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Cultura

La comunità di Pantelleria oggi raccolta per la messa in onore di Padre Pio

Direttore

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Tanta partecipazione da parte della comunità di Pantelleria, questo pomeriggio, alla messa officiata in onore di Padre Pio.

La statua venne posizionata nella scalinata del Paese dedicata, per volere di un pantesco molto devoto al santo di Pietralcina, una quindicina di anni fa.

Quest’oggi ha ricevuto messa da Padre Paul Ndigi della parrocchia della Chiesa Matrice SS Salvatore.

La dolce voce del sacerdote si espandeva per buona parte del porto isolano, donando una atmosfera di singolare tranquillità e benessere, in contrasto alle raffiche di tramontana sibilanti e fredde.

Durante l’omelia Padre Paul ha ricordato così la.morte di Padre Pio, avvenuta il 23 settembre 1968, dopo una lunga malattia degenerata in agonia e sofferenza.

 

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Questo contenuto è proprietà intellettuale della Nous Editore srls, senza tacito consenso ne è vietata ogni riproduzione, totale e parziale di testi e immagini, anche in forma di link

Marina Cozzo è nata a Latina il 27 maggio 1967, per ovvietà logistico/sanitarie, da genitori provenienti da Pantelleria, contrada Khamma. Nel 2007 inizia il suo percorso di pubblicista presso la testata giornalistica cartacea L'Apriliano - direttore Adriano Panzironi, redattore Stefano Mengozzi. Nel 2014 le viene proposto di curarsi di Aprilia per Il Corriere della Città – direttore Maria Corrao, testata online e intraprende una collaborazione anche con Essere Donna Magazine – direttore Alga Madia. Il 27 gennaio 2017 l'iscrizione al Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti nel Lazio. Ma il sangue isolano audace ed energico caratterizza ogni sua iniziativa la induce nel 2018 ad aprire Il Giornale di Pantelleria.

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Spettacolo

L’antico sound della Sicilia alla 65ª dei Grammy in America

Redazione

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Un'altra grande melodia dal creativo Mind DJ, Producer, Radio Personality
 Membro votante al capitolo Recording Academy-GRAMMYS di New York
 Raf n'Soul che sta portando nel mondo le sue radici siciliane. Un magnifico
 connubio tra Lingua Siciliana, Culture, Religioni, Vibrazioni fuse
 con Electronic Dance Underground - Folk - Classica Latina e Afro Beat.
 Aveva ragione quando ha detto durante il video dietro le quinte su Youtube:
 
 -Stavo pensando a qualcosa di speciale, ma non ho avuto l'aspetto di finire
 qualcosa del genere! Ciò è stato possibile perché tutti i musicisti di talento
 e gli ingegneri di studio coinvolti in questo progetto hanno portato tutto a quello successivo
 livello con il loro talento che capiscono anche la mia visione per questo progetto fortemente
 influenzato dal folklore e dai suoni dell'Antica Cultura Siciliana.

 A proposito, secondo Raf n'Soul l'idea per questo progetto è nata durante uno dei suoi
 live DJ Set da New York, quando ha mixato dal vivo la cappella dei Grammy Award
 Il cantante vincitore Falu Shah dall'India con sede a New York, con un ritmo afro-elettronico,
 questa insolita combinazione di melodie lo ha riportato alle sue radici siciliane
 un mix di cultura mediorientale africano-arabo spagnolo-greco-turca, lo stesso
 vibrazioni che ha sentito anche da un'interpretazione dal vivo della cantante folk Michela Musolino
 per una canzone chiamata Rova Ngoma Palummedda che significa "in africano" Dance the Rhythm
  / Colomba "in siciliano". Secondo il musicologo siciliano Lionardo Vigo del 1800 questo è
  una delle più antiche canzoni siciliane. La bellezza di questo genere può essere facilmente identificata come WORLD MUSIC.
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Cultura

L’affondamento del brigantino Aosta a sud di Pantelleria

Redazione

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Era stato requisito nel porto di Genova in data 8 giugno 1940, due giorni prima dell’entrata in guerra dell’Italia, dalla Regia Marina ed iscritto nel ruolo del naviglio ausiliario (matricola V87) dello Stato italiano come vedetta foranea. Si trattava del motoveliero da carico (brigantino goletta) Aosta, dalla linea elegante e fascinosa come solo la cantieristica italiana d’anteguerra era in grado di produrre.

