2018 ad aprire Il Giornale di Pantelleria.

Cultura

Pantelleria, ieri successo per l’inaugurazione della mostra di Samuel Gorgone, il poeta fotografo

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Un successo per l’artista e per Le alcove di  van der Grinten *spaces for the urban arts – V I D E O

Ieri 6 giugno, presso Le alcove di van der Grinten *spaces for the urban arts, si è tenuta l’inaugurazione della mostra fotografica di Samuel Gorgone, definito il poeta fotografo, dal patron dell’associazione, Gereon Pilz.

Tantatissima gente ha partecipato e dato vita al successo, intrattenendosi tra gli scatti suggestivi che troneggiavano discreti e fieri al contempo, tra le alcove. Tra essa, un cuorioso e compiaciuto Vicesindaco Adele Pineda si è attardato per ammirare.

E’ stato proprio da Gereon Pilz ad intercettare il talento, sui social, riscontrando molto poetiche le didascalie che arricchiscono ciascun scatto e che presto speriamo vengano raccolte magari in un in libro.

Nello scambiare due battute, l’autore ci ha raccontato di come è nata la passione per la fotografia “Dovevo scegliere di fare un corso per i crediti scolastici, tra le offerte quello con Mario Valenza (il famoso e stimato fotografo dell’isola).”
In età adulta, ho ripreso in mano la macchina fotografica e cominciato a scattare scorci di Pantelleria, volti che si alternano a vento, gioventù che sfida le altezze e l’impetuoso mare.”

Abbiamo notato la presenza di anziani “Loro sono la nostra cultura, la nostra storia e con la mia attività ne incontro molti e mi piace ascoltarli.”

Un ragazzo talentuoso, composto e umile, che sa entrare nel cuore della gente con il suo garbo e la sua fotografia.

Un collettivo brindisi ha sugellato un momento molto emozionante per il nostro Samuel, come si vede nel video di seguito.

E’ possibile visitare la mostra dal lunedì al sabato, ore 11-13 / 17-20
E su appuntamento

Video

 

Per seguire Samuel Gorgone: https://www.instagram.com/samu_go?igsh=MTcyZjdxYTZxd2gwaQ==
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Spettacolo

Marsala, rassegna “Malìa e Incanto”: libri, teatro e concerti per aprire l’estate al femminile

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Il cartellone prodotto dall’Officina artistica Carpe Diem, dal 26 giugno al 16 luglio, accoglie sei eventi che si terranno tra la Terrazza Carpe Diem, il Jiardino di Assud e gli Opifici Bianchi. Tra gli ospiti: la scrittrice Ester Rizzo con il suo ultimo libro su Bertha Benz, Ester Pantano in concerto con “Vucchi i l’arma”, Chiara Putaggio con “A strega du mare”, poi ancora un concerto omaggio a Ornella Vanoni dal titolo: “La voglia e la pazzia” a cura degli artisti del Carpe Diem, l’attrice e autrice Giada Costa con la sua “Angelica”, per finire con il concerto “Radica” di Francesca Incudine
 
Femminile, plurale. È questa la declinazione della seconda edizione della rassegna “Malìa e Incanto”, promossa dall’Officina artistica Carpe Diem che prenderà il via dal 26 giugno e si conclude il 16 luglio. Si tratta di sei appuntamenti, tra libri, concerti e peace teatrali che si terranno in tre diverse location: la Terrazza Carpe Diem, u Jiardino di Assud e gli Opifici Bianchi.  Si comincia venerdì 26 giugno proprio nella Terrazza Carpe Diem, alle 18,30, con la presentazione del libro di Ester Rizzo “Bertha Benz. Le 100 miglia che cambiarono la storia” della Navarra Editore. Alle 18,30 l’autrice insieme a Giusy Agueli, presidente dell’associazione Palma Vitae racconterà una storia vera: “vissuta nella seconda metà dell’Ottocento, nello Stato prussiano – spiega Ester Rizzo –. La genialità e l’intraprendenza di Bertha Benz furono determinanti nella nascita dell’automobile, invenzione che rivoluzionò il modo di vivere e di spostarsi di milioni di persone, ma la sua figura è rimasta offuscata dalla fama del marito Karl Benz, a cui furono attribuite tante invenzioni sui motori, dal momento che, a quell’epoca, alle donne non era concesso brevettare. Madre di cinque, tra figli e figlie, non smise mai di dedicarsi allo studio, alla ricerca scientifica e all’innovazione tecnologica. La sua vita e la sua impresa rappresentano ancora oggi un’eredità preziosa per riflettere su stereotipi e pregiudizi”.  A dar voce alla sua storia sarà Luana Rondinelli. L’ingresso è libero e gratuito.
 
