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I pasticciotti emblema della cucina di Pantelleria

I pasticciotti: emblema di semplicità nell’universo dolciario di Pantelleria  

Non esiste periodo dell’anno prefissato che si attenga alla preparazione dei pasticciotti,  dolci semplici e familiari nel rituale produttivo dell’isola di Pantelleria, facilmente accessibili ad ogni tempo e luogo, contemporaneamente accostabili ad espressioni dolciarie più elaborate e superbe.

L’apprestamento e la realizzazione di questi dolci ‘alla portata di ogni occasione’ tratteggiano, innegabilmente, l’esaltazione di un mondo domestico intitolato al femminile; di una stagione in cui, per limitatezza e pochezza d’ingredienti, le donne di casa adoperavano ogni prodotto disponibile nella propria credenza per poter propagare, dentro casa e attorno al vicinato, il morbido profumo di queste delizie caserecce dal sapore rustico e naturale.  Farina, sugna, zucchero, uova fresche e lievito per l’impasto; marmellata d’uva o di arance e confettini per completare il tutto: confetture rigorosamente guadagnate in casa nel periodo di raccolta degli ‘sganguna’ e degli agrumi riparati dal ‘jardinu’ circolare edificato dall’architettura estemporanea dei nostri sapienti contadini.

“Stasira facemu i pasticciotti”. Non c’era impedimento a questa decisione un po’ affrettata. Bisognava controllare che le formine di alluminio, in foggia tonda oppure ovale, fossero state ben conservate, asciutte e senza segni di ossidazione da ruggine, per poter disporre, dopo averne oleato la base, il primo strato di morbido impasto, proseguire con il ripieno prescelto e poi chiudere con la seconda lamina, coinvolgendo anche i più piccini nella meravigliosa arte della pasticceria casalinga pantesca.

Tutto era gioco. Puro divertimento. Anche la fase finale di questi dolci sembrava un carnevale in festa, quando, prima di conservare i pasticciotti nella ‘lanna’ per preservarne la fragranza, si guarnivano con meringhe di albume e zucchero, sulle quali adagiare i confettini multicolore, simbolo remoto di fortuna e prosperità.

Ancora oggi i pasticciotti abbondano fra le dispense di ogni dammuso. Magari realizzati con sostanze alimentari più ‘moderne’, con burro o margarina al posto della sugna, con marmellate d’ogni specie ad estendere la scelta e il gusto di ogni palato, con decorazioni più odierne ed invitanti: comunque sempre attuali, piacevoli e prestigiosi nella storia folcloristica del nutrimento dolciario di Pantelleria.

Scritto da Franca Zona

Nata a Pantelleria nel 1970, vive e lavora a Torino. Da molti anni dedita all’insegnamento, partecipa costantemente ad interventi giornalistici di natura sociale e culturale.
Collateralmente, da Esperta in Marketing Turistico, ha svolto attività collaborative nell’ambito turistico – alberghiero, valorizzando eventi del settore direttamente correlati ad istanze di natura antropologica.
Appassionata di scrittura,  ha pubblicato ‘Il dammuso del nibbio’ (coautrice) , Edizioni Schena,2015, e ‘Gli Specchi di Vera’, Book Sprint 2015.

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  1. Auguri per l edizione cartacea
    Complimenti per la puntuale cronaca dell isola che tramite la vs redazione ha voce in un panorama editoriale peraltro assente .grazie

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