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Cultura

Pantelleria – Aprilia, Le Cossyriane tornano con nuovi membri e nuovo spettacolo ad ottobre – Interviste

Giovanni Di Micco

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E’ stato un ritorno alla grande, quello della Compagnia teatrale Le Cossyriane per piacere del Maggiore, lo scorso 2 giugno, in occasione della celebrazione della Festa della Madonna della Margana.

Dopo un periodo di pausa, per le limitazioni da covid, il gruppo di pantesche si è ritrovato per rappresentare Aprilia-Pantelleria nel gemellaggio tra i due comuni, ideato da una delle componenti, Marina Cozzo, nel lontano 2013. Quando finalmente il sogno diventava realtà lo scorso giugno 2022, la presenza della compagine culturale pantesca era necessario.

Così da allora il gruppo ha recuperato energie e rinnovato il desiderio di ritrovarsi e realizzare siparietti per lo più divertenti, con i quali portare in scena le tradizioni, la cultura e il dialetto panteschi.

Come capita, il gruppo se ha perso due componenti, Angela Belvisi e Angelina Valenza, ne ha guadagnati altrettanti, Salvino Maggiore e Catia Bonomo. 
Il resto è rimasto sempre più  determinato a portare e radicare la cultura pantesca nell’Agro Pontino.

Ma conosciamo meglio i componenti, partendo dalla sceneggiatrice, la regina indiscussa della compagnia:

Caterina D’Aietti

Caterina ci dia qualche riferimento biografico. “Sono nata a Pantelleria in contrada Ruchia e sono arrivata a Via Corsira all’età di 13 anni, nel 1963. Ho seguito la mia famiglia, che lasciava l’isola in cerca di fortuna e stabilità economica.
Che cosa ha lasciato a Pantelleria? “Ho lascito il mio cuore, ho lasciato mia nonna, tanti miei meravigliosi ricordi, ancora vividi nella memoria. Per questo sono molto legata a Pantelleria, alle tradizioni che cerco di rinfrancare qui nel Lazio, quasi da sempre, e sempre solo in dialetto, come in dialetto sono le mie poesie.
Che rapporto ha con Le Cossyriane? “
Con il gruppo, oltre alla soddisfazione di aver portato in scena le storie e le tradizioni e la cultura pantesca. Così qualche anno fa, con marina abbiamo organizzato questa compagnia stupenda. Visti i risultati ottenuti con i precedenti lavori, portiamo avanti questo progetto con grande entusiasmo. Insieme ci divertiamo tantissimo a partire dalle prime letture dei copioni. Poi poter donare al nostro pubblico qualche minuto si felicità e spensieratezza ci dà una grande gioia ed energia.”

Enza D’Aietti


Enza D’Aietti, ci racconti i suoi natali e quando è venuta nell’Agro Pontino. “Io sono nata a Pantelleria Centro, sebbene la mia contrada di appartenenza sia Cimillia. All’età di un anno la mia famiglia si è trasferita qui, nell’Agro Pontino, dapprima a Borgo Isonzo, perchè ivi si trovava già dei parenti, poi  a Via Corsira, dove ho vissuto per 11 anni e, infine, Via Le Ferriere.
Cosa conserva di Pantelleria? Il mio legame con l’isola è stato sempre molto forte: mio nonno, ogni estate veniva a prendermi, con il treno. Io così passavo l’intera estate a Pantelleria. In uno di questi rientri “alla base”, ho incontrato mio marito, Lorenzo Pinna, che dopo qualche tempo di fidanzamento, avendo apprezzato la nostra zona di panteschi pontini, si è trasferito anch’egli, ci siamo sposati e siamo parte molto attiva della comunità. 
Che legame ha con le Cossyriane? “Un legame molto forte: siamo unite dall’amore per Pantelleria, per il dialetto che ci tiene sempre ancora all’isola. Ci divertiamo tantissimo. E’ una bella cosa perchè è un modo divertente di stare insieme portando avanti le nostre origini”.

