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Il 12 settembre comincia la scuola per i 1000 studenti di Pantelleria. La parola alla psicologa Maria Tinto

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Mercoledì 12 settembre sarà un giorno speciale per molte persone: suonerà la prima campanella di quest’anno scolastico 2018-2019. I circa millecinquanta alunni varcheranno le soglie dei plessi: Direzione Statale D’Aietti, con scuola dell’Infanzia e Primaria; Istituto Omniacomprensivo di Pantelleria, comprendente  la scuola secondaria; l’Istituto Superiore Almanza; Scuola dell’infanzia paritaria Papa Giovanni XXIII I docenti e i dirigenti scolastici hanno programmato la vita scolastica che va oltre le lezioni in classe ma che prevede tanti progetti importanti per la formazione e la crescita dei nostri piccoli panteschi, che affronteranno tematiche varie quali la conoscenza e la salvaguardia dell’ambiente dell’isola, la storia e l’archeologia locali, le tradizioni pantesche, la prevenzione di alcune patologie più critiche dell’età infantile e dell’adolescenza, la sicurezza dell’alunno rispetto ai giochi, il bullismo in senso lato. I libri sono impilati ordinatamente sulle scrivanie, le matite colorate, i grembiuli: tutto l’occorrente è pronto ma sono pronti anche i ragazzi? Alla esperta Maria Tinto, psicologa, comportamentalista abbiamo posto una serie di domande per avvicinare maggiormente l’animo dei nostri figli e aiutarli ad affrontare una nuova prova: Come cambia la vita di un bambino il primo giorno di scuola?   Varcare l’uscio della scuola è sempre un momento emozionante, sia che si tratti del primo giorno in assoluto, sia del ritorno a scuola dopo la pausa estiva. E’ un momento che abbiamo vissuto, ma di cui ci rimane poco in mente, specialmente il ricordo dell’emozione che ha accompagnato i nostri passi verso quel luogo, quando i desideri e le aspettative si confondevano dentro di noi, con la voce della mamma che sollecitava il nostro risveglio, mentre noi, in modo confuso e indolente, ci avviavamo verso una nuova vita. Niente sarebbe stato più lo stesso, il passaggio dalla culla all’arena era iniziato. La scuola come un ring, il posto in cui bisognava farsi conoscere e apprezzare, luogo di scontro e confronto, di crescita e inibizioni, di angosce e frustrazioni. Abbandonati i giochi, non c’era altro da fare che accettare passivamente quello che si presentava come una segregazione. Ma poiché tutto ciò che è sconosciuto affascina, l’eccitazione prendeva il sopravvento sulle paure. Senza alcuna consapevolezza ed in maniera del tutto spontanea, come tutto ciò che attiene ad un bambino, iniziavamo a confrontarci col mondo, anzi, con una realtà fino a quel momento sconosciuta. Che si tratti di asilo, elementare, scuola media o superiori, quello che si vive è un vero e proprio “rito di passaggio”, con tutta la sofferenza e le attese di un passaggio ad una fase nuova della vita. Per i più piccoli, l’angoscia è dovuta all’allontanamento da casa, ovvero dal luogo che dona protezione verso tutto ciò che è sconosciuto e dove le figure di riferimento sono pronte a soccorrere. Ma in che modo si modifica la vita di un bambino o di un ragazzo il primo giorno di scuola? Questa è una domanda che difficilmente viene formulata, nella considerazione che l’ingresso a scuola sia un evento dato per scontato. Purtroppo non è così, anzi talvolta può risultare problematico per un bambino o un fanciullo iniziare questo nuovo percorso di vita. Le risposte emotive cambiano a seconda dell’età del bambino o del fanciullo. Nel caso della prima infanzia, specialmente quando il legame di attaccamento con la madre non consente al piccolo di vedere altro che non sia la madre, il bambino vive una vera e propria angoscia abbandonica, con sensi di vuoto e ansie profonde. Infatti, vive un malessere che non riesce a comprendere e lo manifesta con