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Economia

Il nuovo Bonus Partite IVA fino a 800€: come funziona e chi ne ha diritto

Matteo Ferrandes

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Nella manovra finanziaria del 2024, il governo italiano introduce una rilevante evoluzione nella Legge di Bilancio: la trasformazione dell’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (ISCRO) in una misura strutturale, mirata a sostenere i professionisti e i titolari di partita IVA durante le crisi economiche. 

Originariamente concepita come un sostegno temporaneo, l’ISCRO, gestita dall’INPS e variabile tra 250 e 800 euro, si adatta ora alle mutate esigenze dei lavoratori autonomi in un contesto segnato dall’incertezza economica e dall’aumento dei costi del’energia.

Cos’è l’ISCRO

Nella manovra finanziaria del 2024, il Governo italiano ha introdotto una misura significativa nella Legge di Bilancio per sostenere i professionisti e i titolari di partita IVA durante periodi di crisi economica. Conosciuta come Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (Iscro), questa iniziativa si configura come un’analoga della cassa integrazione, ma specificatamente rivolta a coloro che lavorano in autonomia.

 L’ISCRO, un contributo economico gestito dall’INPS, varia da 250 a 800 euro, calcolato come il 25% dei redditi dichiarati nei due anni antecedenti. In sostanza , questa indennità rappresenta un sostegno vitale per i lavoratori autonomi in tempi di difficoltà. Di fatti, assicura una continuità reddituale durante momenti di incertezza e difficoltà economica, a maggior ragione nel contesto attuale fortemente impattato dall’aumento dei prezzi dell’energia.

Le differenze rispetto al 2024

L’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (ISCRO), destinata ai lavoratori autonomi in Italia, diventerà una misura strutturale e non più straordinaria con la nuova manovra finanziaria. Il bonus per le partite Iva consiste in una rivisitazione sul piano strutturale della precedente misura ISCRO. Nel 2024, infatti, essa subirà cambiamenti significativi per diventare più inclusiva e adattabile alle esigenze dei lavoratori autonomi in Italia. Tra le principali novità introdotte dalla manovra finanziaria, si evidenziano:

Modifiche ai Requisiti di Partita IVA: I professionisti con Partita IVA attiva da almeno tre anni, anziché quattro come precedentemente richiesto, saranno ora idonei a richiedere l’ISCRO.
Requisiti Reddito e Iscrizione: Continua l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata e viene introdotto un nuovo limite di reddito, ora elevato a 12.000 euro. Per il 2024, i richiedenti devono aver avuto nel 2023 un reddito inferiore al 70% della media dei redditi autonomi del biennio 2021-2022.
Altre Condizioni: Resta l’esclusione per coloro che percepiscono pensioni o assegni di inclusione, e la necessità di essere in regola con i contributi previdenziali.

Queste modifiche, adattate all’evoluzione del contesto socio-economico mirano a rendere l’ISCRO uno strumento più flessibile e adattabile alle esigenze dei lavoratori autonomi, come ad esempio i proprietari di imprese.

Esse includono anche la restrizione per i beneficiari dell’Assegno di Inclusione, una mossa legata alla recente eliminazione del Reddito di Cittadinanza. Con questi aggiustamenti, l’ISCRO si trasforma in uno strumento più flessibile, mirato a supportare i professionisti autonomi in un periodo caratterizzato da una forte incertezza economica, in particolare per gli alti costi del gas.

 Questi interventi assicurano che l’indennità raggiunga effettivamente coloro che ne hanno più bisogno, allineando le politiche di sostegno alle dinamiche del mercato del lavoro autonomo.

In questa tabella mostriamo un confronto tra i dettagli della misura del 2023 e del 2024:

Come e quando richiederlo

Dal 1° gennaio 2024, i professionisti e i titolari di partita IVA che soddisfano i requisiti stabiliti potranno inoltrare la loro domanda di bonus di 800 euro all’INPS, con l’ente che si impegna a erogare il contributo dal giorno successivo alla presentazione della domanda. Per accedere a questo sostegno, i richiedenti devono seguire una procedura precisa:

Presentazione della Domanda: Questa deve essere compilata attraverso i canali ufficiali forniti dall’INPS, che potrebbero includere il sito web ufficiale o il contact center dell’ente.
Fornitura della Documentazione:  È necessario allegare i documenti che comprovano l’idoneità al bonus.
Attesa dell’Esito: Dopo l’invio della domanda, si attende la valutazione da parte dell’INPS.