Annamaria Ferrandes

Ci parli un pò di lei: le sue origini e l’arrivo nell’Agro Pontino. “Sono nata a Tracino, quando a Pantelleria ancora si partoriva in casa, con l’ostetrica dell’isola, tale Mimma. Ho lasciato l’isola nel 1985, a 14 anni, per approdare a Nettuno. Da qui, sempre con la famiglia, ci siamo trasferiti a Le Ferriere, nei pressi del Laghetto Valdoro, zona molto popolata di compaesani. Intanto mi sono sposata, con un pantesco Bruno Casano, che mi ha reso mamma di Marika. Dopo un periodo milanese, siamo tornati nel Lazio, precisamente a Borgo Montello, dove abbiamo acquistato casa. Ma il richiamo verso Pantelleria e la mia gente mi ha rinnovato la spinta a reinserirmi tra di essa, precisamente con la comunità della Cooperativa.”
Come nasce la sua partecipazione con Le Cossyriane? “L’idea del gruppo nasce da Caterina D’Aietti e Marina Cozzo: quest’ultima mi ha chiamata per prospettarmi il progetto. Abbiamo iniziato in punta di piedi e ora siamo più risolute che mai nei nostri progetti. E’ una bella avventura, tra persone che stanno bene insieme: si divertono, si applicano, studiano, si mettono in gioco, con lo spirito di proseguire nel tempo.”

Teresa D’Aietti

Teresa D’Aietti, sorella di Caterina, ci parli di lei e di cosa si sia portata seco di Pantelleria “Io sono nata nel 1949, a Ruchia. Cosa mi sono portata di Pantelleria dentro il cuore? Beh!!… Mi sono portata l’intera isola, che vive sempre nel mio cuore. Del resto sull’isola ho lasciato, appunto, il mio cuore, le mie amicizie, mia nonna, tutti i ricordi. Ho lasciato, diciamo, metà di me stessa. Nell’Agro Pontino, pieno di isolani, io vivo in Via Corsira dove rivivo in qualche misura la stessa Pantelleria, ricordando le tradizioni, la cultura e il dialetto.
Per lei il gruppo teatrale cosa significa? Per me è un punto di partenza per rivivere alcune cose dell’isola che non ho mai dimenticato.”

Simona Brignone


Simona Brignone, pantesca per entrambi i genitori, ci racconti di lei. “Sono nata a Nettuno il 02/02/1973. Quindi non sono nativa di Pantelleria, ma è come se lo fossi. Mia madre è i miei nonni materni sono nativi di Pantelleria, così come mio nonno paterno, che poi, trasferitosi a Tunisi, conobbe mia nonna, si sposò e quindi resto li… il resto è storia…. Furono mandati via da Tunisi, prima in un campo profughi, e poi si trasferirono ad Aprilia, dove anche io ho vissuto fino all’età di circa 5 anni. Dopodiché con la mia famiglia, ci siamo trasferiti qui, alla Coopetativa, una sorta di piccola Pantelleria, ovvero una comunità di Panteschi. Di Pantelleria io personalmente, non ho molti ricordi e non conosco granché, in tutta la mia vita, ci sono stata 4 volte, ma la conosco attraverso le persone che mi circondano, attraverso le loro storie, i loro racconti e soprattutto ne conosco il dialetto, perché alla “Cooperativa”, la lingua che da sempre si parla è il pantesco.”
Lei è un altro membro storico, cosa significa la compagnia per lei? “Il gruppo delle cossiryane, per me, è il significato di quando ero bambina, adolescente, quando con le mie coetanee, ci divertivamo ad imitare le donne più anziane della via, dai spettegulezz che facevano(ed erano tanti, non si salvava nessuno, fino ad arrivare al loro modo di parlare e di essere… ci divertivamo un mondo ed alcuni dei loro modi di essere, Vivono attraverso noi. Noi che oggi appunto, siamo le cossiryane

Marina Cozzo

Anche al direttore del Il Giornale di Pantelleria, membro fondatore della Compagnia, abbiamo posto le stesse domande, per cogliere il comune denominatore, fondamento del gruppo.
Direttore, ci racconti le sue origini:  Sono nata a Latina il 27 maggio 1967, per ovvietà logistico/sanitarie, da genitori provenienti da Pantelleria ed esattamente dalla contrada di Khamma. Il mio sangue , infuocato come lava, audace ed energico che caratterizza ogni mia iniziativa, mi induceva nel 2018 ad aprire Il Giornale di Pantelleria.
“L’idea era di portare la voce dell’isola al di là dei confini del mare, in maniera libera e senza compromessi. E così è avvenuto, al punto che testate e tv nazionali contattano me per notizie di particolari eventi di cronaca di vario genere che si verificano sull’isola.