proteste di rifiuto ed attacchi d’ira. Ma c’è anche il bambino che in maniera rassegnata accetta questa nuova destinazione, senza protestare, chiudendosi in un rifiuto sociale verso tutto ciò che lo circonda. In entrambi i casi l’attenzione dei genitori e degli insegnanti deve essere alta, per prodigarsi in modo concorde, ad adottare strategie comportamentali e di comunicazione, per far sì che il bambino si senta comunque al sicuro e non consideri la scuola un ambiente ostile. Per cui si rende necessario, accompagnare i bambini in maniera graduale verso questo distacco. Tenendo sempre presente che la maturità di un bambino a livello cognitivo non è quella di un adulto, tutto ciò che per una persona adulta è semplice ed ovvio, per un bambino può essere complesso e traumatico da accettare. Ogni bambino ha i suoi tempi di abituazione, pertanto è necessario concedere ad ogni bambino il suo tempo, che certamente non è quello dell’adulto, senza forzare né rinunciare, ma mantenere un comportamento coerente con l’obiettivo posto e nello stesso tempo rispettare le fasi di adattamento del bambino. Ci sono poi anche da considerare le difficoltà che il piccolo deve affrontare, legate al nuovo contesto, alle nuove regole, alla condivisione degli spazi, dei tempi, insomma una nuova dimensione a cui il bambino deve uniformarsi e che non sempre ci riesce, senza superare momenti difficili. Il cambiamento di abitudini del bambino, è aggravato da fattori importanti, basti considerare che la prima regola scolastica che gli viene prescritta, è quella di restare seduto per ore. E’ una regola imposta, che non tiene conto della naturale attività frenetica da cui il bambino per natura è dominato. A questo limite si aggiunge quello del fare silenzio. Per cui il bambino non si può muovere, né può parlare, viene improvvisamente investito da una sorta di pietrificazione di tutte quelle che sono le sue naturali espressioni vitali. Un supplizio a cui viene sottoposto con la massima disinvoltura. Alle elementari gli sono anche interdette le attività del gioco, per cui emotività e creatività vengono segregate. Ma la pena forse ancora più grande è quella che a tutto questo si aggiunge il comportamento del genitore al ritorno a casa, quando la mamma o chi per essa gli pone la fatidica domanda: “Com’è andata a scuola?”, questa è l’ultima cosa che un bambino, ma anche un ragazzo, vorrebbe sentirsi chiedere. Piuttosto gradirebbe un silenzioso abbraccio, che sarebbe il modo più esplicito per dire: “Sono felice di vederti, ti voglio bene, capisco quello che hai dovuto affrontare stamattina, ma ti sono vicina oggi e nei giorni a venire potrai sempre contare su di me, in qualsiasi momento io ci sono”. A meno che, non sia il bambino a tornare da scuola sorridente e voler parlare della nuova esperienza scolastica. In questo caso il genitore si metterà in ascolto, che vuol dire, porre la massima attenzione alle parole che il figlio gli sta donando. Dedicandogli il suo tempo è il modo migliore per aiutarlo ad affrontare la nuova esperienza. Considerare il primo giorno di scuola come un momento di stress importante per un bambino, aiuta ogni genitore ad affrontare le difficoltà che possono presentarsi non solo nel momento dell’inserimento scolastico, ma per tutto il percorso di studi. Tenendo presente che il figlio vive emozioni forti e contrastanti, che spesso non riesce a decifrare, per cui aumenta il suo stato di confusione e disagio. Quali sono gli ostacoli più grandi che i bambini e i ragazzi temono e quali sono quelli reali? Molto spesso le paure che bloccano le azioni di un bambino o di un fanciullo, sono frutto dell’immaginazione, ansie anticipatorie attraverso le quali si vede la realtà deformata. Molto spesso può succedere che ci siano paure trasmesse ai bambini e ai ragazzi direttamente dai genitori, con il loro modo di affrontare o di non affrontare le