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Cultura

Il Castello di Pantelleria come si chiama? L’approfondimento di Dario Ciriminna nell’intervista

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Il Castello di Pantelleria come si chiama?

Facciamo luce una volta per tutte.

La domanda sorge spontanea e sempre più di frequente, poichè fino a poco tempo fa l’affascinante maniero isolano era definito Castello Barbacane, senza che questo scatenasse critiche, correzioni se non motivo di offesa personale.

Abbiamo chiesto lumi a Dario Ciriminna, autore insieme alle sorelle Tiziana e Manuela, del libro “Il Castello di Pantelleria”, edito dalla Regione Sicilia (ma con la stampa di sole 50 copie. Gli eredi infatti sono alla ricerca di sponsor per aumentarne la tiratura).

Signor Ciriminna come nasce l’idea del libro?” Io e le mie sorelle abbiamo solo portato a termine un lavoro iniziato da mio padre, Francesco Ciriminna, direttore dei lavori di restauro della fortezza.”

I Ciriminna derivano da Palermo, ma la loro passione verso Pantelleria li induce a tornare spesso da ben 41 anni, seppur ora Dari ora viva a Suvaki da tempo.

Signor Ciriminna, perchè siamo tutti convinti che il Castello si chiami Barbacane? 

“Attribuire il nome di “Castello di Barbacane” deriva da un errore di trascrizione di un  funzionario governativo quando compilò l’inventario dei beni demaniali: anziché scrivere “Castello ed il suo Barbacane”, riportò “Castello Barbacane”. Ma, come spiega anche l’enciclopedia multimediale WIKIPEDIA alla voce Barbacane, si legge: “il barbacane è una struttura difensiva medioevale che serviva come sostegno al muro di cinta”.

Allora anche il nostro Castello ha il suo barbacane? “Si, certo, e si trova all’angolo nord della cinta murata (oggi Piazza Almanza).

Allora come dovremmo chiamare la costruzione? Tolto quindi l’appellativo “Barbacane” ci sembra però riduttiva la semplice dizione “Castello di Pantelleria” anche se in tanti altri luoghi di Sicilia è la forma più adottata. Allo stato attuale degli studi ci sentiamo di attribuire la paternità del castello ai Normanni, per cui suggeriamo l’appellativo di: “Castello Normanno di Pantelleria”.

 

Marina Cozzo è nata a Latina il 27 maggio 1967, per ovvietà logistico/sanitarie, da genitori provenienti da Pantelleria, contrada Khamma. Nel 2007 inizia il suo percorso di pubblicista presso la testata giornalistica cartacea L'Apriliano - direttore Adriano Panzironi, redattore Stefano Mengozzi. Nel 2014 le viene proposto di curarsi di Aprilia per Il Corriere della Città – direttore Maria Corrao, testata online e intraprende una collaborazione anche con Essere Donna Magazine – direttore Alga Madia. Il 27 gennaio 2017 l'iscrizione al Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti nel Lazio. Ma il sangue isolano audace ed energico caratterizza ogni sua iniziativa la induce nel 2018 ad aprire Il Giornale di Pantelleria.

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Sociale

Pantelleria, in Gruppo Teatrale Don Bosco porta in scena “Il coraggio di essere liberi”

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L’iniziativa dei ragazzi dell’oratorio

L’8 maggio 2026 è andato in scena lo spettacolo dal titolo: “Il coraggio di essere liberi”, allestito  dagli adolescenti che si sono attribuiti il nome “Gruppo Teatrale Don Bosco”.

Lo spettacolo ha affrontato temi profondi e attuali: la libertà intesa come possibilità di essere se stessi, il desiderio di successo, il rapporto con il denaro, la tentazione di “fregarsene degli altri” per fare ciò che si vuole.
Ma soprattutto ci ha invitati a riflettere su cosa significhi davvero essere liberi: vivere senza catene, sì, ma anche comprendere che la vera libertà inizia da dentro, da ciascuno di noi.
Questi giovani attori hanno scelto di raccontarsi e di raccontare il mondo che li circonda con sincerità e coraggio.

Ringraziamo coloro che hanno partecipato allo spettacolo, perché con la vostra presenza, con il vostro sostegno i vostri calorosi applausi avete incoraggiato i ragazzi a credere nelle proprie capacità e a continuare a coltivare le loro passioni per il teatro e il canto.

Solo sostenendoli e incoraggiandoli possiamo aiutare i nostri ragazzi a crescere, a esprimersi e a continuare con entusiasmo questo bellissimo percorso artistico.

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Cultura

Pantelleria, due serate di preghiera con le Suore delle Poverelle

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Mercoledì 20 maggio, dalle ore 21.00, e Venerdì 22 maggio, dalle ore 19.00, preso la Chiesa Matrice di Pantelleria, si terranno due serate di preghiera con le Sure delle Poverelle, una vera e propria istituzione nella nostra isola.
La funzione religiosa si concluderà con il con il rinnovo dei voti.

Per chiudere in allegria e armonia, è previsto un rinfresco e una lotteria.

L’occasione è la festa di Don Luigi Palazzolo, fondatore della congregazione, proclamato santo il 15 maggio 2022 da Papa Francesco.
Il vescovo bergamasco, derivante da famiglia ricchissima, ha dedicato la sua vita ai poveri e i bisognosi, quelli rifiutati, cercacndo di fare con essi una famiglia. Era molto vicino ai giovani, accogliendoli e seguendone la crescita spiriturale.
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Cultura

Palermo, dal 23 maggio la mostra “Quattro Acque, Quattro Sante, Genio e una Città

Redazione

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A Palermo, dal 23 maggio al 7 giugno prossimi, presso il Museo Etnografico Siciliano – Giuseppe Pitrè, si terrà la mostra “Quattro Acque, Quattro Sante, Genio e una Città”, con le opere di Pina Castronovo e Massimo Oliveri.

DUEART:
È l’incontro tra due artisti ognuno col suo bagaglio culturale con esperienze di ogni tipo nel campo creativo.
Appartenenti entrambi alla Proloco di Bagheria, dopo un paio di anni di lavori svolti nello stesso laboratorio, pensano di proporsi al pubblico con una collezione pittorica di Divinità sacre in versione Pop.

Una reinterpretazione contemporanea di soggetti classici attraverso il linguaggio visivo della Pop Art, caratterizzata da colori piatti, contrasti accesi e una visione ironica del passato.
Il linguaggio usato è riconoscibile e potente: il Pop Figurativo Sacro è un territorio artistico che unisce tradizione iconica e linguaggio contemporaneo, mescolando memoria collettiva, storia dell’arte e linguaggio popolare.

“DUE ART è l’atto di coniugare due visioni, due storie, due linguaggi in un unico gesto espressivo. È la dimostrazione che l’arte condivisa non è somma, ma esplosione. L’unione delle differenze diventa una forza espressionistica nuova, carica di energia e consapevolezza.”
La collezione di Sante e di fiumi mitologici che ruotano intorno a Piazza Pretoria e i Quattro Canti a Palermo

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