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Cultura

La Kazzen Oro di Pantelleria al Merano WineFestival a Roma

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“ Il Merano WineFestival è una prima vetrina e riferimento esclusivo per tutto il mercato internazionale”

Il 13 e 14 ottobre l’azienda Kazzen Oro di Pantelleria parteciperà all’Anteprima Merano WineFestival. Importante segnale per l’isola che trova un proprio stendardo in una manifestazione enogastronomica di rilevanza mondiale. La Kazzen è specializzata nella valorizzazione dei prodotti tipici di Pantelleria. Produzione, lavorazione e vendita al dettaglio e all’ingrosso, nella propria realtà agricola di Via Khazzen 10. Dai capperi di gusto singolare, all’origano con la sua fragranza fresca e armonizzante dei sapori che avvolgerà, ma anche con i vini come possiamo vedere nel catalogo: Catalogo Kazzen cat La partecipazione all’evento di Anteprima per l’azienda pantesca è un  importante appuntamento avendo, così, la possibilità  di creare network e nuovi contatti professionali nella capitale italiana. Kazzen non è arrivata a caso al festival, infatti: Sono state 9 commissioni di assaggio a valutare tutti i vini inviati. I coordinatori delle singole commissioni hanno deciso insieme tutte le valutazioni espresse riunendosi per una degustazione finale. Ogni commissione era composta da minimo 3 e massimo 5 persone tra cui diverse professionalità, come enologi e altri professionisti del settore di alto livello. Infine, la commissione centrale di Merano ha svolto diversi controlli incrociati per accertare nel modo più preciso possibile il lavoro delle singole commissioni.. E’ garantito il massimo livello di professionalità informando ogni degustatore/valutatore, in fase di degustazione, circa la provenienza, la denominazione, l’annata e i vitigni di ogni singolo campione, ma occultando il nome dell’azienda. Oltre a ciò, non possono essere degustati e valutati più di 40 vini in una batteria. Questo garantisce la massima oggettività e imparzialità. “ Il Merano WineFestival fungerà da prima vetrina e da riferimento esclusivo per tutto il mercato internazionale” e il Diploma di eccellenza THE WINE HUNTER AWARD rappresenta una importante e sicura referenza per i consumatori finali e per i distributori. Possiamo presentare solo i vini premiati quindi KAZZE 2016 NESOS PASSITO DI PANTELLERIA 2014 L’azienda nasce come laboratorio di prodotti tipici e cantina. Già premiata del loro lavoro piu volte: la prima nel 2005 da Paolo Massobrio con il “ premio del Gusto “ per il nostro PESTO PANTESCO e poi  Al TUTTO FOOD per il passito. Naturalmente noi de Il Giornale di Pantelleria saremo presenti all’MWF per seguire la ditta pantesca da vicino. Marina Cozzo  

Marina Cozzo è nata a Latina il 27 maggio 1967, per ovvietà logistico/sanitarie, da genitori provenienti da Pantelleria, contrada Khamma. Nel 2007 inizia il suo percorso di pubblicista presso la testata giornalistica cartacea L'Apriliano - direttore Adriano Panzironi, redattore Stefano Mengozzi. Nel 2014 le viene proposto di curarsi di Aprilia per Il Corriere della Città – direttore Maria Corrao, testata online e intraprende una collaborazione anche con Essere Donna Magazine – direttore Alga Madia. Il 27 gennaio 2017 l'iscrizione al Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti nel Lazio. Ma il sangue isolano audace ed energico caratterizza ogni sua iniziativa la induce nel 2018 ad aprire Il Giornale di Pantelleria.

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Cultura

Pantelleria, riprendono le escursioni archeologiche con il Centro Giamporcaro

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Al via visite sotto il segno dell’Archeologia Bellica

Riapre la stagione delle escursioni del Centro Vito Giamporcarco di Pantelleria.
Mens sana in corpore sano, così il connubio di gite tra i siti archeologici, percorrendo sentieri pieni di storia, natura e bellezza.
Dall’8 marzo al 19 aprile, con ritrovo di fronte la sede del Centro Culturale, un passo alla volta si esplorerà la storia  della nostra gloriosa isola.
Punta Spadillo, Kattibuale, Fossa del Russo e Gelkamar, le località oggetto di contemplazione e narrazione da parte delle guide esperte.

I dettagli in locandina.