difficoltà della vita e con i loro stessi disagi interiori irrisolti. La cosiddetta ansia da prestazione, molto comune negli studenti, è una paura anticipatoria verso qualcosa che in realtà non esiste, perché non si è ancora sperimentata. E’ paura di non potercela fare, nella convinzione assurda di non avere le capacità adeguate al compito, ma questo è un limite che si potrà svelare solo nel momento in cui si affronterà la situazione tanto temuta, non prima. I timori veri potrebbero essere riferiti a situazioni scolastiche di vero disagio emotivo o anche fisico, mi riferisco ai casi di bullismo. In questi casi il bambino o il ragazzo ha paura di affrontare un nuovo anno scolastico, nel timore di vivere le angosce e le violenze subite l’anno precedente. Mi piace pensare che questo tipo di timore non si verifichi, che il problema abbia trovato risoluzione nel momento in cui si è presentato, senza strascichi che si protraggono negli anni a seguire, altrimenti la scuola viene vissuta come una punizione e questo è assolutamente da evitare per la crescita sana ed equilibrata di ogni giovane vita. A questo proposito, vorrei aggiungere che vanno attentamente osservati i bambini ed i ragazzi al ritorno da scuola, quello che dicono, ma anche i silenzi, i gesti, i cambiamenti di umore, abitudini, rinunce, sono tutti segnali che devono destare sospetto al genitore, perché anche col silenzio il figlio sta comunicando qualcosa. Tutto ciò che il bambino dirà, bisognerà ascoltarlo e dargli fiducia, senza assumere atteggiamenti denigranti, dubbiosi o giudicanti, questo è molto importante. I genitori come devono affrontare queste problematiche e come devono interagire con i figli e i docenti? Un figlio a qualsiasi età ha bisogno di riconoscersi e di essere riconosciuto, questo avviene attraverso l’accettazione genitoriale, quando un genitore si mostra giudicante, critico, oppositivo, sfiduciato verso le capacità del figlio, non solo non stimola la sua autostima, ma gli sottrae la capacità di autonomia, sia decisionale che fattiva, questo gli comporterà un considerevole arresto nella sua crescita evolutiva caratteriale, con conseguenze spesso disastrose. Ci sono genitori che chiedono risultati sempre maggiori ai propri figli, considerando la scuola soltanto come uno scenario competitivo e rappresentativo. La competizione se non adeguatamente costruita, non incoraggia, ma, in molti casi, deprime. E’ bene insegnare ai bambini e ai ragazzi anche la benefica scoperta della sconfitta, dell’incapacità che diventa acquisizione di competenze successive, limiti che arricchiscono la propria formazione. Spesso il dialogo con la scuola manca o viene deformato da pregiudizi, a discapito dell’alunno, a cui, paradossalmente, viene negata la possibilità di formarsi in maniera serena. Genitori in conflitto con i docenti ce ne sono, questo accade perché non si rispettano i propri ruoli, per cui gli spazi vengono oltrepassati. I genitori devono restare nell’ambito delle loro competenze genitoriali e così pure gli insegnanti, quello che vedo spesso è questo modo di invadersi a vicenda, utilizzando spesso proprio il bambino come mezzo per affermare la personale supremazia. Così facendo non si risolvono i problemi , ma se ne aggiungono altri, sempre a discapito dell’interesse educativo ed evolutivo del minore. Sarebbe opportuno che i genitori restassero lontani dalla scuola, per dare la possibilità agli insegnanti di fare con serenità il loro lavoro. Il genitore deve intervenire solo quando gli interessi del figlio vengono lesi e rivolgersi direttamente al dirigente scolastico. Essere genitori è senza dubbio un’arte che si acquisisce col tempo, si affina e si sublima, ma sempre nella considerazione che un figlio è una persona e le persone meritano rispetto. Dott.ssa Maria Tinto Psicologa – Psicoterapeuta Breve Strategico Buon anno scolastico, ragazzi! Marina Cozzo

