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Cronaca

Milazzo, Motonave si arena sulle coste siciliane – Aggiornamento

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Contributo d’immagini:  https://drive.google.com/file/d/1QBvCO2tCQv6JeKSzbqFOZtqyJJsXJYTn/view?usp=sharing

 

Questa mattina, sotto il coordinamento della Guardia Costiera, sono state avviate le operazioni di disincaglio della motonave “Lider Prestij” (appartenuta precedentemente alla società Tirrenia con il nome di Beniamino Carnevale) arenatasi nella giornata di ieri sulla costa di Rometta Marea, nei pressi di Milazzo.

Le operazioni si svolgono con l’impiego di due rimorchiatori, in totale sicurezza e senza compromettere l’ecosistema marino. L’attività è stata preceduta dall’intervento a bordo di personale del nucleo ispettivo della Guardia Costiera, che insieme al RINA ed ai servizi tecnico-nautici del Compartimento marittimo di Milazzo, ha valutato la situazione della nave e pianificato le varie fasi necessarie per il disincaglio.

In assistenza sono presenti diversi assetti aeronavali della Guardia Costiera, tra cui un elicottero AW139 “Nemo 8” e nave Dattilo nonché i sommozzatori del Nucleo Sub di Messina.

 

 

Da: Guardiacostiera <guardiacostiera@mit.gov.it>
Inviato: domenica 26 novembre 2023 12:35
Oggetto: Comunicato stampa del 26.11.2023 – Motonave si arena sulle coste siciliane: la Guardia Costiera in campo per verificare eventuali inquinamenti e coordinare le operazioni di rimozione dell’unità

 

Motonave si arena sulle coste siciliane: la Guardia Costiera in campo per verificare eventuali inquinamenti e coordinare le operazioni di rimozione dell’unità

Contributo d’immagini: https://drive.google.com/file/d/1qAIZ9DB3Etz35V68HAFrtdZ4MtOl6lzO/view?usp=sharing 

 

Questa notte il rimorchiatore “Tedy”, in navigazione da Napoli verso la Turchia, all’altezza dell’isola di Stromboli, ha rotto il cavo di rimorchio con cui trasportava la motonave Lider Prestij, bandiera camerunense, appartenuta precedentemente alla società Tirrenia con il nome di Beniamino Carnevale.

La motonave Lider Prestij in balia delle onde, ma senza persone a bordo, si è poi spiaggiata nella notte sulle coste del comune di Rometta Marea (a circa 15 chilometri da Milazzo).

La Guardia Costiera, a seguito della segnalazione, ha immediatamente attivato la cellula di emergenza, inviando sul posto le proprie motovedette e, al fine di verificare possibili inquinamenti in prossimità dell’unità, ha disposto l’invio in area dei subacquei della Guardia Costiera di Messina e il sorvolo dell’aereo Manta ATR42, dotato di strumentazione idonea a rilevare eventuali inquinamenti. In area anche un elicottero e nave Dattilo della Guardia Costiera.

In queste ore, alla società armatrice è stata notificata la diffida a rimuovere la nave, procedura necessaria per l’attivazione dei rimorchiatori che effettueranno le operazioni di disincaglio dell’unità. Dalle informazioni acquisite dalla Guardia Costiera, l’unità risulterebbe priva di carburante a bordo.

Attivati anche gli accertamenti tecnici della Guardia Costiera per comprendere le dinamiche e le responsabilità dell’accaduto, allo scopo di garantire la sicurezza della navigazione.

Marina Cozzo è nata a Latina il 27 maggio 1967, per ovvietà logistico/sanitarie, da genitori provenienti da Pantelleria, contrada Khamma. Nel 2007 inizia il suo percorso di pubblicista presso la testata giornalistica cartacea L'Apriliano - direttore Adriano Panzironi, redattore Stefano Mengozzi. Nel 2014 le viene proposto di curarsi di Aprilia per Il Corriere della Città – direttore Maria Corrao, testata online e intraprende una collaborazione anche con Essere Donna Magazine – direttore Alga Madia. Il 27 gennaio 2017 l'iscrizione al Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti nel Lazio. Ma il sangue isolano audace ed energico caratterizza ogni sua iniziativa la induce nel 2018 ad aprire Il Giornale di Pantelleria.

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Ambiente

Pantelleria ex 5 vele – La Francesca (PD) “Legambiente e la strategia dividi e impera”

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Pantelleria perde due vele da Legambiente. La reazione politica

E’ di questi giorni la notizia che Pantelleria è stata esclusa dalle 5 vele di Legambiente “a causa di una serie di interventi turistici discutibili e per un eccesso di consumo di suolo”. Questa troppo generica motivazione, non accompagnata da dati, ci fa apparire chiaro come stia continuando quella strategia che da alcuni mesi ormai si sta portando avanti per far credere che Pantelleria sia terra di nessuno e dove tutti possono fare ciò che vogliono in spregio alle leggi e tutto questo per giustificare normative più restrittive, urbanistiche e agricole, che si vorrebbero porre in essere con il nuovo Piano di Gestione del Parco Nazionale Isola di Pantelleria.