Per il 2024, come per l’anno precedente, il termine ultimo per presentare la domanda è fissato al 31 ottobre. È rilevante notare che il beneficio non può essere richiesto nei due anni successivi all’inizio del suo utilizzo. Pertanto, chi beneficia del bonus nel 2024 non potrà presentare una nuova domanda prima del 2027.

La modalità di presentazione della domanda, basata sui precedenti anni, prevede l’utilizzo di un sistema telematico sul sito ufficiale dell’INPS o il ricorso al suo contact center. Tuttavia, rimane in attesa di conferma se il periodo di presentazione delle domande, che dal 2021 al 2023 era stato fissato tra il 1° maggio e il 31 ottobre, rimarrà invariato anche per il 2024. L’erogazione dell’indennità da parte dell’INPS è prevista per il giorno successivo alla ricezione della domanda, secondo le linee guida preliminari. In conclusione, numerosi lavoratori autonomi Italiani potranno ricevere un po’ di ossigeno ed affrontare i costi delle proprie bollette  ed in generale del costo della vita con più serenità nel 2024, in un contesto economico molto complicato in cui la produttività ed il benessere delle imprese rappresentano una priorità.

 

Fonte: www.prontobolletta.it – Bonus Partite Iva

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Economia

L’Italia esaurisce le sue scorte di olio d’oliva

Marilu Giacalone

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Il Ministero dell’Agricoltura italiano ha recentemente pubblicato un rapporto preoccupante sulle scorte di olio d’oliva al 30 aprile. Le scorte totali di olio d’oliva ammontavano a 198.560 tonnellate, un calo dell’8% rispetto all’inizio del mese e del 23,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando le scorte erano di 250.000 tonnellate.

In particolare, le scorte di olio d’oliva si attestavano a 180.347 tonnellate, di cui 147.246 tonnellate di olio extra vergine di oliva.

 
Gli operatori italiani si trovano ora nella situazione di non poter vendere più di 37.000 tonnellate al mese per evitare di esaurire le scorte entro ottobre. Questo problema, aggravato dai crescenti costi energetici che influenzano i prezzi di produzione, avrà conseguenze significative non solo per l’Italia ma anche per la Spagna, che sarà inevitabilmente influenzata dalla crisi del paese vicino.

Distribuzione regionale e categorie di olio d’oliva

Analizzando le categorie di olio d’oliva in Italia, emerge che il 73% delle scorte totali è rappresentato da olio extra vergine di oliva (EVO), con il 68,5% di origine italiana. L’olio d’oliva vergine costituisce solo l’1,5% delle scorte. Le 223.409 tonnellate di olio d’oliva sono distribuite come segue:

Distribuzione Delle Scorte Di Olio D’oliva Per Regione In Italia

Le regioni con le maggiori quantità di olio d’oliva sono Puglia (88.596 tonnellate), Toscana (35.601 tonnellate), Umbria (23.319 tonnellate) e Calabria (22.231 tonnellate), che insieme rappresentano il 76% delle scorte italiane.

Importazioni e ruolo della Spagna

Date le circostanze, è probabile che gli operatori italiani inizino presto a importare olio d’oliva per soddisfare le necessità interne. La Spagna, grazie alla sua vicinanza geografica e alla disponibilità di olio d’oliva, giocherà un ruolo cruciale nell’alleviare la carenza italiana.

Tuttavia, questa soluzione potrebbe influire negativamente sui prezzi dell’olio d’oliva all’origine, aumentando la pressione sul mercato spagnolo.

Cause della crisi: fattori climatici ed energetici

La scarsità di olio d’oliva in Italia è il risultato di una combinazione di fattori climatici ed energetici. Le condizioni meteorologiche estreme, come siccità prolungate e ondate di calore, hanno gravemente compromesso le raccolte in Italia e in altri paesi mediterranei come la Spagna e la Grecia. Questi eventi climatici hanno ridotto significativamente la produzione di olive, causando una diminuzione delle scorte di olio d’oliva.

A questi problemi si aggiungono gli alti costi energetici, che hanno influito sull’intera catena di produzione. Sebbene i prezzi dell’energia abbiano iniziato a diminuire, i costi di produzione rimangono elevati a causa dell’inflazione accumulata e dei precedenti aumenti dei prezzi dell’energia e del carburante. Questi costi elevati hanno reso ancora più difficile la produzione e la distribuzione dell’olio d’oliva.

Cosa si può fare per fermare il calo delle scorte di olio d’oliva?