Marina Cozzo è nata a Latina il 27 maggio 1967, per ovvietà logistico/sanitarie, da genitori provenienti da Pantelleria, contrada Khamma. Nel 2007 inizia il suo percorso di pubblicista presso la testata giornalistica cartacea L'Apriliano - direttore Adriano Panzironi, redattore Stefano Mengozzi. Nel 2014 le viene proposto di curarsi di Aprilia per Il Corriere della Città – direttore Maria Corrao, testata online e intraprende una collaborazione anche con Essere Donna Magazine – direttore Alga Madia. Il 27 gennaio 2017 l'iscrizione al Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti nel Lazio. Ma il sangue isolano audace ed energico caratterizza ogni sua iniziativa la induce nel 2018 ad aprire Il Giornale di Pantelleria.

Attualità

L’Arma dei Carabinieri celebra i 212 anni di fondazione, “Con lo sguardo sempre attento ai bisogni della comunità”

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L’ARMA DEI CARABINIERI, CON LO SGUARDO SEMPRE ATTENTO
AI BISOGNI DELLE COMUNITÀ, CELEBRA A REGGIO CALABRIA
IL 212° ANNUALE DELLA SUA FONDAZIONE
Nella mattinata odierna, alla presenza del Comandante Generale, Gen. C.A. Salvatore Luongo, si è
svolta per la prima volta a Reggio Calabria, sul Lungomare Falcomatà, in un suggestivo affaccio
sullo Stretto di Messina, la festa dell’Arma dei Carabinieri, giunta al 212° Annuale della sua
Fondazione. L’evento è stato suggellato dalla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri
Giorgia Meloni, del Ministro della Difesa Guido Crosetto, del Ministro dell’Interno Matteo
Piantedosi, del Ministro della Salute Orazio Schillaci, del Ministro del Lavoro e Politiche Sociali
Marina Elvira Calderone, del Ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, del
Sottosegretario di Stato per la Difesa Isabella Rauti, del Capo di Stato Maggiore della Difesa
Generale Luciano Portolano, nonché di altre Autorità parlamentari, di governo, militari, civili e
religiose e altre delegazioni di Paesi stranieri con cui l’Arma ha un rapporto di amicizia e
collaborazione.
La significativa ricorrenza ricade il 5 giugno, data in cui nel 1920 la Bandiera dell’Arma fu insignita
della prima Medaglia d’Oro al Valor Militare per la partecipazione eroica dei Carabinieri alla Prima
Guerra Mondiale. Una celebrazione che quest’anno è ancora più significativa, ricorrendo gli 80 anni
dalla proclamazione della Repubblica Italiana.
In occasione di questo Anniversario dell’Arma è stata sottolineata l’importanza dello “sguardo” dei
Carabinieri: “sempre presenti sul territorio, ogni giorno, attenti ai bisogni delle comunità”.
La cerimonia è iniziata con lo schieramento dei Reparti rappresentativi delle Organizzazioni
dell’Arma: Mobile e Speciale, Addestrativa, Territoriale e Tutela Forestale Ambientale e
Agroalimentare.
Si è quindi svolta la resa degli onori al Presidente del Consiglio e al Ministro della Difesa
accompagnati dal Capo di Stato Maggiore della Difesa e dal Comandante Generale dell’Arma dei
Carabinieri, che hanno passato in rassegna i Reparti schierati.
Dopo la lettura della motivazione con cui è stata tributata la M.O.V.M. “alla memoria” al Car.
Lorenzo Gennari, cui è intitolato il 144° Corso formativo, è intervenuto il Comandante della Scuola
Allievi di Reggio Calabria, Col. Enrico Pigozzo, il quale si è rivolto agli Allievi Carabinieri del
predetto corso formativo, prima del solenne Giuramento di fedeltà alla Repubblica la rituale
consegna degli Alamari: “Guardatevi: solo pochi mesi fa, giovani ragazze e ragazzi varcavano i
cancelli della nostra Scuola curiosi e smarriti. Ci eravamo dati delle parole d’ordine: impegno,
motivazione, determinazione, saldezza. Vi era stata indicata una via, nel tempo divenuta un
pregnante monito: qui si entra per imparare, di qui si esce per servire. Avete imparato la nostra
missione: proteggere, ascoltare, rassicurare. Le emozioni di oggi, il fiato che manca, il cuore che
