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Cultura

“Il prete di Pantelleria” il libro di Carlo Norrito, presentazione il 20 marzo

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Giovedì 20 marzo alle ore 17:30, presso Spazio Cultura Libreria Macaione, a Palermo, si terrà la presentazione del libro di Carlo Norrito dall’intrigante titoloIl prete di Pantelleria.

Il Prete di Pantelleria, l’ultima curiosa opera di Carlo Norrito, ambientata a Palermo e Pantelleria.

Lo scrittore palermitano, che ha ricevuto molti riconoscimenti letterari ambiti, ha con Il Prete di Pantelleria realizzato una trama curiosa, che induce il lettore ad arrivare fino alla fine del libro. Si tratta infatti di un giallo che vede il pantesco sacerdote, Don Floriano, un truffaldino aiutato dai suoi parrocchiani. Ma Pantelleria viene riporta non solo per le origini, anche per gli scenari che l’autore ricama attorno ai protagonisti.

Ecco cosa recita la

Sinossi

Sinossi Prete di Pantelleria

Matilde una sera scompare. Le indagini per ritrovare la signora, fanno aprire un
vaso di Pandora da dove emerge un mondo sotterraneo di corruzione, popolato da
personaggi cinici e spregiudicati, che pur di raggiungere i loro obiettivi, non esitano a
calpestare la dignità propria e altrui.
Pochi sono i protagonisti trasparenti che popolano la vicenda, non fa eccezione la
stessa Matilde, persona avida ed enigmatica, né Tancredi, marito della scomparsa,
commercialista corrotto, come la sua segretaria e amante Lilia, personaggio centrale
della storia.
Epicentro del racconto è la parrocchia, di don Floriano, prete originario di
Pantelleria, il quale, fingendo di ospitare persone extracomunitarie, gira i contributi
statali nel conto corrente personale, con l’appoggio di parrocchiane, mogli di politici
compiacenti.
Ingordigia ed egoismo guidano le azioni dei protagonisti, tutti protesi al
raggiungimento di qualcosa che non basterà loro mai, compreso un maldestro
capitano di carabinieri che lanciato alla ricerca di un colpevole a tutti i costi,
incrimina una persona estranea ai fatti, provocandone il suicidio.
Gregorio, ragazzo diciannovenne, figlio di Matilde, improvvisandosi detective,
scopre che il suo vero padre è don Floriano, il parroco.
Il terremoto virtuale scatenato da questi avvenimenti risveglia l’antica passione di
Gregorio per la trentacinquenne Lilia, dalla quale, a seguito di una notte d’amore,
avrà una bambina, che lui conoscerà dopo sette anni, periodo in cui è diventato
medico, soggiornando a Pantelleria, terra d’origine del prete di cui ne scopre le
caratteristiche.

I salotti della Palermo bene e i vigneti degradanti sul mare di Pantelleria fanno da
sfondo alla vicenda, una storia che ambientata anche nei quartieri periferici, dove i
sogni dei ragazzi sembrano destinati a rimanere tali e la rassegnazione degli adulti è
la costante ragione di vita.

Così di Carlo Norrito e Il Prete di Pantelleria

Storia coinvolgente e ricca di colpi di scena. Lo scrittore (che mi fregio di conoscere personalmente) con molta maestria riesce a farti vedere “con gli occhi della mente” luoghi e personaggi e a farti immergere nella trama del racconto intriso di corruzione e relazioni pericolose. Con estrema bravura descrive sguardi, espressioni e reazioni dei protagonisti dimostrando una sapiente conoscenza della psiche umana.  Calogero Raimondi

Libro di 256 pagine.

Premi 

Opera vincitrice, categoria inediti, del VI Premio letterario nazionale Piersanti Mattarella, VI edizione, anno 2022, conclusosi in Campidoglio a Roma il 21 maggio 2022.

Marina Cozzo è nata a Latina il 27 maggio 1967, per ovvietà logistico/sanitarie, da genitori provenienti da Pantelleria, contrada Khamma. Nel 2007 inizia il suo percorso di pubblicista presso la testata giornalistica cartacea L'Apriliano - direttore Adriano Panzironi, redattore Stefano Mengozzi. Nel 2014 le viene proposto di curarsi di Aprilia per Il Corriere della Città – direttore Maria Corrao, testata online e intraprende una collaborazione anche con Essere Donna Magazine – direttore Alga Madia. Il 27 gennaio 2017 l'iscrizione al Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti nel Lazio. Ma il sangue isolano audace ed energico caratterizza ogni sua iniziativa la induce nel 2018 ad aprire Il Giornale di Pantelleria.

