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Immigrazione, on. Pisano: “L’Europa rischia di morire a Lampedusa”

caterina murana

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Il deputato nazionale Calogero Pisano ha preso parte alla riunione della Conferenza interparlamentare degli organismi specializzati negli affari europei (COSAC), svoltasi ieri e l’altro ieri a Madrid, alla quale ha partecipato il Ministro degli affari asteri spagnolo, Albares Bueno. I lavori della conferenza si sono concentrati sulle priorità della presidenza semestrale spagnola dell’UE, nel cui ambito stanno prendendo sempre maggior rilievo le tematiche connesse alla gravissima emergenza migratoria determinatasi nel Mediterraneo.
L’on. Pisano ha sottolineato come il piano in dieci punti annunciato dalla Presidente Von der Leyen, al termine della sua missione-lampo a Lampedusa fortemente voluta dal Presidente del Consiglio Meloni, vada nella giusta direzione: “Si tratta ora di passare dalle parole ai fatti, perché, – ha ricordato il deputato agrigentino nel suo intervento – l’Unione europea rischia di morire a Lampedusa. In queste giornate convulse, nella piccola isola, le forze di polizia, il personale dei servizi sanitari e i volontari stanno facendo l’impossibile per gestire una situazione che non ha precedenti nel Continente europeo. Dobbiamo agire con determinazione per tutelare le vite dei migranti, che sono vittime di condotte criminali abiette, quanto remunerative, quali il traffico e la tratta di essere umani. Occorre, però, essere consapevoli che i flussi migratori possono diventare uno strumento sempre più potente di destabilizzazione delle nostre democrazie da parte di Paesi terzi.
E’ necessario arrivare quanto prima ad un esercito comune Europeo e ad una politica di difesa comune. L’Unione europea non avrà una profondità geopolitica senza lo sviluppo di una reale politica migratoria omogenea ed unitaria, in coerenza con i princìpi della equa ripartizione degli oneri, della solidarietà e della coesione tra tutti i partners dell’Unione”.

On,le Calogero Pisano

Cronaca

Migranti – Mediterranea: ricorso vs Decreto Piantedosi

Redazione

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MARE JONIO FERMATA E SANZIONATA DA PIANTEDOSI SULLA BASE DELLE MENZOGNE LIBICHE: PRESENTATO RICORSO URGENTE

Dopo gli spari della cosiddetta guardia costiera libica, MEDITERRANEA chiede al Tribunale di Ragusa di liberare al più presto la sua nave.

Il Comandante e l’armatore della MARE JONIO, assistiti dalle avvocate Lucia Gennari, Giulia Crescini e Cristina Cecchini, hanno presentato un ricorso urgente al Tribunale Civile di Ragusa contro l’applicazione della sanzione pecuniaria e del fermo amministrativo della nave, inflitto dal Governo dopo lo sbarco a Pozzallo dei 56 naufraghi soccorsi in acque internazionali lo scorso 4 aprile.

La Cancelleria del tribunale ha già iscritto a ruolo il ricorso, che è stato assegnato al Giudice competente per la sua trattazione. Con questa iniziativa MEDITERRANEA Saving Humans denuncia la falsa ricostruzione dei fatti che è stata proposta da sedicenti “autorità libiche” e chiede che la MARE JONIO sia al più presto liberata dagli effetti del Decreto Piantedosi.

Oltre al ricorso al Tribunale amministrativo contro il fermo illegittimo, il legal team di Mediterranea stanno lavorando ad un esposto penale contro il governo libico, la cosiddetta guardia costiera libica e i miliziani che si trovavano a bordo della motovedetta 658 “Fezzan”, e che hanno aperto il fuoco contro soccorritori e naufraghi nel tentativo di impedire le operazioni di soccorso, condotte in acque internazionali a quasi 100 miglia dalla costa libica

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Cronaca

Lampedusa, Guardia Costiera trae in salvo 37 migranti – V I D E O

Direttore

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La Guardia Costiera trae in salvo 37 migranti a largo di Lampedusa

Il  soccorso veniva  eseguito in data odierna dalla motovedetta SAR CP 324 della Guardia Costiera italiana a sud-est di Lampedusa. L’equipaggio dell’unità navale della Guardia Costiera ha tratto in salvo i 37 migranti che erano in balia delle onde a bordo di una piccola imbarcazione in legno di circa 7 metri.

Le persone soccorse sono state successivamente trasferite in sicurezza sull’isola di Lampedusa

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Cronaca

Guardia Costiera: migranti trasportati a Lampedusa per cure sanitarie

Redazione

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In merito al soccorso effettuato nella giornata di ieri dalla nave ONG Sea Watch 5, si precisa che l’evento è avvenuto in area di responsabilità SAR libica, a circa 30 miglia dalle coste libiche, a 25 miglia dalle coste tunisine e a 120 miglia di distanza dalle coste italiane più prossime (Lampedusa).

Giunta al Centro operativo nazionale della Guardia Costiera italiana la segnalazione dell’emergenza a bordo, in cui si rappresentava la necessità e l’urgenza di sbarcare 4 migranti tra cui un minore, si è provveduto ad informare  immediatamente tutti i centri marittimi di soccorso più vicini e pertanto più idonei – in base alla distanza dalla costa e al relativo tempo di intervento – al trasporto urgente delle persone in pericolo di vita.

Anche il Centro di coordinamento dei soccorsi in mare dello Stato di bandiera (Bremen) dell’unità Sea Watch 5, la Germania, dava indicazioni alla nave di dirigere verso la Tunisia, Stato costiero più vicino e quindi in grado di intervenire più rapidamente.

La nave si è tuttavia diretta verso le coste italiane.
Pertanto da Lampedusa, la motovedetta SAR 319 della Guardia Costiera ha intrapreso la navigazione e, raggiunta l’unità in area di responsabilità SAR maltese, a 10 miglia al di fuori dell’area SAR italiana, ha effettuato l’evacuazione medica dei migranti bisognosi di cure mediche urgenti. 
I migranti sono così stati trasportati in sicurezza sull’isola di Lampedusa.

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