batte più della grancassa, custoditele gelosamente. Le ritroverete intatte tra molti anni, quando
riporrete l’uniforme, fieri solo di quel grazie, semplice e sincero, donato da chi avrete aiutato.
Perché essere Carabiniere significa scoprire l’intima bellezza di poter aiutare il prossimo”.
Dopo la lettura del messaggio del Presidente della Repubblica, ha preso la parola il Ministro della
Difesa, Guido Crosetto, il quale ha dichiarato: “Per spiegare cosa significhi appartenere all’Arma
dei Carabinieri e in generale alle nostre Forze Armate, immagino spesso una telefonata nel cuore
della notte. Una persona cara che dice: ‘Sono in una strada buia, delle persone mi stanno
seguendo. Ho paura’. Poi più avanti scorge un’uniforme dei Carabinieri. In quel momento non
conosce volto, nome o storia di chi indossa quell’uniforme. Sa solo una cosa: lì troverà protezione,
una mano tesa, la presenza dello Stato. Le Istituzioni non sono entità astratte: camminano sulle
gambe delle donne e degli uomini che le servono. Crescono grazie al loro esempio e conquistano
rispetto e fiducia dei cittadini attraverso il sacrificio quotidiano. È così che, in oltre due secoli di
storia, i Carabinieri hanno costruito il legame profondo che li unisce agli italiani”. Il Ministro si è
poi rivolto ai giovani Carabinieri che hanno prestato Giuramento di fedeltà alla Repubblica:
“Arriveranno momenti di difficoltà, incertezza e debolezza. Quando accadrà, ricordate questo
giorno, l’uniforme che indossate e i valori che rappresenta. Ricordate di appartenere alla grande
famiglia dell’Arma dei Carabinieri e della Difesa. Da oggi il vostro status è cambiato: il Paese vi
assegna il compito di difendere le Istituzioni e i cittadini, affidandovi l’uso esclusivo della forza,
quando necessario. In voi riponiamo la sicurezza nostra e delle persone che amiamo. Ognuno di
noi sarebbe disposto a sacrificarsi per i propri figli, ma pochi lo farebbero per i figli degli altri. Le
Forze Armate e i Carabinieri hanno scelto proprio questo: mettere a disposizione il bene più
prezioso, la propria vita, anche per persone che non conosceranno mai. È questa la grandezza del
vostro servizio. Ed è per questo che oggi il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e tutti noi
siamo qui: non per ricevere applausi, ma per rendere omaggio, con rispetto e gratitudine, a chi ha
servito il Paese fino all’estremo sacrificio”.
A seguire la consegna della Medaglia d’Oro al “Valor Civile” alla Bandiera di Guerra
dell’Arma dei Carabinieri per l’attività svolta dal Comando per la Tutela del Lavoro, che
quest’anno celebra 100 anni dalla sua istituzione, con la seguente motivazione:
“L’Arma dei Carabinieri, nel solco della sua secolare dedizione alla tutela della collettività e delle
fasce più vulnerabili, attraverso l’incisiva azione del Comando Carabinieri per la Tutela del
Lavoro, dava prova di straordinario valore e lungimirante abnegazione nel contrasto alle insidiose
forme di illegalità nel mercato del lavoro straniero.
A partire dall’ottobre 2022, il Reparto, quale baluardo tecnico e strategico della legalità
migratoria, avviava una complessa e innovativa attività di approfondimento del quadro normativo
di gestione dell’immigrazione lavorativa regolare, trasformando l’azione preventiva e di vigilanza
in una manovra di contrasto strutturale, che, attraverso complesse operazioni, rese rischiose per il
coinvolgimento di appartenenti ad agguerrite consorterie di stampo mafioso, consentiva di
disarticolare sodalizi criminali radicati, i quali, avvalendosi anche di un’articolata rete di
complicità, minavano l’integrità del tessuto produttivo e sociale del Paese.
L’efficace linea d’azione, condotta con profondo senso del dovere e spirito di sacrificio, premetteva
di sottrarre migliaia di lavoratori alle maglie della criminalità e di restituire dignità e sicurezza ai