La rassegna continua con un’interprete d’eccezione Ester Pantano che giovedì 2 luglio sarà protagonista del concerto “Vucchi i l’arma” con il sassofonista Giovanni Balistreri e il tastierista Vincenzo Piccione Pipitone. L’appuntamento è negli Opifici Bianchi alle ore 19. Uno spettacolo intenso che promette di toccare, in musica, l’anima siciliana dei presenti e della Sicilia stessa. Ingresso con biglietto pari a 18 euro più diritti di prevendita. È possibile acquistare i biglietti per on line su tickettando o presso l’agenzia I Viaggi dello Stagnone
   
Sabato 4 luglio la Terrazza Carpe diem alle 18:30 accoglierà la presentazione di “A strega du mare” libro di Chiara Putaggio edito da Mohicani. Si tratta di una trasposizione della fiaba della Sirenetta che però si nutre di echi classici, ambientata tra il mare e la terra dell’antica Lilybeo al tempo della battaglia delle Egadi. Un testo in poesia e prosa, che danza tra la lingua siciliana e quella italiana, tra il registro comico e quello drammatico. A moderare il pomeriggio sarà Giada Costa, mentre a dar voce ai personaggi narrati saranno: Stefania Parrinello, Nadia Zannelli, Marilena Colicchia, Loredana Salerno, Eleonora Bongiorno, Angela Alagna e Daniele Bertolino. A condire la magia dell’evento le musiche di Gregorio Caimi con la voce di Riccardo Patti.
 
Mercoledì 8 luglio alle ore 19 nel Jardino di Assud sarà di nuovo protagonista la musica con il concerto omaggio a Ornella Vanoni dal titolo: “La voglia e la pazzia”. Una full immersion nell’incanto della musica di una delle più grandi artiste della musica italiana di tutti tempi. Si tratta di una produzione dell’Officina artistica Carpe Diem. Ad esibirsi saranno: Abele Gallo – batteria; Alessio Cordaro – basso; Fabio Gandolfo – piano; Gregorio Caimi – chitarre; Roberta Caly – voce; Lea Pavia -voce; Lucrezia Benigno – voce. Ingresso con biglietto pari a 12 euro più diritti di prevendita.
 
Sabato 12 luglio sarà la volta di una prima teatrale: nel Jiardino di Assud alle ore 19 prenderà vita “Angelica” – di e con Giada Costa. Liberamente ispirato al capolavoro di Ariosto, qui Angelica si fa contemporanea e si affranca dall’immagine di donna correlata necessariamente ad uno o più uomini. Ingresso con biglietto di 12 euro più d.p.
 
La rassegna si conclude giovedì 16 luglio con il concerto “Radica” di Francesca Incudine che si esibirà nel Jiardino di Assud alle ore 19 con i musicisti Manfredi Tumminello e Salvo Compagno. L’artista ennese con la sua voce che è una carezza capace di raggiungere le profondità dell’anima parla ad una Sicilia che non è antica, è eterna, come la luce. Radica scava dentro e illumina e racconta identità e resilienze, speranze e direzioni possibili. Il costo del biglietto è di 12 euro più diritti di prevendita.
 
“La seconda edizione di Malìa e Incanto – spiega Luana Rondinelli, ideatrice della manifestazione culturale insieme a Gregorio Caimi – si caratterizza per questa denotazione fortemente femminile. I libri, i concerti e anche il teatro di Giada Costa sono più che punti di vista, sono storie, sogni, vite, e interpretazioni dell’esistente e del possibile. E anche nel momento in cui si raccontano fiabe, ideali e desideri, esauditi o spezzati, ne emerge una descrizione di ciò che ancora può essere fatto affinché il mondo e il suo futuro siano pari, a partire dall’arte”.
 
