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Il vescovo de Requesens e la nascita di una comunità sotto il segno paolino

Laura Liistro

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Il vescovo Giuseppe Antonio de Requesens e la nascita di una comunità voluta sotto il segno paolino

Nel cuore della Sicilia sud-orientale, Solarino custodisce un’identità profonda che affonda le sue radici non soltanto nella storia feudale del Settecento, ma soprattutto nella visione pastorale di un vescovo: Giuseppe Antonio de Requesens, guida della diocesi di Siracusa dal 1755 al 1772.

Il legame tra il presule e Solarino non fu episodico né marginale; al contrario, esso fu originario, fondativo e fortemente simbolico, al punto da fare del borgo una vera “terra di San Paolo”, pensata e voluta sotto il segno del culto paolino.
Quando de Requesens promosse la nascita del nuovo centro abitato, Solarino non venne concepita come un semplice insediamento agricolo né come il risultato di una mera iniziativa feudale.
Nella mente del vescovo, formatosi alla scuola benedettina e attento interprete della pastorale post-tridentina, fondare un borgo significava dare origine a una comunità cristiana ordinata, dotata di una chiara identità religiosa, morale e sociale.

In questo progetto si colloca anche il ruolo del nipote, fondatore ufficiale sul piano giuridico e amministrativo: la sua azione fu l’espressione concreta di una volontà più alta, già pensata, sostenuta e voluta dal vescovo, che ne fu l’ispiratore spirituale e il vero garante morale.
La scelta di porre Solarino sotto la protezione di San Paolo Apostolo non fu casuale. 
Siracusa era, ed è, città paolina per eccellenza, custode di una memoria antichissima del passaggio dell’Apostolo delle genti.

Stemma sul pavimento prospiciente la tomba di Giuseppe Antonio de Requesens(1703-1772), vescovo di Siracusa, nella Cappella di Santa Lucia, nel Duomo di Siracusa

Solarino, sorta all’interno della diocesi siracusana, divenne così una naturale estensione di quella tradizione, un nuovo spazio sacro in cui il culto paolino potesse radicarsi e trasmettersi nel tempo. Intitolare il borgo a San Paolo significava iscriverlo consapevolmente in una storia di fede, missione e conversione che affondava le sue radici nei primi secoli del cristianesimo.
Giuseppe Antonio de Requesens non si limitò a un’indicazione devozionale o simbolica.
Egli sostenne la fondazione di Solarino con uno sforzo finanziario straordinario, arrivando a indebitarsi personalmente e coinvolgendo direttamente le istituzioni ecclesiastiche della diocesi per reperire le risorse necessarie alla costruzione delle abitazioni, della chiesa, delle opere pubbliche e al popolamento del territorio.
La fondazione ufficiale, affidata al nipote secondo le consuetudini dell’epoca, fu dunque l’esito visibile di una volontà più profonda: quella di un vescovo che concepiva la nascita di un paese come un atto di responsabilità cristiana verso le persone e verso il territorio.
In questa prospettiva, Solarino appare chiaramente come una creazione pastorale, prima ancora che feudale.
La centralità della chiesa, l’organizzazione razionale del borgo, la nomina del primo parroco e la scelta del santo titolare riflettono una visione coerente e unitaria. San Paolo, apostolo missionario e fondatore di comunità cristiane, divenne il modello ideale cui ispirare la vita del nuovo paese, chiamato a crescere nella fede, nella coesione sociale e nel senso di appartenenza.
Il legame tra de Requesens e Solarino si consolidò nel tempo fino a diventare parte integrante della memoria storica locale. Quando il vescovo morì a Siracusa il 28 agosto 1772, come ricorda la lapide nel Duomo, Solarino era ormai una comunità viva, strutturata e riconoscibile. Aveva ricevuto dal suo ispiratore non solo un’origine materiale, ma una vocazione spirituale precisa, destinata a durare nel tempo.

Ancora oggi Solarino porta impresso, seppur in forma attenuata, il segno della sua origine paolina.
Il culto di San Paolo non si è mai del tutto spento e continua a rappresentare un riferimento identitario profondo.
Tuttavia, accanto a questa permanenza simbolica, si è progressivamente affievolito il legame con la radice cristiana e spagnola che diede origine al paese e che trovò proprio nel vescovo Giuseppe Antonio de Requesens il suo principale interprete e garante.
Nel corso dei decenni, Solarino ha intrapreso una strada sempre più marcatamente laica, scelta che ha inciso anche sulla memoria storica collettiva.