soggetti più fragili, riscuotendo l’incondizionata ammirazione delle istituzioni nazionali e
internazionali. Esempio fulgido di moderna efficienza operativa al servizio del Paese”.
Territorio nazionale ed estero, ottobre 2022 – 2026
Successivamente sono state consegnate, dalle Autorità istituzionali presenti, alcune ricompense
individuali:
 la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria al Mar. Carlo Legrottaglie, consegnata
alla moglie presente alla cerimonia, con la seguente motivazione: “Addetto ad Aliquota
Radiomobile di Compagnia distaccata in territorio caratterizzato da elevato indice di
criminalità, nel corso di un servizio perlustrativo svolto unitamente ad altro militare, con
spiccato spirito di iniziativa ed eccezionale coraggio, si poneva all’inseguimento di due
individui sospetti, a bordo di un’autovettura risultata successivamente rubata, che terminavano
la propria pericolosa e prolungata fuga contro un muretto e un palo della rete elettrica. Nelle
successive e concitate fasi, il militare, nel consapevole adempimento dei propri doveri, non
esitava a opporsi a uno dei malfattori, armato di pistola, che, sceso dal mezzo, lo affrontava
con palese intento violento. Attinto proditoriamente da un colpo esplosogli contro dal
malvivente, sebbene gravemente ferito, anziché trovare riparo, replicava con l’arma in
dotazione, prima di accasciarsi esanime al suolo. Fulgido esempio di elette virtù militari e
altissimo senso del dovere, spinti fino all’estremo sacrificio”. Francavilla Fontana (BR), 12
giugno 2025.
 la Medaglia d’Argento al Valor Militare, al Brig. Costanzo Giuseppe Garibaldi, con la
seguente motivazione: “Addetto ad Aliquota Radiomobile di Compagnia distaccata in territorio
caratterizzato da elevato indice di criminalità, nel corso di un servizio perlustrativo svolto
unitamente ad altro militare, con spiccato spirito di iniziativa ed eccezionale coraggio, si
poneva all’inseguimento di due individui sospetti, a bordo di un’autovettura risultata
successivamente rubata, che terminavano la propria pericolosa e prolungata fuga contro un
muretto e un palo della rete elettrica. Nelle successive e concitate fasi, il militare, nel
consapevole adempimento dei propri doveri, non esitava a opporsi a uno dei malfattori, armato
di pistola, che, sceso dal mezzo, aveva poco prima attinto mortalmente il commilitone,
ingaggiando una violenta colluttazione e mettendo in fuga entrambi i criminali. Fulgido
esempio di elette virtù militari e altissimo senso del dovere”.
Francavilla Fontana (BR), 12 giugno 2025.
 Medaglia d’Argento al Valor Civile al Mar. Magg. Antonino Giorgio, ora Luogotenente,
con la seguente motivazione: “Con esemplare altruismo e cosciente sprezzo del pericolo, non
esitava, unitamente ad altri militari, a intervenire presso un distributore di carburante, ove il
gestore, a seguito di una violenta esplosione dovuta alla fuoriuscita accidentale di GPL, era
rimasto gravemente ferito. Nonostante l’incendio e l’imminente pericolo di ulteriori esplosioni,
si prodigava nel soccorrere le numerose persone presenti e nelle operazioni di messa in
sicurezza dell’area, facendo evacuare gli edifici circostanti prima che si verificasse una
seconda e più forte deflagrazione, che provocava ingenti danni a mezzi e immobili circostanti.
Benché ferito, continuava a garantire le operazioni di soccorso, scongiurando più tragiche
conseguenze. Chiaro esempio di elette virtù civiche e non comune senso del dovere”. Roma, 4
luglio 2025.
 Medaglia di Bronzo al Valore Civile al Mar. Ca. Gregorio Assanti, al V. Brig. Luigi
Ciampa, all’App. Annagiulia Leone, ai Car. Sc. Gianmarco Galuppi, Paolo Angelo Caffelli
Huiza e Salvatore Milia ed al Car. Ciro Panzuto, con la seguente motivazione: “Con
cosciente sprezzo del pericolo, non esitava, unitamente ad altri militari, a intervenire presso un
distributore di carburante, ove il gestore, a seguito di una violenta esplosione dovuta alla