“L’Officina artistica Carpe Diem da sempre si impegna per creare sinergie – aggiunge Gregorio Caimi – e Malìa e Incanto ne è un esempio. Un cartellone pieno di parole, scritte e narrate e note, di artisti diversi, che ammalia con i suoi tanti linguaggi e incanta con le speranze che ne derivano. Una varietà pensata per cittadini marsalesi e turisti nella prima parte della stagione estiva”.
 
Biglietti presso sede Carpe Diem via A. Diaz, n.2 per ulteriori informazioni è possibile chiamare il numero +39 39 397 999 88
 

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Cultura

Pantelleria, 6 giugno a Le alcove di van der Grinten mostra di Samuel Gorgone – “Fotografie”

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44 scatti di un giovane fotografo pantesco

Mostra fotografica dal 06.06.2026 – 28.06.2026 – Vernissage 06.06.2026, ore 19 > Corso Umberto I, 48 > Le alcove di van der Grinten *spaces for the urban arts

Samuel Gorgone, è un fotografo che è nato il 17 gennaio del ’92 a Pantelleria dove ha vissuto tutta l’infanzia e dove si è diplomato nel 2011. In ottobre 2011 si sposta a Roma per ben tre anni studiando all’Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata (ISFCI).


Dopo il suo diplomato nel 2014 ha trascorso un paio d’anni a Firenze dove collaborava con due agenzie; una di fotografia e una di video. Nel 2016 torna a Pantelleria per dei problemi di salute di suo padre e lo affianco a lavoro nel suo bar, il Tikirriki.

Quattro righe per una vita – mandato da questo stesso Samuel Gorgone il 28 Gennaio di quest’anno per presentarsi con le sue opere alla candidatura di Pantelleria per la “Capitale italiana del Mare”. > Modestià unica!
Le sue fotografie invece parlano un’altro linguaggio. Sono molto più loquaci ed espressivi di un breve curriculum di quattro righe. Alla fine le sue fotografie sono state scelte per il dossier ufficiale del Comune di Pantelleria per la candidatura. Sono riusciti a convincere i promotori di aver dato un volto a Pantelleria, un ritratto che le parole difficilmente riescono a descrivere.

Lascio allo spettatore attento il piacere di scoprire questa Pantelleria alquanto singolare, con la sua gente, i suoi eccentrici e i suoi lati più aspri, attraverso l’obiettivo del fotografo e poeta Samuel Gorgone. Poeta? Si! Perchè persino i titoli o le didascalie che accompagnano regolarmente le sue fotografie offrono una piacevole sorpresa intellettuale..

Pantelleria 31 Maggio 2026 – Gereon Pilz

Le alcove di van der Grinten *spaces for the urban arts – Corso Umberto I, 48

Mostre estate 2026 06.06. – 28.06.2026 >
Mostra fotografica Samuel Gorgone “Fotografie” 05.07. – 02.08.2026 >
Mostra fotografica Clara Greco “Acquasanta” 08.08. – 30.08.2026 >
Mostra di ceramica Ana Villegas “Paesaggi che si ricordano male

Gruppo artistico romano “SBAGLIATO” >
Porto di Scauri 01.08. – 10.10.2030 > “Non è tutto come sembra” 11 oblò sul frangiflutto di Scauri
Una collaborazione con ‘La collina di Loredana’ e ‘Le alcove di van der Grinten *spaces for the urban arts’

Le alcove di van der Grinten *spaces for the urban arts – Corso Umberto I, 39 “WHITE CUBE” 09.09. – 10.10.2026 > Mostra “Pantelleria – Capitale del mare” >

Progetti per l’isola di Pantelleria da 2000 a 2026 per il 2030

Le alcove di van der Grinten *spaces for the urban arts – Corso Umberto I, 39 “WHITE CUBE” 01.10 – 10.10.2026 > “Laboratorio Pantelleria” > Workshop di urbanistica e architettura con l’università “La Sapienza” Roma

Le mostre sono in collaborazione con il “Circolo Culturale Corso Umberto APS” Circolo Culturale Corso Umberto APS Corso Umberto I, 50 I – 91017
Pantelleria Codice Fiscale 93093050818 Legale rapresentante: Gereon Pilz, nato a Nettetal 20.04.1965 Corso Umberto I, 50 – 91017 Pantelleria
Mail: gereonline@gmx.de
Mobile (I): 0039-379-2677711 – WhatsApp

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