Cultura
I cognomi Pantelleria / XVIII parte – Da Lazzara a Lopes
LAZZARA (estinta) La ritroviamo in Sicilia, in particolare a Marsala, già nel XV secolo ai tempi di re Alfonso. Arma: D’azzurro, con tre fasce ondate d’ argento, col capo d’ azzurro, caricato da tre stelle d’ oro e sostenuto da una riga d’ argento. In Pantelleria ritroviamo il cognome Lazaro (e non Lazzara) in un atto del 18 febbraio 1585, in cui viene battezzato Gio.Batta, figlio di Giacomo di Giovanni di Valentia, il padrino è Giovanni Peres soldato e la madrina “Alexandria Lazaro spagnola”. Nell’Ottocento sono trascritti nei registri dell’isola spesso colla dizione Lazzaro. Gaspare Lazzara e sua moglie Michela Figuccio, ambedue nativi di Pantelleria, hanno un figlio di nome Pasquale, nato circa il 1846, che nel 1873 sposa a La Goulette in Tunisia Josephine o Giuseppina Valenza; dalla coppia nasce Ernesto Lazzara. Caterina Lazzaro, figlia di Mario Lazzaro e Angela Gigante, sposa in Pantelleria il 6 novembre 1922 (lunedì) Giovanni Busetta, figlio di Francesco Busetta e Anna Salerno.
LICETI Attualmente ritroviamo questo cognome in contrada Tracino di Pantelleria. Il capostipite, Carlo Liceti di Vincenzo Liceti e Rosaria Lagnezza, nato circa 1765, arriva nell’isola dalla Sicilia e sposa il 20 aprile 1812 Pascha o Pasca Brignone. Carlo Liceti muore il 30 settembre 1831 all’età di 66 anni, mentre sua moglie Pasca il 25 novembre 1871 (sabato) all’età di circa 76 anni. Dalla coppia Liceti / Brignone nascono: Vincenzo (n. 1822 – m. 1824); Pietro (n. 1824); Vincenza (n. 1825 – m. 1825); Raffaele (n. 1830 – m. 1903) che sposa il 15 maggio 1859 (domenica) Francesca Tatania, da quest’ultimi nasce Luigi Liceti (n. 1869) coniugato il 30 aprile 1911 (domenica) con Pasqua D’Aquino.
LO NIGRO Cognome tipico della Sicilia, in Pantelleria nella seconda metà del Settecento. Arma: D’oro alla fascia dentellata di nero sormontata da tre gigli di azzurro. Antonino Lo Nigro è annotato in un battesimo del 25 novembre 1761. LOPEZ /LOPES E’ uno dei cognomi panteschi di chiara derivazione spagnola, nell’isola vari Lopez o Lopes li troviamo già nella seconda metà del Cinquecento. Petro Lopes è annotato in due battesimi, quello del 1° marzo 1589 e in quello del 30 settembre 1592. Arma della Casa spagnola: En plata, dos lobos
de sable. Bordura de oro, con ocho aspas de azur (In argento, due lupi di nero. Bordura d’oro, con otto croci di Sant’Andrea d’azzurro). Arma del ramo siciliano: D’azzurro, con due lupi d’oro passanti l’uno sull’altro. Dicadus Diego Lopes senior, nato a Pantelleria circa il 1595, si sposa nell’anno 1615 con certa Pasquala, da cui ha nel 1620 Dicadus Diego Lopes junior. Quest’ultimo il 28 giugno 1643 contrae matrimonio con Caterina Giglio (n. 1625), dalla quale ha Pasqua o Pasquala Lopes (n. 1654) andata in sposa il 14 giugno 1672 a Joseph Farina (n. 1636 – m. 1722), e Alonso Lopes (n. 1663) sposato il 28 gennaio 1692 con Antonia Siracusa da cui nasce Giovanni Lopes. Intorno al 1770 vive Giuseppe Lopez (Lopes), milite del castello, sposato con Maria Rizzo. (18 – continua)
Foto: Arma dei Lopez/Lopes
Orazio Ferrara
Cultura
Orazio Ferrara torna in libreria con “Santi e reliquie dei Templari”
Un libro sui Templari di Orazio Ferrara, la nostra eccellente penna di orgine di Pantelleria. Oltre 60 libri a sua firma
Con D’Amico Editore è stato pubblicato il libro “Santi e reliquie dei Templari / I segreti dei monaci guerrieri” di Orazio Ferrara, ill., pp. 108, € 12.
Attraverso un’accurata analisi documentaria, l’Autore delinea il complesso panorama agiografico e cultuale che caratterizzò l’Ordine del Tempio. Il saggio esplora il legame tra i monaci guerrieri e la dimensione del Sacro, soffermandosi su figure emblematiche come San Bevignate e sulla funzione simbolica della reliquia della Vera Croce. Particolare rilievo viene dato al culto della Maddalena, interpretato come espressione della Sophia ovvero di una sapienza iniziatica che trascende l’ortodossia tradizionale. Tra riti segreti, tra cui il rituale della cordicella, volto a trasmettere all’iniziato la dynamis e la charis delle reliquie per contatto diretto, e devozioni codificate, l’opera offre una nuova chiave di lettura sulla spiritualità templare, ponendola all’intersezione tra teologia ufficiale, mistero ed esoterismo.