fuoriuscita accidentale di GPL, era rimasto gravemente ferito. Nonostante l’incendio e
l’imminente pericolo di ulteriori esplosioni, si prodigava nel soccorrere le numerose persone
presenti e nelle operazioni di messa in sicurezza dell’area, facendo evacuare gli edifici
circostanti prima che si verificasse una seconda e più forte deflagrazione, che provocava
ingenti danni a mezzi e immobili circostanti. Grande esempio di elette virtù civiche e non
comune senso del dovere”. Roma, 4 luglio 2025.
 Medaglia d’Argento al Valore dell’Arma ai Car. Sc. Tomas Vangelista ed Eugenio Mauro,
con la seguente motivazione: “Addetto a Reggimento Carabinieri, in servizio di protezione e
scorta dell’Ambasciatore d’Italia in Damasco, durante una rivolta armata ad opera di ribelli,
nel corso della quale venivano assaltate varie sedi Istituzionali, evidenziando altissimo senso
del dovere, encomiabile professionalità, eccezionale coraggio e cosciente sprezzo del pericolo,
resisteva, unitamente ad altro commilitone, ai ripetuti tentativi di attacco alla residenza
dell’Autorità da parte di miliziani armati, non esitando a porre a repentaglio la propria
incolumità per garantire la protezione dell’Ambasciatore. Il comportamento tenuto riscuoteva
l’apprezzamento dei vertici del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione
Internazionale, accrescendo il prestigio e l’immagine dell’Istituzione in Italia e all’estero”.
Damasco (SIRIA), 8 dicembre 2024.
In considerazione dei grandi successi ottenuti dal Centro Sportivo Carabinieri nel corso delle
Olimpiadi Invernali Milano – Cortina 2026, si è quindi proceduto alla consegna delle onorificenze e
delle insegne del grado superiore agli atleti che si sono particolarmente distinti:
Al Lgt. C.S. Armin Zoggeler e al Mar. Federica Brignone è stata consegnata la Croce d’Oro al
Merito dell’Arma, mentre gli atleti Lisa Vittozzi, Lukas Hofer, Dominik Paris, Dominik Fischnaller,
Emanuel Rieder, Simon Kainzwaldner e Luca Spechenhauser hanno ottenuto l’avanzamento
straordinario per meriti eccezionali.
Si è poi proceduto alla consegna del “Premio Annuale” a cinque Comandanti di Stazione ed uno di
Nucleo Forestale particolarmente meritevoli nell’attività d’istituto, impegnati quotidianamente ad
accogliere, ascoltare e soccorrere la comunità:
 Lgt. C.S. Antonio Sottile, Comandante Stazione CC Morbegno (Sondrio);
 Lgt. C.S. Luciano Masini, Comandante Stazione CC Villa Verucchio (Rimini);
 Lgt. C.S. Salvatore Maricchiolo, Comandante Stazione CC Quarrata (Pistoia);
 Lgt. C.S. Vincenzo Mella, Comandante Stazione CC L’Aquila;
 Lgt. C.S. Pietro La Paglia, Comandante Stazione CC Palermo Mezzo Monreale
 Mar. Ord. Emanuele Lanzetta, Comandante Nucleo CC Forestale Pozzuoli (Napoli).
Al termine delle premiazioni, dopo il deflusso dei Reparti, è stato eseguito lo sfilamento dei cavalli
del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari e dei motocicli e autoveicoli dell’Arma.
Prima della conclusione della mattinata, dopo il passaggio di motocicli e autoveicoli dell’Arma, si è
svolta la dimostrazione di un atto tattico: la simulazione di ship boarding su una nave, da parte del
GIS (Gruppo Intervento Speciale); un’azione fulminea e ad altissimo rischio che ha mostrato ai
presenti le tecniche di liberazione “dall’alto” di ostaggi o per la risoluzione di atti di terrorismo,
mediante il posizionamento di un elicottero AW139 proprio sopra la nave.
La Cerimonia è terminata con l’emozionante aviolancio della Sezione di Paracadutismo Sportivo
del 1° Reggimento Paracadutisti Tuscania e la resa degli onori alle massime Autorità, a cura del
Reparto d’Onore.
È possibile rivedere il video dell’evento sul canale Youtube @ArmadeiCarabinieriUfficiale (link
https://www.youtube.com/watch?v=Hw3LZr79pqg ).
Per restare aggiornati seguite sui social dell’Arma #carabinieri e #FestArma2026