Emblematico è l’abbandono del riferimento esplicito all’Apostolo delle genti nel nome originario di San Paolo Solarino: una decisione che non ha rappresentato un semplice aggiornamento toponomastico, ma un gesto simbolico di distacco da una parte fondativa della propria identità.
Questo processo ha prodotto un duplice effetto: da un lato la cancellazione silenziosa di elementi storici documentati, dall’altro la costruzione di una narrazione alternativa, spesso poco fondata su fonti archivistiche e maggiormente orientata da interessi ideologici e letture contemporanee del passato.
In questo contesto, la figura di Giuseppe Antonio de Requesens — padre spirituale della comunità e ispiratore della sua nascita — è stata progressivamente marginalizzata, fino quasi a scomparire dal racconto pubblico delle origini del paese.
Riscoprire oggi Giuseppe Antonio de Requesens e la Solarino “terra di San Paolo” non significa compiere un’operazione nostalgica, ma riconciliare la comunità con la propria storia autentica. 
L’identità di un territorio non si rafforza cancellando le proprie radici, ma comprendendole e valorizzandole.
Solo attraverso un recupero consapevole della memoria storica, religiosa e culturale Solarino può ritrovare la pienezza del suo racconto e rendere giustizia a quell’uomo che seppe trasformare una visione cristiana in una comunità reale, destinata a durare nel tempo.

Laura Liistro

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Meteo Italia, NAO positiva per una settimana: cosa aspettarsi tra 20 e 26 febbraio

Redazione

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La ripresa della NAO su valori positivi ridisegna la circolazione atmosferica sull’Italia, inaugurando una nuova fase meteo nell’ultima parte di febbraio

L’aria mite di matrice subtropicale marittima che interesserà l’Italia nei prossimi giorni. (mappa ECMWF tratta da Meteored Italia).

 

20 febbraio 2026.- Grazie alla NAO (Oscillazione Nord Atlantica) in fase positiva, è atteso un cambio di circolazione su vasta scala che favorirà il rinforzo dell’anticiclone delle Azzorre sul bacino del Mar Mediterraneo. Le più recenti simulazioni modellistiche indicano per l’Italia una fase più stabile e mite, con prevalenza di sole, temperature sopra la media e un nuovo assetto della corrente a getto destinato a influenzare l’evoluzione meteo della parte finale di febbraio.

Previsioni di Daniele Ingemi, meteorologo di Meteored Italia
NAO in fase positiva: cosa significa per il meteo e l’alta pressione
Daniele Ingemi – L’Oscillazione Nord Atlantica è uno dei principali indici di riferimento per il tempo invernale in Europa e descrive il gradiente di pressione tra l’anticiclone delle Azzorre e la depressione islandese. In presenza di NAO positiva (NAO+, valori superiori a 0.5), prevista nei prossimi giorni, questo contrasto tende ad accentuarsi, con l’alta pressione subtropicale in rafforzamento ed espansione verso est e un contemporaneo approfondimento della bassa pressione alle alte latitudini.

“Una NAO+ crea un blocco ad ovest del Mediterraneo che impedisce alle perturbazioni atlantiche di spingersi verso le basse latitudini europee. Invece di irruzioni fredde dal Nord Europa o piogge intense, prevale un regime di alta pressione che porta stabilità atmosferica.”

Negli ultimi inverni, la NAO positiva ha spesso favorito condizioni più miti e secche su Mar Mediterraneo e Italia, con temperature sopra la media soprattutto al Centro-Sud.

Nuovo scenario atmosferico previsto per i prossimi giorni
Con NAO positiva, la corrente a getto tende a disporsi in modo più zonale, scorrendo da ovest verso est con un flusso più teso e regolare alle medie latitudini.

“L’anticiclone delle Azzorre si espanderà sul bacino del Mediterraneo, portando stabilità e un sensibile rialzo termico.”