La costruzione del motoveliero Aosta

Questo motoveliero era stato costruito nei Cantieri Officine Savoia di Cornigliano Ligure (Genova) ed aveva 340 tonnellate di stazza netta, 494,45 di stazza lorda e 700 tonnellate di portata lorda, inoltre era lungo 55,80 metri, largo 8,80 e un’immersione di 3,70 metri. Fin dall’inizio del conflitto l’Aosta, armato di una sola mitragliera da 20/70 Oerlikon, fu adibito al trasporto veloce di carichi bellici strategici verso il nostro teatro di guerra dell’Africa Settentrionale. Per ben due volte riuscì a sfuggire ai siluri dei sommergibili britannici. La prima volta, il 22 dicembre 1940, quando fu oggetto di lancio di siluri da parte del sommergibile HMS Regent (N41) del comandante Hugh Christopher Browne. La seconda, in data 16 maggio 1941, quando evitò i siluri dell’HMS Unbeaten (N93) del tenente di vascello Edward Arthur Woodward.

L’Aosta caricava materiale bellico

Dall’inverno 1941/1942 l’Aosta operò, sempre con carichi di materiale bellico, sulla rotta più defilata (si fa per dire) Pantelleria/Tripoli. In quel tempo ne era comandante il nocchiere di prima classe (militarizzato, matricola 2265) Sesto Franceschi fu Giuseppe e fu Maria Coccoluto, nato a Porto Santo Stefano (Grosseto) il 30 dicembre 1888, quindi di anni 53. Aveva ai suoi ordini un equipaggio di 34 uomini.

 

Il Franceschi era un tipo risoluto e determinato, tanto da aver ricevuto in precedenza la croce di guerra con la seguente lusinghiera motivazione: “Imbarcato su motoveliero requisito, durante un violento attacco di bombardieri nemici, apriva prontamente con spirito aggressivo e noncuranza del pericolo il fuoco c. a. con le armi di bordo, riuscendo a colpire ed abbattere un aereo attaccante” (Determinazione del 1° novembre 1942-XX1). Nell’occasione erano stati insigniti della croce di guerra anche il Sotto Capo Cannoniere Carlo Torriello da Bossoli (Genova) e il Sotto Capo Cannoniere Giovanni De Maria da Acireale (Catania). Il 21 dicembre 1941, alle ore 21:30, il brigantino Aosta, carico di munizioni, salpò da Pantelleria con destinazione Tripoli, dove giunse alle 10:00 circa del mattino del 25 dicembre 1941, dopo aver

effettuato un sosta a Zuara. Terminata questa missione l’Aosta rientrò a Pantelleria per ulteriori carichi da trasportare in Tripolitania.

Alle ore 19:00 circa della sera del 7 febbraio 1942 l’Aosta, sempre al comando di Franceschi, lasciò il porto di Pantelleria alla volta della Libia. Trasportava un prezioso e grosso carico di munizioni per Rommel. Il comandante Franceschi faceva affidamento nel buio dell’incombente notte per sfuggire all’occhiuta sorveglianza inglese nel Canale di Sicilia. Nel frattempo erano salpati dal porto di Malta i cacciatorpediniere HMS Zulu (F18, capo sezione) e HMS Lively (G40, sezionario) in caccia (sempre bene informati i britannici!) della motonave Monviso, che rientrava da Tripoli verso l’Italia.

Quella notte nel Canale di Sicilia

Ma quella notte il Canale di Sicilia era decisamente movimentato, infatti in quelle stesse ore aveva lasciato gli ormeggi del porto di Lampedusa, con rotta su Pantelleria, il motopeschereccio militarizzato Grongo (F37), che era solito trasportare uomini e materiali tra le guarnigioni delle due isole. Intanto la caccia dello Zulu e del Lively si stava rivelando infruttuosa. Della motonave Monviso nessuna traccia. Alle ore 22:16 del 7 febbraio, a 45 miglia nautiche a sud di Pantelleria, da bordo dei cacciatorpediniere inglesi fu individuata la sagoma di un piccolo naviglio. Si trattava dell’indifeso Grongo, che in men che non si dica fu attaccato e affondato. Dieci marinai dell’equipaggio restarono uccisi sotto le cannonate nemiche, mentre gli altri sette trovarono scampo in mare, aggrappandosi a relitti galleggianti. Più tardi questi superstiti furono tutti tratti in salvo dal MAS 577.

Già perché in quella notte era in mare anche l’intera XVII Squadriglia MAS (560, 563 e 577) di stanza a Pantelleria. Solo che per la buona sorte dei caccia inglesi gli stessi non furono mai intercettati dalle motosiluranti italiane, mentre per la malasorte degli italiani il nemico, indisturbato, intercettò e affondò prima il Grongo e poi, come vedremo, l’Aosta.