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Pantelleria, domani pomeriggio incontro pubblico sull’avvicinamento alla costa

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Rivolto ai barcaioli, agli operatori delle attività di noleggio barche, alle Autorità competenti e a tutti i cittadini interessati

Incontro pubblico sulla regolamentazione dell’avvicinamento alla costa dal mare Il Sindaco comunica che è convocato un incontro pubblico presso la Sala Consiliare del Comune di Pantelleria, il 4 giugno alle ore 18:30, rivolto ai barcaioli, agli operatori delle attività di noleggio barche, alle Autorità competenti e a tutti i cittadini interessati.

L’incontro avrà come oggetto la nuova ordinanza finalizzata a regolamentare l’avvicinamento alla costa dal mare, con particolare riferimento alle aree interessate da rischio idrogeologico lungo il litorale dell’isola.

Il provvedimento nasce a seguito di un percorso di confronto tra il Comune di Pantelleria, l’Ente Parco Nazionale Isola di Pantelleria, l’Autorità Marittima e gli altri enti competenti, sulla base degli studi tecnici prodotti e degli approfondimenti effettuati lungo il litorale isolano.

Oltre al Sindaco Fabrizio D’Ancona, saranno presenti il Direttore facente funzione dell’Ente Parco Nazionale Isola di Pantelleria, Carmine Vitale, e il Comandante della locale Capitaneria di Porto, Claudio Marrone, che illustrerà i contenuti dell’ordinanza.

L’obiettivo è arrivare a una disciplina più ragionata e proporzionata, che tenga conto delle diverse caratteristiche della costa, dell’altezza delle falesie e dei livelli di rischio, prevedendo distanze minime differenziate per l’avvicinamento dal mare. Si tratta di un passaggio importante per coniugare due esigenze fondamentali: da un lato la sicurezza delle persone, la tutela della navigazione e la prevenzione dei rischi legati al dissesto idrogeologico; dall’altro la possibilità di continuare a vivere e godere il mare di Pantelleria in modo consapevole, ordinato e rispettoso dei luoghi.

L’Amministrazione ritiene fondamentale condividere questo percorso con chi lavora ogni giorno sul mare, con chi lo frequenta e con la cittadinanza interessata, affinché il nuovo quadro regolamentare
sia compreso, applicabile e il più possibile aderente alla realtà dell’isola.

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Waterfront – Leali per Pantelleria chiede chiarimenti su cronoprogramma dei lavori

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Leali per Pantelleria “Intervento strategico per l’economia  e l’immagine turistica”

In questi giorni abbiamo raccolto numerose rimostranze da parte dei commercianti del centro cittadino riguardo alla scarsa chiarezza che continua a caratterizzare i lavori del waterfront. A preoccupare maggiormente è il fatto che il cronoprogramma inizialmente annunciato dall’Amministrazione non sembri oggi rispettato, senza che vi siano state comunicazioni puntuali e trasparenti sui motivi dei ritardi e sulle nuove tempistiche previste.

Parliamo di un intervento strategico per Pantelleria, che coinvolge direttamente attività economiche, residenti e l’intera immagine turistica dell’isola. Proprio per questo riteniamo inaccettabile che commercianti e cittadini siano lasciati nell’incertezza, senza informazioni chiare sull’andamento dei lavori.

Come movimento di opposizione, da mesi chiediamo la convocazione della Commissione Lavori Pubblici al fine di ottenere maggiore contezza dello stato reale dell’opera, dei tempi effettivi di completamento e delle eventuali criticità emerse durante l’esecuzione dei lavori. Ad oggi, però, le nostre richieste sono rimaste senza risposte concrete.

Per questo torniamo a chiedere con forza la convocazione immediata della Commissione competente e un nuovo incontro pubblico con gli stakesholders per conoscere la nuova programmazione degli interventi ad oggi in corso e non previsti durante la pubblicazione del primo cronoprogramma.

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