L’evoluzione meteo dipende dallo spostamento verso nord della corrente a getto polare, che bloccherà le perturbazioni fredde del Nord Atlantico e favorirà l’espansione di un anticiclone subtropicale sul Mediterraneo.

Anticiclone in azione, temperature in crescita nei prossimi giorni
Dall’inizio della prossima settimana l’espansione dell’anticiclone delle Azzorre sul Mediterraneo centrale porterà aria più mite anche sull’Italia.

“L’elemento saliente dei prossimi giorni sarà rappresentato dal progressivo aumento delle temperature, soprattutto i valori massimi, che potrebbero raggiungere oltre +20-+22°C sul Centro-Sud.”

Da lunedì 23 febbraio le regioni centrali e meridionali, le più colpite dal maltempo, beneficeranno di un sensibile miglioramento, mentre anche al Nord le temperature diventeranno insolitamente miti. In media, i valori saranno superiori di 4-6°C, con piogge scarse e isolate al Sud nei primi giorni, e venti deboli che favoriranno brezze tranquille lungo le coste.

Attenzione però alle nebbie notturne nelle valli interne e alle inversioni termiche, che manterranno le notti fredde e favoriranno forti escursioni termiche tra giorno e notte.

 

 L’articolo originale con tendenze per i prossimi giorni:
Dal 20 al 26 febbraio è prevista NAO positiva: quali effetti sul meteo in Italia?

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Pantelleria, lavori di messa in sicurezza di tratti stradali ripristino opere murarie a Khamma-Tracino

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Lavori di messa in sicurezza di tratti stradali mediante installazione di barriere di protezione e ripristino opere murarie – Primo Stralcio Funzionale

L’Amministrazione comunale informa la cittadinanza che prosegue il percorso che porterà all’avvio dei lavori di messa in sicurezza di tratti della viabilità comunale nelle contrade Khamma – Tracino e lungo Via Capozzoli, finalizzati alla tutela della pubblica incolumità e al miglioramento delle condizioni di circolazione. Il Sindaco comunica che l’intervento rientra nel progetto esecutivo denominato “Lavori di messa in sicurezza di tratti stradali – opere di protezione a mezzo barriere stradali – Primo Stralcio Funzionale”, già approvato dall’Amministrazione e oggetto di aggiudicazione definitiva dei lavori.

Le opere previste riguardano:

  • installazione e sostituzione di barriere di sicurezza stradale nei tratti più esposti;
  • messa in sicurezza dei cigli stradali e delle aree con dislivelli; 
  • ripristino di tratti di muretti in pietra a secco, con particolare riferimento a Via Capozzoli.

Le tratte interessate si sviluppano per complessivi circa 243 metri su viabilità pubblica comunale.

L’obiettivo prioritario dell’intervento è garantire adeguati standard di sicurezza stradale, riducendo le condizioni di pericolo oggi presenti e consentendo una migliore mobilità per residenti, mezzi di servizio e trasporto pubblico, con ricadute positive anche in termini ambientali e di riduzione dei tempi di percorrenza. Si comunica altresì che, completate le procedure amministrative e tecniche, con ogni probabilità i lavori potranno avere avvio entro il termine indicativo di un mese.

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TRAPANI: SMATELLATA PIAZZA DI SPACCIO NEL QUARTIERE RIONE PALME, ARRESTATE TRE PERSONE

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I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Trapani e delle Stazioni Carabinieri di Erice e Trapani Borgo Annunziata, con il supporto del Nucleo Carabinieri Cinofili di Palermo – Villagrazia hanno arrestato tre uomini per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.

L’operazione dei Carabinieri ha avuto inizio nella notte con la cinturazione di un locale che i tre uomini (un 49enne, un 39enne e un 21enne del posto), avevano adibito a piazza di spaccio.

La successiva perquisizione permetteva di rinvenire e porre sotto sequestro oltre 51 grammi di cocaina, 8 grammi di hashish, circa 8 grammi di crack, contanti per più di 1500€ ritenuti proventi dell’attività di spaccio, un bilancino di precisione e vario materiale per il confezionamento in dosi dello stupefacente.

A seguito dell’udienza che convalidava i tre arresti, per uno degli arrestati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, un altro è stato sottoposto agli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico al terzo soggetto non è stata invece applicata alcuna misura.

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