Rinfreschiamo la conoscenza con Orazio Ferrara
Lo scrittore è nato il 16 luglio 1948 in contrada Grazia.
Ha pubblicato oltre una sessantina di libri e centinaia di articoli e siamo curiosi di conoscere come nasce la sua propensione per la scrittura.
Gli abbiamo chiesto da quando coltiva o sente la propensione per la scrittura “Scrivo quindi da sempre. Mi attengo ad mia massima “quello che non scrivi non esiste”.
“Da studente curava il giornale d’istituto, che poi stampavamo.”
“Probabilmente ho ereditato la passione di scrivere dai miei avi, per esempio il cappuccino fra’ Angelo Salsedo e l’editore anarchico Andrea Salsedo (per parte di madre), e dal lato artistico
dal lato di mio padre, per esempio Abel Ferrara il noto regista italo-americano (mio cugino di settima generazione, di cui accludo foto).
“Ho una curiosità intellettuale estrema, m’interessa tutto, ma in particolare, oltre gli studi localistici (Pantelleria e Sarno), storia militare, templari, folklore meridionale, marineria, il risorgimento visto dal sud, araldica e altro ancora.
“Sono stato e sono un lettore accanito, ancora oggi dedico un’ora (a letto, dopo la mezzanotte) alla lettura.”
Di prossima uscita (aprile/maggio) altri due libri, sicuramente sempre curiosi e da non perdere.
Vi aggiorneremo.
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Cultura
Via Crucis al Colosseo, sarà papa Leone a portare la croce per tutte le stazioni
Il Pontefice ai giornalisti: “Cristo è crocifisso ancora oggi. Essere portatori di pace e non di odio” Sarà papa Leone XIV a portare la Croce, durante tutte le stazioni della tradizionale Via Crucis al Venerdì Santo al Colosseo.
La scelta del Pontefice “Sarà un segno importante, perché per quello che rappresenta il Papa, un leader spirituale oggi nel mondo, è dire: Cristo ancora soffre. E porto tutta questa sofferenza anch’io nella mia preghiera”. Papa Leone XIV ha spiegato ieri sera ai giornalisti che lo hanno intercettato a Castel Gandolfo la scelta di portare di persona la croce per tutte le 14 stazioni della Via Crucis al Colosseo, venerdì 3 aprile. “Vorrei invitare tutte le persone di buona volontà, persone di fede, tutti i cristiani a camminare insieme – ha spiegato il Papa – a camminare con Cristo che ha sofferto per noi per darci la salvezza, la vita, e cercare come anche noi possiamo essere portatori di pace e non di odio”.
A padre Patton le meditazioni Le meditazioni della Via Crucis sono state affidate, su richiesta del Pontefice, a padre Francesco Patton, francescano, già custode di Terra Santa dal 2016 al 2025, una scelta significativa nel contesto della guerra in Medio Oriente. Si tratta della prima Via Crucis di Leone XIV al Colosseo. Il Papa ha anche invitato “soprattutto tutti i cristiani a vivere questi giorni riconoscendo che Cristo ancora è crocifisso oggi” e a pregare “per le vittime della guerra” perché “ci sia davvero una pace nuova, rinnovata, e che può dare nuova vita a tutti”. L’Accademia delle Prefi coglie l’invito di Papa Leone a camminare insieme come portatori di pace e non di odio.
Salvatore Battaglia
Presidente Accademia delle Prefi
Cultura
Aperte le iscirzioni al 17° Concorso Enologico Internazionale del Vino e al 7° del Grappa Award
Sono aperte le iscrizioni al XXIV Concorso Enologico Internazionale Città del Vino e al VII Grappa Award, prestigiose iniziative dedicate alla valorizzazione dei vini, delle grappe e degli spiriti italiani, i concorsi promossi dall’Associazione Città del Vino.
Per iscrivere i propri prodotti, le aziende possono collegarsi a www.concorsoenologicocittadelvino.it
Date importanti:
19 aprile 2026 – Chiusura iscrizioni online
08 maggio 2026 – termine per la ricezione dei campioni
Oltre ai tradizionali riconoscimenti per i migliori vini, il Concorso propone numerosi premi speciali:
Premio Forum degli Spumanti;
Premio Città del Bio;
Premio Mondo Merlot;
Premio Vini Vulcanici;
Premio “Iter Vitis – Les Chemins de la Vigne”;
Premio Nebbiolo Wordl;
Premio Speciale Oro Rosa.
La novità del 2026 è il Premio PIWI, dedicato ai vitigni resistenti e sostenibili.
GRAPPA AWARD 2026 – NOVITA’
Anche il concorso dedicato ai distillati si arricchisce di nuove categoria: oltre alle grappe sarà possibile iscrivere acquaviti d’uva, brandy italiani e vermouth, ampliando la valorizzazione delle tradizioni distillatorie del territorio.
Si invita a prendere visione dei Regolamenti allegati:
REG.+ITA
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