Proseguendo nel loro rastrellamento in quel tratto di mare lo Zulu e il Lively, alle ore 01:30 dell’8 febbraio, intercettarono anche il brigantino Aosta, che procedeva verso sud a tutta velocità. Lo scontro era, come per il Grongo, impari e già scontato. Solo che questa volta, come era suo costume, il comandante Sesto Franceschi decise di vendere cara la pelle e diede ordine di controbattere alla continua gragnuola dei proiettili avversari con la mitragliera da 20/70 Oerlikon. “To the enemy fire the Aosta reacted valorously with its only 20 mm. cannon and succeeded also to put some hits, but it was set afire and therefore exploded because it was loaded with ammunitions” (Al fuoco nemico l’Aosta reagì valorosamente con il suo solo cannone da 20 mm e riuscì anche a mettere dei colpi a segno, ma fu dato alle fiamme e quindi esplose perché carico di munizioni), così una fonte inglese.

Le fiamme già avvolgevano tutto lo scafo ligneo dell’Aosta, con l’imminente rischio da un momento all’altro dell’esplosine del carico di munizioni, quando il comandante Franceschi ordinò all’equipaggio l’abbandono nave. Lui restò a bordo, volendo seguire l’antica, bella e tragica tradizione marinara per cui il comandante di una nave, che affonda, deve seguire quest’ultima anche negli abissi marini. E così accadde.

 

L’eroico nocchiere Sesto Franceschi

Alla memoria dell’eroico nocchiere di prima classe Sesto Franceschi da Porto Santo Stefano, di anni 53, comandante del brigantino Aosta, fu conferita la medaglia d’argento al valor militare sul campo con la seguente bella motivazione: “Comandante di motoveliero requisito, destinato al rifornimento munizioni del fronte libico, attaccato nottetempo da siluranti nemiche, reagiva decisamente con elevato spirito combattivo, incurante delle fiamme che alte si levavano dal locale macchine colpito minacciando di estendersi rapidamente. Resosi vano ogni tentativo di salvare la nave, si dedicava con vivo senso di abnegazione al salvataggio del personale, dirigendo le operazioni dal ponte di comando, fermo e sereno di fronte al pericolo sempre più incombente. Rimaneva al suo posto con incrollabile saldezza d’animo e incondizionato attaccamento al dovere anche quando, respinta l’offesa nemica ma irrimediabilmente compromessa l’unità, avrebbe potuto mettersi in salvo, preferendo scomparire con la sua nave, che di lì a poco esplodeva col carico, nella suprema dedizione alla consegna. Mediterraneo Centrale, notte sull’8 febbraio 1942”. (Determinazione del 9 agosto 1942).

 

Le vittime dell’affondamento

Oltre al Franceschi, nell’attacco e affondamento dell’Aosta persero la vita altri 8 uomini dell’equipaggio. Se ne salvarono 25, di cui molti feriti, raccolti successivamente in mare dai MAS di Pantelleria 560, 563 e 577, giunti anche questa volta in ritardo sul luogo dello scontro. Tutti gli 8 caduti riceverono la croce di guerra al valore, tra essi i valorosi serventi della mitragliera da 20 mm. Così recita, tra l’altro, la motivazione della concessione della croce di guerra alla memoria ai cannonieri Salvatore Caroli da Carovigno (Brindisi), Raffaele Vitale da Napoli, Luigi Bolpagni da Ghedi (Brescia), Gerlando Ferlini da Agrigento e Guido Colzi da Signa (Firenze) “Imbarcato su motoveliero, attaccato nottetempo e incendiato da siluranti nemiche, assolveva il proprio compito con serenità e noncuranza del pericolo, contribuendo a ribattere l’offesa nemica” (Determinazione del 9 agosto 1942-XX).

 

Gli affondamenti dei quasi indifesi Grongo e Aosta non dovevano portare bene ai cacciatorpediniere britannici Zulu e Lively, che non dovevano vedere la fine dell’anno 1942 e sprofondarono anch’essi negli abissi del Mediterraneo per mano delle forze dell’Asse. Per primo

toccò all’HMS Lively che fu affondato l’11 maggio 1942 a 100 miglia nord-est di Tobruk, perdendo ben 77 membri del suo equipaggio. Poi toccò all’HMS Zulu affondato il 14 settembre 1942 durante l’Operazione Agreement nei pressi di Tobruk, con 39 perdite tra il suo equipaggio.