La situazione attuale delle scorte di olio d’oliva in Italia rappresenta una crisi significativa dovuta a condizioni climatiche avverse e agli alti costi energetici. Per affrontare questa sfida, è essenziale investire in pratiche agricole sostenibili e resilienti, come l’uso di tecnologie avanzate e varietà di olive più resistenti. La transizione verso fonti di energia rinnovabile può inoltre contribuire a stabilizzare i costi di produzione e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.

La cooperazione internazionale, specialmente con paesi produttori come la Spagna, può offrire soluzioni attraverso la condivisione delle migliori pratiche e delle tecnologie innovative. Il supporto del governo, con politiche agricole mirate e finanziamenti per la ricerca, è fondamentale per aiutare i produttori a superare le difficoltà attuali. Attraverso questi sforzi congiunti, l’Italia può sperare di stabilizzare e rafforzare il settore dell’olio d’oliva, garantendo una maggiore resilienza futura.

Fonte: https://www.prontobolletta.it/news/italia-esaurisce-scorte-olio-oliva/

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Economia

Palermo, Sindaco D’Ancona alla firma di accordo: Fondo Sviluppo e Coesione tra Governo e Regione Siciliana

Marilu Giacalone

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Il Sindaco di Pantelleria Fabrizio D’Ancona presente alla firma dell’accordo per il Fondo Sviluppo e Coesione tra Governo e Regione Siciliana

. Il Sindaco Fabrizio D’Ancona ha partecipato all’evento che si è tenuto ieri al Teatro Massimo di Palermo per la firma dell’accordo riguardante l’assegnazione di 6,8 miliardi di euro del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) alla Regione Siciliana.

La cerimonia ha visto la presenza del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci, insieme a diverse autorità regionali e locali. Il Sindaco D’Ancona ha espresso grande soddisfazione per l’importanza di questo accordo che porterà benefici significativi allo sviluppo economico e sociale dell’intera isola di Pantelleria. In particolare, il Sindaco ha sottolineato due importanti progettualità che saranno finanziate grazie a questi fondi, tra cui gli interventi sulla strada Porto-Aeroporto.

LE DICHIARAZIONI DEL SINDACO D’ANCONA

“La firma di questo accordo rappresenta un passaggio significativo per Pantelleria. I fondi assegnati permetteranno di realizzare infrastrutture essenziali anche per il nostro territorio. Importante a questo proposito il progetto per gli interventi sulla strada Porto-Aeroporto che migliorerà l’accessibilità turistica

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Economia

Siccità: centinaia di stalle senza acqua né cibo, SOS in Sicilia

Redazione

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Arrivato il primo carico di fieno per sfamare gli animali ma la situazione resta drammatica

di Filomena Fotia da Meteoweb.eu
 
 

 
 
“Centinaia di allevamenti non riescono più a sfamare i propri animali per la mancanza di acqua e foraggio bruciato dalla siccità, con il serio rischio di vederli morire. È ormai drammatica la situazione nelle campagne della Sicilia dove è arrivato il primo carico del milione e mezzo di chili di fieno donati da Coldiretti, Consorzi Agrari d’Italia, Bonifiche Ferraresi, Associazione italiana allevatori e Fedama – Federazione delle Associazioni Nazionali di Razza per dare un aiuto alle stalle dell’isola, letteralmente in ginocchio a causa della siccità.
Il foraggio viene trasportato e distribuito nelle aziende più in difficoltà – sottolinea Coldiretti – ma è solo un aiuto parziale che non potrà da solo salvare mucche e pecore ormai allo stremo in tutta la regione, a partire dalle zone interne, ormai arse con campi di grano e pascoli completamente secchi a causa della perdurante mancanza di pioggia. Coldiretti Sicilia è impegnata in questa fase a portare anche acqua nelle zone più in difficoltà“.

 
Le stime attuali parlano di un calo del 70% del raccolto, “ma se la situazione dovesse perdurare c’è il concreto rischio di un vero e proprio azzeramento. E gli allevatori sono costretti a comprare prodotto fuori regione a costi difficili da sostenere, considerata la grave crisi. Ma la preoccupazione riguarda ormai tutti i comparti dell’agroalimentare siciliano, vittima di anni di incapacità ad investire su un sistema infrastrutturale capace di non far disperdere l’acqua e in grado di garantire alle aziende la sopravvivenza,” spiega Coldiretti. “Ad aggravare la situazione il fatto che lo scorso anno è sparito in Italia un litro d’acqua su cinque con un calo della disponibilità idrica del 18%, che ha pesato in un inizio 2024 che si è classificato come il più caldo di sempre, con una temperatura superiore di 1,84 gradi alla media storica“, secondo l’analisi Coldiretti su dati Isac Cnr.

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