Come nasce l’idea de Le Cossiryane?
Il giornale funzionava bene da subito e questo mi ha spinta ad avvicinarmi ancora più a Pantelleria e a iniziare a relazionarsi con i panteschi della zona pontina tra Aprilia e Latina. Così, durante una chiacchiera, una bevuta di passito e una sigaretta, con Caterina D’Aietti è venuta ad entrambe, come se pensassero all’unisono, l’idea della compagnia teatrale nel marzo del 2019.
Abbiamo cominciato a reclutare altre fimmine, altrettanto volitive e desiderose di divertirsi. Due componenti ci hanno lasciato, ma subito ne abbiamo trovato altri due: Salvino e Catia. Non abbiamo fatto in tempo a finire la frase “Vi va di unirvi a noi” che già annuivano entusiasti. Ecco, questo sono le Cossiryane! Gente che ha piacere di ritrovarsi, realizzare sipari di cultura, portando la tradizione e la lingua pantesca, vedendo ciascuno tutto questo con spirito magnanimo, senza malizie o retropensieri negativi e, infine, con benevolenza il collega.
“Queste sono le mie Cossiryane,  già all’opera per la prossima avventura teatrale: tutti insieme a rivedere copioni, aggiungere, limare, in armonia, scherzando, ridendo con le lacrime, ma certi che anche per il prossimo lavoro ci sarà un grande impegno e sforzo per raggiungere delle soddisfazioni.
 

Fin qui le veterane del gruppo.
Poi abbiamo i nuovi arrivi, a partire da colui che dà una nuova nota anche al nome:

Salvino Maggiore
Lei è la new entry, anche come genere; l’unico uomo della compagine. Si presenti e ci racconti cosa ha portato con sè da Pantelleria: “Sono nato a Pantelleria il 23 dicembre del 1965, in contrada Farchicalà. Attualmente sono domiciliata, a Borgo Montello. Sull’isola ho lasciato tutti gli amici e mi porto nel cuore tutta la mia infanzia, gli affetti.

Per lei cosa significa il gruppo in cui è entrato a far parte? “Nel gruppo teatrale ho trovato momenti di gioia. Personalmente, per me posso esprimermi come facevo anche a Pantelleria, dove ho vissuto alcune esperienze con la Compagnia Isola di Pantelleria. Adesso ritrovarmi, grazia al loro invito, è stata una felicità. Sono donne piene di energia, che dedicano anima e corpo a questo progetto teatrale.
“Sono molto contento anche perchè posso dare il mio contributo per realizzare cose più belle e anche per ritrovarsi.”

Catia Bonomo

Catia Bonomo, una delle new entry, su cui la Compagnia punta parecchio, ci racconti di sè. “Sono nata a Latina e vivo ad Aprilia, in una zona chiamata, dalla cittadinanza pantesca presente in città, Cufurà.
Che rapporto ha con Pantelleria? Si pensi che i miei genitori sono di Sibà e di Kaffefi. Per fortuna, ho conosciuto mio marito, Egidio Maggiore, anche lui pantesco esattamente di Farkikalà. Questo fa si che ogni anno, sono riuscita a recarmi sull’isola. Pantelleria è un posto magico, che riesce a trasmettere quella libertà e serinità che, a volte, nella città si perde. 
“Ogni volta che devo rientrare alla base, mi rimane quel rammarico nel cuore nel lasciare gli amici, gli affetti più cari.
Che rapporto ha e avrà con Le Cossyriane? “Per me è un gruppo che si è messo in gioco, affinchè il dialetto, le tradizioni e i modi di fare panteschi così unici possano diffondersi e non perdersi.”

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Economia

Contributi e patrocinio oneroso per il Carnevale di Pantelleria 2026

Redazione

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Pantelleria Centro Come ogni anno, l’Amministrazione Comunale ha ritenuto fondamentale sostenere i momenti di aggregazione e condivisione che rappresentano un valore identitario per la nostra comunità.

In occasione del Carnevale 2026, è stata recepita la proposta dell’Associazione “La Mulattiera APS”, finalizzata alla realizzazione della tradizionale sfilata di carri allegorici, con esibizioni musicali e allestimento di stand, prevista per il 17 febbraio 2026 in Piazza Cavour, a Pantelleria Centro.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di mettere insieme i circoli e le realtà associative locali, rafforzando lo spirito di collaborazione e favorendo la partecipazione attiva della cittadinanza ai tradizionali festeggiamenti carnevaleschi. In un contesto storico caratterizzato da difficoltà economiche e sociali, tali momenti rappresentano occasioni preziose di coesione e rilancio comunitario.