Cultura

Morto Antonino Zichichi, il fisico nucleare aveva 96 anni

Redazione

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Si è spento all’età di 96 anni Antonino Zichichi, uno dei più celebri fisici italiani e grande volto della divulgazione scientifica in tv. Zichichi ha lasciando un’impronta indelebile nel mondo della scienza e nella comunicazione soprattutto perché ha sempre parlato al grande pubblico.

La notizia ha suscitato profondo cordoglio nel mondo accademico e tra gli spettatori che lo hanno seguito per decenni. Nato a Trapani il 15 ottobre 1929, Zichichi è stato un protagonista assoluto della fisica moderna, con una carriera che ha toccato le più importanti frontiere della ricerca scientifica. Professore emerito di Fisica Superiore presso l’Università di Bologna, il suo lavoro ha spaziato dalla fisica subnucleare alla promozione di una cultura scientifica accessibile a tutti.

Nel corso degli anni, Zichichi è riuscito a rendere comprensibili concetti complessi e questo gli ha permesso di parlare di anche sul piccolo schermo. Per i telespettatori italiani è stato un punto di riferimento: un maestro capace di coniugare competenza accademica e comunicazione, rendendo affascinanti temi che spesso rimangono confinati nei laboratori. La sua scomparsa segna la fine di un’epoca per chi considerava la divulgazione scientifica un ponte tra il sapere specialistico e l’immaginario collettivo. Ad oggi la figura di Zichichi rimane un simbolo curiosità e impegno culturale.

La carriera di Zichichi è caratterizzata da importanti risultati scientifici e di riconoscimenti nazionali e internazionali. Come fisico, ha contribuito allo sviluppo della fisica delle particelle e ha collaborato con istituzioni scientifiche di rilievo mondiali. Autore di oltre 1.100 articoli scientifici e direttore di numerosi esperimenti innovativi, Zichichi era noto per la sua forte fede cattolica, sostenendo spesso che non vi fosse alcun conflitto intrinseco tra scienza e religione. Questa posizione, insieme al suo aperto scetticismo nei confronti dell’evoluzione darwiniana e di alcuni modelli di cambiamento climatico, lo pose spesso al centro di accesi dibattiti all’interno della comunità scientifica. È noto che definisse l’astrologia e la superstizione come una “Hiroshima culturale”.

Salvatore Battaglia

Presidente Accademia delle Prefi

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Cultura

La comunità di Pantelleria si unisce al resto della Nazione nel Giorno del Ricordo

Redazione

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10 febbraio, la nostra Comunità si unisce al resto della Nazione nella solenne commemorazione del Giorno del Ricordo, dedicato alle vittime delle foibe e all’esodo giuliano- dalmata. Il Sindaco comunica che questa ricorrenza rappresenta un momento di memoria condivisa, di raccoglimento e di riflessione profonda su una delle pagine più dolorose della storia italiana del Novecento. Ricordare significa rendere omaggio a quanti persero la vita in circostanze tragiche e a tutte le famiglie che furono costrette ad abbandonare le proprie terre, portando con sé sofferenza, dignità e speranza. La memoria non deve essere motivo di divisione, ma occasione di consapevolezza storica e di unità nazionale. Pantelleria, terra di confine e di identità forti, conosce il valore delle radici e il peso della storia. Per questo motivo, l’Amministrazione Comunale invita la cittadinanza a osservare un momento di raccoglimento, affinché il ricordo diventi impegno concreto per la pace, il rispetto tra i popoli e la tutela della dignità umana. Coltivare la memoria significa educare le nuove generazioni alla responsabilità, alla verità storica e al rifiuto di ogni forma di odio e violenza. Solo attraverso la conoscenza e il dialogo possiamo costruire un futuro fondato sulla convivenza civile e sulla solidarietà. Pantelleria si stringe idealmente alle famiglie delle vittime e rinnova il proprio impegno nel custodire la memoria come patrimonio collettivo della Repubblica.

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Cultura

Morte Zichichi, Schifani: «Ha reso la Sicilia capitale internazionale della scienza»

Redazione

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«Con la scomparsa di Antonino Zichichi l’Italia perde uno scienziato di statura mondiale e un grande divulgatore. Zichichi ha saputo abbinare il suo nome alla Sicilia e al Centro Majorana di Erice, rendendoli un punto di riferimento internazionale per la fisica e per il dialogo tra scienza e cultura. A nome del governo regionale, esprimo il più sentito cordoglio ai familiari e alla comunità scientifica». Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani.

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