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Politica

Giarrusso (M5S): “Mi candido alla Presidenza della regione, auspico primarie larghe e un riscatto dopo il disastro Musumeci”

Redazione

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“La crisi irreversibile del Governo Musumeci e il suo fallimento sono sotto gli occhi di tutti. Nei giorni scorsi ho ricevuto non centinaia ma migliaia di richeste, da parte di cittadini siciliani di ogni credo politico, di candidarmi alla Presidenza della Regione per dare alla Sicilia un’autentica chance di cambiamento”, così Dino Giarrusso, europarlamentare del Movimento Cinquestelle, dopo aver annunciato a “L’aria che tira” la propria candidatura alla Presidenza della Regione siciliana. “Auspico naturalmente che ci siano primarie quanto più “larghe” possibili, auspico che si coinvolgano dapprima gli iscritti del Movimento per scegliere il nostro candidato, e poi tutti gli elettori di uno schieramento avverso alle destre per avere un candidato di coalizione condiviso ed una squadra di alto livello che possa davvero vincere e cambiare la politica isolana”, prosegue Giarrusso. “Solo con un autentico cambio di passo la Sicilia uscirà dalla prostrazione cui l’ha costretta l’incapacità di Musumeci e dei suoi. Nella costruzione di una coalizione vincente è indispensabile coinvolgere i siciliani ed evitare che la candidatura sia decisa a tavolino dalle segreterie di partite, men che meno a Roma. A novembre si voterà ed è bene muoversi subito e cercare un campo quanto più largo possibile ed un programma concreto e credibile. Sia chiaro che sto bene al Parlamento europeo dove gli elettori mi hanno scelto e dove con impegno onoro il mio ruolo ogni giorno, ma giacché la regola del dover obbligatoriamente completare il mandato non è più cogente ed è saltata in altri casi, io mi metto a disposizione come mi è stato chiesto. Spero che siano i siciliani a scegliere e naturalmente che la Sicilia voglia e sappia voltare pagina dopo il disastro Musumeci”, conclude Giarrusso.

Elezioni

Elezioni Europee, Antonio Parrinello si candida. L’ex direttore del Parco di Pantelleria in lizza per Parlamento Europeo

Direttore

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Antonio PARRINELLO

C ANDIDATO ALLE ELEZIONI E UROPEE 2024 NELLA LISTA S UD CHIAMA NORD – LIBERTÀ C ON CATENO DE LUCA PER UN’EUROPA S OSTENIBILE, LIBERA E ATTENTA AL F UTURO DELLE NUOVE GENERAZIONI

L ’ 8 E IL 9  GIUGNO 2 0 24 V OTA ANTONIO P ARRINELLO

Nato a Marsala nel 1962, da sempre instancabile s o s t e ni t o r e dei diritti degli agricoltori eroi , che hanno reso bellissima la nostra Sicilia. Metto in c a mpo le mie competenze con l ’obiettivo di u n’ Europa sostenibile e libera da coloro che o s t a c ol a no i l progresso. Marito di Anna Maria e orgoglioso padre di due figlie, Martina e Giorgia, ho radici sol ide e valori f a mi l i a r i che guideranno le mie azioni in Europa. Laureato all’Università di Palermo a sol i 23 anni a l l a Facoltà di Agraria, ho dimostrato sin da giovane una passione per l’agricoltura sostenibile. Con una carriera per l’ambiente professionale e esperienza, ricca  e  attualmente ricopro i l ruolo di Dirigente del Servizio S.16 Servizio Regionale di Protezione Civile per la Provincia di Trapani.

Prima di questo incarico, ho ricoperto diverse po s i z i o ni di responsabilità: Capo di Gabinetto d e l l ’ A s s e s s o r e r e g i o nal e d e l l ‘ A g r i c o l t u r a, Direttore del Parco nazionale isola di Pantelleria, Dirigente Generale del Dipartimento regionale del L a voro, Dirigente dei dipartimenti agricoltura, ambiente e corpo forestale, sei anni di lavoro a l l ’ A R S , sette anni come insegnante di sostegno.

C ommissario Straordinario di diversi enti local i r e g i o nal i . Eletto deputato al l ’ARS nel la XIV l e g i s l a t u r a , ho servito come Vice Presidente del la C ommissione legislativa Attività Produttive. C on competenza nel l ‘ambito del l ‘agricoltura, del la t r a n s i z i o ne energetica, del la green economy e del t u r i s mo, ho col laborato con diverse istituzioni di s p i c c o come la Bocconi e l ’ Istituto Italiano di Design. Inoltre, ho contribuito con i l Politecnico d i Torino e la Commissione Europea nel lo svi luppo del piano per la transizione energetica di Pantelleria entro i l 2030.