Parallelamente, l’Amministrazione ha accolto la richiesta pervenuta dalle Istituzioni scolastiche dell’isola relativa alla sfilata di Carnevale prevista per il 13 febbraio 2026, garantendo la collaborazione istituzionale necessaria sotto il profilo della sicurezza, della regolamentazione del traffico e del supporto organizzativo, nel rispetto delle norme vigenti a tutela dei minori partecipanti. È intendimento dell’Amministrazione supportare anche i circoli coinvolti nelle iniziative carnevalesche, al fine di assicurare un quadro unitario di sostegno e coordinamento delle attività.

L’Amministrazione rinnova il proprio impegno nel promuovere iniziative che valorizzino Pantelleria, sostenendo associazioni, circoli e istituzioni scolastiche che contribuiscono alla crescita culturale e sociale della nostra comunità.

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Cultura

Pantelleria – Open Day Scuola dell’Infanzia, al via orientamento per i genitori

Redazione

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OPEN DAY SCUOLA DELL’INFANZIA – attività di orientamento rivolta ai genitori

Ecco il calendario

Al fine di favorire la conoscenza delle strutture e del personale docente, si organizza un incontro di orientamento per i genitori interessati, presso tutti plessi della Scuola dell’Infanzia: Collodi – Salibi – Tracino – Rekhale.
L’incontro avverrà sotto forma di giornate di scuola aperta (Open Day), tendenti a presentare la proposta formativa della Scuola dell’Infanzia, che per le contrade minori costituiscono, vieppiù, un punto di riferimento prezioso per la comunità locale, garantendo continuità sociale e culturale.

Nel corso della giornata di scuola aperta, i genitori interessati potranno far vivere ai propri figli un’esperienza ludico-laboratoriale “pensata” per loro.

Calendario Open Day
• Plesso di Rekhale
10 Febbraio 2026 – ore 10:30-11:30

• Plesso di Tracino
10 Febbraio 2026 – ore 10:00-11:00

• Plessi Collodi e Salibi
10 Febbraio 2026 – ore 10:00-11:30

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Ambiente

Bagno dell’Acqua: il lago di interesse internazionale splendidamente incastonato nell’isola di Pantelleria

Redazione

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Oggi è la Giornata mondiale delle Zone Umide

Ricorre anche il cinquantesimo anniversario della ratifica italiana della Convenzione di Ramsar, l’accordo internazionale che tutela le zone umide di importanza globale per la conservazione dell’acqua, della biodiversità e degli ecosistemi.
La protezione di queste aree è una priorità per il @mase_it perché rappresentano una risposta concreta ai cambiamenti climatici e una risorsa strategica per la resilienza dei territori.

Lago endoreico conosciuto come Specchio di Venere localizzato all’interno di una depressione calderica (Caldera dei Cinque Denti) interessato da emissioni idrotermali – Articolo edito da Parco Nazionale Isola di Pantelleria

Codice Geosito: 001
Denominazione: Bagno dell’Acqua

Ubicazione: Italia, Regione Sicilia, Provincia di Trapani, Comune di Pantelleria
Coordinate geografiche: 36°48’54.17″N;11°59’4.75″E
Altitudine: 2 m slm
Livello di interesse: internazionale
Interesse Scientifico Principale: geomorfologico, idrogeologico, vulcanologico, biologico
Interesse Scientifico Secondario: geochimico, conservazionistico
Tipologia di Geosito: geologico

L’Isola di Pantelleria è caratterizzata dalla quasi totale assenza di un vero e proprio reticolo idrografico, in relazione alle scarse precipitazioni ed alla notevole permeabilità delle rocce vulcaniche affioranti. L’unico elemento dell’idrografia è rappresentato dal lago di origine vulcanica “Bagno dell’Acqua”.

Il Bagno dell’Acqua assume un notevole interesse dal punto di vista idrogeologico in quanto rappresenta l’unico elemento idrologico dell’Isola. Si tratta tecnicamente di un lago salino “endoreico” ovvero un lago senza sbocco al mare, in cui la perdita di acqua avviene solo per evaporazione, mentre l’immissione attraverso sorgenti ubicate nella sua sponda meridionale. Esso ha forma sub-circolare (450 m x 350 m), si è formato all’interno di una depressione calderica (Caldera Cinque Denti; Mahood and Hildreth, 1986,2), occupa una superficie di circa 20 ettari e contiene circa 800 mila metri cubi di acqua. Tuttavia la superficie del Lago, e quindi la quantità d’acqua, e la sua altitudine sul livello del mare variano nel tempo (es. nella mappa dell’Istituto Geografico Militare alla scala 1:25.000 il Lago di Venere [Bagno dell’Acqua] ha una superficie di circa 194.000 m2 e una altitudine di 2 metri slm; nella mappa della Regione Siciliana alla scala 1:10.000 ha una superficie di circa 136.000 m2 e una altezza sul livello del mare di 0.3 metri, misure fatte nel settembre 1992 dopo una estate particolarmente secca; altri Autori riportano, nel Maggio 1996, una superficie di circa 200.000 m2 e 925.000 m3 di acqua: Aiuppaet alii 2007,3). Queste fluttuazioni hanno notevoli effetti sulla composizione chimica dell’acqua del Lago (come ad esempio salinità, pH, ecc.): i dati di letteratura mostrano infatti variazioni anche del 50% dei valori, con picchi massimi durante la stagione secca e minimi durante la stagione umida.