Già in passato ho avuto modo di esternare la mia convinzione che l’attuale sistema vincolistico che interessa la nostra isola (vincolo paesaggistico, vincolo idrogeologico, norme sulle zone SIC – ZPS, norme del parco e norme urbanistiche) già fa sì che i nuovi dammusi che ancora si possono realizzare in zona agricola non sono assolutamente decontestualizzati dal paesaggio agrario e questo grazie anche alla sensibilità e professionalità dei tecnici che lavorano nella nostra isola. Per quanto riguarda invece l’aspetto agricolo, visto che si parla sempre più spesso di “agricoltura eroica”, chi ancora oggi con fatica conduce i propri terreni non deve subire vessazioni e limitazioni, ma anzi il lavoro agricolo, specialmente della piccola proprietà fondiaria, va aiutato e incentivato, mirando al recupero del nostro territorio e alla protezione dagli incendi. Si è voluta creare appositamente una grave contraddizione tra chi pensa che il Parco Nazionale sia troppo permissivo e chi invece pensa che sia troppo restrittivo e da questa contraddizione ne esce fuori che a pagarne le spese, oltre al territorio, sono gli attuali vertici del Parco che vengono messi comunque sul banco degli imputati.

E’ chiaro quindi che vi è un disegno di “divide et impera”. Che l’amministrazione comunale, da ciò che leggo, si interfacci con Legambiente per comprendere i motivi che ci hanno fatto perdere due vele poco conta in questo momento. E’ invece di fondamentale importanza comprendere se i nostri amministratori intendono assecondare gli obiettivi strategici di chi mira a dividere per poter tenere nelle proprie mani un determinato potere o se vuole rimanere accanto ai propri concittadini che chiedono che non venga completata l’opera di abbandono della nostra isola e di potersi riappropriare del proprio territorio.

Per concludere e per opportuna chiarezza, rimango e rimaniamo noi democratici assolutamente convinti che il Parco Nazionale Isola di Pantelleria possa rappresentare un’occasione di sviluppo e di tutela per il nostro territorio, ma che per far ciò deve rivolgere lo sguardo e l’attenzione a chi questo Parco lo vive quotidianamente non assecondando quelli che possono essere gli interessi dei pochi.

Giuseppe La Francesca
Vice Segretario Provinciale del Partito Democratico

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Ambiente

Pantelleria da 5 vele a 3. Perchè l’isola ha perso vele per strada, anzi per mare?

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Pantelleria va dalle ostentate e fiere 5 vele alle 3 meno orgogliose e di richiamo.
La notizia è apparsa in prima mandata un paio di giorni fa, su Legambiente che valuta annualmente la qualità del mare.

La motivazione

Pantelleria in particolare perde due vele passando da cinque a tre vessilli a causa di una serie di interventi turistici, bollati da Legambiente come “discutibili” e di un “eccesso di consumo di suolo che sono costati cari all’isola”, annotano gli ambientalisti nel dossier.

Quello di Pantelleria da che rientrava come tra i mari più belli d’Italia a che è stato declassato
Sembrerebbe che la motivazione sia da ricondursi all’eccesso di utilizzo di suolo isolano, ma, mentre si chiariscono le posizioni, le motivazioni, si è generato nel giro di poche ore un parapiglia di critiche che stanno dividendo l’opinione pubblica.

Qualunque sia la motivazione, questa regressione a “mare di Pisa”, come l’ha paragonato un politico locale, è certamente una brutta figura con il “continente” e con l’isola madre, la Sicilia, e brutta faccenda per quegli operatori turistici ed economici che lamentano l’avvio del turismo.
Quest’ultimo è già fortemente messo alla prova dai costi dei collegamenti aerei e marittimi, dei soggiorni, in più l’isola perde anche quel valore da renderla, con le altre caratteristiche proprie unica nel Mediterraneo.

Come avere 5 vele da Legambiente

Legambiente assegna i maggiori voti e le cinque vele per le acque cristalline, i luoghi unici per le loro bellezze paesaggistiche, l’attenzione alla sostenibilità, ma anche alla tutela della biodiversità, che diventa da quest’anno un parametro importante all’interno della guida, anche alla luce del fatto che le tartarughe marine della specie Caretta Caretta
nidificano sempre di più sulle spiagge italiane.

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Cronaca

Guardia Costiera – Naufragio Ionio, oggi recuperate 14 salme dalle Navi Dattilo e Corsi

Redazione

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E’ continuato anche nelle ultime ore lo sforzo di personale e mezzi della Guardia Costiera impegnati nelle attività di ricerca nel mar Ionio. 

Nella giornata odierna sono state recuperate 14 salme dalle Navi  Dattilo e Corsi della Guardia costiera. 

Sono 34 i corpi complessivamente recuperati.

In zona operazioni, a circa 120 miglia nautiche dalle coste calabresi, sotto il coordinamento della Guardia Costiera, hanno operato Nave Corsi, Nave Dattilo e Nave Diciotti e un velivolo p42 “Manta” della Guardia Costiera, oltre ad un velivolo p72 della Marina Militare ed assetti aerei di Frontex.​

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