I n s i e me a voi , mi batterò per un’Europa s o s t e ni bi l e , libera e attenta al futuro delle nuove generazioni.
Il  vostro voto conta per costruire un futuro migliore per tutti noi !

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Politica

Referendum Parco Nazionale: Pantelleria 2050 esprime la propria visione

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In queste ultime settimane uno degli argomenti dirimenti e che divide la collettività è il Parco Nazionale Isola di Pantelleria.

Che il Parco sia un plusvalore per il territorio ed uno strumento utile per aiutare l’economia dell’Isola, soprattutto per tenere in vita quel poco di agricoltura rimasta, è certezza e chi non lo ammette è sicuramente in malafede.

 

Il Comitato Promotore per il referendum sul Parco certamente rappresenta un passaggio importante per far sì che la cittadinanza si possa esprimere con uno strumento di democrazia diretta, fondamentale per la nostra Repubblica. 

 

Del resto siamo stati proprio noi, con la nostra amministrazione, ad introdurre il regolamento sul referendum comunale che prima di allora, benché previsto nello Statuto comunale, era irrealizzabile in quanto non era stato seguito da una norma di attuazione quale il regolamento. 

Chi meglio di noi crede in questo necessario strumento che se adottato in precedenza, sarebbe potuto essere estremamente utile, ad esempio, quando partì l’iter istitutivo del Parco Nazionale e la sua successiva istituzione nel 2016?

 

Riteniamo che gli attuali quesiti posti in essere dal Comitato debbano essere rivisti e riformulati in maniera più confacente alle norme e, soprattutto, essere resi più utili al fine perseguito. Ricordiamo che il referendum consultivo comunale porterà a dei risultati che saranno rivolti verso l’Amministrazione Comunale e non verso altre istituzioni.

 

Il problema però è che anche i quesiti rivisti e riproposti in queste ultime ore in parte cozzano con la finalità del referendum comunale. Significa che si riducono ad una sorta di sondaggio ‘pro-contro parco’ poco utile allo scopo e costoso per la comunità.

 

Abbiamo dei dubbi su come sono posti i tre quesiti rivisti e li vogliamo condividere con la comunità panetsca:

1.     Il primo quesito non sembrerebbe rispettare le norme sul referendum comunale. Innanzitutto la perimetrazione del Parco è un fatto cristallizzato e, soprattutto, passato al vaglio della cittadinanza, volente o nolente, attraverso gli organi elettivi, che nel corso degli anni hanno partecipato all’iter di istituzione del Parco attraverso le delibere di Giunta e di Consiglio Comunale emesse fino alla istituzione nel 2016. Come abbiamo già detto, sarebbe stato opportuno proporre un referendum consultivo comunale in quel periodo, prima dell’emanazione di quegli importanti atti, ora è inutile chiudere la stalla quando i buoi sono scappati. Inoltre, bisogna precisare che il territorio sotto l’egida del Parco è il 78,6% e non l’85% come si scrive. 

2.     Il secondo quesito, oltre a non rispecchiare i dettami del referendum comunale, sarebbe contra legem in caso di risposta referendaria negativa, perché le norme alle quali si deve adeguare l’Ente Parco non sono comunali, ma nazionali e di gerarchia delle fonti superiori a quelle locali. In questo caso anche l’Amministrazione Comunale non può fare nulla.

3.     Il terzo quesito, condivisibile, dovrebbe spingere l’Amministrazione Comunale, in caso di risultato referendario positivo, ad interloquire col Parco per fornire strumenti e risorse agli agricoltori, magari in cofinanziamento, per recuperare i terreni incolti e ripristinare una produzione che, piano piano, va diminuendo a danno dei produttori panteschi ed a favore sia degli industriali del settore sia di possibili speculatori. Ricordiamo che l’azione del Parco è infatti prioritariamente indirizzata alla tutela e alla valorizzazione della propria ruralità e quindi della sua agricoltura (su terreni colti ed incolti).

4.     Altri quesiti, invece avremmo voluto leggere, ma non esistono. Dovrebbero essere quelli che, in caso di risultato referendario positivo, darebbero le linee guida al parere che l’Amministrazione Comunale dovrà esprimere riguardo al Piano del Parco. Questo parere, secondo noi, non può non tenere conto delle necessità, idee, aspirazioni di tutti i soggetti attivamente coinvolti del territorio (cosiddetti stakeholders).

Per noi si tratta quindi di un’iniziativa lodevole per la democraticità auspicata, ma con ancora dei punti deboli che tutti i soggetti interessati dovrebbero contribuire a rafforzare.

 

Come gruppo Pantelleria 2050 siamo disponibili a dare il nostro contributo alla formulazione dei quesiti e ad informare la cittadinanza sulla portata degli stessi.