Nel settore sud orientale del Lago si osserva un’area (di alcune decine di metri quadrati) caratterizzata da continue ma lente (<0.1 l/s) manifestazioni idrotermali con fuoriuscita di acqua a temperatura tra 34 e 58°C, spesso accompagnata da bolle gassose gorgoglianti. L’acqua di queste sorgenti è ricca in anidride carbonica (CO2, che rappresenta il 98% vol. dei gas emessi), ma anche da basse concentrazioni di Azoto (N2), Ossigeno (O2), Argon (Ar), Metano (CH4), Idrogeno (H2) ed elio (He) (D’Alessandroet alii 1994,4; Parello  et alii  2000,  5). Grazie alla presenza, nell’acqua, di questi elementi in alcune aree delle sponde del lago si formano concrezioni carbonatiche e schiume biancastre. In ultimo, studi sulla batimetria dell’invaso mettono in evidenza un punto massimo di profondità nella sua parte centro settentrionale, dove sono stati misurati 12,5 metri (Bocchiet alii,1988,6).

Attorno al Lago sono presenti numerosi manifestazioni di attività vulcanica di tipo secondario (quali fumarole e sorgenti idrotermali). In alcuni settori, l’acqua supera i 40 °C.

Da un punto di vista biologico, il Bagno dell’Acqua è un hot spot di biodiversità con caratteristiche che lo rendono unico a livello mondiale. Le specie chiave di tale ecosistema sono i cianobatteri, batteri fotosintetici alla base della vita sul nostro pianeta che hanno permesso il passaggio ad un’atmosfera ricca di ossigeno nell’Eone Proterozoico (da due miliardi e mezzo a cinquecento milioni di anni fa, prima dell’evoluzione della vita pluricellulare). I cianobatteri sono i responsabili della presenza di strutture sedimentarie (stromatoliti), le quali formano l’area costiera del lago continuando fino alle massime profondità del lago stesso formando strutture colonnari alte anche 1 m. Le stromatoliti sono per l’esattezza stromatoliti silicee, un caso rarissimo al mondo, rinvenuto al momento solo a Yellowstone (Wyoming, USA) e Bahía Concepción (Baja California Sur, Mexico).

Nella parte emersa del lago è insediato un mosaico di comunità a diverso grado di sviluppo costituita per lo più da endemismi. La flora elofitica è dominata da due ciperacee: Cyperus laevigatus Linné, 1789 (zigolo levigato) e Schoenoplectus litoralis (Schrad.) Palla, 1888 (liscia costiera), specie africane con l’unica stazione europea rappresentata a Pantelleria. Esternamente alla vegetazione igrofila a Cyperaceae, a contatto con la macchia mediterranea e con i campi coltivati, è presente una vegetazione xerofitica riferibile all’habitat prioritario 1510* (Steppe salate mediterranee – Limonietalia) dominata da un endemismo puntiforme di statice, Limonium secundirameum (Lojac.) Brullo (statice di Pantelleria). Dal punto di vista faunistico, si cita la presenza di un altro endemismo puntiforme, Gryllotalpa cossyrensis Baccetti & Capra, 1978.
Inoltre, il lago per il suo isolamento geografico e la sua posizione lungo le principali rotte di migrazione africana-europea in primavera e autunno diventa un punto di osservazione naturale dell’avifauna migratrice, la quale trova nel lago di Pantelleria un stazione di riposo e di foraggiamento, rappresentato dai tanti organismi che vivono nelle acque del lago.