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Cultura

Papa Leone XVI a Lampedusa. L’annuncio del Sindaco Mannino

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E’ di queste ore la notizia della visita del santo Padre a Lampedusa e a renderla nota è proprio il primo cittadino, FIlippo Mannino, in un video dove mal si celano emozione e orgoglio.
Non è la prima volta che un pontefice si rechi nelle Pelagie. Infatti, prima di Leone XVI, fu Francesco a portare la propria benedizione e vicinanza.

Ecco cosa dice il Sindaco

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Cultura

A Solarino nel 1876 una lezione epocale di Democrazia

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Il caso del parroco di Solarino tra storia e presente

Nel 1876, Solarino, piccolo ‘comunello’ siciliano in provincia di Siracusa, fu teatro di una vicenda che oggi appare sorprendentemente moderna. Al centro della storia c’è Santo Bordonaro, parroco rispettato e leader del partito Carani, colpito da un’ammonizione giudiziaria proprio nel pieno delle elezioni amministrative.
La vicenda, ricostruita attraverso verbali ufficiali, lettere pubbliche e denunce, mostra come la politica locale possa intrecciarsi con le dinamiche nazionali, e come le pressioni politiche possano condizionare la magistratura, con effetti sulla vita e la libertà dei cittadini.
Secondo il ricorso presentato dal parroco, l’attacco aveva una causa ben precisa: il peso elettorale del partito Carani-Bordonaro.
La famiglia Bordonaro, agiata e strettamente legata alla rete parentale dei Carani, rappresentava un ostacolo troppo ingombrante per gli avversari.
Per neutralizzarlo, il parroco fu dipinto come individuo pericoloso, sanguinario e manutengolo dei briganti che avevano operato nella zona tra il 1867 e il 1868.
Tra le accuse più gravi veniva riportata la presunta responsabilità nell’omicidio del segretario comunale Giuseppe D’Agostino, avvenuto nel 1866, nonostante Bordonaro fosse stato assolto dai giurati nel 1871 e non avesse precedenti reali.
Il pretore di Floridia, Algide Della Maggiore, su indicazione del Regio Delegato Ermanno Sangiorgi, Questore restato alla Storia per il Rapporto
Sangiorgi, primo resoconto di polizia sulla mafia sicilia, ammonì improvvisamente il parroco.
L’ammonizione privava Bordonaro delle garanzie legali e gli vietava di partecipare alle elezioni o di portare armi. Secondo la difesa, l’atto era arbitrario e privo di fondamento, volto a indebolire un partito politico e non a proteggere la sicurezza pubblica.

I registri della Pretura di Floridia e i rapporti dei carabinieri locali confermavano, al contrario, che Solarino era un paese ordinato, senza minacce reali alla pubblica sicurezza.
A difendere Bordonaro un personaggio chiave che intervenne : il milanese Onorevole Agostino Bertani, medico, vicino all’Unità d’Italia e amico di Carlo Cattaneo,
membro attivo della massoneria italiana.
Bertani, con la sua prefazione in difesa , richiamò l’attenzione del governo sull’arbitrarietà dell’atto, sottolineando il principio fondamentale dell’indipendenza della magistratura: la legge non può piegarsi alle pressioni politiche, nemmeno in un piccolo comune come Solarino.
Come ricordava l’avvocato Accaputo, uomo appartenente all’ambiente della carboneria, in difesa del parroco: “Le spire vorticose della politica avvolgono i cittadini come allora, e la verità scottante che emerge da questa vicenda è che l’arbitrio politico e l’ingerenza nella magistratura cambiano nomi ma non dinamiche”.
Le spire, simili a vortici invisibili, trascinano chiunque si trovi al centro di interessi politici, dai grandi uomini di Stato ai cittadini più pacifici.
La vicenda di Solarino dimostra come anche un piccolo comunello possa diventare specchio di interessi locali e nazionali, e come rivalità patrimoniali e politiche possano influire profondamente sulla libertà dei cittadini. L’ammonizione giudiziaria e lo scioglimento del municipio furono due facce della stessa medaglia: lotte patrimoniali, ambizioni locali e tentativi di indebolire il partito Carani-Bordonaro, il tutto intrecciato con la pressione di figure statali come Sangiorgi.
Oggi, a più di 150 anni di distanza, la storia del parroco ci parla ancora.
I fatti politici legati al crimine organizzato, dagli attentati ai magistrati alle operazioni di Mani Pulite per non dimenticare sistema Siracusa, mostrano come certi comportamenti e mentalità siano modellazioni territoriali tramanda.

 

Laura Liistro

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