Pantelleria2050

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Politica

Elezioni Europee. Corrao: Non mi ricandido, ma 10 anni di lavoro per la Sicilia non andranno perduti

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L’eurodeputato alcamese annuncia:  “Antoci grande mossa del M5S, volto credibile dell’antimafia a cui spero di trasferire le mie battaglie su legalità, corretto uso fondi Ue e ambiente”.

Bruxelles, 9 Aprile 2024 – “Dopo dieci anni di servizio, ho tenuto fede a quanto più volte affermato pubblicamente decidendo di non ricandidarmi alle prossime elezioni europee. Ringrazio di cuore sia tutti coloro che mi hanno sostenuto negli anni e incitato a partecipare anche a questa tornata, sia chi ha espresso apprezzamento verso il mio lavoro offrendomi un posto in lista – cosa non affatto scontata – in questa tornata elettorale. Ritengo però che sia giunto il momento di guardare avanti, verso nuovi orizzonti di vita privata e professionale, mantenendo intatto l’impegno civico anche fuori dai palazzi” – così l’eurodeputato Ignazio Corrao annuncia la decisione di non ricandidarsi alle prossime elezioni Europee.

“Desidero esprimere – sottolinea l’eurodeputato alcamese – la mia più profonda gratitudine a tutti coloro che, riponendo in me fiducia, mi hanno investito di innumerovoli questioni territoriali in questi anni di lavoro intenso e appassionato. Un impegno che mi ha portato ad essere tra i parlamentari europei più produttivi sia nella passata che in questa legislatura. Un lavoro parlamentare e politico fatto di centinaia e centinaia di atti, emendamenti, incontri, sopralluoghi, relazioni e ruoli di rappresentanza che spesso sono stati molto tecnici, settoriali e difficile da comunicare, ma che intendo rendicontare in modo minuzioso alla cittadinanza in un documento che si affianca ad un lungo libro che ho scritto in questi anni e descrive minuziosamente la Sicilia che ho girato, letteralmente (e credo sia un record) in ogni suo angolo e in ognuno dei suoi 391 Comuni”.

“Nel corso di questi anni – prosegue Corrao – abbiamo portato avanti un lavoro enorme, sia sul fronte delle battaglie ambientali che su quelli della legalità e del corretto utilizzo dei fondi UE, spesso finiti nelle tasche della criminalità organizzata. In questo nuovo contesto, dominato dalle ingenti risorse del PNRR, è essenziale garantire che la lotta alla mafia e alla corruzione continui con forza e determinazione. Per questo motivo sono molto felice che il Movimento 5 Stelle, in cui ho militato dalla sua nascita ricoprendo ruoli di assoluto rilievo, e con cui sono stato eletto eurodeputato nel 2014 e 2019, abbia indicato come capolista nella Circoscrizione Isole proprio la figura di Giuseppe Antoci, volto credibile e concreto dell’antimafia in Europa.
La storia personale di Antoci è una garanzia di prosecuzione e rafforzamento delle battaglie da me condotte in questi anni per la trasparenza, contro la criminalità organizzata e a favore dell’ambiente. Il Dottor Antoci ha dimostrato un’eccezionale capacità di rappresentare la Sicilia che non si piega, che combatte, dimostrando di saper unire le forze operative dello Stato con una volontà politica incrollabile e il coinvolgimento dei vari livelli istituzionali. Lo dimostra anche il riconoscimento del Protocollo Antoci, che io stesso sostenni con convinzione anni addietro, come modello di riferimento da parte della Commissione Europea”.

“Mentre chiudo questo straordinario capitolo della mia vita personale e politica – conclude Ignazio Corrao – chiedo ai cittadini siciliani e sardi di appoggiare questa candidatura e le qualità uniche di Giuseppe Antoci. Con lui al Parlamento Europeo, le nostre battaglie non si perderanno, ma verranno rese più forti ed efficaci. Per quanto invece mi riguarda, avendo da poco compiuto 40 anni, per me è tempo di stare fuori dai palazzi e dedicarmi ad altri progetti, così come avevo promesso e professato per anni, con la consapevolezza che le competenze acquisite e rafforzate in questi anni possano costituire un valore aggiunto, nel futuro, per la terra che ho cercato di rappresentare con onore in questi 10 anni. E a proposito di onore, ho sempre detto che il titolo di ‘onorevole’ andrebbe conferito ai deputati solo ex post, se durante il mandato ci si è comportati in modo degno. Non ho mai voluto usare il titolo in questi anni, ma spero che, avendo sempre cercato di rappresentare la mia terra al meglio nel rispetto dei programmi e degli impegni presi con i cittadini, la mia decennale esperienza possa essere considerata onorevole”.

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