Altri organismi, prima non noti, rinvenuti nelle acque e nel sedimento del lago, sono:

comunità di microrganismi delle sorgenti idrotermali (batteri ed archibatteri);
alghe unicellulari (diatomee);
nematodi;
larve di insetti per lo più filtratori (essenziali per il mantenimento della trasparenza della colonna d’acqua);
ostracodi (microcrostacei che si proteggono tramite strutture simili a conchiglie).
Il Geosito grazie all’elevato valore ed interesse scientifico geologico, manifesta notevole interesse per la didattica ed educazione ambientale en plain air, grazie alla presenza di habitat che ospitano specie vegetazionali e faunistiche importanti dal punto di vista di conservazione e protezione della biodiversità. Inoltre presenta un importante interesse geoturistico per decine di migliaia di visitatori dell’area ogni anno.

Maggiori dettagli:
Rischio emissioni nocive agli esseri viventi: Nei settori ovest e sud di Via del Lago sono presenti (ed opportunamente segnalati) delle fuoriuscite di gas di origine vulcanica. Queste fuoriuscite di gas rappresentano un rischio perché potrebbe contenere alcuni gas tossici (es. CO, CO2, H2S,SO2) che risalgono da fratture del suolo. In particolare, l’anidride carbonica (CO2), più densa dell’aria, in assenza di vento tende ad accumularsi al livello del suolo dove può raggiungere concentrazioni molto elevate, ed essendo incolore, inodore e insapore è difficilmente riconoscibile. A basse concentrazioni può provocare incremento dell’attività respiratoria, nausea, disturbi visivi e per concentrazioni elevate asfissia.
Essendoci l’emissione di gas di origine vulcanica, alcuni luoghi sono potenzialmente tossici per l’uomo, come avviene ad esempio in prossimità delle “moféte”, le quali sono opportunamente segnalate). Infatti, l’anidride carbonica (che, come si è visto, è il gas in percentuale più abbondante) pur essendo incolore, inodore e insapore è più denso dell’aria e quindi si accumula a livello del suolo dove può raggiungere concentrazioni molto elevate ed essere letale solo per gli organismi più piccoli.

Conservazione: Il sito ha necessità di sistemare la superficie di sedime della strada bianca lungo lago, la realizzazione di dissuasori a protezione delle sponde, della vegetazione endemica e dei punti termali o di emissione di CO2. Eliminazione di vegetazione infestante e ricostruzione di muretti a secco degradati.

Come raggiungere il sito: Il raggiungimento del geosito può avvenire tramite mezzi privati o in bicicletta percorrendo la Strada perimetrale est dell’Isola di Pantelleria. Arrivati al Lago bisogna sostare i mezzi e raggiungere la costa a piedi o in bicicletta in quanto l’area e vietata al transito con mezzi di persone non proprietari di fondi limitrofi al lago. La proprietà di fruizione al pubblico è quasi totalmente pubblica.

Bibliografia:
(1) Wimbledon W.A.P. (1999). Geosites – an International Union of Geological Sciences initiative to conserve our geological heritage. Polish Geological Institute Special Papers, n. 2, 5-8.

(2) Mahood G.A. and Hildreth W. (1986). Geology of the peralkaline volcano at Pantelleria, Strait of Sicily. Bulletin of Volcanology, n. 48: 143-172.

(3) Aiuppa A., D’Alessandro W., Gurrieri S., Madonia P., Parello F. (2007). Hydrologic and geochemical survey of the lake “Specchio di Venere” (Pantelleria island, Southern Italy). Environmental Geoloy, n. 53: 903-913.

(4) W. D’Alessandro, G. Dongarrà, S. Gurrieri, F. Parello, M. Valenza (1994). Geochemical characterization of naturally occurring fluids on the Island of Pantelleria (Italy). Mineralogica Petrografica Acta, n. 37: 91-102.

(5) Parello F., Allard P., D’Alessandro W., Federico C., Jean-Baptiste P., Catani O. (2000). Isotope geochemistry of Pantelleria volcanic fluids, Sicily Channel rift: a mantle volatile end-member for volcanism in southern Europe. Earth Planetary Science Letters, n. 180: 325-339.

(6) Bocchi G., Gabbianelli G., Lanzafame G., Lucchini F., Rabbi E., Rossi P.L. (1988). Relazione sui rilievi eseguiti sul “Lago di Venere”, Pantelleria. Bull Italian Natl Group Volcanol n. 4: 63-73

(7) Convenzione per la collaborazione allo studio dell’alterazione dell’ambiente fisico e conservazione della biodiversità del Lago Specchio di Venere (Isola di Pantelleria) in riferimento alle variazioni recenti della linea di riva:  RAPPORTO FINALE  Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria – Consiglio Nazionale delle Ricerche e Parco Nazionale Isola di Pantelleria.

 

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