I Colori di Pantelleria ad Aprilia: una mostra di quadri con “pillole e strascine pantische” il 13 ottobre

Il 13 ottobre, dalle ore 17,30, presso i locali della Cooperativa di Località Le Ferriere di Aprilia, l’Associazione Giochi di una volta” terrà una mostra di quadri dal titolo “I Colori di Pantelleria”.

Esporranno: M° Dino Massarenti, Anna Kappler, Aldo Zerrilli, Caterina D’Aietti, Katia Ferrandes, Simone Pinna, Teresa D’Aietti, Giuseppe Pavia (tutti gli autori saranno presenti).

Durante l’esposizione si potrà assistere ad un piccolo sipario “pillole e strascine pantische”, dove il vernacolo isolano dominerà la scena, ma anche la tipicità caratteriale dei cittadini e i loro usi e costumi. Sul palcoscenico vedremo:Caterina D’Aietti, Angelina Valenza, Rosetta D’Aietti, Angela Belvisi, Annamaria Ferrandes e Enza D’Aietti.

Realizzata con il patrocinio de Il Giornale di Pantelleria, l’evento è una idea di Caterina D’Aietti e Marina Cozzo che hanno voluto realizzare in occasione dei festeggiamenti del  Patrono dell’isola: San Fortunato.

L’Associazione da sempre realizza eventi nella zona di Aprilia, per mantenere viva la tradizione pantesca anche nell’Agro Pontino: dagli altarini di San Giuseppe alla processione per la Madonna della Margana, e tante altre ancora.

Ma l’occasione della Festa di San Fortunato è una novità di quest’anno per ricordare l’importanza cui l’intera popolazione è devota.

Fortunato era un soldato della Legione tebea, originario di Casei-Gerola, presso Pavia, dove un’ urna protegge le sue reliquie.

La Chiesa lo proclamò Santo in quanto fu decapitato per essersi rifiutato di offrire sacrifici agli dei di Roma o addirittura di uccidere alcuni cristiani.

Nella Chiesa matrice di Pantelleria già nel lontano 1673 erano conservate le spoglie del santo.

La comunità dell’ isola si volse ad esso con riti e preghiere per scongiurare gli effetti del  terribile terremoto del 1831 e il maremoto del 1891.

Due eventi che potevano segnare la fine di un’ isola soprattutto nel 1891 quando un’ eruzione vulcanica verificatasi nella parte ovest-nord-ovest dell’ isola fece risuonare i bronzi di tutte le chiesette dell’ isola.

Il mare cominciò a ribollire, affioravano pezzi di lava bollente mentre altri blocchi di lava incandescente saltavano in alto a circa 15 metri. di altezza, fischiando e scoppiando in aria come fuochi di artificio.

Dal mare continuava ad affiorare lava che subito si raffreddava e sprofondava da dove era venuta.

Le scosse si susseguivano senza tregua, ma anche senza causare morti, nè danni gravi.

Dalla Sicilia iniziarono ad arrivare le prime navi in soccorso alla popolazione, ma anche per effettuare ricognizioni scientifiche.

Fu in quella terribile occasione che i panteschi si rifugiarono nella Chiesa Madre dell’isola e pregarono insistentemente S. Fortunato affinché allontanasse da loro ogni pericolo.

Il Santo accolse le preghiere di un popolo che per ringraziarlo impose il nome di Fortunato ai nuovi nascituri e lo proclamò Patrono di Pantelleria.

Ogni anno in sua memoria viene celebrata una funzione eucaristica e poi in processione la statua viene portata dai fedeli al molo da dove parte una barca con l’ effigie del Santo e al largo del porto dell’ isola viene gettata in mare una corona di fiori.

Ingresso libero

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