Orazio Ferrara

Foto: L’elegante motoveliero al momento del varo

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Spettacolo

Zafferana Etnea, Tananai in concerto al Sottovulcano Festival. Poi a Partanna

Redazione

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In occasione del tour estivo che lo vede salire sul palco dei principali festival dell’estate, Tananai si esibirà a Zafferana Etnea (CT) venerdì 19 agosto in occasione del Sottoilvulcano Festival.

 

Il giovane cantautore porterà live anche il suo nuovo brano, “Pasta”, disponibile su tutte le piattaforme digitali da venerdì 1° luglio. “Pasta” racchiude l’anima più elettronica dell’artista e, come la hit “Baby Goddamn”, è stata scritta, composta e prodotta interamente da Tananai. Presentata per la prima volta live durante la tournée nei club completamente sold out dello scorso maggio, la canzone è uno sfogo musicale e ritmico quasi viscerale, che invita l’ascoltatore ad abbandonare per un momento l’ansia e le preoccupazioni della quotidianità, staccare la mente e ballare per scaricare la tensione. Tananai trascina l’ascoltatore in una nuova dimensione, più lontana dalle classiche vibes della stagione estiva. Le sonorità e l’attitudine urban si fondono con il mondo del clubbing dando vita a un brano con una top line martellante e la cassa dritta: impossibile non cantare, impossibile stare fermi. Anche seduti, anche davanti a un piatto di PASTA.

 

In cima a tutte le classifiche radiofoniche, di streaming e vendita con la collaborazione in “La dolce vita” di Fedez insieme anche a Mara Sattei, certificata doppio disco di platino, negli ultimi mesi Tananai ha conquistato il pubblico con la canzone presentata al Festival di Sanremo “Sesso Occasionale”, certificata disco di platino, e con “Baby Goddamn”, doppio disco di platino e per tre mesi in top10 su Spotify Italia e Fimi.

 

Dopo il live a Zafferana Etnea, Tananai calcherà il palco del Teatro Lucio Dalla di Partanna (TP) sabato 20 agosto per poi esibirsi al Beat Festival di Empoli giovedì 25 agosto, al Sunny Hill Festival a Tirana venerdì 26 agosto, all’Ama Festival a Romano D’Ezzelino (VI) sabato 27 agosto, in Piazza A. Rosmini di Rovereto (TN) domenica 28 agosto, al NXT Station di Bergamo sabato 3 settembre, al Castello di Santa Severa a Santa Marinella (RM) mercoledì 7 settembre e infine a Genova, al Goa Boa Festival venerdì 16 settembre (recupero data del 1° luglio).

Per ulteriori informazioni: https://www.friendsandpartners.it/in-tour-it/tananai-live-2022

 

Tananai tornerà a suonare live in tour, prodotto da Friends and Partners, anche il prossimo anno con cinque appuntamenti a partire da venerdì 5 maggio 2023 a Napoli, alla Casa della Musica, sabato 6 maggio 2023 a Roma, all’Atlantico Live, proseguendo mercoledì 10 maggio 2023 al Tuscany Hall di Firenze, sabato 13 maggio 2023 al Grand Teatro Geox di Padova, per poi concludere giovedì 18 maggio 2023 al Fabrique di Milano.

 

CALENDARIO TOUR ESTIVO 2022

Venerdì 19 agosto 2022 – Zafferana Etnea (CT) @ Sottoilvulcano Festival – Etna in scena

Sabato 20 agosto 2022 – Partanna (TP) @ Teatro Lucio Dalla

Giovedì 25 agosto 2022 – Empoli @ Beat Festival

Venerdì 26 agosto 2022 – Tirana @ Sunny Hill Festival – NUOVA DATA

Sabato 27 agosto 2022 – Romano D’Ezzelino (VI) @ Ama Music Festival

Domenica 28 agosto 2022 – Rovereto (TN) @ Piazza A. Rosmini – NUOVA DATA

Sabato 3 settembre 2022 – Bergamo @ NXT Station

Mercoledì 7 settembre 2022 – Santa Marinella (RM) @ Castello di Santa Severa

Venerdì 16 settembre 2022 – Genova @ Goa Boa Festival (recupero data del 1° luglio)

 

CALENDARIO TANANAI LIVE 2023

Venerdì 5 maggio 2023 – Napoli @ Casa della Musica

Sabato 6 maggio 2023 – Roma @ Atlantico Live

Mercoledì 10 maggio 2023 – Firenze @ TuscanyHall

Sabato 13 maggio 2023 – Padova @ Gran Teatro Geox

Giovedì 18 maggio 2023 – Milano @ Fabrique

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