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Cultura

L’associazione Agorà di Pantelleria festeggia i nove anni di attività

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Insieme all’Associazione Agorà ripercorriamo la loro storia

Il primo numero della voce di agorà, il giornalino fondato dai giovani di Pantelleria. Finalmente la nostra prima iniziativa, grazie all’impegno del comitato giornalistico e dei piccoli scrittori, diventa realtà.. Da ieri è iniziata la distribuzione, in forma cartacea, su tutta Pantelleria delle copie del nostro giornale.. Che possa essere l’inizio di una nuova esperienza per noi giovani! Gennaio 2012

 

Il nostro primo incontro con gli studenti dell’istituto superiore di Pantelleria Venerdì 17/02/2012

 

Il primo Agorà Party organizzato dai giovani dell’associazione nel Marzo del 2012

 

Prima festa D’istituto targata Agorà nell’Aprile 2012

 

Nell’Aprile del  2012 abbiamo inaugurato la prima esposizione fotografica “DI..MOSTRA” in Vicolo Messina.

 

Il primo convegno organizzato insieme a Pantelleria Internet sull’informazione a Pantelleria dal 1890…. ad oggi. Anche il Giornale di Sicilia aveva scritto su di noi.

Nel Maggio 2012 abbiamo organizzato un aperitivo di Benvenuto a degli studenti Universitari che studiavano la Geologia e la Vulcanologia dell’isola. Una parte del testo pubblicato sul giornale Pantelleria Internet

GIOVANI UNIVERSITARI STUDIANO LA GEOLOGIA E LA VULCANOLOGIA DELL’ISOLA – Laboratori/studio per studenti universitari ed esperti. 

Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto questo messaggio da parte dei giovani dell’Agorà: “È bastato poco…. qualche bottiglia di prosecco, qualche cosa dal sapore pantesco da mettere sotto i denti ed ecco organizzato una semplice rinfresco di benvenuto ad un gruppo di studenti francesi, palermitani e spagnoli, arrivati a Pantelleria dall’Università di Geologia di Palermo per iniziare un percorso didattico. Alcuni ragazzi dell’Associazione Agorà li hanno accolti con entusiasmo al Bar Tikiriki, nella mattinata del 27 aprile scorso.

Nel Maggio del 2012 abbiamo creato il primo portale di orientamento universitario per i giovani liceali di Pantelleria. Abbiamo anche stampato ben 250 copie da distribuire gratuitamente ogni anno agli studenti del liceo superiore.Vai su www.infouni.it

 

Nasce Instant, un’altra idea dell’Associazione Culturale Agorà. Spesso succedono avvenimenti per i quali aspettare l’uscita mensile de “La voce di Agorà” ci sembra troppo lontano: Instant serve proprio a questo, a ridurre i tempi e le distanze per permettere a noi di esprimerci e a voi di leggerci al momento, in modo immediato, pratico e mobile

 

6 Giugno 2012 per la prima volta tramite infouni abbiamo fatto la prima giornata di orientamento universitario ai giovani liceali di Pantelleria.

 

Il 21 Giugno del 2012 abbiamo organizzato insieme ad altre associazioni dell’isola una protesta contro i trasporti per e da Pantelleria. Allora avevamo raccolto più di 1400 firme.

 

La voce di Agorà arriva in tutte le attività commerciali dell’isola.

Abbiamo continuato la protesta contro i trasporti organizzando insieme al gruppo Pantelleria Protesta un sit-in a Palermo. In tale occasione proprio i giovani dell’Agorà avevano consegnato le 1300 firme al presidente della Regione.

Nell’Estate del 2012 abbiamo collaborato con Mario Valenza nella realizzazione della sua mostra Pantelleria ieri e oggi.

 

Abbiamo continuato la protesta contro i trasporti organizzando insieme al gruppo Pantelleria protesta un sit-in in occasione dell’inaugurazione del nuovo aeroporto di Pantelleria.

 

Abbiamo collaborato con l’artista teatrale Maria Grazia Giacalone per il suo primo spettacolo: Novecento

 

Nell’Agosto del 2012 abbiamo dato vita al primo Agoràinstrada

Sarà inaugurata stasera alle ore 21 Agorà in Strada, l’iniziativa culturale dei giovani di Pantelleria, che hanno scelto come palcoscenico le strade del vecchio Borgo, i vicoli Messina e Leopardi per una tre giorni dedicata alla fotografia, alla letteratura, alla poesia e alla storia. Nei due vicoli saranno vissuti, con dei video originali, i giorni dello sbarco anglo-americano dell’ultima guerra, quando le bombe piovevano sul vecchio centro urbano di Pantelleria. Tante immagini in bianco e nero che ci faranno rivivere quei tristi giorni di guerra. Ma il 19, 20 e 21 agosto, ogni sera a partire dalle ore 21, in piazzetta AGORA’, sempre all’interno dei due vicoli, ci sarà uno spazio dedicato alla letteratura con il “Caffè Letterario”, dove saranno letti dei brani di Andrea Camilleri, Edmondo De Amicis, Gabriel Garcia Marquez, Gaspare Bono, in cui il filo conduttore sarà sempre Pantelleria con le sue varie sfaccettature. Nelle tre serate anche i prodotti di Pantelleria saranno messi in mostra con il “Passito in vetrina”, mentre sui vecchi muri dei vicoli si potranno ammirare i Clic di Mario Valenza e di altri giovani fotografi che ci faranno rivivere la Pantelleria di ieri e di oggi: Il 20 agosto, alle ore 23, la serata sarà dedicata al giudice Paolo Borsellino con alcune letture e fotografie che hanno il sapore pantesco, quell’isola che il giudice, assassinato dalla mafia, amava molto. Il 22 agosto alle ore 22, “Agorà in strada” si trasferirà in via Colombo, alle spalle di Piazza Cavour. Toccherà a Gianni Bernardo recitare e ricordare Gino Kapper con alcune poesie, aneddoti e granelli di vita.

 

2013

Agorà Party nel Gennaio 2013 per festeggiare insieme ai nostri soci il nuovo anno

Eravamo presenti anche alla manifestazione contro la chiusura del punto nascite di Pantelleria.

In occasione della festa di San pietro e Paolo nel 2013 abbiamo creato un mercatino dell’usato:

Abbiamo dato una mano ed eravamo presenti con il nostro banchetto alla prima festa pantesca.

Il primo aperitivo Agorà a bordo di  Futura Estate 2013

La seconda edizione di Agorà in strada nell’Estate del 2013. Il comunicato: AGORà in strada è un evento che l’Associazione organizza per il secondo anno consecutivo a Pantelleria. Il successo avuto lo scorso anno ci spinge, oggi, a riproporlo. Tre giorni di cultura, arte, fotografia, storia e musica mixati dall’entusiasmo e dalla voglia di fare dei giovani di Pantelleria. La location, molto suggestiva, dei vicoli Leopardi e Colombo fa da sfondo ad un piacevole percorso all’interno della parte antica dell’isola. Mostre fotografiche che ripercorrono la storia di Pantelleria dalla prima guerra mondiale ad oggi; letture di autori famosi passati da Pantelleria; degustazione di vini e prodotti tipici dell’isola; musica dal vivo dei giovani panteschi; riproduzione di filmati di guerra. Un migliaio di persone, l’anno scorso, ha avuto la possibilità di trascorrere in piacevole compagnia le tre serate di Agosto!

Tour nei circoli delle contrade di Pantelleria con un nuovo spettacolo di Gianni Bernardo

 

2014

Gennaio 2014: Margherita Casano viene eletta nuovo presidente dell’associazione culturale Agorà

Inauguriamo il nuovo anno con un nuovo agorà party presso l’Altamarea club di Pantelleria Gennaio 2014

Abbiamo incontrato  i ragazzi dell’istituto superiore nell’Aprile 2014. In tale occasione ai ragazzi di quinto anno abbiamo presentato il progetto infouni.

In vista dell’Estate  2014  abbiamo creato il primo sito di eventi a Pantelleria. Tra Luglio e Agosto abbiamo registrato circa 10 mila visite. Visita il sito su www.manio.it

 

Questa Estate abbiamo organizzato un evento culturale con Clara Greco e Luca Valenza presso il locale dell’Altmarea club di Pantelleria

 

Nel frattempo non sono mancati i nostri famosi agorà-party

 

Abbiamo creato dei block-notes ecologici

Abbiamo preso parte con un nostro banchetto alla seconda edizione della festa pantesca

 

Abbiamo promosso la terza edizione di Agoràinstrada, divenuto ormai un appuntamento fisso per l’Estate pantesca.

 

Anche quest’Estate non poteva mancare il solito appuntamento (giunto al terzo anno) presso vicolo colombo con l’amico Gianni Bernardo.

 

Abbiamo preso parte poche settimane fa alla giornata di bonifica della costa Arenella di Pantelleria

 

Abbiamo manifestato il nostro dissenso contro le trivellazioni nel mar Mediterraneo creando un video denuncia a sostegno della causa.

 

Nel Dicembre 2014 abbiamo creato il primo “English tea” a Pantelleria. Un’ora di conversazione in inglese davanti ad un tea caldo.

 

Durante le festività natalizie nel Dicembre 2014 abbiamo, grazie alla collaborazione del comune di Pantelleria, occupato gli spazi della Mediateca comunale trasformandola in un vero centro culturale aperto ai giovani dell’Isola di Pantelleria.

Abbiamo avuto tra i nostri ospiti la professoressa Maria Rita D’Orsogna che ha tenuto a Pantelleria una conferenza dal titolo: “No alle trivelle, riempiamo il mare di Passito”:

 

 

2015

Nel Marzo 2015 abbiamo collaborato con l’amica Alice Bernardo per la realizzazione della sua nuova Mostra “SEMEN”. La mostra realizzata presso i locali della Mediateca Comunale ha registrato più di centinaia di visitatori.

In occasione delle vacanze Pasquali abbiamo organizzato un concerto live presso il Bar Beluga

Nell’Aprile 2015 abbiamo presentato ai giovani dell’isola insieme all’assessore alle politiche giovanili il progetto CARTA GIOVANI. I giovani di Agorà sono stati incaricati dal comune di Pantelleria di occuparsi della gestione e promozione della Carta Giovani. Incarico che i giovani hanno accettato gratuitamente.

Abbiamo dato vita insieme all’associazione culturale V. Giamporcaro e centro studio Tufano ad una mostra su “Pantellerite” presso la Mediateca comunale dal 25 Luglio al 5 Agosto

Non sono mancati durante la stagione estiva gli ormai famosi Agorà party presso l’Oxidiana e l’Altamarea di Pantelleria.

Abbiamo promosso per cinque serate presso il castello dell’isola il nuovo spettacolo teatrale di Gianni Bernardo dal 5 al 9 Agosto.

Dal 13 al 21 Agosto abbiamo dato vita ad una mostra collettiva sulla vite ad alberello dal titolo Zabib

In collaborazione con il comune di Pantelleria abbiamo coordinato la conferenza dal titolo “La lotta alla mafia nella terra degli infedeli” presso il castello dell’isola.

Non sono mancati i momenti di solidarietà coordinati dai giovani di Agorà.

Abbiamo organizzato la quarta edizione di Agorà in strada tra i vecchi vicoli dell’isola di Pantelleria. Quattro giorni di cultura, letteratura, sapori, tradizioni e poesia in compagnia per la prima volta a Pantelleria degli artisti di strada e della docente e scrittrice Pina Farina.

In seguito al Grande incendio che ha distrutto più di 600 Ettari del verde della montagna grande dell’isola di Pantelleria abbiamo inviato una lettera al premier Matteo Renzi e avviamo una petizione che ha raccolto più di 5000 mila firme: “Save Pantelleria” ricostruiamo la bellezza.

Nell’ Agosto del 2016 abbiamo dato vita alla prima rassegna musicale coordinata dal socio Danilo Ruggero “I Cantautori ritornano di Giovedì” che ha visto la partecipazione di giovani cantautori siciliani e romani sull’isola: il cantautore Alessio Bondì, Fabrizio Cammarata, Luca Carocci.

2017

Nel 2017 abbiamo dato seguito al festival “I Cantautori ritornano di Giovedì”all’interno della VII edizione di Agorà In strada portando sull’isola di Pantelleria la giovane cantautrice emergente Mesa. Una edizione caratterizzata dalla presenza del centro anziani dell’isola e del centro culturale Giamporcaro che hanno intrattenuto gli ospiti deliziandoli con antiche ricette culinarie dell’isola.

Abbiamo dato vita per il secondo anno consecutivo insieme agli amici del Centro Giamporcaro e di Tufano Studio alla seconda edizione della mostra 3 per 3 uguale nove all’interno della VII edizione di agorà in strada che ha visto la partecipazione di nove artisti presso la mediateca comunale.

Nel 2018 Ritorna Agorà in strada e la terza edizione de “I Cantautori ritornano di Giovedì”con Danilo Ruggero accompagnato da Carmine D’Ambrosio alle percussioni e dalla violinista Laura Zaottini. Nella stessa edizione abbiamo ospitato il giovane cantautore siciliano Oratio.

Nel frattempo la voce di agorà continua ad uscire ogni giorno sul web sul nostro sito www.agorapnl.it, registrando migliaia di visite ogni mese. Sostienici, sostieni i giovani di Pantelleria.

Abbiamo ancora tanto da dare alla nostra isola, la nostra terra.  ABBIAMO BISOGNO DI VOI!

Marina Cozzo è nata a Latina il 27 maggio 1967, per ovvietà logistico/sanitarie, da genitori provenienti da Pantelleria, contrada Khamma. Nel 2007 inizia il suo percorso di pubblicista presso la testata giornalistica cartacea L'Apriliano - direttore Adriano Panzironi, redattore Stefano Mengozzi. Nel 2014 le viene proposto di curarsi di Aprilia per Il Corriere della Città – direttore Maria Corrao, testata online e intraprende una collaborazione anche con Essere Donna Magazine – direttore Alga Madia. Il 27 gennaio 2017 l'iscrizione al Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti nel Lazio. Ma il sangue isolano audace ed energico caratterizza ogni sua iniziativa la induce nel 2018 ad aprire Il Giornale di Pantelleria.

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Cultura

Giacomo Leopardi nella chiave di lettura dei prof Certa e Marchica. Da Sciacca a Recanati il mondo del Poeta

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Un importante riconoscimento culturale per Sciacca, e la provincia di Agrigento tutta, arriva dalla città di Recanati, patria di Giacomo Leopardi.
Giovedì 28 maggio 2026, presso la prestigiosa Sala Foschi del Centro Nazionale di Studi Leopardiani (CNSL), si è svolta la presentazione dei volumi “Leopardi e il suo mondo” e “Giacomo Leopardi – Scienza Filosofia e Teatro”, firmati dai professori saccensi Stefano Certa e Angela Marchica, coniugi e studiosi appassionati dell’opera leopardiana, che hanno portato nel cuore della cultura leopardiana nazionale il frutto di anni di studio e ricerca dedicati al grande poeta recanatese. Particolarmente rilevante il fatto che entrambe le pubblicazioni siano state accolte con favore dalla famiglia Leopardi e siano già entrate a far parte della biblioteca moderna di Casa Leopardi e della biblioteca del Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati, due tra i più importanti punti di riferimento per gli studi leopardiani in Italia.

L’evento, patrocinato dal Comune di Recanati, dal Liceo Classico “Giacomo Leopardi” e dal FAI Orto sul Colle dell’Infinito, ha rappresentato un importante momento di confronto culturale e scientifico, registrando l’apprezzamento delle istituzioni locali e degli studiosi presenti. I due autori saccensi sono i primi biografi siciliani di Giacomo Leopardi che presentano i loro libri al CNSL di Recanati I due autori sono stati accolti dal Presidente del Centro Nazionale di Studi Leopardiani, dott. Fabio Corvatta, dall’Assessore alla Cultura del Comune di Recanati, dott. Ettore Pelati, e dal Dirigente del Liceo Classico “Giacomo Leopardi”, prof. Ermanno Bracalente. Durante l’incontro, introdotto dal Presidente Corvatta, Stefano Certa e Angela Marchica hanno guidato il pubblico in un affascinante percorso tra letteratura, ricerca storica e curiosità biografiche, offrendo una lettura originale della figura di Giacomo Leopardi e suscitando grande interesse tra i presenti.

Docenti di matematica e fisica, Stefano Certa e Angela Marchica condividono da anni non soltanto l’attività professionale, ma anche una intensa attività di ricerca culturale. La loro scelta di utilizzare la biografia come strumento privilegiato per comprendere l’uomo Leopardi ha consentito di portare alla luce episodi e aspetti spesso trascurati dalla storiografia tradizionale.

Il volume “Leopardi e il suo mondo”, una monumentale biografia di 760 pagine, propone una ricostruzione approfondita della vita del poeta, arricchita da documenti inediti e rari, poco conosciuti, con particolare attenzione agli aspetti più umani e personali del grande recanatese, per stabilire un più forte rapporto emozionale con il poeta. Il libro contiene, inoltre, nel capitolo sui rapporti tra Leopardi e alcuni intellettuali siciliani dell’epoca (marchese Tommaso Gargallo …).

Il secondo libro, “Giacomo Leopardi – Scienza Filosofia e Teatro”, raccoglie invece undici Operette morali selezionate, ridotte e adattate dagli autori per favorire l’avvicinamento dei lettori contemporanei al pensiero leopardiano, evidenziandone i legami con la scienza, la filosofia e il teatro. Alcune di queste Operette sono già state rappresentate presso i Licei “R. Politi” di Agrigento, “E. Fermi” di Sciacca, “M. L. King” di Favara, “M. Cipolla” di Castelvetrano e altri, e in due Istituti Comprensivi di Sciacca, riscuotendo tanti consensi fra gli alunni e i docenti. Per i professori Stefano Certa e Angela Marchica, la presentazione a Recanati ha rappresentato un momento particolarmente emozionante e prestigioso, coronamento di un percorso di studio che ha trovato riconoscimento proprio nella città simbolo del poeta. Un risultato che dà lustro non solo agli autori, ma anche alle comunità agrigentina e saccense, che possono oggi annoverare tra i propri concittadini studiosi apprezzati in uno dei più autorevoli centri culturali dedicati a Giacomo Leopardi.

La giornata si è conclusa in un clima di grande partecipazione, confermando il valore di una ricerca capace di restituire al pubblico un Leopardi inedito, più umano, vicino e sorprendentemente attuale. In occasione della presentazione, hanno appreso dall’Assessore alla cultura di Recanati che sono in corso i primi contatti per un gemellaggio tra i comuni di Sciacca e Recanati.

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Cultura

Pantelleria, 20 luglio per l’Internationale Moon Day va in scena “Luna e Psiche” con un programma imperdibile

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Luna e Psiche è organizzato dal Circolo culturale Corso Umberto. Tanti ospiti per celebrare il satellite più inneggiato in assoluto

Lunedì 20 luglio Pantelleria ospiterà la seconda edizione della Festa Internazionale della Luna. L’evento, organizzato dal Circolo culturale Corso Umberto, con il patrocinio del Comune, si svolgerà nell’omonima strada, per l’occasione zona pedonale.

Istituita nel 2021 dall’ONU, la ricorrenza intende promuovere, attraverso l’International Moon Day, una rete mondiale di eventi organizzati da agenzie spaziali, istituzioni e associazioni di semplici cittadini, interesse e curiosità nei confronti dell’unico, amatissimo, satellite naturale terrestre.
La data non è casuale e ci riporta al 20 luglio del 1969 con il primo allunaggio umano da parte dell’equipaggio dell’Apollo 11. 
A Pantelleria la festa diventa una celebrazione collettiva che intreccia performance artistiche, mostre fotografiche e momenti condivisi per esplorare la relazione profonda tra la Luna e la psiche umana.

Il programma
A partire dalle h.19.00 il Corso ospiterà Fabio Macaluso che, in dialogo con Ferruccio Osimo, psichiatra e scrittore, presenterà il suo libro “Volevo un tè al limone. La mia vita da bipolare” proposto al Premio Strega 2026. Il termine “bipolare” contiene il concetto dei due poli, due estremi, due facce della stessa realtà. Come la luna piena e la luna nuova, come la luce e il buio, come l’oscillare continuo (ciclicità) che non si può fermare ma che bisogna saper navigare per poter sopravvivere.

A seguire, alle h. 20.30, l’adattamento scenico curato da Antonietta Valenza e Lucia Boldi, di una delle novelle piu’ intense di Luigi Pirandello: “Ciaula scopre la Luna” interpretata dagli abitanti di Corso Umberto.

A conclusione, dopo un intermezzo conviviale con degustazioni di produttori locali, alla 21.30 la Festa entra nel vivo con “Lunario”, spettacolo di Teatro/Danza con le danzatrici di pizzica Giulia Pesole e Viola Centi e il musicista/narratore Gabriele Manfredi.

Il Lunario è un viaggio poetico ispirato all’opera di Alfredo Cattabiani, attraverso lo scorrere dei mesi e delle stagioni: un rito festoso che attinge alle radici profonde del Centro e del Sud Italia. A guidare il pubblico è il Custode del Tempo Sospeso, un saggio viandante e sognatore che vive con gli occhi rivolti al cielo.

Tra miti, proverbi e leggende intrecciati alle musiche e alle danze tradizionali del Centro e Sud Italia, Il Lunario diventa un rito scenico che celebra il legame profondo tra l’essere umano, la natura e il tempo che ritorna.

Durante la serata, inoltre, sarà possibile visitare, presso il Micro Spazio Hydra di Corso Umberto 17, la mostra fotografica di Nicola Ferrari “Rocce lunari”, che esplora il paesaggio costiero di Pantelleria, mentre all’Info Point di Astronomy Pantelleria, Leonardo Puleo “catturerà” le immagini del cielo per proiettarle su schermo in diretta.

Il Circolo Culturale Corso Umberto con il Patrocinio del Comune di Pantelleria presenta

Festa Internazionale della Luna II Edizione

LUNA e PSICHE – 20 luglio 2026

H.19.00 il Corso ospita Fabio Macaluso che, in dialogo con Ferruccio Osimo, psichiatra e scrittore, presenterà il suo libro “Volevo un tè al limone. La mia vita da bipolare” proposto al Premio Strega 2026. Il termine “bipolare” contiene il concetto dei due poli, due estremi, due facce della stessa realtà. Come la luna piena e la luna nuova, come la luce e il buio, come l’oscillare continuo (ciclicità) che non si può fermare ma che bisogna saper navigare per poter sopravvivere.

H. 20.30, “Ciaula scopre la Luna” di Luigi Pirandello, adattamento scenico a cura di Antonietta Valenza e Lucia Boldi, interpretata dagli abitanti di Corso Umberto.

A conclusione, dopo un intermezzo conviviale con degustazioni di produttori locali:

H. 21.30 “Lunario”, spettacolo di Teatro/Danza con le danzatrici di pizzica Giulia Pesole e Viola Centi e il musicista/narratore Gabriele Manfredi. Le sonorità popolari e la danza della pizzica interpretano la “memoria sociale” del Sud con le tradizioni legate alla cultura contadina in rapporto alle fasi lunari.

Durante la serata, inoltre, sarà possibile visitare, presso il Micro Spazio Hydra di Corso Umberto 17, la mostra fotografica di Nicola Ferrari “Rocce lunari”, che esplora il paesaggio costiero di Pantelleria, mentre all’Info Point di Astronomy Pantelleria, Leonardo Puleo “catturerà” le immagini del cielo per proiettarle su schermo in diretta.

Corso Umberto I – Piazzetta Nazario Sauro Pantelleria Centro

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Cultura

L’asino di Pantelleria, il godimento dell’indignazione e la vera crudeltà

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C’è una scena che meriterebbe l’attenzione di un filosofo più che di un cronista: pochi minuti in groppa a un’asina pantesca, in riva a un lago, durante una cerimonia — animale accudito, idratato, seguito da esperti. E da qualche parte, davanti a uno schermo, qualcuno si indigna. Non si informa. Non controlla il peso trasportato, la distanza, lo stato di salute dell’animale. Si indigna. Ed è qui che comincia la cosa interessante, perché quell’indignazione non riguarda affatto l’asino. L’asino è solo il pretesto — l’oggetto attraverso cui il soggetto gode della propria collera, senza doverne pagare il prezzo in termini di conseguenze reali.

Il problema, in questo genere di indignazione, non è mai il fatto in sé. È la sua selettività: quello che si sceglie di vedere, e quello che si sceglie, con la stessa energia, di non vedere.

Un’indignazione che arriva su un traghetto
Cominciamo dal punto più semplice, e più scomodo: chi si indigna oggi per pochi metri percorsi da un’asina curata arriva quasi sempre sull’isola con un aereo o un traghetto, si muove in auto — cioè con esattamente quei mezzi meccanizzati la cui diffusione ha reso l’asino pantesco superfluo, spingendolo negli anni ’80 quasi all’estinzione. Si commuove davanti a un paesaggio, a un muretto a secco, a un terrazzamento — tutte cose che quell’animale ha contribuito a costruire, pietra su pietra, per secoli — e poi si volta indignato quando lo stesso animale compare, vivo, invece che come cartolina.


Non c’era nulla di eccezionalmente crudele nel Mediterraneo contadino che ha usato asini per duemila anni: c’era un rapporto di reciproca necessità che la meccanizzazione ha reso invisibile, permettendo a chi è arrivato dopo — su un aereo, appunto — di indignarsi comodamente per un passato che non ha mai dovuto vivere. La stessa tecnologia che ha reso l’asino superfluo è quella che oggi permette all’indignato di guardarlo da lontano, con la coscienza pulita di chi non ha mai dovuto dipendere da lui.

Basterebbe, del resto, spostarsi di poche isole più a nord per vedere che questo rapporto non è affatto un residuo del passato: ad Alicudi, nelle Eolie, dove non circolano auto, l’asino e il mulo restano ancora oggi l’unico mezzo per portare bagagli, materiali, provviste su per i sentieri scoscesi dell’isola. Nessuno si indigna per questo e nessuno rinuncerebbe al loro prezioso contributo alla comunità isolana. È lo stesso identico uso, quotidiano dice più sull’indignato che sull’animale.

Un’indignazione più tenera con gli animali che con le persone
Ma il punto più tagliente di questa selettività non riguarda il passato. Riguarda ciò che accade proprio ora, a poche miglia da quella stessa riva. Il 24 novembre 1933 la Germania nazista promulgò il Reichstierschutzgesetz, la prima legge nazionale di protezione degli animali: vietava di far lavorare un animale oltre le sue forze o di infliggergli sofferenze non necessarie — quasi la stessa lingua che oggi si userebbe per condannare un asino in una cerimonia. Gli stessi vertici del regime che promuovevano quella legge coltivavano, contemporaneamente, un’indifferenza totale per la sofferenza di esseri umani interi: Himmler, nel discorso di Posen, arrivò a definire “un crimine contro il nostro stesso sangue” il preoccuparsi dei lavoratori slavi che crollavano per sfinimento durante il lavoro forzato.

Non lo dico per accostare chi oggi si indigna per un asino in un corteo a quel regime — sarebbe un paragone tanto facile quanto disonesto. Lo dico perché quella coincidenza storica mostra, nella sua forma più estrema, un meccanismo osservabile anche su scala minuscola: la cura ostentata per la sofferenza animale non è, di per sé, garanzia di una bussola morale funzionante. Può convivere con una totale cecità verso la sofferenza umana reale. Il tratto di mare tra Pantelleria e le coste nordafricane è da anni il luogo al mondo con la più alta concentrazione di morti in mare per chilometro quadrato. Non migranti astratti: persone, con nomi, che annegano — sistematicamente, non lontano da quella stessa riva dove ci si accalora per pochi metri percorsi da un’asina.

Non è la tenerezza per l’asino il problema. È che si mobilita ferocemente per un simbolo e resta muta davanti ai fatti più gravi. L’energia morale spesa lì non è neutra: è energia sottratta a qualcosa che la meriterebbe molto di più.

Un’indignazione che si crede “pro-animale” e rischia l’opposto
C’è poi un’ultima incoerenza, forse la più sottile, perché riguarda proprio chi crede di stare dalla parte giusta. L’indignato immagina che il bene dell’asino coincida con la sua assenza dalla vita umana: non toccarlo, non usarlo, lasciarlo semplicemente esistere. Ma l’etologia non lascia molto spazio a questa lettura consolatoria: l’asino è un animale sociale, che soffre l’isolamento e trae beneficio dal movimento, dal contatto, dall’attività condivisa — purché entro il limite fisiologico, quel 20% del peso corporeo che qualunque veterinario conferma essere ben tollerato da un animale sano. Un asino tenuto fermo in un recinto, senza compiti, senza contatto, non è un asino liberato: è un asino annoiato, e la noia, per una specie sociale, non è un dettaglio da poco.

E qui l’ipocrisia si chiude su se stessa nel modo più elegante: la stessa indignazione che si crede a difesa dell’animale, portata alle sue conseguenze pratiche — nessun contatto, nessuna funzione, nessun motivo per cui qualcuno continui a occuparsene — è quella che più probabilmente lo condanna all’abbandono in un recinto, mantenuto finché ci sono fondi e volontari, dimenticato quando finiscono. Chi urla contro quella scena non sta proteggendo l’asino. Sta proteggendo un’immagine dell’asino — pura, incontaminata, buona da compatire da lontano — che non mangia, non si riproduce, e non ha bisogno di nessuno che se ne prenda cura, perché non esiste.

Proviamo a girare la stessa logica verso l’uomo, e la sua assurdità diventa evidente. Un operaio che passa otto ore su una catena di montaggio, un contadino sotto il sole, un minatore, un infermiere di notte: tutti possono essere “sfruttati” nel senso più letterale — il loro corpo è utilizzato, fatica, si consuma. La medicina del lavoro esiste proprio per questo, per tracciare il confine tra fatica sostenibile e fatica che danneggia. Ma nessuno — nessuno con un minimo di buon senso — propone di risolvere la faccenda mettendo i lavoratori in un recinto, nutrendoli, liberandoli per sempre dalla necessità di contribuire a qualcosa. Perché sappiamo, per gli uomini, che il lavoro entro i limiti della dignità non è solo sfruttamento: è funzione, identità, il modo in cui un essere vivente partecipa a qualcosa che lo supera.

Curioso che questa ovvietà — che nobilita il lavoro umano in leggi, contratti, retoriche politiche di ogni colore — sparisca esattamente quando si tratta di un asino. È la stessa ipocrisia vista da un’altra angolazione: quella tenerezza che si nega a se stessa la possibilità che il lavoro, per un animale come per un uomo, possa essere una forma di dignità e non solo di sfruttamento.

Una parentesi, da chi la stessa tecnologia la costruisce
Lavoro nella robotica e nell’automazione, e non è un dettaglio neutro rispetto a tutto questo: la tecnologia che ha reso l’asino superfluo — di cui l’indignato di oggi si serve senza pensarci, arrivando in aereo, spostandosi in auto — è la stessa cosa, in scala diversa, che io stesso contribuisco a costruire ogni giorno, sostituendo con macchine quello che oggi fanno mani, braccia, gambe umane. Non lo dico per assolvermi in anticipo, ma per il motivo opposto: sono dentro lo stesso meccanismo che ha reso l’asino superfluo, non fuori da esso a giudicarlo. E chi lavora, come me, su cose che sostituiscono mestieri umani dovrebbe tenerlo a mente prima di scandalizzarsi per un’asina: la tecnologia non chiede il permesso a nessuno, uomo o animale, prima di togliergli l’ultima ragione per essere ancora necessario. Spetta a noi tenere in piedi la bellezza, i gesti, le attività che hanno reso possibile questo territorio — al riparo tanto dallo sfruttamento quanto dagli estremismi di chi, in nome della loro tutela, finisce per condannarli all’oblio.

Francesco Belvisi
In copertina immagine da Pantelleria